Roars ha da molto tempo sottolineato i rischi intrinseci all’Abilitazione Nazionale per come essa è stata disegnata dal legislatore e da ANVUR. In particolare si erano più volte messi in evidenza i pericoli dovuti a un meccanismo potenzialmente foriero di contenzioso e alla designazione di un numero di abilitati non assorbibile dal sistema. Tali pericoli si stanno puntualmente avverando. Roars non è in grado di monitorare cosa sia accaduto nei singoli settori concorsuali, ciascuno dei quali sembra fare storia a sé. Mette però a disposizione dei lettori che desiderano discutere e commentare lo svolgimento dell’ASN un apposito spazio, costituito dai commenti in calce a questo post.

Raccomandiamo, anche per facilitare la moderazione da parte alla redazione, di evitare espressioni ingiuriose (che verranno comunque bloccate) e di  produrre argomentazioni i cui riscontri siano in qualche modo sottoponibili a verifica.

Per ora (5 dicembre 2013, h 00:10) sono usciti soltanto 13 settori concorsuali:

  • 01/A4 – Fisica Matematica
  • 06/D3 – Malattie Del Sangue, Oncologia E Reumatologia
  • 06/E1 – Chirurgia cardio-toraco-vascolare
  • 07/H1 – Anatomia E Fisiologia Veterinaria
  • 07/H5 – Cliniche Chirurgica E Ostetrica Veterinaria
  • 08/A1 – Idraulica, Idrologia, Costruzioni Idrauliche E Marittime
  • 09/H1 – Sistemi Di Elaborazione Delle Informazioni
  • 11/A1 – Storia Medievale
  • 11/A3 – Storia contemporanea
  • 11/A4 – Scienze Del Libro E Del Documento E Scienze Storico Religiose
  • 11/C2 – Logica, storia e filosofia della scienza
  • 11/C4 – Estetica e filosofia dei linguaggi
  • 12/B1 – Diritto commerciale e della navigazione

Ecco il link alla pagina del MIUR che si aggiornerà con i risultati degli altri SSD.

3312 Commenti

  1. Sono usciti oggi i risultati per MED/44 e resto sempre più perplessa sui giudizi della commissioni. Cito alcuni punti del mio giudizio che lascio a voi giudicare:
    1) Ha svolto limitata attività
    didattica e assistenziale in medicina del lavoro.

    Sono docente dal 2005 in tre corsi di laurea magistrale 2 di medicina ed uno in biotecnologie sono docente ad un master in medicina del lavoro sono docente in 2 specializzazioni in igiene e medicina del lavoro e docente in tre lauree triennali .

    Sono coordinatori dei medici competenti dell’ateneo dal 2009 e svolgo attività assistenziale da ormai 10 anni in medicina del lavoro

    2)non coinvolgimento in progetti di ricerca internazionali.

    Ho partecipato tra gli altri al progetto Ministero Attività Produttive DM 27/01/2005 sponsorizzato dall’unione europea

    3)da un parte scrivono La valutazione è positiva per tutte le pubblicazioni dicendo poi che solo parte sono attinenti. Parliamo di lavori contestati su oncologia a patologie cardiovascolari .

    • Quello della “pertinenza disciplinare” è lo strumento più usato da certi commissari per eliminare dei candidati con buoni titoli, mentre approvavano altri con titoli mediocri.
      Purtroppo, per quanto ignobile, è l’argomento contro cui è più difficile difendersi, in virtù della discrezionalità delle commissioni. Ma la discrezionalità non può diventare arbitrio: sarebbe eccesso di potere, se non violazione di legge. Si può cercare di provare la propria attinenza, documentando i lavori svolti (didattica e ricerca) nell’ambito del raggruppamento concorsuale.

    • consiglio di iniziare a preparare i punti per il ricorso al TAR:
      i) nelle pubblicazioni multidisciplinari, come viene effettuata la verificata la pertinenza dell’attinenza del candidato di parte della pubblicazione.?? mistero

    • Se ritieni che la commissione possa avere abusato dello strumento della congruenza delle pubblicazioni col SC, richiedi al Ministero, declaratoria alla mano, la riapertura del verbale, con motivazione ANALITICA di quali pubblicazioni non siano congruenti e perchè. Io ho chiesto anche al Ministero di indicarmi il mio SC di appartenenza, visto che per 10 anni sembra che non abbia prodotto articoli congruenti col mio, a giudizio della commissione.

  2. Ormai è inutile scrivere commenti su questo specifico articolo “Monitoring ASN”. 2627 commenti senza più ne capo ne coda. Nessuno o quasi fa proposte, tutti o quasi si lamentano … è diventato il lalemtatoio dell’università.
    Forse Roars dovrebbe prendere in mano la situazione e divididere gli interventi su due o più nuovi capitoli: proposte;
    proteste;
    segnalazioni di errori;
    segnalazione di ingiustizie …etc

    • Chi ne è infastidito, può smettere di leggere o di partecipare. Infastidisce però anche che alcuni si sentano infastiditi dall’espressione di un quasi generale disagio, generato dalle premesse, dalla forma, dalla sostanza e dai risultati di questa ASN. Ognuno esprime quel che pensa, elabora e sente, e deve poterlo fare come gli pare, entro i limiti dell’etichetta in rete. Magari tutto si fermasse qui!
      Il disagio e la conflittualità si inaspriranno e creeranno fratture insanabili all’interno dei vari atenei quando il processo continuerà trasferendo il campo di battaglia nelle università (‘chiamate’ che renderanno impossibili certi concorsi bloccando e scavalcando gli abilitati locali; concorsi anziché normale avanzamento di carriera per gli abilitati già inquadrati, e altre possibili invenzioni). Si sa che non tutti gli abilitati ne potranno usufruire, ma non si sa cosa riserva il futuro, dunque buttarsi nella mischia e all’attacco!, e che vinca il/la …(aggettivazione a piacere). Se ne hanno già delle anticipazioni. E allora il ministro comparirà quale dea ex machina, bendata e imparziale, ma per fare non si sa che dato che aspetta dagli altri le proposte – e lo cinguetta seraficamente e monofrasticamente – per come disinnescare definitivamente questa bomba micidiale. E’ chiaro che anche se decidessero di abolire Anvur a Asn, è difficile improbabile impossibile e anche ingiusto che questa prima tornata venga annullata e rifatta da capo. Per cui si dovrebbero impartire direttive serie, secche e brevi (non papiri chilometrici) per limitare e circoscrivere i danni all’interno degli atenei e per non aumentare la disperazione di chi ne ha già.

    • Il quadro emergente? una popolazione accademica poco matura. Nel dipartimento cui afferisco non ho visto bocciature ingiuste. ho notato però abilitazioni troppo facili.
      Bisognava puntare all’eccellenza, abilitare solo quelli con 3 mediane, con lavori su riviste di grande impatto, vincitori di grant e con riconoscimenti internazionali per i risultati conseguiti nella ricerca.

  3. @eriberto
    Caro Eriberto, evito di dare un giudizio sul tuo commento…… anche perche’ sicuramente, almeno spero per te, non hai visto che la mia era una risposta a Fausto.
    Il senso era, rispondendo a chi diceva che finalmente questa ASN ha premiato i migliori e non ha abilitato il 90% dei candidati perche’ “somari ” o vecchi “mestieranti”, che questa ASN e’ stata come tutti gli altri concorsi. Ha abilitato bravi e meno bravi con la solita arbitrarieta’ di tutti i concorsi. Il che non vuol dire che chi e’ passato non sia bravo. Il brutto e’ che molti bravi non sono passati, cosi’ come molti somari. Per questi ultimi nulla questio, ma per i bravi, come la mettiamo ? Capito ora ?

    • @antongiulio: Il fatto è che la mia era una risposta a kery, non a te e vedo ora che kery a sua volta rispondeva te. se l’avessi, come diciamo noi ggiovani, chiocciolata sarebbe stato più chiaro ma credevo che il riferimento ad autisti e amanti fosse abbastanza esplicito.
      Il tuo ragionamento mi sta anche bene, ma secondo me qui si esce dal campo dei concorsi universitari e si entra in quello della teodicea (perché Dio consente che il giusto soffra e l’empio prosperi?).
      Comunque se mi bocciano diventerò un aspro denigratore della procedura ;-)

  4. Mediane, mediane…. ma a cosa sono servite e a cosa servono. Non sarebbe meglio una valutazione di una Commissione formata da un numero congruo di membri (dieci) che giudica la produzione e i curricula dei candidati ? Non mi sembra che siano serviti i criteri insiti nelle mediane…….. Anche perche’ sono stati completamente disattesi. La gran parte dei commenti postati non avrebbe avuto ragion d’essere e i commenti e le valutazioni sarebbero state quelle di ogni altro concorso passato. E soprattuto sarebbero state digerite meglio. Cosi’ e’ sembrata una presa in giro. O meglio lo e’ stata. Pensate allora che tutto e’ stato come prima ma fatelo capire bene a chi posta commenti del tipo “finalmente le cose serie”………….

  5. Mi dispiace che il collega paolo si sia scocciato di sentire le lamentele, ma queste per quanto mi riguardano non rimarranno tali in quanto io con le tre mediane che superano il valore imposto per ordinario e non per associato effettuerò di sicuro il ricorso. Questa è “la soluzione “. Il ricorso non deriva da semplici lamentele per non essere stata abilitata ma da valutazioni discrepanti effettuati dalla commissione sui diversi soggetti .

    cito mio giudizio
    Migliorabile il contributo individuale (tre come primo o ultimo nome ed una come secondo).( cioè 5)

    giudizio di abilitata
    L’apporto individuale nei lavori in collaborazione è discreto essendo in posizione preminente in 5 delle 14 pubblicazioni

    Altro giudizio
    La collocazione editoriale presenta 13 pubblicazioni su riviste citate su SCOPUS; da questa banca dati si ricava che nelle 10 pubblicazioni più recenti ha fornito un diretto ed evidente apporto individuale essendo sempre in prima o ultima posizione (questo aspetto era meno evidente negli articoli presentati con allegato).
    In altre parole nelle 14 presentate è solo una volta primo nome e sono andate a vedere le altre non presentate, se avessero fatto lo stesso per me sarei in quasi tutte primo nome

    coerenza dato per altro discutibile a mio giudizio
    La coerenza tra le ricerche scientifiche svolte e il SSD MED/44 è rilevabile in alcune pubblicazioni, ma sostanzialmente assente in 6 pubblicazioni

    commento su abilitato
    Vi è buona coerenza tra le ricerche scientifiche svolte e il SSD MED/44 per 8 pubblicazioni su 14; per le altre la coerenza è limitata

    e per concludere abilitato con 0 mediane

    Il candidato non supera le mediane per gli indicatori bibliometrici considerati………..Alla luce degli elementi evidenziati la commissione delibera a maggioranza l’attribuzione al candidato dell’abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore di seconda fascia .

    Non cito altri punti di discordanza per motivi personali ma sicuramente anche questi meritevoli di notevole attenzione per le mie decisioni future del ricorso.

    Paolo vuoi una soluzione “il ricorso ” dare un segnale di ribellione. Se errori “spero in buona fede” sono stati commessi il ricorso li correggerà. O io dentro o gli altri fuori la legge è uguale per tutti.

    Forse stasera sono amareggiata, non critico il mio giudizio, ma il rapporto di questo con gli altri. Se ho svolto la stessa attività assistenziale e didattica( forse anche superiore) di altri colleghi perché il mio giudizio è stato sminuito mentre per gli altri è risultato eccellente? Questi dati sono scritti dimostrabili ed inconfutabili.
    Forse il ministro dovrebbe leggere le nostre lamentele verificare i dati ed agire. Si parlava di metodo giusto. Ma giusto per chi????????

  6. Propongo a tutti una riflessione o se volete una domanda che forse è stata posta qualche post più indietro.
    Come si può pensare che cinque commissari di cui uno estero possano valutare nel merito ed esprimere un giudizio analitico pubblicazioni (migliaia di pubblicazioni) che benchè ricadenti nello stesso settore concorsuale possono riguardare settori disciplinari e argomenti così distanti fra loro e soprattutto distanti dalle areee di ricerca di interesse dei commissari?
    Questa riflessione va combinata a quella per cui è dimostrato che il tempo dedicato da ogni commissario alla lettura e la valutazione del CV di ciascun candidato è stato per molti settori concorsuali sotto il minuto.
    Conclusione (o almeno mio convincimento): l’ASN concepita come è ora, diciamolo chiaramente, è una presa in giro, un’offesa all’intelligenza di ognuno dei candidati. Tuttavia ad ammetterlo, come è forse comprensibile che sia, è in gran parte chi non si è visto abilitare pur avendo “i numeri” ovvero superando le mediane, l’unico parametro di valutazione oggettivo che, per le due ragioni sopra menzionate (l’ampiezza delle aree di ricerca ricadenti in un settore concorsuale, e il tempo a disposizione della commissione per valutare le pubblicazioni di ciascun candidato) si poteva utilizzare.

    • Il fatto che un parametro sia oggettivo non significa che sia significativo. Ad esempio l’indice H contemporaneo per molti SC aveva un valore ridicolo (tipo 4,5,6), manipolabile a piacimento con qualche autocitazione ad hoc. Molto più significativo, soprattutto per la I fascia, il valore di H non normalizzato.

    • Non ha alcun senso chiedere 5 commissari di un ssd di cui uno straniero, in genere non fluente in italiano, di dare giudizi su candidati della cui produzione non hanno alcuna competenza.Questo è l’assurdo dei concorsi italiani, quale sia il metodo: vecchi concorsi nazionali a posti limitati, concorsi locali, ASN. Ma come può un commissario filosofo politico esperto prima in marxismo ora in multiculturalismo dare un giudizio sulla produzione di uno storico di filosofia medievale? Già non rientra nel ssd 11/C5, chissà come c’è capitato, figurarsi se può dare giudizi su storici della filosofia medievale, antica, moderna, contemporanea. Questo è accaduto.Lo stesso può ripetersi per un storico della filosofia che ha studiato solo i neokantiani. E’ assurdo questo metodo dei concorsi, un mix di localismo e centralismo, senza alcuna dignità scientifica. Forse dovevano limitarsi a contare le mediane. Una scrematura: niente di più. I commissari Ocse poi sono penosi: in genere dai cv e guardando un po’ su google si intuisce che hanno fatto domanda su sollecitazioni di colleghi italiani, con cui erano in contatto. E per i 16.000 euro. D’altronde ci si aspettava che i migliori cervelli europei e americani venissero a impelagarsi nella concorseria italiana? Un accademico straniero serio viene al massimo per una tesi di dottorato nel settore in cui è specializzato. Non si sognerebbe mai di dare giudizi su candidati con una produzione estranea ai suoi interessi. E qui bisognerebbe cominciare a riflettere sulla stessa assurdità dei concorsi italiani, perché inevitabilmente, anche con le migliori intenzioni, non possono riuscire a selezionare i migliori. Occorre renderci conto che il metodo nel quale si è strutturato nel ‘900 il sistema italiano è errato. Non solo perché produce iniquità e shifezze, ma perché è dannoso alla cultura e alla scienza italiana. Qualcuno ha ricordato i concorsi nazionali passati quando pochi professori di rango -come si dice – esaminavano 4-5 candidati per 3 posti. Bene anche in questi casi sono accadute cose dannosissime per la cultura italiana. Faccio un esempio, Enrico De Negri, traduttore della Fenomenologia di Hegel. Ottimo traduttore e filosofo, De Negri si rende conto dallo stesso tedesco di Hegel, che Hegel ha secolarizzato e rilanciato il cristianesimo. Ha compiuto l’operazione inversa di Agostino. Bene, è bravo, vince un concorso nel 46-47 ( non ricordo bene, ma dopo il 45, uno dei primi concorsi). Ottiene anche una cattedra, ma dopo un anno gli annullano la vittoria del concorso. Perché? Perché i filosofi del tempo sono hegeliani, magari passati al marxismo, ma hegeliani, e non si può ammettere la tesi di De Negri. Il quale neppure perde tempo a tentare un nuovo concorso, se ne va a Berkeley, ottiene un posto e insegna lì fino alla pensione. Mi pare che alla fine lo richiamino in Italia per una cattedra per studiosi di chiara fama, ma ormai è vecchio. In Francia non lo avrebbero mandato via, neppure in Uk, né negli Stati Uniti. l’Italia ha energie e cervelli, ma non sa utilizzarli, perché ama lo status quo e vede in tutto un attentato al sistema, al potere dei pochi che si spartiscono la torta e tutto deve rimanere uguale. Così abbiamo vecchi dinosauri che per tutta la vita hanno riscritto la propria tesi di laurea e riproducono cloni, che riproducono le stesse trite discussioni. Ma vi rendete conto che qui si litigano ancora tra Napoli e Torino sullo storicismo? Che quasi più nessuno in Europa considera Weber un filosofo, ma un sociologo che ha enormente complicato le cose con l’equazione modernità-razionalità. Negli ’80 e 90 c’ è stata una grande discussione su questa modernità troppo tedesca tra americani, inglesi e tedeschi, ma qui non è arrivato niente. Se qualcuno ha provato a introdurre questi problemi è stato considerato uno scocciatore. Poi pensate a quanto contano da noi le scuole. Possono diventare potentati che per decenni e decenni bloccano tutto un ssd. Bene,anche in Uk e in US ci sono studiosi che scrivono un’opera di successo, che per un certo periodo domina. Anche a Cambridge ci sono gli Skinner’s boys, ma non a Oxford. Pocock ha goduto di una grande fortuna, ma è stato criticato negli Stati Uniti, lui ha accettato le critiche e stop. Nessuno ha avuto la carriera bloccata perché aveva demolito Pocock.Anzi ha fatto carriera. Questo perché non si formano scuole e perché non ci sono grandi rapporti con la politica. In Inghilterra c’è stato Giddens, che fece della LSE il laboratorio di Blair, ma è rimasto circoscritto alla LSE. Da noi si sarebbe imposto dalle Alpi alla Sicilia. avrebbe formato una scuola che chissà quanti allievi avrebbe prodotto. Credo si debba parlare di questi problemi e da qui si capisce l’inutilità di concorsi che sono un mix di localismo e centralismo estremo che nuoce in primo luogo all’università e al paese.

    • @gab
      Nei settori bibliometrici, il parametro oggettivo non è uno ma, come si sa, tre, le tre mediane. Difficile manipolarle tutte e tre, specialmente quella degli articoli su rivista.
      Circa le autocitazioni, si fa presto a escluderle dal calcolo, e i commissari potevano farsi un’idea del loro peso per ciascun candidato semplicemente andando su Scopus.
      In ogni caso, meglio indicatori oggettivi, benchè manipolabili (vogliamo parlare allora di chi ha manipolato la propria età accademica?) che finti giudizi analitici elargiti in meno di un minuto da commissari che, come è normale che sia, sono competenti solo per un frammento della molto più che variegata attività di ricerca che viene svolta in un settore concorsuale.

    • @hoffman:
      concordo pienamente, le mediane, per quanto non scevre da errori e soggette ad interpretazioni varie, sono un parametro quantitativo, che nel caso dei settori bibliometrici difficilmente è manipolabile. Anche il discorso delle autocitazioni lascia un po il tempo che trova: per avere le autocitazioni, bisogna prima avere prodotto gli articoli che le contengano. E comunque sono facilmente eliminabili dai conteggi.
      Il punto è che le commissioni in alcuni (non pochi) casi, hanno giocato a fare Dio, andando ben oltre quello che era il loro compito. Una linea di pensiero piuttosto diffusa tra i colleghi è la seguente: la commissione doveva abilitare allo svolgimento di una ulteriore selezione (il concorso locale); in ragione di ciò, chi avesse soddisfatto il requisito quantitativo (le mediane, tutte e tre), sarebbe ragionevolemnte dovuto essere abilitato. Poi i casi di 2/3 o 1/3 potevano ( e qui la commissione sarebbe servita davvero) essere valutati in maniera molto approfondita e sottoposti al giudizio di abilitazione. Se da un lato questa potrebbe sembrare una soluzione semplicistica e a rischio di un gran numero di abilitati, va invece considerato che molti di quelli che si sono poi presentati con 1/3 mediane (e sono stati abilitati) non avrebbero nemmeno, ragionevolmente, fatto domanda.

    • @Odin
      concordo pienamente su quanto scrivi.
      Il superamento delle mediane poteva essere ignorato se i commissari fossero stati in grado di giudicare analiticamente i titoli e le pubblicazioni presentate, ma come detto, non lo hanno potuto fare, sia per mancanza di tempo che per mancanza di competenze nelle aree di ricerca diverse dalla loro.
      Può essere che alcune commissioni abbiano utilizzato altri criteri oggettivi (come detto, gli unici che ovviano ai due limiti di tempo e competenze di cui sopra) aggiuntivi rispetto alle mediane, ma allora sarebbe stato giusto renderli noti e farlo per tempo. I criteri di valutazione pubblicati dalle commissioni dicono invece tutto e niente.

  7. credo che tra i tanti giudizi fino ad ora pubblicati, questo possa essere considerato il manifesto di questa asn:

    “Cherubino che facciamo? abilitiamo questo e non il precedente? Sicuro? ….”.

    poi ho voglia di scappare da questa accademia
    poi leggo Kery
    poi leggo Lucia
    poi leggo molte altre opinioni pacate

    personalmente appartengo ad una scuola minuta e priva di speranze in questo consesso, capisco di aver sbagliato a non accettare quel posto lontano che mi era stato offerto e a pensare il mio futuro in italia mi viene il panico.

    a voi chiedo una sintesi.
    cortesemente delle proposte chiare da sottopore al ministro. credo che lei aspetti proprio questo per muoversi adottando provvedimenti politici.

    ( e intanto aspetto ancora, sperando di non dover leggere simili parole …)

    • .. e purtroppo, @Ermengarda, di Manifesti adatti non solo all’ASN ma all’intera situazione universitaria ce n’erano molti altri:
      ———–
      Il candidato è appena diventato ricercatore. e mi pare già molto
      —-.
      Le pubblicazioni confermano il profilo di un “fiancheggiatore” molto attivo della vita universitaria, non pronto – o non adatto – ad un’abilitazione da docente interno
      ——
      si farà.forse, per ora non è da abilitare
      ———
      filotto napoletano (laurea, dottorato, assegno, posto da ricercatore) la candidata è decisamente un prodotto di scuola
      ——
      eccoci qua. il candidato è RU dal 2004, lavora sodo sui temi scelti e perseguiti con criminale pervicacia dalla sua facoltà, partecipa a programmi di ricerca PRIN, insegna e progetta con coerenza.
      ———–
      I testi affrontano argomenti importanti e in genere monografici, la lettura però è davvero sconfortante, la scrittura è estremamente superficiale e dilettantesca,l’approccio terribilmente provinciale, la struttura dei testi rivela una qualsiasi forma di controllo da parte di chicchessia (editro, reviewer, un docento o magari anche un amico). insomma la sua partecipazione al concorso è garantita dalla pura quantità delle sue pubbicazioni, ma in questo modo, grazie ai soldi di famiglia o alle pubblicazioni low-cost, chiunque può essere professore. assolutamente da non abilitare.
      ———–
      trattasi chiaramente di un assoluto “chierico” digitale, completamente committed allo strumento. sembra ben inserito nella comunità internazionale dei digitalisti, ma alla fine da un vero senso di claustrofobia, non sembra capace di mettere un momento la testa fuori dalla sua pratica per comprenderne e semmai propagandarne la necessità o le ragioni teoriche. secondo me è ingegnere. non abilitato, ma con speranze per il futuro
      ———
      il libretto su Rossi è esemplare (e molto irritante) da questo punto di vista. l’autore stesso rivendica il fatto che narra dei fatti di cui lui è stato testimone (insieme a Dio!) e che non ha altre prove.
      ———
      Dopo il 2009, nel 2012 pubblica ben QUATTRO monografie e UN contributo su volume. Questo si crede basti, senza dover andare a discutere in merito ai “Linguaggi anarchitettonici“… Abilitazione: no
      ———-
      collocazione accademica incerta (si definisce di “terza fascia”?)e comunque in altro settore disciplinare.
      ———
      La qualità dei pdf è particolarmente “sciatta”.
      —–
      per me si può anche non abilitare.
      ————
      abilitazione molto molto molto difficile, tutto sommato impossibile
      ——-
      Non (necessariamente) abilitata
      —————-
      La candidata apparentemente non scrive dove e quando si è laureata e dove e quando si è addottorata.. tutto sommato non idoneabile
      ———
      IL CANDIDATO ALLEGA 12 PUBBLICAZIONI E NE CITA ALTRE 4. UN FILE NON SI APRE ED UN ALTRO E’ RIPETUTO DUE VOLTE
      ———
      si è laureato nel 1991 e ha conseguito il dottorato di ricerca (non ci dice dove) nel 1992. Nulla di memorabile o di disciplinarmente significativo
      ————
      Ancora troppo poco, candidato in via di formazione (si spera). Abilitazione: no.
      ———–
      affronta e forse si perde in un tema molto ambizioso e forse impossibile: aggiornare ed estendere la tradizione degli studi urbani tipomorfologici italiani fino a comprendere la condizione complessa e caotica del territorio urbano contemporaneo. Forse è come svuotare il mare con un bicchiere, comunque per ora non solo non ci riesce, il che non sarebbe nulla di grave, ma nemmeno ad appassionarci al tentativo. non idoneo
      ———————————————-

      Non ho niente contro i componenti della commissione 8/D1, ne contro gli architetti in generale, lo giuro! :) Ma quelli elencati possono davvero essere assunti a manifesti, se non dell’ASN, se non altro dell’Università italiana.
      Qualcuno fermi il mondo, per favore, perché voglio scendere…
      P.S. Sono ancora in attesa di qualcuno che abbia la voglia e le competenza di scrivere in merito un bel romanzo filosofico o una bell’antologia… chissà che non gli valga il premio nobel della Letteratura (che sarebbe tuttavia un titolo insufficiente per poter entrare in Accademia…con buona pace di tutti).

    • a) A partire dalla tornata 2014 chi ha 3 mediane sopra soglia e ha sviluppato una attivita’ coerente con il settore concorsuale ottiene l’abilitazione
      b) La tornata 2014 deve essere aperta anche ai non abilitati della tornata 2012

    • @lucy13:
      1) sono d’accordo. Chi aveva le tre mediane andava abilitato. Che poi le commissioni abbiano fatto uso spropositato della “coerenza” è un altro paio di maniche…
      2) Andrebbe riaperta la 2013… in realtà bisognava attendere la chiusura della 2012, e POI porre la scadenza per presentare domanda per la 2013. Sono sicuro che molti avrebbero avuto altre scelte rispetto al subire la non idoneità senza altre possibilità nell’immediato.

  8. Cara Kery, questo tuo messaggio mi piace tanto e mi spinge ad intervenire, un ultima volta, per aggiungere una postilla: é verissimo che in US e UK non si formano le scuole-cupole e secondo me questo dipende dal fatto che in quei Paesi le Università, per tradizione ormai radicata, sono veramente indipendenti e sono in concorrenza le une con le altre. Vengono viste come centri del sapere/laboratori di pensiero e di creatività, che vanno a produrre un valore aggiunto per la società. In UK questo lo si vede anche dal fatto che, nel REF, l’ impatto extra-accademico conta ben di più rispetto all’ impatto accademico. Così, per uno che sia in una School of Medicine, pubblicare ad es. su un nuovo farmaco produce il massimo dell’ impatto (e, per lui, del beneficio) nel REF se quello, brevettato, viene poi utilizzato da Case farmaceutiche. Per uno che sia lecturer in una School of Law, scrivere un articolo che venga poi citato in una proposta di legge o in una sentenza di un tribunale è il meglio che può succedere per la sua inclusione nel REF; ciò aumenterà il suo standing nel Dipartimento e faciliterà la promozione. Una citazione da parte di un legislatore o di un tribunale – per stare a questo esempio – vale di più di una citazione da parte di un altro accademico. Insomma, le Università sono viste come dei motori per lo sviluppo e non sono certo un mondo chiuso, altro che “scuole accademiche”….ritengo che in Italia chi ha pensato la legge 240 conoscesse perfettamente la realtà delle Università italiane e che, al di là della retorica, l’ ASN sia stata introdotta proprio per tutelare i circoli chiusi delle scuole-cupole accademiche, dando loro una veste istituzionale…che tristezza. Poi, come scrivevo ieri, una persona come me farebbe volentieri a meno di intervenire, se non fosse per il fatto che, nel posto in cui lavori, le figuracce e le porcherie che accadono in Italia in qualche modo ti nuocciono a livello di immagine..quando si lavora all’estero, psicologicamente si viene associati, quando più quando meno, al Paese da cui provieni

    • Quindi l’Inghilterra, par di capire, è il paradiso terrestre: neanche un’ombra, neanche un difettuccio?. Non ho tempo di googlare, ma dove è che si era comprato la tesi di dottorato il figlio di Gheddafi? Era mica la LSE? Noi almeno ci eravamo limitati a farlo giocare nel Perugia.

    • teniamo anche conto che in molti paesi “l’ impatto extra-accademico conta ben di più rispetto all’ impatto accademico” perché ci sono capitali privati in ballo. La ricerca è quindi molto più marketing che in Italia, dove i capitali privati sono una chimera. Non sta me dire se sia meglio una ricerca “libera” o “vincolata”. Di certo, in alcuni paesi le università hanno un che di aziendale. E in questa logica, anche i concorsi perdono di valore.

    • @Lucia: grazie della stima, ma UK e US hanno un’altra cultura politica e un’altra razionalità. Riesci a immaginare un Quentin Skinner con l’hobby della cucina a cui il Tls dà paginate per parlare di cucina e filosofia? Che a un certo punto viene chiamato a dirigere la Bbc insieme ad altri prof? E quasi centenario viene intervistato su politica e etica a un qualche tg della Bbc? I colleghi gli toglierebbero il saluto dal primo articolo filosofico sulla cucina. Quentin Skinner ha scritto volumi di storia del pensiero politico tradotti in italiano, il nostro cuoco-filosofo nessuno se lo fila fuori dalla penisola. Però, per l’accademico italiano medio è uno furbo, che si è saputo vendere bene, e questo conta. Oppure abbiamo veri e propri filosofi tamarri e senatori, boss venerati, a cui nessuno darebbe un posto in un’università in Uk, Francia, Germania, etc.I tamarri si vantano con te quanto sono bravi a far diventare ordinari veri e propri cretini e ti raccontano come vengono omaggiati dai cafoncelli graziati che portano in dono caciotte fresche e anche altra roba fresca. Immagini Isaiah Berlin senatore a vita, che firma appelli, discetta su destra e sinistra? Il massimo per un accademico britannico è essere nominato Sir.Anche i Beatles furono nominati Sir, perché le vendite dei loro dischi avevano risollevato l’economia britannica.Però ai Beatles nessuno ha mai chiesto di recitare Shakespeare in tv o sulle piazze e se ci avessero provato sarebbero finiti.
      Per gli universitari britannici è importante imporsi in UK e all’estero nel loro settore, così per i francesi e i tedeschi. Per questo, se uno è sveglio, capace, non viene strangolato in culla, ma gli si dà spazio. L’Italia che fa? Importa. E chi non viene a un convegno in Italia? Un paese tanto bello, dove si mangia tanto bene e ti accolgono con la guida rossa.. Si tira fuori la Nussbaum per dire che le passioni del patriottismo possono essere positive… Immagini tre “intellettuali” britannici a scrivere un appello in difesa della tradizione british che citano Nussbaum per motivare sentimenti patriottici? Per un britannico la filosofia della storia di Hegel è pensiero magico.Come può un filosofo prevedere la storia? La filosofia della storia non è simile alla danza di tribù aborigene convinte di ottenere pioggia con la danza? Vallo a dire da noi, dove si sono riciclati tutti filosofi analitici anni fa, senza neppure avere l’idea di cosa fosse la filosofia analitica, né sapere cosa né il nominalismo, né la tradizione medievale. Poi si sono buttati sull’etica in tutte le salse. Un collega londinese mi ha fatto notare qualche mese fa un artigiano di calzature vicino a casa mia, che esponeva in vetrina “scarpe etiche”. Il collega ha osservato che sarebbe sopravvissuto alla crisi,perché di scarpe c’è sempre bisogno ed erano ottime scarpe.
      L’università in UK deve dare il meglio di sé in ogni settore perché l’UK conti.Tutto qui. Quindi, ognuno prende sul serio il proprio ruolo, quale sia, e per questo viene pagato.E’ un’altra tradizione e un’altra razionalità. Anni fa, a Washington, a un meeting dell’associazione americana degli storici, un filosofo britannico piuttosto importante mi chiese perché Croce fosse tanto sicuro che la Germania avrebbe vinto la prima guerra mondiale. Risposi che riteneva filosoficamente superiore la Germania. Lui scoppiò a ridere: ” In war you need intelligence, weapons,money, not philosophy…”. Un’altra razionalità e un’altra tradizione.Qualcuno ha fatto notare che un banker o un broker guadagna più di un accademico: è ovvio, la borsa di Londra è la seconda del mondo. Non si riempiono la bocca di etica, ma è improbabile l’UK faccia default. Noi, non è detto.

  9. Buongiorno,
    piccolo commento per chiarire il senso della lettera inviata al MIUR venerdi’ scorso, ovvero per evitare che qualcuno fraintenda e pensi a richieste di ope legis, blocco dell’ASN 2012 o altro.
    Premesso che il vero grande problema è essere ascoltati dal MIUR che deve fare solo rispettare la legge e che invece non risponde nemmeno alle interrogazioni parlamentari degli stessi colleghi di partito (simo al 22′ giorno di silenzio…), questo è il senso di far richiamare le commissioni che non hanno lavorato correttamente a livello formale.
    a) Le commissioni 2012 devono formulare i giudizi correttamente ovvero secondo quanto prevede la legge e questo aumenta di per sé il numero degli abilitati perché molte valutazioni “discutibili” sono difficili da realizzare con giudizi collegiali che rispettino la normativa: da giudizi realmente fondati su una valutazione analitica dei titoli e delle pubblicazioni emergerebbe in modo evidente (anche per i non addetti ai lavori) l’utilizzo di criteri di giudizio diversi tra i candidati. Attualmente invece sono pochi i casi in cui si possono conoscere dalla lettura dei giudizi tutte le pubblicazioni e i titoli presentati e quindi è impossibile verificare l’uniformità dei criteri di giudizio che sta alla base di una procedura che la legge ha voluto “trasparente”.
    Ad essere danneggiati da questa nuova proroga dei lavori sono ovviamente gli abilitati, ma ricordo che in caso di ricorso al TAR e di conseguente “sospensiva” degli effetti giuridici dei giudizi, i candidati abilitati rischiano di restare comunque nell’impossibilità di far valere la loro abilitazione.
    b) Sono in particolare le “anomalie” registrate quando più SSD sono inclusi in un solo macrosettore disciplinare quelle che diverrebbero molto rare con giudizi a norma di legge: è molto difficile dimostrare la non pertinenza ad un settore se si valuta realemnte una pubblicazione in modo analitico (a meno che una parte significativa di candidati sia impazzita e abbia clamorosamente sbagliato settore concorsuale…);
    c) La riapertura dell’ASN 2013 con nuove commissioni (anche perché la maggioranza delle altre dovrebbe scrivere correttamente i giudizi) è solo la correzione di una norma poco sensata che prevede di fatto una sanzione per chi non è abilitato: ricordo che in un “mondo normale” le valutazioni dell’ASN 2012 dovevano chiudersi a fine febbraio 2013 e che, per alcune commissioni, sono state invece prolungate fino al 29 gennaio 2014… ci si chiede quindi perché le “proroghe” non possano valere anche per i candidati…
    Paolo Tedeschi

    • Gentile Dr. Paolo Tedeschi,
      si offende se le dico che non condivido per nulla la vostra posizione? Ok, blocchiamo tutto per mesi/anni. Le commissioni devono riunirsi per ridare gli stessi giudizi, solo in modo più analitico rispettando la legge.
      Non è vero che il TAR bloccherebbe le procedure, ma porterebbe le commissioni a rivedere le singole “non-abilitazioni”. L’abilitato rimarrebbe abilitato. Bisognerebbe se mai capire come si comporterebbero le Università.

    • @nightwish13

      Io, a questo proposito, non ho le idee altrettanto chiare e preferisco essere prudente.

      Credo che occorra aspettare per vedere cosa accadrà. Anzitutto molto dipende dal tipo di ricorsi che sono stati o saranno presentati: se sono tali da impugnare il singolo giudizio oppure l’intera procedura. In ogni caso, spetta al giudice decidere se sospendere o meno gli effetti dell’abilitazione nel settore coinvolto.

      Teniamo presente che l’abilitazione è prerequisito per accedere ai concorsi: è lecito bandirne uno nel momento in cui, a causa di un ricorso pendente, la lista degli abilitati non è definitiva?

    • condivido quanto dice nightwish73 e trovo molto pericoloso questo tentativo di mobilitare i sindacati in un momento quanto mai inopportuno. Mi chiedo dove sono stati finora i sindacati universitari. Sulla luna probabilmente.
      Che propongano delle cose costruttive, invece di questi inutili esercizi retorici, casomai potenzialmente dannosi.

  10. Cara Ermengarda, grazie per aver letto i miei commenti. Da parte mia una proposta l’ ho già fatta. Proporrei a tutti ed alla Ministra di riflettere un pò sopra alla proposta che scrissi in un precedente intervento e di chiedersi: perché in Italia una persona deve appartenere ad una scuola-cupola nazionale per poter entrare o progredire? Perché non può farlo soltanto con il proprio talento? Perché le Università non devono competere fra loro per chiamare chi (solo loro) ritengono che offra di più sia alla ricerca che alla didattica? Perché non si devono conoscere le valutazioni individuali nella VQR e perché la VQR incide così poco sui finanziamenti? E se le Università potessero competere fra loro per attrarre i talenti e avessero interesse anche finanziario a farlo, allora non ritiene che una selezione (o preselezione) nazionale per l’ingresso e per il passaggio di ruolo sia completamente illogica e insensata (come mi pare che dica anche Kery)? Ci rifletta un pò sù…non sa quanto molti emigrati sarebbero felici se il sistema italiano cambiasse davvero e diventasse attraente.

  11. vedo che la maggior parte de commenti è oramai appannaggio dei professionisti delle lamentele ed i pochi che avevano tentato proposte costruttive si vanno via via spegnendo per stanchezza. .. Qualsiasi metodo non vi sarebbe piaciuto.. anzi forse uno si.. l’autovalutazione… Spero che il ministro abbia migliori consiglieri di costoro.

  12. Domanda tecnica. Ora che si è stati direttamente danneggiati, si può sollevare da candidati la vecchia questione della illegittima costituzione delle commissioni e chiedere finalmente chiarezza su come sono state calcolate le mediane? Ricordate: si diceva a suo tempo che essendo state le mediane calcolate malissimo, la base dei candidati commissari ammessi a sorteggio non era solida, sicché l’errore nella definizione dei sorteggiabili inficia la legittimità dei sorteggiati e tutto il loro operato. Ne verrebbe finalmente chiarezza su questi dati nascosti, e poi, dal momento che con ogni probabilità nascondono pasticci immensi, la possibilità di rovesciare il tavolo. Il rischio di un ricorso puntuale è che obblighi la commissione a correggere semmai qualche parola del giudizio ma sicuramente non l’esito. Se è perseguibile, il solo obiettivo sensato è far esplodere il sistema. Il dossier degli errori (che comunque non segnalerei prima al Miur perché possano essere corretti in autotutela e quindi neutralizzati) servirebbe solo a comprovare l’inadeguatezza di commissioni illegittimamente costituite. E’ una strada praticabile?

  13. consiglierei di fare un articolo specifico per i ricorsi da fare al TAR.
    il mio avvocato mi ha consigliato fare immediatamente una richiesta di accesso agli atti, inviandola per PEC con allegato con firma digitale.
    questo interrompe i tempi del procedimento e permette di avere tutte le documentazioni in originale.
    Andiamo sul concreto facciamo un gruppo per fare i ricorsi in modo coordinato.

    • scusate la ripetizione.
      in risposta del questito del medico del lavoro:
      devi inviarla all’indirizzo pec dell’università dove viene eseguita la procedura amministrativa, lo trovi scritto nel primo verbale della commissione.
      E’ vero, alcuni atti sono sono stati pubblicati, ma sei proprio sicuro che sono stati pubblicati tutti i documenti che hanno prodotto o letto nelle commissioni ?.
      se è così, il responsabile del procedimento ti dovrà scrivere che non ci sono altri documenti.
      A quel punto potrai inviare il ricorso al TAR.

  14. Avete letto l’articolo sul Sole 24 ore?
    http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/art/progetti-e-concorsi/2014-02-10/formazione-cavallo-altri-nonsense-110508.php?uuid=AbiKDWMJ
    Si riferisce all’abilitazione per Progettazione 08/D1.
    I giudizi sono da leggere, a partire dall’ormai famoso “Sparisca per favore” scritto dall’ineffabile Giuseppe “Pippo” Ciorra. Fra insulti sessisti e e offese di varia natura sono così felice di non essere stata giudicata da questa commssione

    • Le commissioni si autotelano, dai decreti non è molto chiaro perché, si tratta di correzioni di meri errori materiali oppure ci dobbiamo aspettare un ribaltamento dei risultati?

  15. Ha ragione Paolo quando dice che è necessario informare anche il Miur ma non sono poi così sicuro che porti a qualche risultato.
    Nel settore del Diritto Privato circola da diversi giorni (almeno 25/30) la lettera aperta alla commissione (pubblicata anche sul sito http://www.personaedanno.it) di un ottimo professore associato Patrizia Ziviz, incredibilmente non abilitata. Il testo ve lo ripropongo:

    “Rientro nel novero di quei candidati all’abilitazione di prima fascia nel settore 12/a1 – Diritto privato – che, nel pomeriggio del 24 dicembre, si è visto recapitare quale dono di Natale il giudizio di non idoneità.

    La lettura del giudizio mi ha sorpreso: scoprivo, infatti, che – pur essendo presenti nel mio curriculum 112 pubblicazioni – ne avevo sottoposte alla Commissione, in luogo del numero massimo di 18, soltanto 17: così, in effetti, si afferma nel giudizio del Presidente, il cui testo è stato riproposto pedissequamente quale giudizio collettivo della Commissione.

    Avendo, improvvidamente, lasciato la mia domanda di abilitazione nei cassetti della scrivania universitaria, ho dovuto attendere la riapertura post-festiva degli uffici per poter verificare che, come ricordavo, le pubblicazioni da me presentate erano in realtà 18 (come peraltro documentato dal giudizio di altri tre dei commissari).

    La casualità vuole che – essendo la fortuna cieca – la pubblicazione trascurata dal Presidente fosse proprio la mia opera principale: una monografia di 600 pagine intitolata “Danno non patrimoniale. Evoluzione del sistema risarcitorio” edita nel 2011 da Giuffrè.

    Sono certa che l’esame di tale monografia non avrebbe modificato il giudizio negativo formulato a mio carico.

    A contare, infatti, non è affatto il numero di opere presentate. Prova ne sia – come tutti possono verificare consultando i risultati – che esistono candidati (coetanei, ma ben più valenti della sottoscritta) giudicati idonei a fronte della presentazione di 8 ovvero 7 opere, evidentemente dotate di un dirompente impact factor.

    A contare, dunque, è la sostanza. E lo studio in questione era pur sempre un’opera riguardante il danno non patrimoniale: un tema che va a confermare la scarsa varietà di interessi della candidata (considerato che la trattazione dello stesso ha richiesto di indagare esclusivamente nel campo dei rapporti familiari, del mobbing, dell’ambiente, dell’animale d’affezione, della casa d’abitazione, della malpractice medica, della perdita della vita, dell’inadempimento, degli atti di discriminazione, della nascita indesiderata, del danno all’immagine della p.a., dei diritti della personalità, e via dicendo). Per cui avrebbe trovato senz’altro conferma la valutazione delle pubblicazioni scientifiche, quale espressa nel giudizio collegiale della Commissione, nei termini di “limitata per qualità della produzione scientifica sulla base dell’originalità, del rigore metodologico e del carattere innovativo”.
    .

    Tale opera è stata certamente ignorata per un errore, che spesso – per citare Talleyrand – è peggio di un crimine.

    Mi sarei aspettata un esame più accurato, che non ignorasse quella monografia la quale rappresenta il frutto finale di una ricerca sviluppata nell’arco di vent’anni, con partecipazione propositiva e costante al dibattito sviluppatosi in dottrina e in giurisprudenza – dai giudici di pace alle Sezioni Unite e alla Corte costituzionale – a seguito della creazione (della quale vado annoverata tra gli artefici) del danno esistenziale. Un minimo di attenzione, dunque: indispensabile, in ogni caso, a tutelare la mia dignità di studiosa.”

    Questo è una caso limite noto a tutto il raggruppamento del diritto privato senza che ad oggi nulla sia accaduto, così come è noto che il giudizio collegiale riproduce pedissequamente quello del Presidente della commissione Patti. Tralascio i giudizi del commissario OCSE.
    Di fronte a candidati abilitati con 9 pubblicazioni cosa resta da dire? Tanti ottimi candidati con 50 pubblicazioni e con mediane superate non abilitati. Parliamo di un settore con 428 candidati tra prima e seconda fascia. Come si sono valutate serenamente, ovvero nei tempi opportuni, almeno 600 volumi oltre articoli, capitoli di libro etc. e cioè migliaia e migliaia di pagine?
    Si trattava infatti di un’abilitazione!!!!!!
    Ed allora nel silenzio, obiettivamente, non vedo un’altra via al Tar.

  16. Ma insomma, Lucia, a giudicare dal fatto che scrivi commenti fiume tutte le ore del giorno bisogna dedurne che: 1. Nelle università anglossassoni si lavora poco
    2. Che le medesime università non aiutano a sviluppare il senso critico, visti i luoghi comuni triti e ritriti che esprimi senza requie
    3. Che ti hanno fatto credere, e poverina ci sei cascata, che vivi nel migliore dei mondi accademici possibili: quando è notorio che l’ignoranza degli “umanisti” anglosassoni medi oltrepassa, e di molto, il minimo consentito da noi.

  17. @eriberto: su LSE-Saif Gheddafi: santa ingenuità! la LSE fa politica estera alla grande, attraendo i figli dele élite politiche arabe e africane. Saif Gheddafi era il pupillo di Blair, considerato il successore di Gheddafisr e aveva preparato una tesina per la dmeocrazia in Libia. Avevano il successore di Gheddafi, che sicuramente avrebbe privilegiato l’UK in appalti, etc. Gi inglesi fecero la guerra di Libia insieme ai francesi per buttare fuori l’Eni. Poi la Libia è diventata un macello, completamente destabilizzata. Però avevano il Saif e noi il giocatore del Perugia.Gli Stati Uniti avevano Morsi, formato negli States e mandato al Cairo come nuovo leader. Gli è andata male, però in altri casi riescono. Scendi sulla terra, please.

    • Gheddafi jr e Morsi, quando si dice far politica estera alla grande…
      Se poi iniziamo a parlare di rapporti Uk – mondo arabo il rischio di dibbattito è altissimo.

    • .. e lasciami aggiungere: tra mettere un incapace in cattedra di storia della filosofia e tentare di dare una verginità cultural-democratica a certi tipi in cambio di non meglio imprecisati investimenti (che poi si è visto, tra l’altro), non so cosa sia più e meno morale — o etico, crepi l’avarizia.

  18. devi inviarla all’indirizzo pec dell’università dove viene eseguita la procedura amministrativa, lo trovi scritto nel primo verbale della commissione.
    E’ vero, alcuni atti sono sono stati pubblicati, ma sei proprio sicuro che sono stati pubblicati tutti i documenti che hanno prodotto o letto nelle commissioni ?.
    se è così, il responsabile del procedimento ti dovrà scrivere che non ci sono altri documenti.
    A quel punto potrai inviare il ricorso al TAR.

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