Roars ha da molto tempo sottolineato i rischi intrinseci all’Abilitazione Nazionale per come essa è stata disegnata dal legislatore e da ANVUR. In particolare si erano più volte messi in evidenza i pericoli dovuti a un meccanismo potenzialmente foriero di contenzioso e alla designazione di un numero di abilitati non assorbibile dal sistema. Tali pericoli si stanno puntualmente avverando. Roars non è in grado di monitorare cosa sia accaduto nei singoli settori concorsuali, ciascuno dei quali sembra fare storia a sé. Mette però a disposizione dei lettori che desiderano discutere e commentare lo svolgimento dell’ASN un apposito spazio, costituito dai commenti in calce a questo post.
Raccomandiamo, anche per facilitare la moderazione da parte alla redazione, di evitare espressioni ingiuriose (che verranno comunque bloccate) e di produrre argomentazioni i cui riscontri siano in qualche modo sottoponibili a verifica.
Per ora (5 dicembre 2013, h 00:10) sono usciti soltanto 13 settori concorsuali:
- 01/A4 – Fisica Matematica
- 06/D3 – Malattie Del Sangue, Oncologia E Reumatologia
- 06/E1 – Chirurgia cardio-toraco-vascolare
- 07/H1 – Anatomia E Fisiologia Veterinaria
- 07/H5 – Cliniche Chirurgica E Ostetrica Veterinaria
- 08/A1 – Idraulica, Idrologia, Costruzioni Idrauliche E Marittime
- 09/H1 – Sistemi Di Elaborazione Delle Informazioni
- 11/A1 – Storia Medievale
- 11/A3 – Storia contemporanea
- 11/A4 – Scienze Del Libro E Del Documento E Scienze Storico Religiose
- 11/C2 – Logica, storia e filosofia della scienza
- 11/C4 – Estetica e filosofia dei linguaggi
- 12/B1 – Diritto commerciale e della navigazione
Ecco il link alla pagina del MIUR che si aggiornerà con i risultati degli altri SSD.


Ho seguito gli interventi di questi ultimi giorni: ogni settore ha una storia a parte, come ogni commissione. Non sono in grado di giudicare i settori scientifici. Per quelli umanistici,vi sono candidati forti, di cui si riconosce l’ampia produttività,la continuità, l’ottima collocazione editoriale e poi vengono giudicati non pertinenti al settore. Altri candidati che hanno le stesse caratteristiche, hanno pubblicato sugli stessi autori e tematiche dei non pertinenti, vengono abilitati. E’ possibile abbiano sponsor più forti dei non pertinenti, ma non sono tanto convinta. Inutile fare una guerra tra poveri, perché i salari di un PO non sono in fondo granché. Quando ci sono casi clamorosi di non pertinenza c’è qualcosa di più serio. E’ una corporazione o gran parte di essa che si difende, difendendo un maestro intoccabile, uno di quei venerati maestri nati nella prima decade del secolo passato, che controllavano case editrici, numi di partiti, grandi baroni, con tanti allievi, diventati a loro volta baroni, nomi di qualche grande partito del ‘900, etc., che si tengono insieme da nord a sud. Qualcuno qui ha alluso a qualcosa che non va nel paese: ci sono troppi scheletri, troppi nicodemismi, troppi gattopardi. Se qualcuno ha messo in pericolo la verginità di qualche grande venerato maestro morto e sepolto all’inizio di questo secolo, un’icona, un grande gattopardo, che rappresenta la continuità, qualche corporazione si difende con la non pertinenza. Ma è una misura ridicola, perché si sta sfasciando tutto, e usciranno fuori libri su grandi maestri antifascisti, laici e compagni di strada, che erano invece cattofascisti negli anni ’30 e nei primi ’40, come tanti, e hanno lasciato conferenze,libri, che si trovano nelle biblioteche. E poi facendo i doppiogiochisti, a volte facendo delle grandi schifezze, si sono salvati e sono diventati icone della libertà, della giustizia, del progresso, etc. Ricordate Il conformista di Moravia? Sono diventati santi, qualcuno di più, perché più abile a cavalcare le onde. Poi inevitabilmente cadono i veli,si sa. E crolla quasi tutto.Il sistema di reclutamento, l’ASN, come i concorsi locali, o quelli del passato, non funzionano perché ci sono troppi scheletri da nascondere. Certo, c’è il familismo, il nepotismo, etc., ma questo nasce da una comunità scientifica chiusa, che deve restare chiusa perché se si apre crolla tutto, perché, in alcuni casi, è marcia dalla testa.
Non credo questi problemi si risolvano con i ricorsi, perché i magistrati non possono sindacare giudizi intellettuali. Anche se fanno bene a fare ricorsi chi ha validi motivi tecnici. La questione però non è tecnica, è culturale-politica. Se alcune corporazioni non saranno in grado di affrontare il marcio, saranno, per dirlo con una parola un po’ rozza, completamente asfaltate.
Kery, sono d’accordissimo anche io, pur se la mia è solo la flebile voce di una persona “nata e cresciuta” accademicamente all’estero. Ho sempre detto che l’ ASN è insensata e illogica come procedura perché, se il problema sta in una comunità scientifica chiusa, l’ ASN non fa altro che rafforzare la chiusura corporativa. Magari avrà un’ apparenza esteriore diversa rispetto ai passati concorsi locali italiani, ma l’ esito, in sostanza, sarà sempre lo stesso, e tantissimi episodi negativi, che hanno sconvolto anche miei cari amici e colleghi (pur pieni di premi e riconoscimenti all’estero) oltre a quelli letti su Roars, hanno dimostrato questo scempio. Visto che l’ ASN è anche costata 120 milioni, a quanto leggo, a un Paese che di sprecare soldi non ha proprio bisogno, lancio una piccola idea: perché qualcuno – invece di impiantare questo elefante di ASN – non ha pensato di utilizzare la VQR per valutare i prodotti individuali di ricerca e rendere pubblicamente note queste valutazioni? A quel punto, ogni Università saprebbe chi riesce a produrre la migliore ricerca
Grandissimo, italianissimo post, e tuttavia condiviso in toto dalla cervella in fuga Lucia: un’anonima che denuncia anonimamente anonimi baroni e ancor più anonime malefatte.
Tra l’altro, dal post pare evincersi che questo terribile barone è campato cent’anni.
“i salari di un PO non sono in fondo granché”?????!!!???
Pronto, c’è qualcuno sul pianeta Accademia che ha idea dei salari in Italia (e delle responsabilità personali corrispondenti)?
@kery: kery, ti leggo da mesi e ti stimo tantissimo ma per scrivere “i salari di un PO non sono in fondo granché” (tacendo di orari, privilegi, ferie, assenze, ritardo…), tanto vale che ti vesti da Maria Antonietta e suggerisci ai plebei che mangino le brioches… (aneddoto falso ma sempre bello)
@cleo.
concordo totalmente, Bravissima/o
Mi tocca insistere nella mia domanda, che l’uscita dei risultati di 11/C5 ripropone: quale maggioranza occorre per ottenere l’abilitazione? La commissione può abilitare con 3 voti a favore e 2 contro?
Perché nella seconda fascia vi sono esiti incoerenti su questo punto.
I candidati 157, 211 e 387 presentano lo stesso identico quadro di giudizi individuali: 3 sì (secondo quarto e quinto commissario) e 2 no (primo e terzo commissario).
Risultato: nel giudizio collettivo il candidato 157 è abilitato a maggioranza, i candidati 211 e 387 non abilitati a maggioranza.
Ora – e qui chiedo nuovamente lumi – a me risulta che i giudizi individuali che compaiono nei verbali non siano gli appunti che i commissari portano al momento della discussione collegiale (sempre che sia avvenuta!!!), ma che detti giudizi individuali siano quelli finali e definitivi di ogni commissario.
Se così è quale dei due esiti è scorretto?
211 e 387 possono fare ricorso???
Oppure 157 non è abilitato e si tratta di un errore formale del presidente o del segretario della commissione che scrivono un sì invece che un no???
Qualcuno con un po’ di competenza può dare lettura dei tre verbali cui mi riferisco e spiegare la questione? Il 4 a 1 è sempre vincolante o la commissione può derogare? E se sì con quali giustificazioni?
Possibile che dei verbali redatti da cinque ordinari e controllati da una struttura ministeriale siano fatti così male?
Grazie per chi vorrà darmi una mano a chiarire il punto.
Il 157 è sicuramente sbagliato, è stato molto discusso qui invece se la “non abilitazione” fosse una conseguenza automatica e quindi non necessita di maggioranza qualificata, oppure se anche quella di non abilitare è una delibera e quindi va presa a maggioranza qualificata anch’essa.
Mi resta un dubbio, 157 è ufficialmente abilitato, anche se a seguito di una illegittima delibera… chi può fare ricorso? I concorrenti del suo eventuale concorso?!
Vedo che, a differenza di qualche giorno fa, si sono affacciati in questa discussione alcuni colleghi che difendono l’impianto dell’ASN. Io condivido, dopo anni di frustrazioni a sentirmi dire che non era il mio momento di presentarmi ad un concorso, questa nuova procedura. Pur dovendo censurare l’operato di alcune commissioni, credo che alcuni aspetti positivi dell’ASN ci siano:
La procedura permette a molti esterni all’Università validi di poter provare la carriera accademica e di riuscirci se se lo meritano;
Permette che il CV di molti associati ed ordinari con un semplice click possa essere notato da aziende..e magari questo permetterebbe di avere fondi, o addirittura richieste di lavoro.
Infine una sorta di albo nazionale degli abilitati favorirebbe anche la mobilità del personale e darebbe alle Università la possibilità di poter scegliere tra una lunga lista di accademici per ogni settore… diciamoci la verità.. al momento chi è di Udine insegna ad Udine e chi è palermitano insegna a Palermo…
E poi, anche se l’inizio non è stato il massimo, provate a pensare che nel lungo termine una procedura corretta permette una lista di tutti gli esperti di quel settore.. fuori e dentro le università.. cosa c’è di sbagliato in questo progetto?? Basta avere paura di farsi giudicare..
Una mia collega tedesca era fierissima della sua abilitazione.. per lei rappresentava un titolo importantissimo anche se non non prevedeva di trasferirsi dalla sua università per andare ad essere full professor in un’altra.
Lo sforzo dell’ANVUR dovrà essere chiaramente di rendere trasparente questo meccanismo che ha più punti positivi che negativi. Ci saranno sicuramente tanti (soprattutto delle discipline umanistiche) che diranno che non si può giudicare l’opera di qualcuno.. pazienza… non esiste un metodo perfetto.
Si evince dagli atti (la lunga teoria di file in alto a sx della pagina) che c’e’ stata una certa discussione fra i commissari, e che i docenti abbiano dapprima formulato giudizi individuali *informali*, a partire dai quali hanno poi iniziato a formulare giudizi collegiali (allorquando si sono riuniti), lasciando in sospeso alcuni casi critici, per poi tornarci sopra *collegialmente*.
Mi pare di capire che e’ solo verso la fine che abbiano caricato i giudizi individuali (quelli visibili nelle schede dei candidati). E’ ben possibile che questi giudizi individuali siano rimasti quelli informali iniziali, e che nel caricarli non abbiano tenuto conto della discussione collegiale avvenuta successivamente.
E’ solo una mia ipotesi, naturalmente.
L’impressione e’ quella di un certo guazzabuglio procedurale…
Ma i giudizi individuali possono essere – legittimamente – informali?
@lavinia
In questa ASN, al di là di tutte le critiche, una cosa è chiara: si diventa abilitati con una maggioranza di giudizi positivi 4 su 5. Per i candidati 211 e 387 il giudizio positivo riguarda 3 commissari su 5 e risultano correttamente non abilitati.
Per il candidato 157 sembra che il giudizio del primo commissario non sia chiaro e scritto in un italiano, almeno per me, non facilmente comprensibile: “Nel complesso un profilo positivo, a cui nuoce tuttavia l’esiguità della produzione che avrebbe reso possibile il passaggio alla II fascia”. Tuttavia, nonostante l’italiano non chiaro, aver scritto “nel complesso un profilo positivo” a mio parere il giudizio del primo commissario va ritenuto positivo. Naturalmente solo il commissario potrebbe dare lumi ed una corretta interpretazione della frase. Il candidato 157, quindi, sembrerebbe aver avuto 4 giudizi positivi su 5 (abilitato).
C’è un giurista in giro? E’ uscito il settore 13/D4. Ci cono giudizi individuali IDENTICI (anche nell’andare a capo) da parte di TUTTI i commissari AD OGNI candidato. Questa è nuova…non mi pare che altre commissioni abbiano fatto lo stesso…ma si può fare così? non c’è un qualche obbligo per ogni commissario ad esprimere il suo individuale-personale giudizio? Chiedo cioè se “giuridicamente” i commissari non siano venuti meno a qualche “dovere” di dare un giudizio “individuale”…o se non si sollevi un qualche problema di falso o abuso (del tipo uno di loro deve aver scritto il giudizio per tutti)…chiedo lumi!
Qui non si discute di una procedura in astratto, ma di come questa procedura è stata gestita e di cosa ha prodotto. Il problema non è se sia giusto farsi giudicare o meno, qui tutti sono stati giudicati, valutati e quant’altro decisne e decine di volte. Il problema è come e quali margini vengano lasciati a chi deve valutare. Se la giustificazione a questa ordalia è il fatto che possano concorrere anche gli esterni, bene questo è sempre stato possibile, quindi dov’è la novità? Questa ASN poteva essere un’occasione, dei criteri più o menoo oggettivi che dovevano consentire di definire un insieme di candidati per dei concorsi. Come da molti ribadito è stato questo lo spirito delle valutazioni? NO. Viceversa un numero esiguo di persone si sono trovate, per la prima volta, in mano un potere enorme e lo hanno esercitato senza nessun ritegno, sovvertendo il buon senso e la decenza. Ma la forza dell’arbitro è il duale della debolezza della norma, che è stata demolita sistematicamente. Si è detto che le liste dell’anvur erano sbagliate, che gli indicatori erano inadeguati, che non si poteva imbrigliare l’analisi individuale: eccoli i risultati dell’analisi individuale, vi sembrano un buon punto di partenza? Per me no, sono il capolinea della decenza e da qui non si può ripartire se non per sanzionare un fallimento. Questi non erano concorsi, ma ABILITAZIONI, qualcuno riesce ancora a ricordare la differenza?
“Questi non erano concorsi, ma ABILITAZIONI, qualcuno riesce ancora a ricordare la differenza?”.
Purtroppo no. E quando leggo qui di promozioni automatiche in base all’abilitazione mi rendo conto che alla fine quello che la maggioranza vuole è una nuova “ope legis”.
@marcello: infatti, non è stato bandito un concorso nazionale per 10 posti di 11/C5 p.e., ma un’abilitazione. Perché si sia trasformata l’abilitazione in un concorso nazionale a posti limitati, va chiesto alla Ministra.
ancora discorsi da professionisti delle lementele…le soluzioni si trovano non assumendo posizioni estreme (tipo cancelliamo l’ANS), ma trovando compromessi e migliorando le leggi.. quindi servono soluzioni non solo lamentele
Con la chiamata degli abilitati (che hanno valori bibliometrici più alti dei commissari) le mediane si alzeranno: quando verranno ricalcolate? Il primo concorso con le nuove mediane rischia di essere estremamente più difficile di questo.
e perchè, mi scusi faustoS, dovrebbe essere più difficile se nessuna commissione ha tenuto effettivamente conto delle mediane per abilitare? il loro mancato raggiungimento spesso è stato solo un’amabile scusa per motivare un giudizio di diniego. se si fosse stati nella giusta “Luce” senz’altro la mancanza di un dato numerico non avrebbe potuto essere un limite ….. più che sperare in mediane non alte si dovrebbe sperare che la fortuna assista per la formazione di commissioni che vedano il loro lavoro improntato su una prospettiva etica e non nepotistica
Abilitati con valori bibliometrici più alti dei commissari? Ma quanti, e in quali settori? E quanti di essi saranno effettivamente assunti come PO? E poi questo confronto specifico, nel quadro complessivo dei dati su cui vengono calcolate le mediane, significa ben poco: i commissari italiani sono solo quattro per settore concorsuale. Nel caso in cui gli altri ordinari avessero valori bibliometrici ancora più alti, con le nuove immissioni in ruolo le mediane potrebbero addirittura abbassarsi …
I velori bibliometrici vengono riaggiornati ogni tre anni. In realtà dipende dalla commissione. Nel mio gruppo concorsuale non sarà sconvolgente perchè i valori sono comunque altissimi. In altri potrebbe invece incidere, perchè in molti casi si sommano alcuni pensionamenti di docenti con basso impatto con l’immissione in ruolo di abilitati che comunque valoro alti li dovevano avere. Nei settori bibliometrici è un problema, perchè contano le citazioni: l’autocitazione non sposta più di quel tanto (e comunque il paper bisogna pubblicarlo), e se gli altri non citano un tuo lavoro non puoi farci niente.
Per quel che riguarda i concorsi, le università si stanno muovendo ora: le regole sono 20% assunti per concorso da fuori, 50% per consorsi solo per interni, il rimante aperto a tutti. Per gli RTD che hanno preso la abilitazione la tendenza è rinnovarli e poi assumerli dopo aver assorbito il più posisbile gli altri (dipende dalla didattica che c’è da fare). Se gli RTD non hanno superato l’abilitazione il messaggio che è passato è che non li rinnovano neanche.
E comunque sì, la paura di molti è che se non è andata stavolta non andrà più. E forse è vero. Per quel che ne so io, questo è un sistema che ci terremo per un pezzo, che piaccia o no. Il dibattito mi pare che si sia aperto fra di noi. Il Ministro gioca col cellulare, e nel frattempo i soldi che erano stati stanziati per il piano straordinario sono stati spesi, per quel poco che ne so, per:
a) tenere in servizio ordinari settantenni e
b) assumere al volo idonei che avevano vinto un concorso locale, ma che non sarebbero stati in grado si superare una abilitazione (senza mediane).
E lasciatemelo dire: che cosa curiosa che un candidato bocciato nell’arco di pochissimo tempo riesca a mobilitare un senatore indignato che ha fatto una interrogazione proprio per lui. Con tanto di nome e cognome: è vero che le denunce devono essere circostanziate, però quanti santi in paradiso….
Penso che i Dipartimenti si regoleranno così:
a) Abbiamo un interno in un settore A abilitato molto capace? Mettiamo a concorso il posto nel settore A con una procedura selettiva, tanto passa uguale.
b) Abbiamo nel settore B un interno che non si può difendere in un concorso aperto? Mettiamo a concorso un posto riservato ad interni nel settore B.
c) La percentuale per le chiamate da fuori? Mah, c’era quel collega del settore C che è stato abilitato, prima era da noi come precario e ora è strutturato all’Università XY, facciamolo ritornare…
bravo.. condivido.. è tutto vero
@medicinaunimi
Se si sono utilizzati le risorse del Piano Straordinario di Reclutamento degli Associati per mantenere ordinari ultrasettantenni in servizio, sono stati commessi abusi amministrativi (cosa a cui non credo). Al di là delle sciocchezze che si dicono in televisione e sui giornali, a mia conoscenza, gli ordinari in Italia in servizio che abbiamo superato i 70 anni sono meno di 50 (spesso trattenuti in servizio per effetto dei TAR che tanti non abilitati in questo sito ritengono i nuovi giustizieri e moralizzatori del sistema). Il piano era riservato esclusivamente per il reclutamento degli Associati.
Molte università, in assenza di altre risorse, hanno utilizzato quelle del Piano Straordinario per immettere in servizio gli idonei dei concorsi del 2008. Faccio presente che tali colleghi non avevano bisogno della abilitazione in quanto la Gelmini ha reso la vecchia idoneità equipollente alla attuale abilitazione.
Giusto per dare brevemente ancora seguito all’ ottimo messaggio di Kery all’ inizio di questa pagina, e con i miei poveri occhi abituati al contrasto stridente fra il reclutamento malato che vedo in Italia e quello che vedo nel mondo anglosassoni, provo a riassumere i termini del problema dicendo che vedo due modelli di Università.
A) Modello italiano (e forse, in parte e con qualche variante, anche di altri Paesi latini e/o mediterranei): Paese socialmente e economicamente chiuso cioé con poche oligarchie che tengono tutto in mano = mondo accademico basato su una comunità scientifica chiusa (realtà fotografata da Kery) = modello corporativo-lottizzatorio di Università = esistenza di un filtro nazionale come l’ ASN che sta a sancire la logica spartitoria della torta fra cordate nazionali che più o meno si conoscono tutte = disinteresse di tanti commissari ASN perfino a leggere seriamente le pubblicazioni/mancanza di senso etico e di senso di responsabilità = esclusione di tanti studiosi meritevoli, ma non appartenenti alle cordate “giuste”.
B) Modello anglosassone (e di vari altri Paesi in tutto il mondo): Paesi socialmente e economicamente aperti anche agli apporti positivi provenienti dall’ estero = mondo accademico basato su singole Università completamente indipendenti ed in concorrenza le une con le altre anche per attrarre chiunque loro ritengono possa far meglio sia nella ricerca che nella didattica = assenza di filtri nazionali, selezioni (e promozioni) solo locali veramente aperte a tutti quelli che vi si presentano = interesse dei selezionatori a non sbagliare la scelta delle persone (altrimenti, ci rimettono l’Università e pure loro stessi) = attenzione su ciascun candidato, interesse a leggere sue pubblicazioni e a metterne alla prova le capacità come docente = studiosi meritevoli che riescono ad entrare anche se del tutto indipendenti e se provenienti dall’ estero.
C) Esito del confronto fra i due modelli: fuga dall’ Italia verso i Paesi anglosassoni di tanti talenti che vogliono essere indipendenti e farsi strada solo con le loro capacità, e ulteriore impoverimento dell’ Italia (sia come tessuto sociale che finanziariamente)
D) Ciliegina nella torta: ho letto che il Miur ha lanciato un bando per stimolare l’indipendenza scientifica dei giovani ricercatori, proprio quando l’indipendenza e la non appartenenza a cordate possono essere fatali e procurare la bocciatura nell’ ASN !! (come capitato a molti miei amici)..che bel paradosso. Forse non scriverò più (perché ho già detto tutto quello che mi stava a cuore di dire) ma, al Miur, vorrei lasciare un messaggio, come un mio “testamento” in questa discussione. Se volete veramente favorire l’indipendenza dei ricercatori: cestinate l’ ASN (che, di regola, richiede la fedeltà alle scuole/cordate nazionali) fate risparmiare così anche molto denaro pubblico; le selezioni siano locali ma trasformate la VQR (fra l’altro, rendendola annuale) in uno strumento di valutazione anche dei lavori di ciascun accademico e aspirante accademico, pubblicando le valutazioni individuali dei lavori, insomma cercate di fare in modo che la VQR assomigli un pò di più al REF e che faccia nascere l’interesse per tutti i Dipartimenti a selezionare localmente chiunque produce buona ricerca e, a questo scopo, aumentate anche la quota di fondi assegnati in base alla VQR; dite in anticipo e in modo trasparente quali devono essere i criteri per la VQR e assicuratevi che poi i valutatori li rispettino; fate in modo che una parte dei fondi venga distribuita anche in base a un giudizio sulla didattica dato dagli studenti a ciascun docente in ogni Università. Se ci fosse questa metamorfosi nel sistema accademico italiano, penso che tanti talenti con vera passione la ricerca e per il lavoro accademico (che non hanno voglia di appartenere a scuole e cordate) smetterebbero di scappare, perché a quel punto troverebbero in Italia ciò – voglio dire la possibilità di essere riconosciuti solo per le proprie capacità (e di lavorare in modo indipendente) – che oggi vanno a cercare ed a trovare altrove.
Cara Lucia,
la sua lezioncina omette il motivo fondamentale per cui la gente se ne va dall’Italia: qui, semplicemente, non si assume più da anni.
abbiamo capito che lavori in Inghilterra e che hai rancore nei confronti dell’Italia… ma pensare che il modello anglosassone sia il migliore in assoluto non è vero… io ho lavorato li per anni. La verità è che gli Inglesi preferiscono guadagnare da bankers milioni di pounds e che 2.500 pounds per fare ricerca se li prendono più facilmente gli emigrati.
Rifle è esattamente così.
Londra è un posto bellissimo dove vivere ma non certo dove lavorare in Università.
Lucia (alias Antonio) ha un tanto rancore e tanta voglia di tornare a casa ma non ci riesce.
aggiungo: quando è facile trovare lavoro tutti i modelli vanno più o meno bene.
Il nostro sistema in generale è assai discutibile, però faccio notare che i commissari venuti da sistemi “più avanzati” del nostro sono forse quelli che escono con le ossa più rotte da questa ASN. Inoltre, è certo che qualcuno ha avuto piacevoli e competenti commenti dall’estero riguardo a progetti scientifici… Infine, al di là della legittima delusione e rabbia di chi non ce l’ha fatta, sinceramente, vi aspettavate qualcosa di diverso dall’ASN? Abbiamo sempre saputo che i commissari sono appartenenti al sistema e sono state definite regole discrezionali diverse da commissione a commissione.
Qualche mese fa, leggevo un parere qui su ROARS che stimava una percentuale di abilitati tra il 25 ed il 40%.
nightwish73: “faccio notare che i commissari venuti da sistemi “più avanzati” del nostro sono forse quelli che escono con le ossa più rotte da questa ASN”.
Standing ovation con trenta minuti di applausi!
Come ho già detto, spero solo che le agognate 16000 zucche gli si perdano nella palude della burocrazia italiana.
@ Fausto S.
Sono allibito e sconcertato dai commenti di Fausto.
Ti invito a leggere i commenti delle pagine precedenti e a riflettere. Si è già parlato, e sensatamente, di cosa è stata questa abilitazione …… Le Commissioni di questa abilitazione non ha fatto altro che comportarsi come tutte le altre commissioni in ogni concorso universitario precedente, locale o nazionale che fosse. Hanno abilitato chi ritenevano, per i soliti motivi personali/professionali/sentimentali/amicali/accademici.
Perché dovremmo ritenere che solo ora sono stati estratti UOMINI GIUSTI E INCORRUTTIBILI che hanno abilitato PREMI NOBEL ? Anzi il sorteggio di così pochi membri, appena 4 per un così grande numero di candidati, ha amplificato il rischio (e così è accaduto in molti settori) di vedere estratti quali COMMISSARI solo persone inadeguate e di spessore (umano, accademico e scientifico) nettamente inferiore a moltissimi candidati. E proprio per il fatto che anche loro sono stati reclutati in passato come tutti i Prof. universitari. E magari ora sono anche ai margini dell’Accademia. La verità, come ho avuto modo di condividere qui in commenti passati, è che quasi tutte le Commissioni non hanno compreso il senso della ASN e ciò anche per colpa del Ministero che non ha indirizzato in modo adeguato il tutto.
Dunque non facciamo commenti che offendono il buon senso e riflettiamo sul fatto che si è persa un occasione per utilizzare un meccanismo in teoria abbastanza buono per reclutare i Prof.universitari. E se ci sono casi poco chiari, e ce ne sono….. anche penalmente rilevanti, è giusto che si facciano i passi ritenuti opportuni.
E poi diciamola tutta, se fosse stato estratto quale Commissario un Prof. che non stimi e qualche suo protetto (a tuo giudizio asino) fosse stato dichiarato idoneo, avresti postato gli stessi commenti di apprezzamento per le commissioni e di disprezzo per i non idonei, moltissimi dei quali meritevoli ? Su forza lavoriamo, poche chiacchere…….
@antongiulio, sì, queste commissioni si sono comportate come le commissioni di sempre.Perché dovevano comportarsi diversamente? I commissari sono stati sorteggiati, ve ne rendete conto o no? Molti di essi sono diventati ordinari nei concorsi locali e questo dice tutto. Come ha detto guido avezzu si sono giocati questa carta come meglio potevano, per aumentare potere( per quanto potere abbia un accademico). Questi sono animaletti accademici italiani e quindi, mica vorrete si siano messi a leggere le pubblicazioni e a fare grandi pensate sul lavoro di questo o quel candidato? Non hanno neppure aperto le pubblicazioni. Ogni boss locale, aveva la sua lista, e i commissari si sono destreggiati tra le liste dei boss della rete nazionale. Mica si sono messi a discutere perché questo candidato è più meritevole di quest’altro: sarete mica idealisti? Questi animaletti accademici hanno valutato di non scontentare i boss più potenti non solo accademicamente, ma con più agganci di ogni tipo: case editrici, politici, enti vari, regioni, etc., perché ci guadagnano favorendo chi ha più potere.Ma come potevano valutare lavori tanto diversi dalle loro povere competenze? Come può uno che ha passato la vita a studiare i neokantiani valutare un lavoro su Agostino? Come può formulare un giudizio? E’ da matti ipotizzare che possa avere le competenze. Lo sa anche il ministro, no? Lo sanno tutti. La politica non è in grado di intervenire, ha altre grane. Quindi, diamo un po’ di soldi agli accademici e si sbranino tra loro per qualche migiaia di euro. Gli accademici valgono sempre meno, il professore universitario è una categoria screditata, nessuno se lo fila più. Quindi, i commissari hanno cercato di fare business as usual, finché dura.I commissari si sono comportati come sempre, perché il sistema italiano rimane lo stesso, anche se cambia metodo di reclutamento: il massimo del centralismo e del localismo.Il nostro sistema accademico rappresenta l’Italia: funziona il metodo della corte presieduta dal grande signore o barone e tutti si mettono in fila per compiacere il barone, che detta legge su quali ricerche fare, perché la sua signoria continui. I poveretti sono tanti ( la piramide, no?) e fanno di tutto per compiacere, per essere scelti, gli allievi preferiti, etc. E’ un sistema feudale, nessuna nazione moderna accetta di fare selezionare chi dovrebbe, almeno teoricamente, formare la sua classe dirigente da persone estratte a sorteggio. Questo significa anche che l’università conta pochissimo. Immaginate i magistrati,una categoria che ha potere e conta, che per decidere chi deve dirigere una procura lo fanno decidere da alcuni di loro estratti a sorte? Immaginate una grande impresa che per decidere i manager li fa decidere da 5 persone estratte a sorte tra tutti i manager del territorio nazionale? E’ ovvio che l’università in Italia non conta nulla e non può contare niente, perché non sa autoselezionarsi. Vi rendete conto quanto guadagna un editorialista importante per scrivere un articolo? Insomma a un editorialista, che prende mille euro per un editoriale, gli accademici che passano il tempo a scrivere volumoni sintetizzabili in poche battute, sembrano dinosauri, fantozzi. Piccola gente che appunto si affanna a conquistare un isolotto e a metterci la bandierina e a difenderla con tanti soldatini, si litiga, tresca, etc. La nostra università non conta niente, perché appunto se c’è un ricercatore intelligente, invece di valorizzarlo, come farebbero negli Stati Uniti o in UK, ne ha paura, perché può mettere in crisi la piramide, anzi il sistema.Ovvero il loro potere fantozziano. La piramide è composta da gentuccia che è arrivata lì magari facendo l’autista al vecchio boss e compromessi di ogni tipo, che niente hanno che fare con la scienza. E’ ovvio che questa università è destinata a scomparire. Per ora è tenuta in piedi come le province, perché non sanno dove mettere la gente, ma non produce niente, non conta niente, perché è una corporazione chiusa. A un certo punto si chiude e stop. Guardate che a Harvard i professori di filosofia fanno già la fila per entrare nei programmi online. Si possono già seguire corsi online. I professori attuali aiutano a prepare i corsi online fatti da qualche star. Tra venti anni il 40% del lavoro sarà automatizzato, sta cambiando tutto. Non esiste più la catena di montaggio, come non esistono più gli impiegati. Avremo bisogno di un nuovo tipo di università, non di questa. Paesi come l’UK sono più preparati di noi, perché esiste un’altra concezione della professionalità. Nessuna università inglese farebbe queste sceneggiate dei concorsi, che oltretutto costano molto allo Stato. Un capo dipartimento si assume la responsabilità di scegliere e se il dipartimento va male, è colpa sua, paga lui. Se assume un cretino locale, perché gli fa da autista o perché è figlio dell’amico che lo invita in barca, il dipartimento pagherà il prezzo, perché sarà declassato da altri con professori più in gamba. E avranno meno studenti e meno soldi. Qui occorre smettere di comportarsi come se il denaro non contasse, conta eccome, altrimenti per uno stipenduccio di PO non si farebbero tanti giri e rigiri. Quindi, le università inglesi e americane hanno chiaro che se assumono incapaci decadono. E’ nel loro interesse valutare persone capaci. Per questo sono in concorrenza e se c’è una persona valida, dovunque sia, la chiamano. E’ un sistema aperto. Se l’università italiana avesse un po’ di impulso di sopravvivenza, dalla stessa università verrebbero richieste di cambiamento del sistema. Invece tenta solo di sopravvivere in attesa della rottamazione inevitabile. Pensando all’abilitazione, mi veniva in mente un vecchio film che ho visto di recente su Sky: Un borghese piccolo piccolo, col figlio poarello che deve passare un concorso per un posticino al ministero e fa di tutto, il poveretto, un grande Alberto Sordi, per fare vincere il concorso al poarello. Il film poi ha una svolta tragica, ma la fase del concorso è comicissima. E’ l’Italia ridicola dei concorsi, per cui ci prendono tanto in giro all’estero. Finirà mai quest’Italia ridicola, piccola, piccola, cafoncella e disgraziata?
Quindi se ne evince che tutti gli abilitati sono corrotti (autisti, amanti ecc.) e i non abilitati geni incompresi, decifratori della lineare A ecc.? E quelli come me che ancora non sanno? Sono corrotti o geni? Che poi la corruzione e la depravazione morale non escludono la genialità, come insegnava Artaud.
Chi disprezzava tanto l’abilitazione e la commissioni non doveva partecipare, sennò avrà su di sé il sospetto che avrebbe dato giudizi diversi se fosse stato abilitato.
l’intervento di kery è bellissimo… potresti scrivere un libro? anche in forma di romanzo filosofico, che so, epistolare…
@ Erasmo
A me quello di kery pare più uno stream of consciousness da letteratura primonovecentesca; rigorosamente in salsa italico-qualunquista però, a cominciare dall’anonimato.
Se qualcuno avesse ancora dubbi su quello che le cordate, gli amici degli amici,gli accordi in commissione ecc..hanno fatto in questa abilitazione vi passo questo dato: 04/A4 Geofisca fatto di tre settori GEO10/GEO11/GEO12 escono in commissione 2 commissari di GEO10 e 2 di GEO12 il membro ocse può essere ricondotto a GEO12. Risultati: 0 abilitati in GEO11 in seconda fascia 1 abilitato in GEO11 in prima fascia. La statistica non perdona! Cosa vogliamo commentare oltre? Questa ASN è il club degli orrori!
ma se esistono tutte queste parentele ed amicizie… non si possono cominciare a fare nomi e cognomi?? Onestamente mi sembra difficile da credere che sia così.
E un problema a monte non solo di 04/A4. Hanno accorpato SSD affini o pseudo-tali, con un numero assai vicino a quello dei commissari e con mediane anche molto diverse. Con il sorteggio, è capitato quanto è capitato: in alcune commissioni nessuno è stato capace di giudicare in modo obiettivo quel determinato settore. E’ capitato anche a MED/02 e chissà a quanti altri SSD. Era un rischio noto fin dall’inizio, ed è un problema ahimè sottovalutato.
si è un problema a monte però sta anche all’onestà scientifica di un commissario ammettere la propria “incompetenza” in un determinato SSD, non avendo magari informazioni sullo stato dell’arte della ricerca in quel campo e non avendo idea di cosa possa essere innovativo o meno, e chiedere un parere pro veritate invece di esprimere giudizi …………….
Se si rispetterà il cronoprogramma pubblicato sul sito ASN (http://abilitazione.miur.it/public/agenda.php?sersel=61&&#idx-1) il bando per i nuovi commissari (tornata 2014-2015) dovrebbe essere pubblicato entro Maggio 2014. Per tali motivi le nuove mediane dovrebbero essere previste per Aprile 2014 con il nuovo popolamento del sito CINECA entro Marzo 2014.
Se i tempi fossero rispettati difficilmente (se non in casi sporadici) un abilitato prima fascia avrà preso servizio per Marzo 2014. Per tali motivi i nuovi abilitati non peseranno sulle nuove mediane (ammesso che verranno ricalcolate).
Per la legge dei grandi numeri i pensionamenti nella maggior parte non sposteranno sensibilmente le mediane. Personalmente sono sicuro che i pensionamenti si distribuiranno equamente tra chi si trovava sopra o sotto le mediane. In ogni caso (in particolare per i settori bibliometrici) le mediane si dovrebbero alzare per l’azione combinata del tempo e dell’effetto perverso di alcuni comportamenti opportunistici. Per maggior trasparenza è auspicabile che l’ANVUR pubblichi almeno il numero dei docenti su cui si sono costruite le mediane cosa che finora non è dato sapere.
Ringrazio quanti mi hanno risposto con informazioni, consigli e anche critiche.
Ecco un estratto dal verbale della commissione del settore 13/A2 per quanto riguarda i criteri per attribuire l’abilitazione a professore di seconda fascia:
6. È altresì condizione sufficiente per ottenere l’abilitazione a Professore di seconda fascia il possesso del dottorato di ricerca e la presenza di almeno una delle seguenti condizioni:
a) numero 16 pubblicazioni documentate del candidato, pubblicate nel periodo rilevante, di cui almeno un articolo su riviste scientifiche di fascia A definite dall’ANVUR (cfr. All. 2), ovvero la pubblicazione di almeno 2 articoli sulle riviste scientifiche presenti nel database Web of Science, Social Science Citation Index, Economics (cfr. All. 3), ovvero la pubblicazione di almeno 3 articoli sulle riviste scientifiche presenti nel database Scopus, Economics, Econometrics and Finance (cfr. All. 4).
(…).”
L’elenco delle mie pubblicazioni ne comprende ben più di 16, tuttavia di alcune di queste, nel registrarle su Cineca, non ho allegato il pdf, anche perché non avrei potuto comunque presentarne nella domanda, con pdf allegato, più di 12, pena l’esclusione.
Del resto, la valutazione da parte della commissione, come da verbale, poteva essere fatta solo basandosi sulle 12 pubblicazioni “presentate”, cioè su quelle con pdf allegato alla domanda.
Quindi mi domando: che senso aveva considerare per il criterio di sufficienza la presenza di 16 pubblicazioni “documentate” (cioè con pdf associato), se poi per la valutazione potevano esserne considerate 12 al massimo? Perché porre questa restrizione ulteriore e perché non poteva essere sufficiente la presenza di più di 16 pubblicazioni nell’elenco delle pubblicazioni indicate nella domanda (e comunque risultanti dalle registrazioni fatte su Cineca)?
Non esiste, da quanto ne so – e su questo punto particolare chiedo maggiori informazioni e opinioni – alcun obbligo a caricare anche il file pdf delle pubblicazioni, e del resto gli indicatori dei candidati vengono calcolati indipendentemente dalla presenza del pdf nella scheda delle pubblicazioni, come qualcuno ha confermato in messaggi precedenti.
Quindi perché il candidato che soddisfi nella sostanza questo requisito di sufficienza dovrebbe non qualificarsi, solo per il fatto di non avere caricato un pdf che da nessuna parte si diceva che fosse essenziale perché la sua pubblicazione fosse valutabile a pieno titolo?
Grazie per le opinioni di chi è molto più addentro di me in questi argomenti.
@ albatro
se l’italiano non è un’opinione, per essere abilitati secondo i criteri della Commissione non bastava (condizione 1) avere il Dottorato e (condizione 2) aver prodotto almeno 16 pubblicazioni (con pdf o senza, questo mi pare non abbia alcuna importanza), ma di queste (condizione 3) almeno una doveva essere su rivista in fascia A (oppure 2 su riviste ISI, oppure 3 su altri database). Se le condizioni 1, 2 e 3 sono rispettate nel tuo caso, a rigore avrebbero dovuto abilitarti – certo, per esserne certi occorrerebbe leggere con attenzione tutti i criteri stabiliti dalla commissione, non solo l’estratto che hai fornito.
Signor Ministro Carrozza,
mi perdonerà se a Twitter preferisco ROARS, anche se so bene che qui Lei non risponderà.
Perché mai sono stati spesi 120 milioni di euro, sono stati versati fiumi di parole sul ‘merito’, se poi le università italiane continuano in queste settimane ed in questi giorni ad assegnare incarichi a ‘non abilitati’?
A persone ‘non abilitate’ non solo perché non hanno superato le mediane, ma soprattutto per aver presentato curricula con dati (volutamente?) erronei; a strutturati il cui solo merito è quello di essere nipoti di potenti uomini politici?
La legge consente l’assegnazione di incarichi anche a ‘non abilitati’, ma allora perché tanto spreco di denaro, di energie e di tempo?
eriberto, rifle13, StefanoL e Lorenzo Benelli, mi avete tirato per i capelli..a parte il fatto che non mi chiamo Antonio (contrariamente a quanto dice Lorenzo Benelli) e che non ho alcun rancore, aggiungerei che, se volessi lavorare in Italia, potrei fare domanda presso le diverse Università americane che hanno sedi secondarie nel nostro Paese, avendo cominciato la mia carriera nel sistema anglosassone e potendo trovare lì una continuità. Inoltre, è vero che in UK i bankers guadagno infinitamente di più che gli accademici (sì rifle, si parla di milioni di pounds, soprattutto nella City), ma ciò succede in tutti i Paesi, anche in Italia….o pensate che un prof. di una Università statale italiana che abbia solo quell’ incarico guadagni quanto un super-manager di Intesa, Unicredit etc.? Quanto all’ anonimato, bhé almeno io sono sempre intervenuta con il nome proprio di persona, ma come me la pensano moltissimi altri emigrati (e ciascuno potremmo firmarci per nome e cognome), e quella di Kery è stata una fotografia onesta del sistema italiano. Forse vi sembrerà incomprensibile, ma spesso, in chi é emigrato, vi é genuino dispiacere per le tante figuracce fatte dall’ Italia e che sono note anche all’estero, così come ora é diventata tristemente nota questa vostra ASN. Solo questo, e niente altro, mi spingeva ad intervenire.
Purtroppo quando le logiche accademiche annientano lo spirito di una disciplina che nel caso delle abilitazioni avrebbe dovuto garantire esclusivamente un patentino di accesso ai concorsi locali e di fronte all’imbarazzante silenzio del Ministero purtroppo c’è una sola strada: la tutela in sede giudiziaria. Qualcuno ha scritto che il merito delle valutazioni è insindacabile dai Tar. Correttissimo. Ma se il merito è frutto di giudizi copia ed incolla (spesso infarciti anche di errori grossolani) e magari il commissario Ocse non conosce neppure l’italiano e non lo ha neppure dichiarato a verbale ed altro ancora…mi pare proprio che di tutto si stia discutendo tranne che di merito. Temo, purtroppo, che nei prossimi giorni dopo le prime decisioni dei giudici il Ministero dovrà prendere atto di questo gran pasticcio all’italiana. Ma a quel punto resterà solo una considerazione amara…aver consentito la delegittimazione scientifica di tanti bravi studiosi urbi et orbi senza nessuna verifica sull’operato delle commissioni, sull’uniformità dei criteri di valutazione, sulla parità di trattamento, sulla natura giuridica dell’abilitazione..
L’abilitazione, ribadisco, avrebbe dovuto verificare l’esistenza dei presupposti per l’accesso ai concorsi: non era il concorso! Era ovvio che non si poteva pretendere dai commissari di leggere in tempi così risicati decine di migliaia di pagine. E’ questo il vulnus insuperabile che non potrà che portare tutti noi (abilitati e non) a sbattere contro il muro…Sostenere il contrario, senza nulla togliere ai bravi abilitati, sarebbe miope e profondamente ingiusto!
Una nota tecnica: le osservazioni che inviate a Roars dovreste sempre inviarle anche al MIUR, soprattutto se fanno riferimento a casi gravi e/o a casi particolari che possono riconoscere solo gli addetti ai lavori di quel determinato settore concorsuale.
Non abbiate paura! Quanto voi scrivete rimane agli atti e sarà utile per chi, conclusa la fase della pubblicazione deglie siti dell’ASN 2012, dovrà incontrarsi col MIUR per cercare di risolvere i contenziosi in atto per una via non solamente giuridica (leggasi TAR).
Scrivete (e se potete telefonate anche): alla Direzione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; alla Direzione Generale Università e Studente; al referente MIUR (ASN) del vostro settore concorsuale.
Questi sono gli indirizzi:
direzione.universita@miur.it, miur-dgus@miur.it
I numeri di telefono sono sul sito del MIUR, mentre il nome del vostro referente dovete chiederlo: cosi’ dimostrate che siete almeno dei buoni ricercatori…
Segnalo che anche oggi hanno riaperto i verbali di una commissione: è un intervento in autotutela sui giudizi di oltre trenta (?!) candidati (08/F1- Pianificazione e progettazione urbanistica e territoriale). Questo significa che in alcuni casi il MIUR reagisce alle sollecitazioni e quindi la commissione chiede l’autotutela “spintaneamente”.
Oltre che al MIUR scrivete, se potete, in copia ad un sindacato e/o ad una delle altre organizzazioni (ad es. la rete29aprile) che operano in difesa e rappresentanza di tutti coloro che lavorano in ambito accademico.
Piu’ informazioni si sanno e piu’ si è forti nel rapporto col MIUR.
Piu’ lettere e telefonate arrivano al MIUR e piu’ il problema che denunciate diventa rilevante (senza barare… una persona = una lettera e una telefonata…).
Dieci ingiustizie/errori denunciate/i sono un caso da risolvere per vie legali; centinaia di ingiustizie/errori denunciate/i diventano una questione politica.
Paolo Tedeschi
@PaoloT
Concordo pienamente, oggi ho scritto al MIUR per quanto riguarda il SC 05/H1 (tramite PEC all’indirizzo PEC, tramite la mia posta istituzionale ai due indirizzi che riporti tu, ma anche ai commissari e al responsabile del procedimento presso l’Università sede delle procedure ASN.
Ho riportato sia buona parte di quanto ho già scritto qui, sia altre incongruenze che sono emerse dalla lettura dei verbali e dal confronto con i verbali in cui la commissione stabiliva i criteri. Presto metterò anche qui questi nuovi aspetti, sperando che possano essere utili ad altri colleghi che ritengono ingiusta la loro non idoneità.
Consiglio di inserire la postilla sulla legge sulla trasparenza amministrativa: obbliga il ricevente a rispondere entro 30 giorni al massimo.
Gent.mo kery, occorre saper distinguere: progresso è assumere i bravi, mentre fare corsi on line non è progresso, semplicemente gabellare l’intrattenimento tecnomediatico per istruzione (oltre che un pretesto per ridurre il numero degli studiosi). Io i miei studenti li guardo in faccia, spiego e, se del caso, li tengo al ricevimento tre ore. Se scrivo un libro di trecento pagine impiegando tre anni, significa che quello è il tempo che ci vuole e non saranno le mode dell’università light a stabilire come, quanto e quanto devo impiegare nella mia ricerca.
lasciamo stare il progresso: l’università per la sua stessa funzione – e anche perché finanziata dai contribuenti – dovrebbe assumere i migliori. Non ho affatto detto di considerare un progresso le lezioni online: ho detto che sono una realtà in atenei come Harvard. Però va visto anche il lato positivo: conosco informatici italiani che le seguono e le trovano importanti per il loro lavoro. Così potrebbe essere ottimo p.e. per l’italianistica dare lezioni online per studenti e studioso di altri paesi interessati alla lingua e alla letteratura italiana. Noi non abbiamo idea di quanto interesse ci sia per la cultura italiana in altri continenti. Non tutti possono venire in Italia, ma potrebbero iscriversi,pagare una certa quota e seguire lezioni online in italiano. Così anche per la storia dell’arte, p.e.
in questo senso potrebbe essere positive anche le lezioni online.
Ho letto un articolo sul CorSera del 30 gennaio 2014 in cui si riporta la notizia relativa alla proroga della durata dell’abilitazione da 4 a 7 anni.
http://www.corriere.it/scuola/universita/14_gennaio_30/uiniversita-l-abilitazione-varra-7-anni-77131860-8989-11e3-be5b-d457abaa7165.shtml
Il provvedimento dovrebbe essere stato approvato dal Senato nell’ambito del “Milleproroghe”. Qualcuno può darne conferma o fornire il riferimento dove trovare l’emendamento ufficiale?
Caro Sor Pampurio, se ne è parlato qui su roars nei giorni scorsi. Chi cerca trova. Ti anticipo comunque che (per fortuna) è una bufala. Ma prorogheranno, prorogheranno: non subito, però. Prima lasceranno che ci scanniamo per due-tre anni.