Roars ha da molto tempo sottolineato i rischi intrinseci all’Abilitazione Nazionale per come essa è stata disegnata dal legislatore e da ANVUR. In particolare si erano più volte messi in evidenza i pericoli dovuti a un meccanismo potenzialmente foriero di contenzioso e alla designazione di un numero di abilitati non assorbibile dal sistema. Tali pericoli si stanno puntualmente avverando. Roars non è in grado di monitorare cosa sia accaduto nei singoli settori concorsuali, ciascuno dei quali sembra fare storia a sé. Mette però a disposizione dei lettori che desiderano discutere e commentare lo svolgimento dell’ASN un apposito spazio, costituito dai commenti in calce a questo post.

Raccomandiamo, anche per facilitare la moderazione da parte alla redazione, di evitare espressioni ingiuriose (che verranno comunque bloccate) e di  produrre argomentazioni i cui riscontri siano in qualche modo sottoponibili a verifica.

Per ora (5 dicembre 2013, h 00:10) sono usciti soltanto 13 settori concorsuali:

  • 01/A4 – Fisica Matematica
  • 06/D3 – Malattie Del Sangue, Oncologia E Reumatologia
  • 06/E1 – Chirurgia cardio-toraco-vascolare
  • 07/H1 – Anatomia E Fisiologia Veterinaria
  • 07/H5 – Cliniche Chirurgica E Ostetrica Veterinaria
  • 08/A1 – Idraulica, Idrologia, Costruzioni Idrauliche E Marittime
  • 09/H1 – Sistemi Di Elaborazione Delle Informazioni
  • 11/A1 – Storia Medievale
  • 11/A3 – Storia contemporanea
  • 11/A4 – Scienze Del Libro E Del Documento E Scienze Storico Religiose
  • 11/C2 – Logica, storia e filosofia della scienza
  • 11/C4 – Estetica e filosofia dei linguaggi
  • 12/B1 – Diritto commerciale e della navigazione

Ecco il link alla pagina del MIUR che si aggiornerà con i risultati degli altri SSD.

3312 Commenti

  1. si alf avrebbero dovuto chiedere il parere pro veritate ma a quanto capito dalla lettura del giudizio non hanno nemmeno letto il cv dal momento che oltre venti docenti internazionali che hanno letto il mio cv hanno affermato il contrario. Pensa che il commissario OCSE ha dato parere favorevole assieme a quello del commissario italiano più vicino al GEO 11.

  2. Per gleucci ed alf
    Confermo qiunato detto da gleucci. C’è stata una vera e propria epurazione degli GEO11 ad opera degli altri ssd GEO10 e GEO12. Ricordo solo che molti dei GEO11 mediane ben più alte di quelle richieste. Alcuni superavano le mediane dei commissari. Mentre alcuni degli abilitati hanno mediane alquanto risicate. Io avevo 3 lavori su Science mi hanno detto che la produzione è aratterizzata da
    un relativamente limitato grado di approfondimento della ricerca.

    • Nei giudizi non si è fatto cenno alle mediane, sembra che la commissione abbia deciso senza criterio chi si e chi no, come una sorta di estrazione da superenalotto. Non è cambiato assolutamente niente rispetto ai concorsi che hanno preceduto la asn.

  3. Proposte serie per la signora ministra:
    1) Bandire una nuova ASN 2014 con possibilità d’accesso per tutti i non-abilitati 2012 e una ASN 2015 per tutti i non abilitati del 2013 (che ci saranno);
    2) Fare un circolare che chiarisca che gli abilitati del 2014-2015 senza le mediane devono essere decisi necessariamente all’unanimita e con l’ausilio di pareri pro-veritate;
    3)Dare a tutti gli abilitati non-strutturati immediatamente lo status di ricercatore a tempo determinato tipo-B e entro i quattro anni farli diventare associati o ordinari a seconda dell’abilaitazione acquisita (solo per quelli che mantengono una produzione scientifica che gli permetta di superare le mediane anche fra 4 anni); Ovviamente la sede verrà assegnata d’ufficio in base alle esigenze manifestate dalle università e dai candidati che ne indicano almeno tre (come il concorso nazionale per gli studenti di medicina più o meno)
    4) dare immediatamente a tutti gli abilitati strutturati lo stato giurdico di PO o PA senza adeguamento dello stipendio, con impegno di adeguare lo stipendi entro i 4 anni della validità dell’abilitazione solo per quelli che mantengono una produzione scientifica che gli permetta di superare le mediane anche fra 4 anni.

    • Se io fossi il ministro caccerei immediatamente qualunque professore universitario pronunci, anche in forma criptica, la parola “sanatoria”

    • Oltre a Babbo Natale:
      @Plymouthian,
      manca anche il giullare di corte.
      @ Fausto S,
      manca anche l’inquisitore.
      Proposte, no eh? Troppo facile distruggere.
      Nessuna intenzione di chiedere sanatorie, ma un rilancio si. C’è bisogno di investire altrimenti andrà sempre peggio.
      1) Investire sulle forze positive che cio sono fuori e dentro l’università. 2) Riconoscere gli errori e cercare di correggerli. Queste sono le cose da fare.

  4. chiedere l’annullamento dell’abilitazione è irrispettoso di tutti quelli che sono stati abilitati con merito. E’ più giusto chiedere all’ANVUR ed al Ministro una rivalutazione immediata di coloro che pensano di essere stati danneggiati.

  5. Caro Martino, il sign Pescoa ha fatto anche di peggio. In spregio a quanto disposto dalle norme, o meglio convinto che si potesse fare, ha preso la lista volutamente più restrittiva e arbitraria (la Kiel List, per l’appunto) e l’ha utilizzata semplicemente come metodo di valutazione delle riviste in cui sono apparsi gli articoli e non della qualità degli stessi. Ma fosse tutto qui! Molti si sono chiesti che senso abbia una lista con riviste in A+ e A- senza una A, soprattutto considerando che poi ci sono riviste in B+ e B. A ben leggere si capisce, suggerimento alieno, che il – di A- è un errore di battitura che dovrebbe rappresentare uno spazio e invece l’arguto neanche si interroga sul perchè manchi un’intera classe che pure viene dettagliatamente descritta. Inoltre la stessa lista chiarisce inequivocabilmente che:
    A Journals as listed on our journal ranking,or are ranked between among the top 5% in the subject category Economics” by 5 year ISI Impact Factor, or, if not in this subject category, the average 5-ranking in all subject
    categories by 5-year ISI Impact factor is in the top 5%.
    Quindi almeno una lettura impropria della lista Kiel. Questa abilitazione, come messo a verbale da chi non ha condiviso questo modo di intendere la procedura, ha consentito la completa arbitrarietà delle valutazioni, che ribadisco ancora una volta consentivano di concorrere per un posto. Che spettacolo! Provate a immaginare un comportamento simile in Francia. Ma noi abbiamo le spalle larghe e soprattutto ne abbiamo viste così tante che sorridiamo di questecose e ci consoliamo rileggendo i sonetti del Belli (suggerisco li Soprani der Monno vecchio) e pensando che in fondo si è trattato solo di un’abilitazione, che magari abbiamo già più volte conseguito in altri sotto-settori. Ma forse il MIUR dovrebbe battere un colpo, almeno di tosse!

    • Ma c’è ancora chi valuta gli articoli unicamente sulla base dell’ i.f. della rivista sulla quale sonompubblicati…!?!? Ci sono anche sentenze di TAR che censurano questo tipo di valutazione.

  6. Gentile Rifle,
    è chiaro a tutti che se in molti settori non provvede direttamente il Ministro, lo farà inevitabilmente i Tar. Ancora una volta deleghiamo tutto nelle mani della magistratura affinchè ci levi le castagne dal fuoco. E’ vero che in questo Paese oramai si procede solo per decisioni dei giudici e non si modifica nulla se una sentenza non lo dice espressamente, ma noi dovremmo essere l’accademia, le teste pensanti. Dopo questa sberla in faccia, nei confronti di tanti colleghi valorosi, in mondovisione è ancor più umiliante che i Tar ci dicano “avete sbagliato tutto”. Riflettiamoci…

    • Ma certo: ciò che è sbagliato o si corregge, o si cancella. Il Ministro invece preferisce stare a guardare, e dalla sua totale inerzia emerge soltanto per accusare noi di essere troppo “silenziosi”. (!?)

      Il giorno in cui l’impianto dell’ASN dovesse rovinosamente franare, a chi daranno la colpa? Ancora al nostro “silenzio assordante”?

    • Però rifle13 ha delle ragioni da vendere. L’impressione che ho è che molti non stiano discutendo sulle singoli abilitazioni meritate o non meritate, ma stiano cercando un modo per fare annullare ASN per riportare tutto al punto di partenza. Come ha ben mostrato l’analisi dell’ASN comparsa qui su ROARS qualche giorno fa, la maggior parte degli abilitati sono persone che superano almeno 2/3 mediane. Credo che bisognerebbe più concentrarsi su chi ingiustamente non è stato abilitato. Poi ognuno fa il suo mestiere e difende chi gli conviene difendere, a partire dai Sindacati. Infine: ok, l’Università va male. Ma il resto dell’Italia? A me sembra che niente funzioni. L’Università è lo specchio di un paese abbandonato dalle istituzioni, dove fondamentalmente bisogna arrangiarsi per sopravvivere… cerchiamo almeno noi di essere giusti ed obiettivi, e non desiderare l’annullamento dell’ASN solo perché il nostro collega, che magari ci sta pure un po’ su, è passato ed io ingiustamente no.
      Alla ministra, se legge: tornate tra noi poveri mortali.

    • Ciò che ognuno di noi, in cuor suo, desidera, spera o teme, è un fatto personale, e, in questa sede, non ha alcuna importanza. Comunque non mi pare che sia questo il punto su cui verte la discussione. Le critiche, se sono fondate su fatti documentabili, hanno lo scopo di mettere in luce un problema che altrimenti (complice una certa inerzia in alto loco) rischia di essere totalmente ignorato. Del resto, i cambiamenti – ed in particolare i correttivi che qualcuno insistentemente invoca – presuppongono la presa di coscienza di una situazione che non va.

      Noi, in questo spazio, ne possiamo parlare, tra di noi, e pubblicamente: è necessario e doveroso.

      Di più non siamo in grado di fare: ma qualcuno pensa davvero che le nostre parole possano causare lo sfascio dell’ASN? E da dove ci potrebbe mai provenire tutto questo potere?

      Tanto più che, a quanto pare, ciò che finora abbiamo detto è interamente caduto nel vuoto …

    • Bloccare l’ASN è esattamente quello che vuole il governo. Sarebbe bel risparmio! Dopo non aver assunto praticamente nessuno negli ultimi anni (diciamo dal finanziamento straordinario Mussi del 2007?), ancora per tot anni potranno evitare di assumere personale (e intanto gli stipendi sono bloccati e il corpo organico continua a diminuire grazie alla massa di pensionamenti).

      Piuttosto che bloccare tutto, io mi preoccuperei affinchè i concorsi post-abilitazione siano trasparenti e onesti. E vigilerei sul rispetto della legge.

      Chi si sente danneggiato dall’ASN 2012, ovviamente, è giusto che faccia ricorso. Ma io spero sinceramente che i ricorsi riguardino casi singoli, e non blocchino l’intera procedura. Sarebbe un autogol incredibile da parte del mondo accademico. Ci sono voluti 4 anni dalla legge 240 per vedere il termine della prima tornata di abilitazioni, e forse finalmente le prime assunzioni. E ora vogliamo riazzerare tutto e ripartire da capo?

    • Per rebus sic stantibus
      Condivido quello che dici: è “l’Accademia” che dovrebbe vergognarsi per aver fallito. Credo infatti che sia gli abilitati che i non abilitati ( ingiustamente? Ormai sarà un Tar a deciderlo ) siano stati formati ed indirizzati alla ricerca dalle “ teste pensanti ” tra cui sono stati sorteggiati i commissari. Di fronte ad un numero di abilitati , in alcuni settori bassissimo, in altri basso, dovrebbero essere messe in discussione non i candidati ma le varie “Scuole” che li hanno formati. Per il settore 08/D1 i giudizi è meglio non commentarli , sono a volte imbarazzanti, per il settore 06/F2, una delle ultime commissioni ad insediarsi, i non abilitati, che superavano le mediane e che avevano i titoli, lasciano senza parole. Apparentemente i giudizi collegiali mostrano un lavoro accurato ed una valutazione dettagliata ma, a ben leggere, esistono dei preconcetti ed i numeri sono stati adeguati ai preconcetti. Il Ministero continua a tacere ma, se intende essere ancora oltre che Ministero dell’Istruzione anche dell’Università e della Ricerca, qualcosa ha l’obbligo di dire. In fin dei conti nella Nota Circolare del 11/01/2013 Prot.n.0000754 si leggeva “..La funzione dell’abilitazione, pertanto, non è nella maniera più assoluta quella di selezionare, tramite valutazione comparativa, un ristretto numero di “ vincitori in pectore “ né quella di dar luogo ad un esercizio privo di alcuna efficacia selettiva. …..”. Forse l’uso ricorrente della parola mediane, nella Legge di riferimento e nei vari Decreti e Regolamenti, avrebbe dovuto suggerire qualcosa. Il compito delle Commissioni era importante, è stato usato come un’arma.

    • Per rebus sic stantibus
      Condivido quello che dici: è “l’Accademia” che dovrebbe vergognarsi per aver fallito. Credo infatti che sia gli abilitati che i non abilitati ( ingiustamente? Ormai sarà un Tar a deciderlo ) siano stati formati ed indirizzati alla ricerca dalle “ teste pensanti ” tra cui sono stati sorteggiati i commissari. Di fronte ad un numero di abilitati , in alcuni settori bassissimo, in altri basso, dovrebbero essere messe in discussione non i candidati ma le varie “Scuole” che li hanno formati. Per il settore 08/D1 i giudizi è meglio non commentarli , sono a volte imbarazzanti, per il settore 06/F2, una delle ultime commissioni ad insediarsi, i non abilitati, che superavano le mediane e che avevano i titoli, lasciano senza parole. Apparentemente i giudizi collegiali mostrano un lavoro accurato ed una valutazione dettagliata ma, a ben leggere, esistono dei preconcetti ed i numeri sono stati adeguati ai preconcetti. Il Ministero continua a tacere ma, se intende essere ancora oltre che Ministero dell’Istruzione anche dell’Università e della Ricerca, qualcosa ha l’obbligo di dire. In fin dei conti nella Nota Circolare del 11/01/2013 Prot.n.0000754 si leggeva “..La funzione dell’abilitazione, pertanto, non è nella maniera più assoluta quella di selezionare, tramite valutazione comparativa, un ristretto numero di “ vincitori in pectore “ né quella di dar luogo ad un esercizio privo di alcuna efficacia selettiva. …..”. Forse l’uso ricorrente della parola mediane, nella Legge di riferimento e nei vari Decreti e Regolamenti, avrebbe dovuto suggerire qualcosa. Il compito delle Commissioni era importante, è stato usato in modo improprio

  7. @DG, “Naturalmente, una volta eletti/sorteggiati i commissarii cambiava il quadro delle previsioni (rispetto a quelle formulate al momento dei bandi), ma ciò non toglie che a quello stadio era in sostanza perfettamente noto a tutti chi avrebbe vinto”:

    No, dai… questo non e’ proprio vero… Forse e’ meglio se restringi le tue affermazioni ai settori (o alle situazioni) che conosci…

  8. Scusate, ma mi dite quale università chiamerà un ordinario o un associato che è stato trombato da una commissione e che solo grazie ad un ricorso al tar diventa idoneo potendo ovviamente scegliere tra diversi candidati? Capisco l’amarezza di alcuni perché talvolta le decisioni (almeno nel mio campo) sono state davvero inique (capita nella vita), ma cosa pensate di ottenere? In ogni caso, a meno di non bloccare tutto (pia illusione), le università cominceranno comunque a chiamare quelli legittimamente abilitati, e anche se tra due anni il vostro giudizio cambierà a cosa servirà? Solo a perdere soldi.

    Secondo punto: questa fissazione di rientrare nella successiva tornata per i trombati. Cosa avete pubblicato nel 2013? Qualcosa di stratosferico? Perché altrimenti il vostro curriculum sarà praticamente quello dell’anno precedente e ovviamente la commissione vi tromberà di nuovo, non fosse altro se non per evitare di contraddire il giudizio dell’anno precedente.

    Di nuovo capisco l’amarezza, ma in questo caso temo che ci sia poco da fare.

    • Il ministro potrebbe permettere ai non-abilitati 2012 di riprovare nella tornata 2014. Ci sarà una diversa commissione, e si risparmia un anno.

      La tornata 2013 comunque è chiusa da mesi. Non si possono certo riaprire le iscrizioni, e cambiare le regole in corso sarebbe iniquo verso chi non ha fatto domanda convinto di non poter partecipare.

    • @ Fausto S
      Capisco il cinismo, ma commenti distruttivi di questa levatura, che rimandano al tema centrale del famoso film “i soliti sospetti” (Bryan Singer – 1995- personaggio di Keyser Söze), sono davvero sorprendenti. Siccome non è il primo intervento di questo tipo che compare su queste pagine, mi permetto di far notare come la permalosità dei capi e dei potenti sia un deterrente molto sfruttato dai vari fenotipi di criminalità organizzata e dai regimi “non democratici” (uso un eufemismo). Non è questo il caso, ma vale la pena di chiarire.
      E’ del tutto evidente che in uno stato di diritto ogni procedura deve avvenire secondo regole di trasparenza uguali per tutti. Il diritto di ciascuno ad essere giudicato (anche negativamente) secondo criteri univoci e trasparenti è fuori discussione. Chi ritiene che le regole non siano state applicate correttamente, fosse anche un solo caso, DEVE ricorrere, per un mero criterio di giustizia e quindi anche per ragioni PURAMENTE etiche. Il fine ultimo del ricorso non è quello di “guadagnare una cattedra”, ma di vedere rispettati i propri diritti di cittadino e la propria dignità di persona e di studioso.
      Questa ASN, pur nata con le migliori intenzioni (!), espone il fianco in numerose situazioni, personali e generali, in maniera talmente chiara da essere quasi sfacciata. Non vedo finalità nell’abbassare la testa.

    • non sono d’accordro.. molti colleghi (io compreso) sono stati ingiustamente o in modo troppo soggettivo (per usare un eufemismo)da alcune commmissioni… è giusto che la posizione di tanti venga rivista ..a anche a parità di produzione scientifica.. se poi la Ministra decidesse anche di licenziare alcune commissioni sarebbe meglio.. e l’Accademia farebbe una bella figura.

  9. Mors tua vita mea, ma purtroppo qui rischia di morire tutta l’accademia italiana.
    Rendere efficace l’abilitazione e permettere ai non-abilitati di dimostrare con un’altra commissione che la loro non-abilitazione è stata ingiusta, mi sembra il minimo.

  10. @Fausto S
    Chi sente di aver subito un trattamento iniquo, in un paese democratico e civile non deve pensare che sia inutile fare ricorso nelle sedi opportune.
    In più, se vogliamo che le cose cambino (anche solo in certi settori), trovo che ricorrere contro decisioni arbitrarie abbia anche una valenza etica (parola che spesso i commissari hanno trascurato).
    Detto questo, in teoria le Università non dovrebbero poter “chiamare”, ma solo mettere a concorso dei posti, anche se ogni Ateneo sembra si stia regolando autonomamente creando una vera e propria giungla di regolamenti.

    • Il fatto è che qui molti si credono dei geni incompresi, e non accettano un giudizio negativo. La realtà è che, al di là di errori materiali il giudizio della commissione è insindacabile. Per cui se hanno detto che un curriculum è ottimo, e un altro mediocre, è nel loro pieno diritto. Attenti a sentire quello che vi consigliano gli avvocati perché loro vincono sempre.

      Personalmente ritengo che uno dei meriti innegabili di questa abilitazione sia quella di avere tenuto fuori il 90% dei supersomari che prima facevano carriera e dei rottami arrugginiti che sperano solo in un ope legis per la loro tardiva carriera (e che in un paese civile dovrebbero lasciare liberi i posti all’università andando ad insegnare ai licei).

      Poi ovvio le ingiustizie ci sono state (dove non ci sono?) e gli errori pure. Ma secondo me, nel suo complesso, l’abilitazione è stato un momento estremamente positivo.

      Chi ritiene che sia stata una grave ingiustizia ha ovviamente il diritto di fare ricorso, d’altra parte ognuno i soldi li spende come gli pare.

      Vi segnalo che in diverse università stanno già bandendo concorsi per i nuovi abilitati, quindi fate presto.

  11. Per questa gestione sciagurata e fallimentare della prima tornata dell’ASN, l’unica scelta che rimane al Ministro Carrozza è quella di dimettersi. Il mondo accademico (TUTTO) dovrebbe chiederlo a gran voce. Il guado in cui ci troviamo da tempo (troppo) coinvolge tutti, sia gli abilitati (la stragrande maggioranza dei quali non saranno chiamati, né ora né mai) sia i non abilitati (che magari lamentano, spesso giustamente, difetti o arbitri di giudizio da parte delle commissioni, che sono un organo del ministero). Ma come fa il ministro a non accorgersi di questa disfatta del sistema universitario, la cui maggiore (e evidente) criticità è ora costituita dalla mala gestione dell’ASN. Ma come fa il ministro a limitarsi a guardare dalla finestra la situazione tragicomica di questa ASN, che ha sfornato abilitati (tanti) che una Università in fallimento come la nostra non assumerà mai. Ma come fa il ministro a non accorgersi del sadico sistema di autovalutazione a cui siamo sottoposti (AVA, scheda SUA e altre amenità del genere), che ci sottrae tempo (tantissimo) alla didattica e ancor più alla ricerca. Ma come fa il ministro a non accorgersi che l’università italiana sta morendo… e che noi docenti non ne possiamo più.

    • Il Ministro Carrozza era però già in carica quando:

      – alle Commissioni sono state concesse proroghe su proroghe, con il favoloso intento di fare uscire gli esiti tutti insieme;

      – è partita la pubblicazione degli atti, avvenuta alla spicciolata, e non ancora conclusa dopo oltre due mesi;

      – è risultato oltremodo evidente, a fronte delle montagne di errori, lacune ed incongruenze presenti nei verbali, che il suddetto ritardo non poteva certo essere dovuto ad un’attenta e sistematica opera di controllo da parte del MIUR.

      Chi è responsabile di tutto ciò?

    • Antonio Banfi: Si, è vero, l’ASN non è stata inventata dalla Carrozza, io infatti ho parlato di GESTIONE. La Carrozza si è infatti trovata a GESTIRE tutta la macchina dell’abilitazione, e l’ha fatto nel modo peggiore. Come idea in sé l’abilitazione nazionale non era male, a patto che ne venisse rispettato l’intento primario, ovvero quello di ABILITARE con metodi chiari, trasparenti e regole date prima di tutte le operazioni, ovvero il contrario di quello che è avvenuto: ambiguità sulle mediane (colpa di Profumo), troppa discrezionalità data alle commissioni e pasticci di ogni tipo (proroghe, autotutele varie, arbitri usciti da ogni controllo (il SC 11/A4 ne è un esempio tra i più evidenti), totale difformità di criteri di giudizio (settori concorsuali con oltre il 70 % di abilitati ed altri con il 19 %), che alterano per forza di cose gli equilibri dei dipartimenti a fronte delle chiamate e dei concorsi locali futuri. Ricordo che le commissioni sono in tutto e per tutto un organo del MIUR, piccolo dettaglio che sfugge a molti, in primis alla Ministra. Le commissioni agiscono in nome e per conto del MIUR.

    • disfatta del sistema universitario? io credo che molte delle colpe comunque sia imputabile a molti ( lei compreso credo) che del mondo universitario fannno parte. ed in questo il Ministro Carrozza non ha alcuna colpa.

    • Rifle13: la difesa di un ministro da parte tua è legittima. Ma penso che tu non sia parte del mondo accademico, se dici che la rovina dell’Università italiana è imputabile ai professori. Comunque, scusa, secondo te di chi è la colpa dei mancati finanziamenti alla ricerca (soprattutto a quella in campo umanistico), il taglio indiscriminato dei fondi per il diritto allo studio, l’annichilimento delle scuole di dottorato? E’ dei professori (con gli stipendi fermi da 3 anni)? Ma vivi in Italia?

    • 1) non ho detto tutte le colpe.. ho detto molte.
      2) il blocco degli stipendi riguarda tutto il pubblico impiego e non solo gli universitari.
      3) il punto non è se sono parte o meno del mondo accademico. Un’analisi può essere obiettiva a prescindere. Anzi, non difendere a priori il proprio settore è sicuramente apprezzabile.
      4) mi pare che proprio nei settori umanistici ci sono feroci critiche verso i commissari che rappresentano il mondo accademico italiano.

    • penso che sia nota a tutti ormai la tua obiettività….almeno come l’imparzielità e l’onesta di tutte le commissioni

  12. Il problema reale che non vogliamo capire è che questa abilitazione ha solo amplificato quello che succedeva localmente, grazie alla legge dei grandi numeri. Non è cambiato niente! Gli stessi sistemi gli stessi modi, che però ora sono impietosamente pubblicati sul sito dell’ASN. Francamente io credo che se si subisce un torto palese, essendo obiettivi con la propria carriera accademica ed il proprio CV (andiamo tutti noi sappiamo se siamo idonei per un posto o no, non scherziamo)si debba ricorrere alla giustizia, anche per dare una lezione di etica a questo paese che ha veramente perso la bussola.
    Francamente a me rompe non essere stata abilitata ingiustamente e vedere il ricercatore del presidente di commisione con un CV ridicolo essere abilitato a prima fascia.
    Se non proviamo a raddrizzare le cose sarà solo sempre peggio e sarà anche e soprattutto colpa nostra.

  13. Ho scritto tempo fa e ora sto per far partire il ricorso contro la mia mancata abilitazione in Politica Economica.
    Avrei bisogno di sapere con urgenza dove posso trovare il documento o i documenti che stabiliscano come si calcolano le mediane dei candidati.
    In particolare, le pubblicazioni possono essere considerate ai fini della mediana solo se è stato caricato l’allegato? La mia mediana è 19, quando la commissione aveva stabilito 20 quale soglia per una delle possibili condizioni di sufficienza. E purtroppo di alcune delle mie pubblicazioni (visto il limite delle 18 pubblicazioni da presentare con la domanda) non ho pensato di caricare l’allegato, pur essendo nella mia lista delle pubblicazioni. Certamente non immaginavo che il mancato caricamento avrebbe potuto avere queste conseguenze…
    Grazie a chi vorrà darmi indicazioni.

    • Però non è proprio possibile che dopo due anni di discussioni c’è ancora chi parla di “mediane dei candidati”. E voi vorreste diventare professori associati?! (o peggio, ordinari).

      La commissione poi non ha stabilito alcuna soglia. 20 sarà una delle mediane calcolate da cineca, immagino. (20 che? Pubblicazioni? Citazioni normalizzate?)

    • credo di aver fatto lo stesso errore anche io…. la mia produzione e le mediane erano molto inferiori rispetto a quanto pubblicato… devo aver declikkato i lavori prima dell’invio…

  14. @Shakerato_non_mescolato
    Grazie per il gentile commento.
    Sì, lo confesso, nei due anni precedenti non ho seguito minimamente tutto il processo che si è messo in moto fatto di ANVUR, Riviste di Fascia A, Database Web of Science, mediane e tutto il resto e continuo a scoprire cose nuove, ora che sono rimasto scottato. E’ una colpa tale da far sì che meriti la mancata abilitazione? Forse, ognuno è libero di pensare quello che vuole, ma io non lo credo.
    Comunque sia, la Commissione del settore 13/A2 ha stabilito come condizione di sufficienza per l’abilitazione alla prima fascia il possesso del dottorato, almeno 20 “pubblicazioni documentate nella domanda” e un determinato numero di articoli in un database piuttosto che in un altro.
    Resta quindi la mia domanda, alla quale mi piacerebbe avere una cortese risposta: le pubblicazioni nell’anagrafe della ricerca entrano nel computo delle mediane solo se integrate con il pdf del lavoro? Dove trovo la normativa di riferimento per questo?
    Grazie.

    • L'”anagrafe della ricerca”, per il momento, non esiste. Immagino tu ti riferisca al cineca: in effetti, gli indicatori dei candidati (quelli che molti chiamano “mediane”) sono stati calcolati con riferimento alle pubblicazioni inserite da ognuno sul cineca, indipendentemente dal fatto che vi fosse un pdf allegato.
      Cosa poi volesse intendere la tua commissione con “pubblicazioni documentate nella domanda” è tutt’altra cosa, che nulla ha a che vedere con il calcolo degli indicatori (o “mediane” che dir si voglia).

    • @albatro
      Molti delee informazioni che cerchi le puoi trovare nel sito ANVUR/Valutazione/ASN.
      Ma, scusa, non è un po’ troppo tardi per guardare la normativa adesso? Di solito quando si partecipa ad un bando le regole si guardano prima. Ad ogni modo il calcolo dei tuoi indicatori non dipende dai pdf allegati, ma dalle pubblicazioni caricate e che il sistema ha aggangiato. Ad un certo punto siamo stati tutti invitati a indicare i codici Scopus e ISI dei nostri lavori. Lo avevi fatto?
      Prima di fare il ricorso valuta bene se effettivamente la commissione ha scritto “ha stabilito come condizione di sufficienza per l’abilitazione alla prima fascia il possesso del dottorato, almeno 20 “pubblicazioni documentate nella domanda” e un determinato numero di articoli in un database piuttosto che in un altro”. Mi sembra veramente strano che una commissione possa stabilire come sufficiente dei criteri solo numerici. Quello che conta per diventare prof è il CV. Gli indicatori dovrebbero essere solo una sorta di altezza del cestista. Sei alto 2 metri forse vai bene come cestista, vediamo come hai giocato e come giochi (vediamo il CV). Se alto un metro e venti. Non vai bene come cestista, ma se dimostri che sei un fortissimo tiratore da lontano, fai vincere con i tuoi canestri le squadre doive giochi (hai un ottimo CV) puoi andare bene anche come cestista. Capito? :-)

    • Ed invero le cose sono andate proprio come indicato da Paolo, con tanto di evidenza empirica che sia così. Le commissioni hanno visionato e discusso i CV di tutti i candidati, sia dei più alti (quelli sopra le mediane) che dei meno alti (quelli sotto le mediane). Peccato che lo abbiano fatto dedicando in media meno di 27 secondi per ciascuno di essi (c.f. articolo, oramai noto, di Gian Antonio Stella sul Corriere di giovedì u.s.: http://www.corriere.it/scuola/universita/14_febbraio_06/selezioni-approfondite-prof-in-27-secondi-4b2704c4-8f05-11e3-8c4a-c355fa4079e9.shtml)

    • Ciao Albatro, non è una colpa, ma ognuno è responsabile di quello che ha caricato sul proprio sito per farsi valutare. Se sbagli afare la domanda perchè sei distratto paghi e non vieni abilitato, e credo che sia giusto così: se ci tieni, ti informi bene, se non ci tieni, allor anon ci tieni. Le regole le puoi condividere o meno (io le condivido poco) ma queste sono. E sì, scusa se te lo dico, ma se vuoi diventare professore le regole le devi conoscere, perchè avrai la responsabilità di altri che credono in te, e dovrai dare loro consigli, del tipo “con queste regole è meglio che aspetti almeno un anno se vuoi avere almeno le “mediane”. Altrimenti diventi uno dei tanti ordinari che si facco ic avoli loro e che schiavizzano i poveracci che si stanno fidando di loro. Sai com’è in Italia: se sbaglia il capo, chi paga è il sottoposto (la sottile differenza con l’estero è che se sbaglia il capo pagano tutti e due: prima il capo in genere). In conclusione, ti chiedo scusa per il tono saputello e saccente della mia risposta, ma a me è toccato in sorte un capo che non sapeva mai le regole, me ne sono accorto tardi. Io ho pagato, ed è giusto così, perchè mi sono fidato della persona sbagliata.
      Comunque, permettimi di suggerirti di documentarti bene. Il giudizio della commissione è insindacabile. La stessa pubblicazione la può giudicare bene per uno, e male per l’altro, se lo motiva in modo difendibile: altro è se sbaglia dicendo che tu le pubblicazioni non le hai, ed inceve le hai caricate e nel modo giusto. Quindi, occhio a quello che ti consigliano gli avvocati. Loro vincono sempre. Guarda un po’ di più i commenti su ROARS. E’ da due anni che si sta discutendo proprio su questo. E’ come dice Fausto Proietti. L’anagrafe non esiste: esiste quello che tu hai sul tuo sito CINECA. Le pubblicazioni che vuoi che vengano considerate ai fini della tua carriera vanno cliccate in sede di domanda, e poi devi sceglierne un certo numero (dipende dal tuo macrosettore) che dovrai allegare in pdf. Altrimenti non conta. Più o meno è così, ma LEGGITI LE REGOLE. Tanto non le cambiano. E ricordo che se un candidato (O UN COMMISSARIO) dichiara il falso, è un reato penale, e non c’è “CINECA che ha sbabliato” che tenga. I candidati però hanno un po’ di tempo per ricusare la commissione: quindi credo che non si possa ricusare dopo che ti hanno bocciato.
      Spero di esserti stato utile, e scusami per l’esordio polemico.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.