Roars ha da molto tempo sottolineato i rischi intrinseci all’Abilitazione Nazionale per come essa è stata disegnata dal legislatore e da ANVUR. In particolare si erano più volte messi in evidenza i pericoli dovuti a un meccanismo potenzialmente foriero di contenzioso e alla designazione di un numero di abilitati non assorbibile dal sistema. Tali pericoli si stanno puntualmente avverando. Roars non è in grado di monitorare cosa sia accaduto nei singoli settori concorsuali, ciascuno dei quali sembra fare storia a sé. Mette però a disposizione dei lettori che desiderano discutere e commentare lo svolgimento dell’ASN un apposito spazio, costituito dai commenti in calce a questo post.

Raccomandiamo, anche per facilitare la moderazione da parte alla redazione, di evitare espressioni ingiuriose (che verranno comunque bloccate) e di  produrre argomentazioni i cui riscontri siano in qualche modo sottoponibili a verifica.

Per ora (5 dicembre 2013, h 00:10) sono usciti soltanto 13 settori concorsuali:

  • 01/A4 – Fisica Matematica
  • 06/D3 – Malattie Del Sangue, Oncologia E Reumatologia
  • 06/E1 – Chirurgia cardio-toraco-vascolare
  • 07/H1 – Anatomia E Fisiologia Veterinaria
  • 07/H5 – Cliniche Chirurgica E Ostetrica Veterinaria
  • 08/A1 – Idraulica, Idrologia, Costruzioni Idrauliche E Marittime
  • 09/H1 – Sistemi Di Elaborazione Delle Informazioni
  • 11/A1 – Storia Medievale
  • 11/A3 – Storia contemporanea
  • 11/A4 – Scienze Del Libro E Del Documento E Scienze Storico Religiose
  • 11/C2 – Logica, storia e filosofia della scienza
  • 11/C4 – Estetica e filosofia dei linguaggi
  • 12/B1 – Diritto commerciale e della navigazione

Ecco il link alla pagina del MIUR che si aggiornerà con i risultati degli altri SSD.

3312 Commenti

  1. A rendere evidente la violazione di quanto riportato nel primo verbale allegato alle procedure di abilitazione di 13/A1 riportato come come verbale criteri 21 2 2013, allego il verbale del 21 novembre 2013. Il verbale riguarda espressamente la valutazione delle abilitazioni per la prima fascia e la diversità cosi pronunciata dei giudizi spiega la proroga concessa a questa commissione, che tuttavia non ha consentito un superamento delle divergenze che invece è evidente in tutte le bocciature tre a due. Poichè si parla di prima fascia, cioè di chi potrà insegnare nel futuro questa disciplina, si palesa la necessità di un deciso intervento per sospendere l’esecutività delle disposizioni. L’aver completamente ignorato le classificazioni che, viceversa il verbale del 21 2 ritiene criteri dominanti, qualisificando come accessorie, non a caso si usa il termine anche le altre liste di riviste, l’aver igorato riviste pure comprese nella fascia A o comunque nella fascia scientifica rilevante per il settore 13/A,rende necssaria e improcrastinabile un’azione comune, anche se materialmente individualmente inoltrata, contro le risultanze della commissione. Si palesa la necessità di un’immediata azione della SIE, e di tutte le associazioni dei docenti, perchè questa idea di imporre il giudizio bocconiano sull’intera univesità italiana è francamente inaccettabile.
    allego il verbale
    Verbale della riunione telematica del 21‐11‐2013 
    La commissione si è riunita alle ore 17.30 e ha:  
    a. approvato i verbali delle precedenti sedute;  b. discusso nuovamente il caso di alcuni candidati;  c. preso atto delle liste dei voti individuali pervenute per i candidati alla prima fascia   e   stabilito che si caricassero i giudizi  individuali per i candidati su  cui non si registravano più  incertezze. 
    I commissari Carillo e Zazzaro hanno chiesto che venga messa a verbale la seguente dichiarazione:  “Nella  estrazione  degli  elementi  necessari  alla  formulazione  dei  giudizi  collegiali  dei  candidati  all’abilitazione per l’accesso alle funzioni di professore di prima fascia per i quali i giudizi individuali  sono  più  discordanti  è  emersa  la  difficoltà  di  condividere  i  giudizi  sull’attribuzione  o  meno  dell’idoneità  che  deriva  sia  da  un  diverso  utilizzo  da  parte  dei commissari  delle  classificazioni  editoriali  richiamate  nel  verbale  dei  criteri  per  la  valutazione  delle  pubblicazioni  e  la  loro  classificazione  nelle  quattro  fasce  di  merito  di  cui  all’allegato  D  del  DM  76/2012  ‐ alcuni,  ad  esempio, privilegiando la classificazione del Kiel Institute, con ciò collocando in fasce di merito  inferiori (superiori) riviste che altre classificazioni collocano in fasce superiori (inferiori) ‐ sia dalla  diversa importanza che ciascun commissario sembra attribuire ai criteri e parametri stabiliti dalla   commissione stessa sempre nel verbale dei criteri. In particolare, su questo punto il DM 76/2012  relativo ai parametri per l’abilitazione scientifica nazionale all’art. 3  comma 3 punto d), e il verbale  dei criteri redatto dalla Commissione prevedono esplicitamente che l’impatto delle pubblicazioni  va  valutato  tenendo  conto  <>”. 
    I  commissari  Nicodano  e  Pozzolo  hanno  sottolineato  che  l’uso  discrezionale  delle  diverse  classificazioni è stato sempre esercitato all’interno di quanto previsto dai criteri concordati dalla  commissione oltre che confortato dall’analisi degli scritti; e che le classificazioni internazionali  utilizzate rappresentano una buona sintesi di quelle elencate nei criteri e di altre classificazioni  diffuse nella professione. L’uso discrezionale delle classificazioni ha permesso di far emergere le  candidature che soddisfano i diversi punti di vista, quelle che non ne soddisfano alcuno e quelle  che ne soddisfano solo alcuni. A queste ultime sono stati  dedicati un maggiore approfondimento e   una più ampia discussione collegiale. L’esame congiunto di queste candidature ha favorito nella  maggior parte dei casi la convergenza delle posizioni dei diversi commissari, ma ovviamente non  sempre ha portato a valutazioni uniformi. In particolare, questo deriva talvolta dal diverso  peso  attribuito dai commissari alla necessità di considerare la rilevanza e la visibilità internazionale dei  risultati  scientifici  rispetto  all’attenzione  per  le  caratteristiche  di  un  sottoinsieme  del  settore  scientifico, soprattutto per il caso degli ordinari. GN e AFP osservano comunque che, anche tra gli  ordinari,  risultano  abilitati  candidati  che  rappresentano  una  grande  varietà  di  approcci,  sia  innovativi sia più tradizionali, sia strettamente disciplinari sia interdisciplinari. Tutti questi hanno  saputo  imporre  il  loro  metodo  all’attenzione  della  comunità  scientifica  internazionale,  come  richiesto dal decreto.  
        d. La commissione ha approvato il testo del giudizio collegiale per i candidati alla prima fascia.    Stante le diverse interpretazioni dei termini “accademie aventi prestigio”, “partecipazione a enti di  alta qualificazione”,  “partecipazione a comitati editoriali .. di riconosciuto prestigio”, “attribuzione  di incarichi ..presso istituti ..di alta qualificazione”  nella compilazione delle domande; stante il  peso prevalente dato alle pubblicazioni rispetto ai titoli attribuito dai criteri che la commissione di  si è data; la commissione ha aderito ‐ ai fini del giudizio collegiale ‐ alla classificazione dei titoli alla  base dei giudizi individuali di Maria Rosaria Carillo e Alberto Pozzolo.
    e.    La  commissione  ha  quindi  approvato  l’ultima  formulazione  del  giudizio  collegiale   per  i  candidati alla II fascia.    f.  Preso atto degli impegni dei Commissari, il Presidente propone una scaletta dei lavori ed una  suddivisione  dei  controlli  tale  da  consentire  la  chiusura  nella  giornata  del  30  novembre.  La  proposta è accolta.
      La commissione si è riconvocata il giorno 30 novembre alle 10, alle 15 e alle 18  con ordine del  giorno: chiusura dei giudizi.  Alle ore 19.30  del 21 novembre la seduta è stata tolta.
     
    Per la Commissione:
    Giovanna Nicodano

  2. Ha ragione Antonio Banfi e me ne scuso.
    Nella fretta non mi sono accorto di aver omesso la parte iniziale che parla di interrogazione parlamentare che dovrebbe essere firmata da una cinquantina di senatori e una cinquantina di deputati. La fonte di riferimento chiede poi di diffonderne il testo, aggiungendo che e’ prevista anche una manifestazione a Roma in coincidenza con la discussione dell’interrogazione parlamentare che si sta cercando di organizzare in modo da ottenere la piu’ ampia partecipazione.

  3. leggo ora gli esiti di 08/D1. non solo una strage, ma una vergogna. altro che analiticità … tre righe di parole per mettere in fila un giudizio collettivo. se non ci fosse da piangere ci sarebbe da morire dal ridere. credo siano i primi in assoluto ad avere questo record di stringatezza. credevano forse di dover scrivere un telegramma: stop!

    • Resto basito dal “modus operandi” di questa commissione, non tanto per l’eccessiva sintesi dei giudizi – c’è chi ha fatto meglio, andate a leggervi ad esempio quelli di 02/C1 – ma per il tono di certe affermazioni. Ho aperto a caso un verbale di un non abilitato – non conosco né lui né gli altri, appartengo a tutt’altro settore – e leggo, testualmente, frasi come: “Il candidato è appena diventato ricercatore. e mi pare già molto” … “testi firmati da 7/8 autori nei quali i contributi individuali non sono specificati. quindi valgono zero”. Non oso aprirne altri. Che tristezza, povera Università…

    • Scusate ma non resisto dal citarne altri, presi a a caso, cercando di eliminare per quanto possibile ogni riconoscibilità dei candidati (faccio copia incolla, lasciando gli errori di battitura e di grammatica):
      —————
      Le pubblicazioni allegate sono spesso di tipo giornalistico e non raramente assai pretenziose (raccolte di citazioni più o meno pertinenti, intercalate da stucchevoli considerazioni sull’essenza dell’abitare contemporaneo o altri temi del genere).

      età accademica 16 anni. Il candidato si definisce “Docente”, impegnato in “insegnamento universitario” di DOCENTE DI STORIA E TEORIA DELL’ARCHITETTURA presso la “UNIVERSITAETLIECHTENSTEIN” (?).

      Le pubblicazioni allegate sono scolastiche e quando ripercorrono l’opera dei maestri non spiccano certo per originalità.

      Il candidato ha un profilo disciplinare molto sfaccettato, forse troppo. Si fa infatti fatica a individuare l’asse centrale della sua ricerca.faccio fatica a individuare una vera e propria monografia. con qualche dolore per il profilo indipendente e l’attitudine internazionale credo però che non si potrà abilitare.

      si tratta di una candidata interessante e anomala, che può porre qualche problema alla commissione. Piuttosto giovane (1978), ha infatti due titoli di dottorato, in Francia e in Italia. Le pubblicazioni ruotano tutte intorno al corpus di riflessioni e informazioni raccollte nel libro (pubblicato in più lingue) con la tesi di dottorato. ha buone relazioni internazionali e insomma mi lascia in dubbio. se il profilo fosse leggermente diverso la abiliteei soprattutto per reazione alla staticità e scarsa fantasia dell’ambiente accademico italiano. non abilitata

      Le pubblicazioni confermano il profilo di un “fiancheggiatore”
      molto attivo della vita universitaria, non pronto – o non adatto – ad un’abilitazione da docente interno. Non abilitato.

      la candidata è un funzionario tecnico del comune, prevalentemente impegnata su questioni di sostenibilità e partecipazione. E’ stata docente a contratto in varie università, anche se in molti casi non specifica la materia di insegnamento. mi pare inabilitabile.
      —————————————-

      Non so se ci si dovrebbe ridere o piangere, probabilmente entrambe se la cosa non fosse tragica…Non ho veramente parole…

    • Scusate di nuovo, mi sono accorta di non aver inserito nell’elenco queste “perle”:
      ——-
      candidato ancora immaturo, che presenta tra le pubblicazioni solo testi d’occasione e brevi recensioni. si farà.forse, per ora non è da abilitare
      ————
      Le pubblicazioni sono manchevoli in qualità e quantità. Le più rappresentative riguardano un progetto non indimenticabile pubblicato su casabella e un articolino su west8 su Abitare. Non abilitato.
      ————-
      al punto di vista delle pubblicazioni la candidata è certamente molto prolifica. Va però detto che molte pubblicazioni sono “a rimorchio“ dell’ordinario di riferimento e che il discorso è molto confuso e gira fumosamente sempre intorno agli stessi temi e concetti. è attiva negli scambi internazionali e però non ci mostra mai i prodotti dei suoi impegni didattici. sostanzialmente da non abilitare

      Mio personalissimo e parzialissimo (appartengo infatti ad altro settore) giudizio finale: intera commissione da non abilitare (se non altro in italiano) e a vero rischio di querela per diffamazione…

    • …giuro che questa è l’ultima ed è, credo (anche se stamani ho la febbre alta ed la mia capacità di giudizio è offuscata) la summa di tutto l’insieme:

      filotto napoletano (laurea, dottorato, assegno, posto da ricercatore) la candidata è decisamente un prodotto di scuola, senza strumenti per emergere rispetto al suo gruppo. la pubblicazioni hanno carattere molto
      compilativo, mentre l’unica che ci strappa un momento dalla noia (le ho dato un 5) è quella sul progetto di cosenza per olivetti, che non resisterebbe però a un vaglio storico-critico un po’ più serio. NO
      —-
      E con questa, non ne apro più, giuro, ma faccio appello ad un/a bravo/a e volonteroso/a italianista che avesse voglia di aprirle e di farne un’antologia satirica. Credo verrebbe fuori un best-seller…

    • Scusatemi per l’ennesima volta, ma mi hanno appena segnalato queste due, e non solo per il lato comico:
      ————–
      palermo palermo palermo, ajroldi: un marchio di fabbrica. riconoscibile nella varietà e scontatezza dei temi delle pubblicazioni. ha molta quantità ed è molto eclettico. in più è un ricercatore, quindi dovremo guardarlo con cura. dubbio tendente al no
      ————
      Cherubino che facciamo? abilitiamo questo e non il precedente? Sicuro?
      Il candidato, dottore di ricerca e libero professionista svolge un’intensa attività progettuale ed ha collaborato in diverse forme alla didattica universitaria (…)
      —————–

    • gli architetti, si sa, sono creativi. questi fiorellini di giudizi lo dimostrano appieno. però, mi chiedo, COME E’ POSSIBILE CHE IL MINISTERO ABBIA POTUTO RATIFICARE QUESTI VERBALI?? sono delle barzellette e uno sberleffo all’intera comunità accademica

      @paolo T
      ti chiedo e mi chiedo: cosa si può fare contro una commissione del genere? cosa dovrebbe fare il ministero?? perchè questi signori stanno continuando a giudicare …. senz’altro adotteranno lo stesso metodo.

    • In genere non mi scandalizzo di niente. O almeno tendo a fare spallucce di fronte a accuse di GOMBLOTTI ai danni di poveri non abilitati. E ho sostenuto anche qui che il sistema, almeno nella gran parte dei settori concorsuali, ha funzionato bene al 90%

      Questi di 08/D1 però mi auguro che siano riempiti di querele e che debbano pagare danni morali per tutto il resto della loro (spero breve) vita accademica. E’ chiaro che hanno abbracciato il lato oscuro della forza e lavorano per l’operazione caos. Davvero, spero che la commissione sia sciolta d’imperio da parte del ministro.

    • tanto per fare altri esempi a caso:

      I testi affrontano argomenti importanti e in genere monografici, la lettura però
      è davvero sconfortante, la scrittura è estremamente superficiale e
      dilettantesca,l’approccio terribilmente
      provinciale, la struttura dei testi rivela una qualsiasi forma di
      controllo da parte di chicchessia (editro,
      reviewer, un docento o magari anche un amico). insomma la sua
      partecipazione al concorso è garantita dalla
      pura quantità delle sue pubbicazioni, ma in questo modo, grazie ai
      soldi di famiglia o alle pubblicazioni
      low-cost, chiunque può essere professore. assolutamente da non abilitare.

      Età accademica 14. Dottorato 2000. Post dottorato Politecnico di Bari.
      Ricercatore Universitario 2004. Il
      curriculum e le pubblicazioni allegate definiscono l’ennesimo profilo
      “barese” legato alla “sterotomia” e
      all’architettura in pietra. Per certi versi tra tutti questo sembra
      forse il migliore dal punto di vista dello
      spessore disciplinare. Soverchiante d’altro canto l’impronta
      storiografica (localistica) che all’ontano il
      candidato dai termini della composizione quasi fossero del tutto
      secondari. Nulla di originale quindi. L’unica
      monografia è del 2012 (strumentale?….) e non sembra aggiungere nulla a
      quanto già scritto. Abilitazione: no.

      La candidata si laurea nel 1992 a Milano con Canella e consegue il
      dottorato con Torricelli e Acuto
      (accoppiata sublime) nel 2004. Il tema potrebbe essere il Po e le sue
      sponde, a giudicare dalla pubblicazione
      successiva. Insegna moduli a contratto dal 2001 al 2012, vince un
      bando per progetti Giovani Ricercatori. Le
      pubblicazioni più importanti riguardano i paesaggi lungo le sponde del
      PO, uno compendio in 100 pagine del
      rapporto (nel senso del tipo) tra architettura e città in duemila anni
      di storia dell’urbanistica e una raccolta di
      lavori di studenti. Affiora anche di tanto in tanto l’insuperabile
      ironia di stampo canelliano (questo poi lo
      tolgo, non si preoccupi il presidente) e i saggi sulla portualità di
      cremona. La scrittura e sempre corretta e
      attenta, il potenziale di ricerca personale e innovazione scientifica
      un po’ ancora in formazione. Per me è un
      no.

  4. Tanto passare il tempo (niente in TV stasera) ho dato una scorsa anch’io ai giudizi 08/D1: puro situazionismo, secondo me vogliono distruggere l’ASN dall’interno. Da lassù, Nicolini applaude.

    Detto questo: è una mia impressione o aggiungono un settore al giorno? I moderatori hanno giustamente avvertito che non sarà tollerato il turpiloquio, ma qui il bestemmione sta salendo.

    • Oltre le aspettative. Da leggere il giudizio sul candidato di seconda fascia non abilitato che si occupa del territorio calabro e che ha scritto su rischio idrogeologico e demolizione. Il commissario, all’interno del giudizio sulle pubblicazioni del candidato, si interroga su dove avrebbero dovuto mettere tutti quei detriti se avessero davvero demolito negli anni novanta….

  5. qualche giorno fa la discussione si era soffermata su quando era possibile rifare la domanda per i non-abilitati della tornata 2012. Non era molto chiaro e volevo sapere se vi era qualche notizia più certa. Non parteciperò ad alcuna manifestazione… mi sembra eccessivo. Qualsiasi verdetto fosse venuto fuori da questa abilitazione sarebbe stata comunque la stessa pioggia di critiche. Cosa aspettarsi da chi vorrebbe il ruolo unico, l’ ope legis, ed il diritto di essere porfessore solo perchè ha fatto didattica…

    • La poca chiarezza su quando poter rifare domanda (in caso di mancato conseguimento dell’abilitazione) è uno dei tanti vulnus di questa prima comica tornata (in cui siamo stati tutti, sia pur inconsapevolmente e in buona fede attori comprimari). La legge parlava di 2 anni. Ma anni solari? Anni accademici? O forse intendeva 2 tornate? Il ministro Carrozza su questo non dice nulla, evidentemente non lo considera importante. eppure in ballo c’è la vita, il futuro di molti studiosi, in più di un caso bocciati ingiustamente. Ma cosa c’è da aspettarsi da un Ministro che ha dichiarato guerra all’immobilismo accademico (ovvero a carriere nate e cresciute nella stessa sede universitaria) e alle università telematiche, senza considerare che Lei ha fatto TUTTA la sua carriera presso la S. Anna di Pisa e ha conseguito l’idoneità da ordinario presso l’Università telematica Marconi (bando 09.06.2005). Come si fa a cambiare (e soprattutto a migliorare) l’Università con gente così????

  6. Vedendo il tutto dall’esterno, con gli occhi di chi non ha nulla a che fare il sistema accademico italiano, il fatto stesso che esista una procedura congegnata come l’ ASN mi pare frutto di un tramonto della razionalità. Capisco la frustrazione di chi ha subito tante ingiustizie e scorrettezze, ma il fatto stesso che una fase del reclutamento sia decisa a livello nazionale significa che il sistema è malato. Conosco gente che lavora qui in UK, che ha poco ha saputo di aver vinto il bando Montalcini 2012 e che, vedendo il pastrocchio dell’ASN, sta pensando di rinunciare a tornare in Italia. In UK le Università fanno a gara fra di loro per attrarre le persone più valide, ovviamente decidendo le assunzioni a livello solo locale, e chi si impegna e risultati è premiato dalla sua Università con la promozione. Avendo ciò sott’occhio, e guardando a quello che ora succede invece in Italia, si resta allibiti e senza parole

    • Aggiungo un ultimo pensiero. Il numero di ricercatori e di docenti che sta fuggendo dall’ Italia – verso lo UK ma anche verso altri Paesi – sta aumentando molto, e si comincia a vedere anche un numero crescente di studenti che sceglie di iscriversi all’ Università all’estero e non più in Italia. Secondo me tutto questo dovrebbe iniziare a far riflettere seriamente chi di dovere! Si vuole impoverire l’ Italia ancora di più?

  7. Gentile Lucia, Lei ha ragione. Gli ultimi decenni sono da buttare. Anche quando il Ministero aveva buon gioco ad additare certe storture, ha reagito con provvedimenti punitivi, pasticciati e demagogici. Un’intera classe docente è in mano a persone ignoranti, superficiali e incapaci, che quando aprono bocca pronunciano slogan o si affidano a Twitter perché non sanno formulare un pensiero complesso. Vedo che l’intero arco di provvedimenti presi non ha introdotto una virgola di miglioramento e si lavora molto peggio di prima. Tutto questo gioverà alle università private? Non ci credo molto, perché neppure le private sopravvivono in un paese complessivamente decadente, privo di risorse, lungimiranza e progettazione. Tutti i miei migliori studenti sono andati all’estero oppure hanno abbandonato la carriera universitaria per mancanza di prospettive.

  8. Ma avete visto i risultati di Archeologia? ci sono candidati che sono stati abilitati ai ruoli di professore ordinario sostanzialmente sulla base di una curatela di un catalogo di una mostra di 70 pagine peraltro senza apparato di note, scambiata per monografia dai commissari, segnalata “per la
    impostazione metodologica, la capacità di lettura e interpretazione del documento archeologico” !!!!!!!!

  9. Gentile Lucia,
    ma non Le pare che nell’università italiana il reclutamento deciso localmente abbia fatto da padrone per decenni, fino all’ultimo concorso per ricercatori Gelmini escluso?
    Le pare abbia funzionato bene? non è stato all’origine della fuga dei cervelli e dei tanti scandali via via denunciati e di reclutamenti scandalosi o discutibili non denunciati? Non crede che le norme che un paese si dà debbano tener conto della situazione specifica (cultura, pratiche) di quel paese, e non imitare pedissequamente le norme di un altro diverso in tutto?

    • Cara Morgana, secondo me, il fatto che un reclutamento funzioni bene non dipende dal fatto che sia deciso ad un livello piuttosto che ad un altro, ma dipende soltanto dalla mentalità dei selezionatori e da quali interessi essi perseguono. Penso – e l’ho già scritto in passati interventi – che, se ci sono una mentalità corporativa ed interessi di cordata, allora una selezione a livello nazionale non migliora nulla rispetto alle tristi storie delle passate selezioni locali. Anzi, forse una selezione nazionale rende più difficile vincere i ricorsi per chi avesse subito ingiustizie, e rafforza i poteri dei capi cordata nazionali. Quindi ho l’impressione che rischi di peggiorare le cose. Viceversa, se invece subentrasse (e sarebbe ora!!) un interesse delle singole Università a scegliere persone veramente valide sia per la ricerca che per la ricerca (mi chiedo perché in UK questo interesse c’è già e non deve esserci in Italia?), anche se figlie di nessuno, allora basterebbero le selezioni locali.

    • giustissimo.. e poi un’abilitazione nazionale non esclude di prendersi i migliori a livello locale..

    • e poi qual è il dramma di un’abilitazione non riuscita… basta levare il vincolo dei 2 anni ed uno la ripete dopo pochi mesi con commissioni diverse… mi sembra ragionevole

  10. Cara Barbara,
    in riferimento al giudizio del “il ragazzo si farà” dimentichi che il commissario potrebbe essere un fan di de gregori. Il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette….Magari il tar dirà che il giudizio non è originale :)

    • Caro Edmond Dantes (a proposito, complimenti per il nickname!) non so perché, ma dubito che siano fan di de Gregori… :)!
      Fatto sta, e te lo dico da abilitata in ben tutt’altro settore, che alcuni dei giudizi espressi invocherebbero davvero la vendetta del conte di Montecristo. Bel romanzo, come tutti quelli di Dumas, ma fondamentalmente un romanzo: era un sopravvissuto, ricco e neanche male di aspetto, e con un aiutante di tutto rispetto. Ora, qui ci vorrebbe altro, ho paura, che la fortuna del conte di Montecristo per mettere le cose a posto. E non entro nel merito: niente so di architettura. Ma certe espressioni sono al limite della decenza. Per non parlare dell’occhio di riguardo ‘perché questo è un ricercatore’ e i messaggi non troppo subliminali fra i commissari (che facciamo?! Questo si e l’altro no?!). Altro che giudizi ponderati, questi sono dei requiem per l’università meritocratica.
      Ti ripeto, chissà perché non credo siano fan di de Gregori…

  11. A proposito dell’affidabilità di certe commissioni, cito il caso di Sociologia economica, del lavoro e del territorio e di Sociologia dei processi culturali. Una candidata Edith Pichler, studiosa trentina ben nota che lavora da molti anni in Germania, è stata bocciata con 0 voti su 5 da una delle due predette commissioni (un commissario ha persino scritto: “I suoi saggi appaiono a volte ripetitivi ed hanno un preminente carattere descrittivo. Mancano di solidi approcci sociologici. Da non prendere in considerazione”), mentre l’altra commissione l’ha abilitata all’unanimità, con parole di lode e di apprezzamento.
    La Pichler mi ha inviato una e-mail che ulteriormente chiarisce l’operato della commissione che l’ha bocciata e la scarsa serietà di alcuni giudizi. Ritengo utile trascrivere qui la sua lettera:

    (…) dopo aver pensato questa notte ai giudizi, credo sempre più che hanno deciso a priori, senza leggere veramente i saggi (diversi nei contenuti, non solo migrazione italiana!). Per esempio, scrivono che ho scritto sul federalismo, ma non è vero. Ho scritto in “Federalist Debate” un articolo su “Memoria e identitá in Europa”. Poi ho pubblicato dal Mulino, Angeli, Campus, Budrich Uni-Press, Westdeutsche Verlag, Verlag für Sozialwissenschaften e Ediesse: tutte case editrici minori? E articoli per il Cser e Altreitalia (…). Poi scrivono che sono ripetitiva… ma discontinua! E poi cosa ci posso fare se pubblico in tedesco? Non vivo in Italia… e non pubblico in tedesco perché sono mezza südtirolese. Certo che ora ai tanti professori italiani che mi mandano i loro studenti per seguirli e consigliarli per le loro tesi, dovrò rispondere: Mi dispiace, ma sono “incongrua”…

    Non vorrei essere cattivo, ma mi domando se certi commissari siano in grado di leggere il tedesco..

  12. Oggi non è ancora uscito nessun settore. Al MIUR fanno festa. Come sempre del resto. Tempo fa la Carrozza diceva alle commissioni di sbrigarsi. Ora che le commissioni hanno finito da un pezzo e spetta solo agli uffici ministeriali espletare gli aspetti formali, alla ministra non viene in mente che forse è il caso di far accelerare il lavoro ai suoi sottoposti. Ma la ministra… dove sta? Sbaglio o era stato proprio il MIUR ha dichiarare che i risultati DOVEVANO USCIRE TUTTI NELLO STESSO MOMENTO, per non avvantaggiare nessuno nelle (sia pur poche) chiamate? Ma in che paese viviamo? L’università italiana sta vivendo, in questo momento, il momento peggiore della sua storia. Non a causa dei docenti (molti dei quali – pur trattati economicamente alla stregua di impiegati – la tengono ancora in vita grazie alla passione e alla forza di volontà dei singoli), ma per colpa di politici inetti che ci stanno mortificando.

  13. @Lucia
    temo che siano astrazioni e come tali non agiscano. Ad agire sono gli ordinari che si mettono d’accordo per decidere chi e in quale SSD chiamare. Tutto dipende, come Lei stessa dice, dalla qualità intellettuale ed etica di questi ordinari. Certo, può darsi che le penalità ora previste per scelte che si rivelino improduttive provochino un cambiamento nel modus operandi, ma forse lo farebbero più validamente se colpissero i singoli responsabili delle decisioni e non un altro astratto, il dipartimento. Dico questo prescindendo per un momento dall’innegabile difficoltà di valutare oggettivamente la (con tutte le riserve del caso) delle scelte operate, largamente documentata – se ve ne fosse bisogno- dalle incredibili antologie di giudizi raccolte su questo Monitoring ASN.
    quanto al chiedersi perché qui non deve poter funzionare quel che funziona in UK torno a chiedere: che cosa c’è di comune tra Italia che detiene il 60% di corruzione (a quanto ho sentito negli ultimi giorni) e UK? e dunque come si può pensare che quel che funziona là funzioni automaticamente qua?

  14. E’ uscito il settore 13/D4. Ho notato giudizi individuali identici da parte di tutti i commissari ad ogni singolo candidato. Questa è nuova…non mi pare che altre commissioni abbiano fatto lo stesso…ma si può fare così? non c’è un qualche obbligo per ogni commissario ad esprimere il suo individuale-personale giudizio?

  15. Cara Morgana90, mi scuso, ma vorrei precisare che, nel mio precedente messaggio, volevo dire che tutte le singole Università dovrebbero avere un interesse a scegliere persone veramente brave sia per la ricerca che per la didattica, anche se si fossero fatte da sole. Del resto, indrani maitravaruni ha scritto, giustamente, che i suoi migliori studenti, quando non hanno abbandonato la carriera universitaria, sono andati all’ estero; io ho potuto accorgermi di ciò stando in uno dei Paesi di arrivo. Se a medio o lungo termine crollasse in verticale il numero degli studenti, addio a tutto il resto, perché Università senza studenti o con pochi studenti non riescono a sopravvivere né in un Paese né in un altro. E’ vero che per tanti versi UK e Italia sono tanto diversi, ma certe esigenze delle Università dovrebbero essere le stesse. Quindi anche la didattica è importante. Infatti in UK, negli Stati Uniti e in tanti altri Paesi ogni Università, quando assume e quando promuove una persona, tiene conto sia della ricerca che della bravura nel fare didattica. Per esistere, l’ Università ha bisogno dell’ una e dell’ altra. Posso dire anche di più: ci sono le “research intensive Universities” che non possono (come é ovvio) fare a meno degli studenti, ma in certi Paesi ci sono “Universities of Applied Sciences” dove tutta l’attività ruota intorno alla docenza ed alla trasmissione dei saperi.

    • io trovo più vergognoso che un servizio “scandalistico” dia un quadro così falso dell’università… se Stella fosse un giornalista realmente interessato a quanto succede farebbe una intervista seria alla ministra o ai responsabili dell’Anvur con domande sui nodi da sciogliere… piuttosto che scopiazzare i rumors spesso anonimi che girano su internet…

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