Roars ha da molto tempo sottolineato i rischi intrinseci all’Abilitazione Nazionale per come essa è stata disegnata dal legislatore e da ANVUR. In particolare si erano più volte messi in evidenza i pericoli dovuti a un meccanismo potenzialmente foriero di contenzioso e alla designazione di un numero di abilitati non assorbibile dal sistema. Tali pericoli si stanno puntualmente avverando. Roars non è in grado di monitorare cosa sia accaduto nei singoli settori concorsuali, ciascuno dei quali sembra fare storia a sé. Mette però a disposizione dei lettori che desiderano discutere e commentare lo svolgimento dell’ASN un apposito spazio, costituito dai commenti in calce a questo post.

Raccomandiamo, anche per facilitare la moderazione da parte alla redazione, di evitare espressioni ingiuriose (che verranno comunque bloccate) e di  produrre argomentazioni i cui riscontri siano in qualche modo sottoponibili a verifica.

Per ora (5 dicembre 2013, h 00:10) sono usciti soltanto 13 settori concorsuali:

  • 01/A4 – Fisica Matematica
  • 06/D3 – Malattie Del Sangue, Oncologia E Reumatologia
  • 06/E1 – Chirurgia cardio-toraco-vascolare
  • 07/H1 – Anatomia E Fisiologia Veterinaria
  • 07/H5 – Cliniche Chirurgica E Ostetrica Veterinaria
  • 08/A1 – Idraulica, Idrologia, Costruzioni Idrauliche E Marittime
  • 09/H1 – Sistemi Di Elaborazione Delle Informazioni
  • 11/A1 – Storia Medievale
  • 11/A3 – Storia contemporanea
  • 11/A4 – Scienze Del Libro E Del Documento E Scienze Storico Religiose
  • 11/C2 – Logica, storia e filosofia della scienza
  • 11/C4 – Estetica e filosofia dei linguaggi
  • 12/B1 – Diritto commerciale e della navigazione

Ecco il link alla pagina del MIUR che si aggiornerà con i risultati degli altri SSD.

3312 Commenti

    • E’ vero…solo questo ci mancava, ma quale è la logica…ne mancavano pochi dei non prorogati…e al ministero neppure si degnano di evitare di far aspettare chi clicca dal primo dicembre? rispetto a chi ha iniziato 30 giorni dopo!!!!, o sarà successo qualcosa a quelle che avevano già concluso…qualcuno ha info o voci?

    • Nel sito dell’Area 9, i tre rappresentanti al Cun di tale Area raccontano che mercoledì scorso Mancini è andato alla riunione del Cun e ha detto che alcune delle 36 commissioni prorogate non ce l’hanno fatta a finire neppure per il 29 gennaio e che il Miur non sa come comportarsi perché la legge non consente proroghe a più di 60 giorni dopo il 30/11. E’ possibile che queste commissioni vengano liquidate e che si sorteggino altri 5 commissari, per la disgrazia dei candidati.
      Nel frattempo i verbali di alcune delle 148 non prorogate avranno presentato tali problemi che viene, rispetto a esse, data la precedenza a quelle prorogate che hanno effettivamente chiuso entro il 29/1 (il che può benissimo significare anche in dicembre)

    • @lizzi
      Bé, quanto a cliccare sul “refresh” siamo tutti più o meno sulla stessa barca. Della proroga al 30/12 (o al 14/1 o al 29/1) per molte commissioni si è saputo solo molto dopo il 30/11.

      Vedo comunque che anche 14/C2 è uscita oggi, ed era anch’essa tra le prorogate al 30/12.

      Se poi andate a vedere sul sito ASN il motivo per cui era stata data la proroga per la commissione 13/D2, e quindi per cui i poveri colleghi di statistica economica hanno dovuto soffrire sino ad oggi (= c’era il dubbio se un commissario dovesse o meno astenersi su un singolo candidato, comunque bocciato all’unanimità!), capirete perché il tutto sia un ginepraio inestricabile, per non dir di peggio.

    • A proposito di Statistica Economica, leggo in uno dei verbali le seguenti due frasi, riguardanti il medesimo candidato: “La collocazione editoriale presenta 3 pubblicazioni in fascia A secondo la nuova lista pubblicata da Anvur e 1 secondo la vecchia lista”; “La collocazione editoriale presenta 4 pubblicazioni in fascia A secondo la nuova lista pubblicata da Anvur e solo 1 secondo la vecchia lista (di cui
      almeno 2 negli ultimi 5 anni”.
      A parte la discordanza sul numero (le riviste in fascia A sono effettivamente 4), cosa diamine sono la VECCHIA e la NUOVA lista?

  1. Ricevo da una collega anglista notizie inquietanti sulla commissione 10-L1 (Lingue e letterature inglese e anglo-americana). Pare che alla data del 29/01 non abbiano concluso i lavori e abbiano consegnato foglio in bianco. Una commissaria, l’unica “sopravvissuta” del primo sorteggio, ha caricato regolarmente tutti i suoi giudizi. Gli altri solo in parte o per niente. Il commissario OCSE pare ne abbia caricati solo 5 (cinque). Pare anche che un commissario, descritto come “cane sciolto”, al grido di “La vedranno!”, non si presentasse alle riunioni telematiche, costringendo gli altri a annullarle (come si evince anche dall’elenco delle sedute annullate disponibile sul sito di unimi, presso cui era incardinata la procedura abilitativa). In quest’ultimo caso – se fosse vero – penso che ci siano gli estremi per una class action per danno biologico, morale e materiale (e forse anche altro: interruzione di pubblico servizio?). Il ministero intanto starebbe pensando di prorogare ulteriormente i lavori a maggio, probabilmente (mia deduzione) con una nuova commissione…

    • @gloglo
      La commissione 10/L1 credo abbia battutto tutti i record in quanto a dimissioni di commissari. E’ stata composta definitivamente solo a metà settembre, quando la scadenza originaria era il 30/9 (!).
      L’esito infausto dei suoi lavori non stupirebbe affatto.

    • Non vorrei sbagliare, ma credo che l’ultimo sorteggio sia addirittura di novembre. Quello che scrive Ciro due commenti più su mi fa pensare che il ministero non sappia che pesci prendere per uscire da questa impasse

    • Mi stupiva infatti l’assenza di ingl-angl-am. Se fossi il Ministro o Mancini o chi altro con poteri bacchettanti (e niente di più in queste condizioni di debolezza istituzionali), direi loro di sedersi (per essere educati) sulla sedia e di finire al più presto, se hanno accettato di farlo, cosa alla quale nessuno li obbligava. Devono esserci problemi grossi all’interno della commissione. Ma sostituire la commissione con un’altra, dopo che notizie ufficiose saranno già trapelate, per cui alcuni candidati sanno già di poter essere abilitati e magari con un’altra commissione no lo sarebbero, anche questo non mi sembra normale. Sempre che l’intero processo abilitante, questo concreto e non uno teorico, possa essere definito normale.

  2. E’ uscito il mio settore, non sono abilitato come fa previsioni. Tra le tante perle del mio giudizio ve ne segnalo una, che però rende l’idea della serietà di queste persone.
    Uno dei commissari nel mio giudizio dice che il candidato non presenta nessun lavoro a firma singola. Peccato che ne abbia presentato addirittura 2 su 14 come singolo autore!
    Insomma, non le hanno nemmeno lette, puro copia e incolla.
    Aggiungo anche che un candidato che lavora sulle mie stesse tematiche, e pubblica sulle stesse riviste, è stato abilitato con parametri inferiori ai miei.
    Io no, perché solo parzialmente congruente.

  3. A questo punto sono usciti i risultati di circa il 70% delle commissioni. E’ possibile iniziare a fare le prime considerazioni generali. Forse, se anziché sorteggiare i 5 commissari, avessero sorteggiato direttamente i nomi degli abilitati, con poche eccezioni il risultato non sarebbe stato né più né meno ragionevole. Molti commissari (vincitori di sorteggio) si sono semplicemente fatti gli affari propri, come forse non era difficile prevedere. Attendiamo comunque le commissioni mancanti, sperando che ci facciano cambiare idea.

  4. Cari Roars,
    non so come è andata nelle altre commissioni ma nella commissione Fisiologia 05/D1 (non appartengo a questo SC) su 151 candidati di prima fascia e 382 di seconda fascia tutti i giudizi (sia di abilitazione sia di non abilitazione) ma proprio tutti sono stati espressi all’unanimità, senza neanche una che una discordanza di valutazioni tra i commissari (Verbale 6 e Relazione finale.PDF). Eppure nel verbale dei lavori (Verbale 1 riunione -Commissione 05D1.PDF) si prevedavano anche compensazioni nei casi in cui i candidati avessero un curriculum parzialmente mancante rispetto i criteri definiti per la fascia di appartenenza, con tanto di punteggio (30 punti) da distribuire per il raggiungimento della compensazione, probabilmente per gestire i casi problematici.
    Vi chiedo:
    1) è normale questa perfetta concordanza in 533/533 casi?
    2) Qualcun altro è a conoscenza di cose simili in altri settori concorsuali?
    3) potreste darmi una spiegazione plausibile, oltre ovviamente a quella che prevede l’estrema semplicità con cui si può distinguere tra chi è e chi non è fisiologo? Tipo bianco e nero?
    In attesa
    Cordiali saluti

    • settore 12/F1 diritto processuale civile. Tutte le valutazioni (I e II fascia) sono state prese all’unanimità.

  5. @ molto perplesso,
    non c’è da essere per nulla perplessi… Nel mio settore (10/F1), i cui risultati sono usciti già da qualche settimana, la lottizzazione è stata “scientifica”… Su un totale di circa il 25% di abilitati, le percentuali riferibili ai singoli commissari sono di circa il 5% (con qualche decimale in più o in meno determinato evedentemente dal peso di qualche commissario “dominante”). Dunque, dati i commissari, si potevano benissimo determinare automaticamente gli abilitati, senza tante manfrine… Vedi anche il caso eplicito del settore Storia Antica, dove addirittura a giugno 2013 i candidati che avevavo capito di essere esclusi dal giro hanno depositato (presso redazioni di giornali e, mi sembra, anche un notaio) l’elenco dei futuri abilitati: non hanno sbagliato uno!
    Fegato e coraggio ci vuole…

    • Mi piacerebbe sapere, dal momento che sono stato abilitato e mi firmo con nome e cognome, a quale dei Commissari appartiene il mio “lotto”.
      Visto che chi scrive ha la mappatura “scientifica” della lottizzazione, non farà fatica a individuarlo.
      Aspetto con ansia.

    • Questa storia delle lottizzazioni è veramente divertente se non fosse anche ridicola. E occhio che il caso di Storia Antica è diverso: i nomi depositati sono quelli dei vincitori DOPO che erano (incautamente, forse anche illegalmente, d’accordo) stati diffusi dalla commissione stessa per le vie brevi. NON prima dell’espletamento delle procedure, come scrive chi gioca al gioco del caos.

    • Caro Gianluca,
      anche io sono stata abilitata (in altro SC). Tranquillizzati: le dietrologie -per lo più fondate su dati vaghi e distorti- si sprecano.

    • Dimenticavo: si sprecano anche gli anonimati (e non solo da parte di ‘poveri precari giovincelli’ ma anche di professori associati saldamente incardinati, che fruiscono di un posto al momento inalienabile). Anonimati che vengono sfruttati non solo e non tanto per considerazioni sul proprio giudizio e/o per valutazioni generali ma anche e soprattutto per insinuazioni di varia natura sui colleghi abilitati. Visto che la cosa -spesso e volentieri- rimanda a una presunta immoralità della commissione, se si cominciasse a dare il buon esempio firmando con nome e cognome…

    • Cara Elena,
      condivido appieno il tuo commento. Si tratta di questione etica, e di saper tenere la schiena dritta: ho naturalmente anch’io moltissime perplessità sui tempi di pubblicazione dei giudizi, sulla opacità di alcune procedure ASN ecc. ecc.
      Ma prendere lezioncine di “fegato e coraggio” da chi non si firma è davvero troppo.

  6. Ricopio qua una richesta tecnica sulla questione “superamento mediane”.

    1) Per legge poteva essere abilitato anche chi superava solo una mediana?
    2) E soprattutto: se i commissari intendevano porre come condizione necessaria ma non suff il superamento di due mediane (come inizialmente previsto), dovevano chiaramente precisarlo nei criteri di valutazione o era scontato?

    Avere una risposta certa a queste due domande credo sia fondamentale poichè un eventuale ricorso può essere vinto solo dimostrando la mancata (o errata) applicazione dei criteri di valutazione, non perchè si è stati “sottovalutati”.

    Grazie a chiunque saprà darmi una risposta certa.

    • 1) per legge no, per regolamento si, le commissioni dovevano prevedere i casi “speciali” in cui questo poteva accadere.
      2) Si, nella definizione dei giudizi tutte le commissioni che io ho visto hanno fatto copia e incolla di quello che diceva il regolamento, includendo anche questo.

  7. E’ noto a tutti il detto “prendere due picioni con una fava”. Ma andando a guardare attentamente fra i rusultati dell’ASN si può certamente cambiare il sopracitato detto con “Prendere ben cinque piccioni con una fava”.
    Prima di esaminare il caso della candidata in questione, voglio sottolineare che non sto certo accusando lei, che sicuramente avrebbe meritato l’abilitazione.
    Il punto è che questa candidata con la sua domanda è riuscita ad essere abilitata per la seconda fascia in cinque settori: 13/A1 (il suo settore di origine); 13/A2, 13/A3, 13/A4; 13/D2.
    Come è possibile? un ruolo importante lo hanno svolto le riviste di Fascia A a cui tutte le Commissioni hanno fatto riferimento nei loro criteri. Inoltre le liste delle Riviste di fascia A si sovrappongono in molti settori disciplinari, quindi se si pubblica su una di queste riviste, va bene per avere un giudizio positivo in diversi settori disciplinari. Ma tutto questo ha un senso? E’ un metodo corretto?
    E’ quello che chiedo a tutti voi.

    P.S. In realta la candidata ha preso ben sei piccioni con una fava perchè è stata abilitata anche in prima fascia in 13/A2.

    • @No-one 13
      Non vedo sinceramente il problema. Non so di chi parli nello specifico, ma il macrosettore 13A è di fatto un unico SSD per temi, metodologia, regole citazionali e riviste prestigiose. Basta guardare la classificazione internazionale delle riviste (i c.d. codici JEL).

      Esempio: chi scrive di politica economica (13A2) si occupa ovviamente anche di economia politica (13A1), probabilmente di economia applicata (se usa metodi quantitative, 13A4) e, per temi, anche di economia pubblica (perché studia, che so, la politica fiscale, ovvero 13A3).

      Non so molto di 13D2 (stat econ), ma non mi stupisce che ci possa essere overlapping anche lì. Come ci sarà senz’altro, quando uscirà, con 13C1 (storia econ: se ne è parlato altrove proprio su Roars).

      La verità è che nell’area 13A esiste una grande “mamma”, Economia Politica (13A1), che già racchiude tutti gli altri SSD. Ottimi economisti che conosco hanno avuto abilitazioni multiple, magari su entrambi i livelli, in vari settori compresi in 13A. E dove non le hanno avute è solo perché non hanno fatto domanda.

      Se poi si vuole discutere la frammentazione eccessiva di 13A o dell’intera area 13, è altra questione, di mera politica accademica.

  8. 10/F1, con 10/F2, sono i settori degli Italianisti. Lì ho visto l’incredibile: in alcuni casi l’internazionalizzazione e l’interdisciplinarità sono state considerate come caratteristiche negative (agendo probabilmente in modo contrario alla legge). Geniale! Siamo tornati all’autarchia e all’elogio della purezza italica! Ogni commissione ha veramente molta fantasia… Appena avremo il quadro complessivo di tutti i settori, avremo a disposizione un materiale di studio interessantissimo.

  9. Scusate, qualcuno ha verificato se stanno ora uscendo SOLO gli esiti dei settori che erano in proroga? L’interesse è personale e risponde ad una domanda: ma quelle che avevano chiuso prima del 30 novembre perché non sono ancora state tutte pubblicate? perché non prima di procedere con la pubblicazione di quelle arrivate dopo? insomma, io che ero arrivata a contare -15 (mancanti primo gruppo) mi trovo ora a indietreggiare a -50 (mancanti e stop).

    • @lizzi
      Il punto è che non necessariamente le commissioni prorogate al 30 dicembre erano davvero “più indietro” delle altre. Come già segnalato ieri, 13D2 aveva per esempio solo un problema minimo da risolvere per un singolo candidato; oggi 13A1 mostra che anche qui avevano di fatto concluso tutto entro novembre, salvo alcuni errori materiali.
      Morale: non è affatto detto che quelle che hanno chiuso entro il 30/11 abbiano meno problemi sul piano formale di quelle prorogate.
      Tutto è possibile, insomma. Mi pare ad esempio che oggi sia uscita anche 10C1, come almeno altre 2 di area 10, e non erano prorogate [ma potrei sbagliarmi]

  10. Uscito Diritto Costituzionale 12/C1 (seconda Fascia, la prima non funziona il link).
    I giudizi analitici ci sono eccome. Non posso entrare nel merito perché non è il mio settore, ma viene dato un giudizio analitico per ciascuna pubblicazione. Che poi sia un giudizio sommario vista la mole di lavoro necessaria per leggere tutte le pubblicazioni è un altro discorso…

  11. @NG

    Ovviamente credo di sapere che il settore Economia Politica fa da punto di riferimento per gli altri settori. Ma allora non credo che servi questa eccessiva suddivisione. Oppure se si vuole distinguere allora bisogna selezionare meglio le riviste di fascia A.
    In effetti nella macro-area economia sono meno frequenti i giudizi di mancata coerenza con il SSD in cui i candidati hanno presentato la domanda rispetto ad altre macro-aree.

  12. Bene, è uscito 13/A1 (economia politica) ma non si capisce quale sia l’asticella considerata.

    Noto che i bocconiani et al. passano a frotte…mentre gli etorodossi, tranne poche eccezioni, sono tutti fregati…
    Noto infine che per il commissario straniero il Journal of Economic Theory è un A- (si con il meno…….).

    Come si fa a capire quali sono stati i criteri usati?

    ps: Per la lista di fascia A dell’ASN e del GEV13, avrei due A (che mi son valse un punto l’una nella VQR)…ma non c’è in nessuno dei commenti dei commissari. che fare?

  13. Le valutazioni di 13/A1 rendono evidente la spaccatura sull’interpretazione dei criteri da parte dei membri della commissione. Da una parte due bocconiani che hanno una loro idea di ciò che conta ai fini di un’abilitazione e un membro OCSE che ha una sua personale lista di valutazione delle riviste e gudica sulla base di quella. Superfluo specificare che le valuatzioni di questa parte della commissione disattendono quanto richiamato nel primo verbale a proposito della valutazione dei titoli e delle riviste, che devono essere conformi a quanto disposto nelle classi approntate allo scopo. I membri delle commissioni hanno inetrpretato un’abiitazione come se fosse un concorso, hanno redatto personali classifiche delle riviste che disattendono quelle anvur, hanno in breve fatto quello che le commisssioni hanno sempre potuto fare e che una procedura “oggettiva” doveva o poteva limitare. In breve nulla di nuovo. Vale sempre il sonetto del Belli Li soprani der Monno vecchio, che misero specttacolo!

  14. Il verbale del 21 novembre consente di capire che la classifica del membro OCSE è quella del Kiel Institute., che viene usata in germania, se per esempio fosse stata utilizzata la classificazione del CNRS francese, i risultati sarebbeo stati completamente diversi, soprattutto per ciò che riguarda le eccellenze e le riviste in seconda fascia. Il verbale chiarisce inoltre l’evidente frattura nella commissione e l’assoluta arbitrarietà della scelta di una classifica rispetto a un’altra. Inoltre non risulta alcuna motivazione della scelta di una lista rispetto a un’altra. Credo che SIE dovrebbe prendere posizione sui risultati prodotti da questa commissione, in quanto, visto che potrebbe restare in carica anche nella prossima tornata, orienterà gli sviluppi della discliplina per i prossimi decenni secondo un modello, quello tedesco che non mi sembra abbia prodotto risultati più significativi del modello francese. Infine, per un settore interdisciplinare come 13/A1 sono state completamente ignorate le pubblicazione su riviste che sono considerate di eccellenza in altri settori. Negli anni scorsi si è spesso dibattuto sull’autoreferenzialità della produzione scientifica, citazioni incrociate e citazioni sulla stessa rivista ecc., ora questa commissione dichiara che veder citato un proprio lavoro su Lancet o Nature, non ha valore perchè è pubblicato su di un top journal che però non è nella Kiel List. Complimenti proprio un bel lavoro.

    • @marcello
      non conosco il valore esatto ISI di Lancet e Nature, ma nella classifica di Kiel rientrano comunque in fascia A, visto che i criteri di classificazione prevedono questo:

      “A Journals: as listed on our journal ranking, or
      are ranked between among the top 5% in the subject category “Economics” by 5 year ISI Impact Factor, or, if not in this subject category, the average 5-ranking in all subject categories by 5-year ISI Impact factor is in the top 5%.” [cf. il link nel mio commento delle 10.50].

      Presumendo appunto che nel “top 5%” le due riviste che menzioni ovviamente ci siano, esse devono essere (state) valutate A da chi usa quella classificazione.

  15. Ieri sono stati pubblicati i risultati di Archeologia e ad una prima analisi appaiono oggettivamente inquietanti: vi sono candidati che hanno conseguito l’abilitazione alle funzioni di professore di prima fascia sostanzialmente sulla valutazione positiva di una curatela di un catalogo di una mostra di 76 pagine (compresa la traduzione in inglese e le presentazioni) privo di apparato critico di note che secondo la commissione , che lo definisce incomprensibilmente monografia, “si segnala per la
    impostazione metodologica, la capacità di lettura e interpretazione del documento archeologico” (fonte: http://abilitazione-miur.cineca.it/public/documenti/giudizi/2012/Giudizi789.pdf). Complimenti e felicitazioni!!!!

    • hai semplicemente detto cosa avresti fatto tu se fossi stato commissario… perchè dovrei pensare che ad aver ragione sei tu e non i commissari???

  16. Considerando che la lista delle riviste di fascia , nonchè la lista delle riviste scientifiche comunque ritenute rilevanti per la valutazione del 13/A1 sono state completamente ignorate da 3 membri su 5 della commissione, che il commissario OCSE ha utilizzato la classificazione Kiel, non in modo complementare, ma in maniera esclusiva e sostitutiva, consapevoli che questa deriva bocconiana ridisegnarà gli scenari dell’insegnamento dell’economia politica nell’università italiana, ritengo che vada intrapresa un’azione collettiva per contestare la legittimità dei criteri adottati nell’espletamento dell’abilitazione. Non si tratta di contestare il singolo risultato, comunque forse importante per ciascuno, ma l’intero impianto metodologico che ha orientato l’azione di questa parte della commissione e ottenerne la sostituzione, soprattutto in vista della prossima tornata. Mi sembra che abbiano già fatto abbastanza disastri.

  17. Ricevo e giro volentieri…

    INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA AL
    MINISTRO DELL’ ISTRUZIONE, UNIVERSITA’ E RICERCA
    PREMESSO CHE:
    . la L. 240, emanata sullo scorcio del 2010 dopo un intenso, persino estenuante, dibattito entro e fuori del Parlamento nella dichiarata – in questo caso unanime – esigenza di dar disciplina ad un ambito per molti anni sottratto ad una ragionevole visione organica, era connotata da alcune linee portanti che nell’ articolato e nelle note di accompagnamento ne indicavano lo spirito.
    . nell’ intento di apportare correttivi ad una diffusa distorta implicazione concretatasi nel porre in essere il principio costituzionale dell’ autonomia universitaria, il legislatore interveniva, senza voler, ne’ potere, oscurare il disposto, limpido e chiaro, dell’ art. 33 Cost., ma neppure senza minimamente scalfire l’ art.6 della L.168/1989 posto, per riserva di legge, a costante presidio e garanzia dell’autonomia delle universita’”.
    . la normativa del 2010 senza propositi di censura sul passato scaturito dalla legge del 1989, volendo piuttosto realizzare un dichiarato correttivo “virtuoso” alla pregressa “eccessiva” frammentazione e localizzazione determinatasi di fatto nelle procedure di reclutamento, si muoveva nell’ intento di porre in essere una disciplina volta ad arrecare piu’ prestigio in un quadro di maggiore efficienza, anche economica, all’ istituzione universitaria.
    . nel contesto, infatti, di una complessiva ri-“organizzazione” delle universita’, insieme alla “organizzazione del sistema universitario” (Tit. I) e alla “qualita’ ed efficienza del sistema universitario” (Tit. II), dopo una serie di disposizioni in tema di status dei docenti, specifica attenzione viene rivolta dal Tit. III al “riordino della disciplina concernente il reclutamento”.
    . l’ art. 16 della L. 240, in particolare, dopo aver solennemente enunciato l’ “istituzione dell’abilitazione scientifica nazionale” con la precisazione della sua durata “temporale” (quadriennale), ne puntualizza la natura “attesta la qualificazione scientifica che costituisce requisito necessario per l’ accesso alla prima e seconda fascia dei professori”.
    . va subito rilevata l’ esplicita distinzione nel disposto normativo tra “requisito” abilitante ed effettivo “accesso”, che, rispetto al primo elemento prodromico, costituisce evento ulteriore si’ che la non verifica del secondo (l’ accesso) entro l’arco temporale contemplato finisce per determinare la caducazione del primo (l’abilitazione). Ci peraltro, risulta ampiamente confermato dal co. 4 dello stesso art. 16 (Il conseguimento dell’ abilitazione scientifica non costituisce titolo di idoneita’ ne’ da’ alcun diritto relativamente al reclutamento in ruolo o alla promozione presso un’ universita’ al di fuori delle procedure previste dall’ art. 18). L’ art. 18 della legge e’ in tutto coerente, prevedendosi per la “chiamata” un’ autonoma procedura di cui il possesso dell’ abilitazione costituisce mero requisito dello studioso che verra’ valutato comparativamente sulla base delle pubblicazioni scientifiche, del curriculum e dell’ attivita’ didattica. Il testo normativo, opinabile come qualunque regola del diritto positivo, e’ tuttavia di una chiarezza lampante.
    . una evidentissima discontinuita’ con i previgenti sistemi selettivi, volta a formulare, entro settori concorsuali proprio a tal fine ben piu’ ampi di settori scientifico-disciplinari, elenchi di “potenziali” partecipanti ai concorsi dichiarati “abili” senza tuttavia che l’ abilitazione stessa possa di per se’ costituire “titolo di idoneita’” relativamente “al reclutamento in ruolo o alla promozione presso un’ universita’”, con il riconoscimento alle universita’ di quell’ autonomia garantita come principio fondamentale.
    . il conseguimento dell’ abilitazione, la valutazione “analitica” del titoli e delle pubblicazioni su cui fondare il “motivato giudizio” della commissione, i criteri e i parametri , “definiti con decreto del Ministro” (art. 16), e’ del tutto logico che non fossero da intendere come vincolo “assoluto” . e ci si e’ “affaticati” a giustificare il “discostamento” ., ma l’ allontanarsi dai criteri predefiniti andava realizzato in ogni caso sulla base di “motivazione analitica”, ossia ad una funzione analitica piu’ raffinata, senza convertirsi in comportamenti esorbitanti la funzione espletata. Lo stesso “utilizzo di ulteriori criteri e parametri piu’ selettivi ai fini della valutazione delle pubblicazioni e dei titoli”, predeterminato dalla commissione (art. 3 co. 3 del D:M: n. 76 del 7 giugno 2012), e’ espressamente previsto come “eventuale” e comunque da assumere “con atto motivato”. Tutto ci. si badi bene . con una precisa prospettiva testuale secondo cui “La ponderazione dei criteri e dei parametri deve essere equilibrata e motivata”! . i criteri e i parametri fissati dagli articoli 4 e 5 dello stesso D.M. n.76, lungi dal vincolare rigidamente i commissari, vengono proposti come strumento utile per segnalare, rispettivamente, (con riferimento alla 1^ fascia) “una piena maturita’ scientifica dei candidati” . non dei “concorrenti” . “attestata dall’ importanza delle tematiche scientifiche e dal raggiungimento di risultati di rilevante qualita’ ed originalita’” . non da “eccezionali” risultati nell’ ottica pur rispettabile del giudicante . ovvero (con riferimento alla 2^ fascia) “la maturita’ scientifica” dei candidati intesa come il “riconoscimento” di un “positivo livello della qualita’ e originalita’ dei risultati raggiunti…”. In ambedue i momenti della procedura (1^ – 2^ fascia), configurati come ben distinti dai rispettivi contesti di successiva valutazione concorsuale legata alla scelta, peraltro discrezionale dell’ interessato sul se, sul dove e sul quando, la commissione di valutazione abilitativa veniva meramente tenuta dalla norma ad attenersi ad un livello, tigoroso ed oggettivo, di sufficienza, non certo di comparazione ne’ meno che mai di ordine esorbitante.
    Constatato che:
    . da “formali incertezze verbali” del signor Ministro in sede di risposta ad interrogazione di cui agli Atti parlamentari . ci si riferisce alla risposta del Ministro Carrozza in sede di interrogazione sul tema qui affrontato proposta dall’ on. Migliore il 15 gennaio u.s. . ove in luogo di “abilitazione scientifica nazionale” da parte del vertice del dicastero si e’ erroneamente parlato di “valutazioni comparative”, nel concreto svolgimento della procedura, e sin dalla prima tornata, si e’ realizzato un complessivo snaturamento del dettato normativo. . Non giova neppure soffermarsi sulle farraginose operazioni di costituzione della Commissioni con requisiti che si son venuti definendo in itinere, senza efficaci controlli, che hanno gia’ di per se’ palesato crepe e indotto una scarsa autorevolezza dei collegi giudicanti. Ma e’ stato, poi, l’ operato di quasi tutti i Collegi a porre in essere comportamenti fuori da ogni regola.
    . Il concetto di “abilitazione nazionale”, infatti, si era mosso nell’ intento di contrastare “episodi” diffusi di pregresso “localismo”, di “frammentazione” e di “presunto arbitrio” realizzati da Commissioni alla stregua di parametri che, pur in un contesto specifico, riflettevano, per a ben vedere criteri di giudizio condivisi dalla stragrande maggioranza del corpo docente del settore. Le Commissioni “di concorso” precedentemente alla procedura prevista dalla L. 240, proprio nell’ intento di far valere pur in sede locale, tutelata da un solo membro su cinque del collegio giudicante, gli orientamenti scientifici maggiormente accreditati in un settore scientifico- disciplinare, venivano nominate su base a scrutinio segreto: l’ orientamento scientifico prevalente a livello nazionale in ogni settore scientifico-disciplinare aveva sempre la possibilita’ di garantire un profilo alto e generale, rafforzato a ben vedere dal criterio della maggioranza dei commissari.
    . Il DM 240 si muoveva nell’ apprezzabile intento di voler previamente formulare, non a livello locale, ma a livello nazionale, quindi con criteri “piu’ ampiamente condivisi” dai corpi disciplinari, liste di studiosi – “validi per le successive valutazioni comparative” da svolgersi in sede locale – riconosciuti come tali sulla scorta di “ampi” criteri equi e livellati, oggettivi per quanto possibile. Si mirava ad eliminare in prospettiva a livello generale quanto, laddove vi fosse stato, potesse riflettere una presenza “eccessivamente” particolare o “eccessivamente” debole. In tale prospettiva appunto, il “superamento” del livello medio di produttivita’ andava parametrato ad un arco temporale ravvicinato, in una espressa logica volta a favorire il ricambio generazionale, ma anche l’ innovazione nella ricerca, secondo linee piu’ recenti, non ad attribuire riconoscimenti al merito, pur doverosi, ma rispondenti ad una logica estranea alle dinamiche della modernita’.
    . L’ andamento dei lavori delle Commissioni in generale e con rare eccezioni si e’ ampiamente discostato dalla previsione normativa, finendo per ribaltarne il significato. Cifin dalle prime riunioni, ove si sono per lo piu’ elaborati criteri “ulteriori” di valutazione “aggravati”, piu’ penalizzanti, formulati ad hoc, con una sin troppo evidente “distorsione selettiva” d’ impronta comparativa e concorsuale decisamente estranea alla norma base ove si parla sempre di “candidati all’ abilitazione” e giammai di “concorrenti”. L’ innalzamento dell’ assicella avrebbe, peraltro, dovuto implicare una revisione della candidabilita’ degli stessi Commissari secondo un principio ineludibile, dalla legge stessa affermato, di “giudizio fra pari”. Un aspetto critico sin dagli esordi della procedura e’ divenuto, cosi’, del tutto paradossale.
    . Nella quasi totalita’ delle procedure, sin qui pubblicizzate negli esiti, in itinere aggravati nella lettura tra i vari Settori con evidente disparita’ di trattamento, si e’ palesato un animus di “contrasto”, non “propositivo”, piuttosto “censorio”: da una Commissione si e’ – persino . ritenuto “abile” a stento il 15/100 dei candidati, di fatto, ma in violazione della legge, con evidente lesione a livello costituzionale dell’ autonomia universitaria, impedendo la scelta nella successiva fase concorsuale. Nell’ insieme dei risultati, con il riconoscimento della non abilitazione, per un biennio, di circa i 2/3 del corpo docente al “potenziale” svolgimento di funzioni didattiche, per lo piu’, tra l’ altro, gia’ svolte con soddisfazione complessiva delle strutture universitarie, si e’ realizzato l’ ennesimo “harakiri” dell’ universita’ italiana. Dall’ insieme delle valutazioni delle commissioni scaturirebbe la complessiva improponibilita’ di una pur minima decente offerta didattica universitaria, quant’ e’ a dire la dichiarazione di uno stato fallimentare, il .precoma’ !
    . Negli esiti delle abilitazioni, “certificati” con vizi di forma tali da richiedere un impegno “straordinario” del Ministero nel controllo degli atti e nella crescente produzione di perplessi decreti di “proroga dei lavori” pur dopo la chiusura e pubblicazione degli stessi risultati, mentre incombe la falange dei “ricorsi” nelle opportune sedi giudiziarie, si evidenzia, per di piu’, la logica “distorsiva” della presenza del componente “straniero” nelle Commissioni. Lo “straniero”, singolarmente sottratto alle regole di requisiti minimi richiesti ai pretendenti commissari italiani e che avrebbe dovuto astrattamente “bilanciare” il rischio contenuto dall’ eccessiva connotazione nazionale indicata nell’ “etichetta”, si e’ palesato quasi sempre del tutto estraneo alle linee scientifiche proprie della comunita’ scientifica italiana, con episodi ricorrenti d’ assoluta incomprensione! La maggioranza fissata in 4 componenti per ciascuna valutazione . razionalmente, proprio perche’ rapportata ad un giudizio di abilitazione . si e’ tradotta, a ben vedere, in un capestro, giacche’ l’ abilitazione ritenuta, talora, conseguibile da tre commissari, con un unico dissenso, sempre ammissibile sotto il profilo della dialettica scientifica, diveniva irraggiungibile senza l’ adesione dello “straniero”! Altro che internazionalizzazione, si e’ sottoposta ad una stroncatura, per non dire “superficiale” censura la cultura universitaria italiana sottoposta al giudizio di un valutatore, di cui non e’ dato ne’ rileva conoscere i requisiti, mentre costui, con un’ indennita’ non riconosciuta agli altri componenti quasi a compenso per il “disturbo”, e’ tenuto ad esprimere un ponderato giudizio su una miriade di studiosi, soprattutto con riferimento alla 2^ fascia (giudizio sul “positivo livello” a scala nazionale) e una mole di prodotti della ricerca in tempi del tutto irragionevoli.
    . Le “commissioni di concorso” secondo la normativa precedente alla disciplina della L. 240 svolgevano i lavori, spesso con posizioni contrastanti ed in segno di una serrata discussione, per diverse riunioni in rapporto ad una ristretta cerchia di concorrenti. Ora, invece, le commissioni, fissati i criteri “ulteriori” oltre i mediani, con dubbia legittimita’ circa la dichiarata, presunta non conoscenza dei “candidati”, hanno prodigiosamente valutati “analiticamente” nello spazio di pochi minuti un diluvio di istanti! Non servono calcoli per dimostrare che i Commissari non hanno avuto il tempo materiale di leggere neppure superficialmente quanto diveniva oggetto di un insindacabile giudizio da esprimere, pur sinteticamente, con motivazione formalmente “analitica”, senza “pre-giudizi” e di sicuro, meno che mai, nella forma del “taglia e incolla”.
    . ne’ ci si riferisce alla metrica greca, ignota al linguaggio a dir poco barbaro di alcuni giudizi . si sono stroncati iter di studiosi riconosciuti dalla comunita’ scientifica, talora persino internazionale e per ammissione, incredibili dictu, della stessa Commissione, ma, ed ancor piu’ gravemente, “potenzialita’” scientifiche che non corrispondevano alla lettura dei componenti le Commissioni. Clima connotato da segretezza e da inquisizione ben diverso dall’ evocata trasparenza nella previsione legislativa: tutto ci. si ripete . in ordine non ad un concorso, da venire, ma ad un mero giudizio di “abilitazione”. L’ ingorgo e’ divenuto cruciale . gli effetti si stanno gia’ evidenziando nella “strana” vicenda delle “proroghe” . al punto che i Commissari piu’ consapevoli hanno espresso la valutazione in forma ipotetica (“sembrerebbe”, “parrebbe”, ecc.), con la implicazione tuttavia con un semplice “non” di produrre un blocco quanto meno biennale!Spesso, ma ci si augura di sbagliare nell’ interesse della ricchezza immateriale del Paese, per sempre! Bisogna riconoscere che gli esiti sono venuti ampiamente spalmandosi in pressoche’ tutti i settori disciplinari in assoluta coerenza con il continuo “piato” della “fuga dei cervelli”!

    Si chiede di sapere quali azioni intenda adottare al fine di: Violazione e falsa applicazione di legge: verificabile in piu’ punti del procedimento, come attestato dai verbali delle riunioni (solo per un esempio luminoso, ci si riferisce alla “incredibile” vicenda del Settore 11/A2, ove, dopo le “singolari” dimissioni del Presidente, intervenute dopo la formulazione dei criteri e le prime riunioni valutative, e la surroga del solo Commissario dimissionario, con la fin troppo evidente “suspicione” dei restanti, in ben 4 casi con 4 giudizi individuali favorevoli il giudizio collegiale e’ stato di “Non idoneo”, mentre e’ stato conferita un’ abilitazione con 3 soli giudizi favorevoli ed in altro caso ancora il giudizio unanime dei Commissari si e’ trasformato, via facendo, in “a maggioranza”, e dal canto suo, per non mancar di far sentire il suo peso, il Commissario straniero, con l’ eccezione dei ritenuti abilitati dai Commissari, si e’ attestato “forsennatamente” su giudizi negativi);
    a. Violazione di legge: mancanza di motivazione “analitica” laddove – in larga misura – la Commissione abbia inteso adottare criteri “ulteriori” oltre quelli previsti dal bando e dalle mediane preordinate;
    b. Eccesso di potere: ricorrentissime manifestazioni di esorbitante discrezionalita’ nella valutazione dei titoli, ritenuti coerenti o “incoerenti” con i “contenuti” dello specifico settore alla stregua di parametri del tutto personali in contrasto con autorevoli valutazioni di prestigiosi studiosi delle stesso settore e, quindi, in contrasto al criterio posto a base dell’ abilitazione della riconoscibilita’ del profilo del candidato a livello nazionale (2^ fascia) o internazionale (1^ fascia); c. Eccesso di potere: ricorrente mancata “normalizzazione” con riferimento alla cadenza temporale, come espressamente previsto dalla normativa;
    d. Eccesso di potere: contrasto, con evidenti eccessi, tra i Commissari nel numero dei titoli valutabili, rendendo perplesso il giudizio sull’ oggetto dell’ apprezzamento scientifico;
    e. Difetto di motivazione: totale assenza di giustificazione che dalla normativa si prevede sintetica, ma “analitica” laddove si realizzi una valutazione in discrasia rispetto ai criteri generali predeterminati;
    f. Manifesta irragionevolezza: ricorrente discrasia tra il riconoscimento positivo di titoli, ritenuti dai Commissari apprezzabili, talora persino “di valor”e, e giudizio negativo per inafferrabile “ispirazione” divina;
    g. Manifesta irragionevolezza ed eccesso di potere: mancanza generalizzata dell’ organicita’ della procedura abilitante (emblematico il caso del Settore 06/H1 ove lo stesso candidato dalla stessa Commissione, “consapevolmente”, sulla base di criteri dalla stessa Commissione definiti viene dapprima ritenuto “abile” in 1^ fascia ed in seguito “non abile” per la 2^ fascia;
    h. Palese disparita’ di trattamento: richiamo duttile, alterno, con implicazioni discrezionali ai fini del giudizio, di aspetti connessi alla piu’ varia attivita’ didattica, a partecipazioni a manifestazioni molto eterogenee, persino all’ appartenenza a societa’ scientifiche come quella della propria disciplina.
    i. Abuso di potere: spostamento a livello centrale di parametri di valutazione rimessi alle commissioni di concorso in sede locale.

    • Di questa “interrogazione” mancano:
      1. Estensori
      2. Ramo del Parlamento
      3. Data di presentazione.
      Gira da qualche giorno, ma a me non risulta depositata. Attendo smentite, diversamente é da considerarsi NON come una interrogazione parlamentare, ma come l’opinione o lo scritto di ignoti.

  18. Speriamo che qualcuno mi risponda specie se in “ascolto” ci sta qualche giurista….Quesito: è normale che la commissione nei criteri stabiliti nel verbale di apertura dei lavori derogando da quanto riportato in decreti e circolari ministeriali (tanto per citare quella del 27/05/2013 “Si coglie l’occasione per sottolineare che, al fine di assicurare il rispetto dell’articolo 8, comma 4 del DPR 222/2011, il giudizio collegiale deve necessariamente contenere, come segnalato dalla piattaforma, la sintetica descrizione del contributo individuale del candidato alle attività di ricerca e di sviluppo svolte, la valutazione analitica dei titoli posseduti e delle pubblicazioni scientifiche prodotte dal candidato alla luce dei criteri e parametri adottati dalla commissione, l’espressione/formulazione del giudizio. Tenuto conto dell’eventuale contenzioso che ne potrebbe derivare, tali aspetti sono fondamentali al fine di consentire il perfezionamento della procedura di abilitazione attestante la regolarità degli atti da parte della scrivente Direzione Generale…”) decida nei criteri di non analizzare attività di ricerca e sviluppo, titoli e pubblicazioni presentate limitandosi ad ammettere alla valutazione dei titoli solo coloro che presentano pubblicazioni ritenute coerenti col settore (quindi di fatto omettendo 2 elementi contributo individuale del candidato alle attività di ricerca e di sviluppo svolte e la valutazione analitica dei titoli posseduti ritenuti al contrario come necessari e fondamentali nella Circolare del Direttore Generale Livon? Grazie in anticipo a tutti coloro che leggerano e auspicabilmente risponderanno a questo post…

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