Roars ha da molto tempo sottolineato i rischi intrinseci all’Abilitazione Nazionale per come essa è stata disegnata dal legislatore e da ANVUR. In particolare si erano più volte messi in evidenza i pericoli dovuti a un meccanismo potenzialmente foriero di contenzioso e alla designazione di un numero di abilitati non assorbibile dal sistema. Tali pericoli si stanno puntualmente avverando. Roars non è in grado di monitorare cosa sia accaduto nei singoli settori concorsuali, ciascuno dei quali sembra fare storia a sé. Mette però a disposizione dei lettori che desiderano discutere e commentare lo svolgimento dell’ASN un apposito spazio, costituito dai commenti in calce a questo post.
Raccomandiamo, anche per facilitare la moderazione da parte alla redazione, di evitare espressioni ingiuriose (che verranno comunque bloccate) e di produrre argomentazioni i cui riscontri siano in qualche modo sottoponibili a verifica.
Per ora (5 dicembre 2013, h 00:10) sono usciti soltanto 13 settori concorsuali:
- 01/A4 – Fisica Matematica
- 06/D3 – Malattie Del Sangue, Oncologia E Reumatologia
- 06/E1 – Chirurgia cardio-toraco-vascolare
- 07/H1 – Anatomia E Fisiologia Veterinaria
- 07/H5 – Cliniche Chirurgica E Ostetrica Veterinaria
- 08/A1 – Idraulica, Idrologia, Costruzioni Idrauliche E Marittime
- 09/H1 – Sistemi Di Elaborazione Delle Informazioni
- 11/A1 – Storia Medievale
- 11/A3 – Storia contemporanea
- 11/A4 – Scienze Del Libro E Del Documento E Scienze Storico Religiose
- 11/C2 – Logica, storia e filosofia della scienza
- 11/C4 – Estetica e filosofia dei linguaggi
- 12/B1 – Diritto commerciale e della navigazione
Ecco il link alla pagina del MIUR che si aggiornerà con i risultati degli altri SSD.


Non so se avete notato, sono usciti i risultati di un nuovo settore giuridico (12/E1 – diritto Internazionale e dell’unione europea). Visto che ormai l’ASN e’ allo sbando, questi decidono di pubblicare i risulati a modo loro…anzi di non pubblicare di fatto le valutazioni individuali. Almeno io non riesco a trovarle nei verbali che sono stati pubblicati online. Fortunatemente non sono tra questi sventurati…perche’ sarei molto incavolato per l’ulteriore negligenza con cui il MIUR sta gestendo la cosa.
Ora il verbale n. 6 si vede (38 MB)…ma prima era stato caricato un file di sole 6 pagine….in ogni caso la Commissione non si e’ degnata di seguire le linee guida che sino ad ora erano state seguite da tutte le altre.
Le hanno messe tutte insieme nei verbali generali. Tra l’altro, mi pare che nei giudizi abbiano fatto un lavoro più accurato di altre commissioni.
hanno anche chiesto lumi al ministero su questioni come:
1) come fare nel caso di candidati che notoriamente (come stabilito da un tribunale) avevano plagiato la tesi di loro dottorandi;
2) come fare nel caso di beoti che non sanno mettere l’ISBN corretto.
Capite perché l’ope legis no? Ripeto: l’OPE LEGIS NO!
Temo che la Ministra – come già dimostrato in più occasioni – brancoli nel più assoluto buio. Sino ad ora si è presentata in TV sbandierando promesse su fantomatici progetti e finanziamenti per il merito che rimangono lettera morta.
Lo penso anche io. Pur provenendo dal mondo universitario, ha dimostrato in più occasioni di non sapere di cosa si occupa o si dovrebbe occupare quando ne parla. E’ sufficiente leggere o rivedere le sue dichiarazioni e le sue interviste.
ho letto le lettere dei sindacati alla Ministra e mi sembrano assolutamente ragionevoli
Il mio settore non è ancora uscito.
So per certo che hanno chiuso tutto la prima volta addirittura a GIUGNO.
E a quel punto volevano far girare la lista degli abilitati, ma poi hanno cambiato idea.
Quindi a SETTEMBRE, per vie traverse, sono riuscito a sapere che non ero tra gli abilitati (“per eccesso di mediana e scarsa pertinenza”).
Siamo a fine GENNAIO, direi che stiamo scadendo nel ridicolo. Nel frattempo tutto tace, anche a livello ufficioso. Trasparenza, zero.
“scarsa pertinenza” pur essendo il “tuo settore”…? Cosa vuol dire “eccesso di mediana”?
Eccesso di mediana nel senso che supero 3 mediane su 3, e a valanga.
E sono nel settore di cui sono ricercatore (confermato, tra l’altro).
Mi dicono che “il mio profilo” non corrisponde a non so che cosa, ma aggiungono che apprezzano il mio CV. Bah.
Vi farò leggere il mio giudizio quando uscirà.
VARIETA’ (parzialmente OT)
Incuriosito dai decreti direttoriali di proroga per autotutela, sono andato a dare un’occhiata a qualcuno di essi e non ho potuto non notare che recano tutti, accanto alla data, un “lì” (accentato) che per la lingua italiana è un avverbio di luogo indicante lontananza da chi parla o scrive e vicinanza a chi ascolta o legge. Immagino che nelle intenzioni del direttore generale si debba leggere come un “li” atono, forma arcaica di articolo. Un frammento di “antilingua” che vorrebbe conferire importanza al testo e finisce solo per smascherare la pochezza culturale di chi ne fa uso. Tra tutti i consigli sui massimi sistemi che si danno ai piani alti ministeriali, nessuno è stato finora in grado di suggerire almeno un controllo all’ortografia, se non alle conoscenze di base di italiano degli alti dirigenti?
L’abilitazione non ha funzionato e non può funzionare. Ripeto e lo ribadisco: occorre prevedere meccanismi di progressione sulla scorta della produzione scientifica ed evitare la farsa della valutazione del merito che, spesso, rischia di essere l’unico strumento per stroncare brillanti carriere. Solo che prima questo accadeva in una logica concorsuale ed oggi è avvenuto nelle abilitazioni che avrebbero dovuto esclusivamente attribuire ai candidati il “patentino” per partecipare il concorso. Qualunque altro sistema di progressione attraverso meccanismi di reclutamento rischierà sempre di sacrificare tanti ottimi cervelli che non avendo protezioni accademiche o fortune nei sorteggi, avranno a vita la qualifica di concorrenti (come spesso qui si dice: trombati). Siamo seri e accettiamo la verità nonostante sia molto triite, salviamo quel che ancora di buono è rimasto, se ancora crediamo un minimo in quello che facciamo!
altra visione pessimistica della vita… abbiamo bisogno di entusiasmo per uscire da questa crisi a tutti i livelli italiana. PArtiamo dagli errori per migliorare l?ASN.. facciamo proposte… vediamo come premiare il merito.. ma basta rimanere depressi e frustrati..
non riesco a capire se le critiche sono rivolte a dei singoli giudizi non condivisibili o se la critica sia in generale all’impianto dell’ASN. La mia posizione è di difendere l’intera struttura ASN che ovviamente ha bisogno di aggiustamenti, ma che è la giusta strada per selezionare le persone migliori. Intanto questo sistema ha il vantaggio di poter vedere da qualsiasi pc chi in Italia si occupa di un settore e se questa o quella università potrebbe accoglierlo. E questo, scusatemi, non è di poco conto. Due, questo è l’unico meccanismo per far emergere e conoscere persone eccellenti che non lavorano solo all’università, ma che se diventassero accademici potrebbero dare lustro alle istituzioni universitarie. Avremo persone valide a fare ricerca e didattica.. e non solo gente premiata per essere stato un fedele portaborse per 20 anni. Che piaccia o no, tutti i giudizi ed i verbali sono visibili e trasparenti, e chi li scrive ci mette la faccia. Inoltre abbiamo un’abilitazione ogni anno, ed in un tempo ragionevolmente breve i ricercatori possono riprovarci anche con commissioni diverse. ecco, in quest’ottica io credo che l?ASN, se opportunamente corretta, è la strada per migliorare l’università.
non ho capito una cosa… ma chi ha tentato l’abilitazione nel 2012 vede scadere i 2 anni di stop nel 2014?? in pratica, posso riprovarci quest’anno?
E chi lo sa…
Il buon senso vuole che biennio successivo escluda il 2013 d il 2014, quindi si può riprovare nel 2015.
Ma è convinzione comune che, cambiando le regole, il ministro riapra per tutti la 2014.
Inolte una interpretazione vuole che il biennio sia legato ad una data, ovvero alla pubblicazione del bando, quindi basta fare il nuovo bando a due anni e un giorno…
Sinceramente mi sembra una poco credibile, ma in Italia questo ed altro!
Intervengo da tipico outsider precario ed al di fuori dell’università che ha ottenuto l’abilitazione.
Con profondo rispetto per i commenti inseriti in questo topic e d’accordo con chi dice che “trattasi di abilitazione e poi con i concorsi locali altra musica”, devo constatare che, almeno per i settori che conosco io tipo genetica, genetica medica, patologia generale e qualche altro, sono state conferite abilitazioni a prima e seconda fascia anche a tipici “outsider” non provenienti dall’Accademia ma con oggettivo ottimo cv. La procedura è da migliorare, ma, almeno per i settori che ho visto e per i quali possono un poco parlare…beh è un fatto nuovo.
Magari si assegnassero ora i veri posti sulla falsariga del “merito” senza guardare solo alla provenienza!
Sono perfettamente d’accordo con i due colleghi precedenti, anche se non sono stato abilitato proprio in due settori concorsuali, come Storia Medievale e Paleografia/Cristianistica, le cui commissioni sono nell’occhio del ciclone. Credo infatti che le palesi inadempienze di taluni commissari, che probabilmente ignoravano la rivoluzionaria pubblicizzazione dei titoli commissariali, non debbano inficiare la struttura di un concorso pure encomiabile e positivamente innovativo per altri aspetti. Tanto più che nei concorsi tradizionali questi signori avrebbero comunque agito e senza l’attuale trasparenza. Non è invece da escludere che – come qualcuno ha qui ipotizzato – si volesse tornare al più antiquato sistema del baronaggio, con l’investitura del buon ‘vassallo’ di turno, e quindi chi ha silurato ad alzo zero tanti candidati anche meritevoli voleva in realtà affossare un intero concorso che oltretutto doveva essere solamente abilitante.
bravo.. questo è il vero spirito dell’ASN.. aprire al mondo esterno per chi se lo merita.. complimenti
E perché, allora, non assegnare direttamente i posti tramite concorsi basati sul “merito”? Ma questa ASN che senso ha? Si può sapere?
certo che ha un senso..superare le logiche clientelari dei concorsi locali.. e non mi pare poco..
Ma, @rifle13, i concorsi locali sono rimasti … e, per di più, con commissioni nominate dall’Ateneo che bandisce i posti …
rifle13
se il senso era “superare le logiche clientelari dei concorsi locali”, allora v’è stato in gran parte un fallimento, stando a quanto sta emergendo
Osservando il tutto dall’esterno, con gli occhi di chi lavora in un sistema aperto come quello britannico, ma è consapevole delle ben note logiche clientelari e baronali dell’ Università italica, l’esistenza stessa di una procedura come l’ ASN è insensata dal punto di vista logico e forse anche peggiorativa rispetto al sistema precedente dei concorsi locali. E’ insensata perché, se una Università desiderasse promuovere una persona per il contributo ad esempio che ha dato alla VQR ed alla didattica, ma tale persona non potesse ottenere l’ ASN perché non appartiene ad una cupola, ci rimettono sia l’ Università che la persona, che ne esce demotivata e svilita (è il caso di una mia amica in Italia). Nei sistemi accademici più attrattivi, sono solo le singole Università che si scelgono chi deve lavorare per loro, o chi devono promuovere, ed hanno interesse a scegliere i più meritevoli in base al contributo che possono dare alla ricerca e alla didattica. E forse l’ ASN é anche peggiorativa rispetto al sistema di concorsi solo locali, perché con l’ ASN i potentati di tutta Italia, che si conoscono bene fra loro e si scambiano favori reciproci, si mettono intorno ad un tavolino e possono spartirsi una torta in famiglia a livello nazionale, lasciando fuori in tanti casi chi non appartiene loro senza nemmeno leggere le pubblicazioni (ho letto sulla stampa casi di bocciature di studiosi eccellenti con prestigiose esperienze all’estero ed ottime pubblicazioni, e ne conosco tanti capitati a miei amici). Al di là della retorica, l’ ASN non può certo promuovere il merito; semmai, più certificare l’appartenenza alle cordate più potenti. Questa è la triste e brutta realtà.
@Lucia
Sono perfettamente d’accordo con te. Sulla mia pelle ho provato quanto racconti; e ti dirò di più: con questo scherzetto dell’ASN, interi settori rimarranno in mano di chi oggi apparteneva alle lobby di potere e quindi il gioco continuerà indefinitamente…
@Lucia,
anche io concordo. Hai perfettamente ragione, ma l’Italia non è un sistema accademico attrattivo. Per il momento non ci sono speranze.
Si sta creando solo confusione tra i non abilitati partecipanti all’ASN 2012.
Essi potranno partecipare o no all’ASN 2014?
Qualche giurista o esperto di normativa univarsitaria potrebbe chiarire la questione definitivamente?
Grazie in anticipo
Più volte su questo sito è stata postata la notizia secondo cui a esplicita richiesta del CUN il Ministero ha interpretato la scadenza del blocco dei due anni per i non abilitati come 24 mesi solari calcolati a partire dalla data di pubblicazione del bando 2012. In altre parole, poiché il bando 2012 è uscito il 20 luglio 2012, se il bando 2014 esce entro il 20 luglio 2014 i non abilitati 2012 non potranno partecipare, se esce il 21 luglio 2014 o dopo potranno farlo.
Ma a monte c’è il grosso dubbio: uscirà il bando 2014? è lecito dubitarne, stando alle ripetute affermazioni del Ministro circa la necessità di modificare i meccanismi dell’ASN.
Questa è l’unica interpretazione saggia. Le scadenza vanno ancorate alle date certe, legare i due anni alla conclusione della 2012 (che doveva concludersi ad aprile 2013 e finirà a marzo 2014) non avrebbe senso. Inoltre immagino che il biennio sia legato anche alla commissione: non avrebbe senso presentarsi con la stessa commissione, mentre potrebbe averne con una commissione nuova. Inoltre due anni sono sufficienti per lavorare ancora un po’ nella direzione giusta.
Che poi la 2014 ci sia o non ci sia… a questo punto sarebbe bene che ci fosse, magari con le opportune modifiche, e che uscisse dopo il 21 luglio. Poi si vedrà…
Nella Gelmini le abilitazioni hanno cadenza annuale inderogabile (staremo a vedere), e sono dichiaratamente eventi annuali. Si vede infatti con ASN 2012, ASN 2013, etc., si parla di “tornate” 2012, 2013, etc.
Per chi ha partecipato e non è stato abilitato con ASN 2012 la preclusione “a partecipare alle procedure indette nel biennio successivo” significa saltare ASN 2013 ed ASN 2014 (se mai ci sarà). Ovvero si può parrtecipare a partire da ASN 2015 (che credo ci sarà, se pur con regole diverse).
La speculazione sulla data specifica di uscita del bando, della scadenza, della pubblicazione degli atti, etc., mi pare irrilevante.
Non vorrei su questa cosa si montasse una discussione assurda come quella sulla “delibera di non abilitazione” solo a maggioranza di 4/5.
Convengo che letteralmente i dubbi potrebbero anche essere legittimi, ma nel contesto dell’articolato l’intenzione del legislatore è evidente. Purtoppo l’italiano si presta spesso a molteplici letture, e soprattutto gli italiani fanno a gara per trovarle. Fornire qualche esempio come nota sarebbe utile in questi casi.
Caro gab, perdonami, ma se ti dico che il Ministero ha chiarito UFFICIALMENTE – non a livello di “rumors” – al CUN quale sia la sua interpretazione del blocco (ovvero, l’unica interpretazione rilevante, non la mia né la tua – per inciso, personalmente sono d’accordo con te), dov’è il dubbio? Che poi l’interpretazione ufficiale del MIUR di oggi possa mutare tra un mese, è naturalmente tutta un’altra questione, anche questa molto italiana.
@Lucia. Non le cordate piu’ potenti, ma le cordate di chi e’ stato estratto. Che talvolta potente non e’, per via del sorteggi, ma approfitta dell’occasione che potrebbe non capitargli piu’……..
Questa discussione sembra piu’ adatta al teatro dell’assurdo che non ad una comunita’ scientifica. Biennio significa 2 tornate successive. Vogliamo davvero dimostrarlo? Bene, ragioniamo per assurdo. Se cosi’ non fosse la legge sarebbe incostituzionale perche’ alcuni candidati (es. quelli non abilitati nel 2012, con bando 2014 uscito 2 anni ed 1 giorno dopo) salterebbero solo 1 tornata, mentre altri (es. quelli abilitati nel 2013, con bando 2015 uscito 1 anno e 364 giorni dopo) dovrebbero saltare 2 tornate. Che poi al Ministero siano in tanti a dire ciascuno la propria opinione campata in aria, non vi e’ dubbio. Che poi decidano di cambiare regole in corsa e’ anche una possibilita’ non trascurabile. Che avvocati e giudici ragionino e deliberino spesso in modo assolutamente contrario alla logica, e’ una triste realta’.
Perdonami, Marc, ma secondo me non si possono confondere le ‘tornate’ con gli ‘anni’. La lettera del bando (Decreto Direttoriale n. 222 del 20 luglio 2012) recita (Art. 4, comma 11):
“Il mancato conseguimento dell’abilitazione preclude la partecipazione alle procedure di
abilitazione indette nel biennio successivo per il medesimo settore concorsuale della medesima
fascia ovvero della fascia superiore.”
Io ci leggo una chiara distinzione tra ‘procedure’ (tornate) e ‘biennio’ (2 anni), che distingue l’evento (tornata) dal tempo (anno). In caso contrario eventuali ritardi nella tornata prolungherebbero il blocco, del tutto ingiustamente. Questa prima tornata finirà per durare un anno e mezzo a risultati pubblicati, e sebbene la 2013 sia partita con le scadenze regolari, il bando della 2014 potrebbe richiedere più tempo per interventi legislativi di aggiustamento (ora chiaramente necessari) che finirebbero per danneggiare i candidati.
Del resto è palese che l’apertura della 2014 – con nuove commissioni e potenzialmente con regole più chiare – a chi non ha passato la fumosissima 2012 eviterebbe al ministero migliaia di ricorsi e dannosi strascichi giudiziari. Per non parlare delle ripercussioni sulla stampa.
Se poi il Ministero ha risposto chiaramente al CUN, non vedo motivo di dubitare di queste interpretazione.
Io sospenderei questa ridda di ipotesi e contro-ipotesi: è impossibile venirne a capo. D’altra parte è ovvio che il legislatore, al momento di redigere il testo, ha avuto l’ingenuità di dare per scontata l’identità: 1 anno solare = 1 tornata di abilitazione.
Mi pare che sia inutile fissarsi anticipatamente su una o l’altra interpretazione. L’unica cosa da fare è aspettare il bando 2014: se uscirà, vi potremo leggere le condizioni di partecipazione. Se non uscirà, il problema si sarà risolto da sé.
Il motivo per cui il legislatore ha scritto biennio successivo e non “2 tornate successive” e’ chiaro: ben sapendo che in Italia le indizioni con cadenza inderogabile sono al piu’ dei suggerimenti voleva evitare che le 2 tornate successive rischiassero di coprire ben piu’ di un biennio. Per il resto, concordo con hikimori, chi vivra’ vedra’.
Poiché mi è stato chiesto da più colleghi tramite messaggi privati, preciso che la fonte di quanto affermo sono i report del rappresentante CUN della mia area; in due occasioni – a inizio ottobre e a metà gennaio – ha ribadito che il MIUR, nella persona del prof. Marco Mancini, Capo Dipartimento per l’Università, l’AFAM e la Ricerca, su sollecitazione del CUN ha dato esplicitamente l’intepretazione del biennio come biennio solare che ho ricordato sopra. Ho qualche dubbio sul fatto, quindi, che sia “campata in aria” (anche se personalmente sono d’accordo con chi la trova assurda, ma questo non ha alcuna importanza in questa sede).
Del resto, visto il caos creatosi dopo la tornata 2012 troverei logico che il Ministero individuasse modalità per facilitare la partecipazione dei non abilitati di quella tornata almeno alla tornata 2014 – se non addirittura, riaprendola, alla tornata 2013.
Il fatto che esponenti del ministero abbiano dato una certa interpretazione non vuol dire che sia quella giusta.
Chi ha scritto la legge intendeva bloccare la partecipazione per due tornate, che sempre nelle sue intenzioni equivalgono a due anni.
Se poi, all’italiana, come spesso ci hanno abituato i nostri governanti, si cambia la legge con una interpretazione “autentica” amen, tanto la preclusione senza distinzione è assurda, dato che se ci sono nuovi titoli/pubblicazioni, come ha anche fatto notare il Consiglio di Stato, perché non farli valutare?
Detto questo, l’interpretazione dall’inizio dalla data del bando si presta ad alcuni inquetanti risvolti, perché di fatto rende la “non abilitazione” retroattiva (cosa sempre rischiosa e dagli effetti imprevedibili).
Inoltre avere uno status (abilitato) e il suo opposto (non abilitato) ancorato a date diverse di oltre un anno è un qualcosa di poco comprensibile.
Semplicemente visto che tutti sono concordi che la preclusione alle tornate successive è sbagliata, quantomeno in questa fase sperimentale dall’ASN, si abbia il coraggio di fare un emendamento alla legge ed eliminarla, non di trovare espedienti per aggirare la cosa creando più confusione e incertezza della legge.
@Marc: è esattamente ciò che sto cercando di dire io. C’è scritto biennio perché è ‘biennio’, perché se fosse ‘tornate’ rischierebbe di diventare un blocco di quattro anni, assolutamente esagerato.
@Plymouthian: sono perfettamente d’accordo su quest’ultima cosa. Inutile giocare sulle interpretazioni, tanto vale eliminare il comma 11, visto che è assurdo.
@TUTTI. Ma perche’ vi ostinate, per salvare il lavoro delle Commissioni, a dire che comunque questa ASN ha permesso di salvare il merito o quanto meno gli outsider meritevoli e non solo i portaborse, facendo entrare chi altrimenti non sarebbe mai entrato ? Ritenete dunque che sono stati estratti finalmente Commissari seri o che questo criterio di selezione per il solo fatto che c’e’ un sito dove leggere “i lavori (!?)” delle Commissioni garantisce equita’? Ma vi sentite bene ? Gli idonei non sono altro che “preferiti” dalle Commissioni con gli stessi criteri di prima, anzi spesso consente, a chi Commissario non “maestro”, oppure fuori dal mondo Accademico poiche’ spesso inadatto anche lui all’Accademia, di far entrare chi vuole, per motivi esclusivamente privati (parenti, amici, compagni di vita, gratificazioni professionali). Almeno le Scuole fanno fare a tutti, e anche ai “portaborse”, un percorso piu’ o meno seriamente “Accademico” e comunque ci mettono la faccia. Mi pare che i giudizi dei Concorsi sono ormai da molti anni facilmente visionabili sul web ! Solo che con l’ ASN sono tutti insieme e allora e’ piu’ facile commentare, ma nella sostanza che cambia ? Sono stati dichiarati idonei (tra gli altri nei settori giuridici), candidati che fanno un altro mestiere (molto piu’ appetibile del Prof universitario) e che scrivono di tutto e su tutto, spesso con taglio pratico, e la cui partecipazione al mondo Accademico si ‘ sostanziata in qualche lezione, come e quando vogliono loro, e in qualche bel Convegno o ancora nell’insegnamento nei corsi di preparazione alle professioni. Beati loro!!!! Si sono presi il meglio ….. Siate onesti, tutto come sempre, anzi peggio !!!!
@ TUTTI. In parole povere, se non sono stato chiaro, nessuna colpevolizzazione per le Commissioni, ma un freno a quelli che dicono: finalmente le cose fatte bene !!! Unico appunto alle Commissioni, con un po’ di attenzione e serenita’, si poteva fare un ottimo lavoro….
@antongiulio. Sei stato chiarissimo. E ti ringrazio. Bisogna smettere una volta per tutte di far credere l’ASN abbia compiuto il miracolo di cambiare l’Università italiana, sanando i suoi atavici mali. Anzi no, scusate, l’ASN “è soltanto il primo passo, un meccanismo comunque migliorabile, per carità, …”
E poi: davvero esistono “abilitati outsider” che gioiscono per il fatto di “essere finalmente entrati”. Ma entrati dove?
I problemi non si mascherano. Per favore, guardiamo in faccia la realtà.
Caro Antongiulio,
mettiamola così. Sicuramente c’è stata qualche commissione che ha lavorato meglio e qualcuna che si è distinta in senso negativo. In generale, però, si è trattata dell’ennesima dimostrazione del gattopardismo italico: chi ora pensa il contrario si dovrà ricredere al momento cruciale di tutta la faccenda, cioè se e quando le università potranno attivarsi per chiamare qualcuno.
Sono d’ accordissimo con il tuo commento, antongiulio; infatti, nel mio intervento di prima, ho voluto fotografare la triste realtà e dire che secondo me l’ ASN é la veste istituzionale per le peggiori pratiche clientelari e lottizzatorie, che sono state consacrate con essa a livello nazionale. Penso che dire che l’ ASN “prumuova il merito” sia solo ipocrisia. Il vero problema sta nel costume e nella mentalità; le cose non cambieranno mai se non subentreranno onestà intellettuale e vero interesse a premiare chiunque può offrire di più alla ricerca ed alla docenza.
perchè è la verità…vedo che lei è un nostalgico dei concorsi locali… il mondo cambia.. c’è twitter, you-tube, skype, … è tempo che anche l’università si adugui ed apra al mondo…
spero che lei per dire queste cose abbia un CV da leader mondiale del suo settore.. e che sia arrivato dove è arrivato per meriti, e che il suo comportamento sia stato sempre trasparente e corretto… servirebbe meno cinismo e più entusiasmo nelle cose.
Fai allora i nomi di quelli che, facendo altri lavori, hanno scritto di tutto e su tutto ( e si suppone male, secondo te) spesso con taglio pratico.
NUOVI SCENARI
Chiedo a tutti, avete idea dei nuovi scenari? Ovvero cosa succederà ora? Pur con tutta la mia solidarietà ai non abilitati, vorrei provare a riportare la discussione su binari più oggettivi che vadano aldilà del caso singolo (sono d’accordo che se la procedura ha un 1% di errore è un successo per un Ministro o per un funzionario che l’ha messa a punto, o anche per il sistema – per quell’ 1% è una tragedia che cambierà la vita – quindi occhio alle statistiche. Dietro le % ci sono persone che lavorano).
La tornata 2013-2014 è stata bandita. Io so per certo che alcune commissioni si sono riunite, dopo aver aspettato l’uscita dei risultati. A questo punto i non abilitati non sono ammessi d’ufficio, ed il ministero provvederà a cancellarli. Gli abilitati che hanno comunque prentato domanda verranno valutati. E comunque è in arrivo un’altra proroga, ma questo giro sarà sicuramente più breve del precedente, perchè il numero delle domande sarà infinitamente più ridotto. Cosa succederà nel 2014-2015?
NON ABILITATI: il decreto ministeriale parla abbastanza chiaro: la commissione è sovrana, e l’abilitazione non è comparativa. Anche se “il mio amico ordinario amministrativista mi ha detto che non si va da nessuna parte” come ho letto, concordo sul fatto che un ricorso che abbia come base il fatto che uno non è abilitato con tre mediane debba essere “per forza” abilitato non so quanto stia in piedi. E l’amico amministrativista ha vinto comunque ($$$$). Guardate il ricorso sugli stipendi. Altro discorso è chi aveva le mediane ed è stato scritto che non le aveva, ovvero clamorose sviste. Non depone a favore della commissione, ma per questo esiste l’autotutela. Altra cosa è anche il fatto che i commissari non abbiano i titoli per esserlo. I titoli derivano da una pagina MIUR: uno scrive quello che crede e ritiene opportuno, togliendosi i titoli se crede, ma non aggiungendoseli o falsificandoseli. Il Cineca parte da lì per fare i conti. Comunque indicare titoli che uno non ha è un falso in atto pubblico: quando ho presentato la domanda ho dovuto scrivere che tutto quello che avevo presentato era vero, ed anche i commissari hanno dovuto farlo. In questo caso credo che il ricorso abbia una buona possibilità di successo. Che vergogna però, lasciatemelo dire.
ABILITATI. Le università (almeno la mia – UNIMI) ha chiesto una programmazione triennale focalizzata sul piano associati, con priorità per le esigenze di didattica. Ogni dipartimento ha una quota associati, quindi quando sono usciti i gruppi concorsuali di ogni dipartimento e la direzione ha chiare le opportunità, da noi cominceranno i concorsi. Questo impedisce il blocco delle assunzioni prima della chiusura di tutta la tornata delle abilitazioni. La tendenza è avere quote di esterni a disposizione dell’ ateneo, perequate per i vari dipartimenti (ovvero: un dipartimento che non ha abilitati interni ne può chiamare più da fuori, mentre altri che ne hanno fanno reclutamento interno). UNIMI farà i concorsi con tanto di lezione. Quelli classici insomma.
Valgono le idoneità prese da altre parti (Un esempio io concorro a Roma: entro in graduatoria, ma non ho il posto: la mia università bandisce un posto O mi chiama direttamente in quanto abilitato E idoneo).
Avete altre informazioni?
Non mi sembra che ci sia nessuna volontà di far saltare il banco ASN anzi, questa sarà la strada segnata. A parte qualche aggiustmento, vedo assoluatemnte improponibile la riapertura dei bandi a concorsi aperti. La tendenza “aggessiva” e “selettiva” del ministero ed il potere di ANVUR è evidente da come ci si sta muovendo per i dottorati. Si risparmiano soldi, e quale sistema migliore è utilizzare il “merito” per farlo? Qualunque sia il “merito” del momento.
SCENARI POSSIBILI:
I ricercatori non abilitati smettono di fare didattica se non quella che la legge li obbliga a fare. Lo spero per loro. Spero anche che abbiano uno stipendio (u bel po’ dei candidati non c l’ha). Si libereranno crediti, e succederà qualcosa. Probabilmente l’Università sarà costretta a sbilanciarsi verso le chiamate esterne, ed a questo punto ci sono buone possibilità per gli outsiders.
Il piano dura tre anni: poi a quanto mi risulta arriveranno i RTD con la loro tenure track. Diversi di loro hanno ottenuto già l’abilitazione in questo turno (è gente che ha mediamente 35 anni). Quindi per loro ci sarà un reclutamento parallelo, ma mica tanto parallelo, perchè il piano straordinario finisce, e la maggior parte delle risorse verrà spostata sulle tenure track. Ho l’impressione che ci sia ossigeno per gli associati “anziani” per non più di tre anni. Poi saranno tutti “esterni” mentre gli interni saranno solo RTD, anche perchè il ministero ha già previsto di dare fondi dedicati alla loro chiamata.
ORDINARI: non lo so. Ed onestamente, senza offesa per gli abilitati ordinari (me incluso) le priorità mi sembrano altre ora. Il mio cuore sanguina per i potenziali ordinari che avevano già una idoneità durante i bei tempi dei concorsi locali (se siamo qui a discutere è essenzialmente grazie a questa procedura) ma avranno preso sicuramente l’abilitazione: benvenuti fra noi quindi. Se non l’hanno presa, come è successo in una decina di casi di cui io conoscenza diretta, di cosa stiamo parlando allora?
Vorrei chiedere se qualuno ha altre informazioni serie, che vadano aldilà dell’indignazione (legittima) e di un Armageddon, che non mi sembra che si stia prospettando, nè che si prospetterà sulla base i qualsiais scenario politico futuro (caduta governo attuale – nuovo governo Renzi – nuovo governo centro destra). Si tratta perlopiù di procedure che andrebbero avanti in con budget già stabiliti. Aprirei quindi una discussione sulle procedure.
Sono perfettamente d’accordo. La ASN non è la panacea di tutti i mali, potrebbe essere un inizio di qualcosa di diverso, ma tutto dipende sempre dagli uomini. Sono curioso di vedere cosa succederà nei prossimi concorsi.
Saluti
“Valgono le idoneità prese da altre parti (Un esempio io concorro a Roma: entro in graduatoria, ma non ho il posto: la mia università bandisce un posto O mi chiama direttamente in quanto abilitato E idoneo).”
Non capisco cosa vuoi dire. Le idoneità (per fortuna) non esistono più nel post- legge 240.
Caro RickyPat,
temo tu abbia una visione delle cose ancora molto romantica…forse non hai 20 anni di esperienza e quindi non hai una realistica visione delle cose. Le programmazioni triennali, nella migliore delle ipotesi, servono a stabilire le priorità del primo anno. Se poi ci aggiungi che ormai i principi di contabilità pubblica sono completamente allo sbando, riuscire a programmare qualcosa anno per anno è già un successo. Per cui non farti illusioni, ci sarà sicuramente qualche passaggio di ruolo quest’anno. Una mancetta dovrebbe rimanere anche per qualche nuova assunzione. Poi temo che per varie ragioni – anche economiche – ci sarà un enesimo lungo stallo. Il reclutamento univesitario – negli ultimi 20 anni – è sempre stato “a fisarmonica”.
volevo – ovviamente – dire “ennesimo”
“il numero delle domande sarà infinitamente più ridotto”, chi l’ha detto? hai i numeri?
Non ho nessun numero, assolutamente. Era una considerazione che facevo dal momento che circa metà delle persone non sono state abilitate, e non concorreranno al giro successivo (e forse neanche ai due successivi). Le mediane si alzeranno, in alcuni casi di moltissimo, rendendo il tutto più difficile. Pubblicare non è così facile, e con questi meccanismi ci vuole tempo per farsi citare. Le regole fino ad ora erano diverse – serviva insegnare, meno pubblicare, e fino a ieri è stato così. Chi non si è attrezzato per conto suo (ovvero ha seguito le regole che gli sono state suggerite/imposte dal sistema) ora deve ripartire da capo. La pressione dietro è molto forte, e mi sembra che il sistema stia cercando di premiare i giovani. Il ministro ha inoltre chiaramente detto che potrebbe esserci un problema di ordinari, e quindi dopo questa informata di associati, ci sarà un secondo giro a regime di RTD (non tanti in verità) che entreranno, e poi non lo so. Può veramente darsi che il meccanismo venga focalizzato sulla prima fascia. Comunque la strategia è chiaramente quella di ridurre il numero del personale docente, e delle sedi.
Mi pare chiaro che nei prossimi anni gli Atenei si imbottiranno di Associati, che assorbiranno la stragrande maggioranza delle risorse disponibili (sia come punti organico che come budget). Ciò nonostante molti dei passaggi P.A. –> P.O. siano a costo praticamente nullo. Anche se si tratta per ora solo di rumors, pare qualcosa si stia muovendo a livello Ministriale per cercare di tamponare il forte malcontendo degli abilitati a P.O., che oggettivamente non intravedono prospettive.
mi sono fatto l’idea che l’ASN piaccia molto ai giovani under 40-45 e poco ai ricercatori e PA di 55-60 anni che si vedono scavalcati (se non a questa tornata sicuramente alle prossime).
So che l’impianto dell’ASN premia i giovani.. che sono stati all’estero ed hanno un CV di livello internazionale. Non deve essere vista come una sconfitta per questi.. ma l’Università ha bisogno nei prossimi anni di un netto ricambio generazionale.
E ai 46-54enni piacerà o no? E ai 38enni che si vedono scavalcati da 61enni? E ai 53enni non meritevoli che sono stati abilitati? E ai 32enni meritevoli che non lo sono stati? E ai 41enni che hanno ritirato la domanda? E ai 27enni che non l’hanno nemmeno presentata? E ai 30enni che la presenteranno alla prossima tornata? Che dicono le tue statistiche, @rifle13?
Nel mio intervento ho parlato in modo completamente neutrale, cioé senza avere un interesse personale in gioco, come qualcuno che è ancorato ad un sistema estero e, grazie a Dio, che non ha bisogno dell’ ASN né per entrare né per diventare full professor. Però, le storie dei miei amici che lavorano in Italia o che vorrebbero provare ad entrarci, mi dicono, soprattutto in certi settori, che l’ ASN ha punito (non premiato) chi aveva ottimi curricula internazionali sia per esperienza che per pubblicazioni, ma non apparteneva ai potentati italici rappresentati nelle Commissioni e quindi è rimasto fuori dalla spartizione. So che qualcuno, per l’ ASN, ha inventato la definizione di “abilitazione baronale”. E poi scusate, per fare la prova del 9, vi siete mai chiesti perché nei Paesi anglosassoni (le cui Università che piaccia o non piaccia sono sempre le più rinomate) non esista nulla di simile all’ ASN? Qui torno al punto che dicevo prima: secondo me il fattore decisivo, per far funzionare bene il reclutamento in un sistema universitario, sta nella mentalità e nel comportamento dei selezionatori. Se in un sistema c’ è una mentalità chiusa e clientelare, e vi sono lobby e cordate che si conoscono e si sorreggono le une con le altre a livello nazionale, una procedura come l’ ASN non migliora assolutamente nulla, anzi peggiora le cose perché, istituzionalizzando la spartizione della torta fra le varie cordate a livello nazionale, va a rafforzare la chiusura corporativa ed autoreferenziale del sistema. Se invece, al contrario, in un sistema vi é sano interesse da parte di ciascuna Università a prendere e a promuovere chiunque sappia fare buona ricerca e buona docenza, allora vanno benissimo concorsi locali.
certo che piacerà…. quella dei 40enni è la mia fascia di età e siamo soddisfatti di questi risultati.. e quelli ancora più giovani sanno che continuando a lavorare bene in pochi anni avranno un CV che gli consentirà di accedere ai ruoli docenti.. di over 60 più bravi dei 40-45enni quassù ne ho visti pochi in realtà.. ma quei pochi è giusto che ci siano.
Capisco che nell’Università (come nella politica, come ha appena detto Renzi in un twitter)molti continuano a vloere la palude.. ma le riforme sono necessarie.
Si era gia discusso delle aspettative di abilitabilità in area chimica in funzione del settore di appartenenza …
http://asn-chimica.blogspot.it/
ora a tornare sul tema è un autorevole esponente del settore
http://wp.me/p2TDDv-NR
Caro Rifle, è legittimo che ci siano contenti e scontenti. Vada nel mio settore Diritto Privato e legga il curriculum della Ziviz (non abilitata) e poi si diverta, ove abbia tempo e voglia, a leggere i curriculum di colleghi abilitati con 8/10 pubblicazioni. Si legga anche i curriculum di tanti giovani associati con oltre 50 pubblicazioni su riviste e collane prestigiose e legga i curriculum di giovani associati vincitori con limitata produttività scientifica. Poi mi dica come la commissione abbia potuto valutare nel merito 428 profili di candidati che vuol dire oltre 600 monografie e migliaia di pagine di pubblicazioni su riviste e volumi.
Non so se lei ha la mia stessa idea di palude, io credo di averla molto chiara e credo che ci siamo dentro fino al collo, tutti (abilitati e non).
Gentile Pezzella, condivido le conclusioni dell’autorevole esponente di chimica ma che forse ben si attagliano ad altre discipline….
“Comunque mi sento di fare una raccomandazione ai miei ex-colleghi organici, in particolare a coloro che andranno a formare le commissioni delle chiamate che poi avverranno sede per sede. Ricordatevi che un professore di prima fascia avrà la responsabilità di insegnare la nostra disciplina. Non vi sono evidenze che un personaggio che mai ha lavorato in chimica organica né mai ha insegnato discipline organiche possa adesso farlo perché una commissione, per ragioni di 4/5 ha così deciso senza dare spiegazioni di sorta.”
Caro rebus sic stantibus,
io non apprezzo la ASN (la reputo una presa in giro per tenere buoni gli animi e dare false speranze) e credo siano stati fatti molti errori. Non entro nel merito del cv di nessuno, ma trovo avvilente che nell’area 12 in generale si parli di numero di pubblicazioni per diventare associati o ordinari. Nel settore del diritto positivo si possono scrivere articoli su articoli per non dire nulla di innovativo, oppure si può scrivere meno ma dare una diversa prospettiva ad un settore del diritto. Conosco avvocati e giudici (ma anche strutturati) che scrivono note e commenti che non hanno nulla di scientifico (però ne hanno 70-100-200). Le mediane in questo settore sono semplicemente delle idiozie. Forse anche in altre aree, ma non ho la competenza per dirlo. Non voglio difendere i risultati della ASN ma mi sembra forviante dire che siccome Tizio ha pubblicato tanto allora doveva essere abilitato.
Dire che trattasi di idiozie mi pare un po’ esagerato, specie tenendo conto del fatto che ci sono riviste di livello ben diverso fra loro e che su quelle di maggior prestigio note e commenti a centinaia non se ne vedono. In ogni caso, se si rifiuta il criterio quantitativo+qualitativo (la c.d. fascia A) previsto dalla legge e si opta per un mero qualitativo su giudizio dei commissari, occorrerebbe un’effettiva e puntuale disamina delle pubblicazioni ed in non pochi casi tale analisi pare essere mancata in tutto o in parte. Infine, se alcuni autori hanno pubblicato molti lavori in riviste e collane prestigiose qualcosa vorrà pur dire?