Roars ha da molto tempo sottolineato i rischi intrinseci all’Abilitazione Nazionale per come essa è stata disegnata dal legislatore e da ANVUR. In particolare si erano più volte messi in evidenza i pericoli dovuti a un meccanismo potenzialmente foriero di contenzioso e alla designazione di un numero di abilitati non assorbibile dal sistema. Tali pericoli si stanno puntualmente avverando. Roars non è in grado di monitorare cosa sia accaduto nei singoli settori concorsuali, ciascuno dei quali sembra fare storia a sé. Mette però a disposizione dei lettori che desiderano discutere e commentare lo svolgimento dell’ASN un apposito spazio, costituito dai commenti in calce a questo post.

Raccomandiamo, anche per facilitare la moderazione da parte alla redazione, di evitare espressioni ingiuriose (che verranno comunque bloccate) e di  produrre argomentazioni i cui riscontri siano in qualche modo sottoponibili a verifica.

Per ora (5 dicembre 2013, h 00:10) sono usciti soltanto 13 settori concorsuali:

  • 01/A4 – Fisica Matematica
  • 06/D3 – Malattie Del Sangue, Oncologia E Reumatologia
  • 06/E1 – Chirurgia cardio-toraco-vascolare
  • 07/H1 – Anatomia E Fisiologia Veterinaria
  • 07/H5 – Cliniche Chirurgica E Ostetrica Veterinaria
  • 08/A1 – Idraulica, Idrologia, Costruzioni Idrauliche E Marittime
  • 09/H1 – Sistemi Di Elaborazione Delle Informazioni
  • 11/A1 – Storia Medievale
  • 11/A3 – Storia contemporanea
  • 11/A4 – Scienze Del Libro E Del Documento E Scienze Storico Religiose
  • 11/C2 – Logica, storia e filosofia della scienza
  • 11/C4 – Estetica e filosofia dei linguaggi
  • 12/B1 – Diritto commerciale e della navigazione

Ecco il link alla pagina del MIUR che si aggiornerà con i risultati degli altri SSD.

3312 Commenti

    • Comprendo l’amarezza della prof.ssa Ziviz.
      Candidato nel settore 12/A1 – II Fascia, superavo 3 mediane su 3, 41 articoli in fascia A (il primo sui 312 candidati), due monografie valutate 0.8 nella VQR in collane di rilievo (Galgano, Alpa direttori), un capitolo nel Trattato di Biodiritto (Rodotà-Zatti), ecc. Argomenti innovativi. Rigore metodologico espressamente riconosciuto da due commissari. Tralasciando i contrasti fra i giudizi invidiali ed il CV, vado al giudizio finale: produzione scientifica “limitata per ciò che concerne la qualità, sulla base dell’originalità, del rigore metodologico e del carattere innovativo”. Da 0.8 VQR (buono) a limitata… Come sarà stato poi possibile pubblicare per anni tanti scritti di qualità limitata in tante collane e riviste di qualità?

    • Leggo di Alessandro e di altri colleghi civilisti inspiegabilmente non abilitati malgrado ne avessero tutti i requisiti. Che dire? Onestamente penso che a tutto ci sia un limite e a questo giro io ho deciso di non subire più passivamente. Mi sembra l’unica strada. Malgrado me ne sia già da tempo fatto una ragione andandome dall’Italia ed abbia una posizione tenured all’estero, ho comunque deciso di fare ricorso.
      Per la cronoca, il mio settore era 12/E2, superavo tutte e tre le mediane, alcuni articoli in riviste ISI, due mografie ed una Borsa Marie Curie.
      Il mio consiglio è dunque di farsi sentire nell’unico modo civile che abbiamo per far conoscere la nostra indignazione.
      Nicola Lucchi

    • “Da 0.8 VQR (buono) a limitata…”
      Questo e’ l’assurdo dell’aver portato avanti due valutazioni degli stessi prodotti in contemporanea usando criteri diversi, o meglio casuali.

  1. Sul sito ASN è stato appena pubblicato il link ai nuovi criteri di valutazione (ASN 2013). Sarebbe interessante capire come hanno risolto la questione di chi, non abilitato nella procedura 2012, ha comunque presentato domanda di abilitazione per la tornata 2013 (verosimilmente l’ultima con queste regole).

    Penso che a questo proposito la possibilità che ci siano numerosi ricorsi al TAR sia elevata. Sarebbe opportuno avere opinioni ed esperienze qui su ROARS.

    • Sempre a tal proposito, qualcuno ha verificato se i criteri pubblicati (mi pare finora uscita solo 12/D2) sono rimasti “identici” rispetto a quelli della tornata precedente?

    • La tornata 2013 deve essere riaperta. Altrimenti si faranno numerosi ulteriori ricorsi al TAR, sia nel caso in cui non vengano scartati coloro i quali non potevano parteciparvi (non abilitati ASN 2012 per lo stesso settore e la stessa fascia), sia nel caso in cui vi partecipino candidati ASn 2012 per stesso settore e fascia, che non hanno avuto ricevuto ancora il risultato. Sarebbe facilmente dimostrabile al TAR che tali candidati non avrebbero dovuto candidarsi nella tornata successiva, in quanto le loro candidature erano inutili se già abilitati per quella fascia/settore e improprie se invece non abilitati per quella fascia/settore.

      Ma mi chiedo: visto tutto quanto sta succedendo come è possibile che il MIUR non pensi di riaprire le ASN 2013? Sarebbe la soluzione più logica meno penosa… forse una soluzione non italiana….

    • In realtà si parla dei criteri per le sole commissioni che abbiano pubblicato i risultati (ma anche quelle in autotutela, presente e prospettica?). Quindi niente ritiri “al buio”.

      E’ chiaro però che la pubblicazione dei criteri, che non saranno necessariamente identici al 100% ai precedenti, impedirà qualsiasi riapertura dei termini di iscrizione per chi non avesse già fatto domanda. Certo, rimarrà la possibilità di mantenere la domanda per chi fosse stato non abilitato a questo giro e confidasse in una sospensione in extremis della “squalifica” biennale, ma in quel caso, se la sospensione non dovesse arrivare, vi sarà la certezza di ricevere una nuova bocciatura, stavolta de jure (perché la domanda non poteva in realtà essere presentata), con allungamento di un ulteriore anno della “squalifica”.

      In pratica, iniziare subito a far decorrere i termini per il ritiro serve al MIUR proprio ad indurre i non abilitati a ritirare le domande (salvo quelle in settori diversi) e poi giocarsela esclusivamente nei vari TAR, invece di continuare a sperare in una soluzione “all’italiana” del tipo: oggi non sono stato abilitato – viene tolta la “squalifica” – partecipo alla tornata successiva minacciando il ricorso contro la prima decisione – vengo abilitato proprio per scongiurare il ricorso. La pressione per questo tipo di soluzione “politica”, che al momento immagino sia fortissima, svanirà immediatamente dopo questa news.

    • La bocciatura “de jure” che comporta un ulteriore anno di “squalifica” mi pare una interpretazione poco realistica. Se anche le domande di chi ha mancato l’abilitazione 2012 non verranno cancellate d’ufficio dall’elenco, saranno ignorate dalla commissione.

    • Prima di pubblicare i criteri relativi ad un certo SC, dovrebbero ragionevolmente aspettare di avere, in quel SC, i risultati “definitivi” della tornata 2012. Onde evitare ulteriori pasticci, dovrebbero lasciar trascorrere i 60 giorni previsti per la presentazione di eventuali ricorsi. Ed è comunque prevedibile che alcuni non abilitati i quali, ripresentatisi nella nuova tornata, si vedranno esclusi d’ufficio dalla procedura, decidano di ricorrere al TAR impugnando il bando.

    • Non credo che le commissioni ASN 2013 possano non abilitare de jure i candidati ASN 2013 bocciati nell’ASN 2012. Penso che dovrebbe essere il ministero e rimuovere questi candidati rischiando, così, di creare nuovo scompiglio e aprendo la strada a nuovi ricorsi.
      Le commissioni, possono solo giudicare i candidati e, se nulla e cambiato rispetto all’ASN 2012, magari bocciarli nuovamente.

    • Chi ha telefonato al ministero s’è sentito dire già mesi fa dai miuriani che chi s’è candidato all’abilitazione 2013 e non l’ha ottenuta nella tornata 2012 sarà depennato da loro dalle liste dei candidati che poi perverranno ai commissari. Più che ai ricorsi, penso quasi con terrore al tempo che gli ci vorrà e agli errori che commetteranno (abilitati 2012 depennati e non abilitati 2012 non depennati)

    • Situazione paradossale: Un certo candidato, non abilitato nella tornata 2012, decide di “provarci” e, dopo essersi presentato, per la stessa fascia e lo stesso SC, alla tornata 2013, non ritira la domanda. Il MIUR (per errore) non lo depenna dall’elenco che invia alla commissione. Questa esamina la domanda e lo ri-boccia. A questo punto, per lui, l’esclusione dall’ASN viene prolungata di un anno.

      Peggio per lui, direte.

      Ma la domanda (provocatoria) sorge spontanea: Potrà il candidato presentare ricorso contro la sua mancata esclusione d’ufficio? :-(

      Ebbene sì, siamo arrivati a questi livelli …

    • non solo per i privatisti: tutti coloro che si sono accupati di responsabilità civile — io l’ho fatto come comparatista — è al corrente dell’importanza del contributo della Ziviz. La sua bocciatura mi era sfuggita. Fa veramente impressione.

  2. Il ritmo di pubblicazione dei risultati ASN 2012 si è ulteriormente abbassato questa settimana. In più, sono stati riaperti i verbali di due commissioni per modifiche in autotutela (e vedendo come è impostata la news sul sito ASN verosimilmente ce ne sono anche altre in odore di uscita). Io credo che per avere i risultati definitivi della ASN 2012 (ricorsi al TAR a parte) si andrà ben oltre i termini previsti per la chiusura della ASN 2013. L’ipotesi espresa da qualcuno che i risultati escano con il contagocce per frammentare il fronte dei ricorsi mi sembra corrisponda ad un “disegno intelligente” di cui non credo più capace la nostra classe politica e dirigente.
    Ieri il Ministro, forse per paradosso ha twittato: “Sarebbe istruttivo per gli studenti di giurisprudenza seguire l’iter dei nostri atti e i loro giri, vogliamo giuristi dell’innovazione!”
    Sarebbe istruttivo, alla luce anche dell’intervento che mia nonna avrebbe definito “nè carne nè pesce” di ieri alla Camera, anche per il Ministro seguire finalmente in prima persona questa ASN!

  3. Qualcuno in un post di qualche giorno fa ha scritto, più o meno, che in questa abilitazione, per le diverse fasce, e in generale, era presente un 10% di fuoriclasse, un 70% di onesti studiosi, più o meno sullo stesso livello, che se la giocavano, e un 20% di avventurosi che hanno tentato la sorte. C’è certamente un che di approssimativo, è una stima fatta a palmi, ma trovo che non sia troppo distante dalla verità (ognuno, certo, può graduare le percentuali a seconda dei casi e della propria esperienza). Tuttavia, chissà perché, pensavo che la discrezionalità delle commissioni si fosse esercitata su quell’approssimativo 70%: seguendo le mie personali sensazioni, mi figuravo un mare magnum con commissioni più o meno scrupolose e altre più o meno frettolose, capaci anche di fare errori grossolani (ad es.: come si fa a non studiarsi la normativa e a promuovere a maggioranza semplice?), promozioni e bocciature figlie, talora, dell’appartenenza a comuni cordate o, al contrario, di inimicizie di varia natura, che disegnano un quadro con forti e percepibili incoerenze, che per essere comprese necessitano di elementi di contesto non disponibili a tutti ma a cui, forse (?), non è estranea la volontà di certa accademia italiana di sterilizzare meccanismi più aperti di selezione e di prefigurare equilibri futuri a livello nazionale e locale. Cooptazione, insomma, anzi, vorrei dire, talora, aspirazione a una perfetta partenogenesi che tuteli dalle contaminazioni esterne. Insomma, ognuno di noi ha visto e sentito tante cose, anche sulla propria pelle: ma si sa, se non lo dimostri in un tribunale è solo la tua voce lamentosa (preciso: se appartieni a quel 70%), se lo dimostri in tribunale, beh, forse avrai tutto il tempo per pentirtene, perché sono soddisfazioni costose e di breve momento. Di fronte però a mancate abilitazioni tanto illustri, che vanno a toccare eccellenze assolute (all’interno dell’approssimativo 10% dei ‘fuoriclasse’), dietro giudizi magari coerenti e ben scritti, ma che fanno a pugni con la realtà, si resta senza parole: che qualche commissario possa avere la tentazione di fare senatore il proprio cavallo ci sta pure, ma che si calpesti la dignità di fior di studiosi è una schifezza insopportabile. Oggi di questi casi ne è stato segnalato uno e mi dispiace sinceramente.

    • Il caso della prof.ssa ziviz è profondamente sconfortante. Che vergogna per i commissari, che vergogna

  4. Date uno sguardo al settore 12A1 prima fascia. Leggete un po’ di giudizi. Ad es. Il. 36 pubblicazioni non coerenti e poi….. Idoneo. Mi pare 4 Magistrati Idonei e un Notaio non strutturato Idoneo. Cinque Associati di Diritto Comparato dichiarati idonei di cui due bocciati nel proprio settore. Per un candidato non strutturato e’ stata riconosciuta l’idoneita”, pur avendo scritto sempre e solo su un argomento ( ma e’ indicato quale insigne studioso……!?) e valorosi associati Non idonei perche’ non avrebbero varieta’ di interessi. In sostanza su 136 candidati 41 Idonei di cui almeno 10 estranei all’Universita’ o di altro settore.
    Che dire poi della rilevanza del criterio della internazionalita’ in questo settore…..
    In definitiva non sorprendiamoci ne’ lamentiamoci dei ricorsi, pienamente legittimi. Vi saranno ben altre, e giustificate, implicazioni molto piu’ gravi e rilevanti del ricorso amministrativo.
    Il Ministero ne prenda atto e intervenga quanto prima non certo per danneggiare quelli che veramente hanno meritato l’idoneita’ e se vogliamo anche quelli che non lo meritavano, ma almeno per non danneggiare la gran parte dei meritevoli, che hanno dovuto scontare vuoi la non corretta interpretazione da parte dei Commissari di quello che era il reale obiettivo della ASN vuoi, e soprattutto, ‘la mancanza di serenita’ di giudizio, se non addirittura altro……..

    • Caro priccolo (ma sarebbe meglio usare nome e cognome in una lista così seria), non è per difendere il numero 36, che da solo può fare meglio, ma è uno che già con i concorsi locali aveva ottenuto l’idoneità di prima fascia per ben due volte, il che qualcosa significa.
      Nè per difendere i non strutturati, i quali hanno un curriculum didattico spesso (se non sempre) superiore a quello degli strutturati, ma solo per dire che chi contesta la mera applicazione di criteri formali, dovrebbe evitare lui di proporne una.

    • Caro Cricenti, solo ora vedo che sei stato dichiarato IDONEO in seconda fascia 12 A1. Complimenti. Con il tuo curriculum avresti meritato la prima fascia a differenza di alcuni e come tanti altri non idonei (ricordiamo che non è una procedura comparativa).
      Ma da Magistrato e da Idoneo non credi di essere in conflitto di interessi quando intervieni “con decisione” in merito a questa ASN dando giudizi su chi si limita a riflettere sui risultati? tra l’altro estraneo al mondo accademico e solo spettatore e amico di tanti abilitati e non abilitati.

    • Caro Cricenti, mi sorprende il tono del tuo intervento. Il mio username, come quello della maggior parte di quelli che intervengono nella lista, e’ un soprannome o il solo cognome ovvero un nomignolo caro. Trovi cio’ poco serio solo nel mio caso ? Forse perche’ ho preso ad esempio il candidato n. 36 per le mie riflessioni e non avrei dovuto farlo poiche’ tuo collega Magistrato e forse tuo amico ? Non credo che questa tua risposta contribuisca ad una sereno scambio di idee in merito ai lavori della Commissione. Non mi sembra di aver espresso alcun giudizio di merito sul candidato n. 36, che tra l’altro non conosco e ho visto con ottimo curriculum, ne’ ho proposto criteri “formali” di reclutamento, ne’ infine ho criticato il lavoro della Commissione ne’ nella forma ne’ tanto meno nel merito. E mi dispiace se ti ho ferito prendendo, per caso, ad esempio il candidato n. 36. Ma vorrei che rileggessi con attenzione quanto ho scritto. Due commissari, se non tre, dichiarano che le pubblicazioni non sono coerenti con il settore Diritto Privato e poi lo dichiarano Idoneo. Ed invero il candidato ha un’ ottima produzione afferente il Diritto Commerciale settore per il quale era gia’ stato dichiarato idoneo in concorsi locali sia per la seconda che per la prima fascia. Non trovi nulla di strano che il 36 sia stato dichiarato Idoneo e la Prof. Ziviz non idonea ? Nella sostanza il 36 e’ senza dubbio bravo ma lo e’ anche la Ziviz. E se la Commissione lo riteneva meritevole, perche’ hanno dichiarato i titoli non coerenti? Quanto al discorso strutturati/non strutturati, il curriculum non e’ solo produzione scientifica, convegni e qualche lezione ma anche fatica e dedizione alla vita quotidiana in Facolta’ a disposizione degli studenti, delle tesi, della partecipazione agli organi accademici etc etc. Il lavoro di chi e’ da annni nelle Universita’ va rispettato. Questa Abilitazione non doveva premiare solo premi Nobel. E poi chi ha detto che i premi Nobel siano in grado di svolgere al meglio il ruolo di Docente Universitario ? Ed ancora non e’ una valutazione comparativa. Mi sono spiegato un po’ meglio ? Complimenti per il tuo curriculum. E spendi una buona parola per quei tanti candidati che meritavano l’idoneita’.
      Vedo solo ora che sei stato dichiarato Idoneo nel settore 12 A1 (di cui ci stiamo occupando)seconda fascia.

  5. Personalmente trovo singolare anche il “vogliamo”. Ma vogliamo chi?
    Sei il Ministro o no? Visto il pasticcio che è stato fatto direi che sarebbero stati sufficienti dei giuristi. Punto. Certo che se poi uno legge i verbali di alcuni settori concorsuali di giurisprudenza…
    Comunque hanno aggiunto due settori in area 09 ad un orario insolito. Che abbiano deciso di pagare qualche straordinario?

  6. Settore 12A1Diritto Privato prima fascia.
    Il giudizio collegiale relativo a ciascun candidato ripete quello del Presidente.
    Il giudizio del Presidente per ogni candidato e’ identico. Si aggiunge Idoneo o non Idoneo a seconda del caso.
    Il quarto e il quinto commissario danno ‘ identico giudizio per ogni candidato, salvo differenziarsi talora solo in uno o due termini…….
    Che dire………
    Il Commissario straniero e’ del settore ? Ha dichiarato di conoscere la lingua italiana ? …….. Le proroghe sono normativamente legittime ?………La Commmissione puo’ dirsi ancora legittimamente “operante” o e’ decaduta ?……
    Che confusione………

  7. Uno stralcio dell’intervento sul Manifesto del 15 giugno 2011 della professoressa Maria Rosaria Marella, oggi commissario della commissione di Diritto Privato 12/A1

    “In questi mesi a chi mi parlava di merito ho consigliato la lettura del bell’articolo di Marco Bascetta “Un merito senza talento” (il manifesto, 2 dicembre 2009) condividendone in tutto l’analisi: la valutazione del merito è intrinsecamente gerarchica, crea standardizzazione e ammazza il talento, nega il carattere collettivo della produzione del sapere. A questo si aggiunga l’arbitrarietà dei criteri di valutazione, alquanto palese nelle materie umanistiche e le storture create da una competizione fra ricercatori e fra strutture del tutto artificiosa. Per chi pensa che l’università e il sapere sono beni comuni resistere alla retorica del merito e della valutazione della ricerca è indispensabile. Necessario allora non contribuire a legittimare questa logica e ove possibile neutralizzare gli strumenti di valutazione.
    * Ordinaria di diritto privato, università di Perugia”

  8. Per chi fosse interessato e volesse cliccare o avesse già cliccato “Cardiologia, le motivazioni della sentenza. Così i baroni manovravano i concorsi”in http://www.repubblica.bari.it consiglio di andare sul sito della Giustizia Amministrativa, sentenza Consiglio di Stato 201400147. I 20 minuti di lettura sono eloquenti e permettono di risalire a ritroso a tutte le sentenze precedenti .Trattasi della procedura di valutazione comparativa per la copertura di un posto di Professore ordinario presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Bari (settore scientifico-disciplinare MED/11 – ‘Malattie dell’apparato cardiovascolare’) indetto con decreto del Rettore di quell’Università in data 24 giugno 2002. La commissione, dopo varie vicende tristemente note, nella riunione dell’ 11 dicembre 2004, procedeva alla valutazione comparativa, a seguito della quale iniziava un lungo contenzioso conclusosi con la sentenza sopra indicata che seguiva, dopo varie sentenze del Tar Puglia, una estesa precedente ordinanza collegiale del 2012 ed una sentenza della Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato del 2013. In questa sentenza del 16/01/2014 la VI Sezione del Consiglio di Stato ha stabilito che fossero state esaurite tutte le forme di approfondimento della vicenda, che in senso giudiziario ha visto sempre prevalere le ragioni del ricorrente ed ha esercitato il pieno potere di esecuzione.
    La vicenda fa emergere una speranza per chi , nel futuro, avendone ragione, voglia difendersi con le armi della giustizia e non della strategia accademica
    Quanto poi a quello che scrive Plymounthian “… continuo ad auspicare una soluzione politica/accademica e non giudiziaria” credo proprio che fino all’ultimo lo avesse sperato anche il cardiologo in questione ma ovviamente riuscendo solo a sentirsi un “trombato” come spesso si scrive in questi commenti senza rendersi conto che è proprio questo modo di pensare che contribuisce a legittimare la logica inappropriata di questo tipo di valutazioni.
    Se la legge 240/2010 voleva proporsi di porre rimedio al tipo di problemi descritti nella vicenda giudiziaria sopra riportata forse ne ha creati altri, come è sotto gli occhi di tutti con quanto sta emergendo nelle attuali procedure per l’abilitazione nazionale.
    Sono d’accordo con ambaradan quando scrive “non è un problema di essere più o meno bravi di altri ma di rispetto delle regole e di parità di trattamento per tutti. Certo, generalizzare è sempre un rischio ma è sufficiente leggere alcune valutazioni per rendersi conto di quel che è accaduto e far finta di nulla sarebbe miope.”
    Ho letto molti giudizi di molte commissioni, ho seguito con attenzione il dibattito, ormai scontro, che da mesi compare su Roars e sono sconvolta al pensiero di quello che succederà alla già messa male “Università” dopo questa tempesta. L’ASN è, stando alla legge, titolo necessario per accedere ai concorsi banditi dalle varie Università per il reclutamento dei professori Ord. e Ass.. Se il Ministero prima e le Commissioni poi, nei criteri che si sono dati, hanno deciso che si debba tener conto di mediane indicatori bibliometrici e non ( ora neanche questo è più un dato oggettivo) pubblicazioni, importanza delle tematiche scientifiche affrontate e del raggiungimento di risultati di rilevante qualità e originalità , la capacità di dirigere un gruppo di ricerca anche caratterizzato da collaborazioni a livello internazionale, l’esperienza maturata come supervisore di dottorandi di ricerca ecc. si potranno avere a breve seri problemi. Escludendo totalmente ( faccio l’esempio di medicina perché è il campo in cui queste considerazioni sono più intuitive, ma ovviamente vale per tutti i settori in cui la ricerca si fa anche sul campo)per le branche chirurgiche l’attività chirurgica , per quelle mediche le ricerche nate dalla diagnostica e dalla terapia, ai concorsi banditi dalle Università si potranno presentare solo gli scienziati puri. Sono sicuramente importantissimi , e molte Università avranno necessità, per la ricerca, di queste figure professionali, ma occorre anche chj insegni agli studenti e soprattutto agli specializzandi come svolgere quelli che in sono i compiti a cui è chiamato il medico. I vincitori dei concorsi verranno chiamati ad esercitare funzioni che prevedono istituzionalmente responsabilità primariali . Entrambe le figure sono necessarie e spetterebbe alle Facoltà scegliere il di Professore con le caratterische scientifiche, didattiche e/o assistenziali più adatte alle proprie esigenze.

    • Solo per chiarire che auspicando una soluzione di buon senso accademico/polica non voglio scoraggiare chi, legittimamente, vuole ricorrere ai tribunali, ma vedrei questa come ultima risorsa non come la strada maestra.
      Quindi ben venga il ricorso per far aprire gli occhi a chi non vuol vedere, ma la soluzione al problema reclutamento e moralità di questo nell’accademica italiana non si può trovare in tribunale.
      Anche perché vedo che la lentezza della giustizia italiana da risposte dopo 10 anni e purtroppo non può dare le soluzioni che comunque devono venire dal legislatore.

    • non sono d’accordo con quanto dici riguardo a medicina… chiunque pubblichi lavori clinici oltre che uno scienziato è sicuramente anche un ottimi clinico..è un vecchio luogo comune che chi pubblica è un teorico e chi sta in corsia tutto il giorno è un bravo clinico. L’università è il luogo dove nascono le idee e vengono applicate.. dove si fanno gli studi di fase 1 e direi anche fase 0. Chi vuole operare dalla mattina alla sera con meno interessi verso la ricerva, l’innovazione, la sperimentazione di nuove strategie può avere sicuramente una carriera altrettanto prestigiosa in un grande Ospedale.

    • Pienamente d’accordo con @rifle13.
      Il medico ‘clinico puro’ non vedo per qual motivo abbai bisogno del titolo di Prof. Esistono almeno 120 ore vacanti di didattica nell’Ateno? Bene, serve. Fa ricerca (e non solo “case report”), concorre per bandi competitivi? Bene, serve.
      Altrimenti no. Non si insegna “l’arte del medico” nelle classi, ma agli specializzandi e tesisti, quindi durante la pratica giornaliera. Non serve essere Professore e manco ricercatore.
      Scaricare il prezzo di un medico ospedaliero sul MIUR è una pratica fin troppo diffusa ormai. Ovviamente con 5-6 ore di didattica alle specialità (quindi spesso nemmeno quelle!) e via si risolve il carico accademico.

  9. Condivido quuanto scritto ma che ci sia quest’ultima risorsa è importante soprattutto per evitare che le Commissioni possano, come forse a volte hanno fatto,continuare a dare giudizi assolutamente discrezionali.
    I criteri inizialmente oggettivi stabiliti dal Ministero avrebbero dovuto essere applicati così come nel testo iniziale della Legge e il ricorso a criteri più restrittivi avrebbe dovuto continuare ad essere ancora oggettivo, evitando una cooptazione mascherata da abilitazione.
    Le Università poi, come ho già scritto, avrebbero così potuto chiamare i Professori più adatti alle proprie esigenze, assumendosene ogni responsabilità,nel bene e nel male, così come avviene in altri paesi

  10. Glottologia e linguistica batto due colpi!
    ho affilato la fionda… e sicuramente è ora di contarsi e di decidere se e come procedere. l’avvocato che ho consultato vede una possibilità di intervento (ricorso amministrativo), ma sconsiglia un ricorso collettivo che riuscirebbe più difficilmente leggibile per i giudici. sarebbe però auspicabile avere più ricorsi, paralleli, cioè concordati nelle linee di fondo, che evidenzierebbero i vizi generali dell’operato della commissione (lasciando poi spazio alle doglianze individuali). Quanti di voi sono veramente interessati? i tempi per il ricorso amministrativo non sono lunghissimi (è già passata circa la metà dei 60 giorni di legge). per quel che riguarda l’autotutela (di cui non ho parlato con l’avvocato), mi sembra, da profana, difficilmente ottenibile, ma comunque anche (e anzi ancor di più) per questo sarebbe necessaria un’azione concertata e numericamente rilevante. la presentazione di più ricorsi relativamente alla stessa commissione potrebbe essere sicuramente un elemento di spinta.
    in ogni caso urge una conta. a quanto ricordo tra i potenziali interessati solo uno si è presentato, rinunciando all’anonimato, e mi ha anche chiesto, il 2 gennaio, di contattarlo direttamente. ora lo farò, magari potremmo trovare uno spazio dove “incontrarci” senza dover tediare tutti quelli che hanno altri problemi e soprattutto senza constringere i difensori della commissione a pubblicare le loro memorie…..

    • Grazie della segnalazione. Comunque ritengo che il tormentone del “premiati i peggiori” sia una trita semplificazione giornalistica. Continuare a battere su quel tasto non ci porta da nessuna parte. Dai dati che sono emersi è chiaro che tra gli abilitati e i non abilitati si trova di tutto, ma, del resto, tranne che in casi davvero eclatanti, la distinzione tra meritevoli e non meritevoli dipende dai punti di vista. La questione si presta soltanto a sterili disquisizioni accademiche che, per altro, quando sono condotte dalle parti in causa, sono inevitabilmente viziate da secondi fini e mancanza di obiettività. Se questa ASN la vogliamo criticare, dobbiamo impostare il discorso sul metodo generale, sugli obiettivi che sono stati traditi, sui principi che sono stati travisati, ed eventualmente sui problemi giuridici (io ne vedo molti) che essa pone. Purtroppo mi pare che gli interventi mirati, in tal senso, si siano persi in un mare di polemiche personali. Questo non ci ha aiutato a chiarirci le idee: ciò che, forse, avrebbe dovuto essere lo scopo principale di questa discussione.

  11. Come mi era capitato di dire in precedenza quassù io non sono stato abilitato per questa volta nonostante le 3 mediane ed il dottorato, ma non farò ricorso e mi preparo per la prossima tornata aumentando la mia visibilità internazionale. Non sono d’accordo con l’atteggiamento di molti quassù, tuttavia sono d’accordo con la maggior parte di coloro che difende l’ASN nella sua struttura di selezione dei professori universitari, anche se alcuni miglioramenti sono necessari. E trovo giusto che alcuni (pochi per la verità) facciano ricorso se quei criteri sono stati disattesi.

  12. Probabilmente,Rifle 13,non mi sono espressa bene, perchè volevo esattamente dire che chiunque pubblichi lavori clinici oltre che uno “scienziato” può sicuramente essere un ottimo clinico: saranno i suoi studi ed i suoi lavori a confermarlo.
    Quello che è preoccupante è che sempre più spesso,e l’interpretazione errata di quello che dice la Legge 240/2010 lo permette,è privilegiato chi fa esclusivamente lavori di ricerca di base, vincendo poi concorsi che si riferiscono a materie cliniche.
    Peraltro allo stesso fenomeno stiamo assistendo anche per altre aree ed altri settori.

  13. @hikikomori

    appunto. Per questo sono importanti le dichiarazioni di Barbero che riguardano principalmente il metodo di selezione dei commissari. il caso di 11/a1 mostra che il metodo di controllo dei CV dei commissari non ha funzionato, forse non è neppure esistito. e non è giusto accantonarlo come caso singolo e pertanto irrilevante. se non si provvede ponendo regole e applicandole nulla vieta che possa ripetersi.
    del resto le contraddizioni segnalate nell’operato di tante commissioni – anche nella forma da Lei depolorata della messa in discussioen di casi simili da parte dei diretti interessati- fanno sorgere il sospetto che i rispettivi commissari non fossero all’altezza scientifica o etica, e che i requisiti richiesti a loro (ovvero gli stessi dei candidati di prima fascia) non bastassero: forse a dei giudici si doveva chiedere un consistente qualcosa di più.
    le più limitate irregolarità emerse (ultima quella degli specialisti di ungherese valutati coi criteri generali) mettono in rilievo anche che controlli ministeriali sugli atti non ce ne sono stati. e pongono il problema della “non responsabilità” dei giudici (poato che sia così- io non lo so)

    • @morgana90. “Il caso di 11/a1 mostra che il metodo di controllo dei CV dei commissari non ha funzionato”: Io mi chiedo CHE COSA, in questa ASN, abbia funzionato. È da tempo che io, con i miei interventi su ROARS, cerco di metterne in evidenza le contraddizioni generali, Le uniche sulle quali credo si possa impostare un discorso critico che abbia una qualche speranza di essere ascoltato e condiviso da un gruppo sufficientemente ampio e trasversale di docenti, ricercatori, o aspiranti tali.

      Il commissario che ha commesso un illecito va perseguito secondo quanto previsto dalla legge, e se ciò non avviene la colpa è di chi non ha vigilato, e non del meccanismo dell’ASN. I difetti di quest’ultimo sono altri, ben più gravi ed estesi, visto che hanno prodotto, in tutte le aree, diversi risultati illogici, talvolta paradossali, quasi sempre incomprensibili o, per lo meno, forieri di dubbi.

      Se non ci si concentra su questi punti, e ci si perde, invece, nell’analisi minuziosa e polemica di singoli casi, si rischia di far venir meno l’appoggio e l’attenzione della maggioranza.

      Comunque sia, per rivenire alla “frode” denunciata dalla stampa: purtroppo credo che non esista criterio di selezione accademica che sbarri la strada ai soggetti disonesti.

  14. «I commissari senza requisiti»
    Bufera sulle abilitazioni dei prof
    «Hanno taroccato i curriculum», «Non è vero, ce l’hanno
    con noi perché non siamo manovrabili». Interverrà il ministro
    http://www.corriere.it
    Scuola 54
    UN ALTRO ARGOMENTO
    «Quei docenti hanno alterato i propri curriculum». Per non parlare della tempistica: «I professori sono stati così veloci da confliggere con la recente giurisprudenza concernente i tempi di valutazione dei concorrenti». E per questo «la commissione va revocata». Così come anche tutte le decisioni prese, a partire dai promossi e dai bocciati. L’accusa, con tanto di elenco di «incongruenze» è firmata – nome, cognome e ateneo – da 38 candidati. Tutti «studiosi medievisti italiani» che hanno partecipato alla prima valutazione per diventare professori universitari di seconda e prima fascia. Il contenuto è stato inviato pochi giorni fa al ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, ai senatori, ai deputati e ai sindacati di categoria. E chiede di fare luce su una commissione, quella per il settore concorsuale 11/A1 – Storia medievale, che secondo i candidati sarebbe composta da 3 membri (su 5) senza i titoli necessari.

    LE ACCUSE – I prof «sotto accusa» sono Pietro Dalena (Università della Calabria), Roberto Greci (Università degli studi di Parma) e Giuseppe Meloni (Università degli studi di Cagliari). «Da una verifica accurata» dei loro curriculum – c’è scritto nella lettera – risulta incontestabile che due commissari hanno dichiarato di essere autori di pubblicazioni non loro e uno ha inserito lavori non attinenti al settore disciplinare». E via con un elenco, docente per docente, delle presunte «irregolarità»: «mancanza di saggi in riviste di fascia A negli ultimi dieci anni», «attribuzione della piena paternità di monografie scritte insieme ad altri autori», «codici identificativi» dei testi che non risultano nel catalogo ufficiale. Denunciano poi i candidati: «Non solo i suddetti commissari avrebbero commesso tale palese irregolarità, ma risulterebbe persino che i loro titoli reali li pongano, in qualche caso, al di sotto delle mediane richieste per aspirare a diventare commissario. In diversi casi persino al di sotto delle mediane fissate per essere abilitati alla seconda e prima fascia di docenza universitaria». Risultato: «Ci siamo ritrovati nella condizione umiliante di essere valutati da una commissione la cui autorevolezza è oggi messa in discussione». Scrivono proprio così: «condizione umiliante». Quindi la richiesta: «revocare la commissione indicata e indicarne una nuova per rivedere i giudizi» espressi.

    LA RISPOSTA DEL MINISTRO – La questione, ora, è sul tavolo del ministro dell’Istruzione. Che, fanno sapere dal Miur, sta valutando se chiedere all’Anvur, l’agenzia di valutazione, un «supplemento d’indagine» sulla commissione. Ma la questione non è così semplice. Non solo perché è la prima volta che si selezionano docenti con la legge 240 del 2010 (voluta dall’allora ministro Maria Stella Gelmini), ma anche perché, a questo punto, l’abilitazione rischia di diventare l’argomento principale dei giudici amministrativi. Ma prima facciamo un passo indietro. Per evitare ancora concorsi universitari truccati, dove magari avevano più possibilità di spuntarla candidati con certi cognomi o assistenti di certi docenti presenti nelle commissioni, si era deciso di introdurre la Valutazione scientifica nazionale (Asn), un nuovo sistema di reclutamento diviso di fatto in tre fasi. La prima: istituzione delle commissioni tramite il sorteggio (180 in tutto, per 5 docenti ciascuno compreso un collega dell’Ocse) dopo la valutazione della produzione scientifica dei professori candidati. La seconda: valutazione, a livello nazionale, dei candidati che volevano diventare professori ordinari (1° fascia) e associati (2° fascia). La terza: solo a quel punto, i promossi, potevano partecipare ai bandi dei diversi atenei.

    LE IRREGOLARITA’ – Un meccanismo, insomma, a prova di «irregolarità». In realtà le cose si sono «inceppate» già alla prima fase: quella della valutazione dei commissari. I quali, per entrare a far parte delle commissioni, dovevano avere pubblicato più libri e articoli, o aver ricevuto più citazioni possibili per superare la «mediana», il limite minimo per essere idonei che è calcolato su tutta la produzione scientifica degli accademici di quel settore. A fare da grande database è il Cineca, il consorzio che cura l’informatica universitaria. Ma chi valuta i curriculum presentati dai docenti che aspirano ad entrare nelle commissioni? «Di fatto nessuno», fanno sapere dall’Anvur. «Noi non possiamo più entrare nel merito, ci dobbiamo limitare a prendere per buone le autocertificazioni che gli stessi professori ci inviano e possiamo “indagare” in modo approfondito solo se ce lo chiede il ministero dell’Istruzione». «Non escludo l’opportunità di interventi correttivi della disciplina dell’abilitazione scientifica nazionale da valutare sulla base dei risultati della prima tornata che si sta concludendo», ha detto mercoledì scorso in Aula il ministro Carrozza. E qui veniamo alla lettera dei 38 candidati. E alle accuse, gravi, ai tre commissari. «Quello di Storia medievale è stato un concorso problematico», esordisce Giuseppe Meloni, ordinario all’Università di Sassari, uno dei tre «sotto accusa». «È chiaro che chi non è passato ora cerca di invalidare tutto. Alcuni candidati non avevano nemmeno i requisiti minimi». Però qui in trentotto sostengono che lei presenti un curriculum «problematico»: monografie e contributi che nulla c’entrano con la Storia medievale, mancanza di codici Isbn… «Per quanto riguarda questi ultimi è un errore del Cineca, non mio», spiega Meloni. «Per quanto riguarda le ricerche poco attinenti è vero, lo ammetto. Ma non vedo perché questo non debba essere valutato: è apertura mentale verso altre discipline. Eppoi se sono entrato in commissione vuol dire che l’Anvur mi ha valutato idoneo: del resto il bando parla di valutazione globale dell’attività scientifica».

    LA DIFESA — «La verità è un’altra», continua. Sarebbe? «La mia candidatura ha dato fastidio perché non sono un docente inquadrabile e controllabile da altri». Di errore del Cineca parla anche Roberto Greci. «Io non ho falsificato nulla – si arrabbia –. C’è stato un problema nella comunicazione tra la piattaforma dell’ateneo di Parma dove insegno e il database accademico nazionale. Il mio curriculum parla da solo e questo lo ha confermato anche l’Anvur che ha detto che ho tutti i titoli per diventare commissario». «Bastavano anche tre monografie negli ultimi dieci anni per soddisfare i requisiti minimi, cosa che ho, quindi che bisogno c’è di taroccare il mio curriculum», replica Pietro Dalena, docente di Storia medievale all’Università della Calabria. E quando alla mancanza di articoli in riviste di fascia A nell’ultimo decennio, il professore dice che è vero, «ma solo perché la tripartizione delle pubblicazioni risale al 2012».

    • Queste sono grane molto grosse per l’ASN. La commissione che garantisce i CV dei candidati commissari italiani e stranieri è l’ANVUR. Non c’entra il cineca. Se un commissario non è in regola il sorteggio stesso è invalidato (i sorteggiabili devono essere in regola). La verifica dei CV deve essere fatta su tutti i candidati commissari italiani e stranieri. Per i commissari esiste una sola regola rigida: il superamento dei requisiti medianici.

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