Roars ha da molto tempo sottolineato i rischi intrinseci all’Abilitazione Nazionale per come essa è stata disegnata dal legislatore e da ANVUR. In particolare si erano più volte messi in evidenza i pericoli dovuti a un meccanismo potenzialmente foriero di contenzioso e alla designazione di un numero di abilitati non assorbibile dal sistema. Tali pericoli si stanno puntualmente avverando. Roars non è in grado di monitorare cosa sia accaduto nei singoli settori concorsuali, ciascuno dei quali sembra fare storia a sé. Mette però a disposizione dei lettori che desiderano discutere e commentare lo svolgimento dell’ASN un apposito spazio, costituito dai commenti in calce a questo post.
Raccomandiamo, anche per facilitare la moderazione da parte alla redazione, di evitare espressioni ingiuriose (che verranno comunque bloccate) e di produrre argomentazioni i cui riscontri siano in qualche modo sottoponibili a verifica.
Per ora (5 dicembre 2013, h 00:10) sono usciti soltanto 13 settori concorsuali:
- 01/A4 – Fisica Matematica
- 06/D3 – Malattie Del Sangue, Oncologia E Reumatologia
- 06/E1 – Chirurgia cardio-toraco-vascolare
- 07/H1 – Anatomia E Fisiologia Veterinaria
- 07/H5 – Cliniche Chirurgica E Ostetrica Veterinaria
- 08/A1 – Idraulica, Idrologia, Costruzioni Idrauliche E Marittime
- 09/H1 – Sistemi Di Elaborazione Delle Informazioni
- 11/A1 – Storia Medievale
- 11/A3 – Storia contemporanea
- 11/A4 – Scienze Del Libro E Del Documento E Scienze Storico Religiose
- 11/C2 – Logica, storia e filosofia della scienza
- 11/C4 – Estetica e filosofia dei linguaggi
- 12/B1 – Diritto commerciale e della navigazione
Ecco il link alla pagina del MIUR che si aggiornerà con i risultati degli altri SSD.


Buongiorno a tutti e mi scuso se la domanda è banale o magari se è solo uno sfogo. Qualcuno avrebbe un’idea del perché i risultati dell’ASN stiano uscendo con un contagocce che pare anche un po’ strozzato? Capisco che viviamo nel paese in cui le scadenze non può evitare di rispettarle solo chi deve pagare le tasse e in cui il ministero della pubblica istruzione, in quanto tale, forse fa le stesse vacanze natalizie della scuola primaria, però riesco a stupirmi ancora un po’. Mi sembra che forse nessuno si fosse preoccupato che i risultati andassero organizzati e pubblicati sul web prima che non si sia deciso di farlo … e adesso mi vedo uno o magari due poveri addetti che passano la giornata a riempire tabelline. Non potevano pensarci prima? Sopratutto … non potremmo organizzarci affinché a distanza di 5 minuti si chiami tutti a turno il numero tel.051/6171962 (lun.-ven. 9.00-17.00) indicato su http://abilitazione.miur.it/public/pubblicarisultati.php per far dolcemente e pacatamente capire che in Italia posso rompersi le palle non solo i tramvieri, i camionisti e i taxisti (e ottenere qualcosa) ma anche gli “adetti alla cultura”? (e dubito che qualcosa ottengano)
Federico a quanto mi e’ dato sapere le tabelline le hanno gia’ riempite i commissari o chi per loro.
Al momento sembrerebbe che al ministero sono impegnati a togliere le copie dei documenti dai verbali ed a fare non meglio precisati controlli.
Secondo me lo stillicidio e’ dovuto al fatto che al MIUR devono dimostrare di aver impiegato del tempo a fare controlli, altrimenti potrebbero essere accusati di negligenza.
Forse chiamare il Cineca non ha molto senso. Dovremmo chiamare a raffica al MIUR, ma non ai poveretti che attendono di essere autorizzati a pubblicare risultati e verbali di un determinato settore (risultati e verbali, per quanto mi è parso di capire, sono già presenti in una piattaforma implementata dal Cineca e adoperata sia dalle commissioni che dagli impiegati del MIUR), ma alla segreteria del Ministro!
Non si dica che i non abilitati sono come la volpe e l’uva di Fedro.
Ovviamente mi riferisco ai non abilitati che pur avendo i numeri (è proprio il caso di dire così)non sono stati abilitati, magari perchè a farli fuori sono stati un paio di commissari.
Direi piuttosto che l’Università italiana e chi la governa da dentro e da fuori ha dimostrato quello che è sotto gli occhi di tutti.
L’ASN è stato un fallimento in ognbi senso e ha dimostrato che non solo nulla è cambiato come sarebbe dovuto essere nei presupposti, ma addirittura tutto è peggiorato.
Allora, sapete cosa penso? E qui la volpe e l’uva non vi entrano. Penso che al di là dell’amarezza della delusione della rabbia davanti a tanta pochezza, bisognerebbe avere il coraggio di mollare questa università a se stessa di non considerarla più e di fare come hanno fatto illustri ma davvero illustri personalità del mondo accademico che sono fuggiti da questo mondo.
Un esempio per tutti, Giorgio Agamben, che in modo orgoglioso scrive sulla sua biografia: “si è dimesso dall’insegnamento nell’università italiana”.
d’accordo hai ragione. ma se fosse proprio quello che si aspettavano che facessimo? non mi va proprio di dargliela vinta. qui non si molla. devono mollare loro e riconoscerci la nostra dignità di ruolo. tutti i RTDI attivi devono essere abilitati con o senza questa asn, tutti associati, ok? siamo già aggregati da troppi anni e da troppo tempo svolgiamo con responsabilità e capacità riconosciute ampiamente dai nostri rispettivi atenei, perciò l’associazione va riconosciuta.
Solo per veri appassionati di ASN, la cronologia della pubblicazione dei risultati, a partire dal 18/12/2013:
https://docs.google.com/document/d/1McRe9jzy7W5y6nKr835H7MCil14jLipV6OcP1h0-GnI/pub
Attenzione: non viene aggiornata in tempo reale.
Aggiungo di nuovo il link a quest’altro database, sempre riservato ai cultori (!) dell’ASN:
https://infogr.am/abilitazioni-2012?src=web
10/G1 – GLOTTOLOGIA E LINGUISTICA (prima parte)
Cara redazione ROARS,
in riposta ai vari post sul problema dell’asticella “ballerina”, consentimi la diffusione di una scarna radiografia dei giudizi di 10/G1 – GLOTTOLOGIA E LINGUISTICA. I dati presentati parlano da sé. Consiglio comunque di leggere per intero i CV e i giudizi espressi sui candidati citati se si ha tempo e voglia.
Visto che la radiografia è molto lunga (GLOTTOLOGIA E LINGUISTICA è una miniera some è stato scritto), te la propongo suddivisa in 3 parti. Questa è la prima parte.
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I F A S C I A
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PARAMETRI QUANTITATIVI “BALLERINI”?
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ABILITATO n. 30: pubblicazioni 18
PROMOSSO NONOSTANTE …: “Il mancato superamento delle mediane appare connesso con la struttura stessa di tali parametri”. Capito di chi è la colpa?
Secondo voi che leggete, inoltre, “Un decennio di studi micenei. Rassegna bibliografica (1990-1997)” e “L’aneddoto e il racconto in età antico-hittita: la cosiddetta “Cronaca di Palazzo”” sono pubblicazioni di linguistica?
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NON abilitato n. 69: pubblicazioni 27 (1 volume presso Peter Lang)
BOCCIATO: “Buone alcune delle sedi di pubblicazione. Il candidato ancora non ha raggiunto, per NUMERO e consistenza delle pubblicazioni, un livello tale da poter essere giudicato favorevolmente ai fini dell’abilitazione alla prima fascia”
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PROFILO INTERNAZIONALE “BALLERINO”?
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ABILITATO n. 23: pubblicazioni 47
PROMOSSO: E L’IMPATTO INTERNAZIONALE IN TERMINI DI PUBBLICAZIONI E PROGETTI? La Commissione non ne parla. C’è secondo voi? Controllare con i propri occhi il CV del candidato, please!
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ABILITATO n. 33: pubblicazioni 33
PROMOSSO NONOSTANTE …: “Pur presentando limiti di visibilità INTERNAZIONALE”
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ABILITATO n. 27: pubblicazioni 48
PROMOSSO NONOSTANTE …: “Il candidato supera 1 mediana su tre, in particolare la prima […] ll postulato, costante della produzione del candidato, consistente nella continuità senza fratture nella preistoria indoeuropea costituisce un assunto interessante […] Siamo di fronte a una tesi affascinante, ma ardita dal punto di vista metodologico, perché non argomentabile oggettivamente. Dal punto di vista dell’INTERNAZIONALITA’, si riscontra che la produzione presenta limiti di visibilità INTERNAZIONALE”. Complimenti!
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NON abilitato n. 7: pubblicazioni 62
BOCCIATO: “La candidata supera tutte e tre le mediane numeriche previste e mostra un profilo in sicuro sviluppo, migliorabile in termini di pubblicazioni in riviste INTERNAZIONALI”
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NON abilitato n. 63: pubblicazioni 42
BOCCIATO: “Buone alcune delle sedi di pubblicazione. Sorprende negativamente, in tale quadro, la scarsissima apertura verso l’esterno, sia sul versante delle ricerche finanziate, sia su quello delle attività (convegni, insegnamento e ricerca) all’ESTERO, che denotano una dimensione INTERNAZIONALE ancora tutta da costruire”
Da notare l’indicazione nel CV del candidato di incarichi di insegnamento e ricerca ufficiale presso un ateneo straniero!
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NON abilitato n. 73: pubblicazioni 27
BOCCIATO: “Buone molte delle sedi di pubblicazione, ma con limitata dimensione INTERNAZIONALE (ove si escluda la voce per la sintassi latina)”
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NON abilitato n. 80: pubblicazioni 28
BOCCIATO: “La candidata presenta complessivamente un profilo scientifico già solido e originale, che si auspica possa condurre nei prossimi anni a pubblicazioni individuali di forte impatto e innovatività in sedi INTERNAZIONALI ‘peer-reviewed’.
Presto la seconda parte.
Caro Lolo,
a parlare con me (abilitata ma precarissima e che di sberle ne ha prese) non ha nulla da perdere. Capisco le sue ragioni, ma qui mi si infiammano i polpastrelli. Se crede ne discutiamo. Glielo dico col cuore in mano e senza secondi fini. Immagino che avrà riflettuto su molte cose e parlato con molti. Se crede: trianta@libero.it
Mi farebbe davvero molto piacere: quanto a meccanismi e situazione generale, crede che io sia entusiasta?
Lungi da me la volontà di difendere la abilitata n. 30 in prima fascia. Ma l’estrapolazione non è corretta. Il giudizio dice un’altra cosa: la candidata (e questo è vero e innegabile) ha pubblicazioni su riviste considerate di fascia A in settori come l’ittitologia e l’orientalistica. Sono riviste MOLTO serie e selettive, con un processo di referaggio molto impegnativo. E non si può negare che un indoeuropeista specialista di ittito sia degno di essere preso in considerazione nel settore 10/G1
Commento a caldo. Mi dispiace, ma questi brani sono eccerpiti da giudizi tra i più lunghi e articolati dell’intera tornata. Leggere quanto sopra e leggere questi giudizi per intero son due cose profondamente DIVERSE. Per non intasare la bacheca di ROARS, riporto integralmente due dei giudizi che (a parere di LOLO) sarebbero in stridente contrasto.
LIMITI DI VISIBILITA’ INTERNAZIONALE. LOLO CITA L’ABILITATO N.33 QUALE ESEMPIO DI FORZATURA ‘PER PROMUOVERE’: ECCO IL GIUDIZIO:
Ne ricavate la stessa impressione?
La candidata Patrizia Del Puente, professore associato dal 2002 presso l’Università degli Studi della
Basilicata. Dal 1997 al 2002 è stata ricercatrice di ruolo presso il Centro di studi di dialettologia italiana del
CNR di Padova (oggi Istituto di Fonetica e Dialettologia).
Nel 1992 ha vinto un posto di contrattista quinquennale presso il medesimo centro.
Nel 1990 ha vinto una borsa di studio per tre anni presso l’Università di Monaco di Baviera.
Ha organizzato il III Convegno Internazionale di dialettologia.
La candidata supera due mediane su tre, in particolare la prima e la terza.
Ha dichiarato complessivamente 33 lavori tutti coerenti con il settore concorsuale, a partire dal 1992 (dei
quali 19 dal 2002).
La candidata si è occupata principalmente di dialettologia nel quadro di più ampie competenze linguistiche
sia di tipo indoeuropeistico, sia di tipo teorico: in particolare si è occupata dei dialetti albanesi dell’Italia
meridionale, in prospettiva sia sociolinguistica sia interlinguistica, e dei dialetti dell’Italia meridionale
(soprattutto il napoletano), di cui ha indagato diversi fenomeni, anche all’interno della riflessione teorica
contemporanea (teoria dei prototipi; morfologia “naturale”; interlinguistica).
I 18 lavori presentati sono: 4 monografie, 12 articoli su rivista e 2 contributi in volume (di cui il n. 9 in
collaborazione, con evidenziamento delle parti). Le 4 monografie (nn. 1-4) consistono nei primi due volumi
dell’Atlante Linguistico della Basilicata e del relativo bollettino, contenente informazioni supplementari. Al
filone di studio riguardante i dialetti albanesi sono dedicati i lavori: n. 7 (sul perfetto presuntivo), n. 15 (sulla
significazione del possesso), n. 17 (sui classificatori numerali) e n. 18 (sulla specifica parlata di Greci).
All’altro filone di ricerca, quello riguardante i dialetti dell’Italia meridionale, appartengono i lavori: nn. 5-6
(rispettivamente sul dialetto di Camerota e di Potenza), n. 9 (sulla definizione dialettale della Campania); n.
16 dedicato ad un aspetto fonetico (metafonia in napoletano) in prospettiva sociolinguistica; aspetti
specificatamente grammaticali sono trattati in n. 8 (sugli articoli campani), n. 10 (sull’accusativo
preposizionale in napoletano), n. 12 (su morfometafonia e allomorfismo in napoletano), n. 13 (sul processo di
grammaticalizzazione di “avere” e “tenere” in napoletano) e n. 14 (sull’allomorfismo di due suffissi
diminutivi in napoletano). Del lavoro n. 11, che riguarda l’individuazione di un’area di insediamenti
gallo-italici in Campania fino ad ora ignorata, manca il pdf (ne è stato inserito erroneamente un altro).
Nel complesso la produzione scientifica della candidata appare metodologicamente ben fondata e, oltre a
riallacciarsi alle migliori tradizioni di studi dialettologici italiani, sa anche avvalersi del contributo che può
venire all’analisi dalle prospettive di impianto generale e teorico offerte dalla riflessione degli ultimi decenni.
Buona la formazione internazionale, meno rappresentata l’internazionalità delle pubblicazioni in conformità
col campo di interesse prevalente, rappresentato dalle ricerche dialettologiche.
Considerati i titoli presentati e la valutazione di merito sulle pubblicazioni, la Commissione all’unanimità
dichiara che la candidata Patrizia Del Puente è in possesso della maturità scientifica richiesta e pertanto è
meritevole dell’abilitazione alla I fascia nel settore concorsuale 10/G1.
TALE GENEROSITA’, SECONDO LOLO, SI CONTRAPPORREBBE AD ESEMPIO ALL’INTRANSIGENZA DIMOSTRATA PER IL NON ABILITATO 73:
Il Candidato è attualmente ricercatore universitario, a partire dal 2006, presso l’Università degli Studi di Pisa,
dopo aver conseguito il dottorato di ricerca presso lo stesso Ateneo nel 2000.
Ha partecipato a tre progetti di ricerca nazionali PRIN biennali, e a uno di otto anni finanziato dalla US
National Science Foundation (diretto da Ph. Baldi).
Ha frequentato vari corsi di specializzazione, alcuni dei quali all’estero (in Irlanda e a Berlino). Ha presentato
un poster e ha tenuto 9 relazioni a convegni nazionali e internazionali, di cui una su invito.
La sua tesi di Laurea, dal titolo “Ludus e iocus. Due percorsi lessicali a contatto dal latino arcaico all’età
cristiana” (1993, Università degli Studi di Firenze), ha vinto il premio 1993/94 per tesi di laurea e dottorato a
tema “Il gioco e i giochi” posto in palio dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche di Treviso.
Il Candidato supera 2 delle tre mediane numeriche previste.
Su un totale di 27 pubblicazioni, il Candidato ne presenta 18, di cui 1 monografia (rielaborazione della tesi di
laurea), 9 articoli in riviste italiane, 8 contributi in volume (uno dei quali in collaborazione, n. 4, senza
evidenziamento dell’apporto individuale), ed è coerente con il settore concorsuale 10/G1. L’ambito di ricerca
del Candidato riguarda la linguistica storica, e in particolare due aree linguistiche, la celtica e la latina, e
all’interno di questi gruppi problemi di natura lessicale (con intenti spesso etimologici) e morfosintattica
(l’espressione del possesso).
La produzione scientifica evidenzia buona continuità nell’ultimo quinquennio.
Le pubblicazioni si caratterizzano per una buona competenza nel campo della linguistica celtica e latina, e
una preparazione indoeuropeistica certamente buona – pur se non sempre applicata con il rigore e la prudenza
desiderabili –, ma anche per una scarsa inclinazione a realizzare di opere di ampio respiro. In particolare, al
settore degli studi lessicali fa capo la monografia (n. 18), rielaborazione della tesi di laurea sopra ricordata,
nella quale vengono considerati i nomi indicanti il “giuoco” nella latinità, e valutate le differenze di impiego
dei tipi ludus e iocus. Su questo percorso di ricerca si collocano due articoli (nn. 15 e 10), il primo dei quali,
del 2003, apre il raffronto al mondo irlandese. Altri problemi lessicali ed etimologici trattati sono il sistema
dei numerali nell’irlandese antico, oggetto di due contributi ampi e ricchi di riferimenti bibliografici (nn. 8 e
17), i logonimi tra irlandese antico e indoeuropeo (anche qui discussi in due articoli successivi, nn. 11 e 16), e
altri saggi dedicati a problemi di etimologia latina o celtica. In questi lavori a una solida preparazione quando
si trattano questioni attinenti al celtico e al latino fa riscontro una competenza meno sicura nel più vasto
ambito indoeuropeo, che emerge in talune sviste o refusi altrimenti evitabili. L’altro settore di ricerca è
costituito dallo studio della frase possessiva, e più in generale dell’espressione del possesso, in primo luogo
in latino, ma anche in celtico: si segnala l’ampia voce (n. 4) a quattro mani (con uno dei curatori) nel III
volume della ottima sintassi latina di Baldi e Cuzzolin, cui si aggiungono cinque articoli (nn. 3, 9, 12, 13, 14)
tra il 2004 e il 2010 (in un caso, n. 12, con interessanti aperture verso considerazioni tipologiche).
Buone molte delle sedi di pubblicazione, ma con limitata dimensione internazionale (ove si escluda la voce
per la sintassi latina).
Considerati i titoli presentati e la valutazione di merito sulle pubblicazioni, la Commissione all’unanimità
dichiara che il Candidato Andrea Nuti non è ancora in possesso del profilo scientifico richiesto.
A LEGGERLI PER INTERO SE NE RICAVA LA STESSA IMPRESSIONE?
Gentile Lolo,
il suo “report” (o radiografia) è scorretto in vari punti. Lungi da me la volontà di difendere la candidata n. 30. Però il giudizio va citato per esteso. Esso recita: “Il mancato superamento delle mediane appare connesso con la struttura stessa di tali parametri, che non considerano di fascia A pubblicazioni in riviste che pure appartengono a tale fascia per
altri settori concorsuali (“Orientalia” per il sett. 10/N1 e “SMEA” per il sett. 10/D2)”. Stante il fatto che l’ittitologia è un settore centrale dell’indoeuropeistica, la commissione ha ragione a considerare di alto livello le pubblicazioni su queste riviste, purché siano di argomento linguistico. Si tratta infatti di riviste molto serie, che sottopongono i lavori “submitted” a una revisione a volte molto laboriosa, e sono altamente selettive. Non si tratta certo di “Shamanism quarterly”…
Caro Lolo,
da anonimo trombato ad anonimo trombato: ma perché insisti? Ti hanno detto a chiare lettere che sei stato individuato, non sarai mica un kamikaze che fa seppuku? O vuoi abilitarti in Giappone?
A parte scherzi, secondo me non hai voluto neppure calcare troppo la mano (ma attendo il resto), salvo un po’ di ironia su quel giudizio (candidato 30: abilitato) in cui si afferma, non senza il dovuto riguardo (riporto più estesamente): “Il mancato superamento delle mediane appare connesso con la struttura stessa di tali parametri, che non considerano di fascia A pubblicazioni in riviste che pure appartengono a tale fascia per altri settori concorsuali (“Orientalia” per il sett. 10/N1 e “SMEA” per il sett. 10/D2), non considerano due delle tre monografie, in quanto appena anteriori all’ultimo decennio, e ovviamente non considerano le ulteriori pubblicazioni che non sono state incluse nell’elenco della domanda (e dunque non vengono considerate nella presente valutazione)”. Bisognerà pur aggiungere, per comprendere meglio, che le rivista di classe A per questo settore concorsuale (10/G1) sono state scelte dai biologi, sicché qualche dimenticanza è comprensibile e bene fa la commissione a rimarcarlo.
Di esempi così se ne trovano tanti e, sia chiaro, non servono a dimostrare che questo o quel candidato non andasse abilitato (lo dico con serietà: lungi da me l’idea), ma che qualcun altro – a mio modesto avviso – non ha ricevuto analogo trattamento (ma si sa, è tutto un discorso di qualità, che è cosa ben diversamente palpabile dell’equità).
E qui scatta l’idea: secondo me, nessuno più di un linguista potrebbe analizzare i giudizi delle commissioni da un punto di vista… linguistico. Mi spiego, caro Lolo: tu, ad es., fai notare i casi in cui il discorso sulla dimensione internazionale – la cui mancanza è spesso rimarcata dalla commissione per bocciare – viene inspiegabilmente omesso. Chiamiamola figura retorica dell’OMISSIONE, un fatto confinabile nella dimensione stilistica e addebitabile a specifiche esigenze di brevitas.
Il caso precedente, quello in cui ce la si prende con le mediane, responsabili di non considerare, quasi come un vestito tagliato su misura, una serie di titoli e pubblicazioni della candidata, sino ad arrivare a menzionare “le ulteriori pubblicazioni che non sono state incluse nell’elenco della domanda” (ma se è ovvio, come riconosce la commissione, perché rimarcarlo?), potrebbe rientrare nella figura retorica della CLIMAX USQUE AD SIDERA.
Insomma, caro Lolo, non ti voglio rubare il mestiere (di linguista), ma ci potresti fare una pubblicazione da portare in un futuro concorso a cattedra: possibilmente all’estero.
Proposta costruttiva: per evitare il proliferare di figure retoriche, non si potrebbe dare in futuro alle commissioni una griglia prestabilita, da studiare con la dovuta riflessione? E poi: siamo sicuri che permettere alle commissioni di promuovere chi non superava alcuna mediana e di bocciare chi superava tutte e tre sia stata un’ideona, in Italia? In Italia, meglio qualche paletto rigido o la (totale) discrezionalità?
Chiarissima Prof.saa Triantafillis,
crede davvero che una borsa di studio presso un’università straniera attribuisca una visibilità o dimensione INTERNAZIONALE?
Gentile @padepa,
il suo commento è irrilevante. La candidata non supera NESSUNA mediana stabilita e non sappiamo se la Commissione sia stata così premurosa con gli altri candidati tanto a da andare a controllare se le riviste in cui scrivono sono di fascia A per altri settori. Io ho un articolo di fascia A in un settore diverso da 10/G1 e questo non viene segnalato nel mio giudizio. Perchè?
Domanda, per sapere.
“meno rappresentata l’internazionalità delle pubblicazioni in conformità col campo di interesse prevalente, rappresentato dalle ricerche dialettologiche”.
Questo criterio è stato impiegato uniformemente per tutti i candidati che si occupano di dialettologia?
@Gulliver. Per rispondere alla tua domanda.
Premetto che non ho fatto controlli caso per caso ma ricordo con certezza una candidata studiosa di dialettologia che, pur essendo stata respinta, aveva avuto la medesima ‘attenuante’ (minori pretese sull’internazionalità in ragione della tipologia di produzione). Mi pare fosse la 66. In altri casi il discorso è parzialmente superato dal fatto che il ‘taglio’ dei lavori dialettologici sia stato ritenuto da L-FIL LET 12 (quindi una dialettologia di altro tipo); rimango per omogeneità in prima fascia. Infine, ho visto dei casi -sempre in prima fascia- in cui la produzione è ‘mista’ (dialettologia + altro con questo altro ragionevolmente più passibile di pretese in termini di internazionalità (es. dialettologia+ neurolinguistica in un caso). Quanto alla tua idea sulla griglia (e a prescindere da glottologia): è buona ma io sarei per una via di mezzo. Magari punteggi per le collocazioni editoriali, i titoli (dottorato, perfezionamenti), le partecipazioni a progetti. Poi una parte a testo libero per i giudizi sulla qualità delle pubblicazioni, che devono avere, secondo me, un peso rilevante. E lasciar perdere ste pestifere mediane, che creano più problemi di quanti ne risolvano
@Lolo (e @ tutti i linguisti in sala, nonché eventuali altri desiderosi di contribuire).
Premesso che nessuno qui vuole né può spedirla in Giappone e che il tono di Gulliver presumo fosse scherzoso, vorrei farle una osservazione:
lei ha un modus operandi che si presta poco al colloquio. Ciò, prima di tutto perché insiste con degli abstract che in sè dicono poco (mi pare innegabile che focalizzandosi sul giudizio intero emerga un quadro diverso); in secondo luogo perché nulla ci vuol dire di sè; è evidente, infatti, che lei presume di esser stato vittima di iniquità. Sarà anche vero (lo dico senz’ombra di ironia) ma solo su questo le dobbiam credere sulla parola (e invece tutti gli altri radiografati)? Esempio: lei dice che un suo contributo era in fascia A d’altro settore; ma può essere (procedo a tentoni) che la sua produzione avesse problemi di pertinenza, oppure che sian stati fatti rilievi d’altra natura che rendevano superflua questa precisazione. E poi la candidata n.30 di cui lei parla superava 0/3 mediane ed era la normativa stessa a dir di motivare in modo più esauriente abilitazioni in tali condizioni. Aggiungo che si tratta di una indeuropeista molto nota; io non so per quale motivo abbia inserito in lista solo i 18 titoli da presentare, ma ne ha almeno una settantina e un commissario -cioè un ordinario che dovrebbe aggiornarsi e studiare nel suo settore- non poteva non avere ben presenti tali opere per la loro notorietà e visibilità. Non servivano ricerche speciali. Comunque, tornando a lei: l’esempio di iniquità che menzionava in riferimento a se’ stesso (rivista in fascia A di altri settori) poco signfica se non lo contestualizza
Lasci dire a chi legge che cosa è irrilevante e che cosa no. Se la candidata ha tre monografie, bene ha fatto la commissione a rilevarlo. Tanto più che non risalgono alla notte dei tempi. Nel caso dell’abilitato 27, poi, l’abilitazione concessa mostra che la commissione non ha avuto preclusioni ideologiche rispetto a una teoria suggestiva, ma ampiamente indimostrabile, che è praticata, con una certa visibilità internazionale, da un certo numero di studiosi allievi o seguaci di Alinei. Mi sembra un punto a favore della commissione. O no?
Tra l’altro mi pare che tutto questo accanimento contro la candidata 30 derivi dal suo essere figlia di. LOLO qui non lo dice, ma lo ha detto allusivamente in altri post. Il fatto è che il papà illustre è da tempo in pensione, ed era ordinario in un settore doverso, per quanto affine. A meno di non supporre che il papà sia una specie di gran burattinaio, in grado di influire su 5 commissari sorteggiati con un’alzata di sopracciglio. Divertente, se non fosse infamante
@ Lolo
domandi: “crede davvero che una borsa di studio presso un’università straniera attribuisca una visibilità o dimensione INTERNAZIONALE?”. Contestualizzo: in alcuni casi, la commissione in questione (10/G1: GLOTTOLOGIA E LINGUISTICA) ha ritenuto di poter argomentare che un certo candidato avesse una dimensione internazionale (sulla base della quale promuovere) facendo riferimento alla formazione (prima dell’ingresso nei ruoli universitari).
Qui la risposta la dà la normativa e, indirettamente, la commissione stessa: infatti, se guardiamo i criteri e parametri di giudizio che la commissione si è data (nella prima riunione), secondo il DM 7 giugno 2012 n. 76, per valutare i candidati alla I fascia, la dimensione internazionale è richiamata soltanto in relazione alla qualità della produzione scientifica, alla collocazione editoriale dei prodotti scientifici, alla partecipazione a progetti di ricerca finanziati sulla base di bandi competitivi, all’attribuzione di incarichi di insegnamento o ricerca (fellowship) ufficiale presso atenei e istituti di ricerca, esteri e internazionali, di alta qualificazione, alla partecipazione o direzione di enti o istituti di ricerca o, infine, alla comprovata capacità di coordinare o dirigere un gruppo di ricerca e alla capacità di attrarre finanziamenti competitivi. Non si trova alcun riferimento a una dimensione internazionale acquisita relativamente alla formazione.
Questo è ciò che mi segnala come rilevante un amministrativista con cui sono in contatto.
Scusate se mi intrometto in questa discussione, ma seguo questo dibattito su ROARS fin dal suo inizio, e ho quindi potuto osservarne le evoluzioni. Ora, rispetto al “monitorare l’ASN”,anche in modo critico (com’è giusto che sia!!!) chiedo, anzi, chiedo nuovamente come si sia potuti arrivare al punto di gettare letteralmente sulla pubblica piazza dei colleghi (tipo la fantomatica candidata n. 30 di Glottologia e Linguistica, che non conosco – sia detto per inciso-) per giustificare in qualche modo le ingiustizie di cui si reputa (a torto o a ragione, e su questo non intervengo) essere stati oggetto. Ora, se torti ci sono stati, si faccia ricorso alla magistratura; ma per piacere (e questo è un appello ai redattori di ROARS, si rispettino pubblicamente gli altri, anche perché dietro i numeri ci sono i nomi e i cognomi che, ripeto, hanno diritto di difendersi nelle sedi più opportune. E che non mi si parli di censura: qui si tratta, credo (ma mi posso anche sbagliare), semplicemente di rispetto e di giustizia (tutte le ‘teste’, prima di essere tagliate, hanno diritto a tribunali equi e ad avvocati difensori…se poi sono colpevoli – ma sul concetto di ‘colpevolezza’ in merito a questa ASN si potrebbe discutere a lungo – che si provveda nelle sedi oppurtune).
Infine: Il mio giudizio è sicuramente parziale e imperfetto, perché parlo da abilitata. Ma di abilitata fuori dai giochi, da precaria ‘vera’ (di quelli da 800 euro lordi annui), da figlia di un Dio minore dal punto di vista accademico ma assolutamente maggiore dal punto di vista scientifico (il che si traduce naturalmente, nell’Università italiana, in potere zero, per sé stesso e per i suoi allievi). Detto questo, da abilitata ai margini, a cui l’abilitazione non servirà a niente, butto là, anche polemicamente, quanto segue: una cosa sono le critiche (giustissime) al meccanismo di abilitazione e alle sue storture, che condivido; un’altra le affermazioni di coloro (e non mi riferisco a nessuno in particolare ma a giudizi diffusi) che urlano contro tutto il meccanismo e ne chiedono la cancellazione perché non sono stati abilitati (giustamente? ingiustamente? che sia la magistratura, o il Ministro, nel caso, a intervenire. Se ingiustamente, hanno tutta la mia solidarietà morale e ‘fattiva’). In quanto a me difendo se non altro la ‘democraticità’ di questa abilitazione e lo faccio da precaria invisibile: mai, in un concorso locale, ci sarebbe stato un posto per me né per quelli come me, né mai ci sarà. Vittoria di Pirro? E sia. Ci sono persone nel mondo universitario italiano, cari colleghi, che ho paura si debbano e si dovranno accontentare sempre e solo delle vittorie di Pirro, nonostante il loro valore scientifico (il quale, sono d’accordo, non è misurabile in mediane e su cui una commissione, in malafede o in buonafede, si può certamente sbagliare, sia in positivo che in negativo). E termino dicendo questo: le battaglie si fanno sempre in modo preventivo e a viso aperto aperto. Qualcuno mi spieghi perché i 38 colleghi di Storia Moderna non hanno segnalato prima, com’era giusto che fosse, il caso del commissario ‘incriminato’. Lo avrebbero segnalato ugualmente nel caso in cui fossero stati abilitati? E in quanto alla lettera dei colleghi ricercatori di Palermo, probabilmente ho frainteso il senso della loro lotta. Rifiutano ogni incarico didattico perché non sono stati abilitati e in quanto sentono “lesa la loro professionalità pluriennale”? Ma allora tanto valeva aprire questa procedura solo agli strutturati e renderla automatica (es: più di 10 anni di servizio=abilitazione certa.) Ma si vuole davvero aprire una guerra fra poveri? Perché in caso affermativo, lo dico con amarezza, io e tanti colleghi, facenti parte della generazione invisibile, siamo pronti. Non c’è persona più libera, in ambito accademico o no, di chi non ha più niente da perdere perché sa ormai di aver già perso tutto…
Gentile @morgana90, innanzitutto mi scuso per l’imprecisione che lei giustamente rileva. Per il resto l’intenzione del mio post andava esattamente nella direzione opposta a quella delle sue conclusioni. Non si trattava affatto di criticare i colleghi di storia a discapito dell’operato e dello status di certi commissari del loro settore. Il caso in questione, che ho citato forse impropriamente nel discorso, faceva parte di un ragionamento più generale sullo scontro fra abilitati e non abilitati che a volte mi sembra in atto e che distoglie dall’analisi vera delle criticità dell’asn e in generale della situazione dell’università. Di fatto, anche da quello che lei scrive, mi permetta, sono ancora più convinta che sia in atto una guerra fra poveri o comunque in solitaria. Quando finirà il tempo in cui 38 persone dovranno essere considerati eroi o sconsiderati se si espongono per reclamare contro un diritto che credono leso?! E fino a quando si potrà sviare il discorso vero, quello di una presa d’atto COMUNE della situazione critica, senza guerre interne di sorta?!!! Ai posteri (molto, molto lontani negli anni) l’ardua sentenza….
@Barbara. Perfettamente d’accordo. Ti ringrazio per il tuo post, che faccio mio interamente (e non ti devi scusare per l’intromissione: questo non è il blog dei glottologi).
Anche io (con la motivazione ‘aggiuntiva’ di essere del medesimo SC) ho seguito questa serie di post . Rispetto al tuo discorso solo una postilla, che ho già enunziato più volte: il comportamento di Lolo è reso ancor più spiacevole e per molti versi poco corretto dal fatto che taglia i panni addosso ai colleghi da anonimo (e senza nulla volerci dire di sè e dell’orrenda ingiustizia perpetrata ai suoi danni). Un simile modus operandi, in qualunque caso, è di pessimo gusto. E, nella circostanza, privo di valore. Tra l’altro (mi son stancata di ripeterlo) ho provato molte volte a obiettargli (e con me altri) che egli eccerpisce sistematicamente da giudizi lunghissimi frasi o addirittura spezzoni di frase: come è ovvio e come si è cercato di dimostrargli più volte per exempla ,ricuperato il contesto, il suo castello accusatorio crolla immediatamente, il senso dei suoi florilegi si scioglie come neve al sole, e le sue aleatorie ‘ricostruzioni’ s’infradiciano al primo rovescio di pioggia. E non serve essere linguisti per accorgersene: basta leggere i testi per intero e con un po’ di ragionevolezza. Questo non è un cavillifiicio per persone che reputano di aver subito un torto, né un incubatore di rivoluzioni o ricorsi. Roars ha tutt’altre funzioni e presuppone altri modi di argomentare. E non è appannaggio dei glottologi. Per di più, tale atteggiamento non fa bene a nessuno: ci sono molti respinti che hanno un atteggiamento costruttivo e così facendo ovviamente stimolano alla collaborazione anche gli abilitati (anche perché non è che stiano molto meglio: vogliamo guardarla nella giusta prospettiva?) Mi associo a Barbara nel chiedere ai moderatori un richiamo sull’imprinting da seguire
@Gulliver (e p.c. Lolo)
Sul problema ‘internazionalità’.
Il punto credo sia che i pareri sull’internazionalità appartengono, in quasi tutti i casi riportati, a enunziati in cui poi si parla di altro. In altre parole: per alcuni promossi vi è la tipologia ‘NONOSTANTE l’internazionalità sia x, il resto ( descritto prima) è positivo e quindi sì’.
Nei giudizi negativi, invece, la scarsa consistenza dell’internazionalità si AGGIUNGE a tutta una serie di criticità d’altro genere: bilancio complessivo NO. Dove starebbe il controsenso? Il caso specifico di prima fascia che menzionavi. Mi pare la frase sia qualcosa come (vado a memoria) ‘se è buona la formazione internazionale, lo è meno l’attività internazionale, in conformità con quanto accade negli studi dialettologici’. Quindi la stessa commissione distingue tra formazione e attività (facendo così capire che di questa seconda occorre tener conto: pubblicazioni con ampia visibilità e altro); poi ‘gradua’ lo stesso criterio internazionalità in conformità al filone di ricerca coltivato (l’attività (non la formazione!) è modesta, e appunto per questo debbo sottolineare che la visibilità estera in un caso simile è intrinsecamente limitata); infine, si ‘bilancia’ questo aspetto con tutto il resto. E non mi paion cavilli. CERTO,COMMENTARE ‘L’ESCUSSIONE LOLIANA’ CON UN PO’ DI PARAFRASI E’ SEMPRE UN’UTILE PALESTRA, MA VI SONO ‘OGGETTI TESTUALI’ INDUBBIAMENTE PIU’ INTERESSANTI E, SOPRATTUTTO, MENO INOPPORTUNI. Qui i recensori paiono interessati esclusivamente all’analisi (se di analisi si può parlare per ‘report’ ad hoc) dei giudizi altrui: il tutto con la finalità, evidente seppur non esplicitata, di dimostrare che in alcuni casi la commissione avrebbe scopato sotto il tappeto limiti e risvolti negativi. Solo quelli altrui. I propri mai, mi raccomando.
Suvvia, un po’ di tolleranza: si può anche non leggere, dopo tutto. Quanto alla responsabilità: ognuno di noi, anonimo o no, è facilmente rintracciabile attraverso l’IP e può essere chiamato a rispondere. Perciò, se qualche formichina nel suo piccolo si incazza e osa protestare contro l’elefante, lasciamola fare, sempre che a chi ci modera non paia che si sia passato il segno.
E poi, dr.ssa Triantafillis: lei si è presa il compito di difendere chi, in caso di giudizio, avrà dallo Stato ogni tipo di tutela. Per arrivare al TAR a una formichina ci vogliono almeno 3000 euro. Certo, lei ci mette la faccia, esponendosi al rischio mortale della gratitudine di qualche esimio Studioso con la S, gratitudine che potrebbe nuocere alla sua carriera. Dia un po’ di spazio anche a chi non la pensa come lei, anziché pretendere provvedimenti censori, e non si senta chiamata in causa di continuo quando si parla (a torto o a ragione: ognuno la pensa come vuole) di un sistema che non ha funzionato e non ha garantito equità. Di nuovo: sono sicuro che nei concorsi italiani non si fanno favoritismi e che, se qualche moglie di ordinario è stata promossa nello stesso SSD del marito, il fatto di essere moglie di ordinario è stata una pura coincidenza. Più corretto di così…
E poi, per inciso, “eccerpire” non lo trovo sul dizionario della Treccani.
Caro Gulliver,
mi pare davvero di cogliere un eccesso di dietrologia nelle sue righe.
1) Non ho la minima idea di come si rintracci una persona via IP, né ho intenzione di provarmici.
2) Dubito che gli Studiosi cui lei allude siano qui a spiarci dal buco della serratura e che io potrei guadagnarci (o qualcun altro perderci) qualcosa; in ogni caso, nessuno vi obbliga a pubblicare su roars simili post. Una cosa è pubblicare da anonimi, un’altra spargere accuse da anonimi. Quanto all’essere chiamata in causa, parte come utente di roars parte come glottologa mi sento legittimata a intervenire (che non è ‘sentirsi’ chiamati in causa).
3) Noto che le sue osservazioni di merito (e le eventuali repliche alle mie puntualizzazioni) sono sempre più rare e, le pochissime volte in cui le offre, elusive.
4)In estrema sintesi: Lolo e lei, coi vostri ritaglini, mostrate di trascurare che le lingue posseggono anche una sintassi e i testi una coesione e coerenza.
4) Lei pare molto più avvezzo ad evocare fantomatiche faide, cupole imprecisate, oscure trame; ‘Se in qualche settore una moglie di ordinario è stata promossa, è stata pura coincidenza’, dice lei antifrasticamente; tutto sommato, lo penso anche io (ma non antifrasticamente) in relazione al nostro settore: ciò perché vi siete molto concentrati sulle due ‘figlie di’ promosse, ma avete sorvolato su una ‘moglie di’ bocciata ( moglie di un dialettologo/linguista gallese celeberrimo: mi pare n.66 I fascia, ma si documenti). L’aveva notata? Conosco già la risposta, quindi la risparmi (‘sarà stato un regolamento di conti’).
5) Mi spiace che sul Treccani manchi ‘eccerpire’: è un vezzo da epigrafista/antichista, e appare talora anche in letteratura.
http://www.grandidizionari.it/Dizionario_Italiano/parola/e/eccerpire.aspx?query=eccerpire
6) Continuo a pensare che la funzione di Roars-monitoring ASN non sia questa.
E, per favore, lasci perdere le formiche incazzate, fino a che esse non offrono precisi e spassionati elementi di giudizio sul perché sono incazzate. Si può schiumare rabbia, ma non argomentare in questo modo.
Cara Barbara, mi dispiace tanto. Abilitato anche io, ma per fortuna io il posto ce l’ho comunque da ricercatore, quindi non ho l’ansia di avere un concorso. Me lo merito? Non lo so. Non più di molti miei colleghi che hanno lasciato perdere o se ne sono andati all’estero. E questo è il punto che molti sembrano non comprendere. L’Italia è uno dei pochi paesi in cui da sempre (ed io sono un ricercatore anziano – gavetta ne ho fatta e parecchia) le funzioni di chi lo stipendio a volte non ce l’ha, e forse non ce lo avrà mai, si sovrappongono con chi lo stipendio ce l’ha, e ce lo avrà sempre. Posso capire l’amarezza di chi si ritenga defraudato di una meritata abilitazione. Arrivando da una serie infinita di sconfitte, di documenti ritirati (c’era il candidato geneticamente predisposto), di bocciature e di rifiuti a spostarmi all’estero per motivi biecamente familiari, ho avuto la grande fortuna di aver sempre goduto di uno stipendio. Da precario: ma sempre stipendio era, e fa davvero la differenza, come molti di noi sanno. Tu Barbara no, e se le statistiche ci portano così avanti con le pubblicazioni rispetto ad altri paesi, dove il precariato è una istituzione anche fra i capi, è in buona parte grazie a gente come te. A questo sistema ci siamo arrivati dopo anni di gestione in totale autonomia. La considerazione che io faccio sempre è che se io da ricercatore mi presento ad un concorso dove ho due volte i parametri per diventare ordinario, ed io so di non essere un genio, il problema non è che io sono ancora ricercatore, ma quali sono gli ordinari che sono entrati prima di me, per avere una serie di pubblicazioni scientifiche letteralmente ridicola rispetto ai loro equivalenti stranieri che io conosco. Non è un sistema perfetto. Nel mio settore appartenente alle scienze dure con una corrispondenza fra papers e valori numerici, anche se discutibili, mi sembra più obiettivo. Io peso il valore di un ricercatore dai papers che ha su medline, e gli altri pesano me. Mi siedo alle riunioni con il listato medline di chi ho di fronte, e gli altri fanno così con me. Credo che sia giusto così e tutti fanno così nel mondo vero della ricerca non autoreferenziata. Però leggo i commenti di Elena Triantafillis, e mi sembra che anche in altri settori senza “numeri” su un minimo di oggettività di può avere un consensus. Non so se vincerò un concorso e sono contento di quello che ho ottenuto. Senza questo sistema che mi ha permesso di farmi valutare per quello che sono senza aver dovuto prima chiedere il permesso non avrei potuto farlo, e come me molte persone. Un ricercatore non vuole fare più didattica? E’ una buona opportunità per lui. Può tornare a far ricerca. Per noi non è obbligatoria (per gli RTD si, e dopo tre anni possono essere fuori….Sono più contento di essere un ricercatore). Facciamo un bel lavoro che ci permette di fare, spesso, un po’ quello che ci pare, perché lo stipendio è assicurato. Ricordiamoci qualche volta che non lo è per tutti. Scusatemi se lo ripeto a quelli fra gli scriventi che hanno uno stipendio statale (del resto me lo ripeto anche io almeno una volta al giorno). Noi possiamo dire, da oggi non facco più lezione, e non la faccio più. Questo è tutto. Nel tanto beneamato, quanto fluido come concetto, “Estero”, che è lì aspettando i cervelli in fuga dall’Italia (io all’estero ci sono stato: non è così credetemi), se diciamo oggi io non faccio più una cosa, ci licenziano, ed il posto lo danno magari a quelli come Barbara. Chiudo. Grazie a ROARS (grazie mille davvero per esserci e per tutto il tempo che di dedicate). In bocca al lupo Barbara. Spero che il lavoro che tu fai adesso un po’ ti piaccia, anche se forse non sei neanche in Università. Ci sono le chiamate per esterni. Incrociamo le dita. Ma fin qui ci sei arrivata per conto tuo. Non è molto? Possiamo dirlo tutti?
Caro RickyPat,
ti ringrazio di cuore per le tue parole. Non soltanto condivido principi e concetti, ma ci ritrovo una civiltà nei rapporti umani, un garbo e una attitudine all’analisi pacata che si van facendo sempre più rare. Confesso che non mi attendevo alcuni commenti e modi di procedere che ho ritrovato qui negli ultimi giorni (ricordiamoci che è tutti i partecipanti se non als Arbeit almeno als Beruf sono ‘teste pensanti’). Certo, è comprensibile. Ma anche io -pur abilitata- sono precarissima e le delusioni non mi sono mancate; più che dalla sostanza, ero e sono amareggiata da alcuni atteggiamenti. Ma interventi come il tuo mi riconfortano e danno -a me e a molti altri- una autentica lezione. Mi associo al ringraziamento a ROARS. Anche chi ha motivi per recriminare dovrebbe, secondo me, ispirarsi al profilo scelto da te. Grazie ancora. Elena
Mi associo ad Elena sul commento di RickyPat. Commento di cuore e non di interesse, che fa il testacoda con la sfrenata competizione e la guerra tra poveri instillate dalla rincorsa alle poche risorse che ci stanno infliggendo.
Distratti dalle misure, impegnati sul proprio settore, rinchiusi dalla burocrazia, ben venga il respiro ampio.
@RickyPat
Grazie, davvero. Te lo dico di cuore. Il tuo è un bellissimo post, e non perché è in risposta al mio caso, ma perché hai compreso benissimo la ‘sofferenza’ (e perché no, anche la rabbia) mia e di quelli come me. Ai colleghi che in qualche modo invidiano la mia abilitazione dico questo: per me, e ripeto, per molti di quelli come me, l’abilitazione rappresenta e rappresenterà solo un simbolo. L’abilitazione fa di me, precarissima della ricerca, – con un lavoro (e che fortuna, di questi tempi averlo!!, che niente ha che fare ha con la ricerca o l’insegnamento) – nient’altro che la vergogna dell’Università italiana. In tutti i sensi e da qualsiasi lato si consideri la cosa. Perché vedete, se la commissione del mio settore mi ha giudicato equamente, se davvero ho raggiunto “la maturità scientifica necessaria” per poter rivestire il ruolo di professore di II fascia, allora rappresento la vergogna di questo sistema universitario, che mi paga 800 euro lorde annue per un contratto di docenza semestrale e non mi concede non dico un posto da ricercatore (non credo nei diritti acquisiti, c’è sempre qualcuno in questo mondo più bravo di noi, e a questo dovrebbero servire i concorsi, a far posto ai migliori…)ma neanche il diritto di provare a ottenere quel posto in un pubblico confronto di competenze e di meriti (“non ci sono più posti”, “e non si illuda, e anche se e quando ci saranno, ci sono persone più anziane di Lei”, ecc.ecc.).Se poi invece la commissione del mio settore mi ha mal giudicato (cosa possibile, in questo mondo) allora sono ugualmente la vergogna di questo sistema universitario, perché il suo sistema di giudizio e di ammissione al reclutamento con tutta evidenza non funziona.
Eccovi, colleghi, il paradosso del mio (e purtroppo non solo del mio) status. Ecco perché non capisco le “guerre fra poveri” e neanche, lo dico con tutta sincerità, tanti commenti che a me paiono “interessati” unicamente (giustamente o ingiustamente) ‘al proprio orto’. Grazie di nuovo @RickyPat, e con te alle altre colleghe che sono intervenute in questa discussione, e che hanno compreso “il punto dolente”. Sì che ci sono arrivata da me a questa abilitazione; è la mia unica, grande immensa soddisfazione e la dedico tutta al mio Maestro, “qualificato” Ordinario alla soglia della pensione; ha fatto domanda ‘piegandosi’ alle insistite richieste di noi suoi allievi, che volevamo ottenesse quel giusto riconoscimento che l’Università italiana, ed alcuni problemi di vita familiare, gli avevano a nostro avviso ingiustamente negato, dopo una vita spesa in didattica e ricerca ad alto livello nazionale ed internazionale.
Di nuovo grazie; in uno dei post precedenti mi sbagliavo, c’è ancora speranza per una visione e una lotta comune.
@Barbara. Del tuo ulteriore commento condivido e sottolineao un’altra cosa ancora. Anche io -come te- ho una stima e un affetto immensi per il mio Maestro. Che non vuol dire essere legati a un protettore o intrallazzatore. A dispetto di quanti giudicano in maniera sistematicamente negativa gli ordinari anziani, a dispetto del comune sentire, a dispetto dell’atmosfera che si respira qui, vorrei fare un distinguo: c’è, purtroppo, un oligopolio di riprovevoli camarille. Ma ci sono anche i Maestri -quelli di una volta, quelli veri (anche il mio è anzianotto): impossibile lasciarli, impossibile misconoscerli. Devo dire che questa figura va scomparendo col passare delle generazioni. Peccato. So di essere, da questo punto di vista, molto fortunata.
Non ho parole…
http://www.corriereuniv.it/cms/2014/01/abilitazione-scientifica-nazionale-concorso-da-rifare-i-commissari-hanno-truccato-i-curricula/
“hanno deciso di inviare una lettera di protesta formale indirizzata al Miur, alle camere, ai sindacati di categoria e agli organi di stampa” in cui “chiedono alla magistratura di verificare”…
Mah!
Ma le ricusazioni dei commissari non andrebbero fatte nei tempi previsti? Mi pare anche scorretto sollevare obiezioni sui commissari non appena sono noti i risultati…
In effetti non c’è più tempo per le ricusazioni, se non erro andavano fatte entro 60gg dalla nomina. Il problema è che dopo i risultati tutto viene messo (a ragione) sotto la lente di ingrandimento…
Dal punto di vista morale, l’osservazione di @gab è ineccepibile. Tuttavia, la ricusazione (richiesta di sostituire un giudice la cui imparzialità potrebbe essere viziata dalla sua storia personale, da legami di parentela, ecc.) è ben altra cosa rispetto alla denuncia di un illecito …
Se vi sono stati illeciti questi devono essere perseguiti (dalla magistratura), ma non per questo invalidata la procedura ed i lavori della commissione, almeno che qualche componente della commissione non avesse titolo giuridico a far parte della commissione (ad es. non fosse prof. ordinario). Il fatto che qualcuno si sia attribuito qualche titolo in più, con le sue motivazioni o magari per errore, doveva essere segnalato entro i tempi previsti.
E’non è la prima volta che capita! Basta leggere questo articolo su un commissario 08/E2
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2009/04/09SIC4010.PDF
@ fausto proietti
“mah” perché?
il commissario Sindoni della commissione di storia moderna per simili accuse si è dimesso, mesi fa e prima di concludere i lavori
p.s.
l’articolo in questione in forma più ampia (mi pare) è uscito sul Fatto quotidiano
“Mah” perché, oltre a quanto opportunamente sottolineato da gab, non mi risulta che gli esposti in procura o i ricorsi al tribunale amministrativo si presentino inviando una lettera “al Miur, alle camere, ai sindacati di categoria e agli organi di stampa”.
i CV dei commissari non mi hanno mai interessato molto. ingenuamente davo per scontata la loro correttezza. ma ora che li ho letti con attenzione … c’è da riflettere. pubblicazioni in duplicato, finanche curatele inesistenti ma artatamente usate per scorporare monografie. in effetti sono da studiare, non per mandarli alla magistratura, ma per …. imparare come si compongono dei CV vincenti
Premetto che non conosco la questione e non ho avuto il tempo di approfondirla se non limitatamente alla lettura dell’articolo pubblicato on line; da un punto di vista giuridico la ricusazione è cosa totalmente differente dai rilievi formulati dai candidati. E’ ovvio che il Ministero attraverso gli uffici preposti avrà l’obbligo di verificare quanto da loro sottolineato; non dimentichiamoci infatti che gli uffici in questo caso, attraverso il personale incaricato, ricoprono il ruolo di pubblici ufficiali. In linea generale il pubblico ufficiale che non accerti la fondatezza e/o infondatezza di vicende rilevanti sia pur solo astrattamente sotto il profilo di un possibile illecito e che sono poste alla sua particolare attenzione (non importa qui il formalismo essendo sufficiente il dato oggettivo della ricezione della comunicazione) incorrerebbe nell’omissione di atti di ufficio. La ricusazione o i ricorsi amministrativi hanno un altro obiettivo. Nel primo, sollevare eventuali posizioni di incompatibilità e/o conflitti di interesse (ma questo devono dichiararlo anche i commissari). Nel secondo caso, la giustizia amministrativa verifica che rispetto alla posizione che il singolo o i singoli ritengano di tutelare siano rispettati i principi di buon andamento ed imparzialità della Pubblica Amministrazione e che non ci siano stati eventuali eccessi di potere, annullando o non annullando il provvedimento. Ovviamente gli uffici hanno sempre un potere di autotutela e, cioè, poter comunque intervenire d’ufficio a prescindere dai ricorsi amministrativi.
GAB: contestazioni attinenti alla legittima formazione della Commissione possono-debbono essere proposte al TAR ad esiti dell’abilitazione conosciuti (prima nemmeno vi è l’interesse a ricorrere). Le stesse ragioni di ricusazione (che sono questioni diverse rispetto al possesso da parte dei commissari della mediana, attinendo invece alla incompatibilità dei commissari) ben possono, secondo la giurisprudenza, essere proposte anche da chi non abbia tempestivamente chiesto la ricusazione.
Francamente la “lobby dei trombati” mi sembra ridicola. sarebbe interessante conoscere le procedure dei concorsi vinti da lor signori negli anni passati.
comincio a sospettarlo anche io
Mi preme ricordare a tutti coloro che, pur essendo abilitati, appaiono inabili ad argomentare, che le commissioni dell’ASN sono formate dagli stessi professori ordinari che hanno gestito i concorsi degli anni passati.
Buongiorno a tutti. Io vorrei proporre un’azione concreta:
se c’e’ qualche esperto di statistica disposto a collaborare, potremmo raccoglieri i dati pubblicati degli indicatori scelti dal ministero e correlarli con i risultati del processo.
questo darebbe una rilevanza scientifica alle nostre impressioni e magari potrebbe portare a un bell’articolo di opinione su qualche testata nazionale.
un saluto
un saluto
http://www.moreno.marzolla.name/software/asn/
Egregio Plymouthian
la sua pagina e’ fatta bene ed e’ + di quello che osavo sperare.
se posso suggerire un’analisi interessante, sarebbe bello vedere come l’ “ampiezza” con cui si sono superati gli indicatori sia correlata con le percentuali di successo.
quello che voglio dire e’ che se restringiamo il campione alle persone che hanno passato tutti i threshold, ci si aspetterebbe di vedere che quanto + comodamente si siano passati questi threshold quanto piu’probabile dovrebbe essere l’abilitazione.
per esempio limitandosi al 08/B2 prima fascia (che ovviamente e’ il settore che conosco) esiste molta gente che avendo passato i thresold molto ampiamente (non parlo necessariamente del mio caso) non sono stati abilitati visto che la commissione ha preferito persone con indicatori molto + bassi.
in ogni caso non sono un’ esperto in statistica e lascio a lei analisi piu’approfondite
in ogni caso grazie per il link
Riccardo
@barbara
non entro nel merito delle molte questioni da Lei affrontate, ma desidero precisare, per la cronaca, che i “38 colleghi di storia moderna” sono in realtà di storia medioevale. che non hanno aperto loro il caso, già autonomamente segnalato dal giornalista del secolo XIX che si è preso la briga di intervistare in proposito i commissari.
semplicemente nessuno poteva immaginarsi che fosse necessario un controllo preliminare dei curricula dei commissari, dopo tutto il parlare di semafori dell’anvur. ma una volta che la segnalazione è stata fatta non si può lasciarla cadere, e non solo per interesse personale, a mio avviso del resto del tutto legittimo. infatti la commissione in questione non solo ha giudicato, ma se lasciata fare giudicherà anche i candidati 2013. Mi sembra strano che invece di deplorare i commissari che hanno presentato curricula in vario modo gonfiati si critichino coloro che esponendosi a ritorsioni (giacché evidentemente l’establishment della disciplina che finora ha taciuto non gradisce) hanno firmato un appello relativo all’accaduto. Preciso che io non sono tra i 38.
resta, incontestabile, il fatto che se avessero avuto l’abilitazione si sarebbero ben guardati da prendere posizione.
10/G1 – GLOTTOLOGIA E LINGUISTICA (seconda parte)
Ribadendo l’invito a guardare gli interi giudizi, ecco a voi altro materiale interessante dai pianeti Glottologia e Linguistica del sistema solare 10/G1 di una lontanissima galassia.
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II F A S C I A
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PARAMETRI QUANTITATIVI “BALLERINI”?
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ABILITATO n. 162: pubblicazioni 8 (complimenti per il record!)
PROMOSSO NONOSTANTE …: “una produzione “QUANTITATIVAMENTE ancora limitata (nonostante si registri un incremento nel ritmo delle pubblicazioni nel periodo più recente) e benché passibile di un consolidamento per quanto riguarda la visibilità internazionale”
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ABILITATO n. 133: pubblicazioni 9 (1 libro)
PROMOSSO NONOSTANTE …: “un consolidamento della visibilità internazionale (attraverso la partecipazione a convegni internazionali e a progetti di ampio respiro) sia auspicabile per il futuro”. E le pubblicazioni che sono SOLTANTO 9?
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ABILITATO n. 39: pubblicazioni 12 (tot. 162 pp.) – libri 0 (complenti!)
PROMOSSO!: si ha “motivo di ritenere che il NUMERO dei contributi potrà poi espandersi ulteriormente secondo le linee di tendenza già presenti in nuce”.
Si osservi anche che al candidato vengono attribuiti per errore 1,43 libri normalizzati. GIUDIZIO COLLEGIALE: “presenta 12 pubblicazioni, a partire dal 2007, di cui 10 contributi in volume e 2 articoli in rivista”. Il Collegio, consapevole dunque dell’assenza di libri, scrive: “supera due mediane su tre, in particolare la prima e la seconda”.
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ABILITATO n. 196 (nato nel 1964): pubblicazioni 12 (2 libri)
PROMOSSO NONOSTANTE …: “il NUMERO non particolarmente alto dei contributi scientifici”. Complimenti!
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ABILITATO n. 174: pubblicazioni 12 (1 libro)
PROMOSSO NONOSTANTE …: “una produzione scientifica ancora QUANTITATIVAMENTE limitata, in relazione alla quale si auspica, per gli anni a venire, un incremento delle pubblicazioni in sedi internazionali ‘peer-reviewed’”.
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NON abilitato n. 171: pubblicazioni 33 (dal 1994) (2 libri)
BOCCIATO: “I contributi della candidata sono qualitativamente buoni, ma non vengono raggiunti parametri QUANTITATIVI sufficienti, in relazione all’inizio della sua attività scientifica”.
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NON abilitato n. 136: pubblicazioni 12 (2 libri)
BOCCIATO: “studioso capace di contributi creativi all’interno di progetti di ricerca significativamente originali, ma la cui produzione scientifica, soprattutto in termini QUANTITATIVI, appare al momento insufficiente ai fini dei requisiti posti per un giudizio positivo di idoneità”.
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NON abilitato n. 163: pubblicazioni 12 (1 libro)
BOCCIATO: “limiti QUANTITATIVI nella produzione e per l’assenza al momento di visibilità internazionale” .
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DISCONTINUITA’ “BALLERINA”?
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ABILITATO n. 133: pubblicazioni 9 in tutto (DISCONTINUITA’: nessuna pubblicazione nel 2011 e neanche una nel 2008)
PROMOSSO NONOSTANTE …: “un consolidamento della visibilità internazionale (attraverso la partecipazione a convegni internazionali e a progetti di ampio respiro) sia auspicabile per il futuro”. Ricapitolando: 9 pubblicazioni in tutto + discontinuità evidente + profilo internazionale carente. OK?
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NON abilitato no. 125: pubblicazioni 18
BOCCIATO: “La produzione che mostra varietà di interessi, si profila di buon livello, ma nell’ultimo quinquennio è caratterizzata da una certa DISCONTINUITA’ (nessuna pubblicazione nel 2009 e nel 2010) e da scarsa densità”
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ORIGINALITA’ “BALLERINA”?
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ABILITATO no. 174: pubblicazioni 12
TEMI DELLE PUBBLICAZIONI: costruzioni seriali di verbi triargomentali (3 pubblicazioni), parola (tema studiatissimo già frequentato dai geni della linguistica), sumerico (2 pubblicazioni = 1 bibliografia), maleo-polinesiano (2 pubblicazioni divulgative), lingue australiane e papuane (divulgativo)
PROMOSSO NONOSTANTE …: “una produzione scientifica ancora quantitativamente limitata, in relazione alla quale si auspica, per gli anni a venire, un incremento delle pubblicazioni in sedi internazionali ‘peer-reviewed’”. E l’originalità? Per la Commissione le ricerche sono “sufficientemente innovative”.
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NON abilitato n. 215: pubblicazioni 22
TEMI DELLE PUBBLICAZIONI: etnolinguistica, lingue amerindiane, polinesiano, cinese
MOTIVO DELLA BOCCIATURA: “I risultati sono solo parzialmente originali, forse a causa dell’esteso campo di ricerca”. Sembra però aver descritto per la 1a volta varie lingue estinte in sedi molto prestigiose (che forse non pubblicano cose poco originali). Diversi altri candidati sono stati bocciati per “scarsa originalità” pur in presenza di pubblicazioni in sedi altrettanto prestigiose. Segnalo però soltanto questo caso per motivi di spazio.
Presto la TERZA parte. Restate sintonizzati.
perché non fate (fai) un bel topic “monitoring glottologia”, e buona notte?
Approvo in pieno il suggerimento di Eriberto; e non ho voglia di ripostare le confutazioni di merito (palese distorsione dei dati, cui non abbocca proprio nessuno) e di metodo (modi d’analisi, toni, densità e opportunità degli interventi) già espresse nelle repliche precedenti. Ulteriori contributi saranno apprezzati, ma non in tal guisa. Capisco come si possa essere amareggiati per la bocciatura, ma c’è un limite
Caro @eriberto,
GLOTTOLOGIA è ormai un “case study” che offre a TUTTI i lettori del blog spunti per una riflessione sul valore delle mediane (sulle quali tanto si è scritto), sul potere delle Commissioni, sulla possibilità di “asticelle ballerine” ecc.
Se simili MONITORAGGI, leciti in quanto selezioni di notizie di dominio pubblico, non vengono realizzati anche per altri SETTORI DISCIPLINARI, la colpa non è mia.
“…Se simili MONITORAGGI, leciti in quanto selezioni di notizie di dominio pubblico, non vengono realizzati anche per altri SETTORI DISCIPLINARI, la colpa non è mia”. In effetti Lolo ha ragione. Non è colpa sua, ma merito loro, che dimostrano maggiore buon senso. Ma proprio nella mia disciplina doveva venire a paciolare (termine dialettale delle mie parti)? Guardi: ci sono tante belle materie che non potrebbero che giovarsi del suo cospicuo apporto e che certamente non misconoscerebbero il suo genio incompreso. Perché non prova con L-FIL LET 12? O con gli americanisti (lingue precolombiane comprese)? Suggerimenti che elargisco augurandomi che costoro non mi caccino (come sarebbe loro diritto) tra i consiglieri fraudolenti…
Scusate. Mi sembra che non si possa fare nulla contro la lentezza con la quale stanno uscendo i risultati. Ma mi chiedo se, data la grande moltitudine di chi come me li aspetta ancora con ansia, sia possibile per lo meno chiedere al miur di comunicare, step by step, quali saranno i prossimi settori ad essere pubblicati. Così ognuno potrà sapere se può dedicarsi in quel giorno a fare qualcosa di diverso che clikkare schizofrenicamente sul sito. E’ possibile pensare ad una richiesta in tal senso ad esempio tramite ROARS? Grazie
Sì, tanto per cambiare non si può fare niente neppure contro quest’ennesima malversazione-umiliazione inflitta da Miur e governo, innanzitutto perché la mostruosa lentezza è, palesemente, in larga parte premeditata e voluta. Uno fra gli intenti di tutti e tre gli ultimi governi e dei relativi occupanti di piazza Kennedy è, al di là delle ridicole dichiarazioni pubbliche, il seguente: bloccare tutto in università il più a lungo possibile. Già ci sono alle spalle 6 anni di blocco dei bandi per prima e seconda fascia, ma si può fare ancor meglio. Intanto c’è chi non ne può più e molla, e, naturalmente, anche chi, fra i commissari e anche fra i candidati, toglie il disturbo addirittura morendo.
Ho scritto “in larga parte premeditata e voluta”: infatti, per una certa parte, è anche dovuta, molto semplicemente, all’insufficienza e sgangheratezza dell’organizzazione. Per questo, ritengo privo di ogni senso anche chiedere soltanto quali settori appariranno domani, quali dopodomani, e via dicendo: ritengo non ne abbiano idea nemmeno loro.
Comunque, fino a ieri compreso, ovvero in 44 giorni (1 dicembre-13 gennaio) hanno messo in rete gli atti di 84 settori, e sono tutti settori non prorogati oltre il 30 novembre. Quindi parrebbero avere chiaro almeno, e solo, questo filo conduttore: passare a dare soddisfazione agli sciagurati candidati dei 32 settori prorogati oltre il 30/11 solo dopo aver svelato gli esiti degli altri 152 settori. E poiché, come attestano i numeri che ho appena scritto, il ritmo è sostanzialmente di 2 apparizioni al giorno, non si fatica a calcolare che i suddetti sciagurati non possono sperare niente prima della settimana del 17 febbraio. Quanto agli altri, la loro punizione è quella di dover restare sintonizzati ogni giorno, tranne i sabati e le domeniche. Del resto Zero, cercando di dare un’immagine della vita, canta “ogni giorno è come una pesca miracolosa”
Mi sbagliavo: ne hanno messi non 84 ma 86 fino a ieri, cioè in 44 giorni. Sempre sostanzialmente una media di 2 al giorno, comunque; quindi non cambia la sostanza di ciò che ho scritto nel precedente commento
Invece di cliccare ossessivamente sul sito, può utilizzare questo servizio di notifica tramite email:
https://docs.google.com/forms/d/14AKEA1pfsjWsuR8i1pv0Ja380AB9MbrI6y_EwuSMXRU/viewform
Sarebbe bello, ma sinceramente non credo che al Ministero abbiano la benché minima idea di cosa pubblicheranno il giorno dopo…
Eppure un criterio devono pur averlo. In ogni caso non dimenticate che il MIUR ha scritto che durante la verifica potrebbero essere rilevati alcuni problemi e che quindi le commissioni potrebbero essere costrette a riunirsi per correggerli… Chissa se ce lo faranno sapere in caso.
Comunque un criterio banale poteva essere quello di procedere per ordine di nomina, visto che le commissioni scadono dopo due anni da quella data.
Non saprei. Oggi per esempio non mi pare sia stato pubblicato nulla. Dobbiamo pensare che siano in attesa di modifiche dalle commissioni?
Oppure che oggi avevano previsto di non pubblicare nulla?
Oppure semplicemente è l’influenza che gira che riduce i ritmi…
@mfaella: già, ma ora mi è venuta la fobia che la mail di notifica finisca nello spam, quindi continuo a cliccare…
:-(
Buongiorno a tutti,
è comprensibile lo sconcerto di chi attende da un mese e mezzo di sapere se è o meno abilitato: segnalo semplicemente che il MIUR non ha un organico atto a supportere l’ASN e che occorre tanta pazienza.
Comunque sia chi vuole chiedere spiegazioni puo’ scrivere/telefonare, ricordandosi di essere educato perché non sono loro i responsabili delle vs mancate abilitazioni e nemmeno dei ritardi di pubblicazione.
I seguenti numeri e indirizzi sono ovviamente pubblici,ma vi risparmio il tempo della ricerca:
Dr. Daniele Livon,
mail: direzione.universita@miur.it
tel. 06/9772-7678 o 7679
fax: 06/9772-7673
Dr Gianluca Cerracchio,
mail: MIUR-DGUS@miur.it
tel. 06/9772-7322
fax 06/9772-6098
Altro perosnale che si occupa dell’ASN è reperibile ai seguenti numeri: 06/9772- 7313 o 7398 o 7537 0 7822
A coloro che si arrabbiano quando faccio notare che molte commissioni non hanno fatto giudizi collegiali conformi alla normativa dell’ASN e che su questo i candidati non abilitati hanno il diritto di fare ricorso (nessuno puo’ considerarsi superiore alla legge) segnalo infine che ieri è stato battuto il record e sarà dura fare meglio: la commissione di Zoologia e antropologia è riuscita a dare giudizi collegiali “analitici” di 3 righe e tre parole ovviamente comprensive della frase “il candidato risulta ABILITATO per il Settore Concorsuale 05/B1 – I fascia” (ovviamente i giudizi si allungano di una parola in caso di NON abilitazione). A cio’ si aggiunge la ricchezza (vedere per credere!) dei 3 verbali allegati.
Tutto questo non implica ovviamente che le valutazioni siano non corrette, ma solo che la legge non è stata rispettata e questo è grave di per sé.
Paolo Tedeschi
sorry, supportare e non supportere
in effetti paiono telegrammi
Anche i giuristi non se la passano male. Leggete i giudizi collegiali 12/A1 Privato prima fascia; i primi dieci righi riproducono pedissequamente il giudizio individuale del commissario n. 2 e non contengono alcuna valutazione specifica della produzione scientifica, ma una valutazione generica complessiva sotto forma di buona, scarsa, limitata. I giudizi del commissario OCSE non contengono alcuna valutazione ma un breve curriculum del candidato, condito da un aggettivo finale (positivo, negativo) per condannare o salvare. Peggio di così non si poteva finire!
Scusate del commissario n. 3
La lentezza deriva dal fatto che ci sono state molte irregolarità che il ministero sta cercando di arginarl. Io ho chiamato i numeri dati da Paolo T e devo dire che sono stati molto disponibili.
Per favore, non sparate sul pianista!
Credo che siano arrivate molte voci al ministero riguardo la nostra agitazione, io ho scritto alla mail che PaoloT ha indicato spiegando il mio caso di SSD sbagliato, ma credo che fra mediane sbagliate ed altri casi simili siano veramente sotto pressione. Ho messo in copia i commissari del mio concorso, ed ho spiegato perchè, CV alla mano, si trattasse chiaramente di uno sbaglio. Ora se volgliono in autotutela possono correggere l’errore (e credo che tutto sommato gli convenga). Consiglio a tutti quelli che sono stati vittima di un palese errore di scrivere subito una lettera. Se in breve non ottenete risposta, allora non c’è altra via che il ricorso.
Francamente credo che se l’errore è recuperabile ci sia tutto l’interesse del ministero a non farsi condannare.
A quanto mi risulta se il TAR oltre a condannare accertasse anche il danno verso un candidato, sarebbero i commissari in solido a pagare.
Qualche illustre giurista che frequenta questo blog lo può confermare?
Che dire, a questo punto scriviamo al Ministero.
Dopo la sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite del 22 luglio 1999 n. 500 anche la lesione dell’interesse individuale costituente oggetto di un interesse legittimo può costituire fonte di danno risarcibile; il singolo che abbia ricevuto un danno da un atto amministrativo illegittimo (e in quanto tale annullato) ha diritto di ottenere il risarcimento del danno
Da quanto riportato in questi commenti, se quello che vediamo e’ frutto di un controllo accurato, non mi immagino cosa fosse uscito in prima battuta.
Detto questo dai verbali pubblicati fin ora non risultano attivita’ delle commissioni successive al 30 novembre.
Ho gia’ ipotizzato che i risultati che manchino siano in ritardo perche’ sono stati fatti dei rilievi alle commissioni e quindi queste stanno provvedendo e ci vuole tempo, ma perche’ non pubblicare due righe di avviso dove si spiega quello che sta succedendo? Evviva la trasparenza (non voglio neanche pensare che al ministero stiano modificando i giudizi manualmente tramite il portale senza che la commissione ufficialmente compia degli atti, ma a pensar male…).
Modello tipo giudizio commissario OCSE Diritto Privato 12/A1
Fate voi
La solicitante es autora de 13 publicaciones desde 1985, 6 en los últimos cinco años. Su línea de
investigación principal se refiere al Derecho de sucesiones, con las monografías “…” y “…”, y algunos trabajos de menor alcance. ha
escrito, asimismo, el libro “…”.
Es Dottore di ricerca y ha desarrollado su actividad docente, fundamentalmente, en la Universidad de ….
Valoración: aceptable
Scusate volevo sapere se é giunta anche a voi questa voce: pare che per evitare la valanga di ricorsi si stia addirittura pensando ad una ope legis per il passaggio alla seconda fascia di quanti abbiano maturato determinati requisiti.
Avete sentito rumors del genere.
mah…
Non mi è giunta la voce di una sanatoria ope legis.
Ma ripeto, che per sanare le innumeroveli distorsioni sarebbe più che necessaria.
Ribadisco quanto ho detto giorni fa.
Certamente fioccheranno i ricorsi per diversi motivi. Vi saranno costi di diverso genere per tutti e in particolare per lo Stato. E vi saranno lungaggini e blocchi.
Che cosa è auspicabile quindi? Che il ministero decida di invalidare tutta l’ASN?
Oppure che si trovi qualche soluzione ponte assunta a livello ministeriale? Del tipo sanare in qualche modo alcune situazioni stabilendo ad esempio che chi ha superato tutte e tre le mediane acquisisce di fatto l’abilitazione fermo restando che i lavori siano aderenti al SSD e che la posizione autoriale non sia marginale e che ci sino almeno altri due requisiti previsti dalle commissioni. E del tipo che viene ritenuto idoneo e abilitato chi ha ottenuto il beneplacito di almeno 3 (e non più 4) commissari su 5.
A mio avviso sarà proprio necessario che il Ministero prenda qualche decisione di questo tipo per sanare una situazione che rischia di esplodere e di immobilizzare l’Università attraverso contenziosi che sarebbe meglio per tutti evitare. Che ne pensate?
Baccelli scusa ma ti faccio notare che quello che dici non ha senso. Il ministero e nemmeno i tribunali possono entrare nel merito delle competenze della commissione, tipo decidere la pertinenza o se i criteri sono rispettati o meno.
Poi “del tipo che viene ritenuto idoneo e abilitato chi ha ottenuto il beneplacito di almeno 3 (e non più 4) commissari su 5” sarebbe già più fattibile, ma a me sembra che alcune commissioni abbiano volutamente nascosto il dissenso, deliberando tutto a maggioranza, a volte lasciando i giudizi difformi dal voto. In ogni caso se si decidesse di procedere così le commissioni dovrebbero rivotare.
@plymouthian la sanatoria ope legis non dovrebbe avvenire semplicisticamente e neppure a giudizio del ministero o dei giudici. Proprio per evitare il giudizio della magistratura che entri nel merito dei numerosi contenziosi provocati dal lavoro delle commissioni sarebbe necessaria la sanatoria. Va freezata la situazione anche per evitare che le commissioni si riuniscano nuovamente.
Restano validi gli atti delle commissioni da cui emerge se i lavori sono aderenti al SC se il candidato ha avuto o meno un ruolo marginale nella ricerca e nella stesura dei lavori. Assolutamente vanno cassati i giudidi nel merito sulla qualità e sull’originalità dei lavori. Si tratta alla fine di abilitare chi ha superato le mediane con lavori aderenti al SC e con un ruolo non marginale nella stesura dei lavori e tanto più se il candidato risponde ad altri criteri decisi dalle commissioni.
Insomma, voglio dire che molte ingiustizie si sono perpetuate ai danni di chi pur avendo superato le mediane non è stato abilitato, mentre molti che non le hanno superate sono stati abilitati. Con questo si è stravolto lo spirito iniziale dell’ASN che doveva essere obbiettivo quasi matematico e la comparazione qualitativa si doveva lasciare ai successivi concorsi locali. La sanatoria ristabilirebbe solo in parte le cose, ma eviterebbe le migliaia di ricorsi.