Roars ha da molto tempo sottolineato i rischi intrinseci all’Abilitazione Nazionale per come essa è stata disegnata dal legislatore e da ANVUR. In particolare si erano più volte messi in evidenza i pericoli dovuti a un meccanismo potenzialmente foriero di contenzioso e alla designazione di un numero di abilitati non assorbibile dal sistema. Tali pericoli si stanno puntualmente avverando. Roars non è in grado di monitorare cosa sia accaduto nei singoli settori concorsuali, ciascuno dei quali sembra fare storia a sé. Mette però a disposizione dei lettori che desiderano discutere e commentare lo svolgimento dell’ASN un apposito spazio, costituito dai commenti in calce a questo post.

Raccomandiamo, anche per facilitare la moderazione da parte alla redazione, di evitare espressioni ingiuriose (che verranno comunque bloccate) e di  produrre argomentazioni i cui riscontri siano in qualche modo sottoponibili a verifica.

Per ora (5 dicembre 2013, h 00:10) sono usciti soltanto 13 settori concorsuali:

  • 01/A4 – Fisica Matematica
  • 06/D3 – Malattie Del Sangue, Oncologia E Reumatologia
  • 06/E1 – Chirurgia cardio-toraco-vascolare
  • 07/H1 – Anatomia E Fisiologia Veterinaria
  • 07/H5 – Cliniche Chirurgica E Ostetrica Veterinaria
  • 08/A1 – Idraulica, Idrologia, Costruzioni Idrauliche E Marittime
  • 09/H1 – Sistemi Di Elaborazione Delle Informazioni
  • 11/A1 – Storia Medievale
  • 11/A3 – Storia contemporanea
  • 11/A4 – Scienze Del Libro E Del Documento E Scienze Storico Religiose
  • 11/C2 – Logica, storia e filosofia della scienza
  • 11/C4 – Estetica e filosofia dei linguaggi
  • 12/B1 – Diritto commerciale e della navigazione

Ecco il link alla pagina del MIUR che si aggiornerà con i risultati degli altri SSD.

3312 Commenti

  1. Condivido pienamente il richiamo di Plymouthian a focalizzare la discussione sulle molte anomalie osservate nei settori pubblicati finora.

    Forse per essere concreti e rimanere nell’ambito di quanto previsto dalla legge e relativi decreti, bisognerebbe chiedere al Ministero/Gruppi Parlamentari (?) di intervenire con una misura urgente per *sanare*
    la gigantesca anomalia dei tanti *abilitati in mancanza dei requisiti minimi* e degli altrettanti *non-abilitati in possesso dei requisiti minimi* (requisiti minimi=superamento mediane)?

    Inoltre: la non-attinenza al settore (usata e abusata per non abilitare) può essere facilmente controllata e univocamente definita sulla base delle riviste su cui il candidato ha pubblicato.
    In altre parole, se le riviste su cui il candidato ha pubblicato sono riconosciute dal settore, l’attività scientifica del candidato è certamente da considerarsi attinente al settore escludendo quindi qualunque libera/soggettiva interpretazione da parte dei commissari?

    • Dato che da questa discussione devono uscire delle proposte, penso che riguardo l’attinenza al settore si possono e si devono definire degli indicatori “aggiuntivi” che tolgano il totale arbitrio dalle mani delle commissioni, anche per garantire una uniformità tra i vari settori e tra le tornate.
      Ad esempio si possono calcolare:
      1. Numero di autori medio per paper
      2. classificazione ISI/SCOPUS delle riviste / conferenze o, per i non bibliometrici, appartenenza a liste riconosciute dal settore.

      Per quanto riguarda l’indicatore 1, come abbiamo visto è molto indicativo delle varie aree, i fisici ad esempio usano anche migliaia di nomi, cosa spropositata per la maggioranza dei settori.
      La seconda potrebbe essere utilizzata sia per calcolare le mediane e gli indicatori, ovvero se sto calcolando le mediane per matematica escludo dal calcolo tutte quelle pubblicazioni che non sono classificate come matematica, sia per creare un profilo delle pubblicazioni del candidato.

      Detto questo però non posso fare a meno di notare come quando si elargiscono i finanziamenti si chiede che la ricerca sia “interdisciplinare” e “industriale”, ma quando si guardano i profili dei settori la si vuole “settoriale” e “accademica”…

      Inoltre andrebbero definiti degli indicatori per quanto riguarda l’internazionalizzazione, la partecipazione a progetti e l’attrattività di fondi.

      Infine se proprio devo dirla tutta le mediane di riferimento andrebbero calcolate sulla fascia inferiore a quella a cui si concorre, ovvero ricercatore per associato, associato per ordinario.
      L’assurdo di fondo di questa procedura è che, di fatto, il 50% degli attuali strutturati sono “non abili” al loro ruolo perché non superano le mediane e di sicuro un’altra buona percentuale non sarebbe stata abilitata lo stesso per mancanza degli altri indicatori.
      Su questo, anche coloro che si sono disinteressati all’ASN, dovrebbero fare una battaglia di dignità all’ultimo sangue contro i manovratori di questa assurda ipocrisia.

    • Dimenticavo bisognerebbe, secondo me, calcolare e verificare anche il numero di autocitazioni e/o di citazioni di coautori.
      Bisognerebbe tenere queste in considerazione anche qui in relazione al comportamento medio o mediano del settore o dell’area.
      Giusto per non essere frainteso, gli indicatori che consiglio di calcolare non sono degli indicatori di performance, quindi non vanno intesi in senso stretto, ma servono a collocare il candidato nel settore e capire se “sta barando” in modo più obiettivo.
      Aggiungo che nei settori dove si usa, anche la posizione del nome andrebbe presa in considerazione a seconda della posizione, prima per l’associato e ultima per l’ordinario.

    • Cari lettori di Roars, vorrei focalizzare la discussione su un tema cruciale: il fallimento delle mediane. Mi sono rimboccato le maniche e ho estrapolato i dati dei risultati di diritto privato, settore che mi interessa e che è di esempio per i settori “umanistici”. Su 312 domande, 84 sono stati dichiarati idonei: 14 non strutturati (tra cui 2 magistrati); 70 strutturati. Superamento mediane degli 84 idonei: 3/3 (25); 2/3 (41); 1/3 (17); 0/3 (1). Insomma avete capito bene??? C’è pure chi ha superato la prova senza mediane, con nove pubblicazioni (su almeno 12 richieste), solo una delle quali nell’ultimo quinquennio. Trovo pure giusto che le mediane, soprattutto per come sono state calcolate, non siano vincolanti, ma se questo è il risultato, ognuno fa come crede.

  2. Marco Bella: in tutti quei casi in cui la promozione a PA o PO non comporta oneri per lo stato, e i candidati hanno ricevuto l’Abilitazione Nazionale, quindi c’è stata una valutazione della loro attività scientifica, cerchiamo di trovare una soluzione di buon senso per riconoscergli la qualifica a PA o PO evitando procedure complesse e costose”
    Pur comprendendone il senso e la provocazione intellettuale, quest’approccio mi sembra, più che economico motivazionale, esclusivamente contabile. E’ il suo pregio, e non è detto che in molti atenei non risulti vincente. Consentendo, forse, di governare il disagio, producendo comunque, al di là di meriti personali e situazioni individuali, ulteriore malessere.
    Prima osservazione: l’ipotesi regge solo nell’abrogazione della logica vigente dei punti organico, altrimenti si andrebbe allo stop degli abilitati con pochi anni di servizio. Nelle facoltà umanistiche l’età di ingresso è spesso superiore ai 30-35 anni,per non dire vicino ai quaranta, e, di solito, oltre a post doc e borse varie, ci si porta dietro un periodo di 5- 10 anni di insegnamento a contratto. Anzianità paradossale di servizio, direi…Vedasi i cv di RU reclutati nell’ultima fase concorsuale, dal 2005 al 2010..
    A dimostrazione ulteriore di questo si vedano poi, online, i cv di molti rtd post-Gelmini, e li si compari ai cv dei candidati alle posizioni di ingresso europeee e americane.. Gli indicatori quantitativi sono,il più delle volte, identici o superiori alle mediane concorsuali dell’ASN attuale.
    Seconda osservazione: risparmi ecc.
    Nelle facoltà umanistiche la didattica, nella maggioranza dei casi, non è pagata, o, se accade, si tratta di somme ridicole: da cui non vedo risparmi…come ricordava Proietti..
    Interi settori di università medie e grandi si reggono sulla didattica dei ricercatori: il blocco del turn over ha spesso prodotto pensionamenti dei ruoli apicali, com’è noto.
    Infine la partita si giocherà, in tempi di povertà attuale del sistema universitario, sul piano del riassetto globale dell’ offerta formativa e sulla logica dei nuovi requisiti minimi e dei settori caratterizzanti: in ipotesi un dipartimento, un ateneo, potrebbero ritrovarsi con un numero significativo, ahimé, di abilitati in settori non determinanti nel quadro dell’offerta formativa o non essenziali,almeno sulla carta, alla formazione di dottorati, pur in presenza di personale le cui qualità sono e saranno essenziali ai fini delle future VQR, ecc. A prescindere dall’anagrafe di servizio.
    Senza poi tralasciare l’obbligo del 20% di posizioni da bandire per trasferimento.
    Insomma si concorre a partire dalle personali capacità o possibilità di ricerca, ci si confronta coi problemi strutturali della valutazione nel modello italiano dell’ASN, per esser giudicati, poi, all’interno di griglie dove didattica e organizzazione di ateneo decidono, di fatto, degli esiti individuali: tempistica, possibilità, utilità, contingenza, programmazione, ove accade perchè possibile, sia in termini economici, che di politiche di reclutamento. Al di là delle polemiche sulla premialità..

    P.S. Il taglio di 1.500.000 euro di costi commissari da destinare al reclutamento di esterni e non strutturati rende possibile 24 posizioni di P.a o 18 di P.O: una buona lotteria, quindi…

    Che poi il costo della macchina di valutazione e la diseconomicità delle procedure sia piuttosto alto è, a tutti, evidente. In nome di citazioni e impact factor si producono elenchi di auctoritates, come gli eruditi pre iluministi, e in nome della valutazione si costruiscono edifici di logica e politica neo-scolastica, di universali ante rem. Come ai tempi de l’ Admonitio di Carlo Magno e del suo progetto di di riforma dell’educazione nel Sacro Romano Impero..Ma, non essendo filosofo, qui mi taccio.

  3. Buonasera! Permettetemi un sorriso e uno sfogo! Credete sia possibile essere analitici e giudicare 14 pubblicazioni nei tempi che le commissioni si sono date per formulare i giudizi? Commissione Anestesiologia, II fascia: 15 minuti in media per candidato, con uno o due commissari in collegamento da Skype. Segnalo inoltre che per il commissario OCSE in collegamento da Boston le 9,30 del mattino a Roma erano notte fonda !

    • @mdm
      una commissione dvvero coscienziosa! ai commissari della 11/A1 sono bastati in totale 645 minuti per 171 candidati di seconda fascia (3,77 minuti media, mentre la media di prima fascia è 10,40 minuti). Vero è che c’è poi da calcolare il tempo per la stesura definitiva del giudizio collegiale (evidentemente quella provvisoria è stata fatta nei suddetti 3,77 minuti pro capite)che però non ha influito sulle decisioni prese, in quanto è avvenuta in settembre, DOPO e non prima le delibere di abilitazione/non abilitazine prese in due ore di seduta telematica il 25 luglio

  4. @Plymouthian

    Io credo sinceramente che per ottenere qualcosa non sia utile (anzi credo sia dannoso) proporre delle modifiche agli indici o introdurre ulteriori indici di valutazione. Noi non siamo i legislatori …quindi non ne avremmo il potere …
    La cosa credo più costruttiva e probabilmente anche semplice da ottenere credo sia che le commissioni si attengano a quanto previsto dalle leggi e decreti vigenti.

    Quindi in primis chi supera le 3 mediane è ammesso, chi non le supera è fuori.

    Poi, nel sottoinsieme di quelli che superano le 3 mediane si guardano le riviste su cui il candidato ha pubblicato intersecando con le classificazioni GEV.

    In altre parole se io ho le 3 mediane OK, mi candido per l’abilitazione ad esempio nel settore 03, ma le pubblicazioni da me presentate per l’abilitazione fanno parte di quelle riconosciute dal settore 06, allora non prendo l’abilitazione…

    Tutto questo credo non abbia bisogno di una nuova legge o un nuovo decreto, credo che invece corrisponda alla applicazione della legge/decreti in vigore, quindi è certamente qualcosa che i membri della Commissione Cultura della camera possono chiedere venga applicato (i.e. solo in forza della legge vigente).

    Devo dire che (per quanto non sia il mio caso personale) credo che sia abbastanza demoralizzante/demotivante vedere *abilitati/e* candidati/e che non superano le mediane e *non abilitati/e* candidati/e che le superano.

    Io penso che qualunque membro di qualunque partito potrebbe iniziare questa discussione in Parlamento e anche ottenere il risultato di far applicare la legge.

    • In merito alla classificazione GEV e al relativo IF delle riviste sarebbe stato opportuno che i commissari si riferissero anche ad essa nella valutazione delle pubblicazioni. Ho verificato che ci sono candidati con vari contributi su riviste di fascia 1 e 2 per i quali i commissari hanno dichiarato uno spessore scientifico limitato. Mi chiedo come sia possibile. Delle due l’una: o queste riviste hanno accettato lavori scadenti, e allora non sono riviste qualificabili in fascia alta, oppure la valutazione dei commissari è del tutto opinabile. Ci sarebbero a mio avviso in questi casi estremi per un ricorso al TAR perchè la distorsione nella valutazione dei contributi scientifici qui appare evidente.

    • quindi capisco bene che non era previsto che si dovessero superare 3, 2, 1 o addirittura 0 mediane… ?

      se le cose stanno davvero così allora le commissioni che hanno valutato secondo i loro personali criteri (ignorando mediane e quant’altro) hanno agito bene (avendo il potere di farlo)…quindi tutto sommato non ha granchè senso lamentarsi e perdere del tempo a scrivere su Roars?
      Ho capito bene?

    • Anna, bisognava superare 2 mediane su 3 nei bibliometrici e 1 una 3 nei non bibliometrici.
      Assurdo lo so, perché chi sa un po’ di insiemistica capisce subito che superare e non solo eguagliare 2 su 3 vuol dire avere una produzione scientifica maggiore di ben oltre il 50% degli strutturati attualmente nel ruolo in cui si concorre.
      Come ho detto gli attuali strutturati dovrebbero essere i primi a lamentarsi di questo meccanismo che li delegittima in modo grave.

      Detto questo non concordo sul fatto che non abbiamo il potere, perché se proponiamo buone idee, condivise e ragionevoli, è possibile farle accettare dai nostri rappresentanti, perché chi ci governa lo eleggiamo noi (più o meno, ma questo è un altro discorso).

      Infine il punto è che tu dici “le pubblicazioni da me presentate per l’abilitazione fanno parte di quelle riconosciute dal settore”, chi lo decide? La commissione? Su quale base?
      Al momento l’hanno fatto in modo approssimativo e sbrigativo, rendendo tutta la procedura opaca e ingiusta perché persone con titoli simili sono state giudicate in modo totalmente diverso.
      Se si produce un indicatore anche degli altri paramentri, che è possibile calcolare oggettivamente, secondo me è meglio altrimenti si cade sempre nel libero arbitrio delle commissioni che possono fare quello che vogliono dietro l’arrogante difesa dell’insindacabile giudizio.

  5. va bene che sono giorni di mezza festa, ma al ritmo di 1 sc al giorno arriviamo davvero a san valentino come aveva ironizzato qualcuno.
    ieri c’è stato un superquark in cui piero angela le ha cantate ai nostri politici, chi ha visto il programma sa a cosa mi riferisco.

  6. Scusate se mi introduco in questa discussione. Ho letto i vari commenti ai risultati già pubblicati di questa ASN, e la relativa discussione. Premetto che i risultati del settore su cui ho effettuato la domanda come associato (per il quale possedevo due mediane su tre, come richiesto dai criteri individuati dalla Commissione) non sono ancora stati pubblicati. La mia riflessione rispetto a questa abilitazione è di carattere generale, dato che leggo che attraverso questo sito si vogliono sviluppare proposte da presentare per riformare il suddetto processo di abilitazione. Secondo me, è proprio il concetto di mediana a essere completamente inappropriato per selezionare possibili candidati per un concorso nazionale. Esempio pratico: quando ho effettuato la domanda nel 2012 per l’abilitazione ad associato, avevo due mediane su tre; nella candidatura 2013 avevo tre mediane su tre per effettuare la domanda per ordinario (che ovviamente non ho fatto, perché la mia personale e autonoma valutazione è quella di non essere maturo per quel ruolo. Come ho fatto? Semplicemente, comprese le “regole del gioco”, una persona mediamente intelligente e mediamente produttiva può spostare la propria attività di pubblicazione sui canali privilegiati per l’ASN, tralasciando però aree della ricerca che, magari marginali o di interesse squisitamente nazionale, hanno però rilevanza per lo sviluppo nazionale di un settore disciplinare e per l’applicabilità in sede nazionale dei risultati. E’ questo il primo problema delle mediane. Secondo problema: le mediane si possono ottenere in tanti modi: diversi colleghi (con evidenti disponibilità economiche maggiori delle mie) hanno iniziato a pubblicare su riviste open access che, previo pagamento di più o meno ingenti somme di denaro, sono ben disponibili ad effettuare referaggi compiacenti e, nel migliore dei casi, caratterizzati da precise revisioni dirette sul testo. Ciò equivale a creare una disparità tra risorse disponibili dalla struttura o dal singolo e possibilità di pubblicazione di lavori anche obiettivamente scarsi (ve ne indicherei qualcuno ma non mi sembra il caso), ovvero un’Università dei privilegiati, senza creatività, innovazione o ingegno. Terzo problema: il numero di citazioni cosa riflette realmente? Quando io pubblico un lavoro insieme ad altre 30 persone, e 20 di queste pubblicano mediamente 4 lavori all’anno sullo stesso costrutto o argomento indagato, quante citazioni riceverò che indicano semplicemente che io e quegli altri 20 ci occupiamo della stessa cosa? Quarto problema: se uno pensa che per insegnare all’Università basti essere un buon ricercatore (dovrei dire un ricercatore abile nel muoversi tra le maglie di questo perverso sistema), o (a) non ha mai insegnato all’Università, oppure (b) è in malafede. Quinto problema: le mediane vengono valutate anche su pubblicazioni non di settore, pertanto se io faccio una pubblicazione in cui scrivo tre righe con un autore di “scienze dure” e pluricitate, i miei indici si innalzano notevolmente.
    In realtà, basterebbe avere commissioni eticamente disposte a valutare obiettivamente i CV dei candidati, il loro profilo scientifico tout-court (non solo le mediane Scopus e ISI–che, lo ricordo, sono banche dati private–, ma anche l’attinenza delle pubblicazioni con l’SSD, la didattica, la presenza scientifica nel panorama nazionale e internazionale, la capacità di attirare fondi, etc, elementi di fatto INSERITI nei criteri pubblicati dalle commissioni), e sarebbe tutto più semplice.
    In sintesi, il problema non sono le mediane. Come ormai accade da molto tempo in Italia, il problema è l’Etica, e non solo l’etica della scienza.
    Un caro saluto.

    • Condivido il tuo ragionamento, ma con tutta sincerità non vedo la soluzione. Etica? Come si suol dire: chi controlla il controllore?

    • Bellissimo post, molto condivisibile.

      Per migliorare l’etica dei controllori/commissari si dovrebbero “semplicemente” introdurre dei parametri di controllo della produttività scientifica/didattica ogni tre anni per i canditati promossi. In caso di non superamento dei parametri decurtazione dello stipendio dei controllori/commissari in modo proporzionale al fallimento scientifico dei loro “prescelti”.

      Può darsi che molti controllori/commissari siano al momento poco etici, ma se gli tocchi il portafoglio penso che lo possano diventare in tempi straordinariamente rapidi.

  7. @uniprecariato
    mi pare una visione molto personale. le mediane intanto sono uno degli strumenti per una valutazione complessiva di un candidato e superano la discrezionalità dei commissari. E poi se uno pubblica su Lancet ed il suo articolo viene citato centinaia di volte.. vorrei capire dove sta lo scarso valore scientifico di tutto questo…se poi uno pubblica su riviste a pagamento.. dubito che a livello internazionale in suo artico sia citato molte volte e quindi le mediane saranno basse. mi sembra un buon sistema migliorabile. Forse però andrebbe considerata tutta l’attivitàscientifica e non solo i lavori ad hoc presentate dai soliti furbetti.

    • @uniprecariato. bel nome :-).
      ” comprese le “regole del gioco”, una persona mediamente intelligente e mediamente produttiva può spostare la propria attività di pubblicazione sui canali privilegiati per l’ASN” GIUSTO.
      E TI SEMBRA POCO PARTIRE DA UN POOL DI PERSONE MMEDIAMENTE INTELLIGENTI DA SCEGLIERE. PIUTTOSTO CHE DA UN POOL DI AM-ICI -ANTI?
      Le mediane sono solo un punto di partenza da cui non si dovrebbe prescindere nemmeno in casi eccezionali. perchè se uno è “una persona mediamente intelligente e mediamente produttiva può spostare la propria attività”.
      avere le mediane non è sufficiente, ma dovrebbe essere la conditio sine qua non.
      le mediane non possono essere la sola cosa, ma le commissioni “semileggittime” devono essere forzate a scegliere fra quelli che hanno le mediane e fra questi guardare tutto il resto. se io pubblico insieme ad uno che si chiama Scimmia (nome) Ammeastrata (cognome) io e Scimmia avremo la stessa mediana, ma scimmia non ha finanziamenti, non va ai congressi internazionali come speaker, non vince premi, non fa parte di comitati editoriali, non dimostra di dirgiere un gruppo.
      L’ETICA SE UNO NON CE L’HA NON SE LO PUò DARE DA SOLO ….. ALLORA DIAMOGLI I BRACCIALETTI ELETTRONICI, CIOè LE MEDIANE!

    • Infatti, la mia era una riflessione di carattere generale sul sistema di abilitazione, con particolare riferimento al criterio delle mediane come sistema di selezione. Anche da un punto di vista scientifico, il concetto di “indicatore” concerne una specifica variabile che è in relazione (possibilmente di tipo esplicativo o predittivo) con un sistema più complesso: in tal senso, condivido che le mediane superino la discrezionalità dei commissari, ma semplicemente non sono un indicatore affidabile della qualità di un candidato e del suo lavoro, proprio sulla base delle criticità che avevo in precedenza espresso. Se uno pubblica su Lancet LAVORI COERENTI CON IL SUO PERCORSO SCIENTIFICO E DI RICERCA, allora quello è un indicatore di qualità che una Commissione eticamente corretta dovrebbe valutare molto positivamente; se uno pubblica su una rivista con IF molto alto un lavoro a 227 nomi in cui il suo contributo APPARE MINIMALE, CONSIDERATO GLI ARGOMENTI DI CUI HA TRATTATO IN PRECEDENZA NEI SUOI CONTRIBUTI, IL SUO CURRICULUM, E I SUOI POTENZIALI SSD DI AFFERENZA, tale lavoro per una commissione di abilitazione dovrebbe avere valore pressoché nullo. Tutto qui…

    • no, quella di Uniprecariato non è affatto una visione personale. Gli indicatori stanno inducendo sempre più le persone a lavorare con un obiettivo distorto: anche senza troppa malafede, beh… meglio un articolo in più che uno in meno (e chi ha fondi per pubblicazioni Open Access o per gli innumerevoli congressi/workshop/simposii, almeno in certi settori, deve solo decidere il numero di articoli che vuole pubblicare), meglio abbondare con le autocitazioni, meglio magari non disdegnare ogni tanto qualche scambio di citazioni…

      Ma al di là di questo, resta un fatto fondamentale, pure menzionato nel messaggio di Uniprecariato.. le citazioni essenzialmente misurano -anche in assenza di distorsioni- il grado di interesse per la tematica trattata. Se sulla tematica A vengono scritti 100 articoli all’anno, e sulla tematica B 10 articoli (il che peraltro non è indice di minore importanza, anzi potrebbe riguardare il caso di tematiche particolarmente inaccessibili)… beh, un ricercatore che lavora sulla tematica A ed uno sulla tematica B, a parità di qualità scientifica, hanno forse la stessa probabilità di essere citati? Cosa misura allora il numero di citazioni? Le tematiche di nicchia, all’interno di uno stesso settore, vengono senz’altro penalizzate.

      Abbiate la pazienza di andare a guardare i CV di molti candidati, magari di persone note di cui conoscete il valore. Troverete scarti impressionanti tra caso e caso, che spesso non rappresentano assolutamente scarti di qualità del lavoro scientifico. Come ben sa chi segue la valutazione della ricerca (leggi ROARS) gli indicatori non devono essere assolutamente essere usati in maniera meccanica. Probabilmente, al massimo dovrebbero essere degnati di un veloce sguardo durante una valutazione che dovrebbe invece essere basata sulla lettura dei lavori scientifici, che piaccia o meno.

  8. Le mediane era uno dei parametri per gli abilitanti, più funzionali a sfrondare i papabili commissari. Il numero sproporzionato di candidati all’abilitazione spiega, a mio parere e non voglio offendere nessuno, quanto alle mediane sia stato dato un valore che non avevano…”ho le mediane, quindi partecipo”, in tanti hanno fatto questo ragionamento piuttosto superficiale e ora si trovano scottati. Ci voleva un po’ di pazienza in più per annusare che qualcosa è cambiato ma alcune logiche (“non piena maturità scientifica”, “impatto relativo”, “pubblicazioni non sempre pertinenti con settore”) rimangono piuttosto immutate e non sempre sono negative, altre volte purtroppo è un modo meschino per far fuori qualcuno. Almeno questa volta è tutto in piazza.

    Ribadisco: 50000 abilitanti sono un numero che non ha senso razionale, se non un tentare la sorte perché “ho le mediane”…. Quest’ultima era solo una condizione di minimo, dove comunque le commissioni mantenevano il loro potere discrezionale sempre ribadito in ogni documento ministeriale.

    La mia è una considerazione generale, di sistema.

  9. Secondo me si sta facendo un pò di confusione…e purtroppo la confusione non aiuta a conseguire dei risultati pratici e immediati…

    (A)
    Da una parte ci sono le ingiustizie/irregolarità –vere o presunte–subite da tanti candidati in questa tornata di abilitazioni. (Credo che questo sia il problema principale di questo specifico blog).

    (B)
    Dall’altra ci sono i problemi di alcuni (B1) che vorrebbero cambiare l’attuale sistema di ASN… di altri (B2) che si preoccupano del mancato aumento di stipendio col passaggio di ruolo…etc etc …

    Io credo che sarebbe più immediato/semplice/realistico/utile in questo momento cercare di porre rimedio (i.e. sanare nell’ambito della legislazione attuale) le irregolarità relative al problema (A) e dimenticare per qualche tempo i problemi di classe (B).

    Cambiare la legislazione in merito a mediane e stipendi (i.e. problemi di classe (B)) è una cosa diversa e meno semplice da ottenere, e tutto sommato credo che preoccupi molte meno persone in questo blog in questo momento.

    Continuare a spostare continuamente l’obiettivo di questa discussione e non convergendo su una azione condivisa/condivisibile non aiuta i candidati esclusi ingiustamente (invece sicuramente favorisce i candidati che pur non avendo presumibilmente i titoli hanno invece ottenuto l’abilitazione).

    • Sono completamente d’accordo con @anna_wp. leggendo i vari post ne vie fuori da parte del lettore molta confusione. Si va dalla problematica di come ottenere giustizia da parte di chi si è vista ingiustamente respinta la propria candidatura, a quella di come proporre variazioni in merito al calcolo delle mediane e variazioni in genere in merito all’ASN, a quella degli stipendi dei nuovi PA/PO. Ho avuto quasi l’impressione che ci si riconducesse a una visione egoistica dei problemi ed è essenziale cambiare questo atteggiamento se vogliamo contribuire seriamente a modificare lo stato delle cose.
      Sarebbe preferibile collimare le discussioni sulla problematica adesso di maggior peso, quella di come sanare le ingiustizie subite da chi è stato a torto bocciato.
      Io penso che una delle prime cose da fare sia quella di chiedere con forza, ponendocelo come obioettivo prioritario e comune, l’abolizione dei due anni (a questo punto 3) di divieto di candidarsi per steso settore e profilo a chi è stato respinto in modo che possa partecipare alle successive ASN a partire dall’ASN 2014.

    • Se non ci poniamo i problemi di tipo B, cioè accettiamo il sistema così com’è, allora il problema non sono le in-giustizie, ma le il-legalità. Le illegalità il TAR le valuta benissimo, è lì per quello, quindi avanti con i ricorsi.
      Le in-giustizie invece coinvolgono necessariamente gli aspetti di tipo B.

    • @ WP Giustissimo quello che dici. Tuttavia c’è una altra categoria di interventi, tipo C o A1. I mie e quelli di pochi altri.
      Quello che sostengo io è che non è ammissibile che ci siano commissioni che hanno un 25% di abilitati senza le mediane; un 25 di abilitati con le mediane; un 25% di non-abilitati con le mediane e un 25% di non-abilitati senza mediane. Da qualche parte qui c’è un link con una statistica, dove si vede che ci sono commissioni che hanno agito così.
      Una risultato così vuol dire che le commmissioni hanno fatto quello che gli pareva, cioè se ne sono altamente fregati delle mediane. Se si sceglie un indice numerico, lo si usa. Altrimenti inutele introdurlo!
      Adesso l’indice numerico è quello delle mediane.
      allora io mi aspetto su 100 candidati 50 con e 50 senza mediana, almeno 49 non-abilitati fra quelli senza mediane e n (da 1 a 50) di non abilitati fra quelli con la mediana. e quindi da 1 a 51 abilitati, ma tutti con la mediana apposto, tranne uno: un certo Einstain. Il fatto è che qui se in italia ti chiami figliodibarone, oppure quantosonofigo o autistalecchino, i commissari leggono Einstain. allora anche Einstain, fa un pò di gavetta, pubblica e si prende l’abilitazione come tutti gli altri con gli indici numerici apposto.

  10. Giustissimo: l’unico modo per valutare la qualità della ricerca è leggere i lavori più rappresentativi e magari gli editoriali di autorevoli personalità del campo sulla pubblicazioni del candidato. In una valutazione comparativa lo si può e lo si deve fare, ma in un’abilatazione nazionale in cui partecipano 500 candidati come si fa? Indici numerici minimi per scremare ci vanno. Le mediane non vanno bene. proponetene altri. In alcuni settori sarebbe stato meglio un numero minimo di lavori come primo o ultimo autore. altri settori avrebbero potuto proporne alti. ma nel momdo reale ora ci sono le mediane. non dovevano essere ammorbidite dal decreto profumo. questo ha permesso alle commissione “parzialmente illeggitime” di sguazzarci. Senza gli indici numerici minimi è facile sfociare nel libero arbitrio.

    • Leggere e valutare. PUNTO. Oppure tirare a sorte. O, anche, semplicemente rinunciare alla pretesa di valutare fino a 1000 (mille, MILLE) persone con una singola commissione. Questo è il vero scandalo dell’ASN davanti a cui bisognerebbe gridare.
      L’alternativa concreta c’è ed è semplicissima. Porre un limite massimo al numero di candidati per commissione, e istituire più commissioni laddove questo sia necessario. E’ inaccettabile che non ci sia un limite al numero di candidati per commissione, è oltre qualsiasi ragionevole speranza che ci possa essere una reale valutazione.
      Personalmente, mi auguro che ci sia una pioggia di ricorsi, e che il difetto di valutazione -così evidente ed inoppugnabile- sia messo nero su bianco da un giudice.
      Tenete ben presente che, qui, di oggettivo, quantificabile e dimostrabile c’è una sola cosa: il fatto che le commissioni NON hanno letto i lavori, per una manifesta impossibilità materiale. (Parlo per il settore 09/H1, ma non dubito che sia così anche in altri.) Questa circostanza, signori miei, non è altrimenti definibile che illegittima, e forse sarebbe ora di prenderne piena consapevolezza.

  11. 06-H1 GINECOLOGIA E OSTETRICIA. II Fascia – Candidato n. 30: Non abilitato (indicatori bibliometrici: 15.31 – 26,14 – 8)
    06-H1 GINECOLOGIA E OSTETRICIA. I Fascia – Candidato n. 18: Abilitato (indicatori bibliometrici: 100,91 – 107,53 – 15)
    Piccola chicca: il candidato n. 30 ed il candidato n. 18 sono la stessa persona all’anagrafe, ma non…. all’ASN.

    • @osservatorio. Hai sbagliato anche tu :-) il candidato in prima fascia è il 13, non 18.

      Dal giuduzio Prima fascia:
      C. L.
      Nato il 17/08/1969
      Ricercatore Universitario dal 01/11/2000
      Età accademica (#) : 15,14
      Anni di attività dal 2002-2012, al netto dei congedi: 8.225

      Dal giudizio di II fascia
      C. L.
      Nato il 17/08/1969
      Età accademica: 9,142
      Anni di attività dal 2002-2012, al netto dei congedi: 9.142

    • 06-H1 GINECOLOGIA E OSTETRICIA è lo stesso settore in cui i commissari hanno abilitato uno che ha presentato un lavoro non suo fra i lavori da valutare (SIC!).

    • Se guardate i due curriculum, in quello per PA sono state indicate solo una parte delle pubblicazioni messe nel curriculum per PO. Siccome gli indicatori vengono calcolati sulla base della domanda si spiegano le differenze.

  12. Ragazzi, se non ci chiariamo le idee e continuiamo a sparare in tutte le direzioni si rischia davvero molto grosso:
    il ritorno al vecchio sistema di concorsi locali gestiti autonomamente e liberamente da 3 ordinari a sedi abbinate…senza nessuna possibilità di controllo perchè il giudizio della commissione come si sa è insindacabile.

    Allora rimpiangeremo i tempi in cui mediane e giudizi erano pubblicamente accessibili sul sito dell’anvur…ma ahimè sarà troppo tardi.

    Ma pazienza c’è pur sempre la possibilità per i figli di un dio minore (per usare l’espressione di @cspampin di andare in cattedra in UK , dove i posti si vincono solo per merito…i.e. per i valori di quelle che noi chiamiamo mediane.

    • “Il vecchio sistema di concorsi locali gestiti autonomamente” non funzionava a mio parere perché esisteva un sistema connivente in cui il precariato non era pressoché contemplato, “i.e.” perché non si facevano i ricorsi in quanto le persone (a tutti i livelli: dottori, assegnisti, ricercatori e professori associati) “aspettavano il loro turno”, non certo perché non si potesse accedere agli atti (che, come si sa, sono pubblici; inoltre, almeno negli ultimi anni in cui si bandivano i concorsi, le Università serie pubblicavano gli atti concorsuali nel proprio sito). Secondo me, questo livello di problema è ormai secondario, perché la realtà (sociale e accademica) è cambiata radicalmente negli ultimi anni. Inoltre in UK, così come negli US, almeno nei settori su cui ho competenza io nessuno ti prende per il “merito” dei valori di quelle che noi chiamiamo mediane: chi ha stabili collaborazioni internazionali sa benissimo che gli indici utilizzati per l’ASN sono soltanto una delle tante cose che chi valuta l’application per una posizione accademica all’estero “può” (non necessariamente “deve”) guardare ai fini di un’assunzione, insieme a molte altre cose. Le visioni catastrofiche e disinformate non agevolano certo questa fase di transizione critica delle Università.
      Per i problemi di tipo “A” di cui parla lei, la soluzione a me sembra semplice (non so se fattibile): (1) riaprire a tutti la tornata 2013, ovvero annullare la penalizzazione per i non abilitati; (2) richiedere la correzione degli errori materiali delle Commissioni e la eventuale revisione collegiale del profilo per i casi in cui questi sono avvenuti.
      In fondo, le soluzioni semplici per i problemi pratici a volte sono le migliori… sono però i problemi che lei chiama di tipo “B” (cioé lo stabilire criteri appropriati e specifici per settore, che non possono essere assolutamente le “mediane”), che da un punto di vista squisitamente concettuale rappresentano secondo me la variabile indipendente: sono problemi per nulla secondari, e da essi ne derivano molti altri. Su questi occorre effettuare un’attenta riflessione e un’efficace revisione, altrimenti di problemi che lei definisce di tipo “A” (ingiustizie individuali) ne incontreremo a bizzeffe in futuro, come in passato…
      Cari saluti.

  13. cara Elena Triantafillis,
    siamo sinceri, mi dispiace di dover insistere sul personale ma ti devo una risposta.
    Primo per congratularmi (no ho capito chi sei, ma poco importa), secondo per ringraziarti della comprensione per la mia amarezza (in realtà è ben altro che amarezza).
    Devo rispondere perché velatamente (e neppure tanto) mi accusi di aver manipolato il mio commento: ho solo riportato dei dati, verificabili. Né ho detto di meritare l’abilitazione, né di essere un genio incompreso. Come hanno osservato altri, una asticella ballerina è profondamente ingiusta (non ci vuole chissà quanta onestà intellettuale per accorgersene, eppure…). E’ chiaro che chi è riuscito a saltare, complice un’altezza più ragionevole, considera le proteste come sfoghi poco fondati. E elogia il comportamento della commissione. Chi è stato meno fortunato (diciamo così) lo denigra.
    Insisto: ci vuole un giudice terzo.

    Più in generale: si è scatenata la guerra dei poveri, ovviamente. Chi è passato si preoccupa di concorsi, stipendi, ecc… Chi non lo è (e pensa di meritarlo almeno QUANTO ALTRI CHE LO SONO), pensa a come far valere le proprie ragioni. Si sa, le nostre strade si dividono!
    Aspetto il dossier completo promesso da Lolo. Per una valutazione globale, al di là dei casi personali.
    Ancora buon anno a tutti e complimenti a tutti gli abilitati.

    • Cara Davide,
      mi spiace di essere stata fraintesa. Non parlerei mai di manipolazione: tutt’al più di ‘estrapolazione’. Se si confrontano i giudizi della nostra commissione con quelli di molte altre, si vede parecchia analisi di dettaglio ed una spiccata inclinazione a focalizzare proprio la QUALITA’ delle pubblicazioni; in tale prospettiva, isolare e confrontare dati meramente quantitativi mi pare abbia poco senso. Aggiungo che -sino a ieri- tutti contestavamo le famigerate mediane e, in generale, i rilievi a carattere esclusivamente numerico. Troviamo una commissione che ‘entra nel merito’ e ci trinceriamo a nostra volta dietro l’usbergo del numero di pubblicazioni et similia? La quantità certo coadiuva, ma non ditta legge: e quello di riconoscere e soppesare lo spscificum qualitativo è, appunto, il compito della commissione. Quanto alla variabilità dell’asticella il discorso è ampio e ha mille risvolti su cui occorrerebbe riflettere. Faccio un esempio (che nulla ha a che vedere col suo caso). Tutti sappiamo che la linguistica è una materia con una accentuata articolazione interna. Ed entro il ventaglio di possibilità vi sono anche temi che richiedono ‘lunghe battute di caccia’ per il recupero e l’interpretazione dei dati, nonché un apparato filologico e tecnico particolarmente impegnativo da acquisire e utilizzare: è il caso di certe tematiche appartenenti alla ricostruzione dell’indeuropeo, o anche di problemi formali particolarmente intricati; vi sono altri argomenti, per contro, che risultano decisamente di minore spessore da molti punti di vista (non ultimo la relativa facilità del controllo documentario). Per questo -anche in alcuni dei casi (‘numeri’) elencati da Lolo- non scorgo chissà quale motivo di scandalo. Certo, il discorso non è esauribile in un post. Infine: nel mio riferimento alla sua amarezza non vi era traccia di ironia.

  14. Ma dai! Episodi come questi dovrebbero essere più che sufficienti per decretare la nullità di questo carrozzone dell’ASN; e non si dica che statisticamente le cose vanno bene (come vogliono gli abilitati che partecipano – chissà perche? – a questo forum)… A meno che non si ammetta con Pirandello che il candidato può essere uno, nessuno e forse centomila.

  15. Intendi “candidato no. 13” invece che “candidato no. 18” ?
    Beh, se e’ cosi’, e’ tutto molto bello… E’ difficile da credere che un candidato, attualmente RU, non sia abilitato da PA ma lo sia da PO …

    • Forse ha voluto fare uno scherzo! Infatti nel CV inviato per II fascia ha inserito 14 pubblicazioni, invece nel CV per I fascia le pubblicazioni sono 94 (2002-2012).

  16. in effetti ci sono stati molti errori… e molti dei non abilitati (compreso io) meriterebbero di essere rivalutati immediatamente… magari con più attenzione. Proporrei al ministro di annullare lo stop o dei 2 anni… si avrebbe modo di rimediare ad alcuni sbagli (io continuo a credere in buona fede) fatti dalle commissioni.. ma non distruggiamo un sistema che da la possibilità a tutti di giocarsi alla pari i titoli in un contesto nazionale.
    PS:nella mia università molti cattedratici ridono di gusto di quello che sta succedendo.. intendo questa guerra tra poveri…. pensando a scenari di annullamento delle nuove procedure e azzeramento di tutti i potenziali professori che non vedranno mai riconosciuto il loro valore.. magari anche solo come idoneità… bel lavoro stiamo facendo quassù…

  17. Cari tutti,
    qualsiasi legge faranno, per quanto perfetta sia, troveranno il modo di aggirarla. Siamo italiani!
    Francamenete ho lottato perchè la legge Gelmini non venisse approvata, mi sono astenuta dall’insegnamento per un anno. Sono andata anche in piazza con gli altri ricercatori. Quanti di quelli che oggi si lamentano l’anno fatto?
    Fino a che Profumo non è intervenuto a invalidare l’unica cosa vagamente seria che c’era nella legge (la barriera delle mediane nel bene e nel male) che impediva troppi magheggi , credevo che questo sistema fosse un pò più meritocratico. Adesso che vedo e sento lo scempio che hanno fatto le commissioni ed il ministero, con errori assurdi, mediane palesemente sbagliate, settori concorsuali cambiati duarante il concorso, superficialità, totale incopentenze, sono felice che finisca tutto in mano al TAR, con buona pace degli abilitati e probabile annullamento di tutto il concorso. Chiediamo ai commissari di leggere gli articoli e valutarli? Ma se alcuni di loro hanno a malapena letto il titolo e non hanno capito nenanche dove collocarlo?

    • bravo.. esattamente quello che vorrebbero i commissari.. congelare tutto e non dare a nessuno la possibilità di salire di ruolo… non credo che l’annullamento faccia piacere alle nuove generazioni.. ma conservi quelle vecchie. Sono nvece d’accordo con Uniprecariato.. condivido la proposta..
      sarebbe giusto riaprire l’abilitazione 2013 piuttosto che sentirsi abilitati dai giudici di un TAR…. magari nemmeno loro capiscono molto di validità scientifica.. e dove sarebbe la soddisfazione??

    • Profumo, ma direi più il MIUR in se, ha dovuto allentare la condizione necessaria delle mediane per via della mancanza di database utili per calcolarle. Tra le altre:
      – Mancanza di una anagrafe della ricerca da cui evincere le pubblicazioni di docenti italiani (molti docenti non hanno mai compilato il proprio sito CINECA).
      – SCOPUS e ISI non sono affidabili perché aggiornati anche dopo 6 mesi e spesso mancano le citazioni.
      – Peggio per i non bibliometrici dove gli elenchi di riviste sono stati fatti con notevole ritardo e nel caso dell’area 12 non fatti e basta.
      – Interpretazioni volubili del concetto stesso di mediana (ricordo che l’ANVUR ha pubblicato due versioni del documento)

      Se avessero mantenuto le mediane come criterio rigido l’ASN sarebbe già stata bloccata dai ricorsi fatti ad inizio 2013.
      L’unico modo di aggirare quei ricorsi fu proprio lasciare libertà alle commissioni, infatti la sospensiva fu respinta dicendo che non avere le mediane non precludeva la partecipazione.

    • rifle13, i TAR non abiliteranno nessuno. O annullano tutto o chiedono alla stessa od ad una nuova commissione di rivalutare i candidati che hanno fatto ricorso.

  18. Questo del candidato in 6h1 abilitato da ordinario ma non associato è spiegabile nel suo cv… Quello che per associato presenta 14 pubblicazioni, quello da ordinario più di 100… Cv ad hoc come si suol dire…

    • paradossalmente è anche la dimostrazione che i commissari hanno lavorato sui parametri e non sulle persone (raccomandate e non)…

    • Ma gli indicatori non avrebbero dovuto essere uguali? Ovvero calcolati su tutta la produzione scientifica?

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