Roars ha da molto tempo sottolineato i rischi intrinseci all’Abilitazione Nazionale per come essa è stata disegnata dal legislatore e da ANVUR. In particolare si erano più volte messi in evidenza i pericoli dovuti a un meccanismo potenzialmente foriero di contenzioso e alla designazione di un numero di abilitati non assorbibile dal sistema. Tali pericoli si stanno puntualmente avverando. Roars non è in grado di monitorare cosa sia accaduto nei singoli settori concorsuali, ciascuno dei quali sembra fare storia a sé. Mette però a disposizione dei lettori che desiderano discutere e commentare lo svolgimento dell’ASN un apposito spazio, costituito dai commenti in calce a questo post.
Raccomandiamo, anche per facilitare la moderazione da parte alla redazione, di evitare espressioni ingiuriose (che verranno comunque bloccate) e di produrre argomentazioni i cui riscontri siano in qualche modo sottoponibili a verifica.
Per ora (5 dicembre 2013, h 00:10) sono usciti soltanto 13 settori concorsuali:
- 01/A4 – Fisica Matematica
- 06/D3 – Malattie Del Sangue, Oncologia E Reumatologia
- 06/E1 – Chirurgia cardio-toraco-vascolare
- 07/H1 – Anatomia E Fisiologia Veterinaria
- 07/H5 – Cliniche Chirurgica E Ostetrica Veterinaria
- 08/A1 – Idraulica, Idrologia, Costruzioni Idrauliche E Marittime
- 09/H1 – Sistemi Di Elaborazione Delle Informazioni
- 11/A1 – Storia Medievale
- 11/A3 – Storia contemporanea
- 11/A4 – Scienze Del Libro E Del Documento E Scienze Storico Religiose
- 11/C2 – Logica, storia e filosofia della scienza
- 11/C4 – Estetica e filosofia dei linguaggi
- 12/B1 – Diritto commerciale e della navigazione
Ecco il link alla pagina del MIUR che si aggiornerà con i risultati degli altri SSD.


Ma sulla correttezza del calcolo delle mediane non vi era sicurezza al momento della prima riunione della Commissione il 12 /2 /2013 ! Infatti , la Commissione nel verbale n.2 del 8/5/2013 “sostiene di trovarsi nell’impossibilità di verificare la correttezza del calcolo (delle mediane) effettuato dall’ANVUR , sia per mancanza di tempo dovendo esaminare circa 700 candidati, sia per mancanza di supporti logistici necessari. Pertanto la posizione della Commissione è di accettare senza verifiche i valori calcolati dall’ANVUR e pubblicati sul sito del MIUR”. Peccato che si scopre dal verbale n.3 del 28/6/2013 che CINECA aveva continuato a rielaborare i calcoli degli indici bibliometrici almeno fino a poco prima, se la Commissione dichiara solo allora che “tenuto conto del completamento degli aggiornamenti periodici che il CINECA ha completato e fornito, procederà alla pubblicazione dei giudizi collegiali relativi alla valutazione di ciascun candidato”. Ora mi chiedo, come può una Commissione che non è in grado di controllare i dati bibliometrici dei candidati, ritenere il superamento di almeno 2 di questi parametri necessario per degnarsi di valutare la produzione scientifica del candidato ? e come poteva il candidato stesso sapere se i suoi indici bibliometrici superavano o no le mediane , se non era noto come calcolarle e se la banca data Scopus continuava a modificare i valori sollecitata dalle richieste di autori di inserimento di pubblicazioni omesse ?
Io penso che il vulnus stia proprio nella fretta con cui sono stati prodotti i parametri senza renderli noti ai candidati, né alle commissioni prima che le commissioni stesse producessero i primi verbali. Bastava una proroga per l’inizio dei lavori delle commissioni (ne abbiamo viste così tante fin qua…); una volta resi noti i parametri a ciascun candidato e le regole stabilite dalle commissioni col primo verbale, molti candidati si sarebbero probabilmente ritirati e preparati per la seconda tornata, evitando questo inutile stillicidio di vite accademiche.
è chiaro che la pazzia è stata partire senza essere per nulla pronti, con un sistema ultra farraginoso. Per dire solo le falle più macroscopiche, gli indicatori sono stati ricalcolati un numero x di volte (e dunque è CERTO che quelli usati per determinare chi potesse entrare nelle commissioni erano sbagliati), i sorteggi sono stati effettuati a pezzi e bocconi (questo è un vulnus della procedura sul quale non si insiste spesso, ma secondo me è forse il più grave: anziché un unico sorteggio per tutte le commissioni si sono fatti miriadi di gruppetti anche di due-tre commissioni soltanto, ingenerando dubbi più che legittimi sul sorteggio stesso); per non parlare della farsa dell’età accademica.
La valutazione con gli indici bibliometrici fa acqua da tutte le parti non esiste paese civile che li utilizzi, servono per eliminare/promuovere chi li ha o chi non li ha secondo le simpatie o antipatie della commissione. Solo il ruolo unico può riportare giustizia e serenità nelle università, non siamo un paese in grado di svolgere una valutazione seria che non lasci fuori i più deboli ma meritevoli
Data l’importanza assunta dagli indicatori per almeno alcune delle commissioni, sarebbe stato possibile chiedere ai candidati di includere tali valori nella domanda.
Forse verificare il dato sarebbe stato più facile per le commissioni….
Io non ho riportato nel CV gli indicatori, ma con il senno del poi, credo sia stato un errore
Metto nuova carne al fuoco della discussione .
Sono la candidata non abilitata perche valutata sul settore sbagliato.
Guardate cosa ha fatto la commissione 02/C1:
Ha assegnato d’uffico il settore FIS05 o FIS06 sulla base di pubblicazioni presentate e CV. Dicendo nel verbale che è stat costretta a farlo perchè il ministero aveva tolto la possibilità di indicare il sottosettore su cui concorrere.
Io sono stata l’unica che pur essendo Ric in FIS06 è stata giudicata in FIS05
Se le cose stanno così, direi che ci sono concrete possibilità che un tribunale possa correggere questo errore materiale.
Possibile che serva un tribunale anche per la correzione di questi macroscopici errori tecnici?
E una riflessione: se alcuni candidati sono stati vittime di banali errori di calcolo, quanti sono stati abilitati per errore?
Lo stesso succede per 03/A1 chimica analitica e i due SSD CHIM/01 e CHIM/12.
Nel mio caso poi, non mi hanno considerato come CHIM/12 ache se lo avevo espressamente indicato, e le mie pubblicazioni appartengono chiaramente a quel sottosettore.
ma certo che il ministero aveva torlto la possibilità di indicare il sottosettore su cui concorrere. l’abilitazione è per il settore concorsuale, non per il sottosettore e se questo è cumulativo, vuol dire che chi si è abilitato può partecipare ai concorsi locali per tutti gli ssd che compongono l’sc. questo mi pare chiaro e le commissioni che hanno indicato tali differenze dovrebbero essere in errore.
Concordo pienamente. Il paradosso e` che i candidati sono stati giudicati sulla base di una terna di numeri comunicati alle Commissioni e NON ai DIRETTI INTERESSATI ! Ad aggravare la situazione, le Commissioni NON hanno Verificato NESSUN INDICATORE, bensi` li hanno presi per veri e, copiandoli, ne hanno CERTIFICATO L”ESATTEZZA, secondo cio` che dicono MIUR e ANVUR.
… Sembra un incubo !
Speriamno che il Ministro legga e, rendendosi conto delle molte ingiustizie, a volte dovute l caso piu` che a precise responsabilita`, vi ponga rimedio !
I problemi sono, infatti, molti e diversi, ma tutti conseguenza del lungo blocco delle assunzioni che ha impedito ai giovani di entrare, ai piu` vecchi di progradire nella carriera. Adesso le aspettavive erano molte, probabilmente troppe … e la conta delle citazioni e` solo riuscita … ad impedire a molti di lavorare serenamente. Sperando che tutti i problemi si risolvano, Buona domenica a tutti.
Cara Sandra, ma veramente pensi che la commissione di Fisica Matematica abbia agito senza alcuna responsabilità? Io ho monitorato la seconda fascia e l’analisi che ne viene fuori è veramente incredibile. Nei giudizi ci sono vari falsi in atto pubblico (ho contato 12 abilitati che non superano le due mediane ma che la commissione nei giudizi attesta che le superavano, tra questi ci sono abilitati con un numero totale di articoli pari a 6 e che non superano neanche 1 mediana), ci sono abilitati con 0 mediane superate. Dei 91 abilitati solo 44 sono RU del settore, gli altri 47 (molto più del 50%) sono scelti a caso tra fisici teorici, fisici sperimentali, geometri, analisti, scienze delle costruzioni,…e chi più ne ha più ne metta. Non credo che una commissione come questa abbia adottato 2 metri differenti…forse non gli è parso vero di trovare un appiglio per far fuori i figli di nessuno. In ogni caso, per la seconda fascia non si sono fatti problemi a “bocciare” chi superava 2 o 3 mediane anche quando affermavano che la ricerca era pertinente e neanche ad abilitare chi non superava neanche una mediana (3 candidati) o ne superava solo una (10 candidati). L’unica risposta a questa commissione è un bel ricorso al TAR e di motivi per vincerlo ce ne sono a iosa!
Ciao e buona domenica anche a te.
Devo essere stata poco chiara. Il mio commento era DEL TUTTO avulso dal mio caso personale. Senza riferimento ad alcuna Commissione, ripeto: sarebbe stato piu` corretto (dal punto di vista della procedura) se gli indicatori, unitamente al metodo con cui erano stati ottenuti, fossero stati comunicati contemporaneamente sia a ciascun candidato (i propri) che alla Commissione.
Per quanto riguarda 01/A4, invece, ho guardato SOLO la prima fascia e, sia tra gli abilitati che tra i non abilitati ci sono molti amici che stimo. Sono contenta per quelli che hanno ottenuto il meritato riconoscimento e dispiaciuta per gli altri, secondo me altrettanto meritevoli (me compresa), che non lo hanno ottenuto.
E` chiaro che, personalmente, sono `fuori di me’ per il fatto di essere stata liquidata a causa dei valori (sbagliati) degli indicatori. Tu dici che ne hanno approfittato ? Perche` ? Volevano minimizzare il numero di abilitati ? Volevano fare presto e, quindi, non hanno chiesto il controllo dei valori (dall’Anvur mi hanno detto che molte altre Commissioni lo hanno fatto)? Avevano qualche ragione specifica per NON abilitare me ? Non posso crederci.O quale altro motivo ? Continuo ad essere convinta di non avere mai fatto nulla a nessuno dei componenti della Commissione. Infatti, sbagliando, non mi ero neanche troppo preoccupata degli errori su Scopus o ISI perche` ero sicura di essere abbastanza `stimata’ nell’ambiente … sbagliavo ! La delusione e` grande e ne soffro molto. Sono anche indignata per la pubblicazione degli indicatori sbagliati che sono LESIVI della mia immagine scientifica … spero di riuscire a farli correggere, ma non so ancora come.
L’unica cosa che posso fare e cercare altri che siano nella mia stessa situazione: cioe` siano stati scartati per colpa di indicatori calcolati male. Cosi` potremmo fare ricorso insieme.
Leggendo ho visto che molte altre cose sembra non abbiano funzionato. Molti altri hanno motivi diversi per protestare.
Ho notato anche qualcosa di positivo, per esempio, nei giudizi 01/A2, hanno valutato la `continuita` della produzione scientifica negli ultimi 5 anni’. Cio` e mi e` parso piu` equo
perche` il periodo ha la stessa durata per TUTTI I CANDIDATI.
Mi pare un’idea ottima perche` non si discrimina tra chi ha lavorato 10, 20 o 30 anni. Infatti, la richiesta di `continuita` ‘ e` tanto piu` pesante quanto piu` e` lungo il periodo che si osserva e, quindi, si introduce una ulteriore ingiustizia, oltre agli indicatori, a danno dei candidati piu` anziani, dai quali la si pretende per un periodo piu` lungo, visto che la durata della carriera e` piu` lunga.
Di nuovo buona domenica
Veramente in quel settore hanno fatto fuori anche persone che non si può certo dire siano “figli di nessuno”.
Inoltre “scelti a caso” mi sembra un pò forte come affermazione. Se fossi uno di quei abilitati mi girerebbero un po’ le palle.
P.S. Anche se ho 2 lavori in comune con il presidente di quella commissione e sono membro del GNFM dell’INdAM, mi sono guardato bene dal fare domanda li, sapendo abbastanza bene cosa i “fisici matematici italiani” pensano sia la “fisica matematica”:
dimostrare con rigore risultati già ottenuti dai fisici teorici.
@Luca Salasnich
Cosa potrei rispondere ad una persona che afferma che la fisica matematica è “dimostrare con rigore risultati già ottenuti dai fisici teorici”?
Mi chiedo come si faccia a dire “Da un esame analitico delle singole pubblicazioni presentate dal candidato” se non ci sono pubblicazioni? Ma veramente stiamo scherzando? Non era legalmente più giusto dire che non ci sono elementi per valutare l’attività scientifica del candidato? Veramente è legalmente più giusto dire di aver valutato analiticamente pubblicazioni inesistenti?
Non ho parole
@am. Forse non stiamo parlando della stessa cosa, ma, scaricando la domanda di abilitazione del candidato, leggo 18 titoli inseriti nel campo pubblicazioni. Il fatto che gli indicatori siano nulli immagino voglia dire che non si tratta di pubblicazioni censite da Scopus/Wok, ma sempre di materiale da analizzare si tratta. Continuo a non capire l’accanimento sul caso specifico, laddove sono ben altre le cose su cui concentrare l’attenzione.
Ho scritto che
“dimostrare con rigore risultati già ottenuti dai fisici teorici”
è quello che, secondo me, pensano “i fisici matematici italiani”. Tranne qualche eccezione, naturalmente.
Non è, ovviamente, quello che penso io della “fisica matematica”.
Sandra…dimenticavo c’è addirittura un curriculum “fasullo” e la commissione dice testualmente che “Da un esame analitico delle singole pubblicazioni presentate dal candidato Plescia risulta che, a giudizio della
commissione, esse per tematica e metodologia sono molto lontane dagli interessi del settore concorsuale 01/A4. ”
Se lo vai a guardare ti renderai conto di come ha lavorato la commissione
Gentile am, questa sua deduzione azzardata (ti renderai conto di come ha lavorato la commissione) dimostra una certa ingenuità.
Probabilmente qualcuno avrà consigliato alla commissione di non scrivere “profilo fasullo” per evitare di perdersi in problemi burocratico-legali, ma di mantenersi su un generico “non attinente al settore concorsuale”. Incidentalmente faccio notare che gli indicatori sono, ovviamente, tutti 0.
@am. Ho guardato il candidato ed il giudizio di cui parli e fatico a trovare così tanto da ridire su quello che ha scritto la Commissione. E’ chiaro che il candidato e’ fasullo, ma non mi pare che il giudizio riportato sia un indicatore di cattiva maniera di lavorare. Credo che sparare a zero a-priori non aiuti chi ha davvero ricevuto danni da una scorretta valutazione. Al contrario, rischia di svalutare il lavoro di chi difende il proprio serio lavoro. Suggerisco di basarsi su questioni più concrete. Altrimenti si rischia solo di fare più confusione che sostanza.
@am. Per pura curiosità faccio notare che il candidato di cui si fa riferimento ha partecipato anche al settore 02/B2, seconda fascia. Il giudizio della commissione è analogo a quello di 01/A4, il risultato identico.
Eppure, secondo Google, un Giacinto Plescia esiste ed è autore di molti dei lavori presenti sul CV presentato… . In rete è possibile trovare anche verbali di concorsi a ricercatore e ad associato ai quali il Plescia si è presentato, con tanto di prove orali sostenute!
volevo ringraziare tutti coloro che stanno fornendo possibili spunti per ricorsi al TAR. La commissione 13/B1 non si è comportata meglio delle altre, anzi…volevo sapere se c’è qualcuno che sta pensando ad un ricorso su questo settore.
Grazie
Per dare senso a questa domanda servirebbe essere più specifici, che problemi si sono riscontrati in 13b1?
Caro Alvise,
mi dispiace sentire del tuo caso; ed altri ce ne sono, nel settore 11/C4. Ma non vorrei che li si confondesse con le vicende scandalose registrate da altre parti. La commissione 11/C4 è stata estremamente rigorosa, qui tutti gli abilitati meritano ampiamente il titolo. Non vi sono curricula gonfiati, né figli-di in corsia preferenziale. Semplicemente, come dici tu, hanno optato a priori per una bassa percentuale, e hanno tagliato fuori una fetta di studiosi di tutto rispetto. Per fare ciò, hanno operato qualche forzatura: giudizi tranchant (“sprezzanti e umilianti”, dici), oppure non congrui con quelli analitici (nel mio caso, i commissari riconoscono, rispettivamente, “buon rigore metodologico”, “tratti originali e innovativi”, “rigore metodologico e competenza filosofica”, “notevole originalità e buon rigore metodologico”, ma il totale fa: “non sufficiente rigore metodologico”, “contributi non sufficientemente originali e innovativi”). Che vuoi: volendo bocciare, si sono arrangiati come potevano.
Pur nell’arbitrio che tutte si sono arrogate, è stata una delle commissioni più serie e oneste. Ma appunto questo consente di portare più avanti la discussione.
Perché le commissioni, anche là dove non ci sono abusi da coprire, hanno voluto sovrapporsi all’intento legislativo, e si sono ostinate a imporre una loro interpretazione, una loro personale politica, una loro autonoma gestione di ciascun caso? Davvero non si riesce a rinunciare alla minima fetta di potere, alla minima occasione di esibire una boriosa autorità?
Una volta tanto, e solo pro tempore, le commissioni erano chiamate a un compito facilissimo, che si poteva espletare in poche settimane. Come piccolo antidoto alla illegalità di sempre, occorreva controllare il rispetto di un minimo di decenza scientifica: verificare che i futuri candidati ai concorsi avessero un certo numero di pubblicazioni. Una volta controllata la consistenza delle pubblicazioni e la loro non totale estraneità al settore di pertinenza, c’era solo da valutare qualche intervento correttivo rispetto al criterio brutalmente aritmetico (sulla cui base i candidati già si erano calibrati e autovalutati). Verificata la correttezza del calcolo, solo in casi eclatanti doveva essere respinto chi superava le famose due mediane (pubblicazioni inconsistenti, fraudolente, di dubbia attribuzione); tra chi non le superava completamente, potevano essere ripescati e ben documentati pochi casi di eccellenza. Cosa costava, a professionisti onesti e capaci, sbrigare con giudizio e senso del dovere un compito così chiaro? Perché sovrapporre una propria personale politica di abilitazione? Senza capire che cassare uno studioso serio vuol dire escluderlo per tre anni, mentre giocoforza nel frattempo altri passeranno. Perché ciascuno vuole sempre e comunque sostituirsi al legislatore, e fare per forza di testa sua?
OK, facile: per compiere abusi e illegalità, a proprio piacimento. Appunto: anche commissioni serie e oneste hanno avallato, col loro arbitrio “a fin di bene”, le piccole e grandi nefandezze di altri colleghi. Questo vale anche per gli sciocchi distinguo messi in campo qui a ROARS sulla parzialità dei conteggi numerici: che certamente sono convenzionali, ma, a posteriori, come si vede, restano l’unico riferimento possibile nella palude di sempre.
@Bazzocchi. Un applauso.
Bazzocchi, mi piace molto la tua definizione “futuri CANDIDATI”. E’ bene che questo sia chiaro a tutti, perchè molti pensano che gli abilitati siano i “futuri VINCITORI” e da qui molte discussioni per me inutili, come ad esempio quelli comici riguardanti una percentuale di abilitati in base alle domande (spero scherziate!). Purtroppo l’hanno pensata così anche molte commissioni…
@Bazzocchi
Caro Bazzocchi,
giusto per chiarire: io ho solo cercato di individuare una strategia che la commissione ha adottato che in buona sostanza rimane nei margini della legalità e delle possibilità di discrezionalità di una commissione. Ciò detto, come anche affermi tu, ben sintetizzando cosa dovevano fare le commissioni, qui come in altre, si è deciso che questo fosse un concorso a posti predeterminati e non una verifica della decenza scientifica. E questo stravolge la legge.
Aggiungo però che, come probabilmente saprai, quel settore concorsuale è diviso tra almeno quattro ambiti che hanno sempre ragionato più o meno sempre come fossero SSD autonomi, facendo vari compromessi. Tra questi ambiti c’è quello di semiotica (che in commissione non aveva nessun rappresentante)e che è, in molti casi, quello più lontano dalla filosofia, ma che per motivi storico-accademici si è ritrovato in M-Fil/05.
Ad un primo sguardo penso che questo ambito sia stato penalizzato (o che per lo meno tutta una serie di persone che fanno riferimento a quell’ambito siano state penalizzate). E non lo dico basandomi sul caso personale che, considerando le mediane, era debole e lo sapevo (mancanza di monografia come è stato fatto puntualmente notare dai commissari e superamento di una sola mediana).
Proprio perché molti studiosi che fanno riferimento a quell’ambito non si occupano di filosofia (per lo meno non direttamente) è facile estrometterli dichiaramendo la non o scarsa pertinenza dei loro studi rispetto all’SC o dare giudizi negativi perché manca una riflessione filosfica. Il problema che io mi pongo è il seguente: a chi sono state fatte queste annotazioni? Prevalentemente a chi era ufficialmente fuori dal settore (o perché non strutturato o perché appartenente ad altri settori, come me o altri casi). Tranne alcune eccezioni (ma sto verificando con attenzione), a quelli che erano già dentro il settore perchè vincitori di precedenti concorsi in quanto ricercatori non è stata fatto rilevare la pertinenza delle loro ricerche o il fatto che non ci fosse riflessione filosofica.
Queste sono armi usate solo contro qualcuno.
Per quanto io riscontri una disparità di trattamento, certo sono questioni molto più piccole e locali di quelle riscontrate in altri settori.
Infine una domanda più generale: ma se un commissario dichiara che le ricerche non sono pertinenti con il settore, come può poi dare dei giudizi su questi stessi lavori?
@bazzocchi. finalmente le parole giuste
Volevo segnalare ad Anna che nel mio caso avevo calcolato le tre mediane e le avevo poste in evidenza nel CV al termine dell’elenco pubblicazioni. Purtroppo non è servito e i commissari non devono aver notato la differenza fra i miei conti e quelli di anvur. Come diceva Rolla (anch’io ho concorso per medicina interna ma in seconda fascia) vi è stato successivamente un “non giudizio” poiché superavo solo una mediana. Ovviamente farò ricorso.
pietromaffei@libero.it
@maffei, certo c’è la possibilità del ricorso…magra consolazione
A questo proposito, qualcuno tra i giuristi sa dire cosa accadrà nel caso di ricorsi? Mi riferisco alle tempistiche e se nel frattempo le Università potranno effettuare le chiamate dei fortunati. E se il ricorso avesse esito positivo? E nel caso il ricorso riguardi un problema di metodo generale della commissione, potrebbe essere invalidata l’intera procedura?
mi sembra di essere ritornati al 68… tutti promossi.. solo che qui invece di esserci gli studenti ci sono i professori universitari che non sono stati abilitati. Non è un problema di indici o parametri da usare per valutare… troveremmo sempre qualcuno pronto a protestare ugualmente. Probabilmente molti di quelli che ora protestano pronti a farsi valere in sedi giudiziarie abbiano in anni passati fregato i colleghi a concorsi non troppo trasparenti… ma ora se lo sono dimenticati. sicuramente ci saranno stati errori ed alcuni sono stati penalizzati.. ma qui mi pare ci sia molta gente che vuole una rivoluzione per ritornare al vecchio sistema fatto di trucchi e raggiri…. gattopardo docet
Una avvertenza per i commentatori: comprendo che il clima sia infuocato, tuttavia questo è un sito moderato. Ogni critica è legittima, ma non è consentito, a maggior ragione agli anonimi o pseudotali, di usare questo spazio per adombrare attività illecite o diffondere argomentazioni diffamatorie sulle commissioni, coinvolgendo così la redazione stessa. Dico questo perché l’attività di moderazione comincia ad essere difficile. Quindi, per cortesia, riflettere prima, scrivere poi.
Grazie.
p.s. si intende che il messaggio è indirizzato in primis a coloro i cui messaggi NON sono stati pubblicati.
Un sincero grazie ai moderatori di questo sito per la pazienza. Nell’assordante silenzio del ministero, ROARS ci fornisce almeno la possibilità di condividere alcune riflessioni e informazioni con i colleghi.
Si’, clima infuocato ma e’ indispensabile stare calmi e mantenere l’obiettivita’. Proviamoci.Il dibattito su quanto è avvenuto nel settore GLOTTOLOGIA E LINGUISTICA potrà essere utile a tutti. Vorrei fare qualche considerazione su alcuni degli abilitati che avete segnalato sperando che arrivino presto segnalazioni di NON abilitati. A quanto si può vedere, la comparazione tra i giudizi consente di dire che la disparità di trattamento intesa come categoria giuridica sussiste in pieno. Fare ricorso? Sicuramente, anche se in un paese normale chi di dovere (il ministro) dovrebbe procedere d’ufficio. A chi dice che non ci sono gli estremi per ricorrere rispondo che qua si sta parlando di etica, non di dettagli normativi o questioni di opportunità. Lo sforzo che alcuni stanno facendo per offrire a tutti elementi di chiarezza va sostenuto. È chiaro che la commissione è sovrana, e che l’avvocato amministrativista può dire che non ci sono appigli. Ma ricordo che la riforma voleva anche restituire l’università italiana a una rinnovata morale. Ve l’immaginate allora quando la moglie dell’ordinario dell’università di C*** sarà chiamata come professore associato in quella stessa università del marito avendo superato l’abilitazione in maniera che suscita delle perplessita’ forti, mentre chi avrebbe meritato molto più di lei non è stato abilitato? O quando saranno chiamati altri neoabilitati, magari i numeri-scandalo di seconda fascia 39, 133, 162, 174 e qualche altro più volte da voi segnalati in questi giorni, mentre i non-abilitati (quelli oggettivamente meritevoli per i quali sembra esserci stata distrazione o volontà di non riconoscerne i meriti) resteranno a guardare sapendo non tanto di valere meno di costoro ma semplicemente di essere stati “fregati” da una “sovranità” che è stata esercitata per alcuni in un senso e per altri in un altro senso? Ecco la questione morale. Su questi abilitati mogli di/figli di (il settore ne è pieno), quando avessero un bel curriculum allora nulla da dire, ma andate a dare un’occhiata e mantenete la calma. Spero che se ne accorga qualche giornalista. Gabanelli, ad esempio. E non nascondiamoci le cose che tutti conosciamo, appellandoci alla norma a tutti i costi, perché sappiamo tutti, ma proprio tutti, come funzionano queste cose in alcuni settori dell’università italiana. Lo dico ai “normalizzatori” che postano nel sito, ma li invito a rispettare chi ha subito ingiustizie. Quello che è venuto fuori dalla commissione di Glottologia e Linguistica ha probabilmente dissolto per sempre la reputazione dei commissari ma ha danneggiato anche molti bravi studiosi, premiando alcune figure che fra qualche mese troverete ad esercitare la professione. Ecco come la commissione ha contribuito, forse non rendendosene conto, a creare l’innovazione morale che questa abilitazione scientifica nazionale avrebbe dovuto portare, e che la riforma prometteva. C’era bisogno di tanto per partorire il topolino? Chi di noi può negare che l’università italiana è piena di professori portati in cattedra senza che avessero uno straccio di VERO curriculum, fino a qualche anno fa? Speravamo in questa asn ma a cose fatte ci sembra che i commissari non si siano accorti che il mondo sta cambiando. Hanno creduto di poter sistemare le cose con le parole dei loro giudizi, e con le parole modificare alcuni fatti. Ma le cose sono sotto gli occhi di tutti, stavolta, grazie a siti come ROARS. Non parlo per il gusto di farlo ma vedo cose deprecabili. Ho fatto qualche riscontro infatti, e devo dare atto a chi sta raccogliendo il dossier che quello che si sta dicendo pare sacrosanto.
Ecco i miei riscontri a quanto democraticamente segnalato in questi giorni.
CANDIDATA NUMERO 162, SECONDA FASCIA: Tra i casi più scandalosi dell’intera tornata, non solo del settore Glottologia e Linguistica ma dell’intera Italia. Domanda spontanea: dove la ritroveremo ad esercitare? Qualcuno dirà: nulla contro la legge (ma è da vedere). Ma contro la morale sicuramente sì. Brava commissione: premio alla morale per l’attento scrupolo nella valutazione oggettiva delle singole candidature.
CANDIDATO NUMERO 39, SECONDA FASCIA: davvero imbarazzante. Si nota anche una collaborazione col candidato ricercatore numero 8 abilitato su prima fascia, che ha strettissima collaborazione con una commissaria. Domanda spontanea: dove la ritroveremo ad esercitare? Qualcuno dirà: nulla contro la legge (ma è da vedere). Ma contro la morale sicuramente sì. Brava commissione: premio alla morale per l’attento scrupolo nella valutazione oggettiva delle singole candidature.
CANDIDATA NUMERO 100, SECONDA FASCIA: si sfonda la porta del comico, andando diretti però nel tragico: pur di darle l’abilitazione (guardare curriculum…) e per darle almeno il superamento di una mediana (“Supera una delle tre mediane numeriche”) la commissione assume che ha un profilo internazionale perché nei suoi lavori la candidata è “certamente internazionale nella metodologia e nelle fonti bibliografiche se non nei luoghi di pubblicazione”. Ma la neoassociata non ha UN solo articolo in sede straniera. Domanda spontanea: dove la ritroveremo ad esercitare? Qualcuno dirà: nulla contro la legge (ma è da vedere). Ma contro la morale sicuramente sì. Brava commissione: premio alla morale per l’attento scrupolo nella valutazione oggettiva delle singole candidature.
CANDIDATA NUMERO 133, SECONDA FASCIA. Assieme a qualche altro, è tra i casi che farà accusare la commissione di crimini contro l’abilitazione scientifica nazionale, la linguistica, la glottologia e il buon senso. Scherzo, scusate la battuta ma un poco di amarezza si avverte. Il ministro avrà di che incazzarsi, se vorra’. La candidata (figlia di ordinario in servizio su stesso ssd: Glottologia e Linguistica) presenta in tutto 9 pubblicazioni, che iniziano dal 2006. La commissione spericolatamente mette nero su bianco che la candidata ha una buona continuità nell’ultimo quinquennio (praticamente è quello il periodo, anno più anno meno, da quando ha iniziato a pubblicare, ma questo non lo si dice). Incredibilmente, però, questo è falso! Infatti, la ragazza ha un’ottima discontinuità, semmai. Vedere per NON credere ai propri occhi. Situazione da primato mondiale. Domanda spontanea: dove la ritroveremo ad esercitare? Qualcuno dirà: nulla contro la legge (ma è da vedere). Ma contro la morale sicuramente sì. Brava commissione: premio alla morale per l’attento scrupolo nella valutazione oggettiva delle singole candidature.
CANDIDATA NUMERO 174, SECONDA FASCIA: abilitata come professore associato con dodici pubblicazioni che partono dal 2006. Situazione buona per Zelig, scusate l’ironia. Profilo imbarazzante. Stiamo parlando di abilitazione come professore associato. Ancora più imbarazzante confrontarlo con alcuni aspiranti che NON sono stati abilitati perché non degni di fare il professore associato, evidentemente. Però, se le cose funzionassero secondo la regola in base alla quale la si è abilitata, aver deciso di dare l’abilitazione a questa candidata avrebbe consentito di darla ad almeno altri 30-40 candidati che invece sono stati “bocciati”. Serviva davvero questa abilitazione? Mistero. Nulla contro la legge, ma contro la morale sicuramente sì. Brava commissione: premio alla morale per l’attento scrupolo nella valutazione oggettiva delle singole candidature.
CANDIDATO NUMERO 8, PRIMA FASCIA: come da voi notato, la collaborazione con una commissaria è fortissima e oltre a questa eccezione se ne riscontra un’altra: è uno dei pochissimi ricercatori (quattro in tutta Italia sul settore) abilitati sulla prima fascia. Ma sia i profili di alcuni ricercatori che si erano presentati per la prima fascia, sia quelli di molti associati, non avrebbero avuto di che temere, eppure sono stati bocciati. Qualcuno dirà: nulla contro la legge (ma è da vedere). Ma contro la morale sicuramente sì. Brava commissione: premio alla morale per l’attento scrupolo nella valutazione oggettiva delle singole candidature.
CANDIDATO NUMERO 27, PRIMA FASCIA. Lo avete segnalato tra quelli al limite, forse avete pensato che dando a lui l’abilitazione la si poteva dare ad almeno un’altra ventina di candidati e avete ragione. Da notare: “Il candidato supera UNA mediana su tre, in particolare la prima”. Inoltre, come qualcuno segnalava, il giudizio è caratterizzato da espressioni che rappresentano una commissione lacerata al di là della ostentata unanimità: “Siamo di fronte a una tesi affascinante, ma ardita dal punto di vista metodologico, perché non argomentabile oggettivamente. Dal punto di vista dell’internazionalità, si riscontra che la produzione presenta limiti di visibilità internazionale […]”. Con questo giudizio, altri sono stati bocciati. In questo caso invece si premia con la prima fascia. Sul piano delle pubblicazioni, un commissario appare sarcastico ma è come se dicesse “va bene, te la diamo l’abilitazione, ma tra le righe dirò quel che penso”, e segnala innanzitutto la risibile produzione sull’arco del trentennio: “48 prodotti scientifici (tra cui 20 recensioni) a partire dal 1984”. Fate voi il conto. Qualcuno dirà: nulla contro la legge (ma è da vedere). Ma contro la morale sicuramente sì. Brava commissione: premio alla morale per l’attento scrupolo nella valutazione oggettiva delle singole candidature.
ABILITATA NUMERO 30, PRIMA FASCIA: dopo esservi chiesti come mai la si è abilitata sulla prima fascia, ma solo dopo aver letto con attenzione la domanda e il giudizio di fronte ai quali resterete senza parole, cercate su Wikipedia e la troverete nella pagina dedicata al padre già ordinario di glottologia. Nulla contro la legge, ma contro la morale sicuramente sì. Brava commissione: premio alla morale per l’attento scrupolo nella valutazione oggettiva delle singole candidature.
ABILITATA NUMERO 33, PRIMA FASCIA: Che dire? Avete ancora una volta ragione. Paragonate la sua domanda a quella di qualcuno non abilitato non dico sulla prima ma sulla seconda fascia e facilmente vi indignate. La commissione si “inventa” che la mancanza di internazionalità è conforme all’oggetto di studio della candidata, che è la dialettologia! Per questa candidata, il giudizio negativo dei commissari sulla visibilità internazionale è diffuso. I commissari scrivono infatti: “Pur presentando limiti di visibilità internazionale”, mentre altra commissaria si inventa la formula molto innovativa delle “buone sedi italiane di pubblicazione”. Però la abilitano… Nulla contro la legge, ma contro la morale sicuramente sì. Brava commissione: premio alla morale per l’attento scrupolo nella valutazione oggettiva delle singole candidature.
ABILITATA NUMERO 44, PRIMA FASCIA. Tenetevi forte. Se un giorno si dovrà fare di questi giudizi un pezzo per Zelig, eccone uno irrinunciabile. Il giudizio collettivo con il quale la si porta all’ordinariato il numero 44 recita testualmente: “Il curriculum non menziona soggiorni o inviti all’estero per insegnamento o ricerca e neppure la partecipazione a comitati editoriali o la supervisione di tesi”. La domanda sorge spontanea: eravate proprio costretti a dargliela l’abilitazione, vero? Qualcuno dirà: nulla contro la legge (ma è da vedere). Ma contro la morale sicuramente sì. Brava commissione: premio alla morale per l’attento scrupolo nella valutazione oggettiva delle singole candidature.
Voglio fare un’ultima considerazione: dove sono tutti gli indignati e trombati che dovrebbero dare un segnale di esistenza in questo sito? Possibile che siamo una decina in tutto a mostrare il nostro sgomento? Perché tacete? Ci sono non abilitati sulla prima fascia che dovrebbero dire qualcosa, per non dire di quelli della seconda fascia. Perché non lo fate? Eppure sulla prima fascia c’è qualche NON abilitato che potrebbe chiedere chiarezza, soprattutto quando ha gli indicatori al massimo. Battete un colpo! Non abbiate paura. Nel 2015 si potra’ ripresentare domanda ma nel frattempo quanti posti di associato saranno stati già ingiustamente occupati da questi pochi “nobili” che hanno avuto l’abilitazione oggi, tutto a spese del popolo?
“Voglio fare un’ultima considerazione: dove sono tutti gli indignati e trombati che dovrebbero dare un segnale di esistenza in questo sito? Possibile che siamo una decina in tutto a mostrare il nostro sgomento? Perché tacete?”
E lei perché non si firma con nome e cognome? Se vuole moralizzare, dia l’esempio.
A scanso di equivoci: solo per precisare che i redattori di questo sito per 2 anni hanno messo in discussione queste procedure mettendoci la faccia, e sentendosi rispondere che erano contro le sorti magnifiche e progressive. Basta fare un giro sugli articoli con il tag reclutamento per farsi un’idea.
Adesso pare che molti abbiano capito che qualcosa non va; se ci mettessero anche la firma sarebbe meglio.
Grazie di cuore @antimo. Non mi vanno proprio giù la bocciatura, le omissioni nel mio verbale, gli errori (che denotato una lettura (?) sommaria dei lavori presentati) e le imprecisioni, i motivi che mi buttano fuori (che comprendono segnalazioni di cose ritenute non opportune che, guarda caso, appaiono tutte nella prima pag. dei miei lavori) e i pareri altamente opinabili espressi.
La mia solidarietà a tutte le vittime sacrificali di tutti i settori. Un anno migliore a tutti voi e tanti auguri per il futuro.
Raccolgo l’invito a battere un colpo. Io ho partecipato all’abilitazione per la I fascia di 10/G1 Glottologia e linguistica. Non sono stato abilitato.
Ecco il mio giudizio collegiale:
“Il Candidato è attualmente professore associato presso l’Università di Sassari, a partire dal 2005 (ssd L-LIN/01), dopo esser stato ricercatore presso la stessa sede dal 1994. Ha partecipato a un progetto di ricerca PRIN biennale nel 1997 (coordinatore locale). È direttore del “Bollettino di Studi Sardi”.
Ha insegnato per due bimestri (nel 2009 e 2010) presso l’Università di Piliscsaba (Ungheria), dove ha anche svolto ricerca per un bimestre nel 2010. Dal curriculum non è possibile desumere la partecipazione a convegni o a lezioni su invito. Il Candidato supera tutte e tre le mediane numeriche previste.
Su un totale di 42 pubblicazioni, che mostrano continuità nell’ultimo quinquennio, il candidato ne presenta 18 (2 delle quali in collaborazione [nn. 11 e 13], con evidenziamento dell’apporto individuale), di cui 2 monografie (una delle quali in collaborazione, con limitato apporto del Candidato), 4 edizioni critiche, 6 articoli in riviste (di cui 2 straniere), 6 contributi in volume, ed è nel complesso coerente con il settore concorsuale 10/G1. L’ambito di ricerca del Candidato riguarda soprattutto il sardo, ma anche il latino insulare, considerato attraverso le fonti epigrafiche.
Le pubblicazioni del Candidato si caratterizzano per una sicura competenza nel settore specifico del sardo e, nei primi studi, in quello del latino epigrafico della Sardegna, e dunque evidenzia una buona attitudine scientifica. All’interno della produzione scientifica selezionata dal Candidato, la lingua sarda riveste un ruolo preminente, come dimostra la serie di ben quattro edizioni di testi sardi. Di queste, se le traduzioni ottocentesche in logudorese (e cagliaritano) e in sassarese (nn. 13 e 8) offrono più che altro lo spunto per un ampio commento linguistico e un glossario sicuramente utile, gli altri due volumi – riguardanti un testo nuorese del ’500 (n. 17) e uno logudorese di fine ’300 (n. 4) – sono realmente edizioni critiche, che richiedono anche un intervento filologico, specie nel caso del testo più antico. La monografia in collaborazione (n. 11) riguarda le chiese di Bitti e Gorofai, e il Candidato è autore di un saggio di una trentina di pagine sui gosos, canti popolari in ottonari, di tema prevalentemente religioso. Vari altri articoli si incentrano sul sardo, considerato soprattutto per quanto attiene al lessico (si segnalano i due saggi sulla terminologia del pane in Sardegna, nn. 7 e 12), con buoni contributi di taglio storico-etimologico – settore particolarmente battuto nel periodo più recente, con tre articoli in rivista (nn. 1, 2 e 3). Si collegano al sardo, da punti di vista però diversi, uno studio sociolinguistico su lingua e identità (n. 6), e un articolo di storia degli studi, che presenta una poco nota polemica linguistica tra Luigi Luciano Bonaparte e Hugo Schuchardt (n. 5). Se gli studi sul versante del sardo sono informati e accurati anche dal punto di vista filologico, un più ampio interesse sembrano avere i lavori attinenti al latino epigrafico della Sardegna, ed è davvero un peccato che si fermino al 2003: nella compatta monografia del 2000 (n. 18) incentrata sugli aspetti grafico-fonetici, e nell’articolo di tre anni successivo (n. 15), il latino della Sardegna viene illustrato in base a una attenta silloge di tutte le testimonianze disponibili e offre un importante punto di partenza ai fini di una comparazione con il latino africano e con quello, meno conservativo, del resto della Romània.
Buone alcune delle sedi di pubblicazione. Sorprende negativamente, in tale quadro, la scarsissima apertura verso l’esterno, sia sul versante delle ricerche finanziate, sia su quello delle attività (convegni, insegnamento
e ricerca) all’estero, che denotano una dimensione internazionale ancora tutta da costruire, si spera in un prossimo futuro. Considerati i titoli presentati e la valutazione di merito sulle pubblicazioni, la Commissione all’unanimità dichiara che il candidato Giovanni Lupinu non è ancora in possesso del profilo scientifico complessivo richiesto e pertanto non può essere al momento dichiarato meritevole dell’abilitazione alla I fascia nel settore concorsuale 10/G1.”
Neppure un appunto sul mio spessore scientifico, mentre altri sono stati abilitati pur con alcun critiche su questo versante (vedere Antino). Faccio pure notare che, come precisato nella mia domanda, in Ungheria sono stato accolto anche con il titolo di visiting (perché non specificarlo bene nel giudizio?) per tenere lezioni e fare ricerca: non capisco pertanto perché si affermi che “dal curriculum non è possibile desumere la partecipazione a convegni o a lezioni su invito”. Poi, alcune mie pubblicazioni fanno riferimento ad atti di Convegni internazionali (ad es. quella citata di sociolinguistica, ma anche altre), come risulta dal database del CINECA-MIUR. Poi superavo (bene) le 3 mediane, compresa quella delle riviste di fascia A (quelle dotate di prestigio internazionale: la mia Commissione ha promosso alcuni per il prestigio delle sedi in cui hanno pubblicato, ma non superavano questa specifica mediana, che è pur sempre un parametro oggettivo). Poi ho scritto anche su altri temi, ad esempio sui grammatici latini (Nonio Marcello) di cui non è dato conto. Poi non ho inserito fra le pubblicazioni, come ha fatto qualcuno moltiplicando i titoli, recensioni e voci di enciclopedia senza neppure specificare il numero di pagine. Poi, come è stato già notato, di altri (abilitati) si è detto che, scrivendo di dialettologia italiana, è naturale che pubblichino in Italia: io scrivo di sardo e ho pubblicato in Svizzera e Ungheria, forse per questo mi si cercavano più sedi internazionali, anche perché il sardo è tema notoriamente per internazionale della dialettologia italiana. Ancora, di altri si è detto che avevano una dimensione internazionale perché hanno presentato (si badi: presentato) un progetto di ricerca alla Commissione Europea: peccato che il bando prevedesse che i progetti fossero anche approvati. Certamente sono stato ingenuo io a non valorizzare nel curriculum cose che ritenevo poco importanti (come, per dirne una, inviti a tenere lezioni nei dottorati e, per due o tre giorni, all’estero e cose del genere), affidandomi troppo al modello telematico della domanda. Penso però di aver qualche ragione di dolermi: se l’asticella è posta molto in alto e non ci si arriva, ce ne si fa una ragione; ma quando l’asticella è ballerina si stenta a capire. Guardatevi quello che ha scritto Antimo.
@Bazzocchi
Però non è vero che le commissisioni avevano un compito facile. Non di certo per la prima fascia se volevano rispettare la legge che parla esplicitamente del fatto che l’abilitazione doveva essere data solo se il candidato aveva acquisito un ruolo riconosciuto nel panorama internazionale della ricerca. Che per me si traduce in solo a chi potrebbe seriamente prendere un tenure a full professor in una discreta università in giro per il mondo.
Il che tra l’altro puo’ portare a percentuali di abilitati molto differenti da settore a settore.
Dipo di che, se ci sono stati errori, che siano in buona o cattiva fede, atteggiamenti ideologici ecc. vanno segnalati. Ci mancherebbe altro. Ma nei settori pubblicati in cui qualche cosa capisco la mia impressione è che le commissioni siano mediamente state molto, molto buone.
Ah, io sono un candidato a I fascia di un settore ancora non pubblicato e di cui non so niente. Non credo farò ricorso. Offerte di diventare full professor le ho. Semplicemente le accettero’.
labirinto@ E’ vero, mi riferivo alla seconda fascia. Penso che tu abbia ragione, l’abilitazione in prima richiede necessariamente parametri più alti che non il semplice superamento delle mediane.
Piuttosto, se le commissioni si fossero attenute alle disposizioni avrebbero dovuto esprimere una valutazione specifica (eccellente, buono, accettabile, limitato) SULLE SINGOLE PUBBLICAZIONI sottomesse, cosa che non mi risulta sia stata fatta. Ma appunto, vista la sbrigatività dei giudizi, tanto valeva fare per bene il compito base.
Bazzocchi,condivido tutto quello che scrivi ma mi piacerebbe sentire qualche considerazione sulla commissione 12/D1, Diritto Amministrativo,prima fascia, candidato 37. Questo caso è a mio parere eclatante e proprio non riesco a capirlo . Se si confronta il CV del 37 , non abilitato, con i CV di altri candidati abilitati, ad esempio il 13 ed il 106 o altri ancora, l’operato della commissione lascia interdetti . Eppure,se le commissioni si fossero attenute al Decreto Ministriale 7 giugno 2012 n.76 ed in particolare all’art.3 e, senza eccessiva discrezionalità, lo avessero applicato,avremmo assistito a risultati più accettabili per tutti i settori, o almeno per quelli i cui giudizi sono stati già pubblicati.
Quello che non riesco a capire è il silenzio a dir poco imbarazzante del Ministro, del Ministero e dell’Anvur, anche se dell’Anvur fanno parte molti dei professori sorteggiati nelle varie commissioni,proprio quelli che hanno messo paletti sempre più rigidi ed ingiustificati per un’Abilitazione. Su queste abilitazioni si sono accumulate tante di quelle irregolarità che meriterebbero un’interpellanza parlamentare. Forse i Senatori Puglisi e Sposetti ,che nel caso di Diritto Costituzionale erano intervenuti ed avevano ottenuto che il Miur azzerasse i giudizi ASN della commissione, dovrebbero attivarsi nuovamente.
Così si potrebbero azzerare i giudizi già pubblicati o ancora da pubblicare delle Commissioni, fortunatamente non tutte, che hanno pensato di usare un’Abilitazione come un Concorso a Cattedra vecchia maniera, con accesso preordinatamente riservato ad amici appartenenti allo stesso gruppo di potere che così si rinforza sempre di più.
Si voleva togliere potere alle ” cricche accademiche”, avere valutazioni il più possibile oggettive e si è riusciti invece ad ulteriormente rafforzarle, rinverdendo logiche vecchie e tristemente note.
Non posso pensare a cos’altro assisteremo quando si completerà il quadro di tutti i settori in cui sono forti gli interessi professionali , come Medicina, Architettura ,Materie Giuridiche ed Economiche….
Povera Università, ormai ha toccato il fondo.
Scusate, forse esagero, ma io personalmente sono un po’ stufo di leggere persone che ne attaccano frontalmente altre, citandole in modo da renderli perfettamente riconoscibili se solo si scorrono gli elenchi dei settori concorsuali relativi, e non sentono tuttavia il bisogno di firmarsi con nome e cognome. Se A vuole attaccare B e facendolo rende B identificabile da chiunque, A ci faccia il piacere di rendersi a suo volta riconoscibile da tutti noi. Sennò se ne stia zitto, perché la critica anonima si chiama, a casa mia, diffamazione.
Sarà che Glottologia e linguisrtica vorrà dire “lingiacciuti” :-)
Sto valutando il ricorso contro la decisione di non abilitazione che mi riguarda per le ragioni che riporterò sotto. Mi piacerebbe però conoscere l’opinione di coloro che partecipano alle discussioni del sito in modo da rafforzare ulteriormente la mia idea o avere invece elementi che possano convincermi del contrario.
La commissione del mio settore (13A2, non bibliometrico) ha stabilito un criterio duplice.
L’abilitazione (sia per la II che per la I fascia) veniva infatti concessa se il candidato soddisfaceve una condizione sufficiente (oltre a quella necessaria del superamento almeno di una delle tre mediane), definita con modalità diverse.
Se la condizione sufficiente non veniva superata, tuttavia, le pubblicazioni presentate dai candidati sarebbero state considerate in maniera analitica, valutando le pubblicazioni anche tenendo eventualmente conto degli elenchi delle riviste in Classe A dell’ANVUR, da quelli delle riviste nelle base dati WoS, Scopus e dalla classificazione fatta dalla Società Italiana degli Economisti.
A mio avviso ciò configura una disparità di trattamento fra i due gruppi di candidati. Nel caso in cui la condizione di sufficienza venga soddisfatta, infatti, non viene svolta alcuna valutazione di merito, mentre nel caso di mancato soddisfacimento di tale requisito la valutazione viene fatta sulla base del merito delle pubblicazioni.
Anche ammettendo che io abbia ragione, però, si potrebbe ribattere che tale obiezione avrebbe dovuto essere fatta al momento della pubblicazione dei criteri da parte della commissione e non ora, a giudizi avvenuti (ma ovviamente nessuno si sarebbe sognato di contestare i criteri della commissione prima di essere giudicato da quella commissione…).
Un secondo punto che a mio avviso è formalmente rilevante è rappresentato dal fatto che la Commissione predispone tutto un piano di valutazioni numeriche (ogni pubblicazione avrà un punteggio da 0 a 10, etc. – viene perfino allegata una scheda che dovrà contenere le valutazioni di ogni signola pubblicazione – i titoli avranno un peso del 25% e le pubblicazioni del 75%, etc.), senza però che di tutto questo vi sia alcuna traccia nei giudizi visibili in rete.
Il candidato non abilitato, quindi, non è in grado di verificare quali sono i punteggi ricevuti sulle singole pubblicazioni/titoli e quanto gli è mancato al raggiungimento dell’abilitazione.
La valutazione analitica, inoltre, dovrebbe essere rapportata in maniera lineare alle condizioni di sufficienza individuate ai fini dell’abilitazione. Nel caso in cui il candidato abbia “quasi” soddisfatto la condizione sufficiente la sua base di partenza dovrebbe essere certa e la valutazione analitica dovrebbe accertare se le pubblicazioni e i titoli che ha possono compensare o meno quanto mancava al raggiugimento della condizione di sufficienza. In altre parole, le pubblicazioni nelle liste considerate dalla commissione per valutare la condizione di sufficienza dovrebbero avere lo stesso punteggio, sia che la condizione di sufficienza sia soddisfatta, sia che non lo sia.
Inoltre, che punteggio viene dato a una pubblicazione che non si trova, per esempio, nella banca dati Scopus, ma che la Società Italiana degli Economisti ha valutato allo stesso modo di una pubblicazione che si trova su quella base dati? Il candidato potrebbe avere pubblicato su una rivista che l’ANVUR e la SIE hanno giudicato allo stesso modo di altre che si trovano su Scopus, ma siccome non si è stati fortunati nella scelta, non si ottiene l’abilitazione…
Se il valore di una pubblicazione su Scopus è implicitamente, per esempio, di 1,5 punti, allora, a mio avviso, una pubblicazione che non vi si trova ma che la SIE ha valutato allo stesso modo non dovrebbe avere un valore troppo inferiore a quella.
E se la Commissione eccepisce che il punteggio non può essere automatico, ma dipende dalla qualità della pubblicazione, allora credo che stia trattando due candidati in maniera diversa.
Più nel dettaglio, se la condizione di sufficienza prevede – come ha stabilito la commissione – dottorato, almeno 16 pubblicazioni e 1 articolo in riviste di Classe A (o 2 articoli su WoS o 3 su Scopus) e se il punteggio minimo da raggiungere è di 6, allora implicitamente ciò significa attribuire un punteggio a ciascuno dei tre elementi e dovrebbe essere possibile quindi calcolare quale sia il punteggio eventualmente mancante, in modo da verificare se gli altri aspetti (titoli, valutazione delle pubblicazioni nel merito, curriculum) possano compensare tale mancanza.
Dove sbaglio?
Servirebbe sapere che cv guardare leggendo la tua ricostruzione, così ė veramente difficile farsi una opinione. Peraltro trattasi di commissione che ha abilitato ampiamente sopra media…almeno seguendo l’eccellente analisi del collega marzolla qui
http://www.moreno.marzolla.name/software/asn/
Questo messaggio è per SixSax e per tutti quelli che hanno avuto problemi con i sottosettori. Sto preparando il ricorso al TAR, ho chisto vari chiarimenti al riguardo anche ai membri CUN. Lascio la mia mail per chi fosse interessato alla questione
pettinelli@fis.uniroma3.it
sono in attesa dei risultati ufficiali (quelli ufficiosi, si sa, già circolano) con un gran desiderio di conoscere i giudizi che hanno portato al NON ABILITATO di cui conosco già l’esistenza. appartengo anche io ad un settore concorsuale che racchiude in sè piu ssd. il SC 08/E2 raggruppa difatti l’ICAR18 e l’ICAR19. so per certo che se mi fossi abilitata avrei potuto partecipare a concorsi locali sia per l’uno che per l’altro ssd. allora mi chiedo se sia legittima questa specificazione applicata dalla commissione tra FIS05 e FIS06
@ ci_credevo
Grazie per la richiesta di ulteriori dettagli.
Però non vorrei farne un caso personale. Del resto mi pare che ci siano diversi casi simili al mio. Provo a ribadire i punti:
1. La commissione distingue fra chi soddisfa una condizione sufficiente e chi non la soddisfa. Nel secondo caso dichiara di valutare nel merito le pubblicazioni, cosa che però non fa con il primo gruppo. Secondo me questo configura una disparità di trattamento fra i candidati.
2. La valutazione delle pubblicazioni del secondo gruppo (quello che non soddisfa la condizione sufficiente) non sembra essere svolta in maniera lineare, proporzionale rispetto alla valutazione implicitamente fatta delle pubblicazioni di coloro che soddisfano la condizione sufficiente. Esempio: mi manca un solo articolo su una determinata lista per soddisfare la condizione sufficiente, ma a quel punto viene tutto rivalutato in maniera discrezionale, sulla base di giudizio di merito.
3. In ogni caso queste valutazioni non è dato conoscerle. I candidati non sono messi in condizione di conoscere i punteggi ricevuti, né quindi la ragione per cui non hanno raggiunto il punteggio minimo.
4. Si ignora l’aspetto di casualità dell’appartenenza a una lista o l’altra. Nel mio caso specifico mi mancava un articolo in una delle liste “sacre”, ma gli altri miei articoli pubblicati non sembrano essere stati sufficienti a compensare quanto mancava al raggiugimento del minimo. Si tratta però di articoli pubblicati su riviste che sia l’ANVUR che la SIE ha valutato allo stesso modo di articoli che si trovano su una delle liste “sacre”. Che punteggio ha assegnato la commissione a questi articoli? La mia idea è che non dovrebbero ricevere un punteggio troppo diverso (voglio ammettere anche la metà, ma certo non meno di questo), del punteggio implicitamente assegnato agli articoli di coloro che soddisfano la condizione di sufficienza. Evidentemente però non è stato così.
Quindi, se avessi avuto la buona ventura, nel passato, di imbeccare la rivista giusta (a parità di qualità della rivista) ora avrei l’abilitazione…
Ci sono molti altri punti che potrei sollevare nel mio caso specifico, ma questi sono quelli più generali e comuni ad altri candidati.
Salve a tutti,
tenterò di essere concisa perché non ho intenzione di portare via tempo o annoiare nessuno e andrò subito al sodo: ma come accidenti andava compilata la domanda? No perché di solito (e a qualche concorso ho partecipato) ci si limita a fornire le informazioni richieste e, se si sconfina, si rischia di essere esclusi. Se mi richiedono questo o quello, io mi attengo. Vabbè che ci sarebbe molto di più da dire, però se non è previsto che ne tengano conto allora non va inserito.. Sorpresa! Ci si ritrova a leggere un verbale in cui i commissari enunciano ”ulteriori titoli” che terranno in gran considerazioni. Ma io quei titoli li possedevo.. Cosa ancora più buffa e sentirsi rinfacciare da un paio di commissari la ”carenza” di questi stessi titoli.. Ma perfino con il Monopoli le regole sono certe fin dall’inizio del gioco! Avrei dovuto scrivere di tutto e di più nelle info note?! Ma andiamo, non è serio. Almeno avrebbero dovuto dare adeguata pubblicità alla cosa e permettere ai candidati di integrare la domanda a seconda dei “nuovi titoli richiesti”. Ciliegina sulla torta è poi vedersi attribuire da un commissario una collaborazione con un’università non citata nel CV. Qualcuno penserà : ” ma che bravo, ha fatto ricerche per conto suo”. No, se non è stata inserita è semplicemente perché non esiste. Ma allora il dubbio sorge spontaneo: se nemmeno ha letto bene il CV come può aver letto le pubblicazioni?
Per consolarti, ho allegato alla domanda un file .pdf di ben 69 pagine comprensivo di titoli accessori, calcolo di 2 indicatori, responsabilita` di progetti di ricerca nazionali ed internazionali, … e molto altro, ma queste cose sono state evidenziate nei giudizi di coloro i quali sono stati abilitati … non nel mio caso perche` gli indicatori (SBAGLIATI) … mi hanno `affondata.
Il dubbio che i vincitori siano stati decisi `a prescindre’ e, po, siano state `guardate le carte’
per usarle in modo da `giustificare quanto deciso a priori’ … effettivamente viene, anche leggendo molti dei vostri commenti.
Questo vorrebbe solo dire che sono state tradite le aspettative di tutti noi che credevamo in un giudizio `hands off’, come dicon i britannici visto che l’ASN e` scorrelata dal posto e, quindi, nello spirito della Legge avevamo sperato che ci venisse almeno il RICONOSCIMENTO al lavoro svolto … unico aspetto positivo di una Legge che, a me non piace affatto.
Invece, leggendo, sembra che la maggioranza delle Commissioni abbiano interpretato l’ASN come un qualsiasi Concorso. Quindi, come dice un mio amico, si vince SOLO se si ha un amico (stretto lo aggiungo io) in Commissione.
Speriamo che l’anno nuovo porti qualcosa di meglio !!
Colgo volentieri l’invito lanciato dal collega Antonio Banfi a tutti gli “indignados”, per ribadire la mia segnalazione riguardante il SC 01/A2 (Geometria e Algebra) (I e II fascia). Alla esplicita richiesta, prevista dal bando e da una successiva circolare ministeriale, di una
“VALUTAZIONE ANALITICA dei titoli posseduti”
la Commissione ha risposto con questa frase, contenuta nel giudizio collegiale:
“Quanto ai titoli da considerare secondo i criteri deliberati, la commissione ha tenuto presente i valori dei vari indicatori bibliometrici contenuti nel database fornito dal ministero.”
Naturalmente, non si fa alcuna menzione di come tali parametri siano stati applicati, né si specifica quali e quante mediane siano state superate dai candidati.
Manca anche la valutazione analitica delle singole pubblicazioni.
Su questa base (e non solo) i non abilitati dovranno/potranno fare ricorso in sede amministrativa.
Naturalmente, trovo ingiusto che questo sia l’unico modo per difendersi dalla totale mancanza di trasparenza con cui è stato giudicato il lavoro di tanti anni, con tutti i sacrifici che esso può avere comportato. Il MIUR non risponde ai nostri appelli. E con esso, evidentemente, tace anche tutto il mondo della politica.
Non nego che la commissione 10/G1 abbia fatto qualche cosa di discutibile, ma spiace leggere Lupinu e Lalli che si indignano ora mentre non hanno avuto nulla da ridire quando sono diventati professori di II fascia con concorsi con due idoneità e due partecipanti…
http://reclutamento.miur.it/idonei.html
Lolo invece lo capisco di più anche perché paga colpe non sue ma del suo mentore, che dall’estero tuona fuoco e fiamme (giustamente) contro la cupola dei linguisti italiani
Caro @glogo,
attento! Lolo non ha un mentore all’estero. Quando chi di dovere si occuperà del caso la sua identità sarà rivelata.
In questo blog ci si occupa di ASN 2012 e si segnalano cose verificabili collegandosi a abilitazione.miur.it. Lolo non è interessato a fatti pregressi non verificabili altrimenti dovrebbe chiedersi (e chiedere) come sono diventati strutturati (anni fa) candidati ora abilitati in II fascia con 8 pubblicazioni (parte delle quali prodotte negli ultimi anni) o poco più.
Stavo per scrivere questo messaggio privatamente a uno dei redattori di roars, ma invece mi sembra più opportuno scriverlo qui per esteso e pubblicamente. A me, che frequento Roars più o meno dalla sua fondazione, non piace per nulla la piega che stanno prendendo i commenti su questo post. Se si tratta, come recita il topic, di “monitorare l’ASN”, un conto è segnalare comportamenti ritenuti non corretti sul piano formale da parte di specifiche commissioni (per capirci, i post sul genere di quelli di lolo e lalli); un altro conto sono i toni usati da antimo, che definisce “scandalosa” questa o quella abilitazione di specifici candidati, insinuando circa clientele, parentele, ecc. e guardandosi bene dal firmarsi.
Lo ha già fatto Banfi, e lo ripeto anch’io: i redattori di roars (e con loro diversi degli utenti del blog, tra i quali il sottoscritto) da SEMPRE hanno sollevato critiche e dubbi di ogni genere sull’ASN, mettendoci la faccia in tempi non sospetti. Secondo me, ora, occorre invece mettere un freno alle delazioni anonime di tutti i tipi: suggerisco quindi alla redazione di NON pubblicare più commenti che vadano a mettere in causa la situazione di specifici candidati usando argomentazioni insinuanti (il modello perfetto di quel che intendo è appunto il lungo post di antimo), A MENO CHE siano firmati con nome e cognome da qualcuno che, quindi, se ne assume la piena responsabilità. Non siamo bambini dopotutto.
Questa è la mia idea, e mi pareva giusto esprimerla, perché Roars è, come ho detto più volte pubblicamente, la cosa migliore che sia capitata all’università italiana negli ultimi dieci anni; vedere roars utilizzato come deposito di messaggi francamente ignobili come quello di antimo a me fa male.
come volevasi dimostrare… si vedano i due commenti qui sopra di gloglo, in perfetto stile “pseudomafioso”.
@fausto_proietti
Sono completamente d’accordo con te. Come già scritto in altre occasioni, dietro i numeri di posizione nella lista di abilitati/non abilitati ci sono delle persone,che io non conosco, ma mi fa comunque un effetto fortemente negativo: qui si tratta di colleghi messi sulla pubblica piazza, seppur virtuale (e non ho strumenti per giudicare quanto giustamente o meno, ma dal momento in cui essi non possono/vogliono replicare sempre ingiustamente… ). Qui la vigliaccheria o meno non c’entra: si dia mandato alla magistratura se si vuole, altrimenti ci si esponga con nome cognome, hanno ragione @Proietti e @Banfi.
A @Sandra invece, di cui condivido la delusione, dico che una delle frasi del suo ultimo post è un pò forte: ci sono persone che sono state abilitate senza avere amici in commissione, né santi in paradiso. Un pò di rispetto per tutti, colleghi, al di là delle legittimissime delusioni dovute a trattamenti ingiusti, comunque non guasta. Non vorrei che i “cattivi” qui diventino tutti gli abilitati, perché si sta uscendo dalla realtà…
@barbara Sono d’accordo con te, ma il problema è che purtroppo il confronto viene naturale con gli abilitati. Se un non abilitato riscontrasse che tutti gli abilitati avevano titoli e caratteristiche scientifiche “migliori” delle proprie, allora non ci sarebbe discussione. Purtroppo, nei settori bibliometrici se si superano le mediane, se la commissione dice che l’attività di ricerca è pertinente, se si hanno ulteriori titoli e riconoscimenti ma la commissione non ne fa menzione e poi non si è abilitati, ci si domanda cosa sia successo. E questo, purtroppo, si risolve nel confronto con gli abilitati…il vero problema è che si è perso il senso dell’ASN: c’era da certificare una idoneità, ma il processo si è svolto come un concorso a posti (in prospettiva delle eventuali chiamate future).
@am concordo con quanto dici. Ma qui il problema è un ‘altro: che l’ asn si sia rivelata una procedura in parte difettosa è un dato di fatto. Che alcune commissioni si siano comportate in modo parziale e scorretto, anche questo è un dato di fatto,, e in alcuni settori è visibile ‘a occhio nudo’. Che si denunci l’operato scorretto in termini procedurali delle commissioni allora. Altra cosa è porre sulla pubblica piazza dei nomi (ripeto a scanso di equivoco, che io non conosco) e additarli anonimamente come indegni e/o figli o amanti di. Se questo è vero, ripeto, si faccia intervenire la magistratura. Chi non ha niente da nascondere o da temere saprà difendersi. Ma, per carità, per correttezza si dia ai colleghi citati pubblicamente il modo per difendersi. I colleghi giuristi mi insegnano che la ‘contro notifica agli interessati’ e’ prevista dalla legge. E chi esprime queste cose pubblicamente, se a sia volta non ha niente da nascondere, si palesi. Una cosa è la critica alle procedure, l’altra alle persone. Sulla questione buoni/cattivi poi, in cui i cattivi stanno divenendo gli abilitati, invito tutti a riflettere che nella vita esistono delle sfumature. Non tutti gli abilitati sono degli indegni figli o amici o amanti di, così come non tutti i non abilitati sono vittime sacrificali ingiustamente fatti fuori. Se delle ingiustizie sono state compiute, combattiamole: se qualche collega ha subito deo torti, siamo solidali, anche a costo di rimetterci qualcosa. Ma il fare di tutt’erba un fascio, a mio avviso, fa solo il gioco dei soliti furbi….
No, proietti, non pseudo-mafioso. Semplicemente non vedo geni della linguistica tra i non abilitati. Vedo solo qualche abilitato discutibile. Tutto lì. E sono completamente disinteressato, non avendo partecipato a questa tornata