Roars ha da molto tempo sottolineato i rischi intrinseci all’Abilitazione Nazionale per come essa è stata disegnata dal legislatore e da ANVUR. In particolare si erano più volte messi in evidenza i pericoli dovuti a un meccanismo potenzialmente foriero di contenzioso e alla designazione di un numero di abilitati non assorbibile dal sistema. Tali pericoli si stanno puntualmente avverando. Roars non è in grado di monitorare cosa sia accaduto nei singoli settori concorsuali, ciascuno dei quali sembra fare storia a sé. Mette però a disposizione dei lettori che desiderano discutere e commentare lo svolgimento dell’ASN un apposito spazio, costituito dai commenti in calce a questo post.
Raccomandiamo, anche per facilitare la moderazione da parte alla redazione, di evitare espressioni ingiuriose (che verranno comunque bloccate) e di produrre argomentazioni i cui riscontri siano in qualche modo sottoponibili a verifica.
Per ora (5 dicembre 2013, h 00:10) sono usciti soltanto 13 settori concorsuali:
- 01/A4 – Fisica Matematica
- 06/D3 – Malattie Del Sangue, Oncologia E Reumatologia
- 06/E1 – Chirurgia cardio-toraco-vascolare
- 07/H1 – Anatomia E Fisiologia Veterinaria
- 07/H5 – Cliniche Chirurgica E Ostetrica Veterinaria
- 08/A1 – Idraulica, Idrologia, Costruzioni Idrauliche E Marittime
- 09/H1 – Sistemi Di Elaborazione Delle Informazioni
- 11/A1 – Storia Medievale
- 11/A3 – Storia contemporanea
- 11/A4 – Scienze Del Libro E Del Documento E Scienze Storico Religiose
- 11/C2 – Logica, storia e filosofia della scienza
- 11/C4 – Estetica e filosofia dei linguaggi
- 12/B1 – Diritto commerciale e della navigazione
Ecco il link alla pagina del MIUR che si aggiornerà con i risultati degli altri SSD.


Personalmente, ho sempre pensato che una valutazione della ricerca al fine di gestire in modo razionale il reclutamento, sia assolutamente necessaria. Sottolineo la finalità (il reclutamento). Aldilà di questa finalità, la qualità della ricerca la giudica la storia, e l’umanità nel suo complesso, che utilizza i risultati di alcune ricerche e ne scarta altri, a seconda dei tempi e delle circostanze storiche. Ma se vogliamo decidere chi deve essere assunto, o debba progredire di carriera in una università, come altro potremmo fare se non valutando in qualche modo la sua ricerca? Si tratta quindi di una valutazione “utilitaristica”, “finalizzata” e non da intendersi in valore assoluto. Nessuno può o deve pensare che un non abilitato sia un ricercatore indegno di questo nome. Il futuro potrà dare ragione alle sue ricerche, e torto ai commissari che lo hanno valutato. E’ stato così per Einstein, non si vede come possiamo sfuggire a questo rischio. Non possiamo evitare di valutare la ricerca universitaria, a meno di non volere assumere la gente con un sorteggio casuale. E qualunque procedura di valutazione proporremo, avrà delle pecche e scontenterà molti. Per quanto riguarda la nostra attuale ASN, ribadisco che a mio avviso bene hanno fatto quelle commissioni che hanno utilizzato gli indicatori bibliometrici solo come indicazione sull’impatto della ricerca scientifica e non come una condizione “necessaria ma non sufficiente”. Gli indicatori bibliometrici non potranno mai essere un buon test della bontà della ricerca di un candidato. E non solo perchè sono imprecisi e manipolabili, ma soprattutto perchè non entrano nel merito della qualità della ricerca. Alcune commissioni, come quella del mio settore (9/H1) ho visto che hanno tenuto in maggior conto la qualità delle riviste presentate dal candidato, secondo la classificazione a suo tempo data dal GEV. A prescindere dalla bontà di tale classificazione, di cui ovviamente si potrà sempre discutere, questo mi sembra un buon modo di valutare la bontà della ricerca. Se un settore stabilisce quali sono le riviste top, e si ha ragionevole certezza che per pubblicare su tali riviste si debba superare un serio peer review, allora presentare per la ASN molte riviste top è garanzia di qualità. Naturalmente alla base deve stare una seria classificazione delle riviste, che andrebbe fatta coinvolgendo tutto il settore scientifico, e non con procedure “verticistiche”. Tuttavia, se qualcuno scorre la classificazione delle riviste di 9/H1, credo che non troverà nessuno scandalo. Al limite obietterà su qualche collocazione, ma le riviste collocate in fascia A sono davvero serie, vox populi. Occorrerebbe a mio avviso semplificare e rendere più obiettivo il giudizio di valutazione, con dei filtri basati più sulla classificazione delle riviste che sugli indicatori bibliometrici. Nel mio caso, pur superando fortunatamente tutte e tre le mediane, mi avrebbe dato fastidio ottenere l’abilitazione solo in virtù di tale superamento, a prescindere dalla qualità della collocazione editoriale delle mie riviste. Avrei preferito invece regole più semplici, del tipo: “Il candidato è abilitato se ha un numero di riviste in fascia A del GEV che supera il valore mediano del settore (criterio qualitativo) e se ha un numero di citazioni/anno che supera un prestabilito valore minimo (criterio quantitativo)”. Le citazioni/anno dovrebbero essere calcolate sugli ultimi 5 anni, evitando l’introduzione dell’età accademica e rendendo così l’indicatore davvero omogeneo per tutti. Inoltre non dovrebbero essere conteggiate le autocitazioni. Infine il valore minimo da superare dovrebbe essere semplicemente un valore ragionevole, e non la mediana del settore, che invece andrebbe secondo me utilizzata per il criterio qualitativo. Quindi io non distruggerei l’ASN, ma piuttosto cercherei di introdurre dei ragionevoli miglioramenti, soprattutto in direzione di una semplificazione e di una maggiore trasparenza ed obiettività.
e il numero degli autori? Ti sembra la stessa cosa pubblicare in 3 o in 10? E non diciamo che la media di autori in un SC è un numero ben definibile. Saremmo punto e a capo.
Valutare un lavoro sulla base della sede di pubblicazione (che alla fine siglifica impact factor) mi pare assolutamente arbitrario. Semmai la sede di pubblicazione costituisce uno degli elementi, come in effetti è indicato nei bandi ASN. Devono contare molto di più le citazioni, che tra l’altro già avvantaggiano chi pubblica su riviste ad alto i.f. perchè mediamente più lette, più diffuse e quindi citate. Chi non si prende citazioni pur pubblicando su tali riviste dovrebbe farsi un esame di coscienza…
La sede di pubblicazione “seria” dovrebbe garantire che sia stato operato quel serio peer review che le commissioni non possono fare. Chiunque lavori nel settore 9/H1, ad esempio, sa benissimo che vedersi pubblicato un lavoro su una Transactions ACM o su VLDB Journal significa aver fatto un lavoro serio, passato al vaglio di esperti del settore, e superato una selezione molto dura che può durare anche due o tre anni. L’impact factor non c’entra molto, una rivista top-level è tale per prestigio riconosciuto storicamente dall’intero settore. Se si invoca (giustamente) la valutazione della qualità, bisogna accettare che la ricerca di alto livello prima o poi deve essere pubblicata in sedi di alto livello. Purtroppo non vale il viceversa (a volte riviste di alto livello pubblicano lavori non esaltanti), ma questo rientra nella normalità. Il problema semmai è che in certi settori il peer review non è così ricgoroso come in altri, e la classificazione delle riviste è molto arbitraria e decisa dai piani alti. Forse sarebbe bene che questi settori si riorganizzassero, magari sotto la spinta di tutta la “base”. Quello che occorre eliminare dall’università (così come dall’intero Paese) è il verticismo, il clientelismo e in generale la scorrettezza. Dichiarare invece genricamente che “la ricerca non deve essere valutata”, che la ASN va drasticamente accantonata, significa augurarsi che tutto resti come prima, nelle mani di chi può gestire tutto per assenza di regole. Almeno, questo è il mio modesto parere.
Caro Sam,
come già ti ho fatto notare in passato, la mia bocciatura in 09/H1 è una prova chiara che la commissione NON ha usato la classificazione GEV, avendo io 5 lavori di Fascia A negli ultimi 5 anni. Sai bene che la mediana di riferimento per la seconda fascia era di 1 lavoro all’anno su rivista indicizzata. Io ne ho una all’anno in fascia A. Inoltre, uno di questi lavori si avvia a 90 citazioni, e non è stato neanche menzionato dai commissari, restando nel calderone di quelli a impatto limitato…
Ho anche presentato due lavori a conferenza, valutati 0.8 dalla VQR, ed anche loro sono sempre ad impatto limitato.
La cosa che mi dà sui nervi è questa totale mancanza di trasparenza. Ogni volta si cambiano le regole.
ASN != GEV != VQR. Su cosa devo pubblicare se voglio aspirare a qualche risultato positivo la prossima volta?!?
Invito tutti, a titolo di curiosità, a dare un’occhiata ai giudizi collegiali relativi al settore 01/A2 (Geometria ed Algebra), I e II Fascia, e a cercare di stabilire su CHE COSA si siano basati i commissari per stabilire a chi assegnare l’idoneità. Grazie fin d’ora a chi vorrà raccogliere la sfida.
Avranno considerato chi si mette il maglione di lana e chi no.
…prima di salire sui tetti.
@Luca: Ma sei sicuro che sappiano distinguere la pura lana dal misto acrilico? 8-)
@Luca : hahaha… grande
sono d’accordo con il commento di Sam. Si sono creati dei criteri ed i commissari si sono trovati ad affrontare più di 40.000 abilitandi.. non è da poco. E’ giusto correggere alcuni aspetti ma qui continuo a sentire di complotti, vendette accademiche, veti incrociati, correnti politiche che guidano l’abilitazione.. insomma mi sembra tutto esagerato. Però credo che il Ministero debba prendere in considerazione di evitare lo stop dei 2 anni e dare la possibilità a tutti di poter concorrere magari dopo aver inserito eventuali correttivi. Infine se andiamo a vedere i giudizi dei membri stranieri ci facciamo anche un’idea di come in altri paesi i giudizi siano molto sintetici e non vi è bisogno di analizzare tutte le opere una per una. e’ un’abilitazione e non un esame comparativo tra 2 candidati. Qui la decisione era sulla produzione scientifica in assoluto e sulle varie esperienze.. e non se una era meglio o peggio di un altro.
10/G1 (Glottologia e linguistica)
Io sono stato bocciato per la I fascia in questo settore concorsuale. Superavo le 3 mediane: la motivazione è, fondamentalmente, che non avrei una dimensione internazionale di studioso. Lascio perdere ciò che potrei obiettare, come il fatto che sono stato anche visiting professor all’estero, cosa che la Commissione evita di scrivere. In questi casi, la sostanza è data dalla comparazione. Sto studiando i vari diversi giudizi, e ne sto vedendo di tutti i colori (tutto legittimo sino a prova contraria, naturalmente!): per es., una candidata, con un cognome illustre, fatta idonea nonostante non superasse alcuna mediana; un candidato idoneata nonostante si scriva, testuale, che sostiene nei suoi lavori “una tesi affascinante, ma ardita dal punto di vista metodologico, perché non argomentabile oggettivamente”; una candidata abilitata nonostante si denuncino carenze dal punto di vista delle visibilità internazionale, perché comunque l’internazionalità è rappresentata nella sua formazione (ma nel bando questo era previsto?) e, se lo è meno nelle pubblicazioni, ciò è dovuto ai temi che tratta (ma la Commissione ha indicato nei criteri di giudizio quali sono questi temi?); un candidato ritenuto idoneo la cui dimensione di studioso internazionale è pesata anche sulla base di un progetto presentato (solo presentato, non si sa se accolto) alla Commissione Europea; altri studiosi idoneati sui quali non si spende una parola in positivo sulla dimensione internazionale, semplicemente auspicando che questa dimensione migliori.
Con questo non voglio dire che questi studiosi non meritassero l’idoneità in assoluto o in chiave comparativa: quello che sorprende è la fluidità dei criteri, che in alcuni casi sono applicati in modo rigido, in altri in modo blando, in altri disattesi. Proprio nel momento in cui si cerca di dare alle Commissioni un qualche paletto da rispettare, una qualche ombra di oggettività, si fa fatica a trovare una qualche forma di coerenza. L’altra cosa che sorprende, ma qualcuno lo ha già detto, è l’unanimismo, sempre e comunque, della Commissione, anche quando un commissario scrive che un candidato affronta un numero limitato di tematiche e un altro commissario dice il contrario. Per me è difficile da capire.
Caro Lalli,
hai letto i commenti giunti a partire dal 23 dicembre per 10/G1 (GLOTTOLOGIA E LINGUISTICA)? Dacci i numeri … per favore! E’ tutto in rete, non c’è nulla di male se ci indichi dove guardare.
Mi stupisce che molti scrivano in questo blog di mediane, età anagrafiche ecc. e non si accorgano che questi valori non hanno alcun valore per alcune Commissioni, che si può essere idonei anche senza superare alcuna mediana, con pubblicazioni per un totale di 150 pagine.
No problem: nell’ordine, candidati 30, 27, 33, 88. Penso possa bastare, per iniziare: ma, se vuoi, puoi guardare anche i candidati 71, 23, 44.
Ma, ripeto, il punto non è se questi candidati meritassero o no l’abilitazione, ma se la Commissione, facendo in altri casi rilievi dello stesso tipo, abbia adottato lo stesso atteggiamento e se abbia rispettato in modo rigoroso i criteri di legge e quelli che essa stessa si era data nella prima riunione. A me pare di no, ma questo potrà dirlo in maniera certa solo un giudice amministrativo.
GLOTTOLOGIA E LINGUISTICA.
Lalli grazie. Guarda i precedenti post, non li disperdiamo e poi facciamo la sintesi. Segnala il numero a cui corrispondono i candidati di cui parli come dice Lolo. Stiamo raccogliendo dati oggettivi, la ministra potrebbe chiedere spiegazioni ai commissari perche’ si tratta di casi clamorosi. Noi le chiederemo di farlo, se non procedera’ d’ufficio! Vai a guardare quelli che abbiamo segnalato finora. Non dobbiamo avere paura, sono cose molto evidenti, scandalose.
Finora abbiamo segnalato casi di abilitati su prima e seconda fascia che, se non ti spieghi come sia stato possibile abilitarli quando vedi il curriculum, poi vedi che ci sono di mezzo questioni parentali (figli o mogli di ordinari dello stesso settore, collaborazioni strettissime con qualche commissario, eccetera) di fronte alle quali la tentazione di chiedere un approfondimento ti viene.
Nello stesso tempo non ti spieghi perche’ alcuni candidati con un curriculum meritevole (tu citavi il tuo caso) non hanno avuto l’abilitazione, “anche se” non sono figlio, moglie, marito di nessun ordinario sullo stesso settore o collaboratore di nessun commissario…
Io sto guardando anche qualche curriculum di NON abilitati, e viste alcune incredibili bocciature credo che ci sarebbe veramente da chiedere spiegazioni ma pochi vorranno autosegnalarsi come hai fatto tu, perche’ puo’ esserci paura di reazioni.
Molti colleghi staranno leggendo questi post, e magari avendo ottenuto l’abilitazione non reagiscono. A loro dobbiamo dare una rassicurazione, perche’ i meritevoli non hanno nulla da temere: non stiamo dicendo che essere moglie o figlio o collaboratore sia una colpa, ma semplicemente il ministro deve chiedere spiegazioni alla sempre-unanime commissione quando si trova di fronte a casi di abilitazioni davvero insostenibili, in generale, anche se notera’ che alcuni dei casi piu’ clamorosi presentano proprio queste coincidenze. E’ fondamentale percio’ continuare a segnalare i casi rigorosamente clamorosi senza cadere in commenti generici o altro, e senza trasformare questi post in una battaglia tra noi perche’ faremmo un gioco che ci danneggia tutti. Chi tra noi non ha avuto l’abilitazione o crede che ci sono state irregolarita’, ha il dovere di dirlo.
Io ho trovato altri casi di abilitati sulla seconda fascia che danno perplessita’, e proseguo con la ricerca di candidati che inspiegabilmente molto ingiustamente nin hanno avuto l’abilitazione.
Ha ragione chi ha scritto che per alcuni candidati sono state esaltate le pochissime virtu’, mentre per altri sono state omesse, come il caso di Lalli che non ha avuto l’abilitazione a causa dello scarso profilo internazionale mentre lui in realta’ ha svolto attivita’ all’estero.
Lalli mi dispiace per quello che ti e’ successo e spero che non ci siano altri casi come il tuo, perche’ se tu hai fatto attivita’ all’estero e non lo hanno usato per valorizzarti e’ una distrazione grave. Ma se sai di casi come il tuo lo dovresti dire.
Certo che questi nostri commissari devono aver svolto molta attivita’ all’estero, soprattutto prima di diventare ordinari perche’ si sa, devi avere le tre mediane a posto prima di diventare ordinario… e loro sicuramente le ebbero tutte a posto a suo tempo se oggi sono cosi’ sensibili a certe sfumature nelle domande di alcuni, mentre non devono mai essersi trovati ad avere a che fare nella loro esperienza accademica con situazioni di parentele e altre storie curiose, se esse gli sfuggono tanto e abilitano persone che solo casualmente, ops…
Non ci fermiamo, perche’ siamo in uno stato di diritto e non in una dittatura delle commissioni e che la commissione sia sovrana vale fino al momento in cui non emergono dati oggettivi come quelli che stiamo segnalando. Noi che non abbiamo avuto l’abilitazione e ci vediamo ingiustamente superati, non possiamo anche subire la beffa di dover saltare il turno per rifare domanda.
Grazie ROARS.
Grazie a voi e a ROARS. Io sto preparando un dossier, da sottoporre a un amministrativista appena possibile, dopo queste vacanze. Proprio perché vorrei che la mia protesta non fosse solo uno sfogo, ma fosse sottoposta a verifica dalla magistratura. Se ho ragione io (e voi), è bene che questi signori capiscano che i tempi debbono cambiare.
Se vogliamo collaborare in qualche modo, ecco un mio indirizzo email:
nnfr9160@gmail.com
Continuo a dire che questi casi, se accertati, sono gravi. Credo però (e premetto che non conosco assolutamente nessuno dei citati e che quello non è il mio settore) ogni denuncia debba essere circostanziata, e circostanziata bene; si rischia altrimenti l’effetto boomerang nonché una strana guerra fra abilitati e non abilitati, che distoglie l’attenzione dal problema essenziale e cioè la validità o meno di questa procedura e i modi in cui debba essere migliorata. Va da sé poi che si debbano rivedere i lavori delle commissioni che palesemente hanno adottato criteri e decisioni ingiuste e che non ci debbano essere timori nelle denunce di casi clamorosi, che tuttavia, ripeto, dovrebbero essere provati bene. Se la commissione X ha agito con parziabilità, che la si denunci in toto, e magari in modo collettivo, includendo quanti, fra gli abilitati, si sentono comunque indignati. Utopia? Mica tanto. Io l’abilitazione l’ho avuta ma non sopporto le ingiustizie. E sui tetti, per un principio generale o anche solo per un collega di un altro settore ingiustamente fatto fuori, ci salirei…
Io continuo a pensare che il sistema dell’abilitazione nazionale sia migliorabile ma rappresenti la strada giusta. Però se le commissioni hanno fatto errori grossolani o favorito ingiustamente qualcuno è giusto che il Ministero, ancora prima della giustizia amministrativa, ne prenda atto e valuti questi casi. Il mondo accademico non deve dividersi tra abilitati e non abilitati, ma mi piace pensare che si faccia parte di un’unica famiglia di persone che della ricerca e della didattica hanno fatto il loro credo professionale.
Abilitazione = divisione meritevoli non meritevoli. Deciso da chi ? L’abilitazione e’ la strada sbagliata per stabilire il merito. Se qualcuno ha un esperienza non superficiale del sistema francese sa che non favorisce il merito …
Troppi errori/orrori nella impostazione dell’AN. Troppi candidati, per il fatto che dal 2008 non abbiamo un concorso. Troppi “libere interpretazioni” da parte di alcune commissioni (non tutte). Sarà tutto sbagliato e tutto da rifare?? Aumenteranno gli aspiranti e saremo dinuovo punto e a capo. Ho il terrore che l’unica soluzione possa essere l’ope legis … o la rivoluzione … oppure continuare ad accettare questo stato di cose come il male minore, con mutismo e rassegnazione.
Quanto sarebbe stato bello e semplice che ogni settore avesse stabilito dei minimi quali/quantitativi aldisotto dei quali anche Einstein avrebbe dovuto aspettare il suo turno dopo aver pubblicato su buone riviste le sue teorie … domani è un altro giorno … e ci saranno un altro paio di settori pubblicati (ci saranno???)
Il Ministro Carrozza in un’intervista a Sky ha chiaramente detto che il sistema attuale verrà rivisto. Non ora, ma alla chiusura della II tornata, quando ci saranno dati definitivi. Ha anche indicato le due “tendenze” principali: “libera scelta degli Atenei su chi assumere” o “selezione Nazionale”. Il tutto però assemblato in modo tale che ci sia responsabilità certa attribuibile a qualcuno (Ateneo) per scelte non all’altezza. Indi la mia sensazione è che la ASN se la sia trovata fra le mani e non ci fosse molto da fare in corsa. Ma non sarà così dal 2014…sempre che rimanga lei… Resta da vedere se migliorerà… L’unica cosa che penso possa fare è togliere il blocco di 2 anni. Alla luce delle critiche da lei stessa mosse mi parrebbe la cosa più sensata.
Quanto ai singoli SSD che si danno regole…beh in gran parte così è stato con commissioni terribilmente selettive e altre quasi ope legis…e molti si lamentano (giustamente) di ciò…
Personalmente credo, e l’ho già scritto, che la “libera scelta” sia l’unica soluzione. La libera scelta affiancata da una rigorosa valutazione a posteriori e dall’erogazione di fondi all’università (e dall’università al dipartimento) solo in base alla valutazione. E naturalmente da un legame stretto tra il docente assunto (buono o cattivo che sia) con l’ateneo: prendi chi vuoi, ma te lo tieni in casa ed eventualmente ne paghi le conseguenze.
Anvur, mediane, indici, a che serve spendere tempo e danaro se poi i giudizi delle commissioni possono andare in senso opposto per motivi imperscrutabili? Se la ricerca viene valutata dall’alto, ed è giusto che lo sia, una ulteriore valutazione affidata all’arbitrio di una commissione non ha più senso.
La scelta “libera” è improponibile nella pubblica amministrazione, dove alla fine nessuno paga le conseguenze delle scelte infelici, se non le strutture stesse, ovvero la collettività. Figuriamoci in Italia!
Certo è che cambiare radicalmente ogni due-tre anni il metodo di reclutamento non è che favorisca la qualità del sistema. Io sarei per un miglioramento dell’attuale ASN, con pochi semplici accorgimenti: 1- al posto degli indicatori, che anche solo per essere calcolati hanno creato problemi infiniti, alcuni valori fissi (es. numero minimo di pubblicazioni); 2- rimozione del “blocco” per le tornate successive ai non abilitati; 3- invece di un’unica commissione onnipotente per ogni settore, valutazione di ogni candidato da parte di due-tre commissari, possibilmente esperti dei temi studiati dal candidato, sul modello francese; 4 – presentazione non di decine di titoli, mai dei 4-5 ritenuti migliori dal candidato, in modo che possano essere effettivamente valutati dalle commissioni; 5 – due elenchi distinti (strutturati e non strutturati), con obbligo per le università di chiamare, in percentuale prefissata, da entrambi (ipotizzo 70-30%).
Soprattutto, a me pare che la cosa più urgente per la comunità accademica italiana sia poter tornare a studiare – che è la cosa per cui siamo pagati e che (almeno in teoria) sappiamo e amiamo fare -; perché questo avvenga occorre uscire da questa continua emergenza concorsuale e normativa.
La scelta libera di fatto è vietata dalla legge per gli impieghi pubblici. Naturalmente intendo un concorso realmente locale con una commissione di professori di materie più o meno affini (per esempio all’interno del dipartimento). In presenza di parametri di valutazione nazionali seri (perché altrimenti l’ANVUR a che serve?) non è detto che tre docenti ‘affini’ non siano in grado di scegliere il docente che fa al caso del loro dipartimento, condividendo la responsabilità e svincolando la scelta dalle beghe di disciplina. Se Matera vuole un docente per le sue caratteristiche (e se ne assume la responsabilità futura), non è detto che debbano essere Latina e Orgosolo a decidere se può prenderselo o no.
un concorso “realmente locale”!!!!!!!!!!
perché, quelli degli scorsi decenni che cos’erano?
ma vi rendete conto che cosa vuol dire lasciare tutto a un dipartimento col magro spauracchio che se poi il prescelto non scrive diminuiranno i fondi? significa dare la possibilità ai clientes dei locali ordinari di accumulare titoli e pubblicazioni e ridurre all’inedia i probabili altri più bravi che per la precarietà in cui vivono non riusciranno più a lavorare
@stef
Alla chiusura della II tornata? Nel 2014? Non ci sono forse abbastanza dati nella prima tornata?
Comandante Carrozza…torni a bordo….!
Grazie ancora a Roars che mette a disposizione questo spazio.
C’ė chi critica ASN, chi l’apprezza, chi ė rimasto deluso in ogni caso credo che la rivoluzione ė l’immediato “controllo”che tutti noi possiamo fare su ogni commissione o abilitato/non abilitato. Non so se serva ma la trasparenza di internet ha fatto tantissimo negli ultimi anni per rendere meno opaca la macchina statale e non solo. Questo ne ė un esempio http://petizionesecsp01.wordpress.com
Penso che chi sta in commissione debba sentire una responsabilità importante, nonché un controllo sociale continuo di quello che fa.
Ritengo più utile,quindi, che chi segnala casi dubbi debba essere piuttosto circostanziato nel farlo altrimenti non serve a nulla farlo.
Per ora conosco il mio risultato di tre settori.
Il MIUR ha comunicato indicatori alle diverse commissioni.
Ho chiesto spiegazioni al CINECA.
Curiosità:
Ho notato che riguardo gli articoli e le relative citazioni comunicate dal MIUR vi è una crescita dell’80% tra la domanda sottomessa prima di pranzo e quelle sottomesse dopo pranzo dello stesso giorno.
Questa è Scienza.
“Il MIUR ha comunicato diversi indicatori alle diverse commissioni.”
pazzesco!
Altri 2 settori stamattina… e siamo a 64…
Gia. Spassosissimo il settore dove si è abilitato a PA “er ROARS”. Quasi tutti i candidati risultano “ottimi” o “eccellenti”, ma poi gli abilitati sono pochini. Boh.
Ehm, in effetti in quel settore è tutto coerente con i criteri adottati dalla Commissione:
“Eccellente” vuol dire “A” (cioè discreto),
“Ottimo” vuol dire “B” (cioè sufficiente),
“Buono” vuol dire “C” (cioè insufficiente),
“Discreto” vuol dire “D” (cioè scarso).
Ed un ruolo quasi essenziale ha giocato il superamento di tutte e tre le mediane.
Vedo che molti dei non abilitati alla prima fascia sono professori associati da numerosi anni. Mi viene da chiedere se questi che ora protestano prendendosela con i commissari che sarebbero frutto di un’università indecente e clientelare abbiano superato un concorso locale solo per meriti. Strano che i “cattivi” siano solo quelli dall’altra parte… magari qualche colpa per essere stati raccomandati e fatto fuori qualcuno più preparato al concorso locale ce l’hanno anche chi adesso a gran voce grida allo scandalo. Vedremo, quando uscirà il mio settore, se tanti di quelli che mi hanno fregato ai concorsi locali protesteranno pernon essere stati abilitati…
Guarda, rifle13, che, buoni o cattivi che siano, i commissari sono più o meno sempre gli stessi: sono gli stessi ordinari che, a suo tempo, hanno gestito i concorsi locali …
è stato già rilevato, ma più passa il tempo e più l’assenza dei sc di scienze biologiche e di un gran numero di scienze mediche mi pare sospetta. Inoltre non sono ancora stati resi noti i sc che non hanno ultimato i lavori entro il 30 novembre.
Per caso, alcune commissioni stanno rivedendo i loro giudizi?
Alcuni BIO sono affini ad alcuni MED. It makes sense.
10/G1 – GLOTTOLOGIA E LINGUISTICA: UN PRIMA SINTESI IN FASCIA II
Cari Lalli, Ester74 e Barbara,
ecco per voi e per tutti coloro leggono il blog alcuni casi interessanti in 10/G1 – GLOTTOLOGIA E LINGUISTICA che possono interessare anche i candidati di discipline più o meno vicine. Per il momento mi limito alla fascia II dove è interessante notare quanto segue. Tra virgolette si riportano testualmente giudizi della Commissione.
CANDIDATO 27
monografie/trattati: 1
contributi in volume/atti: 6
articoli: 2
recensioni: 1
voci: 3
altro: 11 (cosa sarà?)
TOT pubblicazioni: 13 pubblicazioni canoniche (comprese 3 voci), ma c’è molto “altro” come potete notare.
ABILITATO! anche se “certamente risulta ancora carente
l’esperienza internazionale”
CANDIDATO 39
monografie/trattati: 0
contributi in volume/atti: 10 (un volume è in realtà un CD-rom)
articoli: 2
TOT pubblicazioni: 12 (per un tot. di 162 pagine)
ABILITATO! Attenzione, qui c’è anche una PREVISONE: si ha “motivo di ritenere che il numero dei contributi potrà poi espandersi ulteriormente secondo le linee di tendenza già presenti in nuce”. Anche la mia cartomante l’ha detto.
CANDIDATO 133
monografie/trattati: 1
contributi in volume/atti: 2
articoli: 5
recensioni: 1
TOT pubblicazioni 9
ABILITATO! benché “un consolidamento della visibilità internazionale (attraverso la partecipazione a convegni internazionali e a progetti di ampio respiro) sia auspicabile per il futuro”
CANDIDATO 162
monografie/trattati: 1
contributi in volume/atti: 3
articoli: 4
TOT pubblicazioni 8 (complimenti!)
ABILITATO! benché “quantitativamente ancora limitata (nonostante si registri un incremento nel ritmo delle pubblicazioni nel periodo più recente) e benché passibile di un consolidamento per quanto riguarda la visibilità internazionale”
CANDIDATO 174
monografie/trattati: 1
contributi in volume/atti: 5
articoli: 6 (2 articoli compongono una bibliografia)
TOT pubblicazioni 12
ABILITATO! “nonostante una produzione scientifica ancora quantitativamente limitata, in relazione alla quale si
auspica, per gli anni a venire, un incremento delle pubblicazioni in sedi internazionali ‘peer-reviewed’” Lo auspico anche io.
CANDIDATO 195
monografie/trattati: 1 (Openpolitica: Il discorso dei politici italiani nell’era di Twitter)
contributi in volume/atti: 10
articoli: 4
TOT pubblicazioni: 15
ABILITATO! “nonostante un profilo internazionale ancora non particolarmente rilevante”. Internazionale?
CANDIDATO 196
monografie/trattati: 2 (Attraverso il video: imparare ad imparare con gli audiovisivi + Profilo della lingua italiana Livelli di riferimento del QCER A1, A2, B1, B2)
contributi in volume/atti: 6
articoli: 4
TOT pubblicazioni 12
ABILITATO! “Nonostante il numero non particolarmente alto dei contributi scientifici”
CANDIDATO 208
monografie/trattati: 1
contributi in volume/atti: 4
articoli: 4
TOT pubblicazioni 9
ABILITATO! malgrado “una sostanziale limitazione degli interessi all’ambito lessicale, oltre che una scarsa visibilità internazionale della produzione scientifica, specialmente per quel che attiene alla partecipazione a convegni e progetti internazionali e alla collocazione editoriale delle pubblicazioni”. Ma guarda!
Non ho ancora finito. GLOTTOLOGIA E LINGUISTICA è una miniera! Rimane poi la prima fascia. Poi andrebbero segnalate anche le numerose bocciature “interessanti”. Cosa ne dite?
Grazie ROARS.
@lolo
ottimo lavoro, grazie mille.
bisognerebbe procedere a tappeto su tutti i settori e mandare al ministro, all’anvur e alle società disciplinari
@lolo
… Dico che la commissione in questione è da bocciare! Abilitare su delle previsioni future è decisamente troppo!!!!! Ministra, se legge batta un colpo….
A mio sommesso avviso, proprio perché si tratta di un’abilitazione e non di una procedura di valutazione comparativa, non ha molto senso “fare le pulci” agli abilitati; semmai, andrebbero analizzati i verbali dei non abilitati.
Segnalo en passant che sul sito dell’ASN è stato finalmente reso pubblico l’elenco delle commissioni i cui lavori sono stati prorogati (ma senza alcun riferimento né ai decreti di proroga, né alla tempistica ulteriore).
@fausto_proietti
questa è la prima parte. Presto segnalerò anche bocciature interessanti. Ipotizziamo che X, moglie di Y, venga abilitata con 8 pubblicazioni e che Z, allievo di uno dei commissari, venga abilitato con poco più di 150 pp. e 0 libri. Sai questo cosa significa? Significa che quasi tutti i candidati dovrebbero essere abilitati se presentano pubblicazioni che non vanno “fuori tema” (e non sono schifezze). Però questo non accade, anzi può capitare che vi sia un disprezzo nei confronti di moltissimi candidati non abilitati, molto spesso con pubblicazioni in sedi importanti o prestigiose. A loro non si perdona nulla. Non si fanno previsioni sul loro futuro e non si auspicano belle cose. Come possiamo mettere in luce il diverso trattamento dei candidati se non “facendo le pulci”, per prima cosa, a certi abilitati? A mio avviso nel settore di cui si parla la maggior parte dei non abilitati avrebbe da protestare. Le segnalazioni che facciamo servono a mettere in luce il modus operandi di una commissione che agisce nel solito modo. Il MIUR ora ci fa vedere come stanno cose. E se le cose che tutti possiamo vedere sono squallide, allora DEVE anche intervenire.
NEWS ASN 27 dicembre 2013
Si informa che mentre stanno procedendo le operazioni ministeriali di ricognizione degli atti della tornata 2012 ai fini della successiva pubblicazione dei risultati dell’abilitazione, il lavoro delle commissioni dei seguenti settori concorsuali è oggetto di specifica proroga: 01/A1, 05/E2, 05/G1, 06/D2, 06/D5, 06/D6, 06/E2, 06/E3, 06/F2, 06/M2, 06/N1, 07/B2, 08/A3, 08/B1, 08/C1, 08/D1, 09/A2, 10/L1, 11/B1, 11/C3, 11/C5, 11/E1, 12/B2, 12/C1, 12/G1, 12/H2, 13/A1, 13/C1, 13/D2, 14/B2, 14/C2
Alcune precisazioni (sicuramente banali):
1) come ha già scritto Banfi, esisto e questo è esattamente il mio nome e cognome. Si può agevolmente controllare mettendo su Google la stringa “Brunello Mantelli UniTO”, oppure “Brunello Mantelli UniCAL”, oppure solo “Brunello Mantelli”, oppure dando una scorsa all’ASN, settore 11/A3, prima fascia :-)
2) non farei confusione tra norma giuridica e dimensione etica: bene ha fatto la redazione di Roars a porre come norma la possibilità di intervenire sia con nome e cognome, sia con uno pseudonimo; in tal modo si incentiva (in base al principio di realtà) una maggiore partecipazione (anche da parte dei pavidi :-) ). Altra questione è la dimensione etica: a me leggere adulti cittadini della Repubblica, per giunta studiosi sicuramente di valore, che si scelgono curiosi nommes-de-plume manco fossero educande di un collegio vittoriano fa da un lato francamente ridere, dall’altro suscita pensieri non proprio confortanti sul futuro di questo paese. Se manco in una sede di questo genere abbiamo il coraggio di metterci la faccia… Come spiego ai miei studenti, occorre stupirsi non tanto che nel 1931 solo 12 docenti universitari abbiano rifiutato di giurare fedeltà al regime fascista, ma semmai che siano stati così tanti…
3) siano sempre benvenuti ironia, leggerezza e sarcasmo, ambiti che da sempre pratico (qualcuno sostiene sin troppo :-) ), ma vorrei sapere che c’entrano con la crassa ignoranza. Ovviamente nessuno pretende che un cultore delle Naturwissenschaften conosca gli studi, per altro eccellenti, del mio amico Franco Remotti, antropologo di fama almeno continentale, e però qui non si tratta di paragonare la non conoscenza di un vasto campo del sapere con la soluzione delle equazioni di secondo grado (fermo restando che io, per mia perversione particolare, ci saprei arrivare sia per via algebrica, sia per via grafica), bensì di paragonare l’ignoranza (e l’irrisione) delle discipline demoetnoantropologiche con la parallela ignoranza, putacaso, di cosa siano le “geologia strutturale, geologia stratigrafica, sedimentologia”. Se un umanista menasse vanto di non sapere cosa siano queste ultime lo prenderei a schiaffi. Per tornare all’ASN, il mio punto di vista (non neutrale perché sono stato abilitato, ovvio) è il seguente: 1) l’ASN ha avuto ed ha molti limiti; 2) comunque sia il sorteggio delle commissioni è pratica del tutto irrinunciabile, ad ogni livello; 3) la selezioni in sede nazionale è parimenti irrinunciabile; 4) una selezione del 30/40% dei candidati è ragionevole, mentre non lo è il blocco biennale, per motivi ovvi e noti. Il resto, tutto il resto, si può discutere.
Lei conferma pienamente quanto sostenevo. Non conosce neanche la differenza fra “sapere come risolvere una equazione di secondo grado” e “sapere dimostrare la formula risolutiva di una equazione di secondo grado”. Come può ritenere che noi dobbiamo essere tenuti a sapere cosa siano le discipline demoetnoantropologiche, a meno di essere rozzi ed ignoranti? Suvvia, ammetta di aver esagerato nel dare addosso ai cultori delle scienze naturali. Non vorrà certo confermare lo stereotipo che un umanista non ammette mai di aver sbagliato.
wlamediana, dove hai trovato queste informazioni? Grazie
Quindi sono 31 e non 35 le commissioni che hanno richiesto una ulteriore proroga?
Capisco che chi come @sam sia stato abilitato tenti di difendere l’operato (a mio parere indifendibile) delle commissioni (nello specifico la 09/H1).
Concordo anche sul fatto che molti abilitati avessero ottimi CV, ma ce ne sono altrettanti con CV piuttosto modesti. Quello che manca e che fa pensare che non troppo sia cambiato rispetto al recente passato è la motivazione. Infatti leggendo i giudizi sembra che l’unico criterio adottato sia stato la discrezionalità.
Io ho il DIRITTO di sapere quali tra le mie pubblicazioni sono state considerate “ottime”, “buone” e quali no e la commissione ha il DOVERE di fornirmi queste informazioni.
Nello specifico la commissione contrariamente a quanto definito nei criteri e quanto previsto dalla D.M. 76 2012 (QUINDI VIOLANDO LA LEGGE) e contravvenendo alle indicazioni del MIUR sulla valutazione di pubblicazioni e titoli:
1. Non ha effettuato la valutazione analitica di TUTTE le pubblicazioni presentate dal candidato;
2. Allo stesso modo non fornisce indicazione sulla coerenza con il settore concorsuale 09-H1 o con tematiche interdisciplinari ad esso pertinenti per ogni singola pubblicazione. Ed inoltre stabilisce la coerenza con il settore scientifico disciplinare o con tematiche interdisciplinari ad esso pertinenti in maniera poco chiara.
3. Nel caso di tematiche interdisciplinari, non fornisce alcuna analisi sul contenuto scientifico delle pubblicazioni riconducibile al settore “Sistemi di Elaborazione delle Informazioni”
4. Non fornisce indicazioni sui criteri per valutare l’apporto individuale basandosi sulla produzione complessiva del candidato e il numero di autori di ciascun lavoro
5. Non fornisce indicazioni sulla qualità di ogni singola pubblicazione presentata per la valutazione ma solo il presidente della commissione si limita a fornire un’analisi sommaria di un sottoinsieme
6. Non definisce i sistemi di classificazione internazionali delle sedi di pubblicazioni riferibili al settore “Sistemi di Elaborazione delle Informazioni” per la valutazione della collocazione editoriale e non adotta o sembra non adottare l’impact factor che, ad oggi, è l’unico sistema usato a livello internazionale per valutare la collocazione editoriale
7. Non ha valutato ne il numero e il totale delle pubblicazioni nel CV e non ha neanche analizzato la loro distribuzione sotto il profilo temporale, con particolare riferimento agli ultimi 5 anni consecutivi precedenti la data di pubblicazione del decreto
Questo è lo stato dei fatti, tutte le altre considerazioni (GEV non GEV, mediane non mediane, etc..) fatte da chi intende difendere le commissioni (parlo sempre della 09/H1) sono solo chiacchiere da BAR DELLO SPORT!
Ma qual è il fantomatico “termine massimo” della proroga in questione…? Ancora da determinare?
…e a completamento dell’eccellente analisi di cspampin, per gran parte delle domande indicate dal collega, la commissione non specifica la soglia minima al raggiungimento della quale si intende conseguita la cosiddetta “maturità” scientifica (piena o adeguata). Questa è l’inaccettabile discrezionalità di una procedura che vuole essere equa e trasparente!!
Bravo Francob. Mi stupisco che taluno reputi ragionevole una bocciatura in precentuale in astratto asccettabile: possono essere tutti bocciati o abilitati a seconda della qualità scientifica della produzione. Un candidato che rispetta la mediana ed ha i lavori pubblicati in collane, riviste o opere collettanee di assoluto prestigio non può non essere abilitato: diversamente si boccia tutta la comunità scientifica che ha avallato le sue pubblicazioni.
Superiamo il “mugugno” e prepariamo un generale ricorso che renda giustizia a chi è stato ingiustamente mortificato.
Tanto per essere pratici, la discrezionalità delle commissioni nella formulazione generica dei giudizi, nell’assenza di criteri riguardo la coerenza delle pubblicazioni, nei giudizi analitici mancanti riguardo tutte le pubblicazioni ecc.. va formalmente verificata attraverso la richiesta individuale di accesso agli atti, indirizzata al responsabile del procedimento di ogni Commissione. Se risultasse accertato che gli atti della Commissione sono SEMPLICEMENTE quelli pubblicati sul sito,e non sussistono altri documenti (anche allegati ai verbali) più analitici (es: griglie individuali, criteri esplicativi di macro-criteri e parametri ecc..), allora anche i ricorsi potrebbero avere qualche fondata speranza..
Ho telefonato alla `responsabile dell’ASN’ per 01/A4: mi hanno detto che TUTTI i verbali prodotti dalle Commissioni sono caricati sul sito ASN. I responsabili, nelle varie Universita` hanno avuto l’incarico specifico di caricare tutti i verbali pervenuti dalle Commissioni. Anche a me era venuto il dubbio che potesse esserci qualche altro documento. Ma non ne esistono altri a quanto mi hanno detto.
Non riesco ad aprire più i CV dei candidati nel sito ASN al “Curriculum Vitae dei Candidati”. E’ un problema mio o è proprio così? prprio ora che hanno pubblicato la proroga ….. Gatta ci cova? … vedete come ci hanno ridotti … una dietrologia continua ;-)
I CV nella versione `corta’ cui, p.e. io, avevo dato poca importanza allegando il CV intero (non visibile) sono accanto alle mediane (sulla sinistra). Buona lettura.
P.S. Ho allegato 63 pubblicazioni, 2 pagine di coordinamento/ partecipazione a gruppi di ricerca senza contare tutto quello che avevo scritto in 69 pagine di allegato… e mi hanno detto che `non ho fatto abbastanza’.