Roars ha da molto tempo sottolineato i rischi intrinseci all’Abilitazione Nazionale per come essa è stata disegnata dal legislatore e da ANVUR. In particolare si erano più volte messi in evidenza i pericoli dovuti a un meccanismo potenzialmente foriero di contenzioso e alla designazione di un numero di abilitati non assorbibile dal sistema. Tali pericoli si stanno puntualmente avverando. Roars non è in grado di monitorare cosa sia accaduto nei singoli settori concorsuali, ciascuno dei quali sembra fare storia a sé. Mette però a disposizione dei lettori che desiderano discutere e commentare lo svolgimento dell’ASN un apposito spazio, costituito dai commenti in calce a questo post.
Raccomandiamo, anche per facilitare la moderazione da parte alla redazione, di evitare espressioni ingiuriose (che verranno comunque bloccate) e di produrre argomentazioni i cui riscontri siano in qualche modo sottoponibili a verifica.
Per ora (5 dicembre 2013, h 00:10) sono usciti soltanto 13 settori concorsuali:
- 01/A4 – Fisica Matematica
- 06/D3 – Malattie Del Sangue, Oncologia E Reumatologia
- 06/E1 – Chirurgia cardio-toraco-vascolare
- 07/H1 – Anatomia E Fisiologia Veterinaria
- 07/H5 – Cliniche Chirurgica E Ostetrica Veterinaria
- 08/A1 – Idraulica, Idrologia, Costruzioni Idrauliche E Marittime
- 09/H1 – Sistemi Di Elaborazione Delle Informazioni
- 11/A1 – Storia Medievale
- 11/A3 – Storia contemporanea
- 11/A4 – Scienze Del Libro E Del Documento E Scienze Storico Religiose
- 11/C2 – Logica, storia e filosofia della scienza
- 11/C4 – Estetica e filosofia dei linguaggi
- 12/B1 – Diritto commerciale e della navigazione
Ecco il link alla pagina del MIUR che si aggiornerà con i risultati degli altri SSD.


Condivido il parere espresso da Bazzocchi. I candidati di questa tornata erano tutta gente che, a parte eccezione, aspettava quasi da 5 anni questi bandi. E infatti tutti hanno curricula molto molto dignitosi con una sfilza notevole di pubblicazioni ed esperienze internazionali importanti. Non e’ neanche confrontabile con il sistema precedente. Si’ gli ordinari hanno vinto dei concorsi…ma quanti erano i candidati..spesso si contavano sulla dita di una mano…
A questa generazione che ha avuto il coraggio di affrontare questo sistema di abilitazione in cui i criteri sono stati modificati continuamente: legge gelmini, mediane, criteri della commissione, va solo plauso. Ma questo vengono puniti da una scelta che appare comune alle commissioni di promuovere essenzialmente uno su tre, alla quale e’ da aggiungersi la sanzione di non fare piu’ domanda per 2 tornate (quindi 2015-6). E infatti i giudizi poco convincenti delle commissioni rivelano l’imbarazzo di chi sa che facendo fuori una persona solo perche’ deve. Se no l’ASN sarebbe stata criticata perche’ facile ma abilitazione significava solo dare la possibilita’ a un candidato di giocarsela in sede locale, di aver un futuro nel settore e di non buttare nel cestino 10-15 anni di lavoro. Ma in quale concorso al mondo non si puo’ fare domanda ogni anno? Perche’? E in qualche paese ci sono i commissari esterni che difficilmente maneggiano la lingua italiana a livelli necessari per leggersi non so 150 monografie in un anno…?
Coloro che hanno curriculum scadenti non fanno certo domanda in un sistema nazionale e pubblico e con sanzione, quindi c’era gia’ un meccanismo di auto-eliminazione. Chi e’ andata avanti fino alla fine era convinto di avere delle buone chance. E che siamo tutti in malafede?
Ci possono essere molti studiosi che per esempio non sono riusciti a far uscire una o la seconda monografia entro il novembre del 2012 perche’ hanno cercato di fare un buon lavoro. Perche’ ‘rimandarli al via’ per 3 anni se gia’ nell’anno successivo hanno prodotto un numbero di pubblicazioni sufficienti a addirittura superare le mediane. Sappiamo che le pubblicazioni non sempre escono in fretta e questo non significa che il candidato non sia capace. Significa che e’ stato sfortunato a causa dell’editore lento o di altri per esempio in volumi collettivi. Ma non credo che debba essere punito fino al punto di dire ‘ciao grazie ripassa tra 3 anni’. Il Ministro, a mio parere, dovrebbe dare un’occhiata ai curricula di chi e’ stato escluso e riflettere se davvero questa gente e’ di tale scarso livello da essere bloccata per altri 3 anni. Un regime di abilitazione cosi’ stretta fa si’ che alla fine ci siano poche domande per i concorsi locali esattamente come ai ‘bei tempi’. Invece l’universita’ che vuole fondi dovrebbe assumersi la responsabilita’ del recrutamento, di scegliere i migliori fra un numero ampio di domande e se non lo fa presto o tardi ne paghera’ le conseguenze. In questo modo responsabilizzando le universita’ e i capi dipartimento si chiede a tutto il sistema di essere meritocratico e non solo a coloro che ne sono fuori come i candidati.
Grazie mille per l’attenzione e mi scuso per la lunghezza. Vado a preparare la domanda per l’Inghilterra…dove ci sono gia’ tanti colleghi molto bravi. Goodbye Italy!
Io, invece, non condivido la sicurezza con cui Bazzocchi sostiene che i candidati 2013 siano di livello inferiore rispetto ai candidati 2012. Anzi. Dato che la tornata 2013 è stata indetta quando era ancora possibile ritirarsi dalla 2012 in tutti i (o in buona parte dei) SC, un ragionamento plausibile avrebbe potuto essere “vediamo quali informazioni trapelano sulla tornata 2012 in questi mesi”, così da poter preparare/presentare la domanda 2013 con maggiore cognizione di causa. In base a cosa, quindi, un candidato che abbia fatto questo ragionamento dovrebbe essere inferiore ad uno che ha fatto domanda nel 2012? Lo sconforto di molti per la tornata 2012 è comprensibile, ma gettare fango sui candidati delle tornate a venire mi sembra inopportuno.
Sottoscrivo il commento di Marc. Nell’incertezza del comportamento che sarebbe stato assunto dalle commissioni e indipendentemente dai criteri da queste pubblicati (molto spesso una dichiarazione di “mani libere” piuttosto che di criteri di valutazione chiari e oggettivi, peraltro in alcuni casi derogati anche quando inderogabili), molti candidati della tornata 2012 hanno ritirato la domanda pensando di poterla presentarla nel 2013 con maggiore cognizione. In realtà poi, i risultati 2012 non sono arrivati prima della chiusura del bando 2013, pertanto il ritardo di un anno nella candidatura è stato vano.
A proposito di monitoring: pare che nella catena dei vari controlli qualcosa non abbia funzionato. L’art 8(5) del DPR 222/2012 prevede che la comissione debba deliberare “a maggioranza dei quattro quinti dei componenti”. È invece facile riscontrare che in alcuni casi (e.g. 11/A3-Storia Contemporanea) la commissione ha concesso l’abilitazione con una maggioranza di tre quindi. In altri casi, invece, la stessa comissione non ha concesso l’abilitazione con la stessa maggioranza favorevole di tre commissari su cinque.
Questo è davvero strano, e chiaramente va contro il DPR. Ogni commissione sembra davvero fare storia a sè.
Bei controlli hanno fatto al ministero in tutto questo tempo, complimenti!
Forse l’improvviso stop (a me sembra così) sulla pubblicazione dei risultati è dovuto a questo punto della abilitazione concessa a maggioranza. Trovo comunque di cattivo gusto il sottoporre alcuni settori (meno del 10 per cento) a questo screening globale. Sarebbe stato meglio tutti insieme, ma forse il ministero vuole prima vedere l’effetto che fa.
La cosa è già stata segnalata. Ma in quali casi Lei ha riscontrato l’esplicita espressione «a maggioranza di tre commissari conto due» o frasi simili?
Glielo chiedo perché (questa è almeno la mia interpretazione), se la deliberazione è sostenuta da una frase del genere «a maggioranza la Commissione ecc.. », ebbene deve intendersi sempre il tipo di maggioranza previsto dalla legge, cioè quella dei 4/5. Dobbiamo supporre che a degli storici (ben cinque) sia sfuggita un regola così importante?
anche in 11/a1 (storia medioevale) ci sono abilitazioni negate a maggioranza semplice, con specificate il numero e i nomi dei commissari che hanno votato in senso opposto
@ letizia arcangeli
sarebbe meglio non diffondere notizie false… ho appena controllati uno a uno i verbali di 11/A1, e le abilitazioni sono tutte deliberate all’unanimità o a maggioranza dei 4/5. Tutto regolare da questo punto di vista, dunque.
@ letizia arcangeli “ci sono abilitazioni NEGATE a maggioranza semplice”…
questa frase prima mi era sfuggita. ora è tutto chiaro. ovviamente, la maggioranza dei 4/5 serve a CONCEDERE, non a NEGARE l’abilitazione (per questo, basta che due commissari non siano d’accordo).
veramente il dpr 222 stabilisce che ‘la commissione delibera maggioranza di quattro quinti dei componenti’.
dice ‘delibera a maggioranza’, non ‘abilita a maggioranza’ ergo ci vogliono 4 voti anche per bocciare.
Volevo disinteressarmene, perché più di quello che ho fatto non sarei in grado di fare, ma le notizie e le voci ci piovono addosso lo stesso. D’altronde è anche poco etico stare nei palchi a guardare con sufficienza o, nel migliore dei casi, con non affatto ‘profonda soddisfazione’ il combattimento nazionale di gladiatori(ni), alias CNG. Oltre a quello che è stato comunicato ufficialmente dal MIUR, ma che doveva essere comunicato insieme a tutti gli altri risultati, per fare partire la fase successiva in condizioni di parità, circolano voci relative ad altri settori, non ancora ufficializzati, ma soprattutto voci su come si potranno distribuire, chiamare, promuovere ecc. gli abilitati, ufficiali e ufficiosi. Come è normale che sia. Per tacere di altre voci, meno normali. Dunque tutta la pretesa oggettività ed equità affonda in una brodaglia generale non affatto dissimile a quella che si dice potesse/poteva verificarsi nelle tipologie anteriori di concorsi, dove ugualmente, come ora, ci saranno stati e ci sono stati risultati buoni, discutibili o scandalosi, probabilmente in proporzioni simili. Quanto è costato tutto questo Grande Cambiamento = GC?
— dissimile da —
confermo. si tratta di 4 casi di abilitati con 3/5 per la seconda fascia.
però mi pare nessuno ancora abbia controllato sistematicamente la prima fascia
Tre considerazioni, leggendo i verbali e i giudizi finora usciti:
1. Ogni commissione ha operato a suo modo. La difformita’ di stile e di contenuti dei giudizi tra commissioni e’ impressionante.
a – solo in poche commissioni c’e’ la valutazione analitica delle pubblicazioni (non eraobbligatoria??)
b- alcuni commissari son omolto fantasiosi, altri sono molto sbrigativi, Pero’ il massimo e’ idraulica: Leggete idraulica e vedrete che i giudizi personali dei commissiari su ciascun candidato sono identici: hanno fatto un unico giudizio, che hanno copiato fra loro pari pari i quattro commisari italiani e hanno tradotto letteralmente per il commissario straniero. Ho l’impressione che un banale ricorso portera’ ad annullare tutto (ci sono tante sentenze di tar in questo senso);
2. la collocazione dei cndidati rispetto alle le mediane ha avuto impatto assai difforme tra settori: in alcuni casi il superamento e’ stato necessario, in altri sufficienti, in altri (la maggioranza, mi sembra) totalmente irrilevanti, alla fine.
3. Apprezzo la trasparenza, ma mi chiedo se il garante per la privacy non abbia nulla da ridire: in molti atenei si fa divieto ai professori di esporre i nomi degli studenti con i voti riportati all’esame … Il punto che vorrei segnalare e’ che –soprattutto per l’idoneita’ di prima fascia — sono riportati e acessibili giudizi che probabilmente non aumenteranno l’autorevolezza dei professori associati , nel momento in cui andranno a fare lezione nelle loro classi attuali….
I risultati dei concorsi, giudizi compresi, sono da sempre pubblici e nessuno si è mai lamentato.
In questo caso male perché i giudizi sono di circostanza, ottenuti in modo comparativo, quindi non indicativi di una vera idoneità alla ricerca scientifica ma a quella di ottere un posto nell’università italiana nei prossimi 4 anni.
Sottoscrivo nei diversi punti il commento di robdactfe in tutti i punti. Nel SC 09/H1 il giudizio del commissario estero è identico per molti dei candidati (forse tutti) a meno degli aggettivi utilizzati per valutare la sua ricerca: “national-class rather than world-class” in caso di valutazione negativa, semplicemente “world-class” in caso di valutazione positiva. Questa si che è una valutazione analitica!!
La cosa è già stata segnalata. Ma in quali casi Lei ha riscontrato l’esplicita espressione «a maggioranza di tre commissari conto due» o frasi simili?
Glielo chiedo perché (questa è almeno la mia interpretazione), se la deliberazione è sostenuta da una frase del genere «a maggioranza la Commissione ecc.. », ebbene deve intendersi sempre il tipo di maggioranza previsto dalla legge, cioè quella dei 4/5. Dobbiamo supporre che a degli storici (ben cinque) sia sfuggita un regola così importante?
nel giudizio collegiale si dice solo ‘a maggioranza’. poi se si guardano i giudizi individuali in alcuni casi è evidente che 3 commissari erano favorevoli e 2 nettamente contrari. Non c’è traccia di altre indicazioni oltre ai giudizi o di espressioni diverse di voto.
Infatti. È quello che ho notato anch’io. Secondo il mio parere, il giudizio collegiale supera i giudizi individuali. La dicitura «a maggioranza» significa «non all’unanimità», ossia con il tipo di maggioranza prevista dalla legge.
Conclusione: non credo che le deliberazioni “equivoche”, o “equivocabili”, degli storici contemporanei siano nulle.
Certo, si spera che la prossima volta siano un po’ meno contorti e parlino in modo più chiaro — evitando così ai malcapitati concorrenti la fatica di fare congetture e altro.
“A maggioranza” significa, in generale, a maggioranza semplice (3/5). Credo ci sia il rischio concreto che la commissione abbia commesso un errore, non verificando la maggioranza qualificata dei 4/5. Nei giudizi di altre commissioni, è stato chiaramente indicato in quali casi c’era l’unanimità ed in quali uno ed un solo voto contrario.
Ha ragione Braghi, è evidente. A meno che la dicitura non sia “a maggioranza di tre contro due”, l’espressione “a maggioranza” significa semplicemente che il giudizio collegiale non è stato reso all’unanimità, bensì con la maggioranza minima prevista dalla legge (ovvero 4/5 commissari). Non è minimamente pensabile che anche alla più distratta delle commissioni ciò non fosse chiaro.
complimenti a insorgere e braghi per la coerenza.
La legge dice che i giudizi della commissione devono essere motivati. E che servono 4/5 di giudizi positivi. Voi dite che uno dei commissari puo’ aver “cambiato idea”, votando alla fine contrariamente al suo giudizio, e senza motivare il cambio di opinione. E questo vi pare accettabile? Alla faccia della trasparenza! Io esprimo un giudizio negativo, e poi (sulla base di quale “motivo” o “stimolo” esterno, non si sa) voto a favore. Di nuovo complimenti!
Concordo con Proietti.
Ripeto: quello che conta è il giudizio collegiale, che si forma dopo la stesura dei giudizi individuali (nei quali ogni commissario propone il proprio parere di merito). Se la commissione collegialmente decide (poi) di concedere l’abilitazione, affermando che la decisione è stata assunta “a maggioranza”, si deve intendere che tale maggioranza sia quella prescritta dalla legge di riferimento. Si deve supporre che la decisione sia stata presa dopo una discussione, durante la quale ogni commissario può giungere a nuove determinazioni. Il fatto che, nel caso della commissione degli storici moderni, non si sia mai voluto dare un nome al voto contrario, non può inficiare la deliberazione favorevole.
Qualche collega giurista potrebbe venirci in aiuto.
(Inutile telefonare al Ministero perché, dal 30 novembre, non rispondono più — secondo lo stile del nostro paese.)
L’articolo dice: “In particolare si erano più volte messi in evidenza i pericoli dovuti … e alla designazione di un numero di abilitati non assorbibile dal sistema. Tali pericoli si stanno puntualmente avverando”. Credo che il punto sia proprio questo: hanno fatto domanda molte persone fuori dal mondo universitario (enti di ricerca nazionali, ospedali, professori delle superiori, estero, etc) ed in molti hanno fatto domanda in più settori perché multi-disciplinari. Credo che il mescolamento dei settori e la paura di aver destato interesse verso l’università in soggetti al momento al di fuori possa influire sulle valutazioni e sulla % finale di abilitati. Questo al di là dei singoli giudizi e SSD.
In effetti consiglio a chi ha una cattedra alle superiori e collabora con l’universita’ (in aspettativa dalla scuola con borsa, assegno, ecc all’Università) di
NON dire a nessuno di avere una cattedra alle superiori.
Per esperienza la cosa puo’ essere negativa per la carriera. Della serie:
“tanto Sfigatich il posto fisso lo ha gia’, aiutiamo invece il povero Arcimbolidi Immanicati”.
Come è stato notato le commissioni hanno “fatto fuori” molti candidati con la motivazione di essere fuori settore.
In effetti si notano casi eclatanti (es. un prof. assocaito di informatica ha fatto domanda come ordinario di estetica e filosofia dei linguaggi ed è stato preso a pesci in faccia!) e immagino che in qualche modo le commissioni si siano dovute “difendere” da quelle che sembrano domande del tipo “non passo le mediane nel mio settore, provo in un altro” oppure “faccio ricerca applicata in altri settori che sono bibliometricamente più forti quindi mi devi idoneare anche se per la tua disciplina quello che faccio è una banale applicazione da tesi di laurea”.
Mi chiedo se non sarebbe stato più giusto limitare le domande degli strutturati al loro settore, anche perché che senso ha inquadrare le persone nei settori se poi queste fanno ricerca in un altro?!
Non sono molto d’accordo con questa divisione settoriale, ma visto che c’è perché non usarla coerentemente. Se voglio far domanda in un settore che non è il mio dovrei fare prima quella al CUN per cambiare settore e dopo l’abilitazione per la funzione superiore.
Come la si metterettbe in tal caso per i settori concorsuali sovrapponibili come 09/H1 e 01/B1 e per la chi fa ricerca interdisciplinare? Trovato: “vietato fare ricerca interdisciplinare! altrimenti non potresti applicare in nessun settore perchè passibile di essere ritenuto esterno a qualunque settore”…
Ripeto io non sono d’accordo con la divisione settoriale, men che meno con settori sovrapponibili in classi di concorso diverse.
Due settori così sovrapposti come 01/B1 e 09/H1 andrebbero “unificati” in una unica classe di concorso, così da risolvere il problema!
In ogni caso, se un ricercatore sente che la sua ricerca è più inerente ad un altro settore dovrebbe chiedere di essere trasferito a quel settore prima di fare domanda di abilitazione per la fascia superiore.
Anche perché una università che ha assunto un medico potrebbe non volere un ingegnere…
@hoffman: di fatto è quella che ha fatto la commissione 09-H1 ovvero ha cassato tutti i lavori di ricerca interdisciplinare definendo la Bioinformatica come abbastanza coerente con il settore. E’ questi sarebbero seri?
questa è una ottima iniziativa, credo che si potrebbe migliorare se si procedesse alla organizzazione in specifici argomenti di discussione.
un argomento che proporrei io è la “pertinenza delle pubblicazioni al SSD”.
Per verificare quanti e in quali casi vengono eliminati candidati utilizzando questa clausola. Credo che sarà molto interessante per poter fare anche una piccola statistica delle casistiche del caso.
Andrebbe fatta anche una casistica di tutti quelli che si sono presentati fuori dal settore in cui sono strutturati e/o in tanti settori diversi e che hanno avuto questo tipo di valutazione.
Secondo me le commissioni in questo caso sono colpevoli di eccesso di legittima difesa…
Appoggio la proposta
Sottoscrivo.
Grazie Roars per lo spazio, sarebbe utile dividere per area concorsuale la discussione, così avremo 14 discussioni in corso ma almeno focalizzate.
In ogni caso grazie per il lavoro che fate.
Domanda esistono dei dati ministeriali che dicono quante sono le domande LASCIATE e quante ritirare per commissione? Questo sarebbe un dato interessante per capire da dove si parte.
Anche il dato di consistenza numerica per ognuna delle 3 fascie di ogni SSD è interessante da comparare con il numero degli abilitati, ed non è difficile da ottenere.
Penso che ROARS dovrebbe monitorare il numero degli abilitati e dei bocciati per ciascun SSD facendo una distinzione tra la percentuale di strutturati nello stesso settore, degli strutturati in altri settori e dei non strutturati.
Un problema enorme è, infatti, il modo in cui le diverse commissioni si sono comportate. Ci sono casi in cui le percentuali di abilitati del settore sembrano enormemente più alte degli altri settori.
Complimenti a Bazzocchi per il post:
Forse non è ancora chiara la (nefanda) assurdità che lo zelo peloso dei commissari ha fabbricato. A questa prima tornata ha partecipato d’istinto il meglio della ricerca italiana (PO a parte) ….
Continuate a leggerlo qui:
https://www.roars.it/in-pubblicazione-gli-esiti-dellabilitazione-scientifica-nazionale/#comments
leggo commenti che mi lasciano un po’ perplessi:
– molti si lamentano che sono stati bocciati candidati che superavano una o più mediane … ma è non una cosa tutto sommato positiva che le commissioni – in molti casi – abbiano fatto peer review ?
– ci si lamenta che il tasso di abilitazione è inferiore al 50% … questo, da solo, può essere considerato un indicatore negativo … francamente a me avrebbe fatto più arrabbiare una percentuale del 90% (dato anche il numero complessivamente alto di domande) ?
– “tutti hanno curricula molto molto dignitosi” … a me non sembra proprio … c’è di tutto …
– ci si lamenta del fatto che le commissioni abbiano adottato il criterio della coerenza … mah ??? … sarebbe stato strano il contrario … tra l’altro, tra i criteri di quelle commissioni spesso compare esplicitamente il parametro coerenza …
– si arriva a dire che avrebbero dovuto partecipare solo gli strutturati … sarebbe stato giusto ?? avreste preferito escludere a priori tutti i precari … COMPLIMENTI !
– le commissioni hanno utilizzato criteri difformi … che novità: basta leggere il decreto per capire che ogni commissione poteva definire criteri specifici per il proprio SSD.
1. ci si lamenta che NON sono state fatte le peer-review, ovvero sono state fatte in maniera appossimativa e grossolana (basta leggere i giudizi) ma i candidati che superavano le mediane sono stati bocciati lo stesso.
2. Considerando che tutti coloro che non superavano le mediane non hanno fatto domanda o l’hanno ritirata, una percentuale alta era prevedibile e giusta in quanto tutti coloro che erano “rimasti” hanno per la stragrande maggiorparte buonissimi CV che solo qualche anno fa avrebbero permesso di vincere facilmente un concorso.
3. tutti no, ma molti si, molti di piu’ di quelli idoneati.
4. il criterio della coerenza andava dettagliato, ad esempio le banche dati classificano le riviste in settori che potevano essere presi come spunto per associare le pubblicazioni ai settori. cmq come ho detto su, in questo caso le commissioni sono colpevoli di eccesso volontario di legittima difesa.
5. questo non mi pare di averlo letto da nessuna parte… non vorrei che quanto da me detto, ovvero che gli strutturati dovevano fare domanda solo nel loro settore sia stato travisato.
6. ma questo e’ scandaloso, in quanto a che pro fare una abilitazione nazionale di tutti i settori partendo da criteri simili e poi ognuno fa quel che vuole? lo spirito era quello di avere criteri di base omogenei, ma questi sono stati (a ragione secondo me) aggirati facendo perdere il senso di tutta l’operazione.
Scusa, ma chi avrebbe detto che dovevano partecipare solo gli strutturati?? A me sembra invece che si stia denunciando da parte di molti l’assurdità per cui la quasi totalità dei non strutturati, compresi quelli con curricula di tutto rispetto, sono stati bocciati dalle commissioni, a vantaggio dei soli strutturati…
ok, ogni commissione poteva definire criteri specifici per il proprio SSD.Ovvero, might is right.
Guardando i verbali della commissione 09-H1 per seconda fascia è interessante notare come la commissione ha speso meno di due minuti per candidato per formulare il giudizio collegiale e inserirlo nella piattaforma. Ma vi sembra possibile?
Aggiungo che appare strano che i giudizi individuali dei commissari siano a 2 a 2 uguali. Si sono sentiti durante la valutazione individuale dei candidati?
Copia e incolla…
Confermo. Nel settore 09/H1 il giudizio collegiale è un template standard farcito con copia e incolla di una selezione dei titoli presentati dal candidato, più il giudizio finale.
Il giudizio del commissario estero poi, è una formula standard (il criterio di valutazione che avrebbe adottato il commissario) più una formula conclusiva: “national-class rather than world-class” in caso di valutazione negativa, o semplicemente “world-class” in caso di valutazione positiva.
Questa sì che è valutazione analitica!!
Il problema che molte volte il copia e incolla non ha proprio funzionato mettendo argomenti di ricerca che non avevano niente a che fare con i profili dei candidati. La cosa bella è c’è chi sostiene che la commissione ha premiato la qualità. Ma mi faccia il piacere!
Sarebbe interessante verificare l’esistenza (o l’assenza) di correlazioni tra i valori degli indicatori bibliometrici e l’esito della abilitazione. Per chi avesse il tempo e la capacità di imbarcarsi in tale analisi, ho creato uno script che consente di estrarre le informazioni necessarie dal sito ASN:
http://www.moreno.marzolla.name/software/asn/
Lo script è raffazzonato e sicuramente zeppo di errori di ogni genere, pero’ magari puo’ costituire un punto di partenza.
Dunque: è da febbraio che attendiamo l’esito di ‘ste abilitazioni. Ci vengono invece imposte scadenze assolute per quanto attiene agli “adempimenti” ANVUR (vedi relazioni annuali delle cosiddette Commissioni “patetiche” paritetiche, ecc.) e analoghe sciocchezze…
…nessuno invece si è impegnato formalmente con un “entro e non oltre…” relativo ad una data in cui gli esiti delle abilitazioni verranno pubblicate in rete…
….finora hanno, al solito, proceduto “a lumaca”, sebbene si tratti di caricare nel sito qualche PDF. Se continuano così, finiranno a Pasqua, forse, come al solito in barba a tutto e a tutti!
grazie, Moreno. Utilissimo.
Certamente alcuni settori hanno attuato una politica difensiva nei confronti di candidati provenienti da altri SSD. Ma gli interessi scientifici individuali, è ovvio, possono mutare nel tempo. Aggiungo che in alcuni atenei per essere autorizzati al cambiamento di settore prima di approdare al CUN è criterio preferenziale (leggi obbligatorio) possedere l’abilitazione nazionale nel nuovo settore.
Ogni settore ha una storia diversa e i parametri adottati dalle commissioni sono difformi. Ok. Premetto che 11/C2 non è il mio settore. Per 11/C2 (85 candidati/32 abilitati) la commissione non adotta la stessa logica per tutti i candidati e anche per tutti gli abilitati I fascia. P.e. un abilitato ha 18 pubblicazioni, supera solo 2 mediane ( 2° e la 3°:in questo caso non vale la legge della monografia).Per gli articoli l’abilitato è sempre coautore. I singoli giudizi sull’abilitato sono uguali, a parte qualche insignificante variazione formale. La stessa commissione non abilita per la I fascia un candidato del quale i singoli giudizi sottolineano che non ha pubblicazioni con altri autori. I candidati di I fascia di 11/C2 hanno in genere buoni cv, molte pubblicazioni, e con case editrici e riviste non italiane. Difficile individuare la logica della commissione, a meno che non sia might is right.
Non so se possa interessare, ma sul sito Murst/valutazioni comparative non sono più reperibili i giudizi finali delle commissioni degli idonei e vincitori delle passate sessioni. Per reperirli è piuttosto macchinoso, e in alcuni casi è necessario compilare un modulo per richiedere il giudizio finale della commissione di concorso all’università dove il vincitore o l’idoneo PO è stato chiamato. Non esistono, come è noto, i cv degli idonei e vincitori PO delle passate sessioni di concorsi locali.
L’informazione non mi sembra del tutto corretta. Il sito dove si trovano i risultati è da anni questo: http://reclutamento.murst.it/index.html
Gli atti dei concorsi sono resi disponibili dalle università che hanno bandito i concorsi. Per questo non sempre tutte le informazioni sono reperibili ai link indicati sul sito ministeriale.
Caro Dirigente Miur, più rallentate le pubblicazioni degli altri settori maggiore e’ il rischio di, rispettivamente, pubblico ludibrio e manifesta irritazione dei commissari e candidati inabilitati relativi ai pochi settori disponibili. Cui prodest?