Salve per un pelo? Quasi all’ultimo minuto utile arriva l’annuncio della proroga per le commissioni della seconda tornata ASN. Ma insieme alla proroga l’annuncio di un intervento in tempi brevissimi (metà giugno) per cambiare le regole. Queste le novità annnunciate: abilitazione a ‘sportello’, allungamento della validità dell’abilitazione, revisione dei parametri di valutazione e della composizione delle commissioni, maggiore differenziazione nelle modalità di valutazione tra settori bibliometrici e non bibliometrici.
[in rosso: modifiche del 31.5.14 ore 10:45]
Ecco il testo del Comunicato Stampa del MIUR
Ufficio Stampa
Roma, 30 maggio 2014
Abilitazione Scientifica Nazionale, si cambia: avviata la riflessione
sulle nuove regole. Intanto proroga della seconda tornata
Entro giugno le nuove regole per l’Abilitazione scientifica nazionale (Asn), la ‘porta’ di accesso alla docenza universitaria. Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, sta infatti lavorando con le forze della maggioranza per introdurre procedure più snelle già dalla terza tornata dell’Abilitazione, prevista per la fine di quest’anno. Il sistema dei concorsi universitari è stato modificato a partire dalla legge 240 del 2010, la Riforma dell’Università, che ha introdotto l’Abilitazione nazionale come titolo necessario per l’accesso all’insegnamento negli atenei. La nuova procedura è stata sperimentata per la prima volta nel 2012. Le prime due tornate hanno evidenziato i limiti dell’Abilitazione: tempi contingentati e regole complicate che hanno richiesto diverse proroghe e prodotto, alla fine, un numero particolarmente rilevante di ricorsi. I lavori si sono prolungati a scapito di quei meritevoli che aspettavano da tempo di poter fare il loro ingresso nella docenza universitaria. Per questo si cambia. Abilitazione a ‘sportello’ (le commissioni sono in seduta ‘permanente’ e si aprono periodicamente le domande da parte dei candidati), allungamento della validità della stessa, revisione dei parametri di valutazione e della composizione delle commissioni, maggiore differenziazione nelle modalità di valutazione tra settori bibliometrici e non bibliometrici: sono alcuni degli aspetti su cui il Ministro sta lavorando, tenendo conto delle riflessioni emerse nel corso dei lavori delle competenti Commissioni parlamentari e su cui aprirà presto il confronto nel Governo e nella maggioranza, con l’obiettivo di un intervento in tempi molto stretti, entro la metà di giugno. Lo stesso intervento consentirà, a tutela dei 16.000 candidati della seconda tornata dell’Asn, una proroga dei lavori delle attuali 184 commissioni. Senza la proroga andrebbero sostituiti tutti i commissari con conseguenti ulteriori ritardi nella conclusione dei lavori e il rischio di perdere quanto fatto sino ad ora. Garanzia della conclusione dei lavori della seconda tornata dell’ASN, quindi, ma al contempo apertura della fase di cambiamento necessaria per consentire alle università di poter assumere nuove leve nei prossimi anni attraverso procedure meno complesse e più rapide.
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Ufficio stampa


per quanto mi riguarda, da giurista, le commissioni decadono stanotte a mezzanotte, salvo che entro tale data sia stato emanato un d.l. del governo di proroga… che ben potrebbe essere pubblicato sulla gazzetta ufficiale di martedì (la prima utile dopo il consiglio dei ministri di ieri) decorso tale termine tutti gli atti sono illegittimi
Vorrei capire meglio le cause di questa situazione. Come segnalato da Nicolai, gli indicatori dei candidati sono apparsi nei siti dei commissari solo il 22 maggio (e solo dopo che Roars ha postato “ASN 2013:naufragio imminente…”). Ma allora cosa hanno fatto le commissioni in questi ultimi 5 mesi, dormito?
Riposo forzato: fino alla prima settimana di aprile le commissioni non conoscevano neppure l’elenco dei candidati …
troppo comodo parlare di riposo forzato. Parlerei di narcolessia diurna. La domanda dei Lincei mi torna in mente: “C’è ancora un futuro per università e ricerca in Italia?” (aggiungerei: con tutti questi “riposi forzati”)?
Devo ancora capire come si fa a valutare dei candidati senza sapere quanti sono e chi sono, ma si vede che sono rimasto indietro rispetto alle sorti magnifiche e progressive dischiuse dalla riforma Gelmini …
Con le mediane anvuriane, naturalmente. Essendo state calcolate non si sa come non si sa su che cosa, possono essere applicate a candidati che non si sa chi sono.
Mi arrendo ai poteri sovrannaturali (anzi “medianici”) delle mediane anvuriane.
intendo solo dire che vorrei capire di chi e’ la responsabilita’ di questa n-esima pantomima. Del ministero che non fornisce elenchi di CV e mediane? E ce ne accorgiamo solo due settimane prima del 31 maggio?
jeronimo: “E ce ne accorgiamo solo due settimane prima del 31 maggio?”
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solo chi non legge Roars …
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15 marzo
https://www.roars.it/il-miur-fischia-linizio-della-seconda-tornata-asn/
20 marzo
https://www.roars.it/sei-salito-sulla-giostra-asn-aggancia-le-pubblicazioni/
2 aprile
https://www.roars.it/asn-2013-lavori-prorogati-al-31-maggio/
5 aprile
https://www.roars.it/asn-2013-mission-impossible-2/
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By the way, basta mettere “ASN” nella finestra di ricerca in alto a sinistra per ottenere l’elenco degli articoli che trattano di ASN.
ma no, lo ha scoperto il rag. Filini dove stavano:
https://www.youtube.com/watch?v=hqHU4uyWTIU
Devo esordire, non se sia un bene, in accordo, pur se non completo, con il dott. Proietti.
L’allungamento dell’abilitazione, ancor più se i meccanismi diverranno più semplici e soprattutto veloci, mi pare assurda: quattro anni sembrano un tempo ragionevole. Ancor più considerando che ben pochi si fermeranno in attesa della “chiamata”.
La proroga dei punti organico non è di principio accettabile. Non può però essere dimenticata la lentezza con cui i risultati sono stati pubblicati. I tempi per l’espletamento dei vari concorsi locali sono davvero strettissimi se non in molti casi impraticabili. Il rischio, concreto, che qualcuno voglia aspettare i prossimi abilitati può essere banalmente scongiurato garantendo un adeguato finanziamento per gli abilitati nel prossimo futuro. Finanziamento che in realtà si ridurrebbe a ben poca cosa rimuovendo, come da più parti è stato chiesto, l’assurda logica dei punti organico.
L’allargamento della così detta chiamata diretta dovrebbe essere fatto esclusivamente ribaltando le percentuali attualmente presenti nella norma e consentendo di usufruirne, anche oltre il 50%, essenzialmente per i non appartenenti alle sedi universitarie.
Una considerazione finale, peraltro postata già molte altre volte. Si parla tanto di semplificazione, di procedure a sportello. Considerando che i ricercatori sono un ruolo ad esaurimento, non sarebbe più semplice immaginare un RUOLO UNICO con livelli di retribuzione basati su procedure simili a quelle che si stanno proponendo per l’abilitazione (i cui effetti, in vil denaro, sono aumenti del livello di retribuzione)?
Ok, ruolo unico, in Italia, sembra una bestemmia. Chiamiamolo allora in altro modo. Ma liberiamo il sistema universitario da assurdi ed anacronistici vincoli baronali. Le più evidenti applicazioni sono proprio gli esiti della ASN ma ben peggio accade nei singoli atenei nei quali prof. ordinari (magari con molti meno titoli di ricercatori e associati) spadroneggiano, per legge, dirigendo scuole, facoltà, dipartimenti, commissioni, ecc. a proprio piacimento.
Il problema è oggi addirittura più grave che in passato e destinato a peggiorare per la forte riduzione del numero di prof. ordinari dovuto ai pensionamenti all’oggettiva difficoltà (se non impossibilità) in molti atenei di reclutare prof. ordinari.
Molto potere nelle mani di pochi.
riposo forzato ma accolto con piacere da molte commissioni che in tal modo potevano continuare ad oziare….questa proroga è l’ennesima riprova che non si vuole far funzionare il sistema….molte commissioni avevano i verbali pronti ieri sera in modo da chiudere la partita se non fosse arrivata la proroga…ora che è arrivata la proroga tutto torna nel cassetto e poi si vedrà. è al quanto ridicola l affermazione contenuta nel comunicato stampa del ministero che associa la proroga ad una maggior tutela per i candidati alla seconda tornata….
alla fin dei conti, pensandoci bene, questo modus operanti del ministero può anche essere salutato con favore…nel caso in cui i risultati non fossero positivi si avrebbe un sicuro appiglio per l’illegittimità del giudizio…primo caso nella storia del diritto di proroga senza scadenza e soprattutto senza testo….facciamoci a capirci questa proroga non è mai stata deliberata e verrà pubblicata la prossima settimana con una data retroattiva…è tutto illegittimo!!!!
“riposo forzato ma accolto con piacere da molte commissioni che in tal modo potevano continuare ad oziare”
E’ vero che c’è libertà di parola, ma questa accusa generalizzata ha dell’incredibile. Sulla base di cosa si valuta il piacere provato da una commissione nel non ricevere i dati dal Ministero? Mi sembra molto più probabile che molte commissioni abbiano bestemmiato contro il Ministero, come più o meno tutti noi accademici facciamo con una certa frequenza, per l’uno o per l’altro motivo, di solito imputabile al fatto che i tecnici del Ministero sono costretti a gestire procedure assurde e prive di ogni logica, senza che qualcuno preventivamente controlli l’attuabilità o anche solo la coerenza di alcuni processi bizantini ideati da chissà quale folle dirigente.
A me sembra del tutto logico: i commmissari non potevano fare nulla perché non sapevano nemmeno chi dovevano giudicare. Ma sono ugualmente colpevoli perché è evidente che a loro faceva piacere continuare ad oziare. Un ragionamento che non fa una grinza e che mi piacerebbe applicare ad altri settori della convivenza civile. Non paghi le tasse perché non hai reddito, ma sappiamo che ti sarebbe piaciuto evadere le tasse: ecco che sei colpevole di desiderata evasione fiscale. Non guidi l’auto ma sappiamo che ti piacerebbe violare il codice della strada: ti multiamo per (immaginato) eccesso di velocità. E così via.
e gia’, i commissari non potevano fare nulla, poveretti…
Beh, potevano organizzare una seduta “medianica” e chiedere a qualche ectoplasma anvuriano i nomi dei candidati e dei loro indicatori bibliometrici con un esercizio di scrittura automatica, dato che sulla piattaforma CINECA non si poteva caricare ancora nulla. Un po’ complicata la verbalizzazione: “all’ora 23:45 si materializza un ectoplasma che, interrogato, afferma di conoscere i nomi dei candidati …”. Vorrei vedere la faccia del giudice TAR Lazio se poi qualcuno ricorreva.
http://www.willgoto.com/images/Size3/French_Polynesia_Bora_Bora_picnic_55bbec3aec5b4533a8dc7b03ea0f028e.jpg

In foto alcune commissioni in riposo forzato.
Leggo Roars quasi quotidianamente e questa è la discussione più divertente di sempre.
Considerati i compensi, credo che sia un simpatico ritrovo di commissari OCSE che, incassata la prima rata dell’emolumento loro dovuto (8.000 su 16.000 Euro per le due tornate, http://attiministeriali.miur.it/anno-2012/gennaio/di-04012012.aspx), si concedono un meritato riposo a Bora-Bora in Polinesia.
E’ chiaramente riconoscibile il tratto di mare antistante al Billionaire di Briatore. Tutto torna!!!
Vorrei vedere lei prof. De Nicolao: leggere tutte quelle pagine in una lingua del tutto sconosciuta, fare riunioni a ore assurde per il proprio fuso orario, ci si stanca sì…
@ mfaella: simpatica allusione! Sbaglio ma, a dispetto delle acque cristalline in cui questi signori si beano, si vede in lontanza anche un’onda anomala in avvicinamento?
Non si dimentichi che i vertici MIUR ( Ministro in primis) in quanto a proroghe sono degli specialisti sul campo…
Ringrazio ale.ale per aver diffuso la notizia che i bandi dell’Università di Catania riportano nome e cognome dei candidati che potranno essere soggetti a chiamata diretta ex art. 24, comma 6, della legge 30.12.2010, n. 240, (si veda http://www.unict.it/content/bandi-1 )
Ritengo che la procedura non sia legittima per il motivo che espongo sotto. Chiedo un parere ai lettori di roars più esperti di me.
L’art. 24, comma 6, della legge 240/2010 recita che “la procedura di cui al comma 5 può essere utilizzata per la chiamata nel ruolo di professore di prima e seconda fascia di professori di seconda fascia e ricercatori a tempo indeterminato in servizio nell’università medesima, che abbiano conseguito l’abilitazione scientifica di cui all’articolo 16”.
Quindi, a rigor di legge, un ricercatore dell’università C., abilitato in un dato settore concorsuale, può essere oggetto di chiamata diretta su un altro settore concorsuale nella sua università, dato che il succitato art. 24 della legge 240/2010 questo non lo esclude. Non è una questione di poco conto. Non dimentichiamoci che chi ottiene un’abilitazione in un certo settore concorsuale può fare poi domanda ai concorsi locali (art. 18, l. 240) anche per concorsi indetti su altri settori concorsuali della stessa macroarea (in base all’art. 49 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5).
Detto questo, è facile verificare che, nel caso specifico del bando di Catania, si sia proceduto alla chiamata diretta su alcuni settori concorsuali individuando l’unico possibile candidato con quella abilitazione in quel settore concorsuale. Però, non si è tenuto conto che presso lo stesso ateneo prestano servizio altri ricercatori abilitati in altro settore concorsuale ma pur sempre nella stessa macroarea. Perché questi ultimi sono stati esclusi dalla procedura di chiamata diretta?
La risposta te la danno i regolamenti sulle chiamate dei singoli Atenei (Catania in questo caso: http://tinyurl.com/m4kzuqq ), ai quali, come è noto, il comma 1 dell’art. 18 e il comma 2 dell’art. 24 della legge 240/2010 demandano la regolamentazione in materia. Nello specifico, vedo che il regolamento di unict prevede la possibilità di partecipazione di più persone ai bandi riservati agli interni solo nel caso in cui vi siano più abilitati nel settore concorsuale per il quale è stata deliberata la chiamata (articolo 14, comma 2). Altrimenti si procede (articolo 14, comma 4) secondo quanto previsto dal titolo V, con relativa indicazione del nominativo nel bando. Tutto normale quindi, se si considera che il regolamento, per essere valido, deve avere a suo tempo ricevuto l’approvazione da parte del MIUR.
Ma tutta questa autonomia agli atenei non farà male?
Guardate i bandi di Roma Tre (rimuovere gli spazi):
http : // tinyurl . com / lbxvcbs
Secondo il bando la norma sulla parentela viene applicata solo agli esterni (pag 4, terzo capoverso). E’ possibile che un regolamento di ateneo vada contro una legge dello Stato?
Sul punto l’interpretazione della 240/2010 non è immediata. Nel gruppo facebook qualcuno aveva postato un parere giuridico che andava nella direzione del bando di Roma Tre.
La legge dice: “ai procedimenti per la chiamata non possono partecipare coloro che abbiano un grado di parentela o di affinità, fino al quarto grado compreso, con un professore appartenente al dipartimento o alla struttura che effettua la chiamata.” Ed è specificato che questo vale anche per le chiamate articolo 24.
Poichè l’articolo 24 riguarda solo gli interni, il senso della legge è evidente.
Se la norma sulla parentela valesse solo per gli esterni, non si applicherebbe alle chiamate articolo 24 (contrariamente a quanto esplicitamente scritto nella legge 240).
Meglio citare per intero (l. 240/2010, art. 18, c.1)
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“… In ogni caso, ai procedimenti per la chiamata, di cui al presente articolo, non possono partecipare coloro che abbiano un grado di parentela o di affinita`, fino al quarto grado compreso, con un professore appartenente al dipartimento o alla struttura che effettua la chiamata ovvero con il rettore, il direttore generale o un componente del consiglio di amministrazione dell’ateneo;
c) applicazione dei criteri di cui alla lettera b), ultimo periodo, in relazione al conferimento degli assegni di ricerca di cui all’articolo 22 e alla stipulazione dei contratti di cui all’articolo 24 e di contratti a qualsiasi titolo erogati dall’ateneo;”
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Non è pertanto fedele al vero affermare che “Ed è specificato che questo vale anche per le chiamate articolo 24.”. Quello che è specificato è che la norma “antiparentopoli” si applica “alla stipulazione dei contratti di cui all’articolo 24 e di contratti a qualsiasi titolo erogati dall’ateneo”. Qualcuno ritiene che la norma vada applicata estensivamente anche alle chiamate del c. 5 dell’art. 24, ma l’interpretazione non è univoca, da quanto mi è dato capire. Tor Vergata deve aver ritenuto che non si applicasse estensivamente anche alle chiamate del c.5 art. 24.
Non capisco la differenza (non lo dico per provocare). I contratti articolo 24, siano essi per RTDb o per RTI, si applicano solo agli interni.
E’ evidente quindi che le norme sulla parentela, se si estendono all’articolo 24, devono valere anche agli interni.
O esiste la possibilità di stipulare contratti articolo 24 con esterni?
Refuso: anche *per* gli interni.
Forse ho capito: l’interpretazione sarebbe che la norma antiparentopoli vale solo per le chiamate Art. 24 di esterni come RTD. Giusto?
Mi sembra comunque una forzatura, ma io non sono un giurista.
…che poi, anche se la norma antiparentopoli si applicasse solo ai contratti art 24 comma 3 (RTDa e b), e non ai commi 5 e 6, non si capisce perchè dovrebbe applicarsi solo agli esterni. I sostenitori di questa interpretazione come lo giustificano?
Grazie a te, Ramses, per aver posto un altro problema abbastanza rilevante. Riguardo, invece, la difformità tra i vari regolamenti e i bandi dei diversi atenei, credo che ormai urga un intervento da parte del Ministero che finalmente chiarisca tutti i dubbi e soprattutto permetta che il reclutamento avvenga in maniera uniforme in tutto il territorio nazionale. Personalmente trovo inaudito che ogni ateneo faccia come gli pare anche a costo di violare palesemente la legge, come nel caso del divieto di parentela, uno dei principi cardini della legge gelmini che, a mio avviso, credo difficilmente possa trovare eccezioni così eclatanti (gli assegnisti o i docenti a contratto, pagati pochi spiccioli, non possono essere parenti e i professori chiamati invece sì? mah…)
e’ chiaramente una falla della 240. In effetti il comma 6 e’ stato “appiccicato” all’art.24 per far contenti i bellicosi RTI (ricordiamoci il blocco della didattica ecc.). Infatti che centrano le chiamate dei professori con l’art.24, titolato “Ricercatori a Tempo Determinato”? Nulla. Dei professori si occupava specificatamente l’art.18 “Chiamata dei professori”. E dunque, per evitare altri ricatti, pam! Ecco schiaffata nel 24 una bella pezza (ovvero brutta perche’ scritta male e nel posto sbagliato).
Non sono un giurista, ma anche a me pare che la posizione riportata da De Nicolao sia contraddittoria: infatti la norma recita “in ogni caso, ai procedimenti per la chiamata, di cui al presente ARTICOLO (ossia l’art. 18, NELLA SUA INTEREZZA, compreso il punto e del comma 1 – ndr), non possono partecipare coloro che abbiano un grado di parentela o di affinita`, fino al quarto grado compreso”. Il comma 5 dell’art. 24 (chiamate dirette degli interni) si richiama esplicitamente all’art. 18, comma 1, lettera e: dunque l’interpretazione per cui l'”antiparentopoli” si applica anche a queste chiamate non è per nulla estensiva, ma semplicemente letterale. Se fossi un abilitato, e nel mio dipartimento venisse chiamato qualche “parente di” in barba alla legge, non esiterei un minuto – avendo un legittimo interesse da difendere – a fare ricorso al TAR.
@jeronimo
c’entra perché nell’art. 24 si parla del passaggio automatico dei ricercatori td ad associato in caso di abilitazione.
Il contorto (ma chiaro dal punto di vista dell’interpretazione) sillogismo è il seguente:
art. 24, comma 6 (chiamate di interni con procedura diretta) – rinvia all’art. 24, comma 5;
art. 24, comma 5 (chiamate dirette per RTD in tenure track) – rinvia all’art 18, comma 1, lettera e;
art. 18 descrive le varie procedure di chiamata, per le quali (tutte, come specificato nel comma 1, lettera b dello stesso articolo) vale la norma “antiparentopoli”.
@ fausto_proietti:
https://www.facebook.com/groups/222457594480176/710270429032221/
@ Jeronimo
Perdonami, ma non ho un account facebook – né intendo aprirne. Quindi non so cosa volevi dirmi con quel link!
La proroga per via legislativa può ben essere retroattiva. Ovviamente, però, il comunicato ministeriale non dà alcuna garanzia che tale proroga verrà effettivamente approvata e si sa che i DL, anche ove approvati dal Parlamento, spesso lo sono con modificazioni.
La gestione dellla questione è stata perlomeno pasticciata e – mi auguro – dovuta a qualche secondo fine e non a semplice inefficienza (ad esempio, creare il problema per avere la forza politica di far passare un DL di modifica della disciplina dell’ASN; spingere le commissioni ad accellerare i lavori per paura di decadere…)
Dopo una notte di trepidante attesa, nella certezza della firma di un decreto in data 31/05/2014, questa mattina non ne trovo alcuna traccia.
La prima tornata, l’ASN ha mostrato dei limiti evidenti, nonostante gli anni di attese, le speranze per un valutazione leggermente più oggettiva (almeno nei settori fortemente bibliometrici) e libera dalle vecchie logiche di spartizione. La procedura ha spesso innescato un livello di conflittualità decisamente elevato e mai verificatosi in precedenza.
Con la seconda tornata, indipendentemente dal valore legale delle proroghe postume, non vi è dubbio che la credibilità di coloro che hanno il ruolo di guidare il sistema universitario sia ormai inesistente. Da mesi si discute, inutilmente, sulle possibili soluzioni ed alternative.
Sembra ormai diventata consuetudine, cultura diffusa, non prendere decisioni, non governare i processi. Non ci sono ordini, ognuno per se, come può.
In attesa, forse, di ulteriori ricorsi, contenziosi e decisioni della magistratura.
Il silenzio assordante di queste ore, settimane, mesi, ha il sapore della condanna a morte per lenta agonia dell’intero sistema universitario.
In questa foto invece gruppo di commissari che hanno chiuso i lavori il 30 maggio, un attimo prima di decadere.
Anch’io seguo sempre roars (per fortuna che ci siete) e sono una candidata 2013 #nongnafacciopiu #gianninidaje
In effetti la seconda delle due foto mi pare più credibile, se non altro per l’età media dei commissari.
Cari Colleghi,
non vorrei dire una sciocchezza, ma nei decreti di nomina delle commissioni c’è scritto che esse durano in carica due anni dalla loro costituzione.
Ad esempio,la commissione del mio settore è stata pubblicata in data 30 novembre 2012, quindi scade il 30 novembre 2014. Ne consegue che per la semplice proroga dei lavori basterà il solito decreto direttoriale.
Sicuramente mi sbaglierò, ma mi pare che il ragionamento stia in piedi.
Anche a me era venuto questo dubbio. Ovvero, non mi è chiaro perchè si parla del 31 maggio, quando molte commissioni sono state nominate diversi mesi dopo questa data del 2012 e, restando in carica 2 anni, si arriva a fine 2014.
Qualcuno che ne sa di più e sa dirci in cosa è sbagliato il ragionamento mio e di voltaire?
Se ricordo bene i termini non decorrono dalla nomina ma dalla chiusura del bando per i candidati (31 ottobre 2013). 5 mesi (fine marzo) prorogabili per altri 60 giorni (fine maggio).
Riporto il testo dell’art.4, co.6 del bando dell’ASN 2013:
“Le commissioni sono tenute a concludere i propri lavori entro il 31 marzo 2014. Se i lavori non sono conclusi nel termine di cui al primo periodo, e’ assegnato un termine non superiore a sessanta giorni per la conclusione degli stessi. Decorso tale termine, e’ avviata la procedura di sostituzione della commissione, con le modalita’ di cui all’art. 7 del DPR n. 222 del 2011 e fermi restando gli atti compiuti ai sensi dell’art. 6 del medesimo DPR, con l’assegnazione alla nuova commissione di un termine non superiore a tre mesi per la conclusione dei lavori. E’ facolta’ della nuova commissione, nella prima riunione successiva alla sostituzione, fare salvi con atto motivato gli atti compiuti dalla commissione sostituita.”
In altri termini, indipendentemente dalla durata della nomina, la Commissione decade nel momento in cui non conclude i lavori entro il termine stabilito, che, in questo caso, dopo la proroga di 60 giorni, cade proprio il 31 maggio 2014.
Secondo il bando, ciò non pregiudicherebbe, però, le sorti della seconda tornata: il MIUR, semplicemente, dovrebbe provvedere a nominare nuove commissioni per consentire la prosecuzione dei lavori.
Ok, ora la situazione è più chiara.
Grazie a hikikomori e a Giuseppe De Nicolao.
Ma stando così le cose, perchè sarebbe stato necessario un atto del Consiglio dei Ministri (l’ultimo di venerdì 30 maggio)? Non sarebbe sufficiente un atto del MIUR?
Caro voltaire e tutti, la questione è spiegata bene nel post:
https://www.roars.it/asn-2013-naufragio-imminente-si-salvi-chi-puo/
dove si dice che per legge i termini per la conclusione dei lavori non potevano superare il 31 maggio, “pena” la nomina di nuove commissioni per decadimento automatico delle precedenti.
Nominare nuove commissioni sarebbe come una messa cantata, l’altra via d’uscita è un nuovo dpr o una nuova legge che deroghi alla legge vigente e che è quello che adesso si aspetta…con fiducia.
Sbaglio, o dietro agli allegri e soddisfatti commissari c’è il grigio baratro?
Ma no, tranquilli…la proroga arriverà per tutti, ovviamente una volta scaduti tutti i termini, e sarà festa grande all’italiana come sempre….
http://www.umanitanova.org/sites/default/files/imagecache/anteprima-right/abbuffata2.jpg
Io credo che occorra una seria presa di posizione e bloccare le chiamate presso gli atenei per ristabilire almeno una parvenza di giustizia e legalità in tutta questa farsa. Quindi aspettare che tutti arrivino alla linea di partenza con gli stessi diritti, ovvero dare una possibilità a quelle decine o centinaia di persone che sono nel limbo di un ricorso, chiaramente per la prima tornata, e che hanno avuto una positiva ordinanza del TAR con la possibilità di essere riesaminati da una nuova commissione. Sì, ma quando? Quando la gran parte dei fondi saranno già stati usati per le chiamate degli “abilitati subito”, con tutte le conseguenze che ne derivano.
Il ministero che è stato latitante nel fornire delle soluzioni nelle varie fasi dell’iter, dovrebbe farsi carico di ristabilire giusti rapporti di equilibrio.
Sì, esatto, c’è il baratro: sono le cascate Vittoria!
Penso anch’io che la proroga arriverà, ma è tutto veramente surreale e basterebbe.
Il bando 2013 si è chiuso a ottobre ma cv/pubblicazioni dei candidati sono stati resi noti solo poco tempo fa. Ci sono per certo commissioni che hanno comunque chiuso nei termini (i candidati non erano molti) e che almeno avevano pubblicato i criteri mesi fa, ma ora occorrerrà aspettare di nuovo tempi biblici perché tutte le 184 commissioni chiudano i lavori.
E’ poi molto inverosimile pensare di rivedere l’impianto dell’asn in 15 giorni, mi sembra una sparata all’altezza dell’eliminazione dei test di medicina. Parliamo di meccanismi complessi con molti attori coinvolti, di sicuro generare altri mostri col sonno della ragione non è quello di cui c’è bisogno.
“L’abilitazione logora chi non ce l’ha?”
Sinceramente non capisco chi si augura che tutta la ASN finisca allo sfascio. Esiste una legge che regola il reclutamento. Bisogna augurarsi e proporre modifiche alla legge che la migliorino non che il sistema vada in malora. Questo accanimento contro i commissari, poi, non mi sembra corretto. Abbiamo visto che esiste la possibilità di ricorsi al TAR e che il TAR a volte ha dato ragione ai candidati esclusi a volte no. Vedremo come i commissari si comporteranno dopo i giudizi del TAR. Ogni azione della PA può e deve essere impugnabile al TAR. Questo è un fatto nuovo per l’università, almeno in queste dimensioni.
Mi sembra invece che chi si augura che tutto si blocchi sia vittima del principio “l’abilitazione logora chi non ce l’ha”.
quando mi riferivo al fatto che le commissioni, magari molte ma non tutte, se la prendessero comoda alludevo al fatto che, come già rappresentato in altri post su altre tematiche, stessero facendo un giochetto simpatico per rallentare la chiusura della seconda tornata .
Prescindendo dalle indubbie responsabilità del ministero per i ritardi nelle pubblicazioni dei c.v. dei candidati e delle mediante…mi spiegate per quale ragione gran parte delle commissioni hanno impiegato 3 mesi per pubblicare i criteri della seconda tornata (si poteva partire dal 17 gennaio ca. e molte commissioni hanno pubblicato a fine aprile)e quando l’hanno fatto hanno pubblicato i medesimi criteri della prima tornata…ve lo spiego io. semplicemente i commissari volevano evitare di chiudere la seconda tornata rapidamente…per una serie di valide ragioni che qui di seguito “suppongo”: chiusa la seconda tornata i commissari diventano carne da macello, non contano più nulla mentre in questi due anni commissari sconosciuti al mondo accademico hanno sentito odore di fama comparendo come relatori a prestigiosi convegni etc; chiusa la seconda tornata non avrebbero più potere negoziale per le chiamate dei propri allievi abilitati alla prima tornata; la concorrenza, chiusa la seconda tornata, aumenterebbero perché ai primi idonei si aggiungerebbero i secondi idonei.
Circa la retroattività della proroga vorrei far presente che se pur è vero che la legge può essere retroattiva, e con essa i decreti legge, tale retroattività è caratterizzata dall’eccezionalità, perché come anche gli studenti del primo anno di giurisprudenza sanno, la legge è di regola non retroattiva. Il legislatore non può disporre la retroattività della legge a piacere ma è necessario che tale retroattività sia RAGIONEVOLE…tanto che la Corte costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità delle norme di interpretazione autentica che erano stato recentemente approvate a favore delle banche per la decorrenza della prescrizione contro l’anatocismo…appunto perché irragionevole in punto di irretroattività.
Ora spiegatemi perché dovrebbe essere ragionevole una proroga retroattiva delle commissioni quanto tutti sapevano da almeno un mese che le commissioni “non sarebbero state in grado” (o meglio non avevano nessuna intenzione) di chiudere i lavori il 31 maggio??
infatti secondo me, se la seconda tornata salta o semplicemente ritarda molto, la responsabilita’ e’ dei commissari. I motivi possono essere svariatissimi: ad es. volonta’ di favorire i primi abilitati rispetto ai secondi ora che stanno ripartendo risorse per chiamate/RTDb, ecc..
È sicuramente una cospirazione. Cosa ci voleva a procurarsi un medium per organizzre una seduta spiritica per evocare nominativi (non disponibili fino ad Aprile inoltrato) e mediane (arrivate 10 giorni prima del termine)?
Le commissioni che avevano pubblicato i criteri prima della fine di marzo, fino ad Aprile inoltrato non hanno visto comparire i nominativi dei candidati. Una volta apparsi i nomi dei candidati, mancavano ancora tutti gli indicatori bibliometrici, che sono stati messi a disposizione il 21 maggio. Una proroga (nei tempi e nei modi di legge) ci stava tutta ed era un provvedimento la cui opportunità e necessità era evidente fin da Aprile, tanto è vero che il Ministro Giannini ne aveva parlato in più di una circostanza ufficiale (audizione commissione Cultura della Camera e audizione al CUN, se ricordo bene). Strano che non si sia riuscito a deliberarla in tempo …
Senza voler fare della dietrologia, io credo che, come in tante altre questioni del genere, ci sia concorso di colpa e che pochi possano tirarsi veramente fuori da tutto questo gran pasticcio.
Se criteri, cv, pubblicazioni e indicatori della tornata 2013 sono comparsi solo da poco è anche perché ci sono commissioni che hanno pubblicato i risultati della tornata 2012 solo a marzo di quest’anno. I risultati ufficiali sono quelli che poi hanno effettivamente permesso di “epurare” le liste dei candidati 2013 da quelli che non hanno avuto l’abilitazione e che quindi non avrebbero potuto iscriversi, ma che l’avevano fatto perché a ottobre non sapevano ancora di che morte dovevano morire (se abilitati o no).
E’ stato quindi un effetto domino, e a monte ci sono state le n proroghe per la tornata 2012, questo sì logorante.
Allora c’è da chiedersi, secondo me, perché alcune commissioni si sono date una mossa e altre hanno mandato le valutazioni 2012 alle calende greche con evidente danno per tutti i candidati, di entrambe le tornate. Era una questione di numero di candidati? Non credo, perché so di commissioni con tantissimi candidati che, seppur comunque in ritardo, nell’estate 2013 avevano finito.
Il ministro/MIUR avrebbe dovuto smettere di concedere proroghe, ma anche questo con danno per i candidati di certi settori che si sarebbero visti “scavalcati”, fregati, da candidati di settori con commissioni più…veloci (cerco di non dare giudizi).
Ci sono insomma responsabilità da spartire mi pare, e in un certo senso autogol: quelle commissioni che hanno preso più di un anno per le valutazioni hanno fatto purtroppo solo il danno di tanti che aspettavano progressioni di carriera da anni.
Se opposizione si doveva fare, la trincea non era questa.
Per non parlare di quelli che poi in certi casi si sono visti pure negare il titolo in maniera discutibile.
Oltre al danno, la beffa.
Sono per un miglioramento dell’attuale sistema ASN, non per l’affossamento e non per lo sfascio, ma se miglioramento deve essere mi pare che serva comunque anche per il futuro la collaborazione di tutti, certi docenti interni al sistema compresi.
Attenzione che ci sono commissioni che hanno concluso la prima tornata a metà settembre 2013 e i cui risultati sono stati messi in frigorifero fino alla metà di novembre. In quella data state obbligate a riaprire i giudizi perchè il MIUR aveva aggiornato gli indicatori bibliometrici di alcuni candidati con conseguente necessità di rivedere i giudizi che li riguardavano. Poi, di nuovo frigorifero fino a febbraio. Altre commissioni hanno visto dimissioni dei membri OCSE e relativi sorteggi per rimpiazzare il commissario. E così via.
Una delle principali cause di questa commedia dell’assurdo sono gli indicatori bibliometrici voluti dall’ANVUR, il cui calcolo si è rivelato un incubo per il CINECA ed ha rallentato enormemente le prima tornata (obbligando anche a riaperture a chiusura già avvenuta) ed hanno quasi affondato la seconda tornata.
In tempi non sospetti, il CUN aveva avvertito che la direzione era sbagliata ed anch’io (nel mio piccolo) avevo spiegato ad un membro del direttivo ANVUR (Bonaccorsi) che gli indicatori bibliometrici suggeriti dall’ANVUR non stavano in piedi ed avevano problemi di affidabilità:
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http://www.slideshare.net/giuseppedn/de-nicolao-tavola-rotonda-sidra-2011
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Le profezie si sono puntualmente avverate. Ricordo bene al termine di quella tavola rotonda (settembre 2011) l’angosciante impressione di stare su una nave guidata da un timoniere che si illudeva che l’ideologia potesse sostituire la competenza. Dopo poche settimane nasceva Roars come estremo tentativo di evitare un naufragio annunciato.
Per cominciare, il Ministero potrebbe iniziare a pubblicare gli esiti delle commissioni che hanno chiuso entro il 31 maggio. Tanto più che, come ha chiarito il TAR, al MIUR spetta solo la pubblicazione e non l’esercizio di controlli e verifiche che la legge non gli assegna.
https://www.roars.it/asn-laccesso-agli-atti-come-rimedio-per-le-lungaggini-delle-commissioni/
A Giuseppe: ho visto ora la presentazione e concordo al 100%.
Sul resto: tuttora non mi è chiaro perché gli indicatori non siano stati calcolati al momento della chiusura del bando, come sarebbe dovuto essere. E neanche perché siano stati ricalcolati in più riprese.
Tuttora non si sa quando siano stati effettivamente calcolati e se nello stesso momento per tutti i candidati.
E poi ci sono commissioni che hanno pubblicato i risutalti a inizio dicembre e altre a fine marzo.
E’ mancata anche a volte la trasparenza delle procedure, cosa non bella oltre che lovecraftiana.
“tuttora non mi è chiaro perché gli indicatori non siano stati calcolati al momento della chiusura del bando, come sarebbe dovuto essere. E neanche perché siano stati ricalcolati in più riprese.”
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Credo che in (buona?) parte dipenda dai cosiddetti “mancati agganci”, a cui si deve supplire manualmente, tanto è vero che è stato chiesto aiuto prima ai commissari (che dovevano essere valutati bibliometricamente) e poi anche ai candidati. Su Roars abbiamo cercato di seguire anche queste tormentate vicende:
https://www.roars.it/come-rimediare-al-mancato-aggancio-documento-anvur-sul-ripescaggio-dei-commissari-non-ammissibili/
https://www.roars.it/incerti-incompleti-e-modificabili-ecco-gli-indicatori-dei-candidati-allabilitazione/
https://www.roars.it/abilitazione-oops-mi-sono-cambiati-gli-indicatori-dei-candidati/
https://www.roars.it/sei-salito-sulla-giostra-asn-aggancia-le-pubblicazioni/
al 17 gennaio non erano ancora stati pubblicati i risultati di molti settori. prima di gridare al complotto, vale la pena solo considerare che è il meccanismo delle asn ad essere complesso, farraginoso e lento.
io parlo di corresponsabilità….ma non mi venite a dire che è tutta colpa del ministero…le commissioni hanno colto l’occasione….una commissione agli inizi di marzo fece sapere che “non abbiamo fretta, prossimamente ci riuniremo di nuovo”…. si sono riuniti a metà aprile per pubblicare gli stessi identici criteri della prima tornata….
Concordo con ” tutto da vedere” tra commissari e ministero cosa cambia???.. non sono la stessa cosa??? e vi dirò di più. Parlando con un commissario, chiaramente non vi dirò il nome, già da un paio di mesi loro sapevano che si sarebbe andati a finire a settembre. Il ritardo della pubblicazione dei requisiti collima con tale quadro. Lo scopo è quello di non avere troppo traffico nelle prime chiamate. Chi magari ha ritirato la domanda la tornata 2012, magari essendo nelle mediane ma precario, vedendo all’epoca l’abilitazione 2013 come l’ occasione immediatamente prossima e più sicura avendo il carniere più ricco e quindi meno attaccabile, ora si vede ingabbiato (fregato) con l’allungamento dei tempi e con le chiamate in corso.
tra commissari e ministero cosa cambia???..
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ma certo, tutta una sola kospirazione della KASTAA!1! SVEGLIAAA!!
Io mi atterrei ai fatti (il bando parla chiaro):
– le Commissioni dell’ASN 2013 sono ufficialmente decadute il 31 maggio 2014;
– a questo punto, o viene varata una proroga, oppure il MIUR è tenuto a nominare nuove Commissioni che portino a termine la procedura.
La seconda tornata non può semplicemente “saltare” perché i lavori non si sono conclusi nei tempi previsti.
Per il resto, ovviamente, aspettiamo gli eventi.
Sono molto preoccupato. Speravo che in questo dibattito, oltre la solita battaglia di luoghi comuni, oltre il consueto confronto tra interpretazioni giuridiche contrapposte di norme che sembrano scritte apposta per prestarsi a interpretazioni ambigue,oltre il comprensibile ma ormai stucchevole piagnisteo, qualcuno si occupasse anche di valutare nel merito le proposte della Ministra sulle “nuove” abilitazioni. Così non è.
Allora ci provo io, ma per ora soltanto sul punto che mi angoscia di più, perché mi sembra il più pericoloso.
Leggo nel comunicato che tra gli obiettivi principali c’è anche quello di una “maggiore differenziazione nelle modalità di valutazione tra settori bibliometrici e non bibliometrici”. E Salmeri ci ricorda (purtroppo con almeno apparente soddisfazione) la precedente dichiarazione della Ministra secondo la quale “Nessuno contesta che la valutazione debba esserci, ma chiaramente non può e non deve essere ricondotta in modo forzoso ai criteri quantitativi e bibliometrici caratteristici delle discipline scientifico-tecnologiche”
MA STIAMO DIVENTANDO TUTTI MATTI?
Non conosco alcun Paese nel quale si usi davvero la bibliometria per decidere la qualità scientifica individuale, men che mai nelle “discipline scientifico-tecnologiche” (Non parlo delle valutazioni collettive, tipo VQR, nelle quali con molta cautela e con buona conoscenza delle leggi della statistica si può tentare di estrarre qualche informazione dalla bibliometria).
Conosco invece fior di argomenti scientifici (con solida base statistica) CONTRO l’uso della bibliometria nelle valutazioni individuali. E conosco pronunciamenti a livello internazionale (Dichiarazione di S. Francisco) e nazionale (a partire dal documento UMI) che stigmatizzano questa pericolosissima tendenza.
E soprattutto ho già potuto toccare con mano gli effetti devastanti dell’uso della bibliometria nella disciplina che conosco meglio: penalizzazione di interi sottosettori STRUTTURALMENTE meno adatti alla pubblicazione intensiva e alla citazione massiva, riorientamento opportunistico dell’attività verso ricerche più “popolari”, riconoscimenti concessi a millantatori abili nello spaccio della propria (scadente) produzione scientifica e invece negati (o concessi a stento) a studiosi profondi e autorevoli (in una comunità scientifica ci si conosce, per fortuna!) ma poco prolifici.
Personalmente penso che alcuni abbiano molte idee e alcuni abbiano buone idee, ma davvero pochi abbiano molte buone idee.
Che cosa ha in mente dunque la Ministra (ammesso che non parli soltanto per sentito dire?). Vuole spezzare il fronte della contestazione? Dare un colpo al cerchio (ANVUR) e uno alla botte, anche se la botte si sfascia?
O c’è qualcuno che dalla bibliometria ci guadagna? E non penso a Scopus o WoS, ma a quella nuova tipologia di “baroni” che comandando il proprio gruppo di ricerca controllano l’accesso dei propri allievi/sudditi alle riviste “che contano” e di conseguenza ne gestiscono anche le carriere “bibliometriche” (oltre che incrementare la propria reputazione firmando tutti i lavori compresi quelli che non hanno nemmeno letto.
Se sbaglio correggetemi,disse una volta qualcuno.
Secondo me non sbagli proprio per nulla.
Io credo che il problema e la conseguente contestazione, per quanto riguarda l’uso degli indicatori bibliometrici nell’ASN, siano nati essenzialmente da una scorretta applicazione – in un senso o nell’altro – di quanto prescritto dal bando, secondo il quale (nei settori bibliometrici):
– il superamento delle mediane non doveva essere, in generale, condizione né necessaria né sufficiente alla concessione dell’abilitazione;
– i valori bibliometrici dovevano costituire solo UNO di una lunga serie di criteri di giudizio;
– tali valori dovevano essere usati soltanto come indicatori di IMPATTO, e non certo di QUALITA’ della produzione scientifica.
Mi pare che le polemiche intorno alla questione dell’ASN abbiano messo in ombra il vero “mostro”, che è rappresentato dalla valutazione esclusivamente bibliometrica – operata, per di più, su campioni molto limitati – dei risultati conseguiti dai ricercatori/docenti delle nostre università, ai fini della VQR. Su quei numeri si è deciso di basare tutto, dall’erogazione di risorse all’accreditamento dei dottorati. Questo è il vero scandalo: il modo grottesco in cui l’ANVUR esercita il suo potere assoluto sul sistema di istruzione superiore, col solo scopo di ridimensionarlo (e questo, forse, purtroppo, è solo un eufemismo).
In tale prospettiva, la furia bibliometrica rischia di non limitarsi ad essere un affanno maniacale da carrieristi incalliti, diventando, di fatto, una pura e semplice lotta per la sopravvivenza. Di ASN si feriscono gli individui. Ma di VQR muoiono le università.
Concordo in toto. Qualcuno vuole spiegarlo all’apparentemente impermeabile Ministro? Mi piacerebbe anche che si capisse se siamo davanti a un imbuto o a un tubo. Chiarisco: la selezione va fatta da qualche parte, o a monte, o a valle (imbuto). A quel che capisco invece si prospetta un’abilitazione semiautomatica e una selezione locale “libera” (tubo). Siamo sicuri che sia una buona scelta? Siamo sicuri che la fantomatica valutazione ex post (che non potrà che essere esclusivamente quantitativa) premierà o punirà le più o meno sagge scelte di atenei liberi di prendere chi vogliono? Insomma, davvero casi individuali di cattiva selezione devono portare a nessuna selezione o quasi? E’ questa la soluzione “meritocratica”?
Scusate la logorrea, ma evidentemente il tema è appassionante visto che riguarda tutti (molto) da vicino, soprattutto chi per tanti motivi è ormai al palo da anni e ha visto solo poco prima della Gelmini fare senatori i cavalli. Gente che non sapeva neanche chi fosse Hirsch e che tuttora può beatamente ignorarlo.
L’uso selvaggio della bibliometria è sbagliato, questo ormai l’hanno detto tutti e quindi la regola del superamento delle mediane è la prima cosa che andrebbe abolita.
Ma, ancora più a monte, è il concetto di “mediana” che è assurdo. Dove è scritto che per essere degni scientificamente bisogna essere meglio della mediana del proprio settore?
Che razza di principio è?
Quando dico che il sonno della ragione ha generato mostri è perché queste farneticazioni sono diventate legge, giocando con il futuro di tanti che in fin dei conti spesso in questi anni hanno fatto il proprio lavoro dignitosamente.
E che ora, come primo lavoro, fanno la rincorsa della citazione o rimangono al palo altri n anni.
@ Banfi
“A quel che capisco invece si prospetta un’abilitazione semiautomatica e una selezione locale “libera” (tubo)”
è così, con tutto quel che ne consegue: poiché in quel tubo si infilerà, nei primi momenti, di tutto, poi, per “stasare”, bisognerà utilizzare l’idraulico liquido… e saranno dolori (non per chi ha intasato, ma per il Paese, come sempre).
Se qualcuno tra chi ci governa si decidesse a dare un’occhiata ai modelli di reclutamento ben funzionanti che ci sono in giro, si accorgerebbe che, dati gli elementi A (abilitazione selettiva, tipo concorso a numero chiuso), B (abilitazione “a maglie larghe”) e X (concorso locale decisamente selettivo) e Y (chiamata libera) vanno accoppiati con giudizio. In Francia, ad esempio, la coppia è AX; da noi, in un primo momento, sembrava dovesse essere BY, poi, visto l’operato delle commissioni (tipo “strage degli innocenti”), sarebbe stato sensato cambiarla, al limite, in AY. L’accoppiata BY, evidentemente, tra tutte è la più rischiosa: mal si attaglierebbe a funzionare anche presso un popolo dagli alti standard di etica pubblica, figuriamoci da noi…
meditate, gente, meditate!
Figuriamoci, infatti.
In ogni caso, nella discussione non sottovaluterei un punto: è vero che si è generato molto contenzioso, è vero che le procedure hanno avuto molti difetti (strutturali). Non dimentichiamo però che è la prima volta in cui tutti hanno potuto discutere di tutto, e questa è una cosa estremamente positiva. Personalmente sono assolutamente contrario a qualsiasi sistema che riporti il cono d’ombra sul reclutamento. La pubblicità è un elemento fondamentale e prezioso.
Pardon. Volevo scrivere, naturalmente: “In Francia, ad esempio, la coppia è BX”
@Fausto: infatti di intasamenti ne abbiamo già visti in passato..con beneficio (si fa per dire) delle più giovani leve, studenti e aspiranti ricercatori..
“Personalmente sono assolutamente contrario a qualsiasi sistema che riporti il cono d’ombra sul reclutamento.”
Verissimo, per quanto riguarda l’abilitazione. Ma è anche vero che, con le chiamate dirette, il cono d’ombra poi va a coprire il reclutamento proriamente detto (paradossalmente, qui qualcuno ha criticato unict perché aveva inserito i nomi dei chiamandi nel bando; altrove si fa la stessa identica cosa, ma inserendo solo degli “anonimi” ssd…)
Probabilmente, una via di mezzo, in cui abilitazione e reclutamento sono entrambi effettuati in un clima di trasparenza all’interno dell’accademia, senza buttare tutto in pasto a tutti, sarebbe da preferire.
E, per riprendere il discorso fatto sopra, mi pare pericoloso che, siccome molti hanno criticato (giustamente) l’eccessiva selettività delle commissioni ASN, e altri hanno criticato (giustamente) il nonsense di concorsi locali monstre per partorire il topolino, non si capisca da parte ministeriale che questi due problemi vanno risolti sì, ma con soluzioni bilanciate: se si semplifica da una parte, si deve, come hai scritto tu, “complicare” dall’altra.
Le due ipotesi più sensate mi paiono:
1 – quella a suo tempo proposta da roars, e che non mi vedeva (allora) molto convinto, ma che (ora) mi parrebbe la più sensata in un Paese come il nostro: abilitazione nazionale con regole chiare, commissioni ampie e numero chiuso + chiamate dirette a livello locale;
oppure
2 – abilitazione “alla francese”, concessa a tutti coloro che rispettano i requisiti minimi prefissati con chiarezza + reclutamento locale per concorso.
Mi pare si vada invece verso la soluzione “a maglie larghissime”, ossia il “tubo” di cui sopra.
” SVEGLIA!!”… risposta inflazionata!!!!
Kasta???… parolona!!! diciamo un comune vedere e adeguarsi alle circostanze su tutto!!! Come si dice la coppia è talmente affiatata che ci si capisce senza proferire parola…..
Pochissime commissioni ingenue (o non in tempo informate) già da subito avevano pubblicato i requisiti. (ricordo che tale condizioni è il reale starter della tornata). pensando ai tempi stringenti e al fatto che andavano rispettati pur essendo in Italia…. .
Guarda!???! .. mi immagino il commissario straniero che vedendo il tempo passare e non riunirsi per deliberare i requisiti cosa abbia pensato… lascio a Voi ipotizzare le rassicurazioni dategli dai commissari nostrani…..
Anche le commissioni che avevano ri-pubblicato i criteri per tempo si sono ritrovate a galleggiare nel nulla di una virginale piattaforma CINECA priva dei nomi dei candidati fino ad aprile inoltrato. Ritorno sul punto: gli indicatori bibliometrici concepiti dall’ANVUR sono un “caos strisciante” degno di Lovecraft.