Salve per un pelo? Quasi all’ultimo minuto utile arriva l’annuncio della proroga per le commissioni della seconda tornata ASN. Ma insieme alla proroga l’annuncio di un intervento in tempi brevissimi (metà giugno) per cambiare le regole. Queste le novità annnunciate: abilitazione a ‘sportello’, allungamento della validità dell’abilitazione, revisione dei  parametri di valutazione e della composizione delle commissioni, maggiore differenziazione nelle modalità di valutazione tra settori bibliometrici e non bibliometrici.

[in rosso: modifiche del 31.5.14 ore 10:45]

Ecco il testo del Comunicato Stampa del MIUR

Ufficio Stampa

Roma, 30 maggio 2014

Abilitazione Scientifica Nazionale, si cambia: avviata la riflessione
sulle nuove regole. Intanto proroga della seconda tornata

Entro giugno le nuove regole per l’Abilitazione scientifica nazionale (Asn), la ‘porta’ di accesso alla docenza universitaria. Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, sta infatti lavorando con le forze della maggioranza per introdurre procedure più snelle già dalla terza tornata dell’Abilitazione, prevista per la fine di quest’anno. Il sistema dei concorsi universitari è stato modificato a partire dalla legge 240 del 2010, la Riforma dell’Università, che ha introdotto l’Abilitazione nazionale come titolo necessario per l’accesso all’insegnamento negli atenei. La nuova procedura è stata sperimentata per la prima volta nel 2012. Le prime due tornate hanno evidenziato i limiti dell’Abilitazione: tempi contingentati e regole complicate che hanno richiesto diverse proroghe e prodotto, alla fine, un numero particolarmente rilevante di ricorsi. I lavori si sono prolungati a scapito di quei meritevoli che aspettavano da tempo di poter fare il loro ingresso nella docenza universitaria. Per questo si cambia. Abilitazione a ‘sportello’ (le commissioni sono in seduta ‘permanente’ e si aprono periodicamente le domande da parte dei candidati), allungamento della validità della stessa, revisione dei  parametri di valutazione e della composizione delle commissioni, maggiore differenziazione nelle modalità di valutazione tra settori bibliometrici e non bibliometrici: sono alcuni degli aspetti su cui il Ministro sta lavorando, tenendo conto delle riflessioni emerse nel corso dei lavori delle competenti Commissioni parlamentari e su cui aprirà presto il confronto nel Governo e nella maggioranza, con l’obiettivo di un intervento in tempi molto stretti, entro la metà di giugno. Lo stesso intervento consentirà, a tutela dei 16.000 candidati della seconda tornata dell’Asn, una proroga dei lavori delle attuali 184 commissioni. Senza la proroga andrebbero sostituiti tutti i commissari con conseguenti ulteriori ritardi nella conclusione dei lavori e il rischio di perdere quanto fatto sino ad ora. Garanzia della conclusione dei lavori della seconda tornata dell’ASN, quindi, ma al contempo apertura della fase di cambiamento necessaria per consentire alle università di poter assumere nuove leve nei prossimi anni attraverso procedure meno complesse e più rapide.

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Ufficio stampa

329 Commenti

  1. Ma il reale elenco dei candidati da valutare è disponibile solo dopo minimo 15 gg dalla richiesta di eventuale rinuncia del candidato che avviene a valle della pubblicazione dei requisiti… (per tutta sta cosa occorre almeno un mese ) …. facendo il difensore dell’indifendibile mi viene da pensare che comunque non potevano partire le valutazioni con tempi così decisamente differenziati tra le commissioni….
    Mi risulta che alcuni candidati della tornata 2012 abbiano ripresentato la domanda per allungare la scadenza di un anno… visto che le commissioni sono le stesse ?!! perchè perdere l’occasione!!!!!!!!!!

  2. a mio avviso la selezione di professori deve tener conto di abilità didattiche e del possesso di titoli quali dottorati o assegni di di ricerca.
    Moltissimi candidati erano giornalisti, tuttologi, magistrati, avvocati, dottori commercialisti, consulenti… persone anche capaci di superare le mediane ma estranei alla vera attività di ricerca e di didattica.
    Per assurdo, occorrerebbe professionalizzare l’attività dei professori e stabilire tappe successive di valutazione. Nessuno parla di certificazione di abilità di docenza?
    Negli altri paesi senza un serio Phd, neanche si viene presi in considerazione per un ruolo di lecturer…

  3. La mia proposta è: per l’abilitazione si applichino criteri a piacere, ma poi si vieti tassativamente la chiamata presso le università che si trovino entro un raggio di 300 km da quella di provenienza. Credo che ne vedremmo delle belle …

    • Scusi, signor Hikikomori, quanto pensa sia vasta l’Italia?

      300km significa che chi proviene da un’Università a Bologna non può essere assunto nelle Università delle seguenti città: Milano, Torino [295 impietosi km], Padova, Venezia, Trento, Parma, Firenze, … per farla breve qualsiasi università del centro nord. E giù fino ad escludere anche Perugia e Ancona. In breve ha chance solo da Roma in giù, che si salva per un pelo, essendo a 303km.

      A volte credo che bisognerebbe astenersi dal tirar fuori numeri a caso…

    • io sono daccordo con questa proposta per i seguenti motivi:
      1) la legge (Legge 18 marzo 1958, n. 311 – art. 7 )in vigore che impone ai professori di risiedere dove si trova l’ateneo è ancora in vigore, ma chi se frega!!
      2) le università erogano indennità cospicue per i professori fuori sede e in ogni caso i costi di spostamento in Italia sono bassissimi e sempre a carico dei datori di lavoro
      3) il costo della benzina in Italia è così basso che l’incidenza dei costi di spostamento sui, come noto, elevatissimi stipendi dei professori appena chiamati è risibile
      4) in Italia è molto facile vendere e comprare o fittare nuove abitazioni in città diverse, data anche la facilità di erogazione di mutui
      5) è giusto che i coniugi dei professori siano disposti a cambiare città di residenza e lavoro per il bene della scienza
      6) è giusto che i figli dei professori si abituino a utilizzare skype per interloquire con il proprio genitore e poi sappiamo che i professori hanno una influenza nefasta sui bambini
      7) è giusto che chi ha ottenuto valutazioni positive non debba essere messo nelle condizioni di scegliere dove esercitare il proprio lavoro ma venga mandato nei posti più lontani e disagiati.
      8) Infine, per fortuna in Italia non ci sono tutti i vincoli alla mobilità lavorativa e territoriale che da sempre rappresentano un ostacolo allo sviluppo di paesi arretrati come gli USA

    • E io aggiungo:

      9) In fondo, i 300 km sul territorio nazionale sono ben poca cosa rispetto alle distanze, a volte intercontinentali, percorse da tanti cervelli in fuga da un sistema baronale e localistico.

    • @dragmetoanvur e @StefanoL

      Ma sono io a complimentarmi con tutti e due.

      Non potevate rappresentare meglio certe realtà da cui sarebbe bello fuggire, se non fosse che, dalle nostre parti, l’unica mobilità possibile non è quella verso “i posti più lontani e disagiati” (magari!), bensì quella verso uno sterminato ed irrimediabile nulla.

  4. Commento al commento di Paolo Rossi da parte di Giacomo Poggi.
    Hai perfettamente ragione e ti ringrazio per averlo detto. La frittata che prevedevo quando tre anni fa scrivevo ai colleghi fisici che assistevano consenzienti o addirittura incoraggiavano lo scempio, è fatta. Siamo riusciti a far fuori interi sottosettori della nostra disciplina, utilizzando metodi che non stanno né in cielo né in terra.
    Magra soddisfazione disporre di una nuova prova che l’utilizzo della bibliometria per valutare singoli sia una assoluta idiozia! Soprattutto se un Ministro crede (o quanto meno dice) che in qualche ambito possa funzionare. Coraggio.

  5. Caro mino e cari tutti,
    il punto è che le Commissioni non sono decadute.
    Come faceva notare l’amico V., infatti, le stesse sono in carica per due anni dalla loro nomina. Passati i due anni, si produce l’effetto automatico della decadenza.
    Nella specie, invece, ciò che è scaduto è il termine per svolgere i lavori. Come è scritto chiaramente nel regolamento, però, alla scadenza del termine non si produce alcun effetto automatico, ma è il MIUR che deve avviare una procedura di sostituzione della Commissione (al singolare), fino a quando tale procedura non solo sia iniziata, ma addirittura terminata, la precedente Commissione rimane in carica ed è funzionante. Dunque, come atto finale della procedura di cui trattasi, dovrebbe esserci un decreto che, contestualmente, revoca la vecchia Commissione e nomina la nuova.
    La morale?
    Le attuali Commissioni sono perfettamente funzionanti e, pure ove modifiche sul termine per portare a compimento i lavori non dovessero esserci, quanto legittimamente compiuto nei prossimi giorni potrebbe comunque essere salvato, cioè fatto proprio, dalle nuove Commissioni.
    Poi ovviamente ha ragione Teo, la cosa si sapeva da tempo e quindi l’unica spiegazione non offensiva per non essere intervenuti prima, magari in sede di milleproroghe o anche dopo, è che politicamente si voleva creare l’urgenza/necessità per un dl sull’asn, che altrimenti la Ministra non avrebbe avuto il peso politico per proporre, agganciando, alla proroga urgente, una riforma della procedura.
    A che serve la riforma della procedura?
    Secondo me, in base alle dichiarazioni della Ministra sui “diritti negati”, serve principalmente ad una cosa: dare la possibilità a chi è stato bocciato alla prima tornata di ripresentarsi.
    Vedremo.
    Tom Bombadillo

  6. Concretamente, commissioni in carica ma che sono nell’impossibilità di portare a termine i lavori sono come inesistenti in questo momento.
    Dal mio punto di vista, molto ingegneristico, i problemi andavano, andrebbero affrontati secondo la loro priorità. E in questo momento la priorità è concludere velocemente ed efficacemente la tornata 2013 e reclutare nuove leve per la docenza, che è insufficiente, dando nuova linfa al sistema universitario. Certo, con la giustizia per ora assicurata “solo” dalla possibilità di ricorso, ma l’alternativa è danneggiare altre 16.000 persone che sono state semplicemente alle regole e asfissiare per altro tempo il sistema.
    Affrontata questa priorità, si dovrebbe metter mano subito ad una seria riforma del sistema di reclutamento, con criteri sensati e non fuori da qualsiasi plausibilità e applicabilità in campo scientifico.
    Non è poi ammissibile che un ministro, per giunta proveniente dall’università, evidentemente non pago dei pesanti inconvenienti (eufemismo) causati dalla prima tornata lasci accadere un blocco del genere alla seconda, blocco perfettamente prevedibile fra l’altro.
    Sul dibattito riguardante la riforma del reclutamento, sono poi d’accordo nell’includere criteri che riguardino la docenza.
    Non si devono reclutare primi scienziati, giovani o anziani, ma professori universitari. L’abilitazione dovrebbe riguardare in toto la figura del professore universitario e non operare una prima selezione basata quasi unicamente su meriti scientifici.
    Ha senso che all’abilitazione per professore partecipi gente di ogni tipo quando poi si sa che a livello locale la selezione andrà per forza di cose fatta anche su un sostanzioso curriculum didattico? Dopo fra l’altro avere affidato più del 50% dei corsi ai ricercatori per anni?
    Avrebbe avuto senso nel caso in cui si fosse voluto dare un titolo spendibile ad esempio all’estero, ma neanche così è stato, perché poi le commissioni hanno fatto fuori praticamente tutti gli esterni dicendo che erano un metro o due fuori dalle linee di ricerca dello specifico SSD. Ottenendo il risultato di bocciare a volta scienziati di livello indiscusso.

  7. Mi sembra che il DPR 222/2011 non lasci molto spazio a dubbi di carattere interpretativo:
    “Le commissioni sono tenute a concludere i propri lavori entro cinque mesi dalla pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale (nella fattispecie il 31 marzo 2014). Se i lavori non sono conclusi nel termine di cui al primo periodo, il competente Direttore generale del Ministero assegna un termine non superiore a sessanta giorni per la conclusione degli stessi. Decorso
    anche tale termine, il Direttore generale avvia la procedura di sostituzione della commissione, … .”
    Il Direttore generale “avvia” la procedura di sostituzione vuol dire che il Direttore generale “deve avviare” la procedura di sostituzione. La mancata ottemperanza a un obbligo di legge da parte del Direttore Generale potrebbe figurare tranquillamente fra i motivi di ricorso da parte dei candidati alla seconda tornata non abilitati. Un bel pasticcio, come previsto.

  8. ..No!
    Il punto che ho tentato di spiegare, evidentemente non riuscendoci, è che giuridicamente -non saprei concretamente e/o ingegneristicamente-, in questo momento le attuali Commissioni sono esistenti ed operative, fino a quando non saranno revocate con un apposito decreto che, contestualmente, nominerà le nuove Commissioni (che potranno fare propri anche i lavori compiuti dopo il 30 maggio).
    Questo nel caso (malaugurato) in cui non ci sia proroga, mentre, qualora la proroga dovesse andare in porto, la procedura di sostituzione delle Commissioni non sarà neppure avviata. Ed anzi, il comunicato stampa si è reso necessario proprio perché costituisce il motivo che legittima il Direttore generale, per ora, a non avviare la procedura di sostituzione.
    Siccome, poi, è ovvio che non rinnovare le Commissioni sarebbe una follia tutta a danno degli attuali candidati, a me pare piuttosto evidente che, del tutto legittimamente da un punto di vista politico, l’idea sia quella di agganciare, nel medesimo dl, ad una parte che deve passare “per forza”, cioè appunto quella della proroga, un’altra parte che invece è più opinabile, non foss’altro perché si tratterebbe di riscrivere per decreto le regole per l’asn, che invece, belle o brutte che siano, da un punto di vista metodologico hanno avuto, correttamente, tutta la possibilità di un ampio dibattito parlamentare, con successivi aggiustamenti, sia al Senato che alla Camera (il testo venne approvato in seconda lettura al Senato).
    Quindi, quale che sia il merito delle proposte di modifica dell’asn, già il metodo prescelto, ovverosia il dl, con aggancio a una proroga che deve “passare per forza”, ma che poteva essere fatta molto prima con provvedimento autonomo, mi pare affatto controverso.
    Tom

  9. ..@Federica, ho scritto prima di leggerti, anche se in parte ti ho indirettamente risposto. Ovviamente, è come dici tu, allo stato il MIUR avrebbe l’obbligo di attivare la sostituzione, e, se non lo facesse, in mancanza di una successiva legge di modifica, ciò costituirebbe motivo (valido) di ricorso.
    Come scrivevo, infatti, il comunicato stampa ufficiale, alla scadenza, serve proprio per “parare le spalle” al Direttore generale del MIUR, che così è legittimato a non avviare subito le procedure di sostituzione che, beninteso, durerebbero comunque mesi: mesi in cui le Commissioni attuali potrebbero lavorare: lavoro che poi potrebbe essere fatto proprio, e così “salvato”, dalle nuove Commissioni.
    Ma francamente spero che tutto ciò non avvenga, perché sarebbe davvero una debacle.
    Tom

  10. Certo, Tom, ma io avevo capito :-) Solo che agli ingegneri piace più l’aspetto pratico di tutti gli impedimenti dirimenti, e cioè che finché qualcuno non rimette le commissioni in grado di operare (su “on” cioè :-D) con proroga o le rottama con nuovi commissari, qui non si vede l’alba (o anche il tramonto, per carità).
    La proroga mi sembra poi un atto veloce casomai, rispetto a una riforma dell’intera procedura che andrebbe discussa, emendata, ecc e che quindi non mi pare promulgabile in un mese.
    Ma magari mi sbaglio?? Nel caso in cui si procedesse per questa strada, spero vivissimamente di sbagliarmi.

  11. Nota circolare del Ministro dell’Istuzione, dell’Università e della Ricerca.
    Miur. Registro Ufficiale Prot. n. 754 – 11/01/2013

    Cito da testo: «Sempre in data 28 gennaio 2013 verrà reso noto il calendario delle sessioni 2014 e 2015, in modo che risulti disponibile, con largo anticipo per quanti desiderano programmare la propria candidatura, l’impianto complessivo di tutte e quattro le prime tornate di abilitazione (2012, 2013, 2014 e 2015)».

    Bene, io ho programmato la mia candidatura per la tornata 2014. Il calendario – effettivamente reso noto alla data indicata – pone l’apertura della presentazione delle domande in questo mese di giugno 2014.
    Chiedo. Ma il Ministero può modificare in questo modo l’impegno sui tempi che ha preso con i candidati? Perché adesso parlano di fine anno? Giugno hanno detto. E giugno sia, per favore.

  12. By the way, il consiglio dei ministri del 30 Maggio non si è tenuto pare per dissidi sulla TASI. Quindi dovremo attendere la prossima convocazione per sapere cosa accadrà. Forse faranno due provvedimenti uno per la proroga e uno per le modifiche? Boh! intanto sul sito ASN tutto tace per non parlare del sito MIUR.

  13. per inciso…nella prima tornata la questione proroghe andò diversamente e molto:
    il termine dei lavori è stato dapprima prorogato al 30 giugno 2013 mediante l’art. 1 comma 389 della L. 228 del 24 dicembre 2012, poi – in forza del comma 394 del medesimo art. 1, che ha autorizzato la proroga con D.P.C.M.- dall’art. 1, comma 2, D.P.C.M. 19 giugno 2013 e, successivamente, dall’art. 1, comma 1, D.P.C.M. 26 settembre 2013, che lo ha fissato al 30 novembre 2013

    risulta evidente come le proroghe sinora ritenute legittime dal tar nei ricorsi sulla prima tornata siano state fatte prima della scadenza….può essere altrettanto legittimo un decreto di proroga una volta decorso il termine e quindi prodotti gli effetti decadenziali…a mio modo di vedere sarebbe un principio rivoluzionario….

  14. i contributi sul sito roars.it sono importantissimi, ma visto che, comunque, il 95% circa degli abilitati era già strutturato,

    perché non spostare il dibattito sulle questioni urgenti, quale la PRECARIETA’? questo è il vero problema!!!!!!!!!!!

    quelli della “GENERAZIONE MAI!”, con tanto curriculum ma ancora fuori.

    vi invito alla lettura di

    http://ricercatoriprecari.blogspot.it/

    I poveri non possono aspettare!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Invito anche il Ministro a lasciare perdere le abilitazioni e concentrarsi sulla terza fascia (o ripristinando gli RU a temp. ind. o a fare qualcosa con i decreti ministeriali.

    ho ragione? oppure ho detto una stupidaggine?

    grazie!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  15. @anto, ovviamente hai ragione, ma di ripristinare la terza fascia, anche con nuove modalità, al MIUR non ne vogliono sapere…e pure un’ipotesi di finanziamento straordinario di rtdb è più che altro una chimera (se ne parla, se ne parla, ma fin qui non si è concretizzato nulla).
    @tutto da vedere, è vero che l’anno scorso fecero meglio e prima, però ciò non significa che lo scadere del termine per ultimare i lavori implichi la decadenza delle Commissioni.
    Del resto, si tratta di una disposizione che è stata mutuata -mutatis mutandis- dall’art. 4 del d.P.R. n. 117 del 2000, sul quale già si era espresso il CdS, appunto spiegandosi che trattasi di termine meramente ordinatorio CHE NON COMPORTA LA DECADENZA DELLA COMMISSIONE, ma solo che il Rettore (oggi il DG del MIUR) debba avviare la procedura di sostituzione, con la conseguenza che una proroga viziata -aggiungo io: proprio perché non si tratta di una commissione decaduta- non comporta annullamento degli atti, ma mera irregolarità che non da luogo ad illegittimità.
    Cfr. CdS, sez. VI, 29 luglio 2009, n. 4708.
    Insomma, per quanto mi rendo conto che ai non-giuristi possa sembrare una distinzione di lana caprina, non sono le Commissioni ad essere scadute, ma ciò che è scaduto è il termine in cui tali commissioni dovevano completare i lavori (che poi la gente farà ricorso anche su questo, ed era meglio agire prima, non c’è dubbio).
    La vera domanda politica, però, continua ad essere: come mai non hanno agito tempestivamente anche quest’anno?
    Tom

  16. @Vito Plantamura,

    apprezzo molto la condivisione di determinate posizioni,

    ma insisto, appello al Ministro, alla Crui, al Cun, vi prego, l’urgenza è la precarietà, fate qualcosa,

    d’altra parte, non mi stancherò mai di dirlo, il 95% degli abilitati era già strutturato,

    quindi, cari MIUR, CUN, CRUI ecc……..mettete mano alla precarietà di chi, pur avendo un curriculum tosto (anni e anni di contratti, 1000 libri scritti, 5000 articoli ecc… è ancora fuori e fa parte della “GENERAZIONE MAI”,

    Fate qualcosa, che ne so, una SANATORIA (si tratterebbe di persone con CURRICULA GRANDI, non di sfaticati!!!!!!!!!!)

    PS: in passato sono state fatte sanantorie per impresentabili, che male ci sarebbe a farne una per chi ha anni e anni di ricerca, con CURRICULA GRANDI?

    Grazie,
    Anto

  17. A Tom. Per non lasciare fraintendimenti in sospeso: non credo affatto che questioni giuridiche come la differenza fra una commissione in carica e una decaduta siano questioni di lana caprina. E’ una differenza importante e la capisco perfettamente.
    Ho fatto dell’ironia, sottolineando il fatto che purtroppo, anche se in carica, le commissioni non possono agire.
    Come non sono questioni di lana caprina quelle relative alla legittimità di una possibile proroga, sulla quale mi pare che non siate d’accordo neanche fra giuristi. Mi pare però che si debba propendere per una sua effettiva legittimità nonostante la chiusura dei lavori già avvenuta, visto che anche il Ministro la cita nel suo comunicato e non credo che in questo Ministro e MIUR non si siano cautelati.
    Mi pare anche che Berta abbia le sue ottime ragioni: c’è un’agenda che prevede quattro tornate anche sul sito ufficiale del MIUR e i potenziali candidati erano (e sono) quindi legittimati a fare una programmazione personale su questa base, cercando di mettersi in regola coi famigeratissimi indicatori.
    Qui il futuro di tante persone, precari compresi, è in ballo e questo richiederebbe un’azione concreta e tempestiva piuttosto che ritardi, omissioni e dichiarazioni vaghe.
    Stiamo a vedere.
    Nel frattempo mi fa piacere che qui si passi l’attesa sentendosi in qualche modo “sulla stessa barca”.

  18. Si concordo in pieno. Il vero problema è degli abilitati non strutturati che non possono e non potranno fare domanda nella maggior parte dei concorsi locali, dato che questi sono banditi prevalentemente per le chiamate dirette degli interni (Bologna docet).
    I precari abilitati non hanno ottenuto la stessa abilitazione dalla stessa commissione? Come si fa a non concludere che ci sono abilitati di serie A, pronti e chiamati, e di serie B, che devono continuare a mandare CV all’estero?

    • Oddio, è di nuovo successo. C’è di nuovo qualcuno che vede in tutti (o quasi) i commentatori di ROARS potenziali “sabotatori dell’ASN”. Ma che follia …

    • Chiedo umilmente scusa, la mia risposta era intesa per il “thread” successivo a questo …

    • @Ramses, @anto: non so se te ne sei accorto/a, ma, a parte i concorsi per gli interni, il precario che ha contribuito per anni e anni ad essere la stampella di molti corsi di studio non potrà nemmeno partecipare al quel 20% di posti riservati dall’articolo 18 (comma 4) della 204/2010 che così recita
      “4. Ciascuna università statale, nell’ambito della programmazione triennale, vincola le risorse corrispondenti ad almeno un quinto dei posti disponibili di professore di ruolo alla chiamata di coloro che nell’ultimo triennio non hanno prestato servizio, o non sono stati titolari di assegni di ricerca ovvero iscritti a corsi universitari nell’università stessa.”

      Le risorse per i concorsi liberi (art. 18 comma 1) verranno presumibilmente assorbite dagli strutturati stessi (perchè agli Atenei converrà il gioco dei punti organico che rientrano in circolo).

      Quindi.. non c’è speranza!

  19. aggiungo un piccolo dettaglio con fonte certa….alcune commissioni hanno i verbali già chiusi, datati 30/31 maggio pronti da inviare nel caso in cui la proroga non arrivi….se poi arriva la proroga i verbali tornano nel cassetto sino alla prossima scadenza…ulteriori considerazioni le lascio a voi

    • Eh, ma così non vale!!! Se consegnano i verbali tra qualche giorno, come si fa ad essere sicuri che abbiano veramente concluso i lavori entro il 31 maggio? ;-)

    • e dunque, dato che tu perdi chissa’ quale occasione perche’ devi aspettare, preferiresti piuttosto mandare a monte tutte le altre abilitazioni?

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