Salve per un pelo? Quasi all’ultimo minuto utile arriva l’annuncio della proroga per le commissioni della seconda tornata ASN. Ma insieme alla proroga l’annuncio di un intervento in tempi brevissimi (metà giugno) per cambiare le regole. Queste le novità annnunciate: abilitazione a ‘sportello’, allungamento della validità dell’abilitazione, revisione dei  parametri di valutazione e della composizione delle commissioni, maggiore differenziazione nelle modalità di valutazione tra settori bibliometrici e non bibliometrici.

[in rosso: modifiche del 31.5.14 ore 10:45]

Ecco il testo del Comunicato Stampa del MIUR

Ufficio Stampa

Roma, 30 maggio 2014

Abilitazione Scientifica Nazionale, si cambia: avviata la riflessione
sulle nuove regole. Intanto proroga della seconda tornata

Entro giugno le nuove regole per l’Abilitazione scientifica nazionale (Asn), la ‘porta’ di accesso alla docenza universitaria. Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, sta infatti lavorando con le forze della maggioranza per introdurre procedure più snelle già dalla terza tornata dell’Abilitazione, prevista per la fine di quest’anno. Il sistema dei concorsi universitari è stato modificato a partire dalla legge 240 del 2010, la Riforma dell’Università, che ha introdotto l’Abilitazione nazionale come titolo necessario per l’accesso all’insegnamento negli atenei. La nuova procedura è stata sperimentata per la prima volta nel 2012. Le prime due tornate hanno evidenziato i limiti dell’Abilitazione: tempi contingentati e regole complicate che hanno richiesto diverse proroghe e prodotto, alla fine, un numero particolarmente rilevante di ricorsi. I lavori si sono prolungati a scapito di quei meritevoli che aspettavano da tempo di poter fare il loro ingresso nella docenza universitaria. Per questo si cambia. Abilitazione a ‘sportello’ (le commissioni sono in seduta ‘permanente’ e si aprono periodicamente le domande da parte dei candidati), allungamento della validità della stessa, revisione dei  parametri di valutazione e della composizione delle commissioni, maggiore differenziazione nelle modalità di valutazione tra settori bibliometrici e non bibliometrici: sono alcuni degli aspetti su cui il Ministro sta lavorando, tenendo conto delle riflessioni emerse nel corso dei lavori delle competenti Commissioni parlamentari e su cui aprirà presto il confronto nel Governo e nella maggioranza, con l’obiettivo di un intervento in tempi molto stretti, entro la metà di giugno. Lo stesso intervento consentirà, a tutela dei 16.000 candidati della seconda tornata dell’Asn, una proroga dei lavori delle attuali 184 commissioni. Senza la proroga andrebbero sostituiti tutti i commissari con conseguenti ulteriori ritardi nella conclusione dei lavori e il rischio di perdere quanto fatto sino ad ora. Garanzia della conclusione dei lavori della seconda tornata dell’ASN, quindi, ma al contempo apertura della fase di cambiamento necessaria per consentire alle università di poter assumere nuove leve nei prossimi anni attraverso procedure meno complesse e più rapide.

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Ufficio stampa

329 Commenti

  1. A stretto giro di posta, arriva un’espressione di “viva (e vibrante?) soddisfazione” da parte del CUN:
    ___________________

    Il Consiglio Universitario Nazionale esprime viva soddisfazione per la volontà del Sig. Ministro, Sen. Stefania Giannini, di procedere alla revisione delle regole, sia sostanziali sia procedurali, che disciplinano il conferimento dell’Abilitazione Scientifica Nazionale. Le loro complessità e i rischi di “tenuta” delle procedure che ne sarebbero derivati sono stati più volte evidenziati da questo Consesso, a partire dai primi pareri che fu chiamato a rendere quando ancora erano in fase di elaborazione.
    Al contempo, il Consiglio Universitario Nazionale desidera esprimere il proprio apprezzamento anche per le nuove regole che si annunciano, molte delle quali trovano corrispondenza nelle proposte di revisione recentemente formulate da questo Consesso.Il Consiglio Universitario Nazionale conferma la disponibilità, di sempre, alla più ampia e proficua collaborazione con le sedi istituzionali impegnate nella ridefinizione di queste regole, alle quali offre il proprio contributo che è anche il contributo delle comunità scientifiche e accademiche che trovano in esso rappresentanza.

    • A parte le battute, il CUN qualche ragione di essere soddisfatto ce l’ha davvero. Dopo che il CUN è rimasto per anni all’angolo, nello scomodo ruolo di una Cassandra inascoltata, il Ministro vira e sottoscrive proprio le proposte CUN (https://www.roars.it/proposte-del-cun-per-la-revisione-dellasn/). Una sconfessione nemmeno troppo implicita dell’ANVUR le cui cabale bibliometriche hanno ingrippato la macchina dell’ASN (gli indicatori bibliometrici sono stati resi disponibili alle commissioni la scorsa settimana, piû di 6 mesi dopo la chiusura del bando). Resta da vedere come si concretizzerà la riforma dell’ASN, che rimane un vero campo minato.

  2. Di conseguenza, quindi, è in arrivo la proroga per il termine ultimo entro cui impegnare le risorse del piano straordinario associati: 30 aprile 2015, con ulteriore sub-proroga al 31.10.2015 per il riutilizzo degli 0,5 P.O. che torneranno per ogni “articolo 18” vinto da un interno strutturato.

  3. Il limite di utilizzo per la presa di servizio con i fondi del piano di reclutamento straordinario è il 31 ottobre 2014 e non mi risulta che sia prevista una proroga. Anche le economie derivanti da assunzioni di interni strutturati devono essere impegnate entro 31 ottobre 2104. Fa eccezione la cessazione di ricercatori assunti presso altri atenei con i fondi del piano di reclutamento straordinario; in questo caso è prevista la possibilità di impegnare le economie dovute alla cessazione nel limite massimo di 12 mesi a partire dalla cessazione medesima.

  4. Posso comprendere, immaginando anche tutte le pressioni che subisce e osservando la sua debolezza o condiscendenza rispetto sia all’Anvur sia alle anvuriadi, che l’attuale ministro non se la senta di buttare tutto per aria. Per essere un tantino maligni, ora che si è spenta la speranza di diventare europarlamentare, deve per forza occuparsi della ASN che finora mi sembra essere stata trascurata a causa della campagna elettorale e forse nella prognosi dell’abbandono del MIUR. La rapida decisione, quasi velleità, di sistemare tutto entro giugno dopo mesi di stagnazione, con le rogne in parallelo della prima e della seconda tornata ASN, mi pare porti o a nulla o ad altri pasticci.

  5. Il CUN ha ragione ad essere soddisfatto e questo, piu che per aver saputo vedere meglio e piu in la ed “aver avuto ragione”, per il suo costante contribuire con critica e proposte efficaci alla cresita ed alla tutela del sistema universitario.

    Quello sulle abiltazioni è solo uno dei tanti problemi sollevati ed accompagnati da soluzioni ragionate e regionevoli da parte di un Consiglio costantemente al lavoro … come anche ROARS testimonia

    https://www.roars.it/tag/cun/

  6. Salve. Il mio Rettore ci ha riferito di un incontro tra mancini e la CRUI in cui assicurava un decreto in preparazione che sposta i termini di utilizzo dei fondi del piano associati a Marzo 2015. Qualcuno ha notizie in merito?

  7. Faccio il gusta feste: notare che la proroga non c’è, ma è solo un annuncio, stavolta ufficiale e non su twitter, ma il valore non è molto diverso.
    Il testo dice chiaramente che questa deve essere approvata dal parlamento, perché serve una legge (o un decreto convertito) che modifichi la 240.
    In linea puramente teorica quanto promesso mi sembra però irrealizzabile, infatti, mentre per la proroga c’è una “urgenza” legislativa e quindi un decreto è ammissibile, per cambiare le regole questa “urgenza” legislativa non la vedo (vedo una urgenza morale, ma questo non so quanto valga).
    Oltretutto mentre sulla proroga vedo l’unanimità, sul cambiamento delle regole al momento in cui si andrà nel dettaglio, siamo sicuri che siano tutti d’accordo?
    Azzardo una previsione: all’atto pratico si farà un decreto con la proroga e poi si proverà ad aggiungere in fase di conversione il cambiamento della procedura. Ma attenzione un decreto a metà giugno va convertito prima che il parlamento vada in vacanza, altrimenti decade ad Agosto…

  8. Come ben sanno i frequentatori di questa pagina, il Ministro Giannini ha manifestato più volte l’esigenza di dover introdurre il meccanismo della “chiamata diretta” dei professori universitari, abolendo dunque i concorsi locali. In realtà, sembra che la chiamata diretta tanto auspicata dal Ministro esista già: giorno 29 Maggio solo sull’Albo dell’Università degli Studi di Catania (e non sul sito MIUR né dell’Unione Europea, come previsto dalla legge 240) sono stati pubblicate ben 27 “procedure di valutazione ai fini della chiamata a professore di seconda fascia ai sensi dell’art. 24, comma 6, della legge 30.12.2010, n. 240” (consultabili al seguente link: http://www.unict.it/content/bandi-1 e all’albo ufficiale di Ateneo http://ws1.unict.it/albo/ al numero 308 del 29.05.2014) che contengono nomi e cognomi dei presunti vincitori, ovvero soggetti in servizio presso l’Ateneo con la funzione di ricercatore a tempo indeterminato che hanno conseguito nella tornata 2012 l’abilitazione scientifica nazionale. A quanto mi è sembrato di capire è stata estesa anche a tali soggetti la procedura di assunzione prevista per il ricercatori a tempo determinato senior (lettera b) che si trovano all’ultimo anno del proprio contratto. È possibile applicare, nonostante un dettato normativo abbastanza ambiguo, tale disciplina anche a tutti i ricercatori a tempo indeterminato e ai professori associati? La legge Gelmini parla soltanto del limite di destinazione dei fondi (50%) ma quali sono gli altri requisiti? Utilizzando tale meccanismo il concorso locale non diventa una sorta di assunzione diretta che esclude aprioristicamente la partecipazione di altri candidati in possesso dell’abilitazione? Si sta andando verso una forma di automatico avanzamento di carriera che preclude in maniera assoluta la mobilità tra Atenei (se sono ricercatore presso altra università in possesso di abilitazione perché non potrei partecipare?). Si tratta di pressanti interrogati a cui spero gli attenti redattori e lettori di ROARS sappiano dare risposte esaurienti.

    • Segnalo che l’Università di Bologna ha bandito numerosissime procedure di valutazione ai sensi dell’art. 24 comma 6 della Legge Gelmini. Sono ben 379 (!!), di cui 37 per la prima fascia, mentre i bandi aperti anche a concorrenti esterni(ex art. 16) sono soltanto 22!! Certo, nei 379 bandi dell’Unibo non ci sono i nomi dei candidati, come invece nel caso veramente eclatante di Catania, ma in concreto non credo ci sia una grande differenza.
      https://apers.unibo.it/provalcomreclutamento/homeReclutamento.aspx

    • è non solo possibile, ma perfettamente rispettoso del dettato della legge. Prima di gridare “gomblotto!!!1!!1 sono tutti KA$TA!!!1!!1”, forse, leggere con attenzione la legge non sarebbe male

    • @InnoHit
      Stupefacente. Ma come è stato possibile farlo senza violare i vincoli previsti dalla legge 240/2010 (50% di posti da coprire con procedure a bando aperto?)

    • i vincoli del 50% si riferiscono al triennio, i prossimi concorsi di questi atenei non potranno che essere aperti a tutti gli abilitati. Considera che Bologna ha bandito anche un certo numero di concorsi aperti e se non ricordo male anche qualcuno destinato ad esterni. Catania non so, ma probabilmente lo farà

    • ricordo che il numero esorbitante, in realtà, implica l’uso di solo 67,2 punti organico (336 posti di p.a. * 0,2 punti org.). Bologna aveva 47,5 punti dal piano straordinario assoc. e 40 (e spiccioli) punti dal DM 09/08/2013. Un fact checking è sempre auspicabile, prima di urlare “com’è possibile! Assurdo! Indecente!”

    • non sto difendendo la “moralità” della chiamata diretta di ricercatori a tempo indeterminato (che comunque non mi sembra più scandalosa di altri elementi del sistema), sto solo difendendo la liceità. Quindi, cara/o Innohit, l’ironia tientela per te. E comunque sapere leggere una legge è qualcosa che adulti dotati di cultura medio-alta, anche se non giuristi, dovrebbero saper fare.

    • @marcoponti.
      Come ho già scritto prima, Bologna ha emesso 22 bandi ‘aperti’ (ex art. 16 Legge Gelmini) vs. 379 destinati agli scorrimenti interni (ex art. 24 comma 6). Sarà difficile mantenere la proporzione di cui parli…

    • @marcoponti

      Al di là del fatto che nessuno qui sta gridando al complotto ma si sta cercando di capire la legittimità o meno di una procedura in un quadro legislativo già di per sé abbastanza confuso, che non sembrava inserire forme di chiamata diretta. Non si capisce infatti come si concili la ratio originaria dell’art. 24 che riguarda appunto i ricercatori a t.d. (stabilizzare il personale assunto a tempo determinato con le nuove regole fissate dalla legge germini) con una forma di chiamata diretta rivolta a chi è già nell’organico a tempo indeterminato e dunque non necessita di alcuna stabilizzazione ma semmai di una progressione di carriera. Rimane comunque il vincolo del 50% difficile da rispettare applicandolo uniformemente a tutti i settori (es. chi ha bandito un posto “interno” nel settore x oggi, sarà tenuto a bandirne un altro “aperto” nello stesso settore nell’arco del triennio?) Sorge il dubbio che vi sia una corsa ad “accaparrarsi” un numero di bandi per “interni” lasciando poi agli altri settori l’onore di bandire procedure aperte. E quale sarà la sorte dei non strutturati? In ogni caso, tornando ai due esempi (Catania e Bologna) salta agli occhi la presenza dei nomi dei vincitori solo nel bando catanese, cosa non prevista a Bologna in cui, quantomeno, il bando si rivolge a tutti i soggetti dell’ateneo in possesso di abilitazione.

    • Quindi, in pratica: l’uovo oggi. Gli abilitati (interni) di domani si attaccheranno al tram dei concorsi. Ottima logica.
      (in realtà, c’è il retropensiero che il Ministro manterrà la promessa di “abolire i concorsi”, cioè, di fatto, di eliminare i vincoli alle chiamate diette previste dalla legge 240. così si farà il 100% di chiamate dirette e tutto finirà a tarallucci e vino – tranne che per gli “esterni”: ma chi vuoi che si preoccupi per degli “esterni”?… però, che Paese!)

    • vabbuò, se il livello di conoscenza della legislazione è questo, probabilmente è inutile discutere.

      Aleale: visto che non ti prendi la briga di andare a cercare la legge, ti riporto il comma 6 dell’art. 24 della 240:
      “6. Nell’ambito delle risorse disponibili per la programmazione, fermo restando quanto previsto dall’articolo 18, comma 2, dalla data di entrata in vigore della presente legge e fino al 31 dicembre del sesto anno successivo, la procedura di cui al comma 5 può essere utilizzata per la chiamata nel ruolo di professore di prima e seconda fascia di professori di seconda fascia e ricercatori a tempo indeterminato in servizio nell’università medesima, che abbiano conseguito l’abilitazione scientifica di cui all’articolo 16. A tal fine le università possono utilizzare fino alla metà delle risorse equivalenti a quelle necessarie per coprire i posti disponibili di professore di ruolo. A decorrere dal settimo anno l’università può utilizzare le risorse corrispondenti fino alla metà dei posti disponibili di professore di ruolo per le chiamate di cui al comma 5.”

      Innohit. In realtà le proporzioni potrebbero essere rispettate, dal momento che già qualche idoneo dei vecchi concorsi è stato chiamato con procedure aperte. E nei prossimi due anni (14 e 15) con i nuovi punti organico (che verosimilmente non scenderanno) si bandiranno concorsi aperti.

      F. Proietti: non sto difendendo la logica di alcunché. Sto solo dicendo che è possibile. Poi che ci sia qualcuno più fortunato di altri, be’, è sempre stato così: a seconda dell’anno di addottoramento molti miei colleghi quasi coetanei ugualmente validi hanno fatto carriere a velocità diversissime (e con modalità diversissime).

    • @marcoponti
      Però nei prossimi due anni non credo che ci sarà un nuovo piano straordinario associati. O sbaglio?
      Usando solo risorse “ordinarie”, anche Bologna potrebbe avere difficoltà a reperire i 60-70 punti organico necessari per pareggiare i conti.

    • @shakerato: che ti devo dire? Non so, avranno fatto i loro conti e avranno verificato che ci riescono. Nel mio ateneo (non Bologna), ad es., il calcolo è stato fatto mettendo nel calderone dei “bandi aperti” anche quelli del personale TA (pare si possa fare; per prevenire ulteriori grida allo scandalo dico subito che trovo la cosa discutibile, per quanto -pare- autorizzata dal MIUR) e calcolando i punti organico che arriveranno dalla prossima distribuzione, che sono più o meno stabili (poi se ce li abbassano o ce li tolgono sono casini, ovvio). Il risultato è una trentina di procedure valutative ex art. 24 c.6, con la promessa di fare altrettanti bandi aperti nei primi mesi del 2015, e 7/8 bandi riservati ad esterni. E poi nel computo vanno anche inserite le chiamate di associati idonei ai vecchi concorsi 2008 con doppia idoneità: non stento a credere che Bologna ne avrà chiamati un certo numero; se ci fai caso, nella banca dati MIUR, gli idonei nei concorsi 2008 chiamati dagli atenei compaiono come “professore associato” (e non “professore associato confermato”, la conferma è stata eliminata appunto dalla 240), quindi è facile vedere quanti ne ha assunti Bologna.

    • ho fatto un rapido calcolo: nella banca dati MIUR a Bologna risultano 52 associati senza la dicitura “confermato/non confermato”, cioè selezionati con bandi aperti sulla base di vecchie idoneità ai concorsi del 2008. Anche questi vanno nel calderone del 50% di concorsi aperti

    • ps: che poi in quei concorsi aperti ci fosse nel 99% dei casi un solo candidato (anche perché gli idonei per sett. conc. non erano un numero alto) è un altro discorso…

  9. Forse mi sfugge qualcosa in questa vicenda.

    Se ho capito bene, il 31 Maggio scade il mandato delle commissioni. In mancanza di una proroga, quindi, le commissioni che entro domani non avranno completato i giudizi decadranno automaticamente.

    Ora, tale proroga, sempre se ho capito bene, deve avvenire tramite un provvedimento di legge, per esempio un decreto-legge.

    E infatti il comunicato stampa del MIUR sembra anticipare un possibile decreto-legge per metà Giugno che cambi le regole dell’ASN e al contempo proroghi le commissioni.

    Ma è appunto questo ciò che non mi torna: la proroga non andava fatta tassativamente entro il 31 Maggio?

    • La domanda sorge spontanea: se davvero sussiste la volontà di prorogare le Commissioni, perché il Ministro non ha provveduto per tempo?

      In assenza di provvedimenti legislativi che entrino in vigore entro oggi, allo scoccare della mezzanotte le Commissioni, ovviamente, decadono.
      Da domani non sono più in carica, non si possono riunire, non possono svolgere ufficialmente alcuna attività.

      È forse possibile “resuscitarle” per decreto a posteriori, tra un mese o giù di lì? Mah …

    • Cosa impedisce ad un Decreto-Legge di ristabilire la carica delle commissioni, anche dopo la scadenza?

    • Caro Mino,
      la legge al momento prevede che le commissioni decadono stanotte. Però basta fare una nuova legge retroattiva che annulla gli effetti della precedente e, voilà, tutto funziona.
      La cosa divertente è che le commissioni tecnicamente decadute, invece sanno di essere ancora attive. Pertanto continueranno i loro lavori in questo status di limbo tecnico-legislativo in cui si trovano.

    • Non c’è dubbio che, se non la legge (piegabile da chi può in ogni senso, com’è noto), il decoro vorrebbe che la proroga ci fosse entro mezzanotte. Ma siamo in Italia e ci sono Giannini a piazza Kennedy e homo rignanensis a palazzo Chigi.
      Ritengo ragionevoli i presentimenti di Plymouthian. L’assicurazione di nuove regole per l’ASN entro due settimane appare sparata in puro homo rignanensis style. Ma la proroga (irregolare perché in ritardo di mezzo mese, ma valida) ci sarà

    • Credo che in un Paese diverso dall’Italia una follia simile non sarebbe neanche concepita. Bello che il Ministero dica che ci sarà una proroga. Ma il problema è che non ha nessuna autorità per dirlo, è come se l’avesse detto il mio salumiere, visto che è l’organo legislativo che deve decidere (anche nel caso di decreto, questo comunque va poi convertito). E se il governo cade?

    • Naturalmente condivido il tuo sconcerto e la tua indignazione per le pratiche adottate (chiamiamole così). Ma non l’incertezza circa le sorti del governo. Non si è appena visto a sufficienza quanto homo rignanensis piace al povero popolo?

  10. Ben venga la revisione dei criteri ASN, e mi pare positiva l’intenzione di farlo entro giugno – in modo da garantire continuità, anche per il 2014, alla procedura. La cosa non è certo impossibile, dato che un lavoro su questi temi è stato portato avanti da mesi ormai da parte del MIUR, del CUN e dell società scientifiche.
    Segnalo tre punti che ritengo controversi:
    1 – il prospettato “allungamento” della durata dell’abilitazione. A me quattro anni sembrano più che sufficienti: il rischio, con durate più lunghe, è quello di sottoporre gli abilitati – e specialmente i ricercatori, il cui stato giuridico prevede, com’è noto, compiti ben diversi da quelli che normalmente si sobbarcano – a un’eterna ricattabilità da parte dei loro Atenei. Meglio sarebbe, a mio avviso, prevedere procedure semplificatissime e semiautomatiche di conferma dell’ailitazione scaduta dopo il primo quadriennio.
    2 – la proroga della scadenza dei punti organico del piano straordinario sarebbe ugualmente sbagliata, a mio avviso, in quanto ingenererebbe un indefinito meccanismo di attesa dei “prossimi” abilitati prima di procedere alla programmazione. iceversa, sarebbe il caso che il MIUR mettesse mano alla seconda tranche del piano straordinario.
    3 – last but not least, se si intende procedere con l’allargamento del meccanismo della chiamata diretta, occorrerà pensare a meccanismo di mobilità obbligatoria tra sedi e sopratutto agevolazioni concrete per il reclutamento di “esterni” rispetto al sistema universitario: oppure moriremo di vecchiaia e di localismo.

  11. Un ottimo segnale della Giannini & CUN a cui vanno aggiunti i meriti di ROARS per la notevole opera di sensibilizzazione.

    Il ministro ha ben chiaro che il fantozziano ANVUR ha fatto danni enormi, ASN in primis, a costi elevatissimi. Sembra proprio che voglia rinormalizzare l’ANVUR, un petulante e autoreferenziale buco nero, un generatore (pseudo)random di regolamenti surreali che fagocita l’università.

    Fa piacere vedere la spiccata capacità analitica e di metodo proveniente dal CUN. Rafforza la sensazione che il demenziale delirio bibliometrico sia stato ideato, per “ripicca”, da chi è in grado di far ricerca solo in stile ANVUR, cioè “un tanto al chilo”. E la ripicca è andata a buon segno: sono molti gli ottimi colleghi che non hanno fatto neppure domanda perché sotto le mediane, vediamo di rimediare.

    • L’ANVUR ha le sue colpe, ma il problema sono e resteranno sempre certi docenti universitari che pensano che l’accademia sia cosa loro.
      Vedi esempio di Bologna: non glielo ha certo ordinato l’ANVUR di fare quasi 379 promozioni contro 20 concorsi art. 18.

  12. Sarebbe interessante sapere se, considerato che l’annunciata modifica delle regole dell’abilitazione muove da una critica esplicita alle regole precedenti (e da una critica, non esplicitata nel comunicato, ma in diverse altre occasioni, all’operato delle commissioni), le nuove regole prevedranno anche la partecipazione alla prossima tornata valutativa (che a quanto si legge dovrebbe partire verso la fine di quest’anno) dei non abilitati della tornata 2012 (e magari 2013).

    • Tecnicamente dovrebbe essere così, di solito quando cambiano le regole si azzera tutto. Il che causerà di nuovo un colossale e folle ingorgo della III tornata (1a a sportello), ammesso che parta davvero, soprattutto perché chi si fiderà più del fatto che sarà bandita ogni anno con le stesse regole?

  13. Il comunicato parla di «maggiore differenziazione nelle modalità di valutazione tra settori bibliometrici e non bibliometrici». Mi pare abbastanza facile interpretare questa affermazione sulla linea di quanto la Ministra disse il 1. aprile al Senato: «Nessuno contesta che la valutazione debba esserci, ma
    chiaramente non può e non deve essere ricondotta in modo forzoso ai criteri
    quantitativi e bibliometrici caratteristici delle discipline scientifico-tecnologiche: a tutti i livelli (dal reclutamento alla valutazione dei profili dei docenti e delle
    strutture) la specificità delle scienze umane e sociali deve essere accuratamente salvaguardata». Però molti scienziati (tutti quelli seri, forse) salterebbero sulla sedia al leggere che è «caratteristico» del loro campo il fatto che la valutazione avvenga in maniera «quantitativa e bibliometrica»: neanche per nulla, questa è una degenerazione, denunciata negli ultimi anni innumerevoli volte con argomenti mai confutati. Comprendo perfettamente che un ministro di formazione umanistica, il primo dopo molto tempo, pensi: «Voi liberi di fare quello che vi pare, ma almeno lasciate in pace noi», ma il problema è che con questo «voi» si confonde la seria ricerca scientifica con qualcosa che serio non è neppure un po’. Insomma: sono felice che le discipline umanistiche vengano messe in salvo, ma il problema una buona volta andrà affrontato nella sua globalità.
    Ciò percisato, ovviamente il comunicato è di quelli che riaccendono le speranze, dal punto di vista sia del merito sia del metodo.

  14. Ho qualche perplessità.
    La possibilità di concedere una proroga presuppone che il termine originario non sia ancora decorso. Nel nostro caso, non essendoci ancora stata alcuna proroga ma solo – coerentemente con lo stile di questo ministro – un ‘annuncio di proroga’, stanotte a mezzanotte tutte le commissioni decadranno. A quel punto non sarà un decreto di proroga a poterle reinsediare, ma ci vorrà qualcosa che consenta di andare in deroga a quanto previsto dal D.P.R. n. 222/2011 (regolamento per il conferimento dell’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso al ruolo dei professori universitari) che prevede la sanzione della decadenza della commissione che non completa i lavori nei termini stabiliti.
    Inoltre, a quanto ne so, al momento c’è almeno un ricorso che richiede annullamento della prima tornata di valutazione in relazione all’illegittimità delle proroghe sopraggiunte oltre la prima.
    Dopo aver chiamato in causa l’art. 8, co. 6, (quello che recita: “Se i lavori non sono conclusi nel termine di cui al primo periodo (cinque mesi dalla pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale), il competente Direttore generale del Ministero assegna un termine non superiore a sessanta giorni per la conclusione degli stessi. Decorso anche tale termine, il Direttore generale avvia la procedura di sostituzione della commissione”) i ricorrenti chiedono di annullare l’intera procedura anche in considerazione del fatto che l’ultima delle proroghe è stata concessa alla commissione ben 10 gg. oltre la scadenza dell’ultima (e anch’essa illegittima) proroga.
    In altre parole, proprio come sembra stia per accadere ancora, la proroga è arrivata a una commissione già decaduta.
    Come sappiamo, molte commissioni sono in condizioni assai simili a quelle descritte nel ricorso. Se, allora, questo ricorso (e i tanti che potrebbero richiamarlo) venisse accettato, un buon numero di commissioni in queste ore starebbe operando illegittimamente.
    Ma, infine, anche a prescindere dagli esiti di questo ricorso (e di altri che potrebbero richiamarlo), quel che mi pare certo – pur non essendo una giurista – è che una proroga che non arrivi entro stanotte a mezzanotte apre la porta a future richieste di invalidazione della procedura 2013/2014.
    Non amo, di solito, le teorie del complotto ma a fronte di tanta insipienza amministrativa, il dubbio che questi ‘ci facciano’ – e che il loro scopo sia bloccare completamente il sistema del reclutamento – qualche volta si affaccia…

  15. Cioè, sostanzialmente, dopo 5 anni senza concorsi, gli abilitati 2013 (fra cui la sottoscritta) hanno affrontato la prova del triplo salto carpiato con doppio avvitamento, e ora devono affrontare il concorso locale con salto mortale con rotazione all’indietro, mentre ora ci si accorge che era troppo complicato e si procede “a sportello” e “chiamata diretta”? Non si finisce mai di stupirsi in questo paese…

    • Conosco gente che non ha fatto tutti questi salti per abilitarsi. Buon per te: se non ti riesce come professoressa, hai un futuro nel…circo!

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