Roars ha da molto tempo sottolineato i rischi intrinseci all’Abilitazione Nazionale per come essa è stata disegnata dal legislatore e da ANVUR. In particolare si erano più volte messi in evidenza i pericoli dovuti a un meccanismo potenzialmente foriero di contenzioso e alla designazione di un numero di abilitati non assorbibile dal sistema. Tali pericoli si stanno puntualmente avverando. Roars non è in grado di monitorare cosa sia accaduto nei singoli settori concorsuali, ciascuno dei quali sembra fare storia a sé. Mette però a disposizione dei lettori che desiderano discutere e commentare lo svolgimento dell’ASN un apposito spazio, costituito dai commenti in calce a questo post.
Raccomandiamo, anche per facilitare la moderazione da parte alla redazione, di evitare espressioni ingiuriose (che verranno comunque bloccate) e di produrre argomentazioni i cui riscontri siano in qualche modo sottoponibili a verifica.
Per ora (5 dicembre 2013, h 00:10) sono usciti soltanto 13 settori concorsuali:
- 01/A4 – Fisica Matematica
- 06/D3 – Malattie Del Sangue, Oncologia E Reumatologia
- 06/E1 – Chirurgia cardio-toraco-vascolare
- 07/H1 – Anatomia E Fisiologia Veterinaria
- 07/H5 – Cliniche Chirurgica E Ostetrica Veterinaria
- 08/A1 – Idraulica, Idrologia, Costruzioni Idrauliche E Marittime
- 09/H1 – Sistemi Di Elaborazione Delle Informazioni
- 11/A1 – Storia Medievale
- 11/A3 – Storia contemporanea
- 11/A4 – Scienze Del Libro E Del Documento E Scienze Storico Religiose
- 11/C2 – Logica, storia e filosofia della scienza
- 11/C4 – Estetica e filosofia dei linguaggi
- 12/B1 – Diritto commerciale e della navigazione
Ecco il link alla pagina del MIUR che si aggiornerà con i risultati degli altri SSD.


Nuovi settori, oddìo! Filosofia del diritto e disc. demoetnoantropologiche, qualunque cosa ciò significhi.
Da un rapido esame dei verbali appena pubblicati della Commissione 12/H3 Filosofia del diritto, emerge una dettagliata motivazione dei giudizi e inoltre, dall’esame sin qui condotto, tutte le deliberazioni, anche quelle contrarie all’abilitazione, sono state adottate all’unanimità o col voto contrario di un solo commissario: ritengo che ciò non possa essere frutto del caso ma di una ben precisa interpretazione della norma regolamentare.
beh i giuristi almeno a queste cose sono attenti…
Usciti i risultati del settore 12 H3 (filosofia del diritto). Giudizi molto dettagliati
dimissioni dei ricercatori non abilitati in modo da lasciare i corsi scoperti agli abilitati ?? ma ti sembra giusto metterla nei termini di una battaglia tra “abilitati” vs “non abilitati” ??
usciti anche risultati 11/A5 (scienze demoetnoantropologiche)
c’era qualcuno che lo diceva ma pensavo scherzava: pubblicano veramente due settori al giorno.
questo è comprensibile con 16mila domande…
Considerato che i settori finiti sono 149 e che ne sono usciti 25, fra 62 giorni (festivi esclusi) la pubblicazione sarà completa…
Se è verpo che al MIUR ci leggono, vorrei far presente al ministro Carrozza questi semplici e banali dati che anche un giurista è riuscito a tirare fuori. Il mio settore è il 12B1, l’esame dei cv dei candidati è cominciato il 19 luglio 2013 ed è finito il 12 settembre 2013, data in cui stando ai verbali pubblicati sul sito, erano già ultimate le bozze dei giudizi individuali di ben 186 aspiranti associati. Se contiamo che ogni commissario ha dovuto leggere 12 pubblicazioni per ogni candidato, tra cui almeno 1 opera mongrafica, i conti sono presto fatti: 2230 pubblicazioni lette in 60 giorni. Questo vuol dire che ogni commissario dal 19 luglio al 12 settembre ha letto ogni santo giorno, inclusi i sabati, le domeniche e il giorno di ferragosto, ben 37 pubblicazioni. DEVO AGGIUNGERE ALTRO? Ministro Carrozza le sembra corretto che il mio futuro professionale possa dipendere da un simile sistema? INVITO I FREQUENTATORI DI QUESTO SITO A ONTARE QUANTO HANNO IMPIEGATO I COMMISSARI DEI LORO SETTORI CONCORSUALI PER FARE LE VALUTAZIONI DEI CV DEI CANDIDATI.
Nel settore 06/D3: 122 candidati per PO, 306 per PA, 12 candidati in entrambe le fasce; al meglio si tratta di 6556 pubblicazioni lette in 158 giorni (dal 6 maggio 2013 all’11 ottobre 2013), pari a 41,49 pubblicazioni al dì.
nel settore 12B1 ci sono ulteriori “perle” quali osservazioni su argomenti non trattati, candidati che hanno vinto premi nazionali considerati (per le stesse pubblicazioni) non accettabili. A ciò si aggiunga l’estensione automatica dei giudizi (sia positivi sia che negativi) sulle monografie alle pubblicazioni minori, a conferma che molto probabilmente le pubblicazioni minori non sono state esaminate
Fantastico! Altro materiale per la discussione 4/1: M11/A5, discipline demontropologiche, 4 pareri favorevoli, 1 contrario, candidata NON abilitata. Giudizi molto articolati, 4 postitivi, uno negativo. Il giudizio generale riprende interamente quello negativo e ignora gli altri. Ma come e’ possibile?
Confermo, ho letto il ‘caso’ un paio di volte credendo di aver sbagliato la conta
Chi ha scritto il giudizio negativo è il vero conduttore della valutazione. è quello che comanda e che magari si è sobbarcato il lavoro degli altri che gli hanno lasciato fare per pigrizia e/o inettitudine.
sta di fatto che è una procedure per lo meno curiosa…il candidato bocciato potrebbe fare ricorso con una buona probabilità di successo.
Leggo con sconforto che molti giudizi riportano indicazioni sull’apporto individuale del candidato (come del resto suggeriva il bando). L’idea di poter giudicare l’apporto individuale del candidato è, per la stragande maggioranza dei settori, una truffa. Come è possibile giudicare l’apporto individuale di un candidato in settori come quelli dell’ingegneria dell’informazione? Capisco che nelle scienze mediche ci siano precisi protocolli da seguire per assegnare l’ordine degli autori di un lavoro ma non è così in molti altri settori.
Come hanno fatto i commissari di 09/F2 a valutare l’apporto individuale dei candidati?
In attesa degli esiti del mio settore, sui quali IO non ho ancora avuto indiscrezioni, vorrei fare due considerazioni generali.
Sicuramente la pubblicazione di cv e giudizi in questa asn è estremamente utile per valutare come hanno lavorato le commissioni e quali sono i punti deboli della procedura. Io però non riesco a capire per quale motivo solo i candidati e i commissari di questa asn debbano essere sottoposti a tutta questa trasparenza. Secondo me tutti i RU, PA e PO dell’università dovrebbero a questo punto avere l’obbligo di pubblicare i loro cv, con tanto di indicatori allegati. Questa non è una provocazione, ma una proposta che potrebbe essere condivisa da abilitati e non-
La seconda considerazione che volevo fare riguarda l’abilitazione scientifica e non didattica, un punto molto critico sollevato in qualche precedente commento.
I settori concorsuali sono a mio avviso soprattutto distinti in riferimento alla didattica. Per quanto riguarda la ricerca possono essere in parte sovrapposti. Penso ad esempio ad alcuni settori di area medica tra loro e con alcuni settori di area biologica. Ricercatori di settori diversi spesso svolgono attività di ricerca quasi identiche. Eppure sono giudicati con criteri diversi dalle diverse commissioni. Risultato: alcuni ottimi candidati vengono bocciati da commissioni più selettive mentre candidati con meno titoli sono abilitati da commissioni più permissive. Di fatto le commissioni più selettive penalizzano (e pesantemente) i candidati del loro stesso settore rispetto a quelli dei settori affini.
Concordo. Il pasticcio sara’ ben visibile quando ci saranno settori contigui, magari nello stesso dipartimento, se non addirittura entro lo stesso corso di studio, in cui i candidati hanno ricevuto da commissioni diverse trattamenti del tutto dissimili in termini di selettivita’. Ed e’ chiaro cio’ che accadra’: gli abilitati nel settore “fortunato” premeranno affinche’ si organizzi un concorso locale “col loro nome scritto sopra” a danno dei non abilitati (o dei pochi abilitati) del settore “sfortunato”. E inevitabili saranno anche le conseguenze sul peso politico relativo delle varie componenti entro i consessi di cui sopra.
Mi vengono in mente casi specifici, in settori a me piu’ vicini, come ad esempio 01/B1 – Informatica (oltre 300 candidati alla prima fascia e oltre 600 alla fascia — mica pizze e fichi…) e il contiguo 09/H1 – Sistemi per l’elaborazione dell’Informazione (260 candidati alla prima fascia e oltre 400 alla seconda fascia — mica pizzoccheri e fichette…). Le due commissioni non si sono o non hanno voluto coordinarsi tra loro (al contrario di quanto era successo con i GEV dell’esperienza VQR), col risultato che una (quella di Informatica) e’ stata molto piu’ selettiva dell’altra (i risultati di 01/B1 non sono ancora usciti, ma sono state rese pubbliche le percentuali di abilitati). Una bella pistolettata negli Zebedei, non c’e’ che dire… Analogo discorso si puo’ fare se si confronta l’operato delle commissioni entro aree CUN omogenee.
E’ possibile che quei “geniacci” dell’ANVUR abbiano pensato che il sistema si autoregolasse anche su questi aspetti per tramite del potere salvifico delle mediane di settore, ma cosi’, e’ evidente, non e’ successo.
@eec
A me è arrivata voce che è avvenuto il contrario, ovvero che la commissione di 01/B1 è stata un po’ meno selettiva di quella 09/H1, ma questo poco conta. Riuscite a immaginare ai casi di candidati che abbiano fatto domanda sia a 09/H1 che a 01/B1 o ad altri settori fra loro sovrapponibili, che siano stati abilitati in un settore e non abilitati nell’altro?
@hoffman: E certo che ne riesco ad immaginare!!!
Comunque nel confronto specifico 09/H1 vs 01/B1
io mi riferisco alla prima fascia.
Concordo con Insorgere: i ricercatori si dedichino alla ricerca e alla didattica integrativa, così da far emergere il sottofinanziamento delle università e, allo stesso tempo, aspirare alla progressione non per “diritto quesito” da volontariato didattico, ma per effettivi meriti scientifici conquistati studiando e facendo ricerca.
In effetti, in punta di principio, il discorso di Insorgere quadra. Il volontariato didattico andrebbe valutato per quello che e’.
non è solo una question di principio.
è in primo luogo una questione pratica: finché c’è qualcuno disposto a lavorare gratis, o a svolgere compiti non suoi gratuitamente, il sistema non sarà costretto a valutare le esigenze reali né il lavoro svolto sarà adeguamenti riconosciuto e apprezzato.
i ricercatori che facevano/fanno didattica gratuitamente hanno un comportamento che è autolesionistico e sostanzialmente antisindacale. ognuno cercava di fare il ‘bravo bambino’ per essere poi premiato dal papà e dalla mamma con una bella promozione. così facendo svalutavano il loro lavoro e rafforzavano il potere arbitrario e discrezionale di chi gestiva la baracca.
insomma, io trovo triste e ridicolo che ci si trovi ancora a dover discutere del fatto che il lavoro va retribuito e che chi lavora gratis danneggia se stesso e tutti gli altri perché nega il valore del proprio lavoro.
in ogni caso usare, come è stato fatto per tanto tempo, i ricercatori come professori a basso costo è stata una pratica scorretta che purtroppo è stata resa possibile dall’individualismo dei singoli rti a scapito della collettività e del sistema.
Caro insorgere, mi pare che si debba andarci un po’ meno con l’accetta con le analisi. Nel sistema pre-Gelmini, di cui non voglio qui discutere pregi e difetti, il fatto che i ricercatori effettuassero didattica era parte, appunto, di un sistema, che prevedeva però in tempi non biblici l’espletamento di concorsi a doppia idoneità, dunque chances reali di passaggio alla fascia superiore, con la conseguente e strettamente connessa possibilità di accesso al ruolo dei ricercatori a tempo indeterminato da parte degli esterni ai ruoli universitari (precari o altro). Un sistema criticabile, malato e farraginoso quanto si vuole, ma che comunque aveva una sua logica interna e garantiva un sia pur minimale “ricambio”. Dopo la legge 240/2010, e con l’abolizione del ruolo dei ricercatori, le cose ovviamente sono cambiate: sono pienamente d’accordo con chi sostiene che, in questo nuovo scenario, i RTI non abilitati che continuano a fare didattica consentono artificialmente (e momentaneamente) la sopravvivenza di un sistema di docenza universitaria che di fatto è già al tracollo, e alimentano perversamente proprio il meccanismo che li stritola.
giusto Fausto, piano con l’accetta. Soprattutto tu. “Nel sistema pre-Gelmini, di cui non voglio qui discutere pregi e difetti, il fatto che i ricercatori effettuassero didattica era parte, appunto, di un sistema,…” Sembra l’incipit di una favola dei fratelli Grimm. Ma non siamo bambini. Gli RTI si sono voluti sovraccaricare di didattica volontaria, i motivi li sapranno loro (ognuno con i suoi, utilitaristici, motivi personali, non ci credo all’altruismo). Diciamo poi che il 99% di questi signori ha preso il corso senza il minimo titolo di abilitazione all’insegnamento (vogliamo ricordare i molti concorsi da RTI a candidato unico? E i vincitori neo-laureati con 1-2 articoli, se alcuno? A, dimenticavo i concorsi ad personam per tecnici laureati). A parte la mancanza di qualificazione (su cui gli studenti potrebbero comunque trovare appiglio di lamentele), cosi’ facendo la didattica volontaria, si e’ svalutato il ruolo di insegnante universitario e si e’ “mascherato” un vuoto sistemico di ruoli latente.
Caro ClaudioB, ma stai scherzando o davvero pensi che il 99% dei RTI non abbia il minimo titolo per insegnare? Se gli argomenti sono questi, direi che discutere è davvero poco utile.
Io non sono mai stato RTI all’Università.
Però ammetto che tutto quello che faccio lo faccio per motivi puramente personali: i soldi, la carriera, ed il divertimento (si si, mi diverto tantissimo sia a risolvere equazioni che ad insegnare).
Nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) c’è scritto che il lavoratore ha diritto alla carriera ed alla giusta retribuzione. I docenti universitari non hanno CCNL ma nella mia mente seguo i principi di quello degli EPR.
Onestamente la Fisica che ho insegnato per anni alla Facoltà di Agraria (e poi a Medicina) come docente a contratto era cosi elementare che la poteva insegnare qualunque laureato in Fisica. La cosa buffa è che quelli della Facoltà di Agraria cercavano (ogni tanto) di assegnare questi insegnamenti di Fisica ai laureati in Ingegneria, o Statistica, o Agraria…
In altre parole: da almeno 30 anni nelle grandi universita non ci sono abbastanza docenti per insegnare le fisiche e le matematiche “di servizio” (cioè insegnate non alle lauree in Fisica e Matematica).
E i RTI universitari si sono sempre ben guardati di insegnare questi corsi (a parole erano sempre impagnatissimi nella ricerca). Posso solo dire una cosa a questi RTI Universitari: GRAZIE, mi avete fatto guadagnare tanti soldini e permesso di completare il CV.
che dire allora dei professori a contratto? didattica semigratuita affidata senza concorso di sorta? e se volete vedere quanto rende guardate i promossi di M-sto-01 (non so degli altri)
A Unipd i professori a contratto sono attualmente pagati 70 EURO lordi all’ora.
Prima della riforma Maristella erano pagati di più (circa 100 EURO lordi all’ora), tranne che a Scienze (circa 50 EURO lordi all’ora)).
Non è tanto ma neanche pochissimo.
Secondo me fare il prof. a contratto serve. Io l’ho fatto per anni. Dubito che sarei diventato PA da ric. CNR senza aver fatto la didattica a contratto.
Aggiungo che a Unipd per fare il prof. a contratto (contratto annuale) c’e’ un bando ed una selezione effettuata da una commissione didattica del Consiglio di Corso di Studi.
Inoltre, se il giudizio degli studenti è molto negativo il docente a contratto viene certamente sostituito.
Domanda tecnica: i ricorsi devono essere presentati al Tar della Regione sede della procedura (come potrebbe argomentarsi sulla base dell’art 5 comma 3 DPR 222/2012, che individua un RUP nella sede della procedura) o al Tar del Lazio stante la natura ‘nazionale’ dell’abilitazione e il ruolo meramente organizzativo delle sedi locali?
Buongiorno,
Ho chiesto direttamente al MIUR per telefono e per scritto (giovedì 12) e non mi hanno ancora risposto.
E’ opportuno che questo problema “tecnico-giuridico” non venga sottovalutato e che quindi molti altri facciano analoga domanda telefonando o scrivendo al dott. Daniele Livon (tel. 06/97727678, e-mail direzione.università@miur.it) o al dott. Gianluca Cerracchio (tel. 06/97727322, e-mail MIUR-DGUS@miur.it).
Ricordo in proposito di essere gentili nei loro confronti (mi hanno invece segnalato e-mail e telefonate con toni “eccitati”): non sono loro i responsabili del giudizio negativo ottenuto nell’abilitazione!
Infine un piccolo suggerimento tecnico per chi intende fare ricorso: è utile verificare se esiste «la valutazione analitica dei titoli posseduti e delle pubblicazioni scientifiche prodotte dal candidato» richiesta dall’art. 8 del DPR 222 del 14/09/11. Se il giudizio collegiale non è analitico su tutte i titoli e le 12/18 pubblicazioni che si sono presentate i commissari avranno, forse, qualche problema.
Paolo T. Cisl Lombardia
PaoloT. grazie per le preziose indicazioni; quanto all’analiticità dei giudizi in altri interventi si faceva riferimento alla possibilità di richiedere al Responsabile del procedimento l’accesso a ‘quanto’ non incluso nei verbali delle commissioni come pubblicati sul sito ministeriale.
Per PaoloT: perdona la puntualizzazione; i commissari non avranno comunque nessun problema: anche se il TAR annulla, loro non ne hanno nessuna conseguenza. Sono i non abilitati ad averne…
dal 2 dicembre ad oggi, nulla si sa delle commissioni che non hanno concluso i lavori e che otterranno la proroga. Tutto ciò mentre ogni giorno la nevrosi aumenta di fronte a questa raffinata tortura cinese informativa del “goccia a goccia”. Alla faccia della trasparenza e del rispetto!!
Ma certo. L’interminabile galleria degli orrori di questa ASN si arricchisce di quest’ulteriore perla: dei 35 decreti di proroga che dovevano apparire entro la mezzanotte del 30 novembre, non ce n’è uno solo in rete alla mezzanotte del 15 dicembre. E pensare che arrivino sotto l’albero potrebbe essere un eccesso di ottimismo
Intervengo nel dibattito per segnalare che non è vero che “nulla si sa delle commissioni che non hanno concluso”. Sebbene nel comunicato del 2 dicembre disponibile nel sito dell’ASN non fosse specificato, i decreti contenenti le proroghe per le commissioni che non hanno concluso i lavori sono stati pubblicati dagli Uffici Concorsi delle Università sedi di concorso. Ne sono sicura almeno per quanto riguarda i settori 13/A1 – Economia politica e 08/A3 – Infrastrutture e sistemi di trasporto, estimo e valutazione (con sede a Siena), i cui decreti di proroga (fino al 30 dicembre) sono scaricabili dal sito: http://www.unisi.it/ateneo/concorsi-gare-e-appalti/concorsi-professori-e-ricercatori/abilitazione-scientifica-nazionale. Mi immagino che qualcosa di simile sia successo anche per gli altri settori.
@ SSN
Grazie per la segnalazione. Sono comunque 2 su 35. Io seguo le vicende di uno (11/C3) degli altri 33 e posso dire
1) che nel sito dell’università ospitante (Parma) non è mai apparso alcunché in merito alla proroga;
2) proprio oggi ho telefonato a Parma alla responsabile del procedimento per chiedere informazioni e mi è stato detto che loro non sanno nulla e che comunque pubblicheranno nel loro sito il decreto con la nuova scadenza solo dopo che lo avranno visto apparire nella pagina ASN del sito del MIUR (campa cavallo…).
Quanto agli altri 32 settori prorogati, nemmeno so quali siano. Del resto, il MIUR si è ben guardato dal metterne in rete l’elenco
@ SSN
Per la verità, cliccando su “Proroga termine per conclusione lavori” sotto “08/A3 – Infrastrutture e sistemi di trasporto, estimo e valutazione” nel sito di Siena, ci si ribecca il decreto che proroga al 30 dicembre la scadenza per Economia politica.
Dunque, di fatto, ne è stato messo in rete uno solo; ha la data di giovedì scorso e il bello (si fa per dire) è che si chiude con le parole “Il presente decreto è pubblicato nella sezione dedicata del sito del MIUR”, dove in realtà non ce n’è traccia, così come di tutti e 34 gli altri attesi da mezzo mese
Chiedo ai giuristi: sin da subito un “non abilitato” (scusate ma non riesco ad esprimermi con un termine più sintetico di questo) non può chiedere l’illegittimità della norma del blocco delle due sessioni? C’è già una sentenza del Consiglio di Stato dello scorso gennaio favorevole al ricorrente ma, credo, inapplicabile perchè non sussisteva danno per il ricorrente
@up: potresti indicare gli estremi della sentenza del Consiglio di Stato?
@giuristi: quanto pensiate sia percorribile (e con quali effetti) la strada del ricorso per assenza di giudizi analitici?
Non è assolutamente vero che le commissioni non subiscono conseguenze dalla revisione degli atti, tutt’altro, dipende molto dalla natura dell’irregolarità. Una premessa: qualsiasi persona che sia coinvolta in attività di ricerca che abbia letto il regolamento per l’ASN non può che aver dedotto, in meno di un nanosecondo, che si tratta di un macroscopico nonsense, a tutti i livelli, da quello scientifico a quello giuridico. E’ talmente ovvio che non vale neppure la pena di parlarne: trovo arduo convincere qualcuno che abbia difficoltà a non riconoscere decine di palesi contraddittorie incongruenze in un testo (relativamente breve). E’ come dover convincere Pippo, che ci provi qualcun altro.
L’ASN ha comunque un lato positivo: i giudizi delle commissioni sono disponibili sul WEB, fatto di portata storica. La motivazione principale di questa gigantesca e dispendiosa macchina di valutazione era la necessità di ridurre considerevolmente le “irregolarità” varie. Perché questo accada effettivamente è però necessario che il MIUR intervenga con efficacia e professionalità nel sanare almeno quelle eclatanti. In proposito va detto che non è assolutamente vero che il MIUR non è responsabile dei giudizi delle commissioni, è vero l’opposto! Infatti, la pubblica amministrazione è obbligata a verificare che gli atti seguano i principi di logicità. Qualora ravvisasse che tali criteri sono palesemente violati, deve intervenire d’ufficio in autotutela. La ministra Carrozza farebbe una splendida opera moralizzatrice se decidesse di utilizzare i poteri del suo ministero per intervenire in modo esemplare. Questo sarebbe un fortissimo segnale di moralizzazione che troverebbe vasto riconoscimento non solo in ambito scientifico.
Tra le varie situazioni critiche segnalate, ce n’è una che merita particolare menzione. Si tratta dei giudizi relativi a 01/A4 Fisica Matematica. In alcuni giudizi si legge
“Nella sua attività di ricerca ha ottenuto risultati di assoluta eccellenza nel campo della Supersimmetria e della Teoria delle Stringhe”
“Il candidato è un validissimo fisico teorico di fama internazionale la cui eccellente produzione scientifica ha anche fortemente influenzato alcuni settori della matematica.”
“… di livello eccezionalemente elevato”
“… è tipicamente intensa e di grosso impatto”
Il tono enfatico suggerirebbe che il candidato sia qualcuno del calibro di Edward Witten, che infatti è Fisico Teorico, massimo esperto di teoria delle stringhe, e professore di Fisica Matematica all’Institute for Advanced Studies of Princeton (110.000 citazioni, h=153).
Peccato che la II parte dei precedenti giudizi sia, nell’ordine,
“ma la produzione risulta prevalentemente pertinente per settori concorsuali diversi da 01/A4”
“Tuttavia, soprattutto per metodologie, essa risulta poco pertinente al settore concorsuale 01/A4.”
“essa tocca il settore 01/A4 ma il suo baricentro ne rimane decisamente fuori.”
“ma si colloca molto marginalmente rispetto al settore 01/A4, e per la parte pertinente risulta insufficiente”
C’è da chiedersi se con il problema, tipico del corpo rigido, del baricentro decentrato, lo stesso Witten, con n-Medals, tra cui Fields e Poincaré Medals, sarebbe considerato idoneo come ordinario, o almeno associato … in Italia.
Sembrerebbe quindi inderogabile una richiesta di chiarimenti da parte del MIUR. In particolare,
se il concetto di Fisica Matematica sia quello riconosciuto internazionalmente oppure sia soggetto a definizioni umorali/geografiche. Non solo, la Fisica Matematica sembrerebbe essere definibile in modo ballerino: si scopre che l’affinità di teoria delle stringhe e parenti con la Fisica Matematica è concetto plasmabile ed imprescrutabile che cambia da candidato a candidato.
Sarebbe auspicabile che la commissione stessa chiarisse questi punti. In assenza di ogni segnale, è molto importante che sia il MIUR a chiarire questi dubbi, potremmo in tal modo farcene una ragione e spiegarla ai numerosi colleghi sparsi per il mondo che non hanno ben capito questa storia del baricentro decentrato. Per il momento non ho trovato spiegazioni se non un generico
problema di parrocchie.
Nel caso in esame, la persona ha anche pubblicato più volte in
Communications in Mathematical Physics
che è la rivista principe della fisica matematica, secondo l’ufficiale “standard view” dei fisici matematici italiani.
Sono molto perpresso. Azzardo una spiegazione: troppo Lambrusco.
Applauso
Biggest One: “E’ la tematica centrale della fisica matematica, e nesciuno ha mai fatto il calcolo oltre il secondo ordine perturbativo”.
Dopo un anno e mezzo, lo Sfigatello: “Ho pubblicato il calcolo perturbativo a tutti gli ordini”.
Biggest One: “E’ una tematica ormai sciuperata”.
Lo Sfigatello: “Eh, si si. Boia d’un mond leder”.
Mi pare che la ASN, criticabile quanto si voglia per macchinosità, difetti e ambiguità nelle procedure e così via, abbia però introdotto considerevoli migliorie nel sistema di reclutamento rispetto alle vecchie commissioni locali, permettendo ai candidati di esibire almeno in parte titoli oggettivamente valutabili quali gli indicatori bibliometrici e le riviste classificate secondo GEV. Ovviamente poi le commissioni avranno potuto operare più o meno bene ed il loro operato potrà sempre essere sottoposto a critica, ma dal mio punto di vista la possibilità che i candidati in possesso di cv di eccellenza dovessero essere giudicati idonei pressocche automaticamente, a prescindere da fattori politici e clientelari, appare una novità da accogliere favorevolmente.
Sarei d’accordo se gli indicatori fossero stati applicati in maniera pressochè automatica (criticabili quanto volete, ma l’ unica casa da fare in un paese come il nostro…); peccato che lo spazio concesso alla soggettività delle commissioni abbia già creato diverse bocciature eccellenti che fanno perdere non poca credibilità
Eh, caro sam, il problema e’ chi valuta e come si valuta questa eccellenza… Le commissioni si sono comportate ciascuna a suo modo, senza alcun coordinamento complessivo : possibile, ad esempio, che la commissione di 02/B1 – Fisica sperimentale della materia abbia abilitato in prima fascia quasi il 70% del candidati (!!), mentre, chesso’, quella di 14/C1 – Sociologia generale, giuridica e politica meno del 20% ?
(Non me ne vogliano i fisici sperimentali, ma santo cielo…)
Il mio precedente commento non voleva essere una difesa dell’operato delle commissioni, ma soltanto la constatazione che la ASN ha introdotto intrinsecamente una miglioria nel processo di valutazione. I candidati che hanno presentato molte pubblicazioni in fascia alta GEV, e che avevano indicatori superiori alle mediane, credo siano stati abilitati quasi tutti in tutti i settori (perlomeno così è avvenuto in 9/H1). Le eccezioni (ce ne sono sicuramente state, come risulta dai tanti commenti qui su roars), ovvero candidati in possesso di cv di spessore ma che non hanno conseguito l’abilitazione, hanno adesso l’opportunità di contestare l’operato della commissione con alcuni argomenti oggettivi, proprio in forza dei vincoli all’operato delle commissioni che la ASN ha introdotto. Con le vecchie commissioni locali, la discrezionalità delle commissioni era assoluta. Con l’ASN, questa discrezionalità a mio avviso è stata perlomeno limitata. Questo non significa che non continui ad esserci, e quindi penso che si debba insistere sulla strada di introdurre procedure di reclutamento sempre più trasparenti e basate su criteri ragionevoli ed oggettivi. Ma mi pare che l’
ASN possa essere considerata perlomeno un primo importante passo in questa direzione, anche se chiaramente chi ritiene di avere subito dei torti più o meno grossi in questa tornata sarà comprensibilmente spinto a non concordare su questa mia affermazione.
Allora, premetto che sono un non bibliometrico e che ancora non conosco (almeno io) i risultati del mio settore concorsuale, tuttavia il quesito di eec è stato oggetto di ampie discussioni con una mia amica, appartenente ad un settore biblio, la quale dice che i requisiti per fare domanda nei settori biblio erano così elevati (es due mediane su tre per ricercatore, h-index, articoli solo con IF) che molti non hanno presentato o hanno ritirato la domanda per cui la selezione avveniva a monte e chi lasciava la domanda era più semplice che passasse; nei non biblio invece le mediane erano più raggiungibili e quindi la selezione si faceva dopo. Potrebbe essere una chiave di lettura?
Quanto affermato da corrado descrive alla perfezione la situazione teorica, che riflette lo spirito della legge e che ha indirizzato le scelte di molti candidati, anche nella compilazione della domanda e nella selezione delle pubblicazioni da allegare. Purtroppo, nei fatti, le cose si sono rivelate diverse: stando ad alcune notizie ufficiose, anche in alcuni settori spiccatamente bibliometrici (abituati da tempo a ragionare in termini di indici di citazioni e fattori d’impatto), il superamento delle mediane è stato considerato, dalle commissioni, come irrilevante. L’unico elemento in grado di mettere in ombra la soggettività del giudizio personale è stato quindi tranquillamente “fatto fuori”. Occorrerà comunque avere i dati completi ed ufficiali per trarre un bilancio preciso.
Temo proprio di no… Il problema persiste anche se si considera l’operato delle diverse commissioni entro i soli settori bibliometrici e, insisto, anche in SSD *molto* affini tra loro.
per meccanico: http://wpage.unina.it/apezzell/sito/unidoc/Nuova%20cartella/CdS.pdf
Grazie.
Tuttavia mi pare che il CdS dia una indicazione significativa ma generica. In ogni caso non sono un giurista.
In realtà, se leggi bene il CdS dice una cosa diversa. Dice che non risponde ad alcun interesse pubblico il fatto che sia preclusa al candidato la possibilità di partecipare per 2 anni consecutivi a qualsiai procedura di selezione. Ci si riferisce cioè al divieto generalizzato di presentare domanda anche per altro SSD.
@aldo.garcia
ma quel divieto generalizzato non esiste. Il candidato non abilitato, nelle due tornate successive non può presentare domanda “per il medesimo settore concorsuale della medesima fascia
ovvero della fascia superiore”.