Sono arrivate le pagelle della VQR: ogni docente può vedere i voti ottenuti dai “prodotti della ricerca” di cui era coautore. C’è chi ha fatto l’en plein e chi è rimasto deluso. Molti vorrrebbero saperne di più: la peer review ha affiancato la valutazione bibliometrica? c’è stato contrasto tra i revisori? è stato il GEV a dire l’ultima parola? Ma è inutile chiedere chiarimenti: l’ANVUR “non fornirà altre informazioni”. E adesso? I colleghi “triple-one” appenderanno la pagella fuori dalla porta, mentre  gli “asini” rosicheranno in silenzio?

20 settembre 2013: il giorno dei risultati individuali VQR. Sulla propria pagina Cineca (pardon, loginmiur) tutti possono vedere i “voti” ottenuti nell’esercizio di valutazione nazionale.

Una tabellina parecchio scarna, sotto la quale l’ANVUR precisa che nel girone infernale della valutazione all’italiana non si ha diritto a ulteriori spiegazioni:

L’ANVUR non fornirà altre informazioni … si raccomanda quindi di non richiederle.

Al vigile urbano che ha scritto quanto sopra (senza offesa per la categoria dei “ghisa” o “pizzardoni”) ricordiamo che è sempre possibile richiedere l’accesso agli atti. Non dubitiamo che molti, incuriositi dalle proprie valutazioni, vorranno saperne di più.

A parte questo, quali scenari ci attendono nella sciagurata concomitanza di “fine lavori” (?) dell’ASN ed esiti VQR?

Vedremo candidati abilitati sventolare le loro valutazioni individuali VQR per il dipartimento nella speranza di una chiamata? E altri tacere intimiditi perché non hanno fatto “strike” (1+1+1)?

O peggio ancora, troveremo candidati “triple-one” nella VQR che faranno ricorso argomentando in tal modo contro l’eventuale mancato conseguimento dell’abilitazione?

Quanti scenari affascinanti si profilano per la valutazione all’italiana.

126 Commenti

  1. Cari Colleghi,
    il problema non è quello di lamentarsi o meno dei giudizi. Lo dico francamente, a me non è andata male, ma il sistema è una buffonata pericolosa. Specialmente questo: pericolosa.
    Noi, si suppone, dovremmo essere “scienziati” e dunque seguire le regole della scienza: confronto e critica. Una volta si diceva che una affermazione scientifica è tale solo se se ne può dimostrare la falsità: ma qui come si fa?
    Cosa si confronta con un giudizio misterioso espresso da un tizio misterioso?
    I “valutatori” sono dei nominati dal principe, non si sa con quali criteri (e con quali competenze). Essi, a loro volta, hanno ritrasmesso ad altri, di loro scelta. Il tutto segretissimo.
    Sono ovvie le conseguenze: dubbi seri sulla capacità di valutazione (che è cosa da persone mature e di esperienza e trasparenti), dubbi serissimi sull’ovvio conflitto di interessi.
    Il rischio di aver creato un nido di vipere, di connivenze e di vendette più o meno mafiose, è troppo evidente per meritare di essere descritto.
    Se il Ministro e i tizi dell’ANVUR fossero degli studiosi veri, si dimetterebbero. MA, state tranquilli, nessuno si dimetterà e, nel tempo, si troverà un modus vivendi e chi pensa da sé liberamente, può andare all’estero direttamente.
    Che bello andare in pensione! Ma che pena a vedere tanti giovani in questo tritacarne di incompetenza, supponenza e ignoranza.

  2. Come ho scritto in un’altra discussione, ho preso zero in una monografia (quantomeno molto seria, su tema originale, ampia e ben documentata, oltre che inserita in collana prestigiosa). Ho io stessa valutato i lavori di altri, quindi so che ci chiedevano di valutare: rilevanza, originalità e internazionalizzazione. Nessun riferimento a criteri predefiniti. Inoltre, ogni opera è stata valutata da due diversi tizi anonimi: sono quindi difficili da immaginare vendette fra scuole o addirittura fra colleghi.
    Da dietro la lavagna, ho già scritto all’ANVUR per sapere come accedere agli atti, precisando che intendo fare ricorso. Vediamo cosa mi risponderanno!

    • Se non erro, l’accesso agli atti è garantito dalla Legge 241/90 e dal DPR 352/92. Non sono un giurista (e mi interesserebbe sapere cosa ne pensano loro), ma credo che nel caso descritto da Buccianti e da Felici, così come in quello mio che avevo descritto nell’altro thread, forse un ricorsino non ci starebbe affatto male. Anche solo per dare, una volta tanto, l’idea che chi lavora nell’accademia italiana non è né uno sprovveduto né un burattino.

  3. Caro Giancarlo Guarino,
    che bello poter essere d’accordo in toto con qualcuno. In teoria, nemmeno io posso lagnarmi, ma, come alcuni di noi avevano previsto, gli esiti funesti della macchina Anvur sono più che evidenti. Bisogna rendersi conto che il problema della valutazione è POLITICO. Se ho reso pubblici i titoli scientifici presentati alla VQR, è perché appartengo (ahimé) a un settore particolarmente “scadente” (i grandi vecchi non ci sono più). In teoria, nessuno, nella Francesistica, dovrebbe avere il massimo dei voti, ma sicuramente non è così. Da noi il nido di vipere e l’incrocio di connivenze mafiose porterà a una sopravvalutazione di Facoltà e Università cattoliche (o d’impronta fascio-clericale) e di qualche isolata Università meridionale. Alla fine di questo processo, si tornerà a favoleggiare di classifiche e di graduatorie. Ma noi sappiamo, caro Guarino, che la chiara fama internazionale è altra cosa. Anche a me dispiace per i giovani, sottoposti allo strazio infinito dell’ASN. Lo scioglimento dell’Anvur e le dimissioni del Ministro Carrozza sono da richiedere con forza.

  4. Cari tutti,
    grazie prima di tutto a ROARS, come sempre, unica luce in questo buco nero in cui siamo precipitati.
    Mi associo anche io a quanto scritto dal collega che si nomina Uniprecariato in risposta al contributo “La tela di Penelope dell’asn: quante proroghe ancora?”. Ho avuto la stessa sorte, come quella di Sandy, ma se si vuole ancora più ridicola. Per questo ve la voglio raccontare.
    Tra i miei tre lavori presentati, con anche delle eccellenze, bisogna purtroppo dirlo, altrimenti si rischia di non aver diritto di parola (in questo concordo in pieno con Giancarlo Guarino di cui condivido totalmente il pensiero) mi è capitata una cosa davvero curiosa che, credo, non sia attribuibile al processo di revisione perché sarebbe assurdo, non voglio neanche pensarlo. E mi spiego.
    Nell’ambito delle Scienze della Terra, settore bibliometrico, la Geological Society of London pubblica annualmente dei volumi su tematiche di particolare interesse o su argomenti innovativi. Sono dei libri (hanno isbn e non issn) dove gli articoli ivi inseriti sono, regolarmente, referati da due/tre persone anonime. Per ottenere dalla Geological Society questa opportunità e per fare l’editor di questi volumi si deve passare un rigorossimo panel scientifico con una seria proposta e un piano di lavoro. Basta dire che sul loro sito vi è scritto quanto qui riportato: “Special Publications are the Geological Society’s flagship series. Currently publishing at the rate of around 20 volumes per year, the Special Publications are renowned throughout the global geoscience community for their high quality of science and production. They represent state of the art treatments of their subject matter and cover all branches of the Earth sciences, both established and emerging”.
    Bene, il volume come tale, pubblicato nel 2006 è citato dalla comunità scientifica almeno 60 volte, citazioni praticamente tutte di riviste ISI, quindi santificate. Ho la lista completa. Il mio articolo, che si trova entro tale volume, referato da 3 anonimi signori, ha circa una ventina di citazioni. Siccome però il volume non ha impact factor (sono libri ma che si pubblicano regolarmente e che sono quindi anche indicizzati in isi e scopus e, quindi, anche qui abbiamo la benedizione), la cosa semplice che è successa è che è stato trattato “automaticamente” come i proceedings di un congresso, e infatti gli è stato assegnato “0”, cioè prodotto limitato. Ricordo per chi non lo sapesse che per anvur “I prodotti di livello limitato sono quelli a diffusione nazionale o locale, oppure in sede internazionale di non particolare rilevanza, che hanno dato un contributo modesto alle conoscenze dei settori di pertinenza”.

    Quando scelsi questo lavoro, a cui tenevo in modo particolare, pensate voi, ebbi diversi problemi con il data base della mia università, UGOV (chiunque sia stato condannato al suo uso sa di cosa parlo!) perché non potevo inserirlo nelle riviste (non ha issn), visto che è inserito in un libro (con isbn), ma nella categoria dei libri allora non c’era spazio per inserire il codice isi, perché non era previsto. Inutili tutti i miei messaggi di cui conservo ancora copia a chi si occupava dell’applicativo. Non capivano neanche quello che dicevo.
    Questo è il risultato, zero, zero per la costruzione di un volume di tutto prestigio come editor con una collega spagnola, costato lacrime e sangue, zero per il lavoro lì inserito, a tre nomi con due colleghi spagnoli, zero su tutto il fronte.

    Resta la tristezza che tutto ciò è la base della costruzione del pensiero unico, devi scrivere in riviste ben codificate, ben classificabili e così non incorrerai in errori. Se lo farai sarà peggio per te. Zero.
    E dire che avevo altri due lavori con IF tra i quali avrei potuto scegliere e che nella mia struttura si sono costituite anche commissioni per ottimizzare il processo. Quanto tempo perso e sottratto all’unica cosa seria che si dovrebbe fare che è quella di “pensare”?
    Anche io ho chiesto gli atti, se non mi rispondono procederò legalmente.
    Nel frattempo, nonostante tutto, non mi adeguo, preferisco ricordare sempre la frase di Bertold Brecht “Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati”.

  5. Cari colleghi, d’accordo con tutti i precedenti commentatori e mi dispiace veramente per l’ultima vicenda raccontata da Antonella Buccianti. Io non ho ancora guardato il mio VQR, il settore è andato bene, ma io non ho mai vinto in vita mia ai giochi d’azzardo. Figuriamoci ora.
    Tutto sta andando avanti come un bulldozer, nessuno si dimetterà come nessuno si è dimesso prima. Nella mia università si terranno anche seminari intorno al VQR, si è stilata la graduatoria dei dipartimenti (I posto MELA, II posto UVA, terzo posto GATTO …). Il mio dipartimento miagola, ma all’interno ci sarà guerra se non vogliono essere coerenti: se graduatoria è, graduatoria deve essere fino in fondo al sacco degli euri. Che tra l’altro non so se ci saranno in futuro. Con il debito pubblico di nuovo in rialzo mi domando quanto ci ha contribuito il bailamme congiunto perché strettamente contemporaneo di gelmiriforma, ASN e VQR.

  6. HELP!!!! QUALCUNO PARLA L’ANVURIANO?

    Le considerazioni espresse da Guarino sono condivise in toto anche da me (per quel che può valere). Detto questo, rimango dell’idea che l’unica azione possibile sarebbe stata quella di boicottare in toto tutte le procedure messe in piedi dagli anvuriani. Non partecipare: pacifico mdo di protestare (forse più efficace di tanti saggissimi commenti e nobili prese di posizione).

    Ora, chiedo aiuto alla comunità scientifica: qualcuno saprebbe dirmi (visto che spiegazioni non possono chiedersi), perchè il seguente prodotto ha preso un bello ZERO?
    FATTORINI L, FELICI F, FILLIGOI GC, TRABALLESI M, FARINA D (2005). Influence of High Motor Unit Synchronization Levels on Non-Linear and Spectral Variables of the Surface EMG. JOURNAL OF NEUROSCIENCE METHODS, vol. 143/2, p. 133-139, ISSN: 0165-0270, doi: 10.1016/j.jneumeth.2004.09.018
    Io sono il secondo nome. Siccome gli altri due prodotti da me presentati hanno preso un dignitoso 0.8, magari qualcuno si è sbagliato a digitare… sempre possibile no?

    ma chisseneimporta….
    io boicotto (a chiacchiere naturalmente, se no non sarei qui a scrivere…)

    saluti a tutti

  7. “Sulla propria pagina Cineca (pardon, loginmiur) tutti possono vedere i “voti” ottenuti nell’esercizio di valutazione nazionale.”

    Purtroppo, chi come me non è strutturato né ha contratti in atto con ente italiano non ha avuto alcuna valutazione dei lavori sulla pagina personale https://loginmiur.cineca.it/

    Questa discriminazione è assurda dal punto di vista tecnico dato che io ho pubblicato solo con strutturati e quindi i dati sono già noti a tutti gli altri tranne me.

    • In effetti non ha senso, perché non rendere noti ai non strutturati i voti dati ai loro lavori presentati da coautori strutturati?

  8. Sul piano giuridico, il problema di base dei sistemi di valutazione anonima è che essi contrastano con l’art. 28 Cost., secondo cui “I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti”.
    Come si assicura questa responsabilità se vi è anonimato? come sis sanziona il valutatore, che ha stroncato uno studioso serio per antipatia o invidia o altre poco nobili pulsioni? in uno stato di diritto chi esercita un potere pubblico deve esssere esattamente individuabile, perché deve rispondere, nel bene e nel male, dei suoi atti.

  9. Concordo con Teo. Aggiungo che nel mio dipartimento c’era un refee (ricercatore) che ha recensito lavori non del suo ssd. Mi ha riferito che secondo lui l’abbinamento referee/prodotti era stato fatto sulla base delle parole chiave che lui aveva inserito (molto generiche). Aggiungo che il referaggio non era a titolo gratuito, e se anche nessuno lo fa per guadagnare, e’ necessario poter controllare come e’ stato svolto il proprio compito.

  10. i miei son stati invece valutati con quei criteri dei quadranti e dei percentili e ho preso 1 dove sapevo di prendere 1 e 0,8 o 1 in quelli su riviste con alto, altissimo per il mio ssd, IF, ma poco citati che andavano in valutazione.

    La cosa però che mi fa un po’ ridere è che nella mia pagina login miur compaino anche dei modesti atti di convegno che hanno inserito due colleghi che pubblicano poco o niente e nei quali c’è anche il mio nome. Roba che io non ho nemmeno inserito in uGOV, non perché scadente, ma perché palesemente inutile (atti, poster, abstract, proceeding).

    Perché ora a questi colleghi con “triple zero” gli abbassano lo stipendio? li mettono in ginocchio sui ceci?

    Il mio ssd è stato penalizzato perché su 15 prodotti attesi solo i 5 miei (nel senso di autore primo e corresponding) hanno preso 0,8-1 (3 miei e 2 “ceduti” ad altri autori) e gli altri 10 hanno beccato una sfilza di “zeri” quando io avrei da solo potuto contribuire con almeno altri 0,8/0,5.

    Ormai si gioca a carte scoperte e senza timore di peccare di immodestia, posso dire che i colleghi del mio ssd mi hanno trascinato a fondo, oppure, se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, che grazie alle mie pubblicazioni non siamo retrocessi…

    Se però la valutazione è solo di atenei/dipartimenti/ssd non sarebbe stato meglio chiedere i migliori lavori degli ssd, piuttosto che i tre migliori dei singoli?

  11. ….quando la si smette di giocare con i numeri é sempre tardi…. La trasmissione del sapere non ha parametro valutativi! Si pubblica e basta! Diversamente é un bastardimento di un sistema che non porta, nel tempo, a nulla.

  12. Grazie Luca. Perlomeno un fisico matematico trova strano quel che io trovo strano… swiccome sono laureato in medicina ho poca dimestichezza con i numeri… al prossimi giro gli presento un lavoro su J Neurophysiol in cui ho lavorato con un algorimo di fattorizzazione matriciale inversa non negativa … chissà se riusciranno ad affibbiarmi un esponente di Lyapunov, magari il primo, per valutarmi?

  13. Rispondo a “sfiduciato”. A me nessuno ha chiesto due lavori, me ne sono stati chiesti 3 e il sistema mai mi ha impedito di caricarli fino al suo step finale. Se quello che riporti è vero, e io non lo so, peggio mi sento, perché quando ho inserito i lavori non ho fatto nessuna graduatoria di merito e nessuno mi ha detto di farla; questo quindi significa che altri hanno scelto per me l’eliminazione di un mio lavoro.
    E con che criterio? Non ho parole…
    Però la tabellina anvur parla chiaro “zero” è prodotto limitato non prodotto “non valutato”; tuttavia sappiamo anche che difficilmente si fanno comprendere.

    • Tutti i miei amici ricercatori hanno avuto uno 0 su tre prodotti presentati. Mi hanno spiegato che, arbitrariamente, ne hanno scelto solo due, cioè quelli che i referee hanno deciso di valutare. La scelta di limitare a due i contributi da valutare per i ricercatori è avvenuta in itinere. Non sto difendendo la porcata, ma era solo per dire che quello 0 non è dato al lavoro (che immagino di pregio), ma è solo infelice indice di NON-valutazione.

    • Anch’io rispondo a Sfiduciato. I miei amici ricercatori non hanno avuto nessuno zero. Non so cosa sia successo. Tutto stranissimo. Io sono associata e ho avuto uno zero.

      Aggiungo che, al netto delle possibili valutazioni negative dettate da ripicche personali, mi pare che molta parte della responsabilità ricada sull’ANVUR, che ha equiparato a zero la valutazione “limited” che può corrispondere sia a voti pessimi, sia a voti discreti ma non del tutto soddisfacenti, e, inoltre, ha previsto che con voti di quel tipo possa venir fuori la valutazione “limited”.

      Cioè “limited” salta fuori sia con tre voti 1 (nella scala da 1 a 9), sia, ad esempio, con un voto 6 e due 4. Nel primo caso il voto è 3 su 27, nel secondo è 14 su 27. Ma per l’ANVUR pari sono.

      Inoltre, il fatto di aver pubblicato un libro, o un articolo, giudicato (a torto o a ragione) bruttino, oppure semplicemente non entusiasmante, per l’ANVUR equivale a non aver fatto nulla, con effetti sulla valutazione complessiva delle strutture. Da qui le storture segnalate nel post di Daniele Pinchera.

    • Ho scritto all’indirizzo e-mail fornito sulla scheda vqr per chiedere se l’informazione data da Sfiduciato è corretta, per la mia area (la 14). Vediamo se mi rispondono.

    • Sono 3 lavori se si è stati strutturati per tutto il periodo comperto da VQR 2004-10. Se si è stati strutturati per parte di esso, i lavori richiesti sono in proporzione. Così mi pare di ricordare.

    • Ho controllato adesso: io ho 3 lavori, tutti 0.8 e sono ricercatore, strutturato dal 1.11.2006 (!?).

    • Sono d’accordo con Baccini. Attenzione alle interpretazioni dei numeri, e di quanto richiesto dal Bando. Lo dico perche’ io, che sto rifacendo tutti i conteggi per Bicocca (il mio ateneo), ho scoperto che dietro molti dati riportati – immagino per esigenze di sintesi – in maniera incomprensibile o apparentemente scorretta, invece tornano. Es. lampante: somma dei prodotti attesi per Area e per per dip.to all’interno dello stesso Ateneo: qui non solo intervengono i dip.ti fittizi post-240 “n.d.”, ma i prodotti sono riportati solo per quei dip.ti che ne hanno più di 10. Questo rende abbastanza complicato fare delle verifiche approfondite; infatti, da tecnico, la richiesta più forte che mi sentirei di fare ad ANVUR/MIUR è: pubblicazione di tutti i dati di tutte le strutture di tutti i soggetti valutati (ma so già che almeno i 4/5 dei docenti mi salterebbero in testa ;-) )

    • “questo rende abbastanza complicato fare delle verifiche approfondite”. L’assenza della piena disponibilità dei dati elementari (votazioni ricevute da ogni singolo prodotto) rende impossibile ogni verifica. Resta solo la fede in ANVUR e nei suoi GEV.

  14. e comunque a preoccuparmi non sono le valutazioni “malevole”, bensì gli errori materiali. Perdindirindina, possibile mai che non si possa nemmeno segnalare agli anvuriani un dato sospetto di essere errato? A me puzza proprio di dittatura …

    che grandissima buffonata: l’accademia italiana ha esalato l’ultimo respiro. Ora si tratta di accanirsi su di un cadavere, accanimento che configura diversi reati se non erro …

    • Ciao, se hai presentato il prodotto per l’Area 05, dai miei conti dovresti avere 0,8 per le citazioni (calcolo dei percentili), e andare alla Informed Peer Review per il valore dell’IF (essendo un prodotto del 2005, prevale la valutazione citazionale, quindi il fatto che la rivista per quell’anno sia nel 3 Quartile ISI non impatta automaticamente). In sintesi, e visto quello che dici per il tuo collega che ha presentato lo stesso prodotto, secondo me c’e’ stato un errore materiale, e questo articoli dovrebbe avere in 0,8. Fammi sapere se dovessi aver bisogno di aiuto :-)

  15. Anche a me preoccupano in modo specifico soprattutto gli errori materiali che, ovviamente, ci sono; sono solo gli anvuriani, a vari livelli, che sono convinti del contrario, è questo il bello! E’ praticamente inutile discuterci perché per prima cosa devi dimostrare di poter parlare, essere ad esempio sopra la mediana (occhio perché non va bene stare sotto il ponte, o sopra il tavolo, o a lato di un pino, non è la stessa cosa), altrimenti devi stare muto. E’ inutile che gli dici che non hanno mai pubblicato da nessun parte “l’algoritmo perfetto”, mai fatto vedere le basi di dati originarie da cui si calcolano le statistiche e gli indici, è inutile che gli dici che stanno applicando metodi che nessuno di loro, almeno in campo scientifico, ma credo anche altrove, applicherebbe (posso riprodurre le analisi e verificare i risultati se voglio? NO).
    Insomma ci si deve fidare, lavorano per il nostro bene (aiuto…, anche altri lo hanno fatto in questi anni…)
    E la cosa più triste è che le vittime innocenti son messe nel conto, di questo non ho alcun dubbio, e spesso tra queste ci sono persone bravissime che non stanno nel “main stream”. Anche una eliminata per sbaglio, per me è già troppo. E poi in nome di cosa?
    La cosa più preoccupante è l’omologazione che ci attende, o ti adegui, o peggio per te. Non è solo puzza di dittatura…

    • Buccianti, mannaggia la paletta… io sono associato… il lavoro di cui ho fornito a roars gli estremi bibliografici, al quale hanno attribuito 0 ha preso 0.8 presentato da un altro dei coautori (ricercatore) in diverso Ateneo…

      Due domande: la prima, più pesante per la mia coscienza è: chi glielo dice al mio dottorando (ora addottorato e che lavora in Germania, ovviamente) che uno dei lavori che hanno contribuito al suo titolo vale 0? Bel mentore che si è scelto…
      Seconda: L’ultimo autore di quel lavoro, Dario Farina, che non posso definire rigorosamente mio allievo ma sicuramente molto più giovane di me e che comunque anche con me ha mosso qualche suo primo passo, dopo essere stato trombato al concorso da ricercatore al Politecnico di Torino da un candidato con due comunicazioni congressuali (Vicenda ampiamente documentata da RAI 3 e finita sulle pagine di Science), ora dirige un bel laboratorio di Neuroscienze al Max Planck Institute a Gottingen. Adesso quasi quasi glielo scrivo che abbiamo preso zero…

      ahahahahahahahaha …. tanto io sempre 30 ho al denominatore… per quest’anno… che volete che me ne importi?

  16. Scusa sfiduciato, ma come hai saputo queste cose? Ribadisco, chi li ha autorizzati a scegliere, visto che i prodotti non erano rigorosamente uguali? Perché non mi hanno chiesto in itinere che preferivo? Come questa cosa influisce sui dati finali di un ateneo visto che il numero di prodotti attesi non è cambiato?
    Se hanno fatto così è anche peggio e lo devono dire. Significa che ad un certo punto si sono accorti che non gestivano la baracca e hanno tolto qualcosa, tanto così per diminuire il lavoro da fare? E’ così?
    In pratica nel mio caso hanno preso i due lavori con IF e gettato nel cesso quello su libro perché più facile da gestire dall’algoritmo magico? Bella roba, complimenti!
    Se viene fuori una cosa del genere, gestita alle spalle del ricercatore, credo sia una cosa molto grave. No, voglio ancora pensare all’errore tecnico, di cui comunque chiederò spiegazioni fino allo sfinimento.

  17. Alcuni miei colleghi, anche ordinari e associati, hanno ottenuto 0 in lavori ad alto IF e Q1. Non si capisce quali siano stati i criteri. La cosa assurda è che non danno alcuna spiegazione. Però si potrebbero tempestare di email e/o telefonate i vari componenti GEV e chiedere lumi.
    Comunque, poichè si tratta di una buffonata che però ci costa fior fior di quattrini, la cosa migliore da fare è quella di boicottare in toto la prossima VQR!

  18. Cito dal rapporto finale del GEV di area 14:

    “Il processo di informed peer review si è svolto nel seguente modo: ciascun prodotto è stato assegnato a due revisori esterni che lo hanno valutato secondo le indicazioni contenute nel Bando VQR 2004-2010, fornendo un giudizio di qualità relativo ai criteri di “rilevanza”, “originalità/innovazione” e “internazionalizzazione”. Il GEV, tenuto conto delle caratteristiche del prodotto e di altre informazioni ad esso relative, come ad esempio la sede di pubblicazione,
    ha trasformato le indicazioni contenute nella scheda revisore in una delle 4 classi finali di merito:
    Eccellente, Buono, Accettabile e Limitato.”

    Quindi: le schede dei referee – sched eil cui contenuto NON è dato conoscere – sono state trasformate dal GEV in una valutazione corrispondente a una delle quattro categorie; ma il passaggio chiave è quello in cui si dice che, OLTRE al referaggio, sono state considerate altre informazioni, “come ad esempio la sede di pubblicazione”. Secondo me, questo spiega – almeno per l’area 14 – perché prodotti ritenuti dall’ANVUR “non scientifici” (e, in particolare, i contributi pubblicati in Atti di Convegno) abbiano ricevuto valutazione pari a 0.
    Insisto sul fatto che, se è così, la cosa è abbastanza grave: a che pro mettere in piedi un referaggio gigantesco, se poi prevalgono “altri criteri” nella classificazione finale?
    Alla luce di tutto ciò, per le aree in cui si è fatto ricorso alla peer review sarebbe fondamentale poter accedere alle schede dei referaggi, prima della loro “rimodulazione” da parte del GEV. Per ottenere questo, un’istanza di accesso agli atti mi pare la soluzione più praticabile.

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