ABRAVANEIDE – Atto IV

Automobiline a energia cinetica e vernici fotovoltaiche: due alumni del Politecnico di Milano, come Roger Abravanel e Francesco Giavazzi sono a loro agio tra le tecnologie all’avanguardia. Non per niente sono dei paladini della meritocrazia e delle scuole di eccellenza. Tra i loro proseliti c’è anche Oscar Giannino, che da poco ha rimpiazzato Giorgio Israel come editorialista del Messaggero sui temi dell’istruzione. Oltre a qualche laurea fantasma, di lui si ricorda l’articolo intitolato “Nucleare sicuro, è la prova del nove“, scritto all’indomani dell’incidente di Fukushima.  Dando ascolto a esperti di questo calibro, abituati a vagliare accuratamente tutto ciò che dicono, le riforme della scuola e dell’università vanno sul sicuro.

I link a tutte le puntate dell’Abravaneide, l’epica raccolta degli svarioni di Abravanel:

 

Perpetual_Motion_by_Norman_Rockwell

Di questi tempi, va di moda innalzare al ruolo di maître à penser (de noantri) personaggi tanto sicuri di sé quanto controversi per reputazione o competenze, nella migliore tradizione del paese di Acchiappacitrulli caro a Collodi.

Oscar Giannino, a fronte del calo di immatricolazioni dell’università italiana, esultava senza mezzi termini, lodando i giovani perché avevano finalmente capito che “l’università senza merito” era inutile. Poco più di un anno dopo, un colpo di scena trascina a fondo il partito politico che lo aveva incautamente candidato a premier. Alla vigilia delle elezioni si viene a sapere che Giannino non aveva conseguito le due lauree italiane e nemmeno il master a Chicago. In una successiva intervista, dichiarerà che si era inventato le lauree per “complesso di inferiorità”.

Giannino

Ecco l’uomo giusto per dare consigli su scuola e università – così deve aver pensato la direzione del Messaggero. Da qualche settimana, infatti, Giannino è il nuovo editorialista sui temi dell’istruzione, al posto di Giorgio Israel, che – ahimè per lui –  competenze e titoli accademici li possiede autentici, un vero handicap di questi tempi.

Potrebbe sembrare uno scherzo, ma la stella polare di Giannnino è il richiamo al merito, tanto è vero che non manca di ispirarsi al meritocrate per eccellenza, Roger Abravanel, laurea in ingegneria autentica – per quanto ne sappiamo – ed ex Director di McKinsey.

Roger_Abravanel_universita_gratuita_fact_Check

A dire il vero, ad essere un po’ strana è anche la meritocrazia di Abravanel, il quale ricorre ad affermazioni che non reggono il fact-checking e cita dati in contrasto con le statistiche OCSE, per promuovere le sue portentose ricette. Non solo sfida la realtà affermando che l‘università italiana è gratuita, quando invece è tra le più costose in Europa, ma pecca di provincialismo autodenigratorio, quando afferma che i fuoricorso esistono solo in italia, e fa quattro passi nel fantastico, quando immagina che all’estero l’età media dei laureati sia 21 anni, mentre da noi sarebbe pari a 27 anni (la media OCSE è pari a 26 anni ed è uguale a quella italiana).

Il suo ultimo libro, “La ricreazione e finita”, è fatto così: tanta retorica meritocratica, spruzzata di dati e fatti scelti ad hoc, tra cui abbondano mezze verità e – piutttosto spesso – dati inesatti. E poi ci sono le “storie di successo”, quadretti così semplificati ed edificanti da sconfinare nel genere fiabesco, nemmeno l’autore si chiamasse Abracadabranel.

mousetrap

Una delle storie che Abravanel ama raccontare nel suo tour promozionale riguarda le mousetrap car, automobiline che corrono grazie all’energia accumulata nella molla di una trappola per topi. Roger porta ad esempio una scuola che, con una lodevole iniziativa, ha coinvolto i propri studenti in una competizione internazionale di mousetrap car. Ne ha parlato anche nella trasmissione radiofonica “Fahrenheit” (a partire da  7′ 15″):

C’e un paio di licei in Italia che hanno utilizzato questa trappola per topi. I ragazzi costruiscono queste trappole per topi, che sono delle macchine fatte … delle cose fatte con delle trappole per topi, appunto, e che con l’energia cinetica tra … mmh que.. queste trappole ..  chi è in grado di farle meglio le fa andare più avanti. Si divertono, costruiscono queste cose e imparano.

(Fahrenheit 13 maggio 2015, 7′ 15″)

Chi ascolta ha l’impressione che Abravanel abbia perso il filo di una recita imparata a memoria e che non sia capace di spiegare con parole sue.  Infatti, comincia a balbettare e poi, non sapendo come altro fare, rinuncia alla spiegazione e  tira via dritto: «chi è in grado di farle meglio le fa andare più avanti».

In effetti, mentre le mousetrap car sono note e ampiamente utilizzate a scopo didattico, le auto “a energia cinetica” non esistono e non esisteranno mai. Basta masticare qualche elementare nozione di fisica per sapere che l’energia cinetica è l’energia di un corpo già in movimento. Saper costruire un auto mossa dalla sua stessa energia cinetica aprirebbe la strada al moto perpetuo, il sogno dei ciarlatani di ieri e di oggi.

La spiegazione giusta – riportata pure nel libro di Abravanel – è che queste automobiline convertono l’energia accumulata nella molla in energia cinetica, cioè in movimento. Una nozione difficile da dimenticare e facile da spiegare. A maggior ragione, se si trattasse di un ingegnere che, secondo quanto riporta  il suo CV, avrebbe svolto dal 1968 al 1969 l’attività di ricercatore presso l’Istituto di Fisica Tecnica del Politecnico di Milano. Sempre che la metamorfosi in consulente aziendale non abbia cancellato tutte o quasi le competenze ingegneristiche di una volta.

Qualche giorno prima della trasmissione radiofonica, Roger Abravanel ha presentato il suo libro al Politecnico di Milano, l’ateneo dove aveva studiato da giovane. In apertura del suo discorso, aveva confidato al pubblico che laurearsi in Ingegneria era stata l’impresa più difficile della sua vita. Lì per lì, era sembrata una cortese esagerazione, dettata dall’intenzione di ingraziarsi il pubblico e il Rettore Giovanni Azzone, che gli aveva appena fatto gli onori di casa.

Una cortese esagerazione? A ripensarci, può darsi che stesse dicendo la verità.


P.S. È di ieri un editoriale di Francesco Giavazzi, anch’egli laureato al Politecnico di Milano (e grande fan di Abravanel), in cui, riferendosi ai pannelli fotovoltaici, scrive

una tecnologia che a distanza di pochi anni è già vecchia. Oggi l’energia solare si può catturare semplicemente usando una pittura sul tetto, con costi e impatto ambientale molto minori.

Corriere della Sera, 14 Giugno 2015

A quanto pare, gli alumni del Politecnico di Milano prediligono tecnologie all’avanguardia come auto ad energia cinetica e quelle che qualcuno ha definito “arcivernici fotovoltaiche di Archimede Pitagorico“. Stando cosi le cose, al sottoscritto – pure laureato al Politecnico di Milano – non resta che citare Oscar Wilde:

Non dite a mia madre che sono laureato al Politecnico. Lei mi crede pianista in un bordello.

arcivernice

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8 Commenti

  1. Questo è un po’ un attacco ad personam. Vero che di questi consulenti, che ripetono le solite bugie da 10 anni non se ne possa più. Io credevo loro, un tempo, poi si viaggia, si cresce, si capiscono le cose usando la propria testa, si parla con persone che li hanno avuti come docenti. E si capisce che le rock star non sono poi granché come persone.

  2. Attribuiscono a Napoleone (ma non sono riuscito a trovare la fonte) l’affermazione: “parlate male se volete, ma parlate di me”. E’ quello che continuiamo a fare su roars.. Io dico lasciamo questi tizi, questi si sono davvero autoreferenziali, a cuocere nel loro brodo. Prendiamo e quindi pubblicizziamo articolo pur critici ma seri su giornali seri.

    • Abravanel ha ampio spazio sul Corriere della Sera (che se non serio è, purtroppo, influente) e viene accreditato da istituzioni come il Politecnico di Miano e la Bocconi. Senza interventi che ne evidenzino gli strafalcioni, la diffusione di dati e teorie di fantasia avrebbe campo assolutamente libero.

  3. Nicolao@ meravigliao. Con massima stima e rispetto sia chiaro…o si scrive direttamente al corriere (es lettere al direttore). O si denuncia in un altro giornale “indipendente” es il “fatto” gli strafalcioni del benemerito (accreditato guarda un po’ dai soliti). O altrimenti gli si da più importanza di quanto non abbia. Non mi risulta che i lettori del Corser leggano anche Roars. Siete/siamo? una nobilissima encalve di “esperti”. Tutti gli uni più bravi degli altri (tipico di noi universitari): se non avessi letto la Tua critica non mi sarei nemmeno preoccupato di consultare i suoi (di Abra cadabra) scritti. Lo dico per ragionare (ipoteticamente) non per aver ragione. E grazie di aver trovato il tempo per rispondermi 🙂
    giufe

    • Attenzione che esistono i motori di ricerca. Cercate Roger Abravanel su Google e nella prima pagina dei risultati vedrete spuntare anche Roars. Oppure digitate “La ricreazione è finita”, sempre su Google.

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