Nel primo pomeriggio del 13 settembre è stata resa disponibile sulla piattaforma informatica dei commissari dell’abilitazione scientifica nazionale la nota 18844 del 13 settembre 2013 che preannuncia la proroga al 30 novembre 2013 del termine per la conclusione dei lavori.

Riportiamo il testo della nota:

Con la presente, anche a seguito delle richieste di proroga pervenute da molte Commissioni e tenuto conto dello stato dei lavori della maggioranza delle stesse, si comunica che è in corso di perfezionamento il DPCM finalizzato a consentire la proroga del termine dei lavori fino al termine massimo del 30 novembre p.v.

Nel ringraziare per la collaborazione, si inviano

Distinti saluti

 

IL DIRETTORE GENERALE

Daniele Livon

 

 

 

89 Commenti

  1. @ROARS Ho la seguente proposta: visto che ROARS ha orami un notevole impatto nel mondo miur, potreste, se siete d’accordo, scrivere un bell’editoriale, idealemnte indirizato alla Carrozza, sui seguenti due punti:

    1)visto che ALCUNE commissioni hanno terminato i lavori da tempo, altre recentemente, invitare il ministro a pubbicare il risultato dei lavori di tali commissioni;

    2)Mettere a disposizione il sito ROARS a quei commissari che hanno il coraggio di rendere pubblici i risultati finali del lavoro delle loro commissioni.

    Questo sarebbe davvero un ulteriore “servizio pubblico” fornito da ROARS, soprattutto tenuto conto che queste ASN serviranno unicamente per arricchire di una o piu’ righe il proprio CV, inteso come documento PDF da inviare all’estero….

  2. Per quanto questa estate fossero circolate voci di interventi ministeriali di sostituzione di commissari cche avevano magicamente moltiplicato i propri scritti (capitoli di libri trasformati in autonome pubblicazioni)mi pare non se ne sia fatto più nulla e non se ne parli più, o sbaglio?

    • Ma ci rendiamo conto che l’università è moribonda e qui noi discutiamo se sia più morta che viva o più viva che morta (Collodi docet).
      Se sia più grave non permettere ai giovani di avere speranza (terribile se ci pensate) o se sia più grave non dare il giusto premio ai più meritevoli (non meno grave se ci pensate).
      Qui bisogna prendere una decisione drastica, altrimenti perdiamo il paziente ….
      Ad esempio tutti i precari che anno fatto domanda e superano due mediane (le avranno calcolate nel frattempo?) vengano abilitati …. almeno sappaimo che hanno questo piccolo merito e le università sceglieranno quali assumere ( si spera i migliori fra questi).
      Per gli strutturati oltre ad aver fatto domanda ed aver le due mediane … si metta qualche altro criterio, in modo che non si creino ingiustizie troppo evidenti, tipo un tot n. di anni di servizio, forse questo compenserebbe il vantaggio della normalizzazione per età accademica data ai più giovani.
      E’ una proposata, ma qualcosa bisogna fare per sbloccare questa situazione insostenibile! I giovani scappano e ai meno giovani scappa la voglia.

    • @Paolo Beh, simpatica proposta, peccato che molte commissioni hanno stabilito (anche scrivendolo esplicitamente nei criteri) che i non strutturati (non sopporto la parola precari, lavoro ininterrottamente da 15 anni!!) dovranno restare fuori…

  3. Forse è giunto il momento di fare il punto della “riforma meritocratica” Gelmini e dei suoi risultati. La mia esperienza è che il livello di trasparenza e meritocrazia (a seguito di questa riforma atta a favorire i gruppi influenti rispetto al resto del mondo accademico) siano notevolmente diminuiti:
    1) Nessuna abilitazione concessa (in ormai 3 anni)
    2) Bassissimo numero di bandi RDb la maggioranza con bandi illegali con profilo. Numero di candidati iscritti spesso dell’ordine di 1.
    3) Bandi RDa dati ad personam (vedi sopra) e continuo uso degli assegni di ricerca con aumento spropositato del precariato ricattabile.
    4) Accorpamenti illogici di dipartimenti su logiche squisitamente numeriche e prive di alcuna ragione scientifica.
    5) Dipartimenti che sembrano sempre più luoghi di aggregazione gerontocratici o spesso centri ricreativi di per ex dipendenti universitari (pensionati).

    Insomma, rispetto a quando ero studente io ho visto un decadimento continuo dell’università e l’unico effetto di questa “riforma” (io penso voluto) è stato un accellerazione dei processi degenerativi.

    Lo “psudo-merito” propagandato sta dimostrando di essere quello che era chiaro fin dall’inizio, ovvero un metodo per accentrare il potere nelle mani di pochi. Quello che ci si dimentica è che per comandare ci vuole una drupa volenterosa e ben disposta ad ubbidire, per il momento è stato così. Lo sarà anche in futuro ?

    • Caro Ricercatore 65, concordo pienamente sul punto 5. E nel farlo colgo l’occasione per ribadire la mia feroce contrarietà alla concessione dei 2 anni supplementari per gli ordinari che hanno raggiunto i 70 anni e se ne dovrebbero andare (con le loro gambe). Hai proprio ragione tu, molti dipartimenti sono diventati proprio un centro anziani, anche perché molti di questi ordinari sono, allo scorcio della carriera, del tutto improduttivi sul piano scientifico. Sarebbe bello sa la Carrozza commissionasse una indagine sulla produttività scientifica degli ordinari ultra sessantacinquenni… Ma di questo passo la vedo dura. Vedrai che salterà fuori il deputato di turno (PDL o PD), che proporrà di concedere i due anni supplementari anche in caso di decesso… Scherzi a parte, in questo modo non ci rendiamo conto che l’invecchiamento progressivo dell’Università italiana, la sta portando in un irrecuperabile stato di necrosi.

    • Magari il problema fosse solo quello dei docenti in pensione.

      A causa di una logica buonista-corporativa-gerontocratica-volemosebene:

      a) Ci sono dipartimenti universitari dove i ricercatori ultra 65enni hanno l’ufficio singolo.

      b) Sono gli stessi dipartimenti universitari deve il personale “anziano” degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) ha l’ufficio singolo.

      c) Sono gli stessi dipartimenti universitari dove gli amministrativi e tecnici “anziani” hanno l’ufficio singolo.

      Ah, dimenticavo, in questi dipartimenti universitari i professori associati e ordinari “giovani” stanno in ufficio in due o in tre.

    • In aggiunta: se per sfiga muore un docente o un ricercatore, il suo ufficio singolo viene reso disponibile solo DOPO 2, 3 o 4 ANNI.

      Dicono che farlo prima risulterebbe “di cattivo gusto”.

      E tenere 3 dottorandi in un ufficio di 20 metri quadri non e’ di cattivo gusto?

      Mah.

  4. Allora, per la serie trasparenza, sappiate che nella mailing list del GNFM (gruppo nazionale fisica matematica) è stata diffusa una mail con l’elenco
    degli abilitati in FISMAT:

    ci sarebbero state 62 abilitazioni in prima fascia (non il sottoscritto) e 91 in seconda fascia (compreso il sottoscritto)

    Non commento.

    Ne approfitto per una richiesta: si sa nulla di FISICa APPLICATA e di BIOINGEGNERIA ? e di “IGIENE GENERALE E APPLICATA E STATISTICA MEDICA” ?

    Se avete la lista degli abilitati, potreste inviarmela al mio email di ufficio alberto.donofrio ieo.eu

    • Da mesi leggo di mail con liste di abilitati. Forse perchè non ne ho mai viste/ricevute personalmente, ho sempre sperato che fossero “scherzi”.
      Nel caso esistessero e fossero il prodotto di fughe di notizie (volontarie o meno) da parte delle commissioni non parlerei di atti di “seria trasparenza” ma di azioni autolesionistiche.
      Sono proprio queste le mosse che aspettano gli zelanti ministeriali e tutti quelli che non vedono l’ora di presentare ricorsi per inceppare ulteriormente e/o far saltare del tutto le abilitazioni, addossando colpe anche sui commissari dei settori in regola con i tempi. Può darsi che tutta la (brutta) storia delle abilitazioni mi abbia reso ancora più paranoico del solito ma… pensateci …

      Roberto Simonini

  5. Ma è vero il fatto di questa e-mail? Allora se è così il Ministro dovrebbe autorizzare la pubblicazione di tutte le liste degli abilitati dei settori concorsuali che hanno finito i lavori. In caso contrario, sarebbe davvero un casino… Non è possibile tenere migliaia di persone appese in questo modo, con che serenità facciamo ricerca in queste condizioni? Ancora una volta l’Italia – e il mondo accademico in particolare – si è dimostrata il paese dei balocchi.

    • Ma la cosa scioccante e’ vedere un Ministro che twitta, invece di prendere in mano la situazione. Dai Ministro imponi un po’ di disciplina, non sei mica alla Pantera! Le commissioni hanno avuto tantissimo tempo. Il problema sara’ che se applicano in modo stretto i requisiti (in aggiunta a quelli che si sono dati) passano molto pochi e magari tagliano fuori gli amici degli amici. Se invece li applicano in modo flessibile saranno soggetti a critiche. La valutaizone non e’ matematica e quindi i commissari, secondo me, non sanno quale criterio trovare per evitare di essere criticati. Che il ministro dica semplicemente alle commissione fate passare il 30% migliore e introduca il numero chiuso.
      Soprattutto quello che devono capire e’ che tanto nelle chiamate locali entreranno comunque solo chi ha gia’ contatti, ma almeno l’idoneita’ da’ a tanti italiani comunque con curriculum di tutto rispetto, la possibilita’ di trovare lavoro da altre parti. In ogni caso chi passa l’idoneita’ sara’ migliore dei tanti associati degli anni 2000 che se si va a vedere i concorsi mica le passavano le mediane…Quindi massimo rispetto ma la sveglia va data al Ministro!

  6. Ciao, guarda che c’e’ un equivoco: on “per la serie trasparenza” non intendevo parlare di “atti di seria trasparenza”, ma “per la serie facciamo chiarezza, diciamo le cose come stanno etc…, abbasso la ipocrisia del MIUR” In altre parole: visto che le liste ci sono e circolano diciamolo per iscritto su roars.
    Sulla loro circolazione: certo non e’ il massimo, ma io giudico poco comprensibile che il miur abbia imposto uan data unica per la pubblicazione: perche’ attendere mesi se la commissione X ha finito i suoi lavori ? Insomma, secondo me chi ha inviato la mail al GNFM tutto sommato ha fatto bene.

  7. @green_baron: certo che e’ vero. I componenti del GNFM sono ben 540, quindi 540 persone l’hanno ricevuta :-) Senza contare i forwardati, come me… Non si tratta quindi di cosa per pochi intimi. Sul fatto che la Carrozza dovrebbe emanare und ecreto per la pubblicazione delle abilitazioni gia’ stabilite, sono assolutamente d’accordo. Ho inviato alla Carroza più messaggi su twitter per sollecitare proprio questo atto di chiarezza. Per ora non ho ricevuto risposta, ma siamo nel weekend, e in più la carrozza è a a una summer school politica a cortona. E si sa il we e’ sacro, e Cortona è bellissima !

  8. come si può pretendere che “il segreto” dei nominativi dei “già abilitati” possa essere mantenuto per mesi ? Le voci circolano e la rete contribuisce, in un modo o nell’altro, a diffonderle. L’unico mezzo per prevenire la fuga di notizie è quello di rendere ufficialmente noti i risultati delle commissioni che hanno concluso. I geniacci del ministero non se ne rendono conto ?

    • Domanda (la pongo perchè non so se è possibile, non ho l’expertise): non è che è il governo che non ha interesse ad accelerare perche’ cosi’ facendo risparmiano?

  9. Invece ha proprio ragione GC. In questo modo il MIUR ha guadagnato un altro anno. Il 1° novembre si pensionano altri ordinari (e altri associati e ricercatori “anziani”), quindi ci sono molte meno bocche da sfamare. Nel frattempo si rimanda sine die l’ingresso di altre unità e il legittimo avanzamento di strutturati (il cui stipendio in tal modo rimane lo stesso). Tutto questo mi sembra chiarissimo queste proroghe reiterate ne sono la dimostrazione. Una proroga al 30 novembre è fatta proprio a regola d’arte, in quanto poi tra il ponte dell’8 dicembre e le vacanze di Natale se ne riparla a gennaio 2014. Considerando poi la verifica regolarità atti, tutti gli altri tempi della burocrazia (al netto dei ricorsi che pioveranno a catinelle) si arriverà, considerati poi i concorsi per l’effettivo ingresso in ruolo, almeno al 2015. Quindi per altri 2 anni non sarà assunto nessuno. Le cose da chiedere con forza al MIUR (almeno per ridurre di un po’ i tempi) sono, arrivati a questo punto, queste:
    – la chiamata diretta per gli abilitati strutturati (annullando quindi la pagliacciata dei concorsi con commissione nominata dal rettore, che farebbero perde altro tempo);
    – ANNULLAMENTO RETROATTIVO IMMEDIATO della (vergognosa) concessione dei due anni supplementari agli ordinari settantenni (ma come fa un plurisettantenne a tenere i ritmi dell’università di oggi?? Il Ministro me lo può spiegare??);
    – istituzione effettiva di un fondo speciale per gli associati non strutturati.

    • Come molti, mi permetto di fare notare che il problema dell’università italiana non è certo dovuto ai (soli) settantenni che avranno 2 anni di “proroga” (per di più, se proprio vogliamo dirla tutta, in modo legittimo, almeno per qualcuno)…

    • @Risitano: certo che la proroga a 72 anni avviene in modo legittimo, tante cose avvengono in modo legittimo anche se profondamente sbagliate… come ad esempio questa sgangherata abilitazione. Anche i reiterati rinvii dei risultati delle abilitazioni sono legittimi, ma a mio avviso criticabili. Io ho espresso solo una profonda contrarietà. O è vietato? Dalla foto mi sembri giovane, ebbene questa proroga nuoce in primis (e parecchio) ai giovani come te.

    • @green_baron: sono giovane, si…e certo che si può esprimere il proprio parere o dissenso (ci mancherebbe!). Dico solo che nella mia esperienza da precario decennale, il problema non è (solo) rappresentato dall’ordinario anziano che non fa niente (ci sono e non lo nego), quanto più (mio parere personale) il mio collega RTI che, pur essendo giovane, non fa niente di niente. Aggiungo…l’ordinario “nullafacente”, come tu sostieni, al massimo fra 2 anni andrà via (in realtà so che in quasi tutti gli atenei la proroga dei 2 anni è un miraggio), invece, lo RTI “nullafacente”, continuerà a non fare niente per i prossimi 30 anni, gravando sulla produttività di tutto l’ateneo e, estremizzando, sarà per colpa sua se i fondi per i “giovani” mancheranno. Largo ai giovani? Certo, ma sempre con selezione. La grande falla di questa legge sta proprio in questo: chi sbaglia, paga?

  10. @green-baron: il concorsino interno per la chiamata degli strutturati è un tentativo (secondo me maldestro) del legislatore di nascondere la violazione del principio di concorsualità nell’accesso ai pubblici uffici (art. 97, ult. co., Cost.).

    La verità è che, stando alla Costituzione, l’unico modo per assumere legittimamente gli interni ad un ruolo superiore sarebbe il concorso pubblico, aperto a tutti gli abilitati, in condizioni di eguaglianza, senza distinzioni tra interni e non strutturati. Ma si sa, in una paese non meritocratico i concorsi non piacciono e si insegue sempre l’ope legis…..

    • Caro Teo, comunque se leggi bene la legge Gelmini, c’è anche la possibilità della chiamata diretta, con un meccanismo simile a quello del rientro dei cervelli (altra buffonata…). Io pensavo alla chiamata diretta per non rendere più ridicolo, di quanto lo sia già, questo sistema di reclutamento. Almeno per guardarci tutti negli occhi. Una volta tanto. Vedo invece che il MIUR gioca in modo maldestro con i nostri destini, con le nostre vite di studiosi e con il futuro della ricerca italiana. E’ chiaro che questa abilitazione è stato uno straordinario giocattolo per distogliere l’intero mondo universitario con qualcosa di eccitante ma di assolutamente sterile, col proposito di non farci pensare ai problemi veri: l’assenza dei fondi di ricerca, il blocco degli stipendi, la riduzione delle borse di studio ecc. ecc. insomma fare cassa con l’università, ora distratta da questo fantastico gioco di società che è stato l’ASN.

    • Ciao, nessun dubbio che la legge Gelmini sia piena di profili di dubbia costituzionalità……per quanto la Corte costituzionale si muova spesso più su basi politiche che strettamente giuridiche l’ipotesi che le chiamate dirette o i concorsi riservati agli strutturati finiscano travolti sul piano della costituzionalità non mi pare poi così remota. Comunque vedremo, dipenderà anche dalla combattività dei non-strutturati nel ricorrere contro i concorsi riservati.

    • Francamente, questa presunta incostituzionalità io non la ravviso proprio. Nella scuola, per esempio, si può entrare (se si è abilitati) per graduatoria e non per concorso.
      Nel caso dell’università si ravvisa:
      1) che l’abilitazione nazionale È un concorso pubblico, non tradizionalmente comparativo ma (parzialmente) comparativo con il personale in ruolo.
      2) che il posto RTD che dà luogo alla possibilità successiva di chiamata diretta È assegnato per concorso.
      3) che il punto (2) è prerequisito per la chiamata diretta sin dal concepimento della figura di RTDb, se vogliamo il bando RTDb è già un concorso per quell’eventuale posto da associato ed è aperto a tutti (farei una blanda analogia con il ricercatore o professore da confermare).
      4) le migliaia di professori che sono entrati in ruolo per idoneità nazionale (negli anni ’80 mi pare) sono stati lì grazie ad una violazione della Costituzione? Ricorderei che il concorso di idoneità NON era un concorso per ricoprire un posto messo a bando e non era comparativo.

      L’abilitazione nazionale dovrebbe servire questo scopo, non conta come la si denomini, ma è giuridicamente un’idoneità. Non è denominata in questo modo per un motivo a mio avviso banale: che non venga in mente ad un abilitato di aver acquisito un diritto.

      Un associato che prenderà servizio per chiamata diretta sarà qualcuno che NECESSARIAMENTE:
      1) avrà vinto una selezione per concorso pubblico RTD nella categoria b.
      2) avrà ottenuto a seguito di concorso pubblico nazionale il riconoscimento dell’abilitazione a ricoprire il ruolo di professore associato.

  11. Il concorso interno non può essere riservato, ovvero aperto ai soli strutturati: sarebbe palesemente incostituzionale; fra l’altro evidenzierebbe con effetto esponenziale la vacuità dell’abilitazione ottenuta da un non strutturato. Non credo che ci sia qualche ateneo che si azzarderà a bandire un concorso per soli strutturati perchè si beccherebbe valanghe di ricorsi. Il problema è un altro: quali sarebbero i criteri di questi concorsi interni, soprattutto quali le garanzie di assoluta imparzialità? Ci sono molti meccanismi poco chiari in questo lavoro dei commissari che si protrae indefinitamente nel tempo. Innanzitutto, se in un settore partecipano 100 candidati tutti meritevoli quali criteri si adottano: quello corretto di abilitarli tutti o quelli di abilitare solo i primi n in “classifica”? E chi ha stabilito il valore del parametro n?

    • Io credo che il concorso riservato agli interni sia una possibilita’ prevista dalla legge (art. 24 comma 6, legge N. 240/2010) e che gli atenei possono considerare fino al massimo 50% delle risorse, se non vado errata. Infatti molti atenei si sono adeguati emanando i rispettivi regolamenti – giusto per fare un esempio si veda quello del Politecnico di Torino che recita all’articolo 12:

      In via transitoria e fino al 31/12/2017, nei limiti massimi della metà delle risorse equivalenti a
      quelle necessarie per coprire i posti disponibili di professore di ruolo, ai fini della chiamata nel
      ruolo di professore di prima e seconda fascia, saranno attivate procedure valutative, per i
      professori di seconda fascia e i ricercatori a tempo indeterminato in servizio presso il
      Politecnico di Torino ed in possesso dell’abilitazione scientifica nazionale prevista dall’art.16
      della Legge n. 240/2010.

  12. @Demetra: d’accordissimo sulla incostituzionalità, ma è la legge Gelmini che prevede i concorsi interni per gli strutturati della medesima università (art. 24, co. 6: “6. Nell’ambito delle risorse disponibili per la programmazione, fermo restando quanto previsto dall’articolo 18, comma 2, dalla data di entrata in vigore della presente legge e fino al 31 dicembre del sesto anno successivo, la procedura di cui
    al comma 5 può essere utilizzata per la chiamata nel ruolo di professore di prima e seconda fascia di professori di seconda fascia e ricercatori a tempo indeterminato in servizio nell’università medesima, che abbiano conseguito l’abilitazione scientifica di
    cui all’articolo 16”.).

    Occorre che chi vi ha interesse (i non strutturati) impugni i relativi bandi o chiamate dirette (possibili ove in una medesima università non vi sia una pluralità di chiamabili per il medesimo SSD) per illegittimità costituzizonale derivata (ossia perché è incostituzionale la legge che li prevede, per violazione dell’art. 97, ult. co., Cost.). ciao

    • Esatto, come dice Leo la quota e’ riservata a chi non ha avuto contatti con l’ateneo in questione negli ultimi 3 anni (nota bene: contatti di nessun tipo, ad esempio nemmeno esercitazioni!)
      Qualcuno dice che questa quota servira’ per chiamare gente di chiara fama dall’estero…

  13. @GC
    Assolutamente no!La quota a cui ti riferisci è per coloro che non hanno avuto contratti con l’ateneo negli utlimi tot. anni (mi pare 3 anni ma non sono sicuro). Quindi se tu ad esempio sei assegnista di ricerca alla Milano-Bicocca, per l’Università Bicocca non rientri nella quota del 20%. E’ probabile invece che chiamino uno che è strutturato a 150 km o addirittura alla Bocconi (stessa città) e che preme per tornare nell’ateneo di origine (supponendo che lo strutturato di turno si sia formato alla Bicocca). In parole povere quella quota probabilmente la utilizzeranno per far rientrare gente…

    • @Maurito: i concorsi ex Legge Berlinguer erano appunto concorsi, comparativi e con limite di posti. Le procedure ex legge Gelmini sono abilitazioni, non comparative e senza limiti di posti: sul piano giuridico non è la stessa cosa. I primi sono compatibili con l’art. 97 Cost.; i secondi no (sarebbe come dire che chi è abilitato come avvocato può accedere direttamente nei ruoli dell’avvocataura dello Stato).

    • @Teo (non era la legge Berlinguer che richiamavo – vedere fine msg)

      Non so perché la risposta mi sia arrivata a questo thread invece che al precedente, ma continuo da qui.

      Innanzitutto, faccio preliminarmente notare che, a mio personale avviso, dato che per diventare RTDb serve un concorso pubblico a selezione comparativa, e dato che (a regime) questo è per legge l’UNICO canale che può permette di entrare successivamente per chiamata diretta alla professione di professore associato, allora già non si potrebbe facilmente sostenere che essere chiamati sia contra Costitutionem (perché nessuno che non abbia vinto un concorso pubblico RTDb potrà mai essere chiamato direttamente).

      Ma ammettiamolo pure, che sia corretto sostenere che per essere professore associato serva un concorso apposito, secondo la Costituzione, disegnato specificatamente per la professione di professore.

      Ebbene, da nessuna parte la Costituzione asserisce che per “concorso pubblico” debba obbligatoriamente intendersi “selezione per valutazione comparativa”. Si intende meramente che si deve “superare” un concorso. Del resto, sarebbe grottesco pretendere da un giudice che riconosca valido un principio che, implicitamente, equivarrebbe a dire che è incostituzionale il fatto stesso che sia lui a giudicarmi. Chi vuole si accomodi, ma tenga conto di questo paradosso. Perché dico ciò? Perché il concorso stesso da MAGISTRATO è in tutto e per tutto un esame, che si passa o non si passa, a prescindere dal numero dei candidati. Non è un concorso comparativo (non rileva che le commissione scelgano tipicamente e informalmente un criterio percentuale); non è una garanzia per fare poi il magistrato. Poi si fa il tirocinio (ex “uditore”), poi se valutato soddisfacente, si attende l’eventuale assegnazione di incarico del Consiglio. Quello a magistrato non è un concorso che abbia il fine di stabilire “lui è meglio di quell’altro” ma determina solo che “lui può aspirare a fare il magistrato”. Punto, lì finisce l’adempimento dell’art. 97 Cost..

      Stessa, identica cosa con l’abilitazione. Non riesco proprio a elaborare, nemmeno remotamente, come si possa giungere a conclusione che essendo l’abilitazione un concorso pubblico allora poi se ti chiamano a fare il professore il concorso si cancella. Vedo che molti lo sostengono ma vorrei mettere tutti in guardia sul fatto che ragionarci su potrebbe essere tempo del tutto sprecato (sempre a mio avviso).

      Sulle famose idoneità: non mi riferivo certamente alla legge Berlinguer, ma alle assunzioni degli anni ’80, mi sembra una chiamata fu nell’83. Le idoneità furono delle vere e proprie stabilizzazioni a numero aperto. Cioè concorsi pubblici non comparativi. Credo che per un certo periodo storico la metà e oltre del corpo docente universitario sia stato costituito da professori dichiarati idonei in quei due concorsi di idoneità. Ripeto, o si era idonei o non lo si era, non c’era un numero di posti da assegnare. Chi era idoneo era professore. Punto. Che poi le commissioni adottarono criteri informali percentuali poco rileva, come sopra.

  14. Io parlo della incostituzionalità palese dell’art. 24 della legge Gelmini; questa incostituzionalità è stata già sollevata da più parti. Come giustamente dice Teo, si evidenzia la violazione dell’art. 97 della costituzione italiana sull’accesso agli impieghi nella Pubblica Amministrazione. Credo che ci saranno molti ricorsi avverso i bandi per chiamate dirette di interni, comunque essi siano regolamentati dai rispettivi atenei. Sappiamo fra l’altro, quali perversi meccanismi possono prender piede in queste decisioni accademiche. Formalmente se c’è esigenze di docenti in un settore e l’ateneo effettua concorsi interni riservati di ricercatori abilitati, alla fine nei numeri questa esigenza rimane al più l’ateneo dovrebbe avviare bandi di tipo b per nuovi ricercatori TD, ma ciò in genere non accade e prevalgono argomenti più contorti di cui il più semplice è il risparmio economico. Queste meccaniche porterebbero a far restare al palo per tutti i quattro anni molti neo-abilitati non strutturati.

  15. Non mi tiferisco alle chiamate dirette per meriti riconosciuti. Non c^entra nulla. Qui parliamo dei concorsi interni. Liberiamo ogni coltre di ipicrisia: molti non strutturati validissimi sono letterslmente a spasso e in un paese evoluto uno non dovrebbe ricevere una giusta abilitazione per restare altri quattro anni a spasso. Perchè per molti di loro sará così. Onestamente li capirei se facessero ricorso e so che molti di loro sono pronti a fsrlo

    • Mah, da decenni negli EPR fanno concorsi riservati (legati alla anzianita’ a tempo indeterminato in ruolo) per passaggio di livello, ma anche di qualifica.

      Addirittura in passato hanno fatto concorsi riservati per tecnici che a seguito di conseguimento della laurea sono diventati, con concorso interno, ricercatori.

      Sono tutte operazioni volute dai sindacati e tollerate dalla dirigenza. In questi casi non ho visto i sindacati parlare di violazione della costituzione.

      Personalmente sono contrario ad ogni forma di concorso riservato. Anche perche’ con quelli con c… che sarei diventato PA.

  16. Una domanda: qui si parla quasi solo degli universitari strutturati e non-strutturati (simpatico eufemismo per dire precari, a volte da secoli), e talora dei ricercatori degli Enti Pubblici di Ricerca.
    Ma… scusate… e chi come me ha fatto uan dignitosa carriera in un non secondario istituto di ricerca privato che deve fare ? rimanere per sempre escluso dalle universita’ patrie (e pure dagli EPR) perche’ ci sono gli interni che aspettano ? e se l’intrno ha 9 pubblicazioni e io 91 ? che famo ?

  17. @Alberto: Organizzzati con altri “nono-strutturati” per mettere in piedi un sistema di ricorsi “collettivi” contro i bandi riservati e le chiamate dirette ex art. 24, co. 6 l. Gelmini con sistematica sollevazione della questione di legittimità costituzionale fino a che il Ministero non dovrà ammettere la illegittimità costituzionale della norma, modificandola, oppure non arriverà una dichiarazione di illegittimità costituzionale da parte della Consulta (che negli ultimi anni ha annullato un numero rilevante di leggi, specie regionali, che prevedevano la assunzione – promozione con concorsi riservati di dipendenti pubblici e quindi difficilmente potrebbe tirarsi indietro nella vostra vicenda).

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