Nel primo pomeriggio del 13 settembre è stata resa disponibile sulla piattaforma informatica dei commissari dell’abilitazione scientifica nazionale la nota 18844 del 13 settembre 2013 che preannuncia la proroga al 30 novembre 2013 del termine per la conclusione dei lavori.
Riportiamo il testo della nota:
Con la presente, anche a seguito delle richieste di proroga pervenute da molte Commissioni e tenuto conto dello stato dei lavori della maggioranza delle stesse, si comunica che è in corso di perfezionamento il DPCM finalizzato a consentire la proroga del termine dei lavori fino al termine massimo del 30 novembre p.v.
Nel ringraziare per la collaborazione, si inviano
Distinti saluti
IL DIRETTORE GENERALE
Daniele Livon




Le voci erano insistenti e la notizia non giunge inattesa. Ma che fine faranno le abilitazioni 2013?
Che profonda tristezza.
Sta storia della ASN, gia’ partita in modo ridicolo, sta diventando una vera e propria buffonata. Le commissioni che hanno finito i lavori dovrebbero essere libere di comunicare ufficialmente il risultato dei loro lavori.
E’ chiaro che l’intento è stato quello di guadagnare un anno e risparmiare così un sacco di soldi, dando però un brutto colpo ad un rinnovamento e a un ringiovanimento dei ruoli, specie quello degli ordinari. La cosa più preoccupante è che a fronte di questo blocco delle assunzioni e dell’avanzamento di carriera, Le Università stanno concedendo – in più di un caso – i due (sciagurati e vergognosi) anni supplementari a chi ha compiuto (o sta per compiere) 70 anni e dovrebbe (“dovrebbe!!”) andare in pensione. L’Università italiana è già una delle più vecchie del mondo (quanto ad età media dei docenti). Della serie: “largo ai giovani!!”. Di questo passo esami e tesi si faranno direttamente nelle case di riposo e invece di portare le borse (da cui i tristemente noti “portaborse”), gli assistenti più devoti e incapaci dovranno, di questo passo, reggere direttamente il pappagallo…
Come scrive un lettore di Roars a commento di un articolo di qualche giorno fa a firma Antonio Banfi, proprio sulla situazione dell’abilitazione 2012, c’è un settore disciplinare 6/F2 la cui commissione deve ancora riunirsi per la prima volta!!! Ma di cosa stiamo parlando?
La prossima settimana cercherò di rifare il punto…
Da notare che Livon sembra affermare che la maggioranza delle commissioni é in ritardo. Un fatto estremamente preoccupante.
L’unica soluzione serie è la pubblicazione dei risultati delle commissioni concluse, e lo scioglimento delle altre. Chi c’è c’è chi non c’è non c’è. Avremo dei settori senza abilitati ….. questo è il male minore. Seconda soluzione abolizione dei concorsi Gelmini, re introduzione della legge Moratti, passaggio di tutti i ricercatori nel ruolo degli associati.
Altrimenti l’università la faranno sempre più i pensionati. Provate a contare i pensionati frequentanti in giro per i dipartimenti…
“La domanda sorge spontanea”: dato che il risultato della prima abilitazione sarà ufficiale solo dopo la chiusura del bando della della seconda tornata (scandaloso!) come si gestiranno le bocciature?
Peggio (o meglio) ancora per i candidati le cui commissioni non hanno ancora pubblicato i criteri… possono in pratica scegliere a quale delle due tornate partecipare!
La prima casistica in realtà è poco preoccupante: se hai partecipato alla tornata 2012 e non hai ritirato la domanda, comunque non parteciperai alla 2013. Infatti, se dovessi passare, non avrebbe avuto senso parteciparvi, se invece non dovessi passare, non avresti potuto parteciparvi.
La seconda è certo più interessante, ma cosa ci sarebbe di male a scegliere a quale delle due tornate partecipare?
@marc
Il secondo caso è legato al primo, infatti si creerebbe una disparità a vantaggio di coloro i quali si troverebbero nella seconda situazione, per i quali di fatto è stato possibile aggirare il problema della bocciatura.
Questo non è giusto ed è forse lo scopo dei ritardi di alcune commissioni.
Questo non ha senso. Che vantaggio indebito ne hai se comunque il ritiro della domanda 2012 deve avvenire entro le 2 settimane dai criteri, come per tutti? Se invece non la ritiri e vieni bocciato, la tua domanda 2013 è automaticamente nulla. Il problema non si pone. La situazione è la stessa di chi fa domanda oggi per la ASN 2013, avendo fatto domanda per la ASN 2012 (stesso settore, stessa fascia).
Il vantaggio è legato alla (scellerata) scelta degli indicatori e dell’età accademica. Infatti giocando su questa si può essere più “forti” nel 2012 o nel 2013. Chi può ancora ritirare la domanda sa per certo qual è la tornata per cui ha le mediane migliori! Non mi sembra una cosa da poco.
Oltretutto da poco è stato chiarito che la commissione deve calcolare l’età accademica esclusivamente usando le pubblicazioni indicate dal candidato, cosa che immagino molti sfrutteranno per la seconda tornata…
Il discorso “più forte nel 2012 o nel 2013” lo puoi fare a prescindere da quando sono le scadenze. Ma eviterei di insistere su questo punto, perché le argomentazioni sarebbero lunghe e poche adatte ad un blog.
Sul discorso dell’età accademica, so che scoccia ricordarlo, ma io stesso avevo scritto più volte su altri post di Roars che sarebbe stata calcolata in quel modo, essendo chiaramente specificato al momento della domanda che il candidato poteva scegliere quali pubblicazioni indicare (e fra quelle, quali selezionare – fra 12 e 20- per allegare i pdf). Concordo, però, che sarebbe stata opportuna maggiore chiarezza sul sito dell’Anvur.
Caro Marc.. Un altra ragione a dimostrare l’illegalità ed irrazionalità di tutta la procedura. L’età accademica fai da te… Mi definisco l’età accademica in base a cosa mi torna meglio… Bello…
@Marc
Ho chiesto per e-mail all’anvur spiegazioni al riguardo dell’età accademica. Non mi hanno risposto (credo di conservare ancora la e-mail). Se mi avessero risposto sarebbe stato come chiarire pubblicamente la questione (io avrei pubblicato la risposta e non era ancora scaduto il bando). Non so come si possa giudicare un tale comportamento ma pensare che siamo nelle loro mani mi fa rabbrividire.
ricercatore65, e’ illegale cio’ che va contro le norme. Se il sistema ti chiede quali pubblicazioni vuoi che siano conteggiate, non e’ illegale. Oltre ad essere ragionevole che chi ha pubblicato durante la laurea non sia penalizzato.
Ricercatore 65 ha ragione è un’età accademica fai da te. E’ inutile arrampicarsi sugli specchi per dare una qualche ragione all’anvur che su questo aspetto si è comportata da schifo.
Meno male che c’e’ Thor che detiene la verita’ assoluta. Sarebbe bello se tutti avessero le tue stesse certezze.
Prororogati al 30 novembre i lavori delle commissioni, vi è possibilità che si proroghi anche la scadenza del 31 ottobre per la seconda tornata? Potrebbero le due “cose” viaggiare autonomamente? In fondo, coloro che hanno partecipato alla prima tornata non potrebbero comunque nuovamente prendere parte alla seconda tornata (non so, al riguardo, se vi è qualche vincolo legislativo…).
Tra l’altro, a quanto si sa, le commissioni in ritardo sono molte; è prevedibile che non tutte riescano a concludere per il 30 nov.: dunque che si fa? Altra proroga? E a quel punto altra proroga per la scadenza del bando?
Comprendo l’amarezza e anche l’ira dei candidati. Il marcio, l’ho già scritto, è nel sistema concorsuale, farraginoso e assurdo. Bisognava interrompere subito questo gioco al massacro perverso. Ma le vere vittime non sono gli “strutturati” che comunque hanno tutti un buon posto di lavoro e non sono certo giovanissimi (ci sono ricercatori cinquantenni e associati sessantenni, ma di quale rinnovamento generazionale parliamo!). Le vere vittime sono i precari, gli assegnisti, i borsisti, per i quali non vedo un futuro immediato.
Quanto alle proroghe, è necessaria una riflessione approfondita e un bilancio senza sconti, soprattutto degli errori del Miur.
Se è per questo ci sono anche ricercatori sessantenni o spesso c’è il caso di chi va in pensione da ricercatore (talvolta con profili di tutto rispetto). Per questo secondo me va duramente contrastata, in questo momento, la possibilità del biennio supplementare di permanenza per gli ordinari settantenni che è stato recuperato dalla Corte Costituzionale (dietro ricorso degli anziani pensionandi). Sarebbe una catastrofe, visto che la sua applicazione (e le richieste preliminari) si sta rivelando più frequente del previsto. Questo costituirà un ulteriore blocco per le già limitatissime possibilità di assunzione di nuovi ordinari o per avanzamenti di carriera (in seguito a questa abilitazione, che però si sta allontanando sempre di più). Sembra qualcosa di molto simile al racconto “Sette piani” del grande Dino Buzzati…
Cara Collega,
sono una associata quasi sessantenne che aspetta la famosa idoneità. Scusa, ma se fosse successo a te di non riuscire a diventare ordinario malgrado tu ne avessi i requisiti, ti accontenteresti del tuo “buon posto di lavoro”?
Permetti per lo meno a quelli come me di sentirsi vittime di questa situazione, visto che è l’unica cosa che ci è permessa!
Due cose:
1. Tweet del Ministro Carrozza di ieri:”@MC_Carro: Il primo Tweet del giorno e’ una sveglia per le commissioni di abilitazione nazionale: finite i lavori, i candidati aspettano #openMIUR” la nota di livon è di ieri. Si parlano ?
2. Chi viene bocciato deve stare fermo due cicli di abilitazione, se non sa l’esito ora del 31/10 può fare comunque domanda al massimo la ritira (se abile) quando escono i criteri ovvero il miur lo fa d’ufficio se bocciato.
3. Il dramma riguarda proprio persone come me che non sono strutturate e che attendevano con ansia questa abilitazione..
Sul punto 1, ho risposto direttamente al ministro su twitter. A proposito, mi stupisco dei molti che qui si lamentano, e che se anche strutturati (a differenza del sottoscritto) e, quindi, comunque “con le spalle coperte”, qui si firmano con pseudonimi. Non dico niente sul fatto che a rispondere alla ministra siamo stati in 3 in tutta Italia; rischierei gravemente di essere insultante!
Tutto questo e’ vergognoso ed inaccettabile. La comunità scientifica dovrebbe in qualche modo esprimere una profonda critica a tutto questo assurdo disegno. Sono convinto infatti che le proroghe siano dovute soprattutto alla volontà di bloccare nuove assunzioni o avanzamenti di carriera.
Non necessariamente. Va considerato che il numero di domande pervenuto era davvero molto molto elevato, e che i meccanismi di sorteggio e ri-sorteggio dei supplenti erano davvero farraginosi.
Non c’è dubbio che la responsabilità di questi ritardi (per la maggioranza delle commissioni) sia in primis degli stessi commissari, che avevano liberamente scelto di fare domanda per essere sorteggiati.
Il lavoro delle Commissioni è indubbiamente pesante, ma va anche rimarcato che tale pesantezza è principalmente formale: da un punto di vista sostanziale, qualunque commissario un minimo attivo sul piano scientifico è in grado di valutare in pochi giorni quali candidati siano sicuramente “abilitabili”, e quali sicuramente non lo siano. Pertanto, lo sforzo “non-formale” si riduce alla valutazione più attenta del curriculum e dei lavori dei candidati vicini alla linea di demarcazione tra “abilitati” a “non abilitati”.
Chi sostiene che fosse impossibile rispettare i termini (prorogati) al 30 Settembre, nel 99% dei casi dice una falsità.
Ritengo pertanto che, accanto alle critiche legittime all’operato del Ministero e dei Ministri, si dovrebbe pesantemente stigmatizzare il comportamento non professionale di alcuni Commissari / Commissioni / SSD.
Purtroppo anche noi docenti universitari, come quasi tutte le categorie di lavoratori italiane che se lo possono permettere, non siamo immuni a comportamenti irresponsabili o da “casta”: le conseguenze, purtroppo, le pagano tutti, anche quella parte (forse la maggioranza) che è invece aliena da tali comportamenti.
Concordo in toto.
Diciamola tutta, questo é anche il fallimento dei sorteggi puri. Il meccanismo elezioni+sorteggio forse avrebbe sortito risultati migliori.
Credo anche solo un meccanismo di tipo “sorteggio di 5 + X supplenti” sarebbe bastato. I complottisti avrebbero strepitato alle prime dimissioni per le quali subentrava un supplente, ma almeno si sarebbero evitate troppe perdite di tempo.
beh, in realtà non era un sorteggio puro. era un sorteggio tra coloro che si erano autocandidati a fare i commissari, e che erano sopra le mediane.
candidandosi avevano espresso una chiara volontà a svolgere quel ruolo…
Che erano sopra le mediane o dicevano di esserlo. Il salami slicing e il mancato aggancio sono in agguato per molte commissioni.
cmq sia non è perché ci sono stati i sorteggi degli autocandidati invece dei sorteggi degli eletti che si è creata questa situazione
Mi sembra di capire che ci siano due problemi. Uno legato al ritardo di gran parte delle commissioni. Dobbiamo speculare sui motivi o si possono chiedere delle spiegazioni? Secondo problema. Seguendo quanto detto da un altro lettore, sono andato sul sito dell’abilitazione. Effettivamente ancora non ci sono ne i criteri di valutazione della commissione 6/F2 ne di conseguenza i CV dei candidati di quel settore. Credo che questo potrebbe davvero costutuire un problema al di la dei ritardi della gran parte delle commissioni. Si possono avere spiegazioni anche su questo punto?
@ Sandy. Sono con te, anche se spesso il merito non ha niente a che fare con la carriera. E poi, almeno nella mia Università, quasi nessun abilitato alla prima fascia sarà chiamato, come del resto nella maggior parte degli Atenei. Questa abilitazione è stata ed è una beffa collettiva. @irnerio. Purtroppo non credo che ci sia un “disegno” nei ritardi e nelle proroghe. C’è sicuramente l’assenza di profilo morale in non pochi commissari (ha ragione Paolo Banelli), c’è l’ottusità di Anvur e dell’alto funzionariato Miur. Molti ritardi dipendono dalle dimissioni degli “stranieri” (ma chi li ha voluti?) e dall’accettazione di dimissioni non giustificate da motivi di salute o da gravi motivi familiari. In questo senso, ci vorrebbe un po’ di trasparenza.
Nemmeno io credo ad un “disegno” nei ritardi: ma certo sapere che sono possibili proroghe non induce i commissari a lavorare speditamente. Nella mia area (la 12) gli stranieri che si sono dimessi avevano tutti i motivi per farlo, di fronte a comportamenti per lo meno discutibili degli “Italiani”. Comunque, sono d’accordo che rispetto a noi strutturati c’è chi sta peggio, ma questo non mi consola, anzi, mi fa arrabbiare anche di più per la situazione dell’Università e del paese.
A proposito di tweet, la Carrozza non ha risposto due miei tweet in cui le chiedevo, ieri sera, di pubblicare i risultati delle commissioni che hanno finito i lavori. I tweet non appaiono neanche nel thread, ma questo forse per motivi “strutturali”. Fatto sta che se davvero LA Carrozza pensa che ci sono ritardi ingiustificatinon deve limitarsi a scrivere cinguettii.
Penso che ormai questa “long list” sia diventata la triste barzelletta del sistema universitario dal 1982 ad oggi.. É bene che venga soppressa questa inutile quanto non necessaria macchina del massacro…. Si trovino nuovi modelli di reclutamento e progressione accademica, ma forse sarebbe il caso che adesso il miur metta la parola fine!
Condivido appieno il quadro esposto da green_baron…..l’università ha perso il proprio ruolo e funzione….sono finiti i tempi in cui c’erano punti di riferimento …..adesso é tutto all’arrembaggio….chi entra nei ruoli é gente incapace ed altro……