Fare lezione in presenza all’università consuma un pezzetto di Rt che va restituito da qualche altra parte (qualcosa tra 0.2 e 0.5, secondo il Scientific Advisory Group for Emergencies del Governo britannico). Il personale medico ci implora di ridurre tutte le occasioni di contatto perché ogni singolo contagio si aggiunge a un peso che è già insostenibile. Quando Rt non scende o non scende abbastanza rapidamente, possono imporsi chiusure dolorose, anche le scuole materne e primarie, in casi estremi. Ma nel mondo parallelo dell’accademia, la società, gli anziani, il personale medico sono cose che non ci riguardano. Oppure crediamo alle favole, ovvero che far circolare sui mezzi e mescolare (non solo in aula, ma nei corridoi e nei bar) gli studenti abbia zero impatto sui contagi. La didattica blended ha contribuito a incrementare Rt, offrendo un servizio di minor qualità agli studenti, spesso la maggioranza, che seguivano a distanza. Circolano parole d’ordine come: il Covid è stato solo un grande acceleratore, abbiamo davanti una sfida globale, non possiamo perdere l’opportunità di essere protagonisti in uno scenario globale, conquistando nuovi mercati e paesi emergenti. Ascoltandole, sorge una domanda: non è che i problemi sanitari e didattici sono stati ignorati perché l’unico vero interesse era accelerare il perseguimento delle solite agende ideologiche?

17.10.2020 – Bollettino COVID.
Decessi: Lombardia = +13, Italia = +47.
Terapie intensive: Lombardia = 96, Italia = 705.
Ricoverati con sintomi: Lombardia = 943, Italia = 6617.

Lettera di un docente al Rettore Ferruccio Resta: «Da inizio ottobre la traiettoria dell’epidemia è ritornata su un esponenziale che semplicemente non è sostenibile. […] L’impatto di 200.000 studenti universitari sull’evoluzione dell’epidemia a Milano è sicuramente rilevante. Ciascuno dovrà fare la sua parte. Come padre di due figli in età scolare, terza elementare e seconda media, ritengo che in questo momento la priorità per quanto riguarda l’istruzione in presenza vada data a loro, che sono meno attrezzati dei nostri studenti a gestire l’apprendimento a distanza.»

22.10.2020 – Bollettino COVID.
Decessi: Lombardia = +29, Italia = +136.
Terapie intensive: Lombardia = 156, Italia = 992.
Ricoverati con sintomi: Lombardia = 1685, Italia = 9694.

Lettera di un docente al Rettore Ferruccio Resta: «Io credo che una istituzione come il Politecnico […] dovrebbe dare il buon esempio, assumersi le sue responsabilità ed avere il coraggio di prendere le decisioni che vanno prese senza indugiare o attendere che altri le prendano al nostro posto. Ovvero dire agli studenti non solo di non venire in aula, ma per l’amor del cielo di starsene a casa. Per il bene di tutti. Sulla base non di sentimenti o ideologie, per quanto nobili, ma di una elementare previsione fondata su argomenti scientifici. Se poi miracolosamente la curva dei contagi la settimana prossima si invertisse, a tornare in aula non ci mettiamo niente, basta mandare una mail agli studenti. Ma se non si inverte, e fra un mese salta tutto per aria, un po’ di responsabilità ce l’avremo avuta anche noi.»

Ferruccio Resta a studenti e colleghi: «[…] Vorrei, tra l’altro, comunicare ai colleghi docenti, che nel caso non abbiate ricevuto comunicazione formale da parte dell’Ateneo, significa che non sussiste alcuna esigenza di sospensione dell’aula per casi Covid-19.»

22.11.2020 – Bollettino COVID (un mese dopo).
Decessi: Lombardia = +165, Italia = +562.
Terapie intensive: Lombardia = 949, Italia = 3801.
Ricoverati con sintomi: Lombardia = 8391, Italia = 34279.

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Video e slides dell’intervento di Giuseppe De Nicolao nella giornata di studi
Le ragioni dell’emergenza, le ragiomi della didattica
Università di Padova, 26 novembre 2020

 

 

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1 commento

  1. La didattica a distanza ha funzionato, con l’impegno di tutti. Quella blended no. Almeno per la mia breve esperienza. Secondo me andava fatta una didattica integrata. In presenza con piccoli gruppi, con lacune evidenti e bisogno di sostegno.
    Ma parte in presenza e parte a distanza è un delirio.
    C’ è anche un problema sindacale. Non abbiamo avuto tempo che per la didattica. Ma non siamo anche srudiosi?

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