La settimana ROARS: 22 dicembre – 11 gennaio 2015.

Una rapida sintesi dei contributi pubblicati
nel corso delle settimane precedenti.

  • Quale era il record italiano di più alta percentuale di turn-over in una pubblica amministrazione? L’anno scorso aveva destato sensazione quel 213% assegnato alla Scuola Sant’Anna di Pisa dal Ministro Carrozza (e suo ex-rettore). Record ampiamente battuto quest’anno da Catanzaro, che si vede assegnato un turn over pari al 528%, mentre la Sant’Anna si è dovuta “accontentare” del secondo posto ex-aequo con un turn-over del 427% rispetto ai pensionamenti nell’anno precedente (Pubblicato il decreto relativo ai punti organico 2014). Tutto ciò a spese degli altri atenei, naturalmente (Punti Organico 2014: Robin-Hood alla rovescia, parte seconda). In attesa di capire come, a dispetto di tutte le assicurazioni, la ripartizione dei punti organico anche quest’anno abbia avuto esiti sconcertanti, cominciamo ad analizzare i criteri e le formule del cosiddetto costo standard, che, a partire da quest’anno, è destinato ad avere un peso crescente nella ripartizione dell’FFO (Costo standard: una rivoluzione nei finanziamenti agli atenei).
  • Non è vero che la sto­ria si ripete prima come tra­ge­dia, poi come farsa. Tal­volta, viene prima la farsa, come si può constatare ripercorrrendo l’ingloriosa epopea dell’ANVUR, a partire dal Manuale di Nonna Papera e la caccia agli zombies per arrivare al Politecnico di Milano superato dall’università di Messina nell’Ingegneria industriale e dell’informazione e alla scientificità di Suinicultura (sì, con tre “u”), difesa attraverso una surreale equiparazione con il Caffè di Pietro Verri (ANVUR, la tragedia di un’agenzia ridicola). E non è finita: con la sua delibera n. 92 l’ANVUR sfida i bestiari fantastici di Borges nel tentativo di definire una volta per tutte cosa sia una società scientifica (Cosa è una società scientifica? Ce lo dice ANVUR). A vedersela con “l’arma fine di mondo”, ovvero la SUA RD, saranno in primo luogo i direttori di dipartimento, sulle cui spalle sta per essere scaricata la responsabilità della validazione finale dei dati – ed anche delle penalizzazioni che già da ora vengono minacciate per gli eventuali errori (SUA RD – Le responsabilità dei direttori di Dipartimento). È quanto mai opportuno che sia riemersa in superficie la relazione della Commissione MIUR a cui l’ex ministro Carrozza aveva dato incarico di individuare criticità e suggerire correttivi al processo AVA. Un’ottima lettura per il ministro Giannini, che vi troverebbe validi spunti per porre argine alla deriva tragicomica della valutazione all’italiana (AVA: la “relazione ritrovata” della commissione MIUR).
  • L’Italia è ormai all’ultimo posto in Europa per percentuale di laureati, è penultima per spesa per l’università in rapporto al PIL ed anche ultima nell’OCSE per spesa pubblica destinata all’istruzione. Traguardi che sono il frutto di politiche mirate e perseveranti, additateci giorno dopo giorno da una piccola schiera di “maître à penser de noantri”, di cui offriamo una breve antologia (W L’IGNIORANZA! Breve antologia dei “maître à penser de noantri”). La retorica dell’eccellenza (Contro la retorica delle “eccellenze”) e l’insistenza sul primato della “ricerca utile” (Ricerca fondamentale o ‘applicata’? Sulla probabilità nelle scienze naturali (e su Google)) hanno fatto da alibi ad una politica di desertificazione i cui esiti sono evidenti. L’assegnazione degli Starting Grants ERC sancisce un ottimo risultato degli italiani – terzi per numero di vincitori di grant – ma pessimo per l’Italia – solo settima per numero di grant ospitati dalle sue istituzioni di ricerca (ERC Starting Grant 2014: bene gli italiani, male l’Italia). Come meravigliarsi della fuga dei ricercatori a fronte di politiche che hanno posto un limite al numero di anni di assegno di ricerca e contestualmente disseccato i reclutamenti, con il risultato di erigere una micidiale gigliottina che sta per entrare in azione ai danni di un’intera generazione? (Mozione CUN sulla durata degli assegni di ricerca) Un dramma di fronte al quale la sadica soddisfazione di Mariastella Gelmini (Mariastella Gelmini: ricerca, giustizia è fatta. Ha lasciato chi voleva garanzie, non chi è bravo) non fa che confermare la lungimiranza di chi nel 2010 si era – ahimè inutilmente – mobilitato contro i tagli e la riforma. Comunque sia, capita ancora di incrociare qualche anacronistico relitto di retorica gelminiana, talmente sgangherato e poco padrone del lessico da far pensare che dopo tutto qualche laureato di troppo c’è veramente (E se fosse vero che in Italia ci sono troppi laureati?).
  • La ricerca scientifica e l’istruzione universitaria sono sotto pressione anche in altre nazioni. In Portogallo, la valutazione delle unità di ricerca è stata affidata all’European Science Foundation e ha destato scandalo la scoperta di una clausola segreta del contratto che imponeva di eliminare, già nella prima fase, il 50% delle unità valutate (The flawed evaluation of Portuguese research units conducted by the ESF). In Australia, il governo ha tentato di varare una riforma che prevedeva una drastica riduzione del finanziamento statale accompagnata da un innalzamento delle tasse universitarie. Vedendo nella proposta un mezzo per accrescere il finanziamento dei propri atenei, la maggior parte dei rettori era favorevole. Ma non quello dell’Università di Canberra, di cui ripubblichiamo un interessante e appassionato articolo (Università australiane: riforma o frode?).
  • «Come ‘o famo? O’ famo strano!». Non sappiamo se sia stato questo il tenore dei discorsi fatti a Padova in occasione della stesura di un bando per RTDb nel SSD ICAR08. Magari non erano in romanesco, ma in veneto. Fatto sta che il bando un po’ strano lo è (Gli strani bandi per ricercatore a tempo determinato). Il tema del reclutamento rimane caldo e, mentre si prolunga l’attesa per la riforma dell’ASN, segnaliamo gli interventi del Seminario dell’Interconferenza, tenuto lo scorso ottobre presso la Sapienza di Roma (Abilitazione e reclutamento: dalla critica alla proposta). Sempre a proposito di ASN segnaliamo una lettera aperta inviata alla comunità scientifica dalla Commissione ASN del settore 13/B2 (Cahiers de doleASN: documentazione ASN e VQR).
  • Il DL 95/2012 (e successive modifiche) vieta il conferimento a pensionati di contratti relativi ad incarichi di studio e consulenza, se non gratuiti e per un solo anno. Una recente circolare ha però chiarito che i contratti di ricerca non sono riconducibili a quelli di studio e consulenza (Contratti a pensionati della PA: qualche chiarimento).
  • La storia dell’arte ha necessità di cercare rifugio esclusivo tra le pagine della rivista specialistica? Oppure può essere intesa anche cone “conversazione di interesse pubblico“? (La storia dell’arte tra il riccio e la volpe. Mutazioni di una disciplina per l’epoca che viene)

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