I  COMMENTI DI QUESTO POST SONO STATI CHIUSI PERCHÈ LA DISCUSSIONE È STATA SPOSTATA IN UNO SPAZIO APPOSITO, RAGGIUNGIBILE TRAMITE QUESTO LINK: https://www.roars.it/monitoring-asn/

Nel momento in cui scriviamo, stanno uscendo sul sito del MIUR i primi risultati della prima tornata delle abilitazioni scientifiche nazionali (ASN).

Per ora (8 dicembre 2013, h 16:57) sono usciti soltanto 13 settori concorsuali:

  • 01/A4 – Fisica Matematica
  • 06/D3 – Malattie Del Sangue, Oncologia E Reumatologia
  • 06/E1 – Chirurgia cardio-toraco-vascolare
  • 07/H1 – Anatomia E Fisiologia Veterinaria
  • 07/H5 – Cliniche Chirurgica E Ostetrica Veterinaria
  • 08/A1 – Idraulica, Idrologia, Costruzioni Idrauliche E Marittime
  • 09/H1 – Sistemi Di Elaborazione Delle Informazioni
  • 11/A1 – Storia Medievale
  • 11/A3 – Storia contemporanea
  • 11/A4 – Scienze Del Libro E Del Documento E Scienze Storico Religiose
  • 11/C2 – Logica, storia e filosofia della scienza
  • 11/C4 – Estetica e Filosofia dei linguaggi
  • 12/B1 – Diritto commerciale e della navigazione

Ecco il link alla pagina del MIUR che si aggiornerà con i risultati degli altri SSD.

Nel frattempo è stato pubblicato anche il seguente comunicato:

2 dicembre 2013

Si comunica che alla data del 30/11/2013 le Commissioni che hanno proceduto alla chiusura dei lavori e all’invio degli atti al Ministero tramite l’apposita procedura telematica sono 149 su 184.  Per le Commissioni che non hanno concluso i lavori entro il 30/11 sarà adottato specifico provvedimento che fisserà un termine massimo, secondo quanto previsto dall’art.8, comma 6, DPR 222/2011,  entro cui concludere i lavori.   Il Ministero sta procedendo alla ricognizione degli atti di ogni singola commissione e quindi, a decorrere dalla data odierna, alla pubblicazione degli stessi.  Tenuto conto che alcune commissioni hanno allegato nei verbali caricati nella procedura telematica copia di documenti di identità di singoli commissari, si precisa che tali documenti non saranno  pubblicati a tutela della privacy.  Nella Sezione “Candidati all’abilitazione 2012” è pertanto disponibile l’accesso ai risultati e agli atti dei settori concorsuali la cui ricognizione può ritenersi conclusa.

Segnaliamo anche la lista degli articoli di ROARS in merito all’Abilitazione Scientifica Nazionale.

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249 Commenti

  1. Mi chiedo se i toni utilizzati per alcuni “non abilitati” siano lesivi della dignità professionale del candidato. In una relazione un commissario apre il suo commento con “la smilza m.” dove m sta (immagino) per “monografia”….ed il commento è di tre righe: il concetto di “smilzo” gli era evidentemente chiaro.

    • si, i toni possono ledere la dignità e la professionalità del candidato. Causa di danno risarcibile, anche biologico.
      piuttosto, anche tra i giuristi nessuno sa come funzionano i ricorsi al Tar. Se lo si vince, chi valuta il candidato? la medesima commissione? sarebbe un assurdo. Una nuova? scelta come? Si potrebbe ottenere un provvediemnto d’urgenza per partecipare allla tornata 2013? nessuno lo sa.

  2. Fatto: Un ordinario che, in un settore bibliometrico, superi due mediane su tre, è automaticamente riconosciuto idoneo a giudicare i destini di tutti gli aspiranti ordinari del territorio nazionale. Per contro, un candidato che supera tre mediane su tre può, a discrezione del commissario di cui sopra, essere ritenuto indegno – non dico di essere chiamato come ordinario – ma finanche di presentare domanda per essere valutato in un concorso di prima fascia, da qui ai prossimi tre anni.

    Il “fatto” mi sembra logicamente e moralmente insostenibile. Mi chiedo se non lo sia anche dal punto di vista giuridico. Qualcuno è in grado di rispondere? Grazie, e un caro saluto a tutti!

    • proprio inaccettabile, assolutamente! Non so se ciò abbia un profilo anche giuridico oltre che morale.

    • Perché l’ordinario commissario, oltre a superare due mediane su tre, è anche stato a suo tempo vincitore di concorso (quindi è passato attraverso una qualche valutazione comparativa). A mio parere, quindi non si profila alcun problema giuridico, perché il superamento delle mediane è condizione necessaria ma non sufficiente.

    • scusate, in quale fase della fase di verifica di “abilitazione” dei commissari è stata eseguita la verifica della “pertinenza” delle pubblicazioni dei Docenti al settore di appartenenza o di valutazione ??.
      Dove sta scritto che si da per “certo” che un docente non possa pubblicare fuori dal suo settore di appartenenza di contratto ?.

    • Concordo in pieno. E il paradosso sai quale è? Che gli stessi commissari selezionati in base alle mediane hanno deciso di non tenerne conto! Benvenuto nella repubblica delle banane!

    • Considero positiva la ASN proprio perché dimostra l’assurdità di affidare a commissioni di 5 ordinari italiani di decidere il futuro su tutto il territorio nazionale dell’università italiana. Per la tua domanda, le leggi sono valide finché non si cambiano. Tutto qui.

    • sto pensando di fare un alita di paradossi e di proporlo come gruppo di discussione anche per farne una classifica PARDOSSALE:
      1) argomento “pertinenza”: nei giudizi, i commissari indicano loro quali sono le pubblicazioni e l’appartenenza pertinente al SSD, spesso, comunque basta leggere il titolo della rivista scientifica o se vogliamo essere più pignoli la descrizione della stessa nel sito ufficiale della rivista, per capire se un articolo è inerente al settore SSD.
      1a: un autore che ha pubblicato solo su di una rivista che si chiama per esempio: Molecular Biology è possibile che non sia coerente con il settore 05/E2: biologia Molecolare?.
      1b: un autore che ha pubblicato solo su Science o Nature (multidiscipinari per definizione) ma con articoli nel titolo ci sono le parole “molecular biology of ……ect. ect” è possibile che l’articolo non sia coerente con il settore 05/E2: biologia molecolare?.

      INFINE mi farebbe molto piacere sapere:
      con quale criterio, in un lavoro “multidisciplinare” con svariati autori anche pubblicato su di una rivista scientifica che rientra chiaramente in un solo SSD, i nostri onniscienti commissari, possono sapere CHE PARTE HO FATTO IO NELLA PUBBLICAZIONE SPECIFICA?. Non sarebbe stato più semplice farci autocertificare da a noi Autori cosa abbiamo fatto, anche perché questa abilitazione doveva servire solo come una preselezione per dimostrare la capacità di produrre RICERCA SCIENTIFICA e non deve essere una graduatoria di merito scientifico.
      Paradossale no??

  3. Tento un’osservazione di fondo.
    Forse il problema sta nel fatto che si sia ormai ridotto il lavoro scientifico a “oggetto di valutazione”.
    Credo che i danni, le assurdità, le palesi illogicità, le aberrazioni, a così via, di questa ASN — come anche dell’ultima VQR — dipendano dalla problematicità insita nel concetto stesso del “valutare”.
    Valutare qualcosa significa assegnargli un valore sulla base di criteri stabiliti. Ora, come vengono stabiliti i criteri di un certo valutare? In forza di alcuni valori a loro volta previamente stabiliti. E come si stabiliscono questi valori (che disegnano i criteri)? In forza di altri valori, naturalmente più alti di grado. Ma questo “più alto grado” come si definisce? Se siamo sinceri e onesti, dobbiamo riconoscere che questa ultima definizione si perde in un regresso all’infinito. Conclusione: il valutare non è logicamente fondabile, e quindi resta infondato.
    Ora, chiedo: può un agire infondato (tanto più infondato quanto più la sua infondatezza non sia riconosciuta) fondare qualcosa, ad esempio contribuire all’edificazione di una vera ed efficiente comunità scientifica?
    Gli arbitrii cui stiamo assistendo — con tutte le violenze che essi comportano — sono innanzitutto l’effetto dell’infondatezza del valutare.
    Chi parla di “cultura della valutazione” in realtà non sa quel che dice.

    • Segnalo un fatto abbastanza grave: il Regolamento concernente il conferimento dell’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso al ruolo dei professori universitari. DPR 222 del 14 settembre 2011 pubblicato su Gazzetta Ufficiale n.12 del 16 gennaio 2012, all’art. 8, comma 5 recita: “La commissione delibera a maggioranza dei quattro quinti dei componenti”.
      Constato che alcuni candidati sono stati dichiarati idonei a maggioranza di 3 quinti dei componenti la commissione.
      Basta leggersi alcuni giudizi per rendersene conto.
      Ignoranza dei commissari o dolo voluto?

  4. Confermo di essermi in tempi non sospetti piu’ volte scontrato con vari redattori di ROARS sulla questione degli indicatori bibliometrici. Piu’ volte sono stati postati articoli (badate bene, basati su esperienze in altri paesi) dove si metteva in evidenza che gli indicatori automatici non funzionano e che devono essere almeno affiancati da peer review. Il punto è che l’Italia NON è un paese normale. Le commissioni dell’ASN sono perfettamente rappresentative di un corpo docente incapace, disonesto e corrotto. L’immediata conseguenza è che la peer review non è leale ed oggettiva come dovrebbe essere ma diventa lo strumento di corruzione per eccellenza. La realta’ è che avremmo bisogno di indicatori esclusivamente automatici ed anche molto piu’ severi della famigerata “mediana”. Sono sicuramente imperfetti ma almeno ci evitano i giudizi scandalosi che stiamo vedendo.
    V.

    • Bravo, bel discorso. Fossi in te lo proporrei alla Giavazzi & Co., sembra che siano sempre in cerca di nuove “certezze” sull’accademia italiana.

  5. scusate la mia ignoranza giuridica: cosa sarebbero i “pareri pro veritate” presenti nelle tabelle dei risultati e riportanti 0 per tutti i candidati?
    V.

  6. Oggi da un caro amico e vero scienziato anche se lavora nell’industria, ho ricevuto queste osservazioni in risposta ad una mia email nella quale gli raccontavo la mia probabile bocciatura (supero due mediane su tre). La pubblico qui nella speranza che possa incoraggiare tanti di noi a non mollare.

    Carissimo,

    Mi spiace di sapere che non sei passato.

    Dando un’occhiata ai commenti ed anche ai risultati, si vede che in molti casi il superamento delle mediane non è stata condizione sufficiente per ottenere l’abilitazione. Le commissioni hanno evidentemente tenuto conto anche di altri fattori che per la verità non ho ancora ben capito.

    Quale che sia il criterio adottato, non si può pensare che potesse essere infallibile: e la dimostrazione è proprio che ha fallito nel tuo caso, visto che ha decretato la non abilitazione di una persona come te, capace, qualificata, competente, appassionata.

    Mi sono chiesto in quanti altri casi questo metodo abbia fallito, sia nel dare che nel negare le abilitazioni; ed allora senza pretesa di generalità sono andato a curiosare nei curriculum presentati da alcuni candidati, abilitati e non, nel settore dei sistemi per l’elaborazione dell’informazione. L’impressione che ho ricavato leggendo le loro storie è di avere a che fare con persone in genere molto qualificate: e come potrebbe essere diversamente?

    Sono persone che svolgono attività didattica e di ricerca da decenni, come professori associati o come ricercatori: certamente ci sarà chi “è più bravo” e chi lo è di meno, chi ha svolto attività con maggiore visibilità internazionale, chi è più in gamba come docente, chi è più abile a organizzare convegni o a tessere relazioni con altri gruppi scientifici. E’ facile capire che si tratta, in quasi tutti i casi, di persone molto capaci che hanno dedicato la loro vita agli studi, alla ricerca, alla scienza. Con buona pace del giudizio sull’abilitazione.

    Il punto è quello che ci siamo detti più volte: la penuria delle risorse dedicate alla ricerca scientifica genera una sorta di competizione tra menti brillanti in cui è inevitabile che si vinca in modo casuale, perché quale che sia il criterio scelto, questo sarà sempre imperfetto. E genera inevitabilmente scontento e delusione in chi andrebbe invece incoraggiato, aiutato, protetto.

    Ed è per questo che con forte convinzione ancora oggi io ti dico: resisti e persevera nel tuo cammino. La rotta è tortuosa questo lo so, ma la passione, l’impegno, l’entusiasmo con cui hai navigato finora ti hanno portato a tagliare già diversi traguardi. Ed abbiamo ancora tanto lavoro da fare.

    Un abbraccio
    Izio

  7. Leggo molti commenti che tendono a gridare allo scandalo davanti a questi primi risultati dell’ASN. Soprattutto molti si lamentano del mancato “non rispetto” circa l’uso degli indicatori. Pur comprendendo senza sforzo la legittima delusione di chi si è visto negare l’abilitazione pur superando due o tre mediane, vorrei sommessamente ricordare che il superamento delle mediane rappresentava solo un titolo relativo all’impatto della produzione scientifica, e certamente nemmeno il titolo più rilevante. Proprio su questo forum la proposta delle mediane era stata fortemente criticata, e secondo me a ragione, perchè superare tali valori non è in alcun modo indice di qualità scientifica, ma soltanto di attività nel settore. Le mediane premiano soprattutto chi nel passato si è fortemente auto-citato, e quindi era auspicabile che i commissari valutassero invece, come principale requisito per l’abilitazione, la qualità delle pubblicazioni. In un settore come 9/H1 tale qualità poteva essere oggettivamente riconosciuta usando la classificazione delle riviste messa a punto dal GEV. Lavoro da tanti anni in questo settore e non mi pare che tale classificazione sia stata fatta male, anzi mi sembra estremamente ragionevole. Guardando i risultati, mi è sembrato che le bocciature nel caso di mediane superate siano dovute ad oggettive carenze sulle riviste di altà qualità GEV. Si può discutere qualunque criterio, ma quello usato dalla commissione, almeno nel settore 9/H1 non mi pare debba fare gridare allo scandalo. Sono stati abilitati quelli che avevano pubblicazioni su riviste di fascia alta GEV e che al tempo stesso superavano due mediane su tre, oppure che non superavano ma per i quali il non superamento non è stato ritenuto ostativo vista l’alta qualità delle pubblicazioni. Quest’ultimo caso mi sembra un’interpretazione ragionevole della possibilità di conferire l’abilitazione anche a chi non supera le mediane in situazioni di eccezione. In altre parole, se hai pubblicato su ottime riviste, ti abilito anche se non superi strettamente le mediane. Dov’è lo scandalo? La discrezionalità della commissione, nel caso di 9/H1, non è stata esercitata circa la bontà delle riviste, perchè hanno usato (e lo si vede dai giudizi) la classificazione GEV. La procedura non sarà perfetta, ma è un grande passo avanti rispetto all’assoluta discrezionalità delle commissioni nei vecchi concorsi locali.

    • La tua interpretazione del comportamento dei commissari nel settore 9/H1 è probabilmente quella che a mio avviso più si avvicina alla realtà. Ma vorrei giusto farti qualche osservazione. Se per le riviste hanno usato la classificazione GEV cosa hanno adoperato per le conferenze? Sulle conferenze hanno potuto solo verificare le mediane ma se come dici tu molte citazioni sono gonfiate tramite auto-citazioni (qui si potrebbe aprire un discorso molto critico sulla pratica delle auto-citazioni nel nostro settore) come le hanno valutate? Inoltre resta ancora la domanda su come hanno stabilito o meno il riconoscimento internazionale.

    • @Sam. Non sono molto sicuro della tua valutazione per 09/H1. Passo 2 mediane su 3 (e pareggio la terza), con 5 journal di fascia 1 secondo il GEV, varie conferenze top, e la mia ricerca é stata valutata “limitata” sia come impatto che come collocazione editoriale!

    • Non credo che le conferenze abbiano granchè influito. I commissari hanno considerato soltanto le riviste, a meno di qualche conferenza davvero top, tipo PODS o SIGMOD, che eccezionalmente può essere considerata al rango di una rivista. Interessante il caso proposto da Sergio. 5 riviste di fascia 1 GEV non sono poche. Occorrerebbe vedere però le altre 9 che hai presentato. Se fossero ad esempio 9 riviste di fascia almeno 2, il tuo caso sarebbe davvero eccezionale. Ma se fossero riviste di fascia 3 o 4, o non comprese proprio nella classificazione GEV, o addirittura tu non fossi riuscito a presentare 14 riviste ma avessi dovuto ricorrere a qualche conferenza riempitiva…allora il giudizio di “produzione limitata” inizierebbe a spiegarsi. Io ho guardato un numero significativo di giudizi, e mi pare che l’uniformità di comportamento, almeno per il settore 9/H1, sia stata accettabile. Questo non vuol dire che non ci sarà stato qualche caso discutibile, ma ci ricordiamo del numero di casi discutibili nelle vecchie commissioni locali? Io stavolta ho visto abilitati colleghi che sono fuori da qualunque circuito di potere, mentre gente che lavora in gruppi forti non è passata oppure non ha neppure presentato domanda per via dell’ostacolo mediane. Riflettiamo anche su questo, prima di gridare allo scandalo.

    • Caro sam, la sua difesa a spada tratta della commissione mi sembra eccessiva non avendo considerato caso per caso.
      Lo stile adottato da questa commissione è di gran lunga peggiore a quanto capitava prima, perchè hanno svolto il loro lavoro con discrezionalità e superficialità e non voglio aggiungere altro.
      Ti spiego esattamente il mio caso anzi metto un estratto della mail inviata alla commissione alla quale ovviamente non ho avuto risposta.

      “Vi scrivo per avere un chiarimento sul criterio adottato per la valutazione delle mie pubblicazioni (produzione limitata e accettabile) in quanto ho delle difficoltà oggettive a comprenderne il significato. In fatto da uno dei giudizi risulta ” Dall’analisi delle pubblicazioni risulta quanto segue. Numero di pubblicazioni di livello ottimo:2. Numero di pubblicazioni di livello molto buono:2.”.

      Ora non avendo chiaro quale criterio sia stato adottato (nei criteri si parla della classificazione fatta in Allegato D nel DM 73) nello specifico sono andato a controllare la classifica fatta dal GEV per il settore 09-H1* e mi risultano i seguenti valori:

      Computer Methods and Programs in Biomedicine CLASSE: 1 (IF: 1.555)
      IEEE Transactions on Information Technology in Biomedicine CLASSE: 1 (IF: 1.978)
      IEEE Transactions on Neural Networks CLASSE: 1 (IF: 2.633)

      Multimedia Tools and Applications CLASSE: 2 (IF: 1.014)
      IEEE Transactions on Intelligent Transportation Systems CLASSE: 2 (IF: 3.064)
      Briefings in Bioinformatics CLASSE: 2 (IF: 5.298)

      Questo non considerando due lavori in IEEE Transactions on Measurement and Instrumentation (IF: 1.357) che sebbene non siano classificati nel GEV 09-H1 (fatto poco indicativo data la presenza di molte altre riviste che poco hanno a che fare con il settore 09-H1) sono classificate CLASSE 2 nel GEV area 09 (oltre che valutati eccellenti nella VQR) e contengono un chiaro contributo di 09-H1.
      Per scrupolo di dovere sono andato a controllare l’impact factor di tali riviste (riportati sopra) e sono tutti ampiamente sopra 1 con punte oltre 2 e 3. Inoltre ho anche inviato un articolo pubblicato su IET Intelligent Transport Systems (IF=0.959) con chiaro contributo 09-H1 dato che descrivo tecniche di object detection (pattern recognition) per applicazioni sul traffico veicolare.”

      Questo non considerando gli articoli (3) di ricerca interdisciplinare pubblicati in journal di medicina (tutti con IF alto) che contengono contributi significativi di elaborazione delle informazioni (cosa che ho pure spiegato nella domanda).

      In ogni caso, anche escludendo gli articoli (non appartenenti al GEV 09-H1, nonostante nei criteri fosse chiaramente espresso che in casi di ricerca interdisciplinare si sarebbe valutato il contributo 09-H1) non presenti nel GEV 09-H1 avrei dovuto avere almeno 3 ottimi e 3 molto buoni e forse avere l’abilitazione.

      In merito al fatto che era necessarie almeno 14 riviste (io ne ho presentato 12 e 2 conferenze) un altro candidato (chiamiamolo B) che ha ottenuto l’abilitazione ha presentato 12 (o meno) riviste con la seguente classificazione GEV:

      2 Riviste di Classe 1
      1 Rivista di Classe 2
      1 Rivista di Classe 3
      4 Riviste di Classe 4

      E la sua valutazione è stata ben diversa ovvero: 2 ottimi, 1 molto buono e 2 buoni. La sua classificazione media GEV è 2.5 (ovvero tra buono e molto buono) la mia 1.5 (ovvero tra molto buono e ottimo) e l’IF medio delle mie riviste è circa 2 mentre nell’altro caso è circa 1.

      Quindi quale criterio è stato adottato per classificare le pubblicazioni?

      Ti riporto anche un’altra episodio anomalo sulla valutazione dei titoli dove ho avuto una valutazione positiva, dati i titoli, vedi il seguente link

      https://abilitazione.cineca.it/ministero.php/public/getfile/domanda/170/tipo/1

      ma uno dei commissari ha pensato che fosse SOLO accettabile. Dirai cosa del tutto legittima, ha tutto il diritto di esprimere un parere. La cosa strana è che nella valutazione dei titoli di un candidato C che non superava le mediane e che come titolo ha solo messo la partecipazione ai progetti di ateneo, che non è mai stato un giorno all’estero (perlomeno non è riportato) e ha praticamente lasciato la casella dei titoli quasi vuota ha messo positivo.

      Infine nei criteri era chiaramente espresso che si doveva dare particolare importanza agli ultimi 5 anni di attività ma si solo abilitati di prima e seconda fascia persone che avevano solo qualche articolo su rivista o addirittura neanche uno nell’ultimo quinquennio (cosa sulla quale la legge è tassativa: non si possono dare premi alla carriera ed inoltre e come se c’è chi usa sempre gli stessi titoli per vincere concorsi differenti). Questo criterio però non è valso per tutti, infatti un candidato a prima fascia che aveva prodotto poco negli ultimi 5 anni ma prima aveva delle riviste di tutto rispetto (tutte di classe 1) si è visto un giudizio del tipo: quello fatto negli ultimi 5 anni non è paragonabile con quanto prima. TROMBATO.

      Per cui parlare di scandalo non è del tutto immotivato. Mi hanno distrutto psicologicamente e umiliato: io ho speso 10 della mia vita a cercare di fare della buona ricerca ad accrescere la mia visibilità internazionale sacrificando anche la mia vita personale, e questi con la stessa superficialità con cui si butta una carta per terra, mi hanno cassato.

      Avevo nutrito il sogno che questa ASN potesse effettivamente cambiare qualcosa: questo sogno si è infranto qui! Così come quello di un’Italia migliore.

      Cito il mio conterraneo: “Tutto cambia per non cambiare!”

      Saluti

    • @Sam: Alla chiusura del bando avevo meno di 9 anni di anzianitá. Di conseguenza non ho 14 riviste di classe 1 (altrimenti avrei sbancato l’abilitazione da ordinario, altro che quella da associato…). Ho presentato 5 riviste di classe 1, 5 conferenze top e 4 riviste di classe 4. Gli articoli di classe 1 sono stati pubblicati tutti negli ultimi 5 anni ed hanno avuto tante citazioni (praticamente nessuna self) da farmi passare con tranquillitá le altre mediane. L’intera sezione dei titoli é stata valutata “Eccellente”. Ho avuto 5 su 5 contrari all’abilitazione.
      Sono consapevole che ci sono CV ben migliori dei miei in termini di pubblicazioni, ma mi sembrava di cogliere che lo spirito del bando fosse quello di valutare principalmente gli ultimi 5 anni…

    • Scandalo 1) Esistono candidati non abilitati che anche senza auto-citazioni di tutti gli autori che superano ampiamente le mediane. Verificare su scopus. Cioè, anche senza auto-citazioni, superano la mediana dei professori attivi in ruolo considerati con le auto-citazioni. Ci vuole un bel coraggio a dire che l’impatto della ricerca è limitato. Si potrebbe semmai dire che l’impatto medio dei professori in ruolo è scandaloso, visto che sono surclassati in citazioni da candidati non abilitati.

      Scandalo 2) Conferenze. Esiste forse un criterio dichiarato dalla commissione per cui le conferenze non debbano avere valore? Ne esistono con tassi di accettazione ben inferiori alle riviste di prima classe e non sono certo un paio. Bastava prendere una lista internazionale, ERA 2010 conference ranking o qualunque altra. Oppure considerare il numero di citazioni. Oppure un qualche altro criterio trasparente, che però non è stato ne dichiarato (ne apparentemente adottato).

      Scandalo 3) La classificazione del GEV. Non è conforme a misure di IF ne al senso comune. Inoltre è piena di buchi. Per valutare davvero la qualità delle pubblicazioni non ci poteva attenere solo alla lista GEV. Chiunque non sia un passante della ricerca lo sa. Fra l’altro, non è neanche vero che sia stata utilizzata (e ci sono diversi controesempi).

      La valutazione non è perfetta mi pare un eufemismo, la valutazione è stata estremamente rozza. L’università è fatta di persone. Se l’università italiana è quello che è un motivo ci sarà.

  8. Facciamola più semplice: in perfetto stile italiano, mediamente i commissari si sono preoccupati di far passare i loro accoliti, mediane o non mediane; poi, mediane o non mediane, sono andati giù duri con tutti gli altri, per eliminare più concorrenti possibili ai prossimi concorsi. Se questo è vero, i commissari più “severi” sarebbero quelli i cui i protetti erano più bisognosi di protezioni…

    • Quanto al “perfetto stile italiano”, posso assicurarti che se in Gran Bretagna reclutassero personale docente con concorsi pubblici nazionali o locali come in Italia, accadrebbero le stesse cose che accadono qui.
      Per questo, non usano sistemi simili.

  9. @de.felix e @Aldo Grcia Io, ad esempio, mi sento molto mortificato dal giudizio di “immaturità” scientifica a me elargito, sia in assoluto che a fronte di altri casi di persone “santificate”. Sto difatti valutando se fare anche querela per diffamazione.

    • Supponiamo che Mario Rossi sia inabilitato con commenti lesivi della sua immagine. Mi chiedo, e chiedo agli informatici, quale è la probabilità che, digitando tra qualche mese “Mario Rossi” su Google, appaia tra i risultati anche il link a quel commento? Grazie

  10. @Bazzocchi: esattamente. Concordo al 100% con te e aggiungo che questa ASN si è rivelata un modo di spendere milioni di euro per partorire il topolino. Ma questo lo si era capito da tempo.

    • Comprendo le leggittime proteste dei non abilitati, ma considero molto importante la procedura ASN perché per la prima volta permette di analizzare l’università italiana. Quanto a mediane e indicatori bibliomentrici, è chiaro che non bastano a dare una valutazione e che occorre una valutazione sulle pubblicazioni. Qui cade tutto il mito concorsuale nazionale, perché le valutazioni sono sempre soggettive. I commissari sorteggiati, spesso illustri sconosciuti, si sono trovati ad esercitare un potere assoluto e lo hanno fatto. Hanno quindi abilitato i candidati affini ai loro interessi di ricerca, orientamento, interessi accademici e non gli altri, anche se bravi, etc., etc. E deciso sulla direzione nazionale della ricerca e della didattica. Questo è il punto.
      Se un dipartimento americano vuole assumere uno storico medievale, ha varie application, fa varie interviste ai candidati e poi assume quello che ritiene più opportuno ai suoi interessi. Stop. Dà delle valutazioni soggettive, però se il candidato scelto non è bravo, il problema è solo del dipartimento americano. Non decide la direzione della ricerca e della didattica della storia medievale delle università americane.
      Con i concorsi locali era ancora peggio, perché bastavano una decina di telefonate per organizzare una commissione e chiunque poteva diventare associato od ordinario. Anche con un solo saggio pubblicato nel volume curato da un membro della stessa commissione. Inutile aspettarsi grandi novità dall’ASN. L’unica novità è appunto che il re è nudo.

  11. Senza voler fare polemiche, perché una valutazione, qualsiasi essa sia, sarà sempre imperfetta, vorrei fare alcuni commenti:
    1) alcuni sono contro gli indici bibliometrici (tra cui aggiungerei anche IF) perché alcuni organismi internazionali ed alcune riviste hanno criticati. Mi sembra però che dal poco che è uscito finora siano proprio i commissari esteri quelli ad uscire con le ossa più rotte.
    2) l’uso degli indici bibliometrici è influenzato dalle auto-citazioni. Verissimo. Ma ricordo che sia ISI che Scopus (più il secondo del primo) hanno un filtro specifico per questo.
    3) perché fare tanto casino e spendere tanti soldi per il calcolo delle mediane, se si rivela di fatto un criterio relativo, ossia né necessario, né sufficiente?
    4) un processo di peer review serio dovrebbe prevedere che le commissioni valutino i candidati in cieco. Non banalissimo, ma fattibile: basterebbe presentare i lavori da sottoporre a revisione senza che i nomi siano riconoscibili. Rimarrebbero però due problemi insolubili: la nostra naturale tendenza a scavalcare le regole, ed il fatto che un commissario saprebbe riconoscere un lavoro dove lui è autore…

    • 2) Per informazione sono andato a vedere la distribuzione delle citazioni di alcuni abilitati su scopus. Come si poteva immaginare negli ultimi anni c’è stata una impennata di auto-citazioni notevole. Credo che alcuni abilitati non avrebbero superato le mediane senza le auto-citazioni (sono lecite ma quando un candidato ha più del 50% di auto-citazioni non credo che sia giustificato).
      3) Come qualcuno ha scritto su questo forum siamo incapaci di giudicare. Quindi meglio esasperare l’uso di indicatori magari attraverso una lunga discussione su cosa, come e quando valutare e portare la valutazione verso un processo completamente automatico. A questo punto preferisco avere un meccanismo chiaro e automatico piuttosto che uno fuzzy e biased.

    • Sono tendenzialmente d’accordo con epsy. Sul punto 2), però, faccio ulteriori due considerazioni:
      le citazioni incidono su 2/3 parametri (non sul numero di pubblicazioni) ed andrebbero sottratte anche dal calcolo delle mediane di partenza.

    • Le regole vengono scavalcate perché il nostro sistema di reclutamento permette di scavalcarle. Non esistono criteri oggettivi di valutazione soggettiva di una pubblicazione. Se si dà il potere a 5 PO il potere di decidere la direzione della ricerca e della didattica nazionale, è del tutto naturale che esercitino tale potere a loro discrezione. Tutto qui.

  12. Due note.
    1. La segnalazione di @ottone mi pare degna di attenzione. Vi sarebbero delle commissioni che hanno deliberato delle abilitazioni con una maggioranza dei i 3/5.
    2. A @sam e, in parte, a @nightwish73. Mi permetto di rinviare al mio precedente commento sulla infondabilità del valutare. «Infondato» non vuol dire «imperfetto» ma «foriero di conseguenze aberranti». Se poi un agire in sé infondato viene affidato a uomini disonesti (e magari anche vili), allora le conseguenze possono divenire devastanti.

    • In un paese basato su concorsi, e quindi sul “valutare”, non c’è modo di sfuggire all’ infondatezza. Sulla disonestà e viltà ci si può lavorare solo mettendo dei paletti oggettivi, ossia non interpretabili.

    • Mi permetto di osservare che è la ricerca scientifica è stata sottoposta a valutazione da quando esiste (anche Einstein è stato valutato). Non occorre avere un fondamento di “valore assoluto” per valutare qualcosa. Se occorresse un tale strumento, nulla potrebbe essere valutato. La valutazione di uno scienziato viene effettuata mediante un giudizio di merito da parte di colleghi scienziati. Questa valutazione è soggetta alla discrezionalità di giudizio umana, e naturalmente anche a possibili scorrettezze ed atti corruttivi, e non ha e non avrà mai valore oggettivo. Questo non vuol dire che possiamo o dovremmo rinunciare alla valutazione. Se un ricercatore negli ultimi hanni ha prodotto poco o niente, che facciamo? Lo promuoviamo professore associato o ordinario perchè non ci sentiamo in grado di valutarlo? Personalmente io invece valuterei il suo cv esattamente come ha fatto la commissione di 9/H1, vedendo quali e quanti lavori ha su riviste di riconosciuto prestigio, e secondariamente valuterei anche l’impatto della produzione scientifica mediante gli indicatori, senza peraltro dare a questi valore ostativo per l’abilitazione, proprio in virtù della loro relatività ed imperfezione, ma puramente un valore indicativo circa quanto il candidato ha prodotto e quanto i suoi prodotti sono stati citati. Personalmente avrei completamente eliminato le auto-citazioni. La vera critica che ho da muovere è questa. Ma gli indicatori non li ha definiti la commissione, bensì il ministero. Bene ha fatto la commissione, a mio avviso, a dargli quindi un valore soltanto indicativo.

    • Se una abilitazione e’ stata votata con i 3/5 non e’ valida perche’, appunto, serve la maggioranza qualificata dei 4/5. Sarebbe da far notare al Ministero.

    • Il settore è storia contemporanea. I giudizi individuali dei commissari, nel caso di decisione presa a maggioranza, sono di un’ambiguità disarmante…

    • Ho visto qualche verbale di Storia Moderna. È vero che in alcuni casi vi è ambiguità nei giudizi individuali. Tuttavia non mi pare che siano state prese decisioni con una maggioranza di 3/5. Quando si afferma nel giudizio collegiale che la commissione ha deliberato “a maggioranza” deve intendersi sempre «maggioranza dei 4/5».

    • Non mi piace fare nomi e sindacare sui giudizi. Noto solo che per un candidato in St. contemp. il giudizio di un commissario era totalmente negativo, per un altro commissario sul medesimo candidato: “La partecipazione al comitato editoriale di una collana e un paio di lavori pubblicati all’estero non completano i requisiti richiesti dalla commissione”. Per me sono 2 giudizi negativi su 5, a meno che si pensi una cosa, se ne scriva un’altra, si verbalizzi un’altra cosa ancora….

  13. Una chicca, dagli archivi del MIUR.
    “Il Candidato ha già ottenuto un giudizio di idoneità in una precedente valutazione comparativa. Supera due
    delle tre mediane (libri e riviste di fascia A). Partecipa alla redazione di tre riviste. Ha ottenuto incarichi di
    insegnamento presso atenei italiani. Supera i criteri fissati dalla Commissione. I prodotti scientifici presentati
    sono coerenti con il settore concorsuale e denotano continuità nella ricerca”
    Abilitato: NO!

  14. Chiedo scusa se interrompo, solo per un momento, le vostre comprensibilissime critiche alla procedura di abilitazione; qualcuno è riuscito a contattare il Miur e ad avere notizie sui tempi di pubblicazione dei risultati? Se è vero che 149 commissioni hanno già inviato i verbali in forma elettronica, possibile che ci voglia tutto questo tempo per pubblicare i risultati sul sito? Ieri, in una giornata intera, è stato aggiunto all’elenco un unico settore. Quali sono i motivi di questa motivi di questa inconcepibile lentezza?

    • Una nota, diciamo così, ufficiale del Miur datata 28 settembre rendeva noto che a quella data avevano consegnato i verbali 58 commissioni. Effettivamente non si comprende come mai finora siano stati pubblicati gli atti di sole 13 commissioni: possibile che per le altre 45 di quelle 58 commissioni non siano bastati due mesi al Miur per verificare la correttezza formale degli atti?
      Quanto invece alle alle altre 91 commissioni che hanno consegnato entro il 30 novembre, può benissimo essere che abbiano consegnato, tutte o quasi, proprio il 30 novembre o pochi giorni prima: se è andata effettivamente così, non c’è alcuna speranza di vederne gli atti in rete prima di Capodanno o dell’Epifania.
      Quanto infine ai candidati delle 35 commissioni che non hanno consegnato neppure per il 30 novembre, veri e propri figli (fra i quali puntualmente rientro) di un dio persino minore di quello dei candidati delle altre 149, non possono avere neppure la più pallida idea di quanto ancora dovrà durare la loro interminabile attesa. Infatti nulla si sa dell’entità delle 35 proroghe accordate dal Miur, perché a oggi (6 dicembre) non è stato pubblicato uno solo dei 35 decreti che la devono fissare (dico 35 decreti, perché pare che verrà assegnato un numero di giorni diverso per ciascuna commissione e comunque non superiore a 60). Fatto quantomeno sconcertante, perché decoro vorrebbe che un decreto di proroga venisse pubblicato almeno qualche minuto prima della scadenza che fa decadere

    • “Al castello sono lentissimi, e il male è che non si sa mai che cosa significhi questa lentezza; può voler dire che la cosa sta seguendo il suo corso amministrativo, ma può anche voler dire che questo corso non ha affatto avuto inizio, che per esempio si vuole ancora mettere alla prova Barnabas, e infine può voler dire che la faccenda ha già seguito il suo corso e che, per una ragione o per l’altra, la promessa è stata ritirata e Barnabas non avrà mai il vestito. Non è possibile sapere qualcosa di più preciso, almeno per molto tempo. Qui da noi c’è un detto, forse lo conosci: le decisioni dell’amministrazione sono timide come ragazzine”

      F. Kafka, “Il castello”

  15. Giusto per aggiungere ulteriori dati sulla casistica dei “non abili”.
    SSD: diritto commerciale e navigazione.
    Superamento di tutte e tre le mediane. Vincitore borsa Marie Curie.
    Due monografie (di cui una in inglese) pubblicate per Springer. Svariati articoli – molti dei quali in inglese – tre dei quali in riviste ISI (una rarità nel settore giuridico). Giudicato idoneo come professore associato in Danimarca, Belgio (regione fiamminga) e Svezia. Attualmente docent (i.e. Associate prof.) in Svezia.
    Risultato: opere monografiche sostanzialmente delegettimate dalla comissione (nessun comissario – nemmeno quello OCSE – ha mai scritto qualcosa in lingua straniera). Articoli per lo più giudicati come afferenti ad altre discipline. 5 voti contrari.
    Giusto per la statistica: 189 domande, 48 abilitati…tutti già strutturati in italia.
    Il ricorso sarà un obbligo morale!

    • Giusto conferma: la domanda era per prima fascia? Per seconda fascia oltre ad essere oltremodo scandaloso era inutile in quanto un associate prof in svezia e’ automaticamente idoneo (ovvero puo’ presentare domanda nei concorsi italiani).

    • E, forse per carità di patria, non hai neppure menzionato il giudizio nei tuoi confronti del quinto commissario. Le prime quattro righe sono fantastiche per chi sa qualcosa di IPRs… Mentre il resto di quel giudizio andrebbe girato al “noto editore tedesco” per valutare se, magari, l’azione legale la fate insieme.
      Uno scandalo (anche alla luce di alcuni salti doppi, da RU a PO, senza neppure tutte le mediane, nel tuo stesso settore). Piena solidarietà, davvero. E, comunque, meglio la Svezia.

    • Come è stato facilmente individuato, la domanda era per associato.
      Le valutazioni ottenute all’estero sono ovviamente avvenute nelle more (circa 15 mesi!!!) di questa farsa all’italiana….In effetti ora potrei usare la Tabelle di corrispondenza x posizioni accademiche all’estero del DM 236/2011…ma onestamente era più che altro una questione di principio otternere l’idoneità anche nel mio paese. Di tornare, oltre che poca voglia ci sono scarsissime possibilità per i non strutturati…forse x errore…

    • Un consiglio: resta dove sei, non perdere tempo coi ricorsi. Qui va tutto a picco, e prima o poi non si potrà fare a meno di rifondare tutto daccapo: allora forse… Ma evidentemente non è ancora il momento, dobbiamo bere l’amaro calice fino in fondo, dobbiamo bruciare ancora un paio di generazioni almeno prima di svegliarci.

  16. Per nikbik: scommettiamo che Pisati ti ha scritto che i tuoi lavori mancano di originalità?

  17. …vera e propria macelleria umana, ricorsi ovvi e forse scontati, va bene faccio parte e vivo questo delirio. Ma ribadisco: penso che sia fondamentale riflettere sul significato politico di questa macelleria. Stanno passando pochissimi candidati, qualcosa come 1 su 4 e con una sorprendente – quanto sospetta – omogeneità statistica. Quale sarà il messaggio che verrà dato in pasto al pubblico? Ben 3/4 degli scienziati/umanisti/intellettuali dell’accademia italiana non sono meritevoli di idoneità, e questo non è l’accusa dei soliti detrattori, ma la valutazione condotta dagli stessi universitari. E’ il sistema che valuta se stesso e dunque il risultato è credibile quanto tremendo: l’università italiana non funziona…
    Fra non molto – come tanti di noi – saprò se mi avranno trombato o no. Potete vedere chi sono e cosa io abbia fatto per l’università cliccando sul mio nome. Ho mantenuto attivo il link alle mie pagine web perché non ho nulla da nascondere. Ho lavorato seriamente e come ho potuto, cioè senza soldi ed estromesso da giovanissimo dal mio SSD. Potete credermi dunque se dico che della mia idoneità mi interessa davvero poco. Mi preoccupa tantissimo il destino di questa università pubblica per cui ancora mi batto.

    • l’università italiana è una università pubblica oppure è una università privatissima con soldi pubblici?

  18. Bene, i ricorsi ormai sono un obbligo per molti di noi, visto che le commissioni hanno continuato a comportarsi come in passato, vale a dire decidendo prima chi far passare ed escludendo quelli poco protetti. Ricordo a tutti che il ricorso al TAR deve essee notificato entro 60 giorni dalla pubblicazione dei risultati.

  19. ma che hanno fatto, si sono riaddormentati? E’ da giorni che controllo ma gli ambiti disciplinari completati rimangono sempre gli stessi. Che fine hanno fatto i risultati delle commissioni che hanno già completato? Ne sapete qualcosa?

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