I  “Reds” del Liverpool hanno pagato Balotelli quasi 26 milioni, ma le prestazioni hanno deluso: secondo i calcoli del Daily Mail, “SuperMario” è costato più di 100.00 Euro a passaggio. C’è chi ritiene che la costituzione e l’avvio di ANVUR siano un esempio di «uno start-up di successo nel panorama delle pubbliche amministrazioni italiane». Ma forse sarebbe meglio parlare di un “Balotelli della pubblica amministrazione”: se si esamina il bilancio milionario di ANVUR, si scopre che è costata 100.000 Euro a delibera,  pur includendo nel conto le 92 delibere non pubblicate (su un totale di 95). Oppure 215.00 Euro ad articolo o anche 359.00 a citazione. E poi ci sono quasi un milione e seicentomila Euro per pagare “esperti di elevata professionalità”. Ci sarà qualche quotidiano italiano che denuncerà i costi di “SuperAnvur” come il Daily Mail  ha fatto per quelli di “SuperMario”?

[Leggi la seconda parte qui: I dieci gradini della scalata al successo dello start-up di ANVUR]

LoStartUpDiSuccesso

1. ANVUR, ma quanto mi costi?

Giovedì 7 magggio si è tenuto presso il Dipartimento di Economia Management e Metodi  Quantitativi dell’Università Statale di Milano un seminario dal titolo “ANVUR: lo start-up di un’agenzia di valutazione pubblica“.

Nelle poche righe di presentazione si legge che

Il seminario vuole ripercorrere e discutere le fasi di costituzione e avvio dell’Agenzia, interrogandosi sui fattori che hanno permesso uno start-up di successo nel panorama delle pubbliche amministrazioni italiane.

Con questo post, proviamo a vedere alcuni dati indicativi del successo di ANVUR. ANVUR ha un bilancio (ci riferiamo ai dati del bilancio preventivo 2014) di € 9.850.000. Di questi ben 1,6 milioni se ne vanno per la remunerazione del Consiglio direttivo (spese di missione non comprese) che pesa dunque oltre il 16% dell’intero bilancio. Normale? Giudichi il lettore.

ANVURBilancioPrevisione2014

E per avere un’idea faccia il confronto con quanto costa l’Agenzia Garante per la Concorrenza ed il Mercato: bilancio complessivo di 185 milioni di Euro, spese per gli organi istituzionali  1,686 milioni di Euro (comprensivi delle spese di missione) che pesano dunque meno dell’1% sul totale del bilancio. O con l’Autorità per le comunicazioni AGCOM: bilancio da 160 milioni e compensi degli organi istituzionali pari a 1,765 milioni di € che pesano poco più dell’1% sul totale del bilancio.

2. ANVUR, il Balotelli della pubblica amministrazione

Vediamo adesso qualche semplice indicatore di produttività. Molto più semplice di quelli che ANVUR ha inflitto all’università italiana in questi anni. ANVUR suddivide il suo bilancio in tre missioni (traduzione italiana di mission):

  • Missione Università;
  • Missione Ricerca;
  • Missione servizi generali. 

ANVURmissioni

Da notare che le uscite per i servizi generali (€ 6.427.560) sono pari a poco meno del doppio di quelle riservate alle due missioni principali dell’Agenzia: ossia università (€ 2.346.060) e ricerca (€ 1.076.580).

In cosa si è concretizzata la missione servizi generali? In quelli che ANVUR chiama “provvedimenti ufficiali“. Vediamo un po’: nel corso del 2014 ANVUR ha prodotto:

Un tasso di trasparenza davvero un po’ scarso (le delibere pubbliche sono 3 su un totale di 92)

Ogni documento (inclusi quelli non pubblicati e di cui si ignora il contenuto) è dunque costato al contribuente italiano:

€ 101.546

Che è poco meno di quanto il Liverpool abbia speso per ogni passaggio riuscito di Balotelli.


balotelli anvur


Si dirà che la nostra stima è troppo alta, perché a rigore quei documenti dovrebbero essere considerati come rientranti nella sola “missione servizi generali”. Tale missione ha spese per 6,427 milioni di Euro; per cui possiamo stimare che un documento è costato al contribuente in media “solo” € 66.263.

3. ANVUR, ma quanto produci?

Vediamo se nelle altre “missioni” ANVUR è stata più produttiva. La missione ricerca è costata nel 2014 1,076 milioni di Euro. In cosa si concretizza? Beh, se applichiamo i criteri di ANVUR, in pubblicazioni. In questo caso utilizziamo criteri che ANVUR definirebbe “generosi”. L’aggettivo “generoso” è usato dal direttivo ANVUR e dai suoi collaboratori per indicare criteri di valutazione non abbastanza rigorosi, che danno risultati più favorevoli per i valutati di quelli che si avrebbero se fossero applicati criteri di valutazione più rigorosi. Ecco i criteri:

  • ci accontentiamo di pubblicazioni indicizzate in Scopus;
  • non ci limitiamo a riviste di classe A. Cioè non applichiamo la bibliometria che l’ANVUR ha usato nella VQR 2004-2010, la valutazione nazionale della ricerca.
  • infine, considerando che non è pensabile che le attività di ricerca 2014 siano già state pubblicate nel corso dello stesso anno, utilizziamo un criterio questo si davvero “generoso” e consideriamo come pubblicazioni ANVUR tutte quelle del periodo 2011-2014.

Beh se si fa una ricerca su Scopus inserendo ANVUR come “affiliation” il risultato è zero pubblicazioni.


search for affiliation


Sappiamo che ANVUR ha sempre avuto qualche difficoltà a maneggiare metadati bibliografici, per cui non è detto che le affiliation del consiglio direttivo siano corrette. Abbiamo controllato, quella del Prof. Fantoni lo è:


FantoniAffiliazione


Quella del prof. Bonaccorsi contiene invece un tocco di originalità:


Bonaccorsi Affiliazione


Quelle degli altri membri del direttivo sono ancora quelle universitarie, come quella riprodotta qua sotto della prof.ssa Kostoris e del prof. Graziosi:


KostorisAffiliazione GraziosiAffiliazione


Abbiamo allora fatto la ricerca utilizzando il nome inglese utilizzato dal prof. Bonaccorsi. Abbiamo anche fatto un lavoro certosino vedendo le pubblicazioni dei membri del consiglio direttivo (e del direttore)  in questi anni. Abbiamo trovato che i proff. Benedetto, Bonaccorsi e Castagnaro hanno continuato a pubblicare articoli scientifici, ma nei loro settori di competenza e non pertinenti all’attività dell’agenzia di valutazione. Solo il prof. Bonaccorsi si occupa di temi di valutazione. Per cui, con un calcolo di nuovo “generoso”, ed includendo nel conteggio anche alcuni “precari” di ricerca di ANVUR, siamo riusciti a contare 5 articoli pubblicati nel periodo 2011-2015. Con un totale di 3 citazioni. Di questi articoli solo uno può essere chiaramente ricondotto al lavoro svolto dai membri del consiglio direttivo nelle loro funzioni.

articolo bonaccorsi

Ma, Roars non applica la bibliometria in modo rigido. Per cui consideriamo una produzione totale di cinque articoli con 3 citazioni. Ogni articolo è costato al contribuente italiano

€ 215.276.

Ogni citazione è costata in media al contribuente italiano

€ 358.794.

Di nuovo la stima è “generosa”: abbiamo infatti considerato la spesa di un solo anno (il 2014) e l’abbiamo divisa per il totale delle pubblicazioni del periodo 2011-2015. Queste stime andrebbero fatte considerando i costi totali per i 4 anni di attività …

4. Più di 1,5 milioni per pagare “esperti di elevata professionalità”

Resta da vedere la “missione” Università. Costata al contribuente italiano 2,346 milioni di Euro nel 2014. Nell’elenco dei documenti ufficiali prodotti da ANVUR non siamo stati in grado di individuare attività facilmente riconducibili a numeri. Ma noi, da quando abbiamo letto l’epigrafe del rapporto finale VQR,  sappiamo bene che non tutto ciò che conta può essere contato. Ed il contributo di ANVUR all’appesantimento della burocrazia universitaria italiana è sicuramente il risultato principale di questa attività che tutte le università possono sicuramente testimoniare.

EspertiElevataSpecializzazione

Infine, desta un certo allarme vedere che più di un milione e mezzo di euro, ossia più del 10% delle uscite totali, è destinato a “esperti di elevata professionalità”:

  1. circa 1 milione di Euro per “esperti” nella missione università
  2. circa 380.000 Euro per “esperti” nella missione ricerca;
  3. poco più di 110.000 Euro per “esperti”  nei servizi generali.

Come osservato all’inizio, la locandina dell’incontro tenutosi presso l’Università degli Studi di Milano dice che lo start-up di ANVUR è stato un successo.

Ne siamo sicuri?

[Leggi la seconda parte qui: I dieci gradini della scalata al successo dello start-up di ANVUR]

StartupSuccessoLocandina

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11 Commenti

  1. Se avessero messo questi fondi nella ricerca, sicuramente avremmo avuto risultati migliori! Nella nostra università, la Tuscia, da anni non vengono dati soldi per fare la ricerca – fino a qualche anno fa avevamo un migliai di euro per il cosiddetto ex 60%, adesso nulla: se devi comprare libri o andare a studiare da qualche parte, beh, non hai che a tassarti il lauto stipendio! Avete un’idea di quante università si trovano in questa situazione? Può servire provare a fare un calcolo?
    Grazie alla redazione per la pazienza

  2. L’analisi di Roars viene ripresa anche da Gianantonio Stella sul Corriere della Sera in un lungo articolo richiamato in prima pagina: “L’agenzia che giudica le università Ogni delibera costa 100.00 Euro. Il dossier su produttività e conti: il 16% del bilancio usato per remunerare il Consiglio direttivo”
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    Articolo on line:
    http://www.corriere.it/scuola/universita/15_maggio_10/agenzia-che-giudica-universita-ogni-delibera-costa-100-mila-euro-a90c5b44-f6eb-11e4-bdc6-f010dce69e19.shtml
    ================================
    link al pdf del cartaceo:
    http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/15-05/150510/3UGM13.tif

  3. Non so che cosa ci sia da gioire:

    Secondo G.A. Stella ROARS è un

    “blog che fa le pulci alle disfunzioni del sistema universitario”.

    G.A. Stella è uno dei moderni cavalcatori del “qualunquismo indignato” che popolano i nostri pessimi quotidiani.

    Il messaggio che fa passare G.A. Stella è che

    “ROARS combatte la casta degli universitari”.

    Contenti voi.

    • Alla sua nascita, ANVUR ha avuto una delega in bianco dai mezzi di informazione che “pesano” (vedi paginoni sul domenicale del Sole 24 Ore). Se non fosse per Roars, staremmo a celebrare i successi dell’agenzia su tutti i fronti, dalla scientificità della valutazione fino all’efficienza organizzativa. Senza gli articoli di Stella, il lettore del Corriere non saprebbe nulla dello tsunami dadaista-burocratico rovesciato da ANVUR sull’università e la ricerca italiane. E nell’insieme dei lettori ci metto il politico medio che non avrebbe nemmeno il sospetto che dalle parti dell’ANVUR qualcosa è andato storto.
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      Per quanto ci riguarda direi che combattiamo volentieri le caste di chi, da posizioni di potere, opera scelte tecnicamente inadeguate e/o viziate da pregiudizi ideologici. L’elenco dei dieci successi di ANVUR (https://www.roars.it/online/i-dieci-gradini-della-scalata-al-successo-dello-start-up-di-anvur/) è stato costruito giorno dopo giorno dall’agenzia e noi ci siamo limitati a registrarli. In un paese normale molti di quei “successi” basterebbero, singolarmente presi, a spingere alle dimissioni i responsabili.

    • Quando giocavo a calcio c’erano dei miei compagni di squadra che, invece di pensare a giocare, andavano dall’allenatore a fine allenamento e dicevano:

      “Sala non corre, Sala gioca solo 30 minuti, fallo entrare dopo”.

      Ognuno ha il suo stile, ed il proprio modo per conquistarsi il posto da titolare.

    • Io il mio posto da titolare ce l’ho e vorrei solo che mettessero me e la mia squadra in condizione di giocare. Invece, ci lesinano i tacchetti delle scarpe e ci hanno messo in mano a dei presunti “maghi del pallone” alla Oronzo Canà (per quanto lui alla fine rocambolescamente salvava la squadra, noi non so se ce la caviamo).

    • Quando giocavo a calcio qualcuno diceva che ero “il re dei morti”: il meno peggio di una squadra di scarsissimi, che militava in un campionato molto molto minore.

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