Pubblichiamo in anteprima in forma integrale le bozze di intesa sottoscritte dal Presidente del Consiglio Conte e dai governatori delle tre regioni interessate: Fontana, Zaia e Bonaccini, datate 16 maggio ed attualmente in discussione nelle segrete stanze del governo.

Documenti volutamente occultati durante questi mesi e non pubblicati se non nella parte introduttiva (titolo I), indisponibili al dibattito, alla conoscenza di dettaglio, alle ipotesi sul futuro del paese. Nè studiosi nè cittadini hanno avuto modo di consultarle finora, nonostante la prima versione, circolata surrettiziamente e da noi pubblicata l’11 febbraio, facesse già presagire la gravità del processo verso cui il regionalismo differenziato avrebbe condotto.

In un’atmosfera da “golpe tecnico”, in cui decisioni riguardanti tutti gli italiani sono rimesse nelle mani di pochi esponenti dell’esecutivo e dei governi regionali, i nuovi testi delle intese annunciano un precipizio istituzionale: la frantumazione, sostanzialmente irreversibile, delle strutture materiali ed immateriali alla base della collettività e dell’identità nazionale. Scuola, Sanità, Ricerca, Infrastrutture, Beni culturali, Ambiente, Professioni, Previdenza integrativa, Sicurezza sul lavoro e altro ancora, con relative risorse, dalla competenza statale passerebbero a quella regionale. La pattuglia costituita da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna continua ad esigere ciò che voleva fin dall’inizio, incurante dei pareri diffidenti o contrari degli studiosi che in questi mesi si stanno avvicendando presso la Commissione parlamentare per il federalismo fiscale o la Commissione per le questioni regionali.

In tema di Istruzione, Università e Ricerca le muove bozze non si discostano in modo significativo dalla precedente versione dell’11 febbraio. Complessivamente, al Veneto spetta la richiesta più aggressiva: tutte le 23 materie consentite dal Titolo V della Costituzione (articolo 2 bozze Veneto). Segue la Lombardia con la richiesta di 20 materie (mancano all’appello giustizia di pace, le casse di risparmio, rurali e gli enti di credito fondiari, art. 2 bozze Lombardia). Infine, l’Emilia Romagna, che chiede 16 competenze (art. 2 bozza Emilia Romagna). Di seguito commentiamo le competenze relative all’istruzione, rimandando a Il Quotidiano del Sud (che ha avuto modo di visionare il documento non ancora pubblicato) i lettori interessati a un commento sugli altri importanti aspetti oggetto di negoziazione: risorse, giustizia, ambiente e rifiuti, lavoro e cassa integrazione, strade e aeroporti e, dulcis in fundo, flussi migratori, ovvero «la programmazione delle quote regionali di ingresso per motivi di lavoro dei cittadini comunitari».

Un breve commento sull’istruzione.

In spregio all’intesa siglata con i sindacati più rappresentativi il 24 Aprile  e alla loro manifestazione  a Reggio Calabria il 22 giugno scorso,  noncurante degli scioperi indetti dai sindacati di base, delle mobilitazioni e manifestazioni di dissenso che si moltiplicano da mesi in ogni angolo del paese, dell’indignazione crescente nei confronti dell’occultamento di un processo denunciato da più parti come irreversibile e lesivo dei principi di uguaglianza e solidarietà,  il Ministro Bussetti – unico titolare della parte di intesa in materia di istruzione – sottoscrive esattamente ciò che le Regioni pretendevano in principio.

Per Veneto e Lombardia, semplicemente tutto. Meno per l’Emilia Romagna, in questa fase, che chiede tuttavia l’organizzazione della rete scolastica, la programmazione della dotazione degli organici, la realizzazione di un sistema integrato di istruzione del secondo ciclo/istruzione professionale, ed altro.

Per quanto riguarda gli articoli del Titolo II delle bozze lombardo-venete sull’istruzione, si tratta di testi sostanzialmente sovrapponibili (fatta eccezione per una clausola sulla mobilità del personale da trasferire nei ruoli regionali, art. 11 comma 7, bozza Lombardia), che chiedono tutte le competenze presenti nella bozza del febbraio scorso.

Anzi. Dettagliano in un apposito articolo (su cui pare si concentri la maggior parte dell’attuale discussione) – l’11 per la Lombardia e il 12 per il Veneto – le norme che regolerebbero il trasferimento del personale degli Uffici Scolastici regionali, dei dirigenti scolastici e degli insegnanti di Lombardia e Veneto.

Come dichiarava, implicitamente, Bussetti proprio ieri in un’intervista al Corriere del Veneto, la scuola disegnata dalle bozze del 16 Maggio passa nelle mani della politica regionale, esattamente come è accaduto in Trentino, il cui sistema di istruzione rappresenta il modello della futura “scuola differenziata”.

D’altra parte, afferma Zaia nella sua audizione del 3 Aprile 2019 presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, il disegno è chiaro:

L’ocio del paròn ingrasa el cavàl” (1).

Come a dire: riduciamo le catene di comando, controlliamo gerarchicamente i docenti (mettendo a guardia dirigenti amministrativi e dirigenti scolastici, immediatamente dipendenti regionali) e il loro insegnamento. Facciamo (definitivamente) della scuola l’ organo di governo della conoscenza e del mercato del lavoro regionale.

L’intesa sindacale diventa ora carta straccia. Ai sindacati, dunque, la prossima mossa.

Di seguito, le bozze delle tre regioni.

Bozza della Lombardia (datata 16 Maggio)

bozza Lombardia

Bozza del Veneto (datata 16 Maggio)

bozza Veneto

Bozza dell’Emilia Romagna (datata 16 Maggio)

bozza Emilia Romagna

(1) Vedi audizione Zaia, 3 Aprile, dal minuto 13 circa. https://www.camera.it/leg18/1132?shadow_primapagina=8825

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49 Commenti

  1. Non è che un costituzionalista potrebbe darci un parere? Non è previsto in questi casi anche un referendum? Perché bisogna sempre rincorrere , a cose quasi fatte? Io prevedo, e nulla me lo impedisce,un nuovo stato, federativo, di Cisalpinia o Berlusconia o di Salvinia. Sono queste tendenze, non recenti, secondo quali fare tanti staterelli risolverebbe i problemi della convivenza. Dopodiché tutto ricomincia, su scala sempre minore. Inizia la migraziome, imm- ed em-. Che fine farebbe l’Alto Adige? Non credo sia un’idea balzana. Auguri, me ne vado alle Canarie.

    • A questo proposito suggerisco la lettura del mio post sotto che può dare una risposta a questo interrogativo (dato che Repubblica è il
      megafono del PD).

  2. Segnalo l’ultimo numero di ‘Limes’, rivista di geo-politica, che illustra una tesi secondo me molto interessante, e che potrebbe essere applicata anche al caso italiano per spiegare questa ultima ondata di ‘federalismo’ (cioè di tendenze centrifughe miranti alla disarticolazione dello Stato). La tesi di Limes è applicata al Regno Unito, e riguarda la Brexit. Per Limes, la Brexit, lungi dall’avere come oggetto l’europa, ha come oggetto reale l’integrità del Regno Unito. il Regno Unito da sempre al suo interno ha il problema di governare e impedire le tendenze centrifughe da parte di Scozzesi, Gallesi e Nordirlandesi, che si considerano nazioni differenti dagli Inglesi. La UE si è rivelata agli occhi (tradizionalmente preveggenti) delle elite Inglesi dominanti un incentivo ai regionalismi e ai particolarismi (la UE è un impero, esattamente come la UK, se prevale il primo, crolla il secondo, cioè il dominio inglese su scozzesi gallesi e nordirlandesi cattolici). Il campanello d’allarme fu il referendum per l’indipendenza scozzese perso per un soffio dagli indipendentisti. Secondo Limes quindi la Brexit è lo stratagemma escogitato per annullare la minaccia della dissoluzione della UK: fuori dall’impero UE, agli scozzesi non conviene più uscire dall’impero UK…
    Applicando questa visione al caso italiano, la UE (che in Italia non è in discussione) consente alle regioni del Nord di costruire la (effimera, ma questo è un altro discorso) disarticolazione dello Stato Italiano (di fatto la sua distruzione, che loro chiamano ‘secessione’ da ‘Roma’) che in effetti stanno perseguendo da almeno 30 anni. La UE è un continuo attacco alla sovranità dello Stato italiano che non può non produrre effetti prima o poi. I primi effetti sono proprio questi nuovi progetti di ‘regionalismo’, chiaramente disarticolanti rispetto ad uno Stato oramai completamente delegittimato e svilito da anni e anni di dominio imperiale UE. Se questa tesi è vera, il presunto ‘sovranismo’ della Lega sarebbe solo una strategia volta a raggiungere il risultato opposto (che è poi il fine dichiarato dalla Lega sin dall’inizio): il consolidamento della UE in una Italia ritornata ad essere come la definiva Metternich: ”solo una espressione geografica”. Il fatto che Salvini abbia imbarcato nella Lega praticamente tutti gli intellettuali e economisti anti-euro e sovranisti, sarebbe solo una scaltra strategia per neutralizzarli incanalando la loro attività su un binario morto. In effetti, tutti costoro hanno ridotto l’attivismo anti-euro del 90% con il fatto che ora sono uomini di partito e non possono quindi agire al di fuori della straregia decisa da Salvini- Salvini d’altra parte è sostenuto in questo ruolo dal Movimento 5 Stelle: può far finta di essere ‘sovranista’ ma di ‘non potere’ agire a causa del M5S che è europeista al 100%.. E’ prevedibile anche un sostegno a breve alla Lega da parte del PD (che dimenticherà in pochi secondi tutti gli insulti al grido di ‘razzista’ e ‘disumano’ di cui sta riempiendo Salvini negli ultimi anni). Il PD è sempre stato uno degli strumenti dello stesso progetto della Lega (che è poi quello di Metternich… come spiego sopra, e che non è altro che la UE). Lo si capisce anche da alcuni fatti del passato: quando la Lega era quella DICHIARATAMENTE secessionista (e, attenzione: EUROPEISTA…….) il PD la definiva ‘una costola della sinistra’. La trasformazione della Lega in un partito ‘Fascista e Razzista’ da parte del PD potrebbe spiegarsi come 1) un modo per differenziarsi fra due ‘competitor’ sul mercato della politica, che competono in realtà per lo stesso obiettivo (quello di Metternich… cf. supra) 2) una incapacità dei dirigenti PD di comprendere il doppio gioco di Salvini. O forse un mistro di 1 e 2. Ma se questa tesi è vera dovremmo osservare fra non molto una improvvisa convergenza fra PD e Lega, sulla questione ‘regionalista’ e un improvviso ammorbidimento sulla questione migranti…

    • E’ l’eredità della Lotaringia o della famosa banana blu, ossia la Lotaringia + Londra. Pensano che staccandosi dall’Italia (sfruttata a lungo per crescere dall’Unità in poi) e attaccandosi al Nord, risolveranno tutti i loro problemi.

    • ”E’ l’eredità della Lotaringia o della famosa banana blu, ossia la Lotaringia + Londra. Pensano che staccandosi dall’Italia (sfruttata a lungo per crescere dall’Unità in poi) e attaccandosi al Nord, risolveranno tutti i loro problemi.”

      Ipoteticamente, senza lo Stato Italiano, semplicemente le regioni del Nord-Italia non avrebbero lo stesso PIL che hanno adesso. Se è vero che i leghisti odierni sono uguali a quelli (di Bossi) di 20-30 anni fa, sono esattamente l’opposto dei Longobardi a cui si richiamano: ai tempi di Lotario (uno dei figli di Carlo Magno ndr) i Longobardi si rifugiarono proprio nel Sud-Italia, sfuggito alla conquista, a meditare la riscossa contro lImpero Carolingio. Tanto è vero che, all’inizio del Risorgimento, Manzoni li ritenne i più degni di simboleggiare la riscossa nazionale (scrivendo l’Adelchi).

    • “trasformazione della Lega in un partito ‘Fascista e Razzista’ ” ….. Che siano razzisti, non ci piove, e questo è anche un motivo ideologico soggiacente alle autonomie differenziate, secondo me, benché ci siano – e forse è ovvio e constatato, non so se asserito – razzismi graduali e ‘differenziati’, più o meno evidenti o più o meno tenuti a bada, lungo un continuum. Io penso anche a una sorta di razzismo ‘subcutaneo’, latente, che erompe ogni tanto senza preavviso e senza troppa consapevolezza da parte di chi lo pratica che invece si dice in tutta sincerità non razzista. Ecco, infatti: “Recent research has shown that individuals who consciously claim to reject racism may still exhibit race-based subconscious biases in their decision-making processes. While such “subconscious racial biases” do not fully fit the definition of racism, their impact can be similar, though typically less pronounced, not being explicit, conscious or deliberate.” (March 30, 2015, “How the biases in the back of your mind affect how you feel about race” PBS Newshour – https://en.wikipedia.org/wiki/Racism#cite_note-79, attivo nell’ott.2017 ora non più). Continuum, per l’appunto, e solo logica binaria.

    • Concordo in tutto e per tutto. Soltanto penso che l’azione colonialista iniziata con Cavour, i francesi e i garibaldini, ancora continua, ora spinta da bandiere fintamente nazionaliste ora da quelle fintamente autonomiste, tra queste ultime vedi anche la Sicilia che politicamente continua a buttare la zappa sui piedi ai suoi abitanti!!!

  3. Proprio così. Sono convinta che l’UE o certi governanti di certi stati facciano pagare all’Italia gli anni e anni di cucù et Co. (per allitterazione mi viene anche un’altra parola che per educazione evito), di viaggi autopromozionali con mezzi di Stato (aerei ad es.), di sbandierate vacanze milionarie da settimana bianca a sciare (cioè a farsi riprendere sugli sci) tutti tutati , quando a malapena si sa camminare. Cioè di mancanza di sobrietà, di senso di cortesia e di diplomazia nel trattare con i consimili per di più politicamente più solidi (senza qualificare questa ‘solidità’). Di trattative farsa come per l’Alitalia, quando poi si è invasi da supermercati francesi.

  4. Tornare alla Lotaringia sarebbe un’ottima idea ed io ci spero sempre. Non credo però che Salvini la pensi come me, tutto sommato nemmeno Zaia e Fontana. Sorvoliamo poi sulla cultura da sussidiario patriottico ottocentesco che puntualmente affiora tra i sostenitori dell’Italia una e indivisibile: che i Longobardi si siano rifugiati al sud è una delle tante menzogne inventate al fine di creare un mito nazionale italico, a fronte di quella che giustamente era definita come mera espressione geografica. Siete i tipici prodotti della “scuola migliore del mondo”, non a caso.

  5. I longobardi fuggirono al sud per organizzare la resistenza all’invasore carolingio? Lo ammetto, io sono un barbaro che detesta la “scuola migliore del mondo” ma la storia la studio, non ripeto a pappagallo nozioni apprese sul sussidiario di quinta elementare. Ecco dunque un estratto dell’introduzione al corposo catalogo della mostra “Il futuro dei Longobardi. L’Italia e la costruzione dell’Europa di Carlo Magno” (mi risulta che i confini meridionali dell’Impero Carolingio coincidessero con la linea di confine, o meglio frattura, tra le due “Italie”): Il volume affronta in modo innovativo e originale la questione della grande “eredità” lasciata dai Longobardi all’Europa di Carlo Magno e del fondamentale contributo della cultura longobarda nei confronti della famosa “renovatio carolingia”. Così, per la prima volta, questa monografia sui Longobardi si spinge oltre il confine cronologico del 774 (anno della sconfitta ad opera di Carlo Magno) per documentare “il futuro” di questo popolo: da guerrieri a politici, intellettuali, promotori delle arti, da pagani, o ariani, a cattolici, da invasori germani a italiani. Non furono infatti i “barbari” Longobardi a dare i natali a intellettuali e artisti, migrati poi alla corte di Aquisgrana (come Paolo Diacono o Fardulfo, l’abate longobardo di St. Denis), a sviluppare l’arte dello smalto cloisonné, a rinnovare e a tenere alta la grande tradizione figurativa dell’Occidente, opponendosi all’iconoclastia bizantina?

    • Tanto più che “Alighieri” è un nome di origine germanica (da non confondere con Alghero, che deve il suo nome al sardo ALIGA che viene da ALGA ma che significa primariamente in sardo – sempre che si sappia cosa è il sardo, privo praticamente di germanismi – immondizia; per la grande quantità di alghe che si deposita sulle spiagge di Alghero). O TRINCARE, GUERRA ecc. Ecc. Paolo Diacono, storico dei Longobardi, scriveva in latino, tipica lingua germanica. Che orrore, la cultura bizantina … meno male che sono arrivati i Turchi ottomani per conquistare Costantinopoli! A.D. 1453 se non erro. Spero di essere stata chiara.

    • Che pazienza ci vuole a stare al mondo, diceva mio nonno! La signora (spero non professoressa) Lorinczi pensa forse che la Toscana, patria di Dante Alighieri, appartenga al sud Italia? Ignora i confini della Langobardia Maior? A meno che queste siano le sue convinzioni, non capisco quale rapporto intercorra tra Dante e la questione dei Longobardi supposti essersi rifugiati nel sud Italia. Riguardo al solito razzismo (al contrario) sudista che traspira dalle parole della gentile interlocutrice, non cederò al furor gallicus e mi limiterò a dirle che sulla questione dell’eredità germanica (e barbarica) in rapporto a quella romana (e bizantina) temo di essere in grado di discutere ad un livello un attimino più elevato del suo; quindi, a meno che ella abbia usato simili argomenti perchè convinta di parlare con un baluba del nord, temo che con me farebbe una figura barbina. In ogni caso il Latino, e il Greco forse ancor più, non sono/furono lingue così distanti da quelle germaniche, a proposito di chi confonde la cultura classica con quella dei tromboni del foro. Che i Longobardi non siano scomparsi dal Regno dei Franchi e dei Longobardi in Italia (appunto), anzi siano stati protagonisti della “rinascita carolingia” non lo dico io: infatti attorno a quel concetto si è costruita una grande mostra che nel 2000 ha girato l’Europa. Sono sicuro che la signora non conosca la mappa delle necropoli longobarde in Italia, per non parlare degli studi di antropologia genetica, ma tant’è. Riguardo ai risultati INVALSI, temo che “La Tradizione Civica nelle Regioni Italiane”, il famoso saggio di Robert Putnam, spieghi molto se non tutto ma mi fermo qui.

    • SMSConsulting is back! Peccato perché ho da finire una cosa, ma si preannuncia un pomeriggio esilarante–Fardulfo è solo l’antipasto, suppongo.

    • Non sia troppo sicuro di saperla più lunga di tutti sui Longobardi.. Quel libro che cita lo conosco, ho dovuto fare un certo sforzo per
      ricordarmi, ma sono quasi certo di averlo visto da Feltrinelli un pò di anni fa. E’ sicuro che gli abbia dato un’occhiata approfondita in loco prima di
      comprarlo (in genere da Feltrinelli si può comodamente leggere uno dei libri esposti anche per ore), Ma, esso non compare fra i miei libri. Ho pensato: come
      mai non l’ho comprato? Anni fa ero interessato alla Storia dei ‘secoli bui’, essenzialmente perchè se la Chiesa ha fatto sparire quasi tutte le fonti, e nelle poche
      che restano i Longobardi sono qualificati come ‘fetentissimi’ da un Papa, in una lettera indirizzata a Pipino (padre di Carlo Magno) per protestare contro le relazioni amichevoli che quest’ultimo stava instaurando col Regno Longobardo, ebbene questi Longobardi dovevano per forza di cose essere interessanti. Dal titolo, e dal sunto che lei ne fa, mi sono ricordato con certezza del perchè non lo comprai: questo libro è interessante dal punto di vista storiografico, ma non storico (e all’epoca ero più interessato alla Storia, cioè a sapere I FATTI, cosa propedeutica alla storiografia). Da un punto di vista storiografico è’ un classico esempio, anzi oserei dire: spudorato, di riscrittura della Storia, allo scopo di costruire un ‘mito di fondazione’ (in questo caso nientemeno che dell’Unione Europea) a sostegno di azioni politiche nel Presente. Beninteso, queste riscritture della Storia sono frequenti, anzi continue, e anche Manzoni col suo ‘Adelchi’ fa un’operazione simile. Ma c’è modo e modo di farle, mantenendo un minimo di verosimiglianza, oppure sfondando senza remore ogni limite nella Menzogna, come fa questo libro da lei citato. Ad esempio, dal sunto che lei ne fa
      lei (e il libro, ibid) sembrate non avere nozione alcuna dei FATTI più elementari, in particolare del FATTO principale che il Regno Longobardo fu ABBATTUTO (violentemente, con una guerra) dai franchi di Carlo Magno sollecitati a scendere in Italia dal Papa. Che Carlo riesca a conquistare solo la Longobardia Maior
      (cioè il centro-nord della penisola) e non la Longobardia Minor (il ducato di Benevento) è perchè all’epoca gli eserciti, soprattutto quando si spingevano a sud, dove fa più caldo, andavano soggetti a epidemie (che fu quello che capitò ai franchi, costringendoli a rinunciare). Che i longobardi si spostino al Siud (cioè: quelli lealisti, i traditori e collaborazionisti probabilmente no, ed è un singolare caso il suo, e del libro, ibid, di apologia di un gruppo di vigliacchi, opportunisti e traditori…) è un altro FATTO ben
      noto, non solo dalle fonti, ma dalle innumerevoli fonti della Storia successiva; ad esempio, in certe fonti del Regno dei Franchi vengono spesso riportati episodi di paranoia collettiva in cui l’artefice sarebbe il
      Duca di Benevento: per esempio, l’acqua di un pozzo è evvelenata, e quindi il Duca di Benevento ha avvelenato tutte le acque di Francia etc etc. Queste fonti attestano abbastanza chiaramente, ovviamente non che il Duca di Benevento avvelenasse davvero i pozzi in Francia, ma che i Longobardi dell’Italia meridionale, ben lungi dall’essersi sottomessi ai Franchi, continuassero a dare filo da torcere ai conquistatori, questo si. D’altra parte, nelle fonti storiche successive (secoli IX, X, e XI) i Longobardi sono chiamati col loro nome solo nell’Italia Meridionale (i vari Arechi, Adelchi etc,. si faccia un giro dalle parti di Salerno se non ci crede). Quando i Bizantini conquistano la Puglia, chiamano questo territorio ‘Tema di Longobardia” (non ‘Puglia’, questo nome sarà usato solo in seguito). Una grossa rivolta anti-bizantina avvenuta a Bari nel XI secolo fu capeggiata dal ‘Longobardo Melo’ (come è citato dalle fonti). Nella vecchia Longobardia Maior il nome ‘longobardo’ sparisce, dopo la conquista carolingia, se non come nome geografico per la regione contenente la vecchia capitale del Regno (Pavia). La cosa singolare di questo libro, e che lo rende appunto interessantissimo dal punto di vista storiografico, non è tanto la ricerca di un mito fondativo per L’Europa (cioè la fondazione dell’Impero Carolingio) quanto l’inverosimile incorporazione in questa stessa
      Storia, addirittura come partecipe del nuovo ordine (sic!) della parte sconfitta, della quale furono rase al suolo tutte le istituzioni per essere rimpiazzate da quelle dei
      Franchi (i conti al posto dei gastaldi, e per suggellare l’unità con la chiesa pure tutti vescovi). Che senso ha? Questa è la parte storiograficamente interessante perchè conferma ciò che scrivevo nell’altro post: il mito fondativo deve includere il mito pseudo-antropologico della Lega (che nasce, non dimentichiamolo come, Lega Lombarda) proprio per suggellare l’unità di intenti fra la Lega secessionista (falsamente sovranista) e destrutturatrice dello Stato Italiano, e l’Impero Europeo Franco-Tedesco, il nuovo impero carolingio chiamato UE. La ringrazio, a questo punto credo proprio che comprerò e leggerò quel Libro.

  6. […] Per Massimo Villone:“La sintesi è quanto mai semplice: a meno di una radicale riscrittura, con l’approvazione delle intese lo Stato in queste tre regioni – l’Emilia-Romagna segue le altre a ruota – sostanzialmente chiude i battenti, sostituito da una sorta di aggregazione di staterelli indipendenti. La Repubblica una e indivisibile è consegnata all’archivio della storia” https://www.roars.it/online/ecco-le-carte-segrete-sullautonomia-differenziata-come-veneto-lombardia-…. […]

  7. Salve, sono Fardulfo, confermo tutto, i longobardi sono er mejjo, i terroni sono er peggio (il romanesco è una volgare imitazione del longobardo, sia chiaro!), ho salvato la vita a Carlo Magno, dovete dare retta a quelli di ROARS perchè anche loro sono quasi tutti longobardi. Marinella è ottentotta, ma è bravina lo stesso, quindi la perdoniamo.

    Ah, e non dite che sono un fake, perchè noi longobardi siamo tanto bravi che abbiamo inventato anche il siero dell’immortalità, ma ce lo teniamo per noi. Piuttosto è stato un po’ complicato registarsi su Roars, ma vedete quanto siamo bravi noi longobardi, che ci siamo riusciti lo stesso?

    • Dunque, la sua è una ironia su Roars che anzichè parlare di cose concrete parla dei Longobardi, giusto? Sa è difficile capire il significato del suo post, perchè dice ‘i longobardi sono er mejo i terroni sono er peggio’, mentre in un post io affermavo proprio il contrario: anche i terroni sono longobardi…

    • Al Sig. Stefano Spagocci: Ma non ce lo dica …. Chi avrebbe mai osato pensare il contrario? Come si dice tutto questo in lingua langobarda? Oppardon: “Non ci sono testi estesi che documentino la lingua dei Longobardi; di questa conosciamo solo singoli termini, parole sparse, immerse separatamente nel contesto latino delle fonti scritte altomedievali; non abbiamo perciò neanche una frase intera, ma solo parole staccate e non di rado latinizzate nella fonetica e nella morfologia. Non possiamo perciò sapere quasi niente della morfologia e della sintassi di questa lingua, ma possiamo ricavare informazioni solo sulla fonetica, il lessico e la formazione delle parole del longobardo. Oltre a questi termini conosciamo anche una grande quantità di nomi propri, soprattutto antroponimi, che fra quelli relativi a personaggi antichi e quelli citati nei documenti notarili dell’Italia (fino all’anno 774) raggiungono la cifra di quasi 2.500 nomi di persona.” In “La lingua dei Longobardi, caratteristiche e problemi”, di NICOLETTA FRANCOVICH ONESTI, cap.I “Fonti” , https://www.academia.edu/7008968/La_lingua_dei_Longobardi. Da associare all’edificante lettura di Putnam. A parte tutto questo, io le son grata (in lingua ottentottica: “köszönöm”, ma solo perché l’ho vocalizzata, altrimenti sarebbe “k-s-z-n-m” + colpi di glottide sparsi dovunque). Ho imparato un sacco di cose.

    • Ribadisco: Fardulfo non sono io, io sono una persona seria e non è mia abitudine scrivere idiozie al solo scopo di provocare. Io esprimo opinioni delle quali sono convinto; le esprimerò a volte in maniera “colorita” ma si tratta delle mie sincere convinzioni. Altra cosa ancora sono i fatti, riguardo ai quali (nei limiti dell’imperfezione umana) ho l’abitudine di non parlare delle cose che non so. Delle cose che so, invece, parlo e perchè non dovrei? Non sono stato io a tirare in ballo i Longobardi e non penso sia il caso di insistere sull’argomento, se non per ribadire che quello che ho scritto non è mia opinione ma è quanto si trova scritto in ogni serio (e recente) studio su quel popolo. Sulle dinamiche della romanizzazione, in senso stretto e nel senso lato dell’incontro/scontro tra Roma e le popolazioni “barbariche” altomedievali, credo di saperne molto più della media e, nel mio piccolo, sull’argomento ritengo di aver scritto qualcosa di non banale. Qualcuno qui ha invece scritto cose da sussidiario di quinta elementare. Detto ciò, mi ritiro dalla discussione perchè è off-topics e cosa io pensi dell’autonomia è ben chiaro a tutti.

    • Ripeto che confermo tutto, che l’ho vissuto sulla mia persona. Comunque, per essere più precisi, in realtà noi longobardi siamo degli extraterrestri scesi sulla Terra per conquistarla; abbiamo fatto finta di farci sconfiggere da Carlo Magno per entrare nei gangli dei centri di potere carolingi.

      Adesso ci siamo impossessati dell’agenzia più influente sulla Terra (l’ANVUR, non la CIA) e quando sostituiremo tutti gli indici bibliometrici sballati con l’Indice Kardashian potremo dirci certi di aver conquistato il pianeta.

      PS: naturalmente l’Indice Kardashian l’abbiamo inventato noi anche quello, originariamente si chiamava Indice Rosamunda. In quanto a ROARS, De Nicolao sta a Pavia, siete voi che dovete dimostrarmi che non è longobardo pure lui!

      Francesco, forse non dovresti prendere troppo sul serio i mie post! 😉 Però i veri nemici dei lon(go)bardi sono sempre stati ovviamente i terroni; e se per opportunità qualcuno ha fatto finta di cambiare linea politica… la verità è ovvia, vedi “Goodbye Bossi!”

      https://m.youtube.com/watch?v=4txW4G3HEQc

      (e questo, magari, è invece più serio di quanto sembri!)

    • “Clamoroso, da oggi anche la Sicilia è Padania – vediamo il servizio – Ebbene sì, la Sicilia ha origini celtiche, sono stati ritrovati nell’isola numerosi reperti storici legati alle popolazioni del Nord”

    • Scusi De Nicolao, io non so chi sia questo Fardulfo (inteso come l’utente che si nasconde dietro a quel nick) però è lei che insiste su Celti e Longobardi e allora non posso fare altro che risponderle. Se lei pensa che Celti e Longobardi siano popoli mitici dei quali non si sa nulla e dunque se ne può dire quel che si vuole, ciò non depone a favore della sua cultura. Dove i Celti si siano stanziati, se permette, io e i miei amici lo sappiamo benissimo, voi evidentemente no. Che i Normanni si siano stanziati al sud (anche se tracce della presenza normanna si rilevano solo a Palermo e dintorni perchè si trattò di una presenza complessivamente ultra-minoritaria) è ben noto ma se lei li condonde con i Celti, si sbaglia di quasi quindici millenni! Mercenari celti furono al servizio dei tiranni dell’isola ma in Sicilia non ci fu alcuno stanzialmento celtico. La mappa degli stanziamenti celtici in Italia la conosco un po’ meglio di lei. Riguardo allo stanziamento dei Longobardi, spero lei non pensi che abbiano invaso la sola attuale Lombardia. La densità di stanziamento longobarda in Veneto è pari a quella della Lombardia, quindi il suo DNA è venetico sì ma anche longobardo. E non ironizzi sul DNA puro e altre banalità perchè l’antropologia genetica “italiana” la conosco un po’ meglio di lei. Riguardo al volontariato, e più in generale al capitale sociale, credo lei non conosca gli studi di Putnam, altrimenti saprebbe che le caratteristiche che (giustamente) attribuisce ai veneti sono propri di tutta l’Italia centro-settentrionale. In tutto ciò, come lo stesso Putnam sottolinea, la linea di frattura tra “Italia germanica” ed “Italia bizantina” (nonostante Benevento e potrei spiegarle perchè) c’entra più di qualcosa. Sicuramente c’entrano il Regno dei Franchi e dei Longobardi in Italia, il Regno d’Italia medievale e la civiltà dei Liberi Comuni. Se poi la mia gentile interlocutrice dovesse continuare col suo atteggiamento, le offrirò in dono un brano di Liutprando da Cremona che non credo le piacerà.

    • Per inciso, Baccini che scrive un libro con tutti gli indicatori e nemmeno ci mette la Kardashian… Che delusione 😛

    • Marinella, perchè, come ti ho detto, siamo extraterrestri e la nostra lingua non si può trascrivere in caratteri umani. Si tratta di delicate e sottilissime oscillazioni pseudosinusoidali di antenne e peduncoli vari…

    • Più che longobardo, il mio DNA è 100% veneto. Un DNA di cui andare fieri, parola del Governatore Zaia:
      “Nel dna dei veneti c’è la generosità, anche a costo di sacrificare del proprio”
      “E non mi si venga a dire che sono razzista perché io la solidarietà ce l’ho nel dna”
      “Senza ciacole [traduzione: chiacchiere] o piagnistei ma lavorando pancia a terra. È il dna di noi Veneti.”
      “Il Veneto e’ sempre in prima linea nel settore del volontariato, elemento che i veneti hanno nel dna”
      “l’attività fisica, garantendo benessere e salute, contribuisce a contenere la spesa sanitaria: già questo è un motivo più che sufficiente per far sì che lo sport si consolidi nel dna dei veneti”
      “sei atleti veneti che sono certo faranno emergere tutte quelle qualità come la caparbietà, la tenacia e la determinazione con le quali in queste terre si affronta il futuro e che costituiscono parte fondamentale del nostro dna”.
      I longobardi ce le hanno tutte queste qualità nel loro DNA?

    • A De Nicolao. No, non ce le hanno né potrebbero averle, perché il DNA non era stato ancora inventato. E’ come chiedersi se i Longobardi facessero il giro d’Italia (in bicicletta). A modo loro l’hanno fatto, ma a cavallo o a piedi o con le barche, a seconda. Che domanda!…

    • Un commento alle affermazioni del presidente della regione Veneto Zaia riportate da De Nicolao: da esse sembrerebbe che la questione sia genetica più che antropologica…chiaramente sono cazzate sia la questione genetica che quella antropologica, ma a mio avviso l’atteggiamento di Zaia rivela qualcosa di veritiero, cioè che cazzata non è. Chiaramente Zaia si atteggia e ama atteggiarsi a capetto di Stato, e questo atteggiamento è diffuso, anche nel Sud, dove recentemente De Magistris ha cominiciato a atteggiarsi in maniera analoga, nei suo caso riferendosi addirittura ad una singola città, Napoli, per quanto grande essa sia. Se costoro amano atteggiarsi in questo modo è perchè un questo modo ottengono un consenso facile, parlano alla pancia della gente rivelando qualcosa del loro inconscio. Questo ha un significato CONCRETO, che aveva già colto Armaroli80 all’inizio di questa discussione: ”Pensano che staccandosi dall’Italia (sfruttata a lungo per crescere dall’Unità in poi) e attaccandosi al Nord, risolveranno tutti i loro problemi.” . E’ ESATTAMENTE questa l’origine di ogni tendenza centrifuga: l’idea che occorre ‘salvarsi’ da qualcosa, da un pericolo incombente (che non si sa bene quale sia, anzi condizione NECESSARIA a ciò è proprio l’indefinitezza del pericolo..). Ogni posto lo fa a modo suo: i veneti tirano fuori una presunta laboriosità superiore a quella degli altri italiani (che è ciò che li salverà, perchè così dimostreranno di essere simili alla razza germanica che perciò li accoglierà nel suo seno, anzi, usciranno fuori infiniti ‘recenti studi’ che ‘dimostrano’ l’appartenenza dei veneti al ceppo germanico..). A Roma invece funziona in modo diverso (ma è lo stesso…). A Roma il fattore salvifico è… la presenza del Papa.. Qualche anno fa, durante uno dei ricorrenti attacchi fobici per cui occorreva ‘salvarsi’ (era il periodo di Mafia Capitale) alla festa del PD i curatori del manifesto ufficiale della ‘festa democratica’, per cogliere la ‘pancia’ del romano medio pensarono bene di fare questo manifesto con una foto al tramonto della cupola di San Pietro e la scritta sotto a caratteri cubitali: ‘ROMA SI SALVERA’ !”… Ci sono è vero anche gli sfigati che non hanno un mito da elaborare, ma non c’è problema, questi si affolleranno per entrare in una delle mitologie principali: i reatini cercheranno di dimostrare che sono papalini pure loro (e quindi hanno diritto a essere salvati dal Papa come i romani) i ternani si attaccheranno alla ‘Padania’ (ho visto cose che voi umani…), anzi in generale chiunque sia collocato sopra la linea di latitudine passante per Piazza Venezia affermerà di essere ‘del Nord’, quindi padano al 100%. Per sicurezza mettiamo San Pietro nella Padania collocando la linea a Piazza Venezia, visto che da almeno 400 anni a questa parte il Sud è più sfigato del Nord, quindi non si sa mai. Una volta ho visto un piemontese (forse perchè aveva una villa in Sardegna) voler consolare un sardo depresso per la sua collocazione meridionale che la Sardegna non è mica sud (e te credo: è Italia insulare, ma nella mente in preda al panico di chi ‘deve salvarsi’ vale la dicotomia Nord-Sud, non c’è posto per Italia centrale e insulare..). Per i siciliani non mi stupirei che sia ripescata la discendenza dai Normanni, il che li pone definitivamente al sicuro visto che sono i più a nord di tutti (come d’altronde dice la parola stessa Nor-manno). I napoletani si arrangeranno bene ripescando i borboni, e così come i veneti si faranno forza con una presunta maggior laboriosità, i napoletani se la faranno con una presunta maggior simpatia e attitudine al teatro e alla musica (sperando così di essere salvati agganciandosi direttamente al padrone dell’Universo: gli USA, che hanno attitudini simili alle loro. Alla faccia della dicotomia Nord-Sud, tiè!).

      Ma per capire bene il fenomeno bisogna considerare che questo ‘parlare alla pancia’ da solo non basta. Questo lo si può sempre fare. Pure in Germania lo si può fare: se uno mi elenca le differenze fra Veneto e Sicilia io gli chiedo di DIMOSTRARMI che differenze superiori non esistano fra regioni della Germania, o della Francia.. (chiunque conosca un pò la Germania SA che queste differenze, linguistiche, culturali, di reddito medio, sono in Germania almeno IL TRIPLO, come entità, che non in Italia). Qui allora arriviamo AL NOCCIOLO della questione: perchè in Germania nessuno parla alla pancia della gente, o perlomeno chi lo fa è messo in sordina dal sistema mediatico, mentre in Italia è sempre amplificato? E’ semplice, perchè è sempre questa la differenza fra un paese che tenta di diventare UN IMPERO e un paese che si rassegna ad essere una colonia (dell’Impero). Queste trasformazioni devono SEMPRE essere accompagnate da una Ideologia, da inculcare nei paesi da sottomettere.

    • Come ho già detto, siamo extraterrestri, quindi il DNA non ce l’abbiamo, abbiamo invece un computer quantistico che stabilisce con algoritmi oggettivi il corredo genetico da assegnare a ciasuno di noi. Un po’ come il page rank di Google, ma molto mejjo. I Normanni, sì, li conosciamo bene, vengono da una stella a pochi secoli-luce da noi, ma No Pasaran, vinceremo noi perchè loro usano un algoritmo troppo obsoleto. Certo che i Normanni sono extraterrestri, hanno i capelli rossi, ci voleva così tanto per capirlo?

      Lasciando per un momento da parte gli scherzi, mi spiace che qualcuno si sia sentito provocato, si voleva solo fare un po’ di ironia. C’è qualcuno che non sopporta la satira, si sa: quando esce con gli amici, si scelga amici che non scherzano mai, ma se vuole partecipare ad un blog dove può scrivere chiunque, si dovrebbe anche un po’ adattare e accettare anche i difetti altrui (o quelli che reputa essere difetti).

      Una cosa è non sopportare l’ironia, ben altra cosa, invece, è non accorgersi dell’ironia quando questa è evidente o addirittura proclamata, come nel video realizzato dal “Terzo segreto di Satira” (sic!). O come nell’articolo di Neil Hall che introduce l’indice Kardashian, articolo che evidentemente in pochi hanno letto fino in fondo, visto che Hall lo dice chiaramente che sta celiando (tranne l’ultima sezione). Michail Bachtin aveva proposto sagge considerazioni sull’argomento, ma dovrei andare a rileggermelo. Diciamo, sull’incapacità del potere di riconoscere il comico, o, piuttosto, sulla crescente incapacità del potere di riconoscere il comico a mano a mano che il potere diventa sempre più dittatoriale. Forse non ricordo troppo bene, ma, se fosse così, cosa c’è di più verosimile di una “dittatura dell’algoritmo” che non riesce a riconoscere quando la si prende in giro, per cui abbiamo una letteratura abbastanza vasta di sostenitori e detrattori di Kardashian, cioè, non di lei, cioè, sì, anche di lei, ovviamente, ma in questo caso mi riferivo all’indice.

      In quanto a De Nicolao, prendo atto che sia veneto, ma allora perchè è andato a vivere presso la nostra corte longobarda? 😛

    • Grazie, comunque non serve essere germanista per i Longobardi: probabilmente persero l’uso del loro dialetto germanico qualche decennio dopo
      la conquista dell’Italia. Sicuramente ai tempi di Paolo Diacono, il quale scriveva in Latino, erano tutti romanizzati nella lingua e nei costumi. Neanche
      si sa bene che significhi ‘longobardo’ (qualifica che, nell’Italia meridionale, come ho detto è usata ancora nellXI secolo) un secolo dopo la loro discesa: si ipotizza verosimilmente che si alluda ad una ideologia, oppure all’appartenenza alla casta militare (senza alcun riferimento alla stirpe, che
      dopo alcuni decenni, è completamente mescolata coi ‘romani’).

    • SmsConsulting, lei spazia dai longobardi al DNA, forse fa prima a dirci le cose che non sa. Suppongo che anche il DNA lo abbia imparato su qualche catalogo di qualche mostra del museo di Berghem de Sota comprato nei remainders.

    • Il senso di questo ‘regionalismo differenziato’ è il seguente: siccome noi nel Veneto e nell’Emilia siamo amministratori più bravi, i soldi dello Stato devono andare a noi, e alle regioni meno brave devono essere tolti. Che è la stessa filosofia precedentemente applicata agli atenei (si noti che non è solo la Lega a perseguire questi obiettivi, la Lega semplicemente continua sulla strada spianata dal PD). Dire che questa filosofia è aberrante significa ripetersi. Comunque mi ripeto: se è vero che il Veneto è amministrato meglio della Sicilia, la logica dice che il problema della Sicilia lo si risolve con un maggior centralismo, non con un maggior decentramento: semplicemente il governatore del Veneto, visto che ha tanto bravo e ha fatto tanto bene in Veneto, vada ad amministrare la Sicilia… La logica dice (beninteso: io non mi sto dichiarando a favore di questo, cerco solo di trarre logiche conclusioni) ebbene la logica dice che lo Stato deve centralizzarsi di più: i governatori dovrebbero essere prefetti nominati dal governo, in modo tale che il prefetto bravo (quello del Veneto) possa esercitare la sua presunta maggiore bravura anche laddove c’è stata finora cattiva
      amministrazione, e quindi in uno schema centralista, il Prefetto del Veneto sarà nominato dal governo prefetto di Sicilia per bonificare quelle zone…

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