La settimana ROARS:

9 – 15 marzo 2015.

Una rapida sintesi dei contributi pubblicati
nel corso della settimana appena conclusa.

  • «Bisogna smettere di scrivere le leggi nei retrobottega dei ministeri. Mi sembra preoccupante quello che sta accadendo per l’abilitazione. Circolano voci di progetti di revisione delle regole dell’abilitazione, sui quali, però, non c’è nessun tipo di dibattito pubblico e rispetto ai quali sarebbe interessante sapere se il PD, non dico abbia delle posizioni, ma almeno ne abbia notizia». Si chiudeva così l’intervento di Mario Ricciardi (Redazione Roars) a YOUniversity.Lab, Giornata di ascolto e di confronto con il mondo dell’Università e della Ricerca, organizzata dal PD. (ASN: «Bisogna smettere di scrivere le leggi nei retrobottega dei ministeri». Intervento di Mario Ricciardi (Roars) a YOUniversity.Lab). A maggior ragione c’è da essere preoccupati se, come sembra, il retrobottega è frequentato dall’ANVUR, che, non pago del rovinoso naufragio dell’abilitazione di Diritto Privato causata dalla nomina di un commissario privo dei requisiti, continua a coltivare sogni di grandeur … nella burocrazia universitaria (ANVUR. Obiettivo: eccellenza mondiale nella burocrazia universitaria). Ma l’eccellenza del valutatore, più che essere una qualità che possa o debba essere sottoposta a verifica è una specie di assioma imprescindibile (La parabola del valutatore). Anche se la fede può essere talvolta messa a dura prova, come accade quando si leggono le valutazioni dei progetti SIR, così a lungo attese ed eppure – in alcuni casi – alquanto sconcertanti (La parabola del valutatore).
  • Che un elevato livello di istruzione serva a fare soldi è una “fantasia poco seria”. Il virgolettato (secondo Corriere.it) sarebbe del Nobel Paul Kugman. Peccato che basti una mediocre conoscenza della lingua inglese per comprendere che il senso dell’articolo di Krugman era tutt’altro. Si vede che al Corriere, convinti come sono che un elevato livello di istruzione non serva, pensano che il mestiere di giornalista non debba fare eccezione (Krugman, l’istruzione e l’onesta stampa italiana).
  • Il Politecnico di Milano ha «operato in sostanziale elusione della ratio e della lettera della legge»: è un vero e proprio sberlone quello che il TAR Lombardia assesta all’ateneo lombardo. Il TAR accoglie il ricorso dei ricercatori e afferma che «l’eventuale attività di docenza curriculare posta in essere dai ricercatori debba ricevere una congrua retribuzione aggiuntiva, in ragione del diverso impegno professionale e della maggiore responsabilità inerenti a detta attività di docenza» (Compiti didattici dei ricercatori: il TAR Lombardia accoglie il ricorso dei ricercatori del Politecnico).
  • La legge Gelmini (240/2010) fissava la durata massima complessiva degli assegni di ricerca in quattro anni (art. 22 c. 3). Ora, grazie a un emendamento approvato in sede di conversione del DL “Milleproroghe”, tale limite è stato portato a sei anni (Incrementata la durata massima degli assegni di ricerca).
  • Chiudiamo con le notizie dal mondo. In Macedonia è in corso un serrato confronto tra il Governo e il movimento studentesco sulla nuova legge di riforma dell’educazione superiore, attualmente all’esame del Parlamento (Proteste studentesche in Macedonia). Nel Regno Unito, dove le tasse universitarie sono state elevate fino a un massimo di 9000 sterline e legate a programmi di “prestiti d’onore”, le proiezioni delle dimensioni del debito prevedono il raggiungimento di cifre stratosferiche (330 miliardi di sterline) entro il 2044 (UK: Il debito delle tuition fees inizia a materializzarsi sulle spalle degli studenti).

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