La settimana ROARS:

12 – 18 gennaio 2015.

Una rapida sintesi dei contributi pubblicati
nel corso della settimana appena conclusa.

  • La Grande Guida CENSIS-Repubblica afferma di offrire «una panoramica completa e approfondita sull’universo accademico italiano. Una vera e propria bussola soprattutto per le future matricole». Una bussola dall’ago incerto, se Roma Foro Italico, dove non esiste nessun corso di laurea in ingegneria, precede di cinque posizioni il Politecnico di Torino e di sei quello di Milano nella classifica della ricerca in Ingegneria Industriale e dell’Informazione (Le classifiche CENSIS-Repubblica sono credibili?). Meno se ne capisce e più è difficile è resistere al fascino delle classifiche, anche le più sgangherate. C’è chi trova consolante primeggiare tra gli atenei italiani nella classifica di Shanghai senza accorgersi che il primato era … di ordine alfabetico. Nemmeno si trattasse di una parabola evangelica, la Sapienza, ultima in ordine alfabetico, era invece la prima delle italiane, come il rettore Luigi Frati aveva prontamente rivendicato. Ma il suo successore sembra essersene già dimenticato (Summo cum Gaudio nuntio vobis il ranking … sbagliato).
  • L’ANVUR pubblica la versione finale del documento sulla valutazione dei corsi di dottorato, ma basta aspettare una decina di giorni perché il file venga sostituito da una nuova versione. Ma quante volte l’ANVUR ci ha già fatto cucù? Non poche e, per di più, in relazione a documenti cruciali come quelli sulle mediane, le liste di riviste di fascia A e le classifiche VQR (È ritornata l’ANVUR al canto del cucù).
  • Nel “Diario della guerra al maiale”, Adolfo Bioy Casares immagina una guerra civile in cui i giovani di Buenos Aires danno la caccia a chiunque abbia superato i 50 anni perché ritenuto inutile alla società. A fronte di un sistematico disinvestimento strutturale, molte delle soluzioni proposte appaiono non meno assurde e velleitarie (La guerra al maiale e la ricerca scientifica nel paese del mondo di mezzo). Almeno fino a quando non si faranno i conti con la realtà: la percentuale italiana di laureati nella fascia 30-34 è la più bassa in Europa, mentre il Mezzogiorno, se fosse una nazione autonoma, avrebbe una percentuale di laureati inferiore a quella della Turchia (Laureati: Italia ultima in Europa. Il Meridione peggio della Turchia). Con queste premesse, vi suona così strano che, per sopravvivere, una dottoranda senza borsa debba improvvisarsi insegnante, ghost writer, archivista, babysitter, dogsitter, commessa e segretaria? (I volontari della ricerca)
  • Lo scorso luglio SAGE Publications ha dovuto ritrattare ben sessanta articoli, a causa di fondati indizi relativi all’utilizzo di profili fittizi per bypassare procedure di peer-review. Il rischio del dilagare incontrollato di queste pratiche man mano che cresce l’ossessione per l’assessment “oggettivo” e “misurabile” è uno degli allarmi lanciati da Transparency International (Frodi accademiche? Non pensiamo solo ai concorsi).
  • Sempre più spesso l’accesso all’informazione scientifica è ostacolato dalle clausole restrittive dagli editori e dai costi crescenti delle risorse informative. Ciò nonostante, per chi li conosce, esistono agili strumenti per raggiungere ugualmente l’informazione. E’ il caso di NILDE (Cosa è NILDE?).
  • Ogni Ateneo ha stabilito le sue regole, più o meno omogenee per distribuire l’incentivo una tantum, L’Università di Perugia ha però voluto distinguersi decidendo di premiare innanzitutto il merito… delle presenze (Perugia, l’Ateneo che premia il merito… delle presenze).

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