«Stiamo vivendo l’equivalente di una guerra» dice Sabino Cassese con riferimento alla situazione dell’università italiana. Al termine della prima sessione del II Convegno Roars, Cassese commenta gli interventi della mattinata di José Mariano Gago, Giuseppe De Nicolao e Alessandro Figà Talamanca. Il primo commento riguarda la contraddizione tra il carattere nazionale delle politiche della ricerca e la natura ormai internazionalizzata delle comunità scientifiche. Si passa poi al tema degli indicatori e delle loro manipolazioni. Più che dalla qualità degli indicatori numerici e dei ranking, il problema nasce dall’accettazione delle comunità che se ne lasciano governare, anche quando sarebbero in grado di metterli in discussione o di elaborarne di migliori. Gli indicatori stimolano anche la rinascità di identità nazionali che ormai non hanno più ragione di esistere. Discutendo di VQR e valutazione della ricerca, dobbiamo domandarci se davvero esiste un “sistema universitario”. In realtà, accentrando e imponendo il servizio di valutazione è stata tradita la Costituzione. C’è stato un “esproprio” perché le università da sempre sono state impegnate sul fronte della loro valutazione. Ma se dobbiamo dare una valutazione complessiva dello stato dell’università, dobbiamo dire che stiamo vivendo l’equivalente di una guerra. Basta paragonare l’andamento delle carriere ed anche degli acquisti di libri con quanto era accaduto a cavallo del secondo conflitto mondiale. In tutto ciò c’è anche il ruolo dell’ANVUR che verrà ringraziato dagli avvocati perchè, avendo dato un valore legale all’esercizio della valutazione, ha portato tantissimo lavoro ai loro studi.

Secondo Convegno ROARS:
I filmati del convegno tenuto a Roma il 21 febbraio 2014
presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche – Parte V

Intervento di Sabino Cassese, Corte Costituzionale e Scuola Normale Superiore

 

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