Segnaliamo ai lettori il testo del Decreto Interministeriale relativo al “piano straordinario ordinari” per l’anno 2016 e la relativa tabella con la quale si dispone l’allocazione dei (pochi) punti organico disponibili. Da notare che

Ciascuna istituzione universitaria utilizza le risorse assegnate ai sensi dell’articolo 1 per la chiamata di professori di prima fascia, secondo le procedure di cui agli articoli 18 comma 1 e 29 comma 4 della citata legge n. 240 del 2010, da effettuare non prima del mese di giugno 2016 e comunque non oltre il mese di dicembre 2016.

Segue il testo.

Decreto Interministeriale del 8 aprile 2016 n. 242 – Atti Ministeriali MIUR

Decreto Interministeriale 8 aprile 2016 n. 242

Piano straordinario 2016 per la chiamata di professori di prima fascia

Emblema Repubblica Italiana
Il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

di concerto con

Il Ministro dell”Economia e delle Finanze

VISTO il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121 relativo all’istituzione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;
VISTA la legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016), ed in particolare l’art. 1, comma 206, che dispone l’incremento della dotazione del Fondo per il finanziamento ordinario delle università per un importo, per l’anno 2016, di 6 milioni di euro, nonché di 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2017, destinando le relative risorse al finanziamento di un piano straordinario per la chiamata di professori di prima fascia ai sensi degli articoli 18, comma 1 e 29, comma 4 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, inclusi coloro che hanno ottenuto l’idoneità ai sensi della legge 3 luglio 1998, n. 210, e prevedendo che l’utilizzo delle predette risorse sia disposto con decreto del Ministro, adottato di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze da emanare entro il 31 gennaio 2016, tenuto conto che, ai sensi dell’articolo 18, comma 4, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, almeno il 20 per cento delle risorse deve essere destinato a soggetti esterni all’ateneo chiamante.
VISTA la legge 3 luglio 1998, n. 210, e successive modificazioni, recante “Norme per il reclutamento dei ricercatori e dei professori universitari di ruolo”;
VISTA la legge 30 dicembre 2010, n. 240, e successive modificazioni, recante “Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”, ed in particolare l’articolo 18, commi 1 e 4 e l’articolo 29, commi 4 e 8;
VISTO il Decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 49 “Disciplina per la programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche di bilancio e di reclutamento degli atenei, in attuazione della delega prevista dall’articolo 5, comma 1, della legge 30 dicembre 2010, n. 240 e per il raggiungimento degli obiettivi previsti dal comma 1, lettere b) e c), secondo i principi normativi e i criteri direttivi stabiliti al comma 4, lettere b), c), d), e) ed f) e al comma 5” e in particolare gli articoli 4, 5, 6 e 7 in cui si disciplinano le variabili e i parametri da considerare al fine di valutare la sostenibilità della spesa per il personale e per l’indebitamento di ciascuna Istituzione Universitaria;
VISTA la legge 4 novembre 2005, n. 230, e successive modificazioni;
VISTO l’articolo 1, comma 2-bis del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43;
VISTO l’articolo 12, comma 2, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, e successive modificazioni;
VISTO l’articolo 4-bis, comma 16, del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive modificazioni;
VISTO il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni;
VISTA l’autorizzazione di spesa di cui al predetto articolo 1, comma 206, della legge n. 208 del 2015, pari a 6 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2016 e 10 milioni di euro a decorrere dall’esercizio 2017, iscritta sul capitolo 1694 dello stato di previsione della spesa di questo Ministero;
RITENUTA la necessità di definire i criteri per l’utilizzo dell’importo di 6 milioni di euro per l’anno 2016 e di 10 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017 relativi al piano straordinario per la chiamata di professori di prima fascia;
CONSIDERATO che il dato disponibile più recente del costo medio a livello di sistema di 1 professore di I fascia, corrispondente al valore di 1 punto organico, si attesta a €  115.684 annui e che pertanto a regime è possibile assicurare la copertura finanziaria per complessivi 86,4 Punti Organico;
RITENUTO di definire criteri di ripartizione dei Punti Organico disponibili che tengano conto della numerosità dei soggetti in possesso dell’abilitazione scientifica nazionale per la I fascia ovvero dell’idoneità ai sensi della legge 3 luglio 1998, n. 210, che possono essere chiamati ai sensi delle procedure di cui all’articolo 18, comma 1 e 29, comma 4 della legge 30 dicembre 2010, n. 240.
DECRETA

Articolo 1
Assegnazione quota

  • 1. In attuazione di quanto disposto dall’articolo 1, comma 206, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, a valere sulle risorse stanziate dal predetto comma, e destinate al finanziamento di un piano straordinario per la chiamata di professori di prima fascia, la quota parte di 6 milioni di euro per l’anno 2016 e di 10 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017, è ripartita fra le università statali e le istituzioni ad ordinamento speciale in funzione della classe di afferenza, determinata ai sensi del comma 2, alla quale corrispondono i relativi punti organico, come di seguito indicato:
classe Punti organico (PO) assegnati di cui PO minimi da destinare alla chiamata di soggetti esterni all’ateneo ai sensi dell’articolo 18, comma 4 della Legge 240/2010 atenei PO totali
a b c d e=b x d
A 1,0 0,2 36 36,0
B 1,4 0,3 16 22,4
C 2,0 0,4 14 28,0
TOTALE 66 86,4
  • 2. La ripartizione nelle “Classi” di cui al comma 1 è effettuata secondo l’ordine crescente del numero di soggetti afferenti alle università statali e alle istituzioni ad ordinamento speciale che abbiano conseguito l’abilitazione scientifica nazionale per la I fascia, ai sensi dell’articolo 16 della legge 30 dicembre 2010 n. 240, e di quelli idonei ai sensi della legge 3 luglio 1998 n. 210, che non siano ancora stati chiamati alla data del 31/12/2015, secondo la tabella di cui all’Allegato 1 che è parte integrante del presente decreto.

Articolo 2
Utilizzo delle risorse assegnate

  • 1. Ciascuna istituzione universitaria utilizza le risorse assegnate ai sensi dell’articolo 1 per la chiamata di professori di prima fascia, secondo le procedure di cui agli articoli 18 comma 1 e 29 comma 4 della citata legge n. 240 del 2010, da effettuare non prima del mese di giugno 2016 e comunque non oltre il mese di dicembre 2016.
  • 2. Ai fini della chiamata dei professori di prima fascia, l’idoneità conseguita ai sensi della legge 3 luglio 1998, n. 210, è equiparata all’abilitazione limitatamente al periodo di durata della stessa, ai sensi dell’articolo 29, comma 8, della citata legge n. 240 del 2010.
  • 3. Nel caso di chiamata come professore di prima fascia di un docente precedentemente in servizio presso altro ateneo, l’ateneo da cui cessa l’unità di personale mantiene integralmente le conseguenti economie per essere destinate al reclutamento di professori da effettuare entro l’anno 2017.

Il presente decreto sarà trasmesso alla Corte dei Conti per il controllo preventivo di legittimità e al competente ufficio per il controllo preventivo di regolarità contabile.

 

Registrato alla Corte dei Conti il 14/06/2016 – Foglio n. 2487
Roma, 8 aprile 2016
IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
f.to Stefania Giannini
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

f.to Pier Carlo Padoan

36 Commenti

  1. Assolutamente ridicolo. Questo decreto-topolino (con riferimento alla montagna) non vale il tempo che ci ho messo per leggere le tabelle.
    Le quali confermano che il peggior problema di questo Paese sono i sigg.ri Dirigenti dei vari Ministeri, più che gli stessi Politici.

  2. E’ demenziale, ci sono università con centinaia di abilitati e questi bandiscono 4-5 passaggi. E’ un bando per le bande. Ma sapranno cosa è l’università? Mi aspetto il solito intervento di Renzi che si pavoneggerà perché il suo governo sta puntando su ricerca e università… con 5 miliardi? No, un millesimo, 5 milioni (i.e. due etti di cicoria a testa).

  3. Oltre ai precari abilitati, chi per la prima chi per la seconda fascia, ci sono i ricercatori TI abilitati. Per ragioni di costi, il più delle volte sono stati comunque gli strutturati a progredire nella carriera. Ma anche ammettendo che siano le ristrettezze di bilancio ad imporlo, non si capisce perché non si è data e non si dà la preferenza assoluta al passaggio ad associato. Questa ultima decisione di far bandire posti per soli ordinari – ed ora tutti quanti si scervellano in fretta e furia sui profili, che in altri tempi si chiamavano pure ‘identikit’ – mi sa che va nella direzione di rafforzare il ‘baronato’ e non in quello di accrescere il numero dei docenti. Perché è straordinario? perché d’estate? perché all’ultimo momento? Quanto costa tutta questa procedura, abilitazione più concorsi?

  4. POVERI ASSOCIATI!!!!!!!!!!
    Loro sì che hanno bisogno di prendere uno stipendio più alto, diventando Ordinari!!!!!!!!
    Giusto così, in fondo i precari/disoccupati sono già ricchissimi, vivono in ville sfarzose, conducono una vita da superstar, macchine di lusso, gioielli, quadri d’autore, champagne!!!!!!!!
    Fai anche tu un gesto di solidarietà: ADOTTA UN ASSOCIATO E FALLO DIVENTARE ORDINARIO!!!!!!!!!

    • Non è nemmeno questione di stipendi più alti. Si sta costruendo, da tempo, una piramide sociale accademica inconsistente o poco autoreggente come struttura portante in sé. Con una base debole – i precari – relativamente estesa, sottopagata, sovrasfruttata e soprattutto ricattabile, che garantisce in cambio una gestione democratica quasi meno che formale – anche questo è evidente da tempo; dove i ceti medi sono i ric. TI (ad esaurimento) o a TD, in antagonismo e in competizione tra di loro; dove il collante tra gli strati che aumentano di potenza andando verso l’alto è un misto tra speranza di assunzione/avanzamento e di immensa gratitudine (verso l’alto) e il ‘benevolo’ paternalismo dagli artigli nascosti verso il basso. Il tutto intonacato, stuccato e decorato di meritocrazia, algoritmi astrusi e opachi. Sepolto da montagne di leggi, decreti, burocrazia. Uno sperpero di energie e di danaro per aumentare il potere al vertice e per rendere scientemente il tutto malfunzionante e di conseguenza sotto la costante minaccia di riforme, ristrutturazioni, riduzioni, chiusure, fusioni —> mobilità incombente e licenziamenti in agguato, spettri immondi continuamente presenti.
      Dove sono i tavoli delle trattative? dove è la CRUI? dove è il meridione orgoglioso e autosufficiente? Qua non si fa che porgere continuamente l’altra guancia. Le migliaia di guance di tutti noi. E le minoranze, come si addice a questo tipo di ‘democrazia’, vanno neutralizzate, ignorate, o scartate in qualche modo.

  5. Ragazzi, questa è una grande presa per il culo. Ma i sindacati che dicono… la coraggiosa FLC-CGIL che fa? Ingoia tutto quello che il suo governo ci impone in questo scorcio di legislatura? (che finirà a Ottobre con la vittoria del NO al referendum)? Fare rappresaglie prima della ritirata è una cosa alla quale nessun esercito di occupanti ha mai rinunciato. Noi in che situazione siamo? Nella stessa in cui il povero Verdone si trovò quando la farmacia di Orvieto gli fece un buono invece di restituirgli i soldi… (ascoltate le parole della Nonna, negli ultimi secondi dello spezzone di Youtube):

    https://www.youtube.com/watch?v=h61AfNQxTd4

  6. @green_baron:

    e’ vero, ce pigliamo…..
    però questo è un OMIDICIO-SUICIDIO, e non se ne rendono conto.
    E’ un OMICIDIO perché uccidono diverse generazioni di studiosi giovani e giovani che invecchiano.
    E’ un SUICIDIO (del sistema stesso e degli ordinari che verranno assunti e che avranno fatto domanda per questo) in quanto con queste spinte sempre più in avanti, cioè promuovere sempre di più solo chi è strutturato, non ci saranno più quelle figure di supporto che un tempo venivano chiamati “gli assitenti”.
    FRA 2 ANNI, una persona che fisicamente entrerà in un edificio universitario, si troverà di fronte 2 CATEGORIE DI PERSONE:
    1) STUDENTI DI 20 ANNI
    2) ORDINARI DI 70 ANNI.
    3) 50 ANNI DI DIFFERENZA E DI ASSENZA
    4) CI SARA’ UN VUOTO SPAVENTOSO di 50 anni.
    5) A QUEL PUNTO, CHIAMERANNO LE PERSONE DALLA FINESTRA PER FARE LEZIONE, PERSONE CHE SARANNO IGNORANTI e SENZA TITOLI
    6) Complimenti al Governo Renzi per la sua LUNGIMIRANZA!
    Condividete?

    • Secondo me Anto è solo un rosicone, che peraltro non sa usare la punteggiatura. Se queste sono le nuove leve… meglio gli ordinari 70enni.

  7. Domanda sul prossimo concorso. Chi volesse allungare l’agonia può partecipare al prossimo concorso a sportello, anche se è già abilitato?
    Perché nel prossimo bando dovrebbero tenere conto che se gli abilitati non possono partecipare fino alla scadenza, questi sarebbero svantaggiati trovandosi un periodo di buco tra la scadenza e l’eventuale successiva abilitazione.

    • Beniamino: il nuovo decreto dice che chi è già abilitato deve aspettare 48 mesi per rifare domanda, cioè 24 mesi prima della scadenza. Credo proprio che anche questa cosa qua sia retroattiva, cioè valida per i già abilitati 2012-2013.
      Ciò significherebbe che chi è stato ufficialmente abilitato nel 2014 (praticamente tutti quelli delle 2 tornate), può rifare domanda nel 2018 e poi restare eventualmente agonizzante per altri 6 anni.
      2018- Odissea nello Strazio.

  8. Caro leonardo.40,
    secondo me invece Anto ha ragione. La causa del mancato ingresso nel ruolo di ordinari degli abilitati tra 40 e 50 anni dipende proprio dagli ordinari plurisessantenni, molti dei quali entrati con quella sorta di sanatoria che era il concorso locale con 3 idoneità. Te lo ricordi? Entravano veramente cani e porci (e chiedo scusa ai cani e ai porci per averli accomunati a quei parassiti di cui sopra).

    • Il passaggio al concorso locale fu deliberato dal Parlamento (peraltro con maggioranza di centrosinistra). Le “3 idoneità” furono tali solo all’inizio perché la legge prevedeva la loro riduzione progressiva: gli ultimi concorsi ‘Berlinguer’ avevano infatti due idoneità.
      Le idoneità multiple avevano la ragion d’essere nel ridotto numero di concorsi annuali ex-382 effettivamente espletati (qualcosa come 5 anziché 15 o 16).

    • Penso che, al netto di tutte le distorsioni che pure ci sono state, sia ora di finirla di invocare i “baroni” per ogni cosa che non è andata bene nella propria vita. Avere conseguito un dottorato (e avere pubblicato) non dà alcun diritto, in sé, di proseguire nella carriera accademica. Conosco studiosi 30-40enni bravi che sono rimasti fuori (pochi) e altri (molti di più) che semplicemente non sono entrati in università perché non erano abbastanza bravi (sebbene pensassero di esserlo). In Italia tutti pensano di avere diritto al “posto fisso”: ma quanti lo meritano?

  9. leonardo.40:
    non sono una nuova leva, sono un disoccupato di 40 anni, che ha iniziato nel 2005, con dottorato, assegni di ricerca, docenze a contratto, relatore in sedute di laurea ho scritto vari articoli e 3 libri, l’ultimo dei quali nel 2015.
    Questo sistema mi ha distrutto la vita, anche perché si continua a promuovere e non a reclutare.
    Non sono un rosicone, se tu sei strutturato sono contento per te e ti auguro ogni bene.
    Ciò non significa che non posso essere dispiaciuto per un sistema che oltre ad essere crudele è anche cieco.

  10. C’è un disinvestimento crescente. Questo è il fatto. Colpisce tutti, in primis la qualità della didattica. Arricchisce pochi, in primis le burocrazie di nomina ministerial politica. Al miur sempre ministri proni . Mai uno che abbia avuto un po’ di coraggio. Un governo che non rappresenta nessuno, il 20% degli italiani. Bande di razziatori della cosa pubblica ovunque. Golpe mascherati da referendum. Io dico: non abusate oltre o il risveglio sarà amaro.

  11. @StefanoL: il sistema del 3° idoneo è stata un’infamia e ora… chi legittimamente ha conseguito una abilitazione a ordinario, se la prende in culo, anche perché – allora – i ruoli furono saturati per quel motivo. I concorsi locali (sia con tre che con due idoneità) hanno vomitato ordinari che hanno saturato i ruoli. Spesso si è trattato di gente di bassa qualità, promossa solo perché aveva un ordinario amico tra i membri votati (o designati). Tre idonei per cinque commissari… Peppino de Filippo diceva “…e ho detto tutto!”

  12. …. allora cappone per cappone … faccio anche io il mio lamentuccio contro un collega più fortunato … quel collega che ora ha 60-65 anni circa e che è entrato nell’università per ope legis, non per concorso, come il collega meno fortunato che era il terzo idoneo di un concorso berligueriano. questo collega, che chiamiamo, Opelino ha ora 60 anni e adesso ha l’abilitazione a PA … dai chiamiamolo altrimenti deve andare in pensione a 65 … allunghiamogli un po’ la vita accademica … che prima si era accorciato per ottenere l’abilitazione … l’altra, opelina, ha 65 anni ed ha l’abilitazione a PO; vogliamo per caso non chiamarla … era anche compagna di banco del rettore … dai chiamiamola … ma c’è uno che si è fatto da solo, è entrato per concorso, in tutti concorsi berlenguriani prendeva lo stesso giudizio degli idonei che avevano un papà in commissione, ma sai fra due eccellenti scegliamo l’eccellente di paparino … adesso questo 50enne ha l’abilitazione a PO, ma non lo chiamiamo per fare posto a Anto che protesta …e se invece di farci la lotta ci mettessimo insieme per protestare contro questo sistema che sta uccidendo l’università? non sarebbe meglio???

  13. @paolo
    “ma non lo chiamiamo per fare posto a Anto che protesta”
    magari!
    nessuno mi considera oramai, sono invecchiato precario e morirò disoccupato.
    Hai mai visto “un precario in fuga”? SI, è il famoso discorso del cervello in fuga all’estero.
    Hai mai visto un “associato in fuga”? NO, perché male che vada, non diventa un ordinario, ma rimane associato, si fa la sua vita, la sua famiglia, il suo mutuo con la banca e così via……
    L’urgenza e’ IL PRECARIATO, NON LA PROMOZIONE DA ASSOCIATO AD ORDINARIO, QUINDI IL PIANO STRAORDINARIO DEVE ESSERE FATTO PER I PRECARI.
    Se non si capisce questo, si perde il contatto con la realtà.

  14. leonardo.40
    “Avere conseguito un dottorato (e avere pubblicato) non dà alcun diritto, in sé, di proseguire nella carriera accademica”.
    ATTENZIONE: sino al 2010, si diventava strutturati con il concorso a tempo indeterminato per ricercatore.
    Serviva aver pubblicato? NOOOOOOO!
    Per circa 40 anni, bastava superare le prove scritte ed orali del concorso da ric. a tempo ind., volendo anche senza pubblicazioni. Questo e’ stato un passaggio obbligato e naturale per il 90% degli strutturati do oggi, che potevano permettersi per essere tali anche di non pubblicare (per essere e per restare ric. a tempo ind.)
    Hai ragione quando dici “proseguire nella carriera accademica”, ma il problema mio e di tantissimi altri precari è quello di iniziare la “vera” carriera accademica come strutturato.
    Ma come fino al 2010 (6 anni fa) ci SI STRUTTURAVA CON ZERO PUBBLICAZIONI ED ORA NE SERVONO TANTISSIME E NON SI ARRIVA MAI (AVRAI VISTO IL DECRETO), con l’asticella che si alza sempre di più per arrivare (obbligatoriamente) ad associato altrimenti rimani fuori,
    Capisci il problema dei precari?

    • “Per circa 40 anni, bastava superare le prove scritte ed orali del concorso da ric. a tempo ind., volendo anche senza pubblicazioni. Questo e’ stato un passaggio obbligato e naturale per il 90% degli strutturati do oggi, che potevano permettersi per essere tali anche di non pubblicare (per essere e per restare ric. a tempo ind.)”
      ___________________
      Temo che qui stiamo per sconfinare nel campo delle leggende come quella dell'”ordinario a fine carriera che non ha scritto una riga in vita sua” (https://www.roars.it/lordinario-a-fine-carriera-che-non-ha-mai-scritto-una-riga-in-vita-sua-lintervento-di-mauro-moretti-al-secondo-convegno-roars/). Prima di tutto, il ruolo dei ricercatori nasce con la 382/80 e quindi gli anni sono 36 e non 40. In secondo luogo, in molti settori (e da molti anni) i casi di ricercatori divenuti tali senza pubblicazioni sono decisamente eccezionali. Per esempio, nella mia esperienza diretta non mi è capitato di vederne. Non sono in grado di dire se le cose andassero diversamente in altri settori, ma nell’ASN di molti settori non si poteva certo dire che i ricercatori candidati all’abilitazione fossero rimasti con le mani in mano dopo aver vinto il posto, a giudicare da titoli e pubblicazioni. Evitiamo di alimentare leggende. Ce ne sono già abbastanza in giro.

    • Ma quando mai? Per superare il concorso da ricercatore a tempo indeterminato bisognava superare SIA una prova scritta e orale SIA avere altri titoli e pubblicazioni (nel mio caso tre monografie). L'”asticella” di oggi è calcolata (o dovrebbe esserlo) in base alla produttività media del tuo settore, e dunque se sei sotto vuol dire che pubblichi meno della media degli appartenenti al tuo settore nella fascia di appartenenza. Ma vogliamo piantarla di pensare che se non vinciamo i concorsi è sempre colpa dei baroni e dei privilegiati? E se fosse che siete troppo scarsi scientificamente? Oppure che non avete altre qualità che sono indispensabili per fare bene ricerca (capacità di fare rete, sapere esporre relazioni a convegni internazionali, creare progetti di ricerca di qualità, sapere lavorare in team ecc. ecc.)?

  15. sià esso piatto di lenticchie o menù da gourmet … qui te lo fanno solo vedere e al massimo mangiare pane ammuffito e profumo di lenticchie …
    … QUINDI caro Anto … qui IL PIANO STRAORDINARIO DEVE ESSERE FATTO PER TUTTA l’università … che si sta atrofizzando!!!!!.
    Un associato con famiglia per diventare associato ha anche trascurato la famiglia e vedere davanti a se POCA gente che fa carriera e anche con meno titoli di te non è certo un bel vedere … buon lavoro a tutti.

  16. Occorre un piano straordinario per tutta l’ università, precari, ri, pa e anche po che devono essere liberati da inutili burocrazie. Aggiungo: il personale TA ha stipendi da FAME. E’ un indegnità. In ultimo vengono gli studenti: il 3 +2 è stato un fallimento totale. Non funziona. Sono impreparati, non c’è tempo per studiare assimilare, fare tesi decenti. E’ una caporetto. L’ istruzione non è una priorità del paese. Il questo momento occorre salvare la banche e una grande industria decotta che non regge il confronto con i competitors internazionali. Qui sta il problema.

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