“Dopo il 1° gennaio 2020 le pubblicazioni scientifiche sui risultati della ricerca finanziata da sovvenzioni pubbliche fornite dai consigli di ricerca e dagli organismi di finanziamento nazionali ed europei, devono essere pubblicate nelle riviste ad accesso aperto conformi o sulle piattaforme ad accesso aperto conformi.” Questo il principio al cuore del documento di Science Europe pubblicato il 4 settembre scorso e rimbalzato in moltissime liste di discussione. Ma sono tutte luci o ci sono anche ombre? Forniamo al lettore una guida per orientarsi nella discussione.

“Dopo il 1° gennaio 2020 le pubblicazioni scientifiche sui risultati della ricerca finanziata da sovvenzioni pubbliche fornite dai consigli di ricerca e dagli organismi di finanziamento nazionali ed europei, devono essere pubblicate nelle riviste ad accesso aperto conformi o sulle piattaforme ad accesso aperto conformi.”
Questo il principio al cuore del documento di Science Europe pubblicato il 4 settembre scorso e rimbalzato in moltissime liste di discussione. Un documento di una pagina che contiene 10 principi.
Ne ricordiamo alcuni:
– La importanza per gli autori di mantenere il copyright sui propri lavori utilizzando licenze di distribuzione aperte, preferibilmente la licenza Creative Commons Attribution (CC BY)
– Nel caso di APC (article processing charges) il prezzo sarà standardizzato e fissato in maniera coerente per tutta l’Europa
– Gli enti finanziatori della ricerca chiederanno alle istituzioni di ricerca e alle biblioteche di allineare le proprie politiche e strategie nell’ottica di una maggiore trasparenza.
– Il modello ibrido non è coerente con i principi espressi nel Plan S
– Gli enti finanziatori monitoreranno la adesione e sanzioneranno la non adesione ai principi esposti.
Undici enti finanziatori della ricerca europei hanno aderito alla iniziativa di Science Europe, oltre ovviamente alla Commissione Europea. Per l’Italia ha aderito l’INFN.
Molto si è già dibattuto e si sta dibattendo nelle liste di discussione, soprattutto su un tema lasciato ancora una volta troppo sfumato:
We also understand that researchers may be driven to do so by a misdirected reward system which puts emphasis on the wrong indicators (e.g. journal IF). We therefore commit to fundamentally revise the incentive and reward system of science, using the San Francisco Declaration on Research Assessment (DORA) as a starting point.
Il documento di Science Europe arriva dopo un periodo di contrattazione convulso con i grandi editori da parte dei consorzi francese, svedese e tedesco, che hanno portato Germania a Svezia a interrompere le trattative, e qualche settimana dopo la comunicazione della lungimirante trattativa della CRUI.
La stragrande maggioranza delle riviste di Elsevier ha adottato il modello ibrido.
Molte sono le perplessità espresse da varie parti (si veda sotto), in particolare da un gruppo di chimici svedesi (si veda la lettera di Lynn Kamerlin) rispetto al problema dei costi, e rispetto alla libertà di ricerca per cui circa l’85% delle riviste attualmente pubblicate non potrebbero essere utilizzate come canale di pubblicazione, e rispetto alla qualità delle ricerche pubblicate che sembrerebbe secondo l’autrice non essere più garantita in un ambiente open.
Gruppi di interesse, associazioni, enti, singoli ricercatori si sono espressi sia con dichiarazioni ufficiali, sia attraverso twitter, sia nelle liste di discussione.
E’ evidente che Plan S contiene luci e ombre, affronta in modo molto (troppo?) radicale un tema, quello del costo della conoscenza, che è stato per molto tempo rimandato e che quindi trova tutti impreparati, proponendo però un’unica soluzione (il gold open access) che sembra escludere il green open access così come praticato in molti paesi (come ad esempio il nostro).
Per saperne di più:
cOAlition S: Making Open Access a Reality by 2020: A Declaration of Commitment by Public Research Funders

https://www.scienceeurope.org/coalition-s/

Plan S: Accelerating the transition to full and immediate Open Access to scientific publications
https://www.scienceeurope.org/wp-content/uploads/2018/09/Plan_S.pdf

Preamble by Marc Schiltz: Science Without Publication Paywalls: A Preamble to: cOAlition S for the Realisation of Full and Immediate Open Access
https://www.scienceeurope.org/wp-content/uploads/2018/09/cOAlitionS_Preamble.pdf

Members of cOAlition S on the day of launch, September 4, 2018
https://www.scienceeurope.org/wp-content/uploads/2018/09/cOAlitionS_National_Funders.pdf

Statement by Carlos Moedas: ‘Plan S’ and ‘cOAlition S’ – Accelerating the transition to full and immediate Open Access to scientific publications
https://ec.europa.eu/commission/commissioners/2014-2019/moedas/announcements/plan-s-and-coalition-s-accelerating-transition-full-and-immediate-open-access-scientific_en

Commento analitico di Peter Suber

https://plus.google.com/u/0/+PeterSuber/posts/iGEFpdYY9dr

Articoli su Nature

Radical open-access plan could spell end to journal subscriptions
Eleven research funders in Europe announce ‘Plan S’ to make all scientific works free to read as soon as they are published.

https://www.nature.com/articles/d41586-018-06178-7

Accelerating open access: what is missing from Plan S

https://www.springernature.com/br/advancing-discovery/blog/blogposts/accelerating-open-access–what-is-missing-from-plan-s/16110314

Dal blog di Leonid Schneider

Response to Plan S from Academic Researchers: Unethical, Too Risky!

Commento di OpenAIRE

https://www.openaire.eu/plan-s-a-european-open-access-mandate

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1 commento

  1. Forse è una mia ossessione, ma noto in prima linea “finanziamenti, sovvenzioni, oneri economici, costi, compensi, incentivi”, insomma danaro. Una tesi di laurea, diciamo di letteratura, messa in rete, per accederci chiedono 30-40 euro. Certamente sto dalla parte sbagliata, dai miei lavori non posso ricavare e non ho mai ricavato nemmeno un centesimo. E i cd finaziamenti sono stati insignificanti rispetto agli standard attuali.

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