Bollettino della Vittoria, 15 ottobre 2019, ore 12.
La guerra contro i burocrati del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) che la comunità universitaria tutta, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 26 giugno 2013 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 76 mesi, è vinta. La fulminea e arditissima avanzata del MIUR in Consiglio dei Ministri ha determinato l’approvazione dell’art.4 del Decreto-legge sulla Scuola recante l’abrogazione dell’obbligo di ricorso al mercato elettronico (MePA). La centrale acquisti per la pubblica amministrazione (CONSIP) è annientata: essa ha subito perdite gravissime nell’accanita resistenza di questi anni e nell’inseguimento ha perduto quantità ingentissime di materiale scadente di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecentomila pagine di istruzioni, con interi complicatissimi portali e non meno di cinquemila adempimenti amministrativi perfettamente inutili. I resti di quella che fu una delle più potenti burocrazie del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza.
Firmato Casagli.
Comandante supremo delle armate anti-MePA per conto dello Stato Maggiore di ROARS.

Bollettino della Vittoria

Comando Supremo di ROARS, 15 ottobre 2019, ore 12
Bollettino di guerra n. 3801

La guerra contro i burocrati del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) che, sotto l’alta guida del blog ROARS, faro supremo nelle nebbie della burocrazia accademica, la comunità universitaria tutta, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 26 giugno 2013 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 76 mesi, è vinta.

La gigantesca battaglia ingaggiata dal giorno della fondazione del blog ed alla quale prendevano parte 22 milioni di contatti, 48 mila commenti, 3800 articoli pubblicati, 350 autori, 18 mila membri del gruppo facebook, 4700 followers twitter, contro forze immensamente superiori, è finita.

La fulminea e arditissima avanzata del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in Consiglio dei Ministri, sbarrando le vie della ritirata alle armate del MEF, travolte ad occidente dalle truppe delle armate universitarie e ad oriente da quelle dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) ha determinato l’approvazione dell’art.4 del Decreto-legge sulla Scuola recante “semplificazioni in materia di acquisti funzionali alle attività di ricerca” e, in particolare, finalmente, l’abrogazione dell’obbligo di ricorso al mercato elettronico (MePA) e di utilizzo della rete telematica per l’acquisto di beni e servizi funzionalmente destinati all’attività di ricerca.

Dalla Libera Università di Bolzano all’Università degli Studi di Catania l’irresistibile slancio di professori e ricercatori su Amazon e sul libero mercato, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.

Nella pianura, le istituzioni dell’AFAM avanzano rapidamente verso i centri commerciali, anelanti di ritornare ad acquistare strumentazioni economiche e funzionanti, diritto peraltro da esse già vittoriosamente conquistato, che poi era stato miserevolmente perduto.

La centrale acquisti per la pubblica amministrazione (CONSIP) è annientata: essa ha subito perdite gravissime nell’accanita resistenza di questi anni e nell’inseguimento ha perduto quantità ingentissime di materiale scadente di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi.

Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecentomila pagine di istruzioni, con interi complicatissimi portali e non meno di cinquemila adempimenti amministrativi perfettamente inutili.

I resti di quella che fu una delle più potenti burocrazie del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza.

(Nicola Casagli, comandante supremo delle armate anti-MePA per conto dello Stato Maggiore di ROARS)

 

 

ALLEGATO 1

Testo dell’art.4 del decreto-legge recante misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti

 

ART. 4 (Semplificazioni in materia di acquisti funzionali alle attività di ricerca)

  1. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 450 e comma 452, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, in tema di ricorso al mercato elettronico e di utilizzo della rete telematica, non si applicano alle università statali e alle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, per l’acquisto di beni e servizi funzionalmente destinati all’attività di ricerca.

 

 

ALLEGATO 2

Le principali battaglie della Grande Guerra

 

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22 Commenti

    • E’ un Decreto Legge immediatamente applicabile dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale che deve essere convertito in legge entro 60 giorni. Non penso che ci saranno problemi nella conversione. Il problema è rieducare il personale amministrativo, in ogni caso si avranno attendere circolari applicative.

    • Non è necessario rieducare il personale amministrativo a cui andrebbe trovata una occupazione come si è fatto per la maggioranza dei casellanti autostradali.
      Basterebbe permettere a chi è responsabile di un fondo di ricerca di acquistare beni e servizi in autonomia con controllo ex post. Altrimenti al ricercatore resterà l’obbligo delle ricerche di mercato, accumulo di preventivi, compilazione di moduli e allegati per poi pregare che la coda in amministrazione non sia troppo lunga.

    • Considerazione non peregrina se valutata nel contesto delle attuali burocrazie amministrative. Tuttavia penso che chi lo voglia, e lo trovi utili, possa continuare ad usare il sistema MEPA e quindi possa questa norma essere valutata come di buon senso e tesa a promuovere responsabilità e libertà di scelta.

    • Il MePA è un simbolo. Di imbecillità burocratica. Concordo sul fatto che questo deve essere solo l’inizio per sbaraccare il sistema di norme assurde e contraddittorie che regolano gli approvvigionamenti per la ricerca.

    • L’intenzione di abrogare l’obbligo del MePA per le Università è stata dichiarata da molti in questi anni, ma fino ad oggi non era mai diventata norma. L’esonero era invece stato previsto per i soli enti pubblici di ricerca con il D.Lgs. 2018/2016 art.10, che tuttavia è rimasto inapplicato per resistenze interne dell’apparato amministrativo degli EPR stessi.

  1. @nicolacasagli Certo non applicare una norma prevista da un Decreto Legislativo per resistenze interne dell’apparato amministrativo degli EPR la dice lunga sul fatto che la guerra non è assolutamente vinta. Nicola Ferrara

  2. Reddite quae sunt Caesaris Caesari
    Va dato atto che il merito per l’estensione dell’esenzione dal MePA, già prevista dagli enti pubblici di ricerca, alle università statali e alle istituzioni AFAF nel recente decreto-legge sulla Scuola, va dato a due persone:
    1) Al Capo Dipartimento Giuseppe Valditara che il medesimo emendamento l’aveva proposto per la legge di bilancio dell’anno scorso, per il decreto-legge “crescita” e per quello salva precari. Quest’ultimo era stato approvato in Consiglio dei Ministri a luglio, con formula “salvo intese”, ma non è stato poi mandato alla firma del Presidente a causa della crisi di governo.
    2) Al collega e deputato Marco Bella che, fin dal memorabile articolo su ROARS e sul Fatto Quotidiano sull’acquisto dell’hard disk da 52 euro (https://bit.ly/33EYRD5), si è costantemente impegnato per risolvere una delle più grottesche assurdità della burocrazia universitaria.
    C’è da dire poi che la norma approvata in Consiglio dei Ministri rischia di restare inapplicata, come di fatto è successo agli enti pubblici di ricerca che beneficiarono della medesima esenzione con l’art.10 del D.Lgs. 218/2016.
    Oltre agli insensati commi 450 e 452 dell’art.1 della L.296/2006 deve essere essere estesa l’esenzione delle università, degli EPR e dell’AFAM anche da:
    – comma 449 della medesima legge che prevede l’obbligo delle convenzioni CONSIP
    – comma 512 dell’art.1 della L.208/2015 che ribadisce l’obbligo delle convenzioni CONSIP per qualsiasi acquisto di materiale informatico
    – alcune delle previsioni dell’art.36 del D.Lgs. 50/2016 riguardanti gli appalti sotto soglia
    Purtroppo il delirio riformista che si è abbattuto su Università e Ricerca ha determinato un inestricabile groviglio normativo che è difficilissimo da sbrogliare.
    Per questo è necessario procedere con chiarezza di idee e decisione verso l’obiettivo finale in fase di conversione del decreto-legge.
    #Liberazione #Risorgimento #Restaurazione #NoMEPA #CONSIPdelendaest

    • Gli enti pubblici di ricerca sono già stati esonerati dal mercato elettronico con il Decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218, recante “Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca ai sensi dell’articolo 13 della legge 7 agosto 2015, n. 124”. L’art.10 comma 3 testualmente recita: “Le disposizioni di cui all’articolo 1, commi 450, primo periodo, e 452, primo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, non si applicano agli Enti per l’acquisto di beni e servizi funzionalmente destinati all’attività di ricerca.”. Se non lo hanno ancora recepito è per puro masochismo, peraltro da tre anni fuori legge.

  3. Finalmente giustizia è fatta!
    Anzi NO!
    Finché non vedo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il testo del Decreto Legge non sono tranquillo… E, soprattutto, finché il medesimo Decreto non verrà convertito il legge sarebbe opportuno fare ogni tipo di gesto apotropaico…

  4. Caro Nicola,
    c’era francamente qualcosa che non tornava, nella parte relativa ai concorsi a cattedra e anche a quelli per DSGA della scuola…! Ho taciuto per prudenza ma immaginavo un intervento correttivo dei tecnici della Presidenza della Repubblica. La figura barbina, purtroppo è quella fatta dal nostro Ministero! Incrociamo le dita…

  5. Attesa terminata, FINALMENTE…
    Il Decreto Legge è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, 30 ottobre ed è in vigore da oggi…
    Mi sono subito chiesto il significato della locuzione “acquisto di beni e servizi funzionalmente dedicati alla ricerca”, nel senso di quali beni saranno inclusi (o esclusi) dalla possibilità di acquisto sul libero mercato, ma meglio una incertezza interpretativa che il MEPA!

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