Vi ricordate la lettera a sostegno di Draghi (18.7.2023) del presidente CRUI in cui Ferruccio Resta chiedeva “una mano ferma alla guida di un’Italia stanca delle logiche di partito”? Andreottaniamente, qualcuno potrebbe notare che, un mese più tardi, il DPCM 143 del 23.8.2022 ha reso possibile notevoli incrementi dei compensi dei rettori. Un “bonus” la cui concretizzazione ha richiesto dei tempi tecnici ma senza particolari danni per i rettori. Secondo quanto riportato sul sito della CRUI (resoconto 20 giugno 2023) ben due ministeri erano pronto a intervenire a supporto di un’interpretazione retroattiva. È in virtù di questo DPCM che nelle ultime settimane si stanno approvando sostanziose revisioni delle indennità di carica per rettori, prorettori, consiglieri di amministrazione e i revisori dei conti. Il Fatto Quotidiano segnala il caso del rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino, la cui indennità passa da 36 a 121mila euro l’anno, con un incremento di circa il 400%. Aumenti che stridono con i problemi irrisolti del precariato universitario e del diritto allo studio. A tal punto che qualche rettore dichiara che non accetterà l’aumento. E gli altri? Penseranno di esserseli meritati. Ricordiamo le parole di Ferruccio Resta: “Caro Presidente Draghi, l’università ha bisogno di lei. Per questo vogliamo farle avere un rinnovato messaggio di stima e allo stesso tempo una richiesta di aiuto”. Nonostante l’accorato appello, Draghi si è dimesso. Però, l’aiuto (per i rettori) è arrivato.

Vi ricordate la lettera a sostegno di Draghi (18.7.2023) del presidente CRUI in cui Ferruccio Resta chiedeva “una mano ferma alla guida di un’Italia stanca delle logiche di partito”?

Resta (CRUI) chiede “una mano ferma alla guida di un’Italia stanca delle logiche di partito”

Un appello forse discutibile, ma quanto meno disinteressato? Andreottaniamente, qualcuno potrebbe notare che, un mese più tardi, il DPCM 143 del 23.8.2022 ha reso possibile notevoli incrementi dei compensi dei rettori. Trattandosi di un decreto “in attuazione dell’articolo 1, comma 596, della legge 27 dicembre 2019”, l’imminente uscita del DPCM poteva essere nota al Presidente della CRUI. Un “bonus” la cui concretizzazione ha richiesto dei tempi tecnici ma senza particolari danni per i rettori. Secondo quanto riportato sul sito della CRUI (resoconto 20 giugno 2023) ben due ministeri erano pronto a intervenire a supporto di un’interpretazione retroattiva:

Compensi rettori: il Presidente comunica che è stata definita la decorrenza da agosto 2022 giustificandola con cambiamenti strutturali. Verrà emessa una nota congiunta MEF-MUR alla CRUI che verrà quindi veicolata agli Atenei

Come sottolineato da sindacati e organi di stampa, è in virtù di questo DPCM che nelle ultime settimane si stanno approvando sostanziose revisioni delle indennità di carica per rettori, prorettori, consiglieri di amministrazione e i revisori dei conti. Il Fatto Quotidiano segnala il caso del rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino, la cui indennità

passa da 36 a 121mila euro l’anno, con un incremento di circa il 400%.

Con riferimento all’Università di Bari, il Corriere del Mezzogiorno scrive:

Se la delibera dovesse essere adottata, il prossimo rettore guadagnerebbe tra indennità e gettoni 165 mila euro all’anno: 137 mila a titolo di indennità e 27.500 per gettoni di presenza introdotti ora anche per i vertici dell’ateneo. Un incremento notevole rispetto ai 71.856 euro percepiti adesso solo per indennità. Discorso simile per il prossimo prorettore che passerebbe da 20 mila a poco meno 41 mila euro all’anno calcolando indennità e gettoni di presenza.

Aumenti che stridono con i problemi irrisolti del precariato universitario e del diritto allo studio. A tal punto che qualche rettore dichiara che non accetterà l’aumento. «È un atto dovuto che io ho accettato come rettore, come figura, per i miei successori, al di sotto comunque del minimo, ma che, come Francesco Castelli, mi riservo di non accettare durante il mio mandato come atto di valore simbolico» riferisce il rettore dell’Università di Brescia.

E gli altri? Penseranno di esserseli meritati. Ricordiamo le parole di Ferruccio Resta:

Caro Presidente Draghi, l’università ha bisogno di lei. Per questo vogliamo farle avere un rinnovato messaggio di stima e allo stesso tempo una richiesta di aiuto: la formazione, la ricerca e soprattutto le giovani studentesse e i giovani studenti del nostro Paese hanno bisogno di esempi da seguire e di riferimenti da ricordare.

Nonostante l’accorato appello, Draghi si è dimesso. Però, l’aiuto (per i rettori) è arrivato. E i riferimenti da ricordare, pure.

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