Da qualche settimana iniziano ad essere resi noti i risultati dei primi ricorsi amministrativi contro le determinazioni delle commissioni ASN.

La ormai epica creatura della Legge 240 – la abilitazione scientifica nazionale appunto – dopo innumerevoli problemi tecnici, anni di ritardi e continue dichiarazioni preoccupate delle comunità scientifiche sta ora vivendo la fase della prova giuridica.

Come era ragionevole aspettarsi non è una prova facile ed i primi dispositivi del TAR Lazio sono indicativi della situazione.

Al momento c’è stata camera di consiglio per 49 ricorsi per complessivi 18 settori interessati (ben 11 ricorsi provengono dal settore 08A1); i provvedimenti cautelari sono stati disposti per 15 casi su 49 (di questi, 5 accoglimenti sono riferibili al settore 06D3);  le motivazioni di accoglimento sono riconducibili a tre tipologie, come di seguito riassunto:

 

 

A) Competenza A.1) Mancanza commissario del settore e mancata richiesta pare pro veritate
B) Coerenza B.1) Giudizio non unanime e non riconoscibile nel collettivo la sintesi dei singoli
B.2) Richiesto parere pro veritate ma disatteso
B.3) Accezione di “accettabile” come giudizio negativo
C) Errori (di tipo quantitativo) C.1) Errata (nel senso di omessa) valutazione di titoli
C.2) Calcolo indicatori/autotutela MIUR

Dai dati emerge un preciso e coerente orientamento del TAR Lazio nel concedere o meno il provvedimento cautelare in funzione dei difetti di giudizio contestati.

Siamo in presenza della punta dell’iceberg (nel pieno senso della espressione, in quanto si parla di circa 500 ricorsi presentati) e quindi è ancora presto per poter disporre di una precisa fotografia degli esiti della fase giudiziaria su cui quindi si dovrà ritornare.

Tuttavia alcune considerazioni possono essere già fatte:

I numeri sono di notevole impatto: circa 500 ricorsi presentati corrispondono a circa l’uno percento delle domande. Considerando che, come è noto, molte domande erano dallo stesso candidato e che è difficile immaginare motivazioni al ricorso per chi risulta abilitato, la percentuale di “protesta” stimabile può arrivare fino al 5% dei candidati. Un valore da tenere in seria considerazione soprattutto considerando che la decisione di ricorrere in giudizio è molto difficilmente presa alla leggera e testimonia una forte problematica nell’accoglimento dei giudizi.

Gli accoglimenti del TAR, rimandando a commissioni modificate, generano altro lavoro per MIUR e soprattutto producono una duplice commissione, con prevedibili problematiche di credibilità generale della commissione “prima” e questo in particolar modo per quei settori con più accoglimenti. Resta poi non definito nei provvedimenti TAR se la commissione “seconda” deve o meno attenersi ai criteri fissati dalla “prima”.

Nota positiva è la estrema precisione con cui il TAR sta operando, in particolare rispetto alla uniformità di trattamento delle istanze finora giunte in giudizio. La linea della terza sezione si sta infatti rivelando estremamente attenta a concedere o negare il provvedimento cautelare in funzione di precisi difetti di giudizio con una attenzione alla disparità di trattamento ben al di là di quella osservata, appunto, in molti giudizi ASN.

Viene da pensare che ben più utile della misteriosa figura del commissario OCSE sarebbe stata quella del commissario TAR.

 

108 Commenti

  1. Ma perchè deve essere sempre la magistratura a risolvere i problemi? Perchè non può essere il ministero o comunque un organo di governo dell’Università (CUN, ANVUR) a prendersi la responsabilità intervenire? Non serve un TAR per dire che alcune commissioni hanno lavorato male.

  2. Parliamo dell’1% (reale) – 5% (presunto): ma, qualcuno ha mai fatto delle analisi sui ricorsi presentati nelle valutazioni concorsuali pre-Gelmini ? Secondo il mio modesto parere, questi numeri sono “fisiologici” e non “patologici”. Vi invito a riflettere su questo: prima e durante i lavori delle commissioni dell’ASN si parlava (su tutti i mezzi di informazione) che la procedura ASN sarebbe stata “sommersa” di ricorsi: ebbene ? non mi sembra, dati i numeri.
    Rilassatevi, la procedura, con tutte le migliorie che potrebero essere apportate, comunque funziona, e lo dimostrano i numeri citati nell’articolo (a proposito, quante sono le domande presentate, 50.000 ? ) checchè ne dicano i “grandi” economisti stranieri (vi prego di leggere le notizie al riguardo comparse ieri sulla stampa nazionale), che perorano la causa dei loro “amichetti” che non hanno superato la prova; per inciso, se sono così convinti, perchè non offrono loro un “tenure track” presso i loro Atenei ?
    Ai posteri l’ardua sentenza.

    • Sinceramente, non vedo come il numero dei ricorsi presentati possa fornire una misura del buono o cattivo funzionamento dell’ASN. Mi pare che sia soltanto un (approssimativo) indicatore del livello di malcontento che la procedura ha causato tra i candidati.

      Per decretare il successo o il fallimento dell’ASN, sono necessarie analisi fondate su ben altri criteri, che entrino davvero nel merito dell’operato delle Commissioni.

    • @caliano

      Io non ci vedo nulla di fisiologico nella stima di 500 ricorsi presentati (stima per difetto, se come detto in altro post si considerano quelli presentati ai TAR delle sedi concorsuali, e quelli presentati e che lo saranno in futuro, anche sulla scorta delle sentenza del TAR, direttamente al Presidente della Repubblica).

      Ricordo che l’ASN non è un concorso per il reclutamento di docenti, ma una procedura per l’attribuzione dell’abilitazione a partecipare ai concorsi di reclutamento.
      Diverse quindi sono le ragioni che hanno fatto desistere molti dei non abilitati dal presentare un ricorso e che non valgono invece per i concorsi pre-Gelmini:
      1) vincere un ricorso ASN significa solo avere la possibilità di essere rivalutati da un’altra commissione, ma sempre per una abilitazione, e non per una posizione di professore di I o II fascia presso un Ateneo;
      2) presentare un ricorso, a causa del regime intimidatorio (oserei dire mafioso), vigente in ambito accademico, è stato percepito da molti come sicuro modo per inimicarsi una commissione ed essere bollati nella comunità sel settore concorsuale;
      3) presentare un ricorso ha dei costi on trascurabili, aspetto che va relazionato al risultato che si potrebbe ottenere (una rivalitazione).

      Infine, il 5% credo che corrisponda ad una % molto + alta se si considera la platea di coloro che non sono stati abilitati pur avendo superato le famose mediane.

    • @hoffmann
      Quello che significa l’ASN è ben noto a tutti e sono pure d’accordo su alcune sue affermazioni, che peraltro sono da intendersi estese anche per il periodo antecedente l’ASN: riporto
      “… presentare un ricorso, a causa del regime intimidatorio (oserei dire mafioso), vigente in ambito accademico, è stato percepito da molti come sicuro modo per inimicarsi una commissione ed essere bollati nella comunità sel settore concorsuale…”
      e questo era tanto più vero nelle procedure di valutazione comparativa antecedenti la Gelmini.
      Quello che nessuno dice è che la riforma permette di ottenere l’idonietà a prescindere dal “volere o nolere” di qualche “capetto” locale o “multizonale”: ciascuno è libero di sottoporsi alla valutazione a prescindere. E questo, se mi permettete, è una libertà a cui non RINUNCIO !
      Poi, tutti i metodi sono migliorabili, ovviamente, per approssimazione successiva, ma non si può affermare che “stavamo meglio, quando stavamo peggio” come qualcuno fa, anche su questo blog. Nostalgia del passato ?

    • @caliano
      Nel mio post non ho criticato l’ASN (al limite ho criticato il modo in cui alcune commissione l’hanno interpretata) ma mi sono limitato a indicare le ragioni (a mio modo di vedere) per cui i 500 ricorsi (stima per difetto) non sono affatto fisiologici perchè non confrontabili con i ricorsi per una mancata idoneità a un posto da associato/ordinario pre-Gelmini.

  3. Osservo brevemente che una statistica fatta sul numero delle domande non ha alcun senso.
    Occorrerebbe farla, come minimo, sul numero dei non abilitati, altro che 5 per cento allora. Ma anche così non avrebbe senso, perché si comparerebbero mele con banane (Glottologi con Giuristi! per dire).
    L’unica statistica sensata sarebbe all’interno di singole procedure onde verificare quanti non abilitati su x non abilitati hanno deciso di impugnare i giudizi di quella commissione.
    Credo che questo sia l’unico approccio possibile, che chiaramente il Ministro ignora. Ieri, nella sua intervista su Repubblica, si trincerava dietro l’aberrante barzelletta della scarsità dei ricorsi rispetto al numero generale delle domande, che denota chiaramente un totale disprezzo per la specificità dell’Università e di una procedura che non può essere ridotta ad un concorso per 50.000 postini.
    Questi ultimi, saranno chiamati a svolgere tutti le stesse mansioni i professori NO!!!! (per chi non vuole capire, chiarisco che insegnare diritto privato o matematica non è la stessa cosa!) Oltre, chiaramente
    ad essere giudicati da soggetti del tutto diversi.

    • Per Alessandro Pezzella: puoi darci anche la distribuzione per settore dei 49 ricorsi sinora discussi?

    • L’autore gia’ suppone che ci si restringa ai non abilitati, e poi assume che questo dato possa portare insieme alle domande multiple per i candidati, la percentuale dal 1% al 5%. Ipotesi molto azzardata, direi. I due fattori combinati credo potrebbero portare al piu’ al 2%, forse, ma difficilmente al 3%.

  4. @calinano….giusta osservazione la sua,
    la “fisiologicità” dei ricorsi è condivisibile come concetto. Però non possiamo escludere che tra quelli che verrano in seguito non ci sarà un ricorso che possa far bloccare l’intera macchina. Io non mi auspico certo questo evento però, purtroppo, non possiamo escludere questa eventualità a priori quindi dobbiamo mantenere alta la guardia e sperare che le commissioni e il MIUR non abbiano fatto errori di sostanza, ma solo casomai di forma o disattenzione “mirata”.
    Comunque, io continuo a chiedere, senza però grandi risultati, sia al ministero che alle varie commissioni, di sapere in quale fase del concorso il commissario estero di nazionalità non italiana dichiari la conoscenza della lingua italiana,
    Attenzione perché al MIUR mi confermano che non è stata fatta la traduzione degli atti concorsuali delle declaratorie DM 159/2012.

    ……meditate gente meditate…..

  5. pur da non abilitato non ho saputo trattenere una bella risata: la conclusione del post con il riferimento al commissario tar al posto di quello ocse è davvero una bella battuta, di quelle dove l’ironia dice tutto sulla realtà

  6. Visto che i dati li ha pubblicati qua su ROARS Moreno Marzolla (anche se incompleti): almeno 56073 domande da parte di 38197 nominativi univoci, 24053 abilitazioni.
    Quindi “come è noto” sono in media circa una domanda e mezza a testa, e (dato che si potrebbe calcolare con precisione) probabilmente circa 20000 non abilitati. Si parla quindi di poco più dell’1% di ricorrenti sul totale, 2.5% sui non abilitati.

    • Quanti sono i non abilitati che superano il numero minimo di mediane richiesto? Io rapporterei la stima per difetto di 500 ricorsi a questo numero. Non credo che siano molti coloro che pur non superando le mediane abbiano fatto ricorso.
      Inoltre vi ricordo che per molti SC i termini di presentazione non sono ancora scaduti…

    • @ hoffman
      In realtà qui la mediana non c’entra nulla, nel bene e nel male. A quanto ho potuto verificare (e l’articolo d Pezzella, con l’indicazione delle motivazioni dei ricorsi accolti, mi pare lo confermi), nessun ricorso basato sull’argomento che poiché gli indicatori del candidato superavano le mediane questi avrebbe dovuto ottenere l’abilitazione è stato accolto dal TAR.

    • @fausto_proietti
      Non ho detto che i ricorsi depositati sono fondati sulla mancata considerazione delle mediane da parte delle commissioni, ma che credo non siano molti i ricorrenti che non sono in regola con il requisito minimo del superamento delle mediane.
      Le due cose hanno significato ben diverso.

  7. I numeri ad oggi parlano di 15 sospensive accolte.
    Mi sembra a dir poco azzardato con questi numeri parlare di naufragio dell’ASN.
    Anzi mi pare che la procedura, sotto il profilo giuridico, sta reggendo alla grande.

    • Sono pienamente d’accordo con “type”: non si può parlare di naufragio, dal punto di vista giuridico, dell’ASN; tuttal’più vi sono diversi “Schettino” che fanno di tutto per affondare la nave, perchè la riforma ha seguito una rotta, direi a dritta, non conformandosi al mondo “accademico” imperante (e che veramente si è dato da fare, in Parlamento, per affondarla, negli ultimi 30 anni).

  8. caro carlo, il realtà la soluzione più meritocratica sarebbe stata quella di mettere 2 (o per me anche 3) commissari OCSE in ciascuna commissione, scommetto che il numero di ricorsi sarebbe sceso sensibilmente.
    Tuttavia, ben vengano i ricorsi accolti e, dico io, pubblichiamo e non nascondiamo i nomi dei commissari che hanno lavorato male.

  9. L’impostazione formale della ASN è senz’altro migliorabile ma fondamentalmente valida.
    L’applicazione sembra tutt’altro che credibile per l’intero sistema.
    Da più parti, compreso qualche ministro, si è fatto osservare che molte commissioni hanno operato come se si trattasse di un concorso nazionale.
    Così non era. Le commissioni avrebbero dovuto, stante l’impossibilità di analizzare le pubblicazioni di tutti i candidati, limitarsi a valutare il raggiungimento di un livello mimino di attività in funzione dei parametri e criteri stabiliti per norma (soprattutto per i ricercatori)
    Rispetto al numero di ricorsi non possono essere dimenticati due elementi fondamentali.
    1) molte commissioni hanno bocciato gran parte dei precari ed esterni al sistema universitario che non hanno ovviamente possibilità/interesse a fare ricorso.
    2) come buona tradizione, in molti si guardano bene dal fare ricorso per non subire poi ritorsioni nei prossimi anni (anche su roars ci sono state ben poco velate minacce)

  10. Buongiorno,
    sottolineo che non si puo’ valutare l’abilitazione dal solo numero dei ricorsi al TAR anche perché il costo dell’operazione (circa 4.000 euro in media) è molto alto sia in riferimento ai redditi medi di una parte consistente dei ricorrenti (RTI, RTD, docenti a contratto, docenti delle scuole superiori), sia in relazione all’effetto dell’esito positivo del ricorso (non ottengo un posto da professore di ruolo, ma una semplice abilitazione, nel primo caso ammortizzo la spesa in meno di due mesi, nel secondo caso potrei non farlo mai).
    Ricordo peraltro che sarebbero circa 7.000 le letetre ed e-mails arrivate al MIUR per segnalare le anomalie della procedura e sono relative a molti settori concorsuali: anche questo è comunque un dato che non permette di dire che allora l’ASN è un fallimento visto che non sappiamo quante di tali lettere contenevano rilievi su comportamento realmente non corretti delle commissioni e quante erano solo lo sfogo di candidati delusi che avevano pero’ ben poco da contestare. Nell’iniziativa “Non abbiate paura” queste ultime erano in realtà molto poche (5%), ma i colleghi di statistica mi hannno detto che il mio non è un campione valido in termini di casi osservati e di distribuzione sulle classi concorsuali.
    Si noti poi che in realtà si conoscono solo le ordinanze sulle richieste di sospensiva, ovvero il TAR del Lazio deve ancora entrare nel merito dei casi in cui non ha accolto la richiesta di sospensiva e quindi la quota di ricorsi accolti sarà piu’ elevata: sarà molto difficile invece che la quota si abbassi a fronte dell’esito delle ordinanze impugnate dal MIUR visto che i giudici amministrativi hanno già fatto vere “acrobazie” per salvaguardare le abilitazioni date.
    Il giudizio sull’ASN deve allora basarsi essenzialmente su valutazioni relative alle motivazioni che il TAR ha dato nell’accogliere certe istanze di sospensiva, a quanto è apparso sui giornali, a quanto si dice in accademia (talvolta si sussurra perché la paura è molta). In base a questi parametri il giudizio sull’ASN 2012 è negativo e se ne è resa conto anche il ministro Stefania Giannini.
    Ovvio poi che sulla rilevanza scientifica della realtà percepita rispetto a quella effettiva e misurabile si puo’ discutere all’infinito: i provvedimenti che il ministro prenderà si basano pero’ essenzialmente sulla prima.
    Resta infine una domanda posta al MIUR che è rimasta senza risposta: una commissione che risulta aver commesso errori e viene quindi sostituita nella valutazione di uno o piu’ candidati puo’ essere affidabile per l’ASN 2013?
    Buon fine settimana,
    Paolo Tedeschi

  11. @EnricoA: io ho esperienza da candidato in un settore non-biblio dove il commissario ocse dichiara sostanziamente di non aver letto alcun lavoro, e che usa una lista “sua” di riviste per giudicare, contrariamente a quanto previsto dai criteri (come fattogli notare in un verbale da altri due commissari, peraltro in minoranza). Non esattamente il massimo a 13A1 …

  12. Gli autisti più indisciplinati in italia sono gli svizzeri. In svizzera gli autusti più indisciplinati sono gli italiani.
    I commissari OCSE si sono comportati come svizzeri in svizzera o come svizzeri in italia?
    Ai posters l’ardua sentenza … e scusate se sono stato troppo circonciso .-)

    • scusa, ma perché dici che gli autisti più “indisciplinati” in italia sono gli svizzeri? forse perché si fermano al semaforo quando scatta il rosso?

    • Visto che Proietti chiede chiarimenti, non sarò più “circonciso” :-).
      Mi è capitato spesso di vedere auto con la targa svizzera sfrecciare sull’autostrada ad oltre 150 km/h. Da questa osservazione, la mia battuta. Ma a ben guardare si poteva trattare di emigranti italiani in rientro verso l’italia … “Pasquale Amitrano docet”.
      Fuori dalle battute e dalla metafora, molti commissari OCSE non hanno fatto una bella figura e alcuni hanno fatto delle figuaracce. E’ proprio necessario avere un commissario OCSE ? Come se l’italia non facesse parte dei paesi OCSE. Non si tratta del nostro solito provincialisnmo?
      Per fugare dubbi: sono abile all’unanimità, ma nel mio settore il commissario OCSE ha semplicemente fatto delle traduzioni del giudizio collegiale (quasi sempre). quindi il suo contributo è stato pari a ZERO(quasi sempre). In altri settori lo svizzero si è comportato da svizzero anche in italia, ma molti sono stati fatti abili con un bel 4 a 1 … quindi anche in quel caso lo hanno fatto contare come il 2 di picche quando il seme guida è quadri…. E’ valsa la pena spendere tutti quei soldini? Io direi di NO.

  13. Ritengo che sia il caso di segnalare che il TAR non è esente dalle stesse critiche che spesso vengono mosse alle commissioni. Una per tutte: in una recentissima ordinanza emessa a seguito della richiesta di sospensiva avanzata in uno dei tanti ricorsi, il TAR non accoglieva la richiesta. Tra le stringate motivazioni della denegazione, ripetitive anche nelle ordinanze simili, ve ne era una che non accoglieva la censura mossa dal ricorrente di ‘violazione della par condicio tra i candidati’ per il fatto che alcuni abilitati fossero coautori con un membro della commissione (10 su 16 pubblicazioni per un candidato, 8 su 16 per l’altro candidato, ecc.). Tutto perfettamente lecito, salvo che quello specifico ricorrente non aveva mosso quella specifica censura nel suo ricorso. Quella censura era stata mossa da altri ricorrenti dello stesso settore concorsuale ma in altri separati ricorsi singoli. Pertanto, le accuse di superficialità nella valutazione dei candidati, di mancanza di tempo per eseguire una lettura approfondita delle pubblicazioni, di incoerenza, di mancanza di motivazioni, possono essere traslate a corpo anche sul collegio giudicante. Naturalmente, nella migliore tradizione italiana, sarà investito il Consiglio di Stato per giudicare ed eventualmente riformare l’ordinanza del TAR. Avremo, dunque, il giudice del giudice del giudice. Come il Tasso del Tasso del Tasso…
    Ciò non significa che l’azione della giustizia sia meno importante o di poco rilievo, come vorrebbero far credere alcuni su questo stesso forum, tentando di accreditare la tesi di un successo dell’ASN. I giudici, in molte delle loro ordinanze, hanno tracciato i confini dell’arbitrio delle commmissioni e dei commissari, riportando a terra ciò che i commissari ritenevano di fissare in cielo. L’ASN è stata talmente di successo che, appena nata, è stata rinnegata da vari ministri e sarà presumibilmente (sperabilmente) riformata. A quando una visione meno ‘particulare’ della gestione dell’Università? Forse hanno ragione coloro che sollecitano un commissariamento del corpo docente italiano ad opera di accademici stranieri, possibilmente provenienti dal mondo anglosassone e animati da una logica di reclutamento basata sui vantaggi che la sede o il settore scientifico possano ottenere dal reclutare un ricercatore-docente bravo in luogo di un perfetto imbecille. Vantaggi anche di tipo economico, stante la capacità del reclutato di ricevere fondi e finanziamenti, senza però i tramestii e i mezzucci che così spesso hanno segnato l’attribuzione dei PRIN o di altri finanziamenti.

  14. Per orticaz22 –
    la sintesi che riporto nell’articolo deriva appunto da una banca dati dei pronunciamenti che sto costruendo – sebbene si tratti di dati on line ho ritenuto non pubblicarla in quanto raccolta avendo meno di un decimo delle istanze pendenti gia discusse in camera di consiglio – pochi dati per essere rappresentativi – gia ieri è stata emessa una ulteriore istanza cautelare con rinnovo della commissione (tra l’altro ancora per i motivi che riporto nell’articolo).

  15. leggo nei commenti alcune indicazione sulla fisiologia delle percentuali di ricorso e sulla loro inadeguatezza a descrivere il fallimenti della ASN.
    Premetto che le percentuali riportate nell’articolo non sono associate ad alcuna valutazione di fisiologico, vale la pena tuttavia ricordare che i numeri in se non dicono nulla – conta il merito.
    Percentuali molto minori nel portarono il Ministero ad emettere per l’influenza A/H1N1 il punto della situazione al 4 novembre 2009 secondo cui ” L’incidenza dell’influenza A è pari allo 0,9 per cento della popolazione durante la 44ma settimana dell’anno (26 ottobre – 1° novembre), in base al nuovo rapporto settimanale del sistema di sorveglianza Influnet. La percentuale delle vittime correlate all’influenza A è lo 0,002 per cento dei malati” ….

    Il fallimento della ASN – premettendo pieno rispetto per commissari e candidati – è nella evidenza della dimensione – anche mediatica – dei risvolti. E si tratta di almeno tre fallimenti: politico; culturale; amministrativo.
    Il primo (e parlo a titolo personale), quello politico a firma Gelmini Profumo è insito nel duplice ed auto contradditorio spirito del processo semiautomatico che doveva arginare la cattiva pratica die concorsi limitando la autonomia delle commissioni, sorteggiando, “esterofilando” – ma ne abbiamo gia discusso a fondo La ASN o il Peccato Originale (https://www.roars.it/la-asn-o-il-peccato-originale/)

    Il secondo, piu doloroso dal mio punto di vista, è nei casi di cattiva interpretazione del processo da parte di alcuni commissari (sono pochi, pochissimi, ma sempre troppi – si veda A/H1N1 di cui sopra). La nostra comunità avrebbe dovuto cogliere l’occasione per ben altra risposta alla estemporanea ASN della 240 … anche perché come ben sappiamo “la candidata non è scema” (https://www.roars.it/documentazione-asn-e-vqr/)

    Il terzo, che trova il certificato di nascita nella nota MIUR del 28/9/2013: ”L’esperienza maturata nella prima tornata richiede per il futuro una riflessione sull’intero processo, allo scopo di introdurre semplificazioni e miglioramenti…”, discende in gran parte dalla anvuriana elaborazione normativa della 240 e ad oggi non ne possiamo ancora conoscere la portata, visti i ricorsi in essere – anche se il TAR sembra, tra i soggetti finora coinvolti, quello che meglio sta operando tra esigenze di tenuta del sistema e diritti oggettivi dei singoli.

    Qui sta il fallimento della ASN non nelle percentuali – che restano un dato utile come un h-index qualsiasi …

  16. Ricorre molte volte negli innumerevoli commenti sulla ASN l’abbinamento “fallimento+ASN”. Penso che vada inteso non in relazione alla parte accettabile (eticamente e professionalmente) della grande quantità di abilitazioni (in ogni procedura ci può esser qualcosa di buono), ma in relazione alla caoticità dell’intera procedura, caoticità questa sì inaccettabile. E che non accenna a volgere a termine se consideriamo, ad esempio, che in seguito alle decisioni TAR dovranno essere nominate altre commissioni. Nello stesso ordine di idee, può essere rtienuta conclusa definitivamente questa tornata della ASN tanto da giustificare l’annuncio (trionfale alle volte) dell’avvio della seconda procedura, interna agli atenei, dei ‘concorsi locali’? In quale momento e in base a che cosa precisamente il ministero ha dato, da, darà il via a questo secondo tormentone?

  17. Non so dove sia corretto porre la domanda, quindi provo qui.
    Qualcuno ha notizia del decreto di proroga per le commissioni, tornata 2013?
    I cinque mesi canonici scadono oggi, ma non c’è notizia di proroga.

  18. Cercare di difendere questa ASN è, con il passare del tempo,diventato ridicolo. Come si possono definire amichetti studiosi di fama internazionale (Nobel per esempio)che si prendono la briga di commentare delle esclusioni mi sembra grottesco. Una commissione che esclude sistematicamente tutti i lavori con coautori andrebbe rimossa di autorità, siamo nel 2014 non nella Grecia di Aristotele. Comunque tornando al merito dei ricorsi, mi sembra che i pronunciamneti del Tar siano indicativi del fallimento della procedura, per motivi che appare inutile richiamare ancora (arbitrio, essenzialmente) e ciò è tanto vero che il neo ministro Giannini ha dicharato che a suo parere andrebbero riaperti i termini per la tornata 2013 e che non ci dovrebbero più essere asn di questa natura. Circa la bontà dei giudizi nell’Asn vorrei ricordare che alcune commissioni hanno non abilitato candidati che presentavano indici (scopus, h g ecc.) superiori alla maggioranza dei loro membri. Come suggeriva qualcuno, e trovo la proposta derimente, nessuno dovrebbe giudicare qualcuno con criteri che lui o lei per primo non supera!

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