cattedre_natta

Sul Corriere viene pubblicato il testo del DPCM “Cattedre Natta”: la nomina dei presidenti delle commissioni spetta al Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro del MIUR. In pratica torna in vigore al Regio Decreto n. 1071 del 20 giugno 1935, abrogato pochi giorni dopo il 25 Aprile 1945. Eloquente il titolo della prima pagina del Fatto Quotidiano: “Il governo vuole nominarsi i prof come Mussolini”. Nel post i link al Decreto e all’articolo del Fatto Quotidiano.

Testo del DPCM “Cattedre Natta”

Fatto Quotidiano: Il governo vuole nominarsi i prof come Mussolini

 

72 Commenti

  1. A parte la nomina del presidente della commissione, tra l’altro scelto tra ordinari esteri, non mi pare ci siano elementi deprecabili. Anzi, mi pare una sorta di prova generale al concorso nazionale per la selezione e il trasferimento dei professori. Le commissioni rimangono in carica 3 anni; sono pronto a scommettere che, fallendo l’ASN 2.0, questa sarà la strada maestra per il reclutamento.
    Che poi non è così male il commissariamento, a patto di metterci le risorse.

    • Il Concorso Nazionale non è mai stato molto deprecato, in Italia, perché corrisponde ad una visione “sistemica” dell’Università anziché a quella di sedi universitarie in competizione assoluta fra di loro.
      MA la nomina politica dei vertici della Commissione Giudicatrice, cara lanterna_verde, è molto grave e deprecabile, e cambia completamente il senso del Concorso Nazionale.
      Tuttavia è stato notato che ci sono altri elementi gravi e deprecabili, oltre a quello. Basti citare:
      1) l’istituzione di un canale di reclutamento diverso e parallelo a quello “ordinario”, da poco riformato;
      2) la configurazione di un sistema stipendiale e di privilegi per i vincitori di questo Concorso, rispetto al resto del corpo docente.

    • Lei è proprio sicuro che “nominati tra studiosi che ricoprono posizioni di vertice presso istituzioni universitarie o di ricerca estere o internazionali” significhi che il presidente della commissione è scelto “tra ordinari esteri”? Io ho molti dubbi.
      E anche fosse: mi nomini un altro paese al mondo che appalta a studiosi stranieri nominati dal governo di quel paese la nomina alle posizioni di vertice nella ricerca e nell’università.

    • Dimenticavo: la cooptazione da parte del presidente degli altri due componenti di ciascuna commissione da una lista di 20 nomi predisposta dall’ANVUR a lei sembra una bella cosa?

    • Cari Renzo e Fausto il mio punto di vista attuale è: bene o male, l’importante è che si faccia qualcosa. Da giovane precario vedo passare il tempo e mancano le occasioni per stabilizzarmi/realizzarmi. Se questa è una occasione, ben venga. Se Renzi vuole presiedere direttamente le commissioni mi sta pure bene. Se vuole contare pubblicazioni, citazioni e hindex e paragonarmi ad altri colleghi mi sta benissimo. Ma che lo faccia in fretta. La vita passa.

    • Caro Fausto, è proprio così.
      E’ vero che in tal modo recuperi chi lavora, per dire, al CERN senza essere cattedratico, ma in economia politica gli “studiosi che ricoprono posizioni di vertice ecc.” potranno a quel punto essere anche alti papaveri di istituzioni tipo FMI o ECB, ciascuna delle quali ha il suo ottimo ufficio studi presidiato da guardiani dell’ortodossia. Hai visto mai – avranno sicuramente pensato le sublimi menti economiche del governo – che le commissioni di una materia (anzi, un’intera area) così delicata continuino a nominarle quei buzzurri degli economisti italiani? Hai visto mai che si creino nuovi prof che non si adeguano al mainstream disciplinare?
      Ed a proposito di aree, siccome il decreto fa riferimento ai 25 settori ERC, dove come noto Diritto non esiste autonomamente, e men che meno tutte le sue diramazioni italiche (per chi non lo sapesse: Law è per ERC solo una sotto-area, dentro “Institutions, values and beliefs”), sarò curioso di vedere come i colleghi giuristi prenderanno l’idea che la commissione che assegnerà le Natta Chairs nella loro area possa essere eventualmente presieduta da un super-esperto di “Myth, ritual, symbolic representations and religious studies”, con due commissari di “Kinship, cultural dimensions of classification and cognition, identity, gender” e “Social studies of science and technology”. Bello, vero?

    • Condivido gli stessi sentimenti di lanterna_verde. Mi sembra un varco per consentire il passaggio anche di qualche precario che non riesce in alcun modo a farcela con i canali tradizionali. Lo scombinamento di carte prodotto dalla mobilità e dalle procedure può darci qualche positivo cambiamento di risultati. Bene anche la graduatoria, cosa che non riuscì a fare nè Moratti e nè i successori. Commissariamento o no, a me interessa il risultato. Se in tal modo si sblocca la situazione per molti precari, sarà un risultato positivo e replicabile.

      PS, dove è possibile vedere il raffronto tra i SSD e le aree ERC?

    • “Commissariamento o no, a me interessa il risultato. ”
      _______________
      Credo che tra certi precari e certi accademici farei fatica a decidere chi di loro meriti di più il Darwin Award (https://it.wikipedia.org/wiki/Darwin_Awards). Io ho un debole per quelli che cercano di entrare e intanto plaudono agli strateghi del downsizing radicale. Lo scambio tra 500 posti (quelli per “esterni” sono persino di meno e sono destinati a presunte superstar o predestinati legati ai circoli “giusti”) contro la perdita permanente di 12.500 posizioni a tempo indeterminato è decisamente un risultato positivo. Riguardo al “replicabile”, a me viene in mente Tafazzi che replica con compiacimento il suo gesto di autopercussione degli zebedei. Di fronte a tutto ciò, mi sembra tempo sprecato sollevare questioni relative ai principi costituzionali e ai pericoli del controllo politico della scienza (se al governo avremo i fautori di Stamina o dell’omeopatia, a chi potranno finire le supercattedre?).

    • Grande De Nicolao, picchiatore nato. Farei governare lei, o Sylos Labini come suggeriscono i commentatori del Fatto. E’ sconcertante che il Fatto faccia scrivere a conservatori del genere, non comprerò più il fatto, naturalmente. Buona notte.

    • Idee confuse, ahimè. Ricapitoliamo: il decreto sulle cattedre Natta riesuma un regio decreto di mussoliniana memoria, la cui entrata in vigore viene spianata con i trattori della stampa. Temo che siano altri a picchiare, e anche duramente. Ma Johnny un po’ coglie nel segno. Lo confesso: coltivo un’insana passione per un’ambigua figura di picchiatore fascista. Si tratta dello squadrista Catenacci, interpretato dal grande Giorgio Bracardi.

  2. Intanto le commissioni avranno piena discrezionalità nella valutazione della qualità della ricerca dei candidati. Sono abbandonate le “soglie” bibliometriche rigide.Cosa dirà il Consiglio di Stato che aveva appoggiato la rigidità delle “soglie” per l’abilitazione nazionale?
    Se il DPCM fosse emendabile, basterebbe trovare un modo più ragionevole per nominare le commissioni, per dar luogo ad un progresso rispetto alla situazione attuale. Ma non è ipotizzabile purtroppo che il consiglio di stato proponga emendamenti sulla nomina delle commissioni, si tratta di una questione di merito sulla quale il consiglio di stato non è competente. E’ però anomalo che su un simile DPCM non sia sentito il CUN, che avrebbe le competenze e l’autorità per suggerire emendamenti.

  3. Un suggerimento: se i presidenti delle commissioni sono esperti di comprovato prestigio in istituzioni straniere (lo so, lo so, straniere o internazionali, quindi in teoria anche di un’università italiana), non potrebbe valere la pena di preparare un appello in inglese rivolto alle comunità scientifiche di riferimento per spiegare il “mostro” (giuridico e morale) delle cattedre Natta ai colleghi stranieri e invitarli a non accettare di far parte di queste commissioni? Lo so che i 160000 euro fanno gola (altrimenti non si sarebbero trovati nemmeno i commissari stranieri dell’ASN), ma almeno tentare? Badate che il mio non è un “armiamoci e partite”. Offro la mia collaborazione se qualcuno volesse buttare giù un testo, anche con strumenti collaborativi tipo google documents. Il mio indirizzo e-mail lo trovate googlandomi (Andrea Sansò).

    • Finalmente un commento intelligente. I mali dell’Università (tutti i mali) vengono dalla stessa università. I più furbi fungono da suggeritori del politico del momento che, regolarmente, rimane fregato, poi si vendica togliendo soldi (giustamente) all’Università.
      In questo caso sono all’opera la ‘creme de la creme’ dei seguaci ANVURIANI che cerca di perpetuare se stessa come lobby della ricerca Europea.
      La filosofia del decreto andrebbe anche bene, ma i requisiti lo trasformano in un grande concorso con ‘fotografia’ dei vincitori. Un modo elegante per fare quello che Cantone ha denunciato senza dare nell’occhio e sul quale anche Cantone non avrà niente da dire. La classe è classe! O meglio: a causa di un corpo docente assolutamente incapace e sostanzialmente disonesto, quello che succede è semplicemente ovvio.

    • Caro Alberto, non avevo scritto il nome nel mio commento più sopra, ma proprio a lui pensavo…
      Suggerisco comunque un sapido articolo di Roars sulle 25 aree ERC (in alcuni casi, vere accozzaglie di materie eterogenee) e quindi sulla relativa abilità dei 3 mega-commissari chiamati a governare ciascuna area di selezionare il meglio del meglio della scienza mondiale.
      Per chi interessa, le aree ERC sono qui: http://www.unipr.it/sites/default/files/allegatiparagrafo/01-08-2013/settori_erc.pdf
      Mi sa che il collega di cui sopra manco ha guardato come sono fatte le aree ERC diverse dalla sua (nostra).

    • Redazione Roars sarebbe assai felice di ospitare un tuo contributo sulla questione aree ERC! Si tratta di tema delicato e noto anche in CUN. Il tuo contributo sarebbe assai utile.

      Aggiungo una nota personale. Una delle lezioni più amare che ho appreso in questi anni di Roars è che la classificazione migliore (aree, riviste, classi di riviste) è sempre quella che fa più comodo al decisore di turno. Inutile pensare a grandi disegni. Sempre e solo una stella polare: l’interesse immediato di chi decide.

  4. Da certi commenti non del tutto sfavorevoli a questo obbrobrio (leggo di “piena discrezionalità delle commissioni” e di “esperti di comprovato prestigio”…) mi pare che forse la ratio del provvedimento non risulti chiara a qualcuno.
    In sintesi: Renzi ne nomina 25, che ne nominano 50, poi i 75 così nominati ne nomineranno 500. Non si sarebbe fatto prima (e risparmiato 4 milioni di euro) se i 500 li avesse nominati direttamente Renzi?

  5. Per fissare le idee: iniziative come queste non sono dirette né ai fisici, né ai chimici né ai matematici. Sono tarate agli economisti (quelli di regime) i costituzionalisti (sempre di regime), diritto del lavoro (idem), ecc. Cioé tutti i campi politicamente sensibili. Se dopo 10 anni di riforme de noantri non è chiaro il concetto, beh mi spiace, non lo sarà mai. Ma per capire di che si tratta si può fare sempre un giro per vedere il Consiglio di Amministrazione di IIT che è un prodotto delle stesse teste e contare quanti scienziati ci sono per curiosità almeno https://www.iit.it/institute/governance. E qualcuno dirà “e che c’entra IIT”. E vabbé pazienza se non lo avete capito finora semplicemente non avete speranza.

    • Stavolta dissento: ok gli economisti, ma se guardi le aree ERC per i giuristi saranno volatili per diabetici farne passare anche solo uno. L’area privatistica manco esiste, per esempio.

  6. @Proietti
    Sono d’accordo con te: è un obbrobrio, ma le mie domande di prima erano, in un certo senso, domande retoriche. Se sono degli universitari “pseudoscienziati” o “paranormali” o “parac…” a consigliare renzi, che speranze puoi avere che ci si opponga con forza a queste cose? Vedi poi i commenti di alcuni aspiranti universitari e capisci che non c’è speranza!!!
    @FSL
    Non abbiamo speranza … il declino sembra inarrestabile e verosimilmente lo è!
    Non ci resta che piangere!
    A questo punto meglio tirare a campare o tirare le cuoia?

    • Potremmo fare di necessità virtù e aderire all’unico movimento politico che abbia un futuro: “Disfare per accelerare il declino”:
      _________________
      “Dobbiamo accelerare il declino italiano. La crisi finanziaria costituisce un eccellente occasione per riuscirci”. E ancora: “Noi non ci accontentiamo di un finto declino, di un declino di facciata, buono per i talk show e gli editoriali dei giornali. Vogliamo un declino integrale e incisivo, che coinvolga l’intera società. Non si tratta di rassegnarsi all’inevitabile! Si tratta di impegnarsi attivamente, di mobilitare tutte le energie della politica, della società civile e della partecipazione popolare per costruire attivamente un declino rapido, drammatico e definitivo!”
      http://www.huffingtonpost.it/2013/02/03/accelerare-il-declino_n_2610611.html
      _________________
      L’unico cruccio è il pensiero che, per quanto noi ci si sforzi di farlo in modo eccellente, c’è chi è già all’opera e sta accelerando il declino con professionalità ed efficacia che sono al di là della nostra portata di semplici “attivisti del declino”.

    • :-D
      Sìì! Vai col declino accelerato!
      Per quanto ne dicano, non disfiamo abbastanza. Direi di impegnarci ad aumentare i numeri di Allesina, senza dover far sforzare tanto quelli come lui a tirar fuori con fatica dei miseri 2-3% di gente poi solo omonima, e di iniziare a scendere nelle classifiche internazionali pubblicando solo schifezze su riviste di classe D (ma va bene anche un “Suinicultura” che era in classe A) e con IF negativo, cosicché anche la “fotografia dettagliatissima della ricerca italiana” della VQR venga una chiavica e finalmente i titoloni scandalistici sui giornali non saranno neanche abbastanza scandalistici!
      Forza, ce la possiamo fare.

    • cmq per accelerare il declino si può essere pro-attivi, come propone Lilla, o basta essere passivi, cioè “tiriamo a campare per tirare le cuoia” … di questa versione virgolettata voglio il CopyRight :-)

  7. Carissimi,
    diciamo le cose come stanno.
    Le cattedre Natta sono il pagamento, da parte della lobby internazionale dei prestatori professionali di denaro, attraverso i propri mandatari che esercitano il potere politico (a discrezionalità e sovranità limitata: appunto, nell’ambito del rigido mandato ricevuto), a favore di una classe di studiosi prezzolati.
    Quelli che non si può uscire dall’euro perché dovremmo svalutare del 30% e quindi l’inflazione salirebbe al 30% (ma davvero davvero?). Monti lo diceva già quando si trattava di uscire dallo SME credibile, andatevi a vedere l’intervista a Repubblica dopo l’uscita e, ovviamente, il mancato aumento proporzionale alla svalutazione dell’inflazione (“ah, sì, mi sono sbagliato”).
    Quelli che una crisi di domanda (autoindotta, da rarefazione monetaria) si combatte con l’aumento della competitività, che significa solo la compressione ulteriore dei salari, cioè, tradotto, una crisi di domanda si combatte diminuendo ulteriormente la domanda (ma ci rendiamo conto?).
    Quelli che direbbero -e, in effetti, hanno detto- qualsiasi cosa, anche la più evidentemente errata, pur di essere dalla parte del potere finanziario che ci sta riducendo in miseria al solo fine di poterci prestare soldi per tutto, anche per servizi -a partire da sanità, università e previdenza- che, senza la crisi creata ad arte, potrebbe benissimo garantire lo Stato.
    Si rivela, con questo provvedimento, ciò che ho sempre sostenuto: l’università non si salva da sola, perché la crisi dell’università è una diretta conseguenza della svolta liberale impressa alla società italiana attraverso la strumentalizzazione del progetto di integrazione europea.
    O riusciamo a ritornare alla socialdemocrazia, secondo il nostro modello costituzionale, o il destino dell’Università è segnato.
    Si rivela così il senso del recente, paradossale fenomeno della “cronaca archeologica”, per cui divengono fatti di cronaca episodi di dieci anni prima, pur di creare un clima favorevole ad una svolta autoritaria.
    Ora la verità è diventata così evidente che, chi non la vede, davvero è solo perché sceglie di non vederla.
    E la verità è che, con buona pace dei 5S, castanepotismocorruzionedebitopubblicobrutto è solo uno strumento di propaganda per far apparire come provvedimenti salutari quelli che, in realtà, sono provvedimenti di redistribuzione inversa, cioè di trasferimento di ricchezza, prospettiva di vita e di carriera, dal basso verso l’alto, cioè verso i nostri aguzzini e, a cascata, i loro lacchè, politici, giornalisti o “studiosi” che siano.
    Tom Bombadillo

  8. Che vergogna. Senza concorso e con stipendi più alti alla faccia dei tanti universitari meritevoli che già esistono. E ne conosco tanti di colleghi molto bravi.
    Che vergogna la politica di ‘sto paese.
    .
    A quando 500 superpoltrone politiche di gente meritevole? A partire da gente che sa di cosa parla. In questo caso poi non c’è neanche bisogno di alzare gli stipendi, che già sono super e che già provvedono casomai ad aumentarsi periodicamente.

  9. Chi sarebbe questo Nannicini, consigliere di Renzi? Come per ogni buon procedimento, e’ il metodo fidato e trasparente, dichiarato, verificabile, che lo garantisce come tale. Qua non c’e’ niente di tutto cio’. In barba alla sedicente lotta continua ai baroni . Ci sono, invece, latitanza della ministra, della Crui (Manfredi e’ supercontento della sua scuola Apple). Cose cucinate tra di loro ,dai superbaroni. Inutile sottilizzare. Fa rabbrividere pensare che Renzi si esprime su universita e ricerca, soprattutto ora che abbiamo visto lui e la sua squadra all’attacco per il referendum, anzi per il Si. L ‘intervento di Cattaneo non e servito a niente, ora che si punta sulla riforma del senato. Che pericoloso squallore!

  10. Credo che la Costituzione dichiari libere ”le arti e le scienze”, ed anche il loro esercizio.
    Mettere la nomina di Professori sotto il controllo ministeriale, non viola questo principio?
    Nel decreto, non vi sono quindi elementi di incostituzionalità?

    Il parere di esperti in materia di Costituzione sarebbe prezioso.

  11. Il progetto presenta innumerevoli profili di incostituzionalità, tra cui quello della violazione della parità di trattamento e l’assoggettamento dell’insegnamento universitario al controllo governativo. Comunque, invito tutti i colleghi a candidarsi come commissari tempestando la presidenza del consiglio con il proprio curriculum. Questo per il momento…poi facciamoci venire qualche altra idea…Siamo veramente oltre l’immaginabile…

    • Bene.
      Se è così, allora è sufficiente che un non-vincitore di cattedra Natta faccia ricorso presso un tribunale, perché la Corte Costituzionale si trovi a dover giudicare della costituzionalità del decreto. E se il decreto risultasse incostituzionale, tutto il marchingegno salterebbe.
      Immaginate anche in Natteronzoli decaduti e costretti a restituire lo stipendio, magari dopo avere rinunciato ad un qualche altro incarico…
      Penso che la sola minaccia (realistica però) di un tale scenario renderebbe il tutto di difficile realizzazione.

      PS La disparità di trattamento, come motivo di incostituzionalità, non mi convince. Già adesso Associati ed Ordinari hanno funzioni pressoché sovrapponibili e trattamento diverso. Un Natta, in fondo, sarebbe un ordinario-al-quadrato, e la disparità si giustificherebbe.

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