Quale aspetto assumerà la comunicazione scientifica in un’epoca in cui il mondo dell’editoria è segnato da una forte tensione fra interessi economici e interessi scientifici?

Come si ridisegneranno i diversi ruoli all’interno del processo di validazione e disseminazione (o disseminazione e validazione?) delle ricerche?

Quali sono le sfide e le opportunità per i ricercatori nell’epoca dei preprint, dell’open peer review, della preregistrazione, delle risorse didattiche aperte?

Come la adozione di una scienza veramente aperta può andare vantaggio di tutti, principalmente di coloro che la finanziano attraverso le tasse?

Un recente articolo pubblicato su Nature Human Behaviour raccoglie le testimonianze e i punti di vista di ricercatori di diversa provenienza geografica e disciplinare. Non si tratta di testimonianze visionarie, ma di rappresentazioni concrete di un futuro non molto lontano che si basano su dati di realtà. Molto di ciò che viene descritto esiste già. L’articolo si conclude lanciando una sfida ai ricercatori: “In our hearts, all of us know how we would pursue truth if we did not have to pursue status as well. The only question is: are we brave enough to do it?

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Un recente articolo pubblicato su Nature Human Behaviour raccoglie le testimonianze e i punti di vista di ricercatori di diversa provenienza geografica e disciplinare. Non si tratta di testimonianze visionarie, ma di rappresentazioni concrete di un futuro non molto lontano che si basano su dati di realtà. Molto di ciò che viene descritto esiste già.

C’è chi sostiene la necessità che l’open science diventi davvero la modalità con cui la ricerca viene validata e disseminata, seguendo l’esempio dell’America Latina dove il 95% delle riviste scientifiche si appoggia a piattaforme pubbliche diamond (vale a dire finanziate con fondi dello Stato,  gestite dalle comunità scientifiche e senza APC). La strada intrapresa negli ultimi anni che mira ad una trasformazione dei costi per leggere in costi per pubblicare non sembra percorribile alle attuali condizioni di mercato che vedono un aumento incontrollato e incontrollabile dei costi per pubblicare.

The continued move towards article-processing-charge models could result in a worldwide pay-to-publish system, and make it challenging for researchers from developing nations to disseminate their research

C’è chi si chiede se in un mondo sempre più interconnesso e digitale  in cui le ricerche vengono sempre più spesso lette dalle macchine abbia ancora senso imbrigliare le ricerche nella forma dell’articolo scientifico.

 In this view, research will be a living compendium of code, datasets, graphs and narrative content — remixable and always up to date

C’è chi decreta la fine della funzione della rivista scientifica e della version of record (l’unica attualmente riconosciuta in sede di valutazione) che attribuisce (attribuiva?) valore e potere agli editori scientifici.

All of the purposes of the scholarly journal are currently under pressure and the conditions that allowed journal publishers to influence and direct scholarly communications practices are no more […] Journals do still register, certify, disseminate and preserve; however, they no longer do so exclusively. The question emerging is whether journals are needed at all, given the rise of other processes and platforms.

In questo contesto il ruolo degli editori potrebbe essere quello di garantire non tanto l’accesso quanto la possibilità per gli articoli di essere visti e di attirare attenzione.

C’è chi ribadisce la importanza dei preprint che potrebbero permettere il superamento di una serie di problemi insiti nella comunicazione scientifica e ormai noti e rendere più trasparente ed equo il sistema editoriale

Problems associated with academic publishing signal a strong incentive for change. Preprints can mitigate many of these concerns by reimagining traditional publication and research evaluation processes and progressing to a more equitable, open access future.

C’è chi, in maniera provocatoria, sostiene che in fondo in un futuro non molto lontano la peer review non servirà più

Most papers do not need traditional peer review. Most of the work that we do is incremental, furthering established ideas based on standard experimental and analytical approaches. These papers do not make large outward-facing claims and fit into a broader literature that provides natural constraints, and the readers are generally experts who can make their own judgments. To the degree that feedback is required, comments on the preprint seem sufficient and would probably increase if traditional peer review was rare.

Ciò permetterebbe di risparmiare risorse in termini di tempo e soldi ed è già realizzato ora in pratica con le piattaforme di preprint e di open peer review.

The savings could be invested in more science but also more rigorous ‘peer validation’ of preprints that introduce new ideas and approaches or begin to garner substantial influence.

C’è chi prefigura un futuro in cui la pubblicazione scientifica sarà una modalità per condividere conoscenze e non mezzo per acquisire uno status accademico e invita ad uscire da una monocultura in cui i ricercatori competono per pubblicare in riviste peer reviewed e le riviste competono per aumentare il valore del loro impact factor.

Taxpayers fund our work but journals paywall it and reap the revenue. The costs of universal prepublication peer review are extraordinary but the benefits are dubious: reviewers miss most of the errors in papers and fail to catch even the most brazen fraud. Many of the findings that pass peer review do not replicate and most of them may in fact be false.

[…]

La conclusione è che ogni ricercatore sa come dovrebbe essere la comunicazione e la discussione delle scoperte scientifiche, la vera domanda è invece in che misura si sia disposti a realizzarla in questi termini.

In our hearts, all of us know how we would pursue truth if we did not have to pursue status as well. The only question is: are we brave enough to do it?

Una risposta può venire dai sistemi di valutazione e assegnazione delle risorse, a partire da quelli in atto nelle istituzioni.

 

 

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