L’ASN richiedeva che le commissioni comprendessero un membro equivalente a ordinario e proveniente da uno dei paesi OCSE. Da subito era apparso chiaro che il commissario straniero costituiva uno dei (numerosi) punti deboli del sistema: si sarebbe dovuto verificare che ricoprissero un ruolo analogo a quello di un ordinario italiano, e che le loro competenze fossero riconducibili ai settori concorsuali italiani. La verifica di tali requisiti rischia di produrre errori che possono rivelarsi catastrofici. Nel caso del settore concorsuale di diritto privato, la questione pare aver rotto gli argini e rischia di travolgere l’intera procedura. C’è un responsabile?

deragliato

Come è noto l’ASN, nella sua originaria configurazione, recentemente oggetto di modifica, richiedeva – salvo eccezioni – che le commissioni comprendessero un membro equivalente a ordinario e proveniente da uno dei paesi OCSE.

Al di là dell’assurdità della limitazione del bacino dei possibili commissari ai paesi aderenti all’OCSE, da subito era apparso chiaro che il commissario straniero costituiva uno dei (numerosi) punti deboli del sistema.

Infatti, si sarebbe dovuto verificare che si trattasse di persone che ricoprivano un ruolo analogo a quello di un ordinario italiano, e che le loro competenze fossero riconducibili alle discipline che compongono i settori concorsuali italiani (talora corrispondenti a un settore scientifico disciplinare, talora a una somma di questi).

La verifica di tali requisiti, come si può facilmente immaginare, non è operazione semplice; e un’operazione non semplice moltiplicata per decine e decine di settori concorsuali, rischia inevitabilmente di produrre errori. Errori che possono rivelarsi catastrofici.

Da molte parti, infatti, sono stati sollevati dubbi sulla competenza del commissario straniero e sull’equivalenza del suo ruolo accademico con quello di ordinario. Nel caso del settore concorsuale di diritto privato, la questione pare aver rotto gli argini e rischia di travolgere l’intera procedura.

Infatti, il TAR Lazio, terza sezione, ha ad oggi pronunciato ben 15 sentenze di annullamento relative alla tornata 2012, fondate sull’illegittimità della commissione giudicante.

Il Tribunale si è espresso come segue – cito a titolo di esempio da una delle tante sentenze:

Rilevato, infatti, che è fondata, con valore assorbente sul resto, la censura che riguarda la formazione della Commissione giudicatrice mediante il membro straniero, non dotato di qualificazione adeguata al settore relativo al diritto privato – 12/A1 (cfr. la sentenza di questa Sezione n. 10865 / 14); Considerato che, infatti, in base all’art.16, comma 3, lett. f) – h) della Legge n.240 del 2010 ed all’art.6, commi 2, 7 del D.P.R. n.222 del 2011, è prescritta la corrispondenza tra il settore concorsuale per il quale si chiede l’abilitazione e quello relativo ai Commissari mentre il componente OCSE della Commissione di valutazione, Sig. Josè Miguel Embid, risulta Professore di diritto mercantile (commerciale) presso l’Università di Valencia; Ritenuto dunque che rientrando il diritto commerciale nel macrosettore 12/B “diritto commerciale, della navigazione e del lavoro”, settore concorsuale 12/B1 “diritto commerciale e della navigazione”, il membro OCSE insegna una materia non solo estranea al settore concorsuale in esame 12/A1 “diritto privato”, ma anche al macrosettore 12/A “diritto privato” (cfr. D.M. n.336 del 2011); che quindi risultano violate le predette norme di cui all’art.16, comma 3, f – h della Legge n.240 del 2010 ed all’art.6, commi 2, 7 del D.P.R. n.222 del 2011; Ritenuto che pertanto il Prof. Embid non poteva far parte della suddetta Commissione; Ritenuto che in conclusione, trattandosi di collegio perfetto, col necessario apporto di tutti i componenti, ovvero di un quorum strutturale pari ai componenti predetti, il giudizio emesso risulta viziato; Ritenuto, pertanto, che il giudizio finale di non abilitazione è illegittimo, e va annullato, sicchè, in esecuzione della presente sentenza (art. 34 comma I, lettera “e”, del c.p.a.), la Commissione, in composizione del tutto differente da quella che ha operato, procederà ad una rinnovata valutazione del candidato entro giorni novanta dalla ricezione della presente sentenza;

La questione è specialmente problematica e meritevole di attenzione. Infatti, va tenuto presente che la commissione più volte definita illegittima dal TAR ha operato non una, ma due tornate di Abilitazione Nazionale.  A questo punto si pongono alcune domande:

1. Cosa ne sarà della seconda tornata ASN? Qualsiasi candidato respinto potrà tranquillamente impugnare il giudizio certo di vedere accolte le proprie ragioni, almeno in prima istanza (ma non vi sono motivi, allo stato, per ritenere che il Giudice d’appello vorrà discostarsi dall’orientamento di quello di prima istanza).

2. Che ne sarà della prima tornata ASN? Qui si pongono gravi problemi di equità e di diritto: se la commissione non era composta in modo legittimo, è giusto che solo i ricorrenti, e per di più solo i ricorrenti sul punto specifico della competenza del commissario straniero, si vedano assegnati a nuova commissione? Questa è una domanda alla quale non è facile rispondere poiché è evidente che l’eventuale annullamento da parte del MIUR della prima tornata rispedirebbe in purgatorio i candidati abilitati, con l’esito di generare – prevedibilmente – ulteriore contenzioso. Inoltre sono già in corso procedure di reclutamento o avanzamento di carriera che coinvolgono idonei di diritto privato, giudicati da una commissione a quanto pare illegittima. Il risultato però sarà che candidati assegnati a nuova e diversa commissione che si vedano poi dichiarati abili si troveranno in una situazione di svantaggio perché le procedure si saranno già svolte a favore degli abilitati da parte della commissione illegittima.

Insomma, un terribile pasticcio, di difficile soluzione, che nuoce ancora una volta al sistema universitario italiano e che danneggia, in un modo o nell’altro, decine di incolpevoli candidati.

Il che sollecita un’ulteriore domanda: al di là del settore di diritto privato, cosa può accadere per tutti quegli altri settori (e ci sono, a quanto pare) nei quali risulta che il commissario straniero fosse o non qualificato quanto a rango accademico o non competente per il settore concorsuale?

Infine, veniamo alla domanda del titolo. C’è un responsabile? Il che può essere declinato in due modi diversi.

In primo luogo, il Ministero dovrebbe intervenire. Le scelte sono senz’altro complesse e difficilissime, ma a questo punto sembra inevitabile un intervento ministeriale. Peraltro, alla vicenda ha già fatto riferimento una risoluzione della VII Commissione della Camera, del 18.6.2014, così come anche diverse interrogazioni parlamentari, allo stato senza risposta alcuna.

In secondo luogo, va segnalato che non si tratta solo di agire, nei limiti del possibile, per sanare iniquità e limitare il contenzioso, ma – pare doveroso – per identificare i responsabili dell’erronea designazione del prof. Embid nella commissione di diritto privato.

A questo proposito, pare opportuno ricordare l’art. 7 del DD 27.6.2012, n° 181:

ART. 7
(Individuazione del commissario in servizio presso università di un Paese aderente all’OCSE)

1. Il commissario di cui all’articolo 1, comma 3, è individuato mediante sorteggio all’interno di un’apposita lista, predisposta dall’ANVUR ai sensi dell’articolo 6, comma 7, del DPR n. 222 del 2011, composta da almeno quattro studiosi od esperti di livello pari a quello degli aspiranti commissari, in servizio presso università di un Paese aderente all’OCSE, diverso dall’Italia.

2. Nella redazione della lista l’ANVUR assicura il rispetto delle tabelle di corrispondenza di cui all’articolo 18, comma 1, lettera b), della legge n. 240 del 2010 e la coerenza del curriculum degli aspiranti commissari con i criteri e i parametri di cui all’articolo 8 del DM n. 76 del 2012, nonché rende pubblico per via telematica il curriculum di ciascun soggetto inserito nella lista.

3. Le operazioni di sorteggio avvengono tramite procedure informatizzate, validate dal comitato tecnico di cui all’articolo 7, comma 6, del DPR n. 222 del 2011, seguendo le disposizioni di cui all’articolo 6, commi 2 e 4, secondo e terzo periodo, del presente decreto.

La secca previsione dell’articolo sembra chiarire al di là di ogni dubbio alla negligenza di chi si debba imputare l’odierna, caotica situazione.

71 Commenti

  1. Grazie per le “tragiche” notizie.
    Possibile che nessuno si assuma la responsabilità di un simile disastro? Possibile, anzi quasi certo!
    Il MIUR avrà già impugnato al Consiglio di Stato, del tutto inutilmente visto che lo stesso giudice aveva rimandato davanti al Tar i candidati bocciati in sospensiva perché riteneva fondati degli aspetti dei ricorsi.
    Quindi, quando non si sa, il Consiglio di Stato non potrà che confermare.
    Così chi avrà avuto ragione si troverà una sentenza del tutto inutile in mano.
    Gli idonei “illegittimi” saranno stati chiamati, gli organici riempiti e tanti saluti.
    L’unica arma, non so quanto appuntita, è una causa per danni contro tutta l’organizzazione e, soprattutto, un giudice paziente e competente che si renda conto del danno creato e, risarcendolo, dia un segnale netto ad un sistema inefficiente, ridicolo e spocchioso.
    Se qualcuno ha altre idee….

  2. Illegittimità su illegittimità …
    Non bastavano quelle commesse in sede di predisposizione delle regole del procedimento (ricordate il tema delle mediane nei settori non bibliometrici?), né quelle relative alla fase di avvio (come la nomina nelle commissioni di membri OCSE o interni privi dei necessari requisiti di qualificazione).
    Si continua a violare la legge, il regolamento, e addirittura le pronunce del giudice.
    Il termine assegnato alle commissioni per concludere i lavori e trasmettere gli atti al Ministero è scaduto il 30/9, dunque da più di trenta giorni.
    L’art. 8 del D.P.R. 222 del 14 settembre 2011 stabilisce che l’attribuzione dell’abilitazione compete esclusivamente alla commissione di valutazione e che, trasmessi gli atti al Ministero, quest’ultimo debba provvedere alla sola pubblicazione sul proprio sito al fine di rendere noti gli esiti agli interessati. In particolare la disciplina del procedimento non prevede alcun potere di approvazione degli atti o di verifica dei risultati da parte del Ministero.
    Insomma, il Ministero sta agendo in modo illegittimo e sta danneggiando tutti quei ricercatori che, se abilitati, avrebbero l’opportunità di essere reclutati con l’utilizzo delle risorse straordinarie entro il 31/3/15!!!
    Ci sarebbero tutti i presupposti per promuovere un’azione collettiva e chiedere i danni all’Amministrazione ministeriale per l’ingiustificabile ritardo nell’adozione di atti dovuti!

  3. vizio genetico, cioè ab origine, ergo annullare tutto, se l’organo era imperfetto (un membro non poteva esserci, perché di altro settore), il vizio inficia tutte le valutazioni, non soltanto quelle di chi aveva fatto ricorso.

    siete d’accordo?

  4. Per non parlare dei giudizi fotocopia, talvolta “lunari”, espressi (anche) dall’ormai, giudizialmente dichiarato, “incompetente” membro spagnolo. Credo che anche gli idonei, sicuramente tra loro tanti sono i realmente meritevoli, dovrebbero avere un moto di indignazione per come è stata gestita la procedura. Ai non idonei che, per le più svariate ragioni, nel mio caso per evitare di unire alla beffa anche il danno economico (il ricorso al TAR hai i suoi costi, sic!), hanno scelto di non fare ricorso, pur a fronte di alcuni giudizi al limite del ridicolo (ed io che mi ero illuso, povero illuso, di essere finalmente giudicato in modo vero e sereno), propongo una istanza di annullamento in autotutela al Ministero..Too little, too late, ma meglio di niente. Coloro che fossero interessati all’iniziativa possono prendere contatti con me scrivendo a: quintosertorioasn@gmail.com . Mi verrebbe da chiosare “No pasarán” alla Guareschi del Candido, ma ancora una volta ho l’impressione che “pasarán”, perchè aspettarsi giustizia ed equità nella Italia di oggi è davvero una pia illusione. Comunque, proviamoci.

  5. Sì il Ministro avrebbe certamente potuto annullare ma non lo ha fatto…
    I risultati della tornata 2012 sono già stati pubblicati e, in alcuni casi, si è già proceduto con le chiamate.
    Ciò premesso, devono ormai essere pubblicate anche i risultati della tornata 2013, ed il Ministero (sempre che il Consiglio di stato non sovverta la decisione del Tar) dovrà convocare una nuova commissione per la valutazione dei ricorrenti delle tornate 2012 e 2013.

    ps l’errore dell’Anvur è marchiano! Affidarsi come ricorrenti all’incongruenza del settore concorsuale del commissario Ocse è veramente da azzeccagarbugli, considerato che nessun candidato si è visto negare l’abilitazione con il voto determinante del commissario Ocse, che si è sempre espresso in linea con la maggioranza della commissione (volendo fare una specie di prova di resistenza). Ci sarebbe inoltre da esaminare il profilo di alcuni tra i più attivi tra i ricorrenti: profili realmente scandalosi…

    • concordo in pieno….c’è gente che dovrà essere riesaminata che non passerebbe nemmeno un concorso per un assegnista di ricerca, pur essendo figlio di ordinari del medesimo ssd (bocca mia taci)
      ormai questa accademia è allo sbando, quasi da ritirarsi per non dire di farne parte

  6. Il Ministero non può annullare proprio nulla, e sarà costretto a pubblicare anche gli esiti della seconda tornata della commissione 12/A1 non potendo omettere un atto dovuto. Tale comportamento sarebbe anche penalmente rilevante….
    Poteva annullare ma prima che la commissione terminasse i lavori, non una volta che la commissione ha chiuso i verbali.
    In tal modo peraltro si esporrebbe a giudizi risarcitori milionari di coloro i quali sono stati giudicati idonei alla seconda tornata.
    Pubblicherà i lavori della commissione alla seconda tornata e se ritiene potrebbe consentire in autotutela a tutti i non idonei di essere giudicati dalla nuova commissione che verrà nominata in esecuzione delle sentenze citate….sempre che queste sentenze vengano confermate al Consiglio di Stato, circostanza questa su cui avrei più di qualche dubbio. In tal modo eviterebbe ricorsi, condanne alle spese e problemi di sorta.
    Poi certo…tanti auguri a chi si farà giudicare dalla nuova commissione…che non è detto si comporti in maniera differente rispetto alla precedente

  7. Scusa non mi è chiaro il senso del ps. Nel mio ricorso c’erano una dozzina di motivi, tra cui anche il fatto che il commissario spagnolo era di altro settore concorsuale e non conosceva l’italiano (su quest’ultimo aspetto c’è anche una denunzia penale per falso ideologico di cui parla il Corriere della Sera del 10 novembre).
    Altro che azzeccagarbugli, qua c’è stata una mostruosa serie di errori, hai presente la terza mediana per privato uscita a termini della domanda scaduti? Così per dire… che dimostra l’approssimazione più totale e la malafede di chi ha gestito il sistema.
    Tra profili dei ricorrenti e profili degli idonei eviterei di andare a frugare…

  8. credo che anche ora il Ministro possa annullare tutto anche ora, anche perché la commissione è stata sorteggiata all’epoca di Profumo, i risultati sono usciti all’epoca di Carrozza e i ricorsi sono stati accolti essendo ministro Giannini, alla fine basta ammettere un errore di un altro, senza alcuna responsabilità politica……………………….anche perché Giannini aveva detto di volere cambiare e fare le abilitazioni a sportello…………….allora che si annulli tutto e si ricominci con regole nuove……………………(ah, dimenticavo, siamo in Italia)

  9. si si potenzialmente può annullare tutto, ma non lo farà mai
    se lo fa io sarei ben contento….vado in pensione a 33 anni, mica male. da idoneo faccio una causa per risarcimento del danno contro il ministero che campo di rendita per il resto dei miei giorni.
    forse non avete ben presente che casino che sta succedendo. non si deve solo considerare chi non è idoneo e ha subito eventuali torti, ma anche chi è idoneo. e fidatevi che questo ragionamento lo fanno anche i giudici del tar, altrimenti non si sarebbero limitati a dire RIVALUTATE i non idonei ricorrenti ma non andate a rompere le scatole agli idonei
    qui non è un discorso di responsabilità politiche, qui è un discorso di bilancio dello stato e del MIUR in particolare, che già negli ultimi anni non ha una lira per piangere

  10. Non credo sia il caso di commentare il profilo dei ricorrenti. Tra questi vi sono quelli meritevoli e quelli che non lo sono. Il punto fondamentale e’ che di vizi gravi ce ne sono moltissimi. Quello che piu’ indigna pero’ e’ il fatto che la Commissione ha dichiarato idonei candidati che non meritavano assolutamente l’idoneita’, quantomeno comparativamente, rispetto ad altri dichiarati non idonei. Anche qualora la Comissione avesse voluto utilizzare criteri comparativi e ignorare il senso dell’abilitazione, non avrebbe dovuto “promuovere” un buon numero di candidati tra cui alcuni premiati per ragioni che esulano dai “consueti”, anche se non condivisibili, meccanismi universitari.
    Ma se la Commissione avesse dichiarato idonei altri 15-20 candidati per la fascia degli Ordinari e altri 20-25 in quella degli Associati avrebbe evitato questo finimondo, peraltro legittimo e giusto, avrebbe premiato candidati sicuramente meritevoli e avrebbe coperto l’idoneita’ non meritata di alcuni soggetti miracolati per meriti extrauniversitari…………
    Bravi e non bravi ce ne sono ovunque e sempre ce ne sono stati.
    Dichiarare Idonei pochi candidati e tra questi piu’ d’uno per meriti diciamo cosi’ di convenienza personale ( nota a tutti) è davvero inquietante……..
    Tale comportamento ha reso doverosa e giustificabile la reazione, anche la piu’ scomposta.
    Quello che è successo è molto più grave di qualunque altra ingiustizia perpetrata in altre vicende concorsuali che bene o male, prima o dopo hanno premiato anche gli “sconfitti”.
    Quello che accadra’ non potra’ mai eliminare quello che è stato fatto e probabilmente non provocherà alcun danno ai Commissari………

  11. Capisco la preoccupazione ma stai dicendo assurdita’. Il diritto privato e’ frammentato in tanti avanzi di scuola, tutti i grandi maestri sono in pensione, e a che titolo tu possa riportare un’opinione del settore e’ un mistero assoluto.
    Leggiti poi le interrogazioni parlamentari che documentano gli atti notarili redatti a studio del presidente da un notaio abilitato in quei giorni.
    Immagino poi che anche tu possa vantare citazioni di Mengoni, Gazzoni, GB Ferri, Bianca, Cataudella come chi scrive…anche se a me non sono servite…

  12. @roberto villalta
    Su quali basi ritieni che tutti gli abilitati siano meritevoli, a parte qualcuno e che solo tre tra quelli inidonei andavano abilitati?
    Se ragioni secondo criteri comparativi allora molti tra quelli abilitati non lo meritavano e ben più” dei tre che individui meritavano l’abilitazione….. Insomma le tue considerazioni non le capisco. Se ragioniamo comparativamente allora pochi sarebbero dovuti “passare” ( ma poi in base a cosa visto che non ci sono posti da coprire), se comparazione non c’e’ perché lasciare fuori quegli associati “anziani” con monografie e tanta didattica e impegno accademico riconosciuto ? E come vedi non parlo dei giovani famosi e rampanti……

  13. non c’è alcuna preoccupazione! mi mancano pochi anni alla pensione… (sia io che lei, onde evitare scocciature o scocciatori, usiamo uno pseudonimo, evidentemente!)
    Nei miei scritti gli autori che cito con più gusto sono i cretini. Penso, infatti, che il citation index non sia uno strumento utilizzabile nel settore giuridico.
    Sui maestri tutti in pensione ha torto, sugli avanzi di scuola ha ragione. Faccio ammenda su questo punto, forse la mia visione del settore è limitata. D’altronde come non potrebbe esserlo considerando una cospicua parte dei suoi componenti.
    Saluti

  14. @roberto villalta
    Forse sbaglio ma il tuo username è uno pseudonimo come il mio e quello di molti altri e vuoi apparire come uno che conversa “in chiaro”.
    Non mi risulta il tuo nome tra gli strutturati del settore Diritto Privato…….
    E allora, i tuoi giudizi cosi’ sicuri e graffianti nascondono forse l’identita’ di un Commissario o qualcuno vicino e magari “miracolato” ?
    E se appartieni ad altro settore perché mai avresti le competenze per giudicare quelli di diritto privato ?
    Troppo evidente la difesa di una vicenda che fa acqua da tutte le parti. Anche a voler essere dei giudici e commissari severissimi. La cosa puzza…….
    A proposito io non sono uno strutturato ne’ ci tengo ad esserlo non avendo mai partecipato ad alcun concorso universitari a differenza di amici e parenti.

    • no semplicemente sto facendo un esame di merito!
      Ripeto il problema non sono i non idonei (salvo pochissimi casi) ma gli idonei!
      Secondo me almeno un terzo dei 129 abilitati tra prima e seconda fascia non avrebbero dovuto conseguire il titolo. Non mi sembra una gran difesa dell’operato della Commissione.
      Il resto è materia da azzeccagarbugli

  15. Certo di essere ancora più chiaro, in chiusura dei miei interventi (non sapevo neppure dell’esistenza di questo buon sito fino a quando ieri un mio allievo non me l’ha indicato).
    Degli abilitati i 2/3 (ad essere larghi di manica) ne hanno titolo: ci sono i molto bravi, i bravini ed i decenti (l’università ha bisogno anche di questi). L’altro terzo è la suburra, tra cui sodali e parenti ma anche semplicemente molto scelte stupide.
    Tra i non abilitati (salvo, ribadisco, pochi casi, che non sono quelli dei ricorrenti i cui nomi leggiamo sui giornali) nessuno per cui dolersi e fare tutto questo caos!

    • Beato lei che possiede tali e tante capacità di giudizio. E le adopera a beneficio di noi poveretti (che discutiamo di correttezza delle procedure, non di merito dei candidati), ovviamente sotto pseudonimo per evitare scocciature e scocciatori.

  16. Non so quanti anni hai, ma se neghi l’esistenza (nel ns settore, gli altri non li conosco) di docenti diventati tali con le “provvisorie” poi mai stampate credo tu abbia bisogno di documentarti meglio.
    “non scrivere più niente” poi vuol dire tante cose, io intendo non aver scritto più monografie o lavori in genere degni di nota.
    Credo tu sappia che con i codici commentati e gli articoletti si possa andare avanti per anni.
    Comunque, se uno risponde che nei suoi scritti “cita i cretini” devi ammettere che qualche perplessità viene…

    • Nego l’esistenza di “ordinari che non hanno mai scritto un rigo in vita loro”. Perché io non ne ho mai visto uno documentato.
      Non nego certo che ci siano settori autoreferenziali che si auto-pubblicano ed autoincensano. Non nego che ci sia chi ha fatto carriera con strategie di pubblicazioni discutibili. Con edizioni provvisorie, ma anche con libri prodotti in casa etc. etc. Con conrorsi truccati etc. Ma sono infastidito dalle generalizzazioni. E soprattutto dall’uso incongruo di indicazioni simil-quantitative. Diffusa schiera che vuol dire? quanti? che percentuale? Visto che non lo sappiamo non facciamo di ogni erba un fascio.
      Ovvio peraltro che uno che si risponde che nei suoi scritti “cita i cretini” non merita neanche di essere preso in considerazione.

  17. Purtroppo, in quell’affermazione c’e’ tutta l’arroganza boriosa dei “vecchi” ordinari del ns settore.
    Sono felice per il suo settore (torno a lei perché mi pare giusto in quanto non privatista), se questo aspetto non è stato colto deve essere perché da voi così non è.
    Mi lasci dire che in 20 anni di frequentazioni accademiche (ripeto, settore Diritto Privato), ho visto l’indicibile e non sopporto più qualsiasi pretesa supponenza da parte di individui che pontificano senza avere né l’autorevolezza né l’umanità per poterselo permettere.
    Ps anche su il concetto di “concorsi truccati” occorrerebbe intendersi, da noi non è MAI successo che non si sia saputo chi doveva vincere un concorso (e i meriti potevano essere i più diversi, mi è anche stato detto “perché è troppo stupido per fare l’avvocato”) del resto ecco un nostro preclaro rettore che teorizza la cosa:
    http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/11/16/raccomandare-e-dovere-lammissione-di-rettore-ho-truccato-concorsi/254001/

  18. Sono un candidato alla prima fascia, che non ha ricevuto l’abilitazione e che ha fatto ricorso al TAR. Non maschero il mio nome, e dunque la mia identità, perchè mi assumo con fierezza la responsabilità di ciò che dico e faccio riguardo alla delicata vicenda in parola. Ci sarebbe tanto da scrivere, anche in risposta ad alcuni commenti, a dir poco superficiali, qui espressi, ma non ne vale la pena. Osservo solo che sono professore associato dal 2007, ricercatore dal 2001, e dottore di ricerca in diritto civile. Ho studiato anche all’estero. Nel 2012 avevo circa 80 pubblicazioni al mio attivo, tra le quali 3 monografie. Ora, visto che continuo a scrivere e pubblicare, ne ho di più. Ho un’infinità di titoli e una vastissima esperienza didattica. Ho dedicato e dedico energia ed entusiasmo alla ricerca ed all’insegnamento. Superavo e supero abbondantemente le tre mediane. Ho vinto il concorso da ricercatore a 25 anni in una università dove non avevo mai messo piede sino ad allora, peraltro scalzando il candidato interno (che pure era bravo e meritevole). Non ho mai perso un concorso al quale ho partecipato. Anche di recente, e cioè quest’anno, ho vinto un concorso di trasferimento di II fascia in una prestigiosa università, superando la concorrenza di diversi altri candidati molto bravi, alcuni dei quali già abilitati per la prima fascia. Non ho parenti né, prima di iniziare la mia carriera, avevo amici nell’università, né in politica, né comunque in grado di aiutarmi o favorirmi. Provengo da un piccolo comune del Sud Italia, che amo molto. Tengo ad evidenziare queste circostanze, di cui vado molto fiero, perchè non credo che nell’università italiana manchi la meritocrazia in senso assoluto, così come non credo che la Commissione che ha giudicato sull’ASN di Diritto privato abbia operato bene. Ritengo personalmente di aver ricevuto un grave torto ed un grave danno dal giudizio di non abilitazione. Rivendico, dunque, il mio diritto ad agire a tutela dei miei interessi, ma anche a tutela di un settore scientifico che da questa vicenda
    è uscito dilaniato e svilito come, forse, nessun altro. Non è un caso, infatti, che non abilitati di qualsiasi estrazione, provenienza e Scuola (pare siamo oltre 180) abbiamo fatto ricorso al TAR. Nessuna Scuola ha difeso l’operato della Commissione ed anzi tutte le Scuole hanno “autorizzato” (quando non incentivato) i propri allievi a ricorrere. Mi chiedo come possa adesso il Ministero approvare gli atti della tornata 2013, sapendo che la Commissione non è composta legittimamente e gli atti sono invalidi. E così penso ai miei (pochi) amici validissimi che rischiano di non ottenere l’abilitazione per questo. Penso, però, anche a tutti gli abilitati della prima tornata che (e riguardo alla I fascia, a mio avviso, sono la maggioranza) non meritavano l’abilitazione, ed a quanto ciò danneggerà la nostra già disastrata università. Il pasticcio combinato è grande. E gli effetti negativi di questa vicenda non risparmieranno, alla lunga, nessuno. Il dolore di chi ha dedicato, ed ancora dedica, tempo, passione e dedizione all’università ed alla ricerca nel campo del diritto privato, è indescrivibile.

    • Questo intervento è ampiamente condivisibile e apprezzabile. Peraltro si pongono problemi di giustizia sostanziale molto gravi: l’ illegittimità della commissione mina tutti i giudizi e la rivalutazione solo per chi ha ricorso non sana il problema. Il principio del collegio perfetto è un principio cardine del diritto amministrativo, indipendentemente dal fatto che il commissario spagnolo non sia mai stato determinante.

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