[testo di Sabatino Ciarcia scritto pochi giorni prima del 20 novembre]

Ormai ci siamo! Le mediane sono pronte e “chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori”!

Molti sono tranquilli perché sono ampiamente entro i parametri, molti altri lo sono ugualmente perché sono ampiamente fuori. Ma come andrà a finire per chi si discosta leggermente dai valori fissati?

Le voci di corridoio si rincorrono prospettando scenari indulgenti o apocalittici ma, al di là delle posizioni che ciascuna commissione potrà prendere più o meno autonomamente, impera la teoria che saranno valutate le mediane dei candidati incrociando i dati presenti su CINECA con quelli dei principali database bibliografici (Scopus, WoS e, forse, altri!).

Preso dal panico, qualcuno sta provando a mischiare le carte togliendo qualche vecchio articolo, scomodo perchè fa alzare l’età accademica ma l’aspetto più inquietante si osserva nel verificare che il sito dei feedback di Scopus è sostanzialmente intasato al punto che gli stessi operatori del sistema sono stati costretti di default a scusarsi per i forti ritardi. A parte il tentativo di qualche furbetto, appare inutile nascondere le ampie difficoltà di bonificare un database sotto la pressione di una calca di aspiranti abilitati che, casomai, per poche citazioni, riportate erroneamente dal sistema, rischia di non superare la fatidica asticella.

La domanda su come si comporteranno le commissioni sulle “questioni di interpretazione delle disposizioni normative”, è stata posta già dal CUN (Adunanza del 24/10/2012) ed è a tutt’oggi senza risposta ufficiale però l’interrogativo che interessa la comunità di chi ha mediane border-line è ancora più allarmante: possiamo fare la domanda correndo il rischio di farci due turni “in prigione” soltanto a causa di qualche citazione smarrita?

160 Commenti

    • Non credi all’ osservanza di precise disposizioni di legge ? :-)
      Legge 240/2010, art.16, comma 3:
      ” I regolamenti di cui al comma 2 prevedono:
      ….
      d) l’indizione obbligatoria, con frequenza annuale inderogabile, delle procedure per il conseguimento dell’abilitazione;”

      Se non ci sara’ una tornata 2013 ci sara’ un ottimo motivo per procedere per vie legali!
      Gli avvocati ringrazieranno per anni gli autori della 240!

  1. Visto che comunque le commissioni hanno una certa discrezionalita’, sono fiducioso che i casi “borderline” verranno discussi sulla base del CV e altri titoli per decidere se dare l’idoneita’ o meno.

    Piuttosto mi preoccupa il fatto che alcuni stiano cercando di taroccare l’eta’ accademica eliminando dalla lista CINECA i loro papers piu’ vecchi. Noi Italiani non impariamo mai !!!

    • Spero che la commissione valuti tutto il CV dei borderline. Penso sia giusto. Tuttavia mi auguro che la commissione valuti in questi casi anche le autocitazioni e le pubblicazioni dell’ultimo minuto! Tanta gente ha pubblicato schifezze solo per autocitarsi negli ultimi mesi. Spero che non vada a favore dei furbetti questo giochino fatto con editori più o meno compiacenti (peraltro favorita da una legge anti-qualità).

      Quando saranno online i CV degli aspiranti sarebbe opportuno che ci fosse la possibilità di segnalare incongruenze in quanto a prima pubblicazione di colleghi scorretti.

    • La cosa che dovrebbe preoccupare è l’affidare ad un concetto così ridicolo come l’età accademica un’operazione di esclusione dalla valutazione. Non capire che un periodo che va dal 1982 al 1992 è diverso dal decennio 1992-2002 e ancora di più dal decennio 2002-2012 è pazzesco. Chi si toglie un lavoro vecchio lo fa solo per dimostrare che negli ultimi 15 anni ha fatto esattamente o di più di chi, più giovane, si trova per un fattore anagrafico sopra la seconda mediana.

    • Ma chi si cancella i lavori più vecchi rinnega pure la sua storia e questo, secondo me, è una umiliazione troppo grossa.

    • l’età accademica è un non senso. Soprattutto per i non strutturati, che non hanno necessariamente lavorato con continuità, ma ai quali non viene riconosciuto il congedo dovuto alle interruzioni dei loro periodi lavorativi(se non quello parentale). la mia prima pubblicazione poi riguarda i dati della mia tesi di laurea (ben 4 anni prima della conclusione del mio dottorato). Io non facevo neppure ricerca allora.

  2. Mi sembra che l’età accademica verrà calcolata tenendo conto dei dati Cineca E dei database ISI/Scopus, quindi basta che un articolo sia presente in uno dei tre database per essere conteggiato.
    Mi chiedo però quanto sia giusto farlo in casi come il mio (e immagino di molti altri), con un articolo estratto dalla tesi, pubblicato da “giovane”, e la produzione scientifica vera e propria che comincia 3-4 anni dopo, all’inizio del percorso accademico. Questo alza artificiosamente l’età accademica includendo anni in cui non era mio “dovere” pubblicare. Senza contare che immagino che questi anni non siano contati nemmeno come congedo.

    • mi trovo anch’io nella stessa situazione. Se ripenso a come ero felice di esser riuscito a pubblicare il lavoro della tesi allora!! Il dottorato di ricerca che feci subito dopo è un momento di formazione, per altro con notevoli incertezze su un potenziale futuro accademico che ti spingono a cercare anche altre competenze ed altre possibili strade. Io ci ho messo altri quattro anni prima di ricominciare a pubblicare ad un certo ritmo e credere di poter perseguire con possibilità di successo la carriera accademica. Questi 4 anni però sono considerati a tutti gli effetti età accademica… La mediana la supero lo stesso ma il criterio mi sembra ingiusto e barbaro rispetto a colleghi che magari per gli stessi motivi si trovano di poco sotto!!

  3. adesso che si sono chiusi i termini per abilitazioni, perché non ci preoccupiamo della questione degli RTD, che sono scandalosi?
    La cosa più grave è la quesitone di noi precari, assegnisti in scadenza ecc……
    Perchè non sollecitiamo il ministro profumo (scritto volontariamente minucolo)ad occuparsene,
    Siamo noi a non avere il pane!!!!!!!!!!!!!
    Grazie!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  4. Anch’io sono un borderline come penso molti altri. Riesco a superare la seconda mediana (quella dell’H index c) grazie ad un articolo del 1999 che ha ricevuto 41 citazioni (fonti Google Scholar). Ora sia Scopus che WoS mi danno qualcosa come 15 citazioni di meno per tale lavoro. Cosa posso fare? Le citazioni le ho controllate una per una e sono esatte. Ne terrà conto la commissione? Io penso che basare due mediane su tre sul numero delle citazioni (che sono altamente fluttuanti e qualche volta sbagliate) sia una vera follia.

    • E’ una cosa nota che i papers su Google Scholar ricevano piu’ citazioni perche’ Google Scholar include tutte le citazioni sul web, non solo citazioni su riviste indicizzate. Per esempio il mio paper piu’ citato ha 172 citazioni su Google Scholar e 111 su ISI-WoS. Ma questo non e’ dovuto a errori da parte di ISI-WoS. Semplicemente le citazioni contate su ISI-WoS sono piu’ “selettive”.

      Siccome le mediane sono state calcolate con ISI-WoS and Scopus, allora i tuoi parametri vanno anch’essi calcolati con ISI-WoS o Scopus.
      Discorso diverso e’, chiaramente, se trovi con Google Scholar citazioni su riviste indicizzate che non sono state registrate su ISI-WoS o Scopus. In quel caso devi richiedere una correzione.

    • La commissione è totalmente sovrana. I suoi vincoli sono soltanto a) di coerenza interna nei criteri usati; e b) di compatibilità con la normativa vigente. Se una commissione è attenta a non motivare i propri giudizi rifacendosi a fondamenti insussistenti (perché inconsistenti tra i vari candidati o perché non contemplati dalla legge – e qui bisogna ancora capire cosa verrà deciso sulle mediane) la commissione può decidere quello che vuole restando esente da ricorsi.

  5. E’ stato già ampiamente chiarito dall’ANVUR (vedi definizione di età accademica nelle FAQ) che l’età accademica viene desunta dal solo sito CINECA. Ho chiamato il ministero al numero messo a disposizione sul sito, e mi è stato confermato che per età accademica si intende l’età della più vecchia pubblicazione caricata sul sito CINECA. Su questo sito ogni ricercatore carica i documenti che vuole, e non esiste nessun obbligo, nè giuridico nè etico, di caricare tutte le pubblicazioni realizzate nella propria vita. Le pubblicazioni sono atti pubblici per definizione, esistono e nessuno può “cancellarle”. Sul sito CINECA ognuno può scegliere quali delle sue pubblicazioni caricare, e ovviamente caricherà le migliori e le più recenti. Non servirebbe a nessuno che il candidato caricasse una pubblicazione insignificante o irrilevante fatta quando era studente. Le citazioni totali vengono conteggiate solo sui documenti caricati in CINECA, e quindi ovviamente la normalizzazione avviene sulla data dellapubblicazione più vecchia esistente in CINECA. Per quanto riguarda il CV, la procedura chiede ESPRESSAMENTE al candidato di scegliere un sottoinsieme di tutte le pubblicazioni caricate sul CINECA, e non c’è nessun obbligo ovviamente a sceglierle tutte. Quindi questa assurda questione dei candidati che “nascondono” qualcosa o si “accorciano” l’età accademica è solo una bufala messa in giro, forse con l’intento di creare un ingiustificato panico o soltanto perchè non si è capito nulla della procedura .

    • E se le carichi tutte e dici alla commissione che da un certo anno in poi superi la mediana delle citazioni normalizzate cosa dovrebbe cambiare? Una commissione pensante ti escluderebbe o guarderebbe a quello che hai scritto? Una commissione pensante lo sa che in certi anni i manoscritti si spedivano per posta e sempre per posta si rispondeva ai referees e si ricevevano le bozze. L’intero processo di produzione del lavoro era molto più lento come anche i mezzi a disposizione. Io voglio sperare che le commissioni siano un po’ più pensanti dei membri dell’anvur.

    • Scusami Sam, ma il “non caricare” TUTTE le proprie pubblicazioni sul Cineca, non è deotologicamente corretto! Come ricercatori, ovvero coloro che ricercano, e come accademici, quindi, che insegnano (non solo la propria materia, ma anche uno stile di vita ai propri studenti, basato sulla correttezza dei dati, sulle corrette citazioni, sul non farsi subito idee sbagliate degli eventi…e vale sia per la scienza quanto per la vita) è nostro OBBLIGO morale mettere tutta la nostra produzione. Diciamo, invece, che il calcolo dell’età accademica è vergognosa se si considera un SOLO articolo; altro sarebbe stato con un calcolo statistico della densità di pubblicazione.
      Ritengo, non mettere un proprio articolo sul Cineca, ad oggi, un grave errore “umano” di dignità per il proprio mestiere e serietà nei confronti della scienza in quanto tale!
      PS
      Tutto quello che il “tizio” del ministero ti ha detto al telefono, sai che non ha alcuna minima valenza dal punto di vista legale? Se lo ha messo per iscritto, almeno in una mail, allora c’è un fondamento…in altri casi è solo fuffa!

    • “Ritengo, non mettere un proprio articolo sul Cineca, ad oggi, un grave errore “umano” di dignità per il proprio mestiere e serietà nei confronti della scienza in quanto tale!”

      quoto e condivido al 100%

    • Se in gioventù ho pubblicato un breve articolo sul Mattino di Padova (oppure Yacht Capital oppure Airone oppure …) e non lo metto nella domanda per l’abilitazione (o addirittura non lo carico nella mio sito docente sul CINECA) commetto “un grave errore “umano” di dignità per il proprio mestiere e serietà nei confronti della scienza in quanto tale”?
      Lo domando perché per ANVUR sono pubblicazioni scientifiche che contano per il superamento delle mediane.

    • @DeNicolao
      Quelle dei non bibliometrici pubblicate prima del 2002 non hanno effetto sulle mediane tranne nel caso di accorciarsi l’età accademica sotto i 10 anni e scalare in aumento gli indicatori corrispondenti.

    • @Giuseppe De Nicolao

      “Se in gioventù ho pubblicato un breve articolo sul Mattino di Padova (oppure Yacht Capital oppure Airone oppure …) e non lo metto nella domanda per l’abilitazione (o addirittura non lo carico nella mio sito docente sul CINECA) commetto “un grave errore “umano” di dignità per il proprio mestiere e serietà nei confronti della scienza in quanto tale”?
      Lo domando perché per ANVUR sono pubblicazioni scientifiche che contano per il superamento delle mediane.”

      Il concetto è diverso. Lei pone un quesito di “forma” e su quello, come detto altre volte, possiamo discuterne e trovare concordanza sull’argomento ovvero se ritenere o no Yacht Capital una rivista scientifica. Nel caso specifico, non essendo del “mestiere”, non posso esprimere giudizi adatti e consoni; il problema nel caso di “Yacht Capital e sue sorelle”, ritengo sia che quelle riviste (da molti ritenute non idonee alla dicitura “scietifica”) sono entrate tra le “papabili alla valutazione” perchè qualcuno di “importante” (molti ordinari?) hanno scritto (solo?) su QUESTE specifiche riviste! La colpa è solo dell’ANVUR (anche in questo caso!) oppure di chi rappresenta determinate “cordate”? Vogliamo nasconderci dietro un dito?

      Venendo però allo specifico della forma: se in un mondo perfetto (che ovviamente non è questo) un’agenzia ministeriale definisce cosa è scientifico e cosa non lo è (e la classificazione delle riviste fa proprio questo!) allora bisogna attenersi alle indicazioni date. Non credo ci siano mezze misure o valutazioni di sorta.

      Possiamo non concordare sulla definizione di età accademica, e possiamo anche fare le battaglie contro di essa, ma “l’onestà intellettuale” del nostro mondo (scientifico?) ESIGE (e sono disposto a ribadirlo fino alla morte) che l’aspirante o attuale accademico mostri tutto il suo percorso lavorativo, senza nascondere ombre o amplificare luci. Questa è una mia opinione (parlo solo per me e non mi ergo come rappresentate della moltitudine come, invece, sempre più spesso qualcuno qui fa!) e, quindi, criticabile.

      Infine, sul concetto stesso di “età accademica” e sua relativa interpretazione secondo la FAQ, vorrei esprimere la mia (personalissima!) esegesi: l’età accademica si basa sul primo lavoro (dal punto di vista temporale) che compare sulla propria pagina CINECA e che ha anche un riscontro sui relativi motori di ricerca indicizzati (esempio SCOPUS).

  6. Non è per creare panico. Semplice osservazione. Per quasi tutti i primi anni di accademia sono difficili e le pubblicazioni più rare o magari rappresentate da abstract. Rappresentano però un continuum nel percorso accademico (in qualche caso il nome sull’abstract metteva già da studenti in fila per i posti di dottorato o accademici….). Togliere i primi anni in cui si è stati meno produttivi la trovo una mossa scorretta. Spero sia possibile fare ricorso contro i furbi o almeno smascherarli pubblicamente.

    • “Spero sia possibile fare ricorso contro i furbi o almeno smascherarli pubblicamente”

      smascherarli pubblicamente! mi pare un dovere morale

  7. Caro Sam, mi sembra che hai perfettamente ragione. Prendiamo il mio caso: prima pubblicazione 1983 da studente del 4 anno del CL; seconda pubblicazione 1989 dottorando al I anno. Qual è la mia età accademica? Per fortuna anche considerando quella del 1983 supero la mediana. Tuttavia, pur avendo regolarmente caricato su Ugov la pubblicazione del 1983, questa per qualche strano motivo (Maradona avrebbe detto: la mano de Dios :-) ) non me la sono ritrovata su CINECA e ASN …. non me ne sono curato. Ho fatto male? Sono un delinquente? Io penso che ognuno è libero di caricare quello che vuole. Se per caso la mi pubblicazione del 1983 avesse avuto 1000 citazioni e mi serviva sarei andato a recuperarla …. è mia non avrei rubato nulla, ma siccome aveva solo 29 citazioni e non cambiava nulla, non sono andato a recuperarla.

  8. Sono contento che abbiate condiviso l’evidenza di ulteriori falle nel sistema e, più di ogni altra cosa, la penuria di chiarezza.
    Per Sam (a proposito!): sono pienamente d’accordo sulla “questione morale” dell’età accademica, però nel caso dei precari non è contemplato in nessun atto ufficiale che essa si possa riportare a piacimento del candidato, secondo le proprie barriere etiche; oltretutto, a scanso di equivoci, sarebbero bastate poche righe per disciplinare il tutto ed evitare che 30.000 precari (fonte Il Manifesto di ieri) dovessero consultare il call-center del MIUR.

  9. @Risitano. Quindi in base alla tua visione e in base a quello che ho scritto nel mio post delle 9.13 sarei un delinquente perchè non mi sono curato di una pubblicazione perduta?
    Ha perfettamente ragione Sabatino Ciarcia “sarebbero bastate poche righe per disciplinare il tutto”. Ma a me sembra perfettamente logico che uno per un concorso presenti quello che vuole.

    • Ovviamente il problema è la norma, che è fatta in modo insensato. Se però lo spirito della legge è quello di valutare la densità produttiva pregressa (e, per induzione, la produttività potenziale), allora non c’è alcun dubbio che manipolare l’età accademica è una truffa, magari piccola, magari veniale, magari scusabile, ma comunque una truffa.
      Per vedere il problema in modo chiaro bisogna immaginare un caso limite: supponiamo che Tizio, capace ma pigro, abbia più o meno dormito per quindici anni, publicando una robina ogni lustro e poi, negli ultimi due anni, avendo sentore dei criteri, abbia pubblicato come un matto, magari con gran uso di autocitazioni ed entrando in un’efficiente cordata di citazioni reciproche. Sarebbe nello spirito della legge che Tizio possa definire la propria carriera accademica coma iniziata due anni fa, estinguendo il pregresso? Se sia legale non lo so, ma che sia una manipolazione volta a dare un’impressione falsata del candidato, mi parrebbe indubbio.

    • Siamo d’accordo: la norma è fatta male.
      Tuttavia, restando nell’esempio di Zhok, io penso che se uno ha fatto il fanullone per 15 anni, ma nessuno lo pagava per fare ricerca… era uno studente fuori corso … era un bamboccione etc … ma negli ultimi 2 anni ha scoperto di essere un genio, ha vinto una borsa di studio e ha prodotto un sacco ed è stato citato un sacco, fa benissimo a non caricare la pubblicazione che aveva fatto 15 anni prima quando era studente. Nessuno lo pagava. Se invece 15 anni fa è stato assunto come ricercatore, ha pubblicato 1 lavoro, poi si è messo a fare il fanullone e nell’ultimo anno si è svegliato, allora no. In questo caso ha ragione Zhok. Ecco perchè la norma è fatta male. Bisognava specificare che l’anno T per il calcolcolo dell’età accademica in EA=2012-T+1 non poteva essere successiva al primo anno in cui uno è stato pagato a qualsiasi titolo per fare ricerca: borsa, assegno, grant internazionale, nazionale; assunto come ricercatore al CNR, all’univrersità, etc..

    • @ paolo (giuro: è l’ultima volta che ripeto questo argomento OVVIO, mi scusino i lettori di roars)
      i titoli da PRESENTARE li sceglie ovviamente il candidato (sia quelli da isualizzare nella domanda, sia quelli da caricare in pdf); il calcolo dell’EA non c’entra nulla, e viene eseguito tenendo in considerazione TUTTE le pubblicazioni pertinenti del candidato, anche quelle che non intende presentare, ma che ha comunque pubblicato e, in ottemperanza a quanto richiesto dal MIUR, onestamente caricato nel proprio sito cineca.

    • @paolo
      “Quindi in base alla tua visione e in base a quello che ho scritto nel mio post delle 9.13 sarei un delinquente perchè non mi sono curato di una pubblicazione perduta?
      Ha perfettamente ragione Sabatino Ciarcia “sarebbero bastate poche righe per disciplinare il tutto”. Ma a me sembra perfettamente logico che uno per un concorso presenti quello che vuole.”

      Mi scusi, dove ho utilizzato il termine “delinquente”? Riporti la fonte, visto che siamo in tema di “scientificità”. Grazie. Non ho altri commenti.

    • @paolo
      “…ma nessuno lo pagava per fare ricerca…”

      Caro Signor Paolo, secondo, quindi, la sua idea, la mia EA sarebbe di 1 anno e non di 5: ringrazio e farò sapere alla commissione di abilitazione di adeguarmi il coefficiente correttivo. Distinti saluti.

    • Carissimo Risitano,
      Lei non ha mai usato il termine deliquente, ma l’ha fatto qualche altro frquentatore di questo sito.
      Per quanto riguarda la sua domanda 5 o 1 anno, la risposta è semplicissima: decida lei, 1, 3, 5, come le fa più comodo. Ovviamente se decide di avere un anno di età accademica, solo i lavori dell’ultimo anno concorreranno a determinare tutti i parametri. Le pare?

    • @paolo

      “Carissimo Risitano,
      Lei non ha mai usato il termine deliquente, ma l’ha fatto qualche altro frquentatore di questo sito.
      Per quanto riguarda la sua domanda 5 o 1 anno, la risposta è semplicissima: decida lei, 1, 3, 5, come le fa più comodo. Ovviamente se decide di avere un anno di età accademica, solo i lavori dell’ultimo anno concorreranno a determinare tutti i parametri. Le pare?”

      Purtroppo non è “come mi fa più comodo”, ma cosa dice la legge. Tutto li!

    • @Risitano.
      E cosa dice la legge? Sa perchè non è chiaro. Se Lei fosse così gentile da chiarirlo a tutti sarebbe una cosa molto utile per tutti.

  10. Dunque, quando abbiamo fatto la domanda, in merito alle pubblicazioni c’erano due opzioni selezionabili per ciascuna: “da visualizzare / da presentare” (o una cosa simile, non ricordo perfettamente).

    Ad esempio io ho scelto di non visualizzare dei review pubblicati, che nel mio settore sono ininfluenti, ma che comunque avevo caricato a loro tempo sul cineca. Premetto che non avrebbero alzato la mia età accademica, a scanso di equivoci.

    Qualcun altro, però, avrebbe potuto scegliere di non visualizzare un articolo particolarmente datato che avrebbe causato un aumento della propria età accademica. Ovvero, senza neanche prendersi la briga di cancellarlo dal cineca, a quanto ho capito, gli/le sarebbe bastato indicare “non visualizzare”.

    Non vedo nulla di truffaldino in questo, onestamente.

    • @ Marc: se le pubblicazioni vengono solo “non visualizzate”, ma restano caricate nel sito cineca, verranno computate per l’EA. Se si voleva provare a fare il “giochino”, si dovevano togliere dal sito cineca e incrociare le dita.

    • Come fai ad esserne così sicuro? Soprattutto, in tal caso a cosa servirebbe l’opzione “visualizzare/non visualizzare”?

      La domanda che viene mandata ai commissari mi pare contenga solo ciò che tu hai detto di visualizzare, no? I commissari non hanno accesso alla tua pagina di cineca.

    • Ma perché è quello che c’è scritto nelle FAQ, come sam ha ricordato più volte: a quanto pare, sarà il database cineca a fare testo. Da nessuna parte si parla, per il calcolo dell’EA, delle pubblicazioni “visualizzate” nella domanda.
      Detto ciò, se io per avventura fossi membro di una commissione, di fronte a casi “sospetti” di EA mi documenterei (basta una ricerchina su google) sulle pubblicazioni “fatte sparire” dal candidato, e ne terrei debito conto, se non per il calcolo delle mediane (che avviene in automatico sulla base delle pubblicazioni caricate in cineca), per la valutazione complessiva del candidato (come si sa, le commissioni sono sovrane).

  11. Per quanto riguarda l’età accademica non voglio contradire Sam, ma la FAQ che riporto parla della data della prima pubblicazione scientifica pertinente al settore concorsuale rilevabile dal sito docente e/o dalle banche dati utilizzate. Ripeto e/o. Nel caso sia possibile rilevare divergenze tra sito docente e banche dati, verrà utilizzata la data della prima pubblicazione in ordine di tempo.
    Quindi se un lavoro non è nel cineca, ma in WoS o Scopus, il lavoro entra nel calcolo. Il problema riguarda la pertinenza, chi decide la pernitenza?

    Come si determina l’età accademica? Come evitare che possa essere manipolata eliminando dal sito docente pubblicazioni più antiche allo scopo di aumentare gli indicatori normalizzati?
    L’età accademica è rilevata dalla data della prima pubblicazione scientifica pertinente al settore concorsuale rilevabile dal sito docente e/o dalle banche dati utilizzate. Nel caso sia possibile rilevare divergenze tra sito docente e banche dati, verrà utilizzata la data della prima pubblicazione in ordine di tempo.
    Si ricorda infine che la normalizzazione è rilevante solo per i candidati all’abilitazione, mentre per i valori degli indicatori relativi agli aspiranti commissari non è prevista la normalizzazione per età accademica

    • Cari Zhok, Ferrara ecc: concordo con voi, ma è inutile, questi argomenti li vado ripetendo a sam e agli altri fautori della manipolazione dell’EA già da mesi.
      Quello che personalmente mi sconcerta è che non ci si limiti a fare sparire le pubblicazioni che “non fanno comodo” (stante il fatto che ne viene data la possibilità da un sistema mal congegnato in origine), ma si voglia anche teorizzare – e dimostrare a tutti i costi – la correttezza di questo modus operandi. Questo davvero mi pare tipicamente italiano (e non in senso buono).

    • fp, il tuo punto di vista è interessante. Ma non è certo la verità suprema. A me pare invece abbastanza evidente che uno dovrebbe poter scegliere quali pubblicazioni presentare e quali no, e tutti i suoi indicatori dovrebbero essere calcolati solo sulla base di ciò che presenta. Questo, secondo me, è ciò che sarebbe giusto fare, non “italiano”. Ed in questo modo nessuno sarebbe penalizzato ingiustamente per articoli pubblicati da studente, come invece accadrebbe con il tuo approccio, della cui correttezza sei così certo.

    • @ Marc: Ma qui non ragioniamo di cosa “è giusto fare”, ma di cosa una normativa dello Stato (di m**** quanto vuoi, sia la normativa sia lo Stato) prevede che si faccia. Ciò detto, in bocca al lupo

    • Mhà, il “contenzioso” nasce dalla frase che hai scritto <>

      A me non pare sconcertante, io resto davvero convinto che sia corretto decidere cosa caricare o meno sul cineca. Salvo non ci sia scritto da qualche parte esplicitamente “il candidato dichiara che tutto quanto caricato sulla propria pagina personale corrisponde a tutta e sola la propria produzione scientifica” non ci sono neanche problemi legali, direi.

      Cmq crepi. In bocca al lupo anche a te!

    • Frase (non è venuto il testo dentro le virgolette) cui mi riferisco:

      mi sconcerta […] che si voglia anche teorizzare – e dimostrare a tutti i costi – la correttezza di questo modus operandi

  12. URGENTE, PER FAVORE. Io sono settore 10/A e le commissioni non sono state nominate, però trovo in questo momento (cioè da stamattina) la possibilità di ritirare la domanda, in via automatica, sul mio profilo della pagina di abilitazione (fino a ieri non era possibile).
    Ma non c’erano 15 giorni di tempo, DOPO LA NOMINA DELLE COMMISSIONI?
    Cosa vuol dire, che adesso, ad occhi chiusi inizia il conto alla rovescia?
    Sapete qualcosa al riguardo?
    Grazie, ciao.

    • I 15 giorni scattano da quando la commissione, regolarmente insediata, stabilisce e PUBBLICA i criteri che intenderà adottare per la valutazione. La pubblicazione dovrebbe avvenire presso la sede universitaria indicata per il settore. Non so se questo avverrà dopo il mese di tempo a disposizione per la ricusazione eventuale dei commissari. Quindi niente da fare nei prossimi 15 giorni anche se ti è data l’opportunità di ritirarti fin da oggi. Dormi sonni tranquilli (per ora).

    • Grazie Thor, dopo i primi 5 min. di panico (sostanzialmente perchè non mi fido) ho immaginato anch’io che fosse come tu hai giustamente puntualizzato.

  13. Cari colleghi e compagni (di sventura, direi), vorrei richiamare la vostra attenzione su un aspetto che, alla chiusura del bando, mi ha convinto a mandare questo commento.
    Molti di voi (di noi, evidentemente), appartengono a quella categoria che “non dorme sonni tranquilli” considerato che si pone ancora domande su cosa sia, o sia stato, visto che il termine per la presentazione è ampiamente scaduto, giusto fare o non fare. Alcuni ancora si interrogano sul calcolo di alcune costanti che, pesantemente, influenzano il computo delle mediane.
    Non mi pare, però, e vengo al punto, che ci sia tanto da preoccuparsi in nessun caso.
    Nelle ore immediatamente successive alla chiusura del bando, in particolare alle 17:30 del 20 novembre, sulla pagina riservata alla presentazione delle domande, compariva un avviso (oggi scomparso) che, più o meno, suonava così:
    SARANNO ACCOLTE ISTANZE DI RIAPERTURA DELLE DOMANDE SOLO PER QUELLE DOMANDE CHE RISULTANO INVIATE ENTRO LE ORE 12:00 DEL 20 NOVEMBRE 2012.

    Credo proprio che non ci sia bisogno di fare ulteriori commenti. E’ evidente che qualche candidato si era accorto di aver omesso qualcosa – oppure aveva capito che poteva TOGLIERE qualcosa che lo danneggiava – ed aveva ottenuto questo fantastico BONUS dall’ANVUR o da chi per esso.
    Ingenuamente, non ho sorvegliato il sito e, quindi, non so per quanto tempo è rimasta aperta questa possibilità. Che poi, a voler essere pignoli, mi si dovrebbe spiegare perchè questa opportunità è stata vincolata ad un orario di presentazione diverso dall’orario fissato per la chiusura del bando.

    Da tempo ho inviato su questo sito i miei malevoli commenti sull’intera procedura che si conferma essere costruita su un turpe lenocinio di parole false ed obsolete ab initio. Dunque, perchè farsi domande? Paese di furbi siamo e paese di furbetti resteremo.

    • Sì, è pazzesco. So di colleghi che hanno ottenuto la riapertura della domanda, per modificarla, fino all’ultimo minuto. Evidentemente, MIUR e ANVUR sono stati travolti da un numero esorbitante di richieste in tal senso, e hanno fatto l’ennesimo “strappo” alle regole (povere regole: già facevano schifo, poi le hanno strappate in mille pezzi).

    • fp, c’è davvero qualcosa che non capisco dei tuoi ragionamenti eticamente draconiani.

      Cosa c’è di sbagliato nel riaprire una domanda, purché entro i termini del bando (peraltro operazione che di solito il MIUR permette di fare per progetti di ricerca e simili)?

      E’ abbastanza equivalente al ritirare una domanda e ripresentarla immediatamente, cosa che certo deve essere consentito purché entro la scadenza del bando.

    • Il tuo commento si riferisce, immagino, a Felici che ha sollevato la questione. Io mi limito ad essere d’accordo con lui, e non con te.

    • No, no, mi riferivo ai tuoi recenti commenti nell’insieme. Ma nello specifico, sì, la mia opinione su questo tema è la stessa anche in risposta a Felici.

    • Non c’è dubbio che la procedura di abilitazione soffra di numerosi mali, tra cui alcuni potenzialmente sfruttabili da “furbetti”, ma tra i bachi non includerei la possibilità di riapertura delle domande, che molto probabilmente è stata pensata per rimediare ad errori e sviste.

      Ho chiuso il 17/11 la mia domanda. 10 minuti dopo la chiusura mi è venuto il sospetto di avere caricato un lavoro diverso da quello che avevo dichiarato nella domanda. Ho scritto al Cineca. Il 19 la domanda è stata riaperta, ho controllato l’errore, ho sostituito la pubblicazione e ho chiuso, quindi ho riscritto al cineca ringraziando l’operatore per la possibilità di ri-apertura della domanda. Sono proprio “furbetto” o solo “gonzo” (come il mio nickname suggerisce)?

      Sull’età accademica concordo sostanzialmente con fp. Sull’argomento avevo già scritto diverse volte quindi mi fermo qui.

    • Gonzo, niente di tutto questo. A quanto dici hai riaperto e chiuso nei termini (cioè entro il 20). Io discuto sul fatto che sia stato permesso di riaprire dopo la scadenza dei termini…

  14. @Felici:Io avevo inteso che ci si riferisse che uno aveva la possibilità di richiedere l’apertura solo prima delle 12, non che potevano chiedere l’apertura solo quelli che avevano presentato domanda prima delle 12.

    @Flavia: sul mio sito non risulta nulla di quello che dici.

    • Paolo, sul mio da stamattina c’è la fatidica croce rossa, accanto al codice della mia domanda, seguito da: “ritira domanda”.

      Quanto a Felici, ho notato anch’io quello strano avviso. Fino alle 20 di giorno 19 non esisteva; poi l’ho notato nel pomeriggio del 20 stesso, troppo tardi… Evidentemente, l’hanno aperta “ad hoc” e solo per qualche ora del giorno 20.
      E’ stato un arbitrio: chi ha inviato domanda entro il 19 è andato a dormire (bene o male) sapendo di non poter mai più modificare la propria domanda. E’ stato un caso, almeno per me, essermi accorta che c’è stata una finestra di un paio di ore il giorno dopo. Ma ormai era troppo tardi.

    • @ flavia:
      la crocetta rossa compare anche a me. certo è strano che ci sia, ma non per tutti. Ipotizzo: io ho presentato la domanda da molto tempo, e da molto tempo ho ricevuto la lettera di conferma dal MIUR che invece chi ha presentato la domanda negli ultimi giorni non ha ancora avuto. Potrebbe essere questo il motivo?

    • Anche accanto alle mie domande è comparsa la crocetta rossa, ma io non ho ancora ricevuto alcuna lettera di conferma.

    • FP, non so. Io ho presentato domanda il 19 sera, le commissioni non sono state nominate e non ho neanche ricevuto la famosa email di conferma.
      In compenso, ho quella bella croce rossa attiva.

    • chiarito l’arcano. nel sito docente ora è comparsa questa dicitura:

      “RITIRO DOMANDA
      Il candidato può ritirare la domanda fino a 15 giorni dopo la pubblicazione dei criteri da parte della commissione di valutazione ai sensi dell’art.2 comma 8 del DD 222 del 20 luglio 2012.
      Per ritirare la domanda clicca su “Ritiro domanda”.”

      Quindi hanno già attivato la possibilità di ritirare le domande, e resterà attiva fino ai famosi 15 giorni post-criteri. La loro idea – giusta, credo – è che qualcuno potrebbe voler ritirare la domanda già dopo la nomina della commissione, senza aspettare i criteri.

  15. Caro FP e caro Marc (soprattutto),
    se si stabiliscono delle regole poi queste DEBBONO essere rispettate ed osservate e NON MODIFICATE per tutta la durata della partita. E’ così difficile?
    Personalmente, ho sempre giocato stando rigorosamente alle regole, poi me le hanno cambiate in corsa. Ancora una volta, trenta anni di anzianità accademica, penalizzato per questo, per essermi laureato in medicina in anticipo e con 6 lavori già pubblicati prima della Laurea (L maiuscola, prego che ci tengo assai e questa almeno per adesso non me la possono togliere e/o svalutare). Un totale di 72 lavori indicizzati a vario titolo, nel mio settore non supero nessuna delle tre mediane. In un altro, con il quale ho stretta affinità, a parità di tutte le condizioni, le supero tutte e tre anche del doppio!

    Questo sistema andava boicottato da tutti noi sin da subito!

    • Se non superi le mediane, ma hai lavori di buona qualità e un ottimo curriculum, e nel tuo settore viene sorteggiata una commissione di persone sensate, non vedo come ti potrebbe essere negata l’abilitazione.

    • Ma ciò che sostengo io (e ho sempre sostenuto) è proprio che le regole sono sbagliate, che l’età accademica non deve penalizzare chi ha una produzione più lenta in anni più remoti. Comunque quello della riapertura della domanda è un dibattito procedurale che è di fatto eticamente abbastanza ininfluente. I candidati davvero maliziosi aspettano fino al giorno prima della scadenza per chiudere la domanda e decidere (eventualmente) di cancellare dal cineca qualcosa.

  16. @fp.
    Secondo il tuo vangelo un candidato che ha lavorato per venti anni, ha pubblicato più della metà dei suoi “superiori” in ruolo, i suoi lavori sono stati citati, supera tutte le mediane a prescindere se si conta o non si conta il suo lavoro quando era studente, è appreszzato a livello internazionale, viene invitato a tenere relazioni in tutto il mondo etc… solo perchè ha deciso, per qualsiasi motivo, di non caricare quel lavoro fatto da studente è da punire selvagggiamente? Ma mi faccia il piacere. Altra cosa è se uno non ha caricato dei lavori per rientrare nei parametri, soprattutto se i lavori sono di un periodo in cui era pagato per fare ricerca.
    E’ la norma sbagliata!
    Bastava specificare che uno è libero di caricare quello che vuole dei periodi in cui non era pagato per fare ricerca, ma dei periodi in cui era pagato per fare ricerca deve caricare tutto. Anche per me questo è l’ultimo post su questo argomento.

    • Concordo al 100%: la norma è sbagliata. Dirò di più: è sbagliata e assurda. Ma, purtroppo, è una norma e come tale va (andrebbe?) rispettata.

  17. … nonostante esista una casistica estremamente variegata non si poteva prevedere, semplicemente, che l’età accademica, per gli strutturati, partisse dalla data del ‘primo stipendio’ e, per i precari, scaturisse dalla somma dei periodi in cui si è retribuiti per fare ricerca (dottorati, assegni, borse, contratti, ecc.)?

    • Proposta sensatissima e lecita; magari fosse stata pensata!

      PS
      Ovviamente con coefficienti di correzioni tra strutturati di ruolo e dottorandi/assegnisti/borsisti e chi più ne ha più ne metta!

    • Ogni elucubrazione mentale sull’età accademica non fa altro che degenerare la discussione. Il peso di un lavoro non può dipendere in modo casuale e scorrelato dagli altri. L’unica alternativa che aveva una qualche ragionevolezza bibliometrica era somma(i) citazioni(i)/eta(i). Ma stiamo parlando di fantascienza.

    • no, non ho capito:

      quindi per esempio uno strutturato da 3 anni ricercatore di ruolo, dopo 4 anni di dottorato e 4 anni di assegni di ricerca, ha eta’ accademica 3, e un assegnista con 4 anni di dottorato, e 7 anni di assegni di ricerca ha eta’ accademica 11?

      che razza di norma iniqua sarebbe stata questa?

      a parte che i dottorandi sono studenti, quindi non sono pagati per “fare ricerca”, ma godono di una “borsa di studio” mentre imparano a fare ricerca….

  18. Caro Marc, abbi pazienza.
    Non pretendo certo di avere ragione, ma ragionevolezza. In ogni caso, ok permettiamo di riaprire le domande. Come mai, però lo permettiamo con un vincolo, ovvero non lo permettiamo a tutti?
    Secondo, e rispondo anche a Giuseppe De Nicolao: riguardo a lavori di gioventù di cui ora ci si “vergogna”, varrebbe la pena chiedersi come mai a suo tempo si commise quell’errore. In ambito medico, per esempio, è ben noto che alcune case editrici pubblicavano a stampa, dietro pagamento, delle “cose” al di la del bene e del male. Queste “cose” erano chiamate pubblicazioni e servivano per andare in cattedra piuttosto che per ottenere un qualche tipo di impiego para accademico. Questo era il modo di pensare di allora e mi sembra che giustificare in qualsiasi modo, anche sensatissimo, l’occultamento di lavori giovanili, al solo fine di alterare le proprie costanti di valutazione, sia degno figlio di quel modo di pensare. Il punto è: siamo tutti d’accordo che le regole messe a punto dall’anvur sono sbagliate ed inique, tuttavia ci sono. Personalmente sono assolutamente favorevole all’idea che ciascun candidato se la giochi in proprio presentando un numero limitato di suoi lavori che giudica migliori nei contenuti e che meglio ne caratterizzino l’attività di ricerca e la congruenza con la disciplina che si intende insegnare, ma questa è solo una chiacchiera senza valore alcuno. Anzichè 90000 domande, che hanno legittimato l’intera procedura, piaccia o non piaccia è così, NESSUNO si sarebbe dovuto presentare. Resto dell’idea che l’unica strategia valida per mandare a monte questo meccanismo sarebbe stata un rifiuto compatto a partecipare.
    Chiedo scusa a tutti per l’animosità che trapela dai miei commenti, che garantisco non è diretta contro alcuno se non contro l’anvur tutta, ma che mi tormenta dal momento in cui tutta questa farsa ha avuto inizio.

    • Invece quelli che hanno firmato per il boicotaggio della procedura sono un pugno di mosche, io compresa!E’ la stessa cosa che si sarebbe dovuta fare quando è stato presentato il progetto di riforma della Gelmini. Se tutti si fossero dimessi (rettori e presidi), rifiutati di fare lezione (docenti senza distinzione di ruolo) ecc. e si fosse bloccata l’apertura dell’anno accademico non saremo a questo punto.

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