“Hai un H-Index basso? Abbiamo già aiutato oltre 500 ricercatori in Italia ad aumentare il proprio H-Index su Scopus. Ottieni citazioni reali, una strategia personalizzata. Risultati sicuri e verificabili. Ideale per ASN, PRIN, RTT e concorsi accademici. Richiedi una consulenza gratuita”. Questa la trascrizione di un video pubblicitario in italiano disponibile su Facebook. Non abbiamo modo di verificare se siano davvero 500 i ricercatori italiani che hanno usufruito dei servizi venduti dalla società con sede in Ucraina. Abbiamo però già mostrato, grazie ad Anna Abalkina, che almeno una rivista italiana indicizzata su Scopus ha pubblicato articoli e interi special issue riconducibili a quella società.
Il video qua sotto non è fake. E’ la pubblicità diffusa su Facebook da Наукові Публікації (Scientific Publications) una società con sede a Kiev che vende servizi a ricercatori al fine di aiutarli a pubblicare articoli indicizzati Scopus e Web of Science, oltreché servizi volti a incrementare il numero di citazioni e l’H-index.
“Hai un H-Index basso? Abbiamo già aiutato oltre 500 ricercatori in Italia ad aumentare il proprio H-Index su Scopus. Ottieni citazioni reali, una strategia personalizzata. Risultati sicuri e verificabili. Ideale per ASN, PRIN, RTT e concorsi accademici. Richiedi una consulenza gratuita”.
Non abbiamo modo di verificare se siano davvero 500 i ricercatori italiani che avrebbero utilizzato i servizi di Наукові Публікации. Abbiamo già mostrato, grazie al lavoro di Anna Abalkina, che almeno una rivista italiana pubblicata da Franco Angeli e indicizzata su Scopus ha ospitato articoli e persino uno special issue riconducibili a quella società.
Il punto non è la cifra in sé, ma il sistema che la rende plausibile. Le politiche di valutazione promosse e consolidate da ANVUR hanno progressivamente irrigidito il nesso tra carriera accademica e metriche bibliometriche, contribuendo a trasformare il generalizzato clima del publish or perish in una pressione amministrativa permanente volta a premiare le quantità.
In questo quadro, le metriche non sono più strumenti di misura, ma diventano obiettivi da ottimizzare. È qui che si apre lo spazio per un mercato di servizi per pubblicazioni e citazioni, sempre più strutturato e concorrenziale. Non esiste infatti solo la società ucraina: Futurity Publishing, ad esempio, dichiarano apertamente di intervenire su h-index e visibilità su Scopus, Web of Science e Google Scholar, offrendo preventivi personalizzati.
La responsabilità delle politiche ANVUR non sta nell’aver “causato” direttamente questi fenomeni, ma nell’aver rafforzato e reso inevitabile un sistema in cui la qualità della ricerca viene progressivamente subordinata alla gestione strategica degli indicatori. Quando la valutazione si riduce a metrica, il mercato delle metriche diventa una conseguenza logica, non un’anomalia.



… interessante, almeno si regolarizza il doping di citazioni e «authorship», un po’ come le droghe legalizzate. Meglio un sito che in totale trasparenza ti ricarica l’H-index a suon di euro o di bitcoin, che la dipendenza dallo spacciatore di turno da cui dipende la carriera di tanti!