Reclutamento

Nannicini: Manfredi (CRUI) e Inguscio (CNR) aiuteranno la Giannini a scegliere i presidenti delle “Commissioni Natta”

« … è chiaro che il Ministro dell’Istruzione e dell’Università, che farà la proposta per inserire questi 25 studiosi di chiara fama internazionale che presiederanno come membri esterni queste commissioni [per l’assegnazione delle Cattedre Natta], fatte anche da italiani, come dicevo, li sceglierà appoggiandosi a un comitato di personalità, come il Presidente della CRUI o il Presidente del CNR. Quindi, i massimi rappresentanti della ricerca italiana ci daranno una mano a fare scouting all’estero dei migliori studiosi a livello internazionale». Ad anticipare il ruolo di Manfredi e Inguscio, del tutto inedito rispetto a quanto scritto nel DPCM,  è il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, nel corso della puntata del 14.10 della trasmissione radiofonica condotta da Oscar Giannino su Radio 24, a cui ha partecipato anche Francesco Sylos Labini. Il quale denuncia «un’eterodirezione burocratica e governativanel pianeta terra non c’è un caso analogo – lasciando stare  regimi totalitari nei paesi dell’Est di 30-40 anni fa – in cui si è verificato un caso del genere».

Di seguito, alcuni estratti dalla trasmissione radiofonica “La versione di Oscar” del 14.10.2016.

1. Questo sito si chiama Roars, come i ruggiti del leone

Oscar Giannino: Francesco Sylos Labini e un fisico teorico lavora presso l’Istituto peri Sistemi Complessi del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma ed è cofondatore  e animatore, lui tra altri, numerosi altri, di un sito che io vi invito a seguire, se vi appassionano le questioni che sono relative alla ricerca nel nostro paese e all’università. Questo sito si chiama Roars, come i ruggiti del leone, solo che ROARS è un acronimo che sta per Return on Academic ReSearch. È un sito che tratta tutti i giorni con più post e articoli esattamente questo tipo di dibattito nel nostro paese. Grazie di essere con noi, Francesco Sylos Labini

[…]

2. Precedenti storici? Durante il Fascismo

Francesco Sylos Labini: Ci troviamo di fronte a uno dei pochi casi al mondo in cui alcuni accademici prestati alla politica teorizzano il fatto che a scegliere i professori universitari debba essere la politica e non l’accademia  o gli scienziati. Di questo, effettivamente, noi abbiamo visto dei precedenti storici e li abbiamo trovati nel Decreto Regio del 1935, durante il Fascismo, quando con questo decreto la nomina diretta delle commissioni era a carico del Governo e del Ministro. Questo che significa? Significa che non c’è l’autogoverno del corpo docente, c’è un’eterodirezione burocratica e governativa. E quindi, da questo punto di vista pensiamo che non sia il caso di farlo, perché, appunto, nel pianeta terra non c’è un caso analogo – lasciando stare  regimi totalitari nei paesi dell’Est di 30-40 anni fa – in cui si è verificato un caso del genere.

[…]

3. I presidenti delle commissioni?  Il ruolo di Manfredi e Inguscio

Tommaso Nannicini: Di questo dobbiamo parlare: di chi li sceglie. Chi sceglie questi 25  [i presidenti delle commissioni per assegnare le Cattedre Natta], al di là che questi 25 siano elencati in un atto amministrativo o in un altro? E` chiaro che il Ministro dell’Istruzione e dell’Università, che farà la proposta per inserire questi 25 studiosi di chiara fama a livello internazionale che presiederanno come membri esterni queste commissioni, fatte anche da italiani, come dicevo, li sceglierà appoggiandosi a un comitato di personalità, come il Presidente della CRUI o il Presidente del CNR. Quindi, i massimi rappresentanti della ricerca italiana ci daranno una mano a fare scouting all’estero dei migliori studiosi a livello internazionale.

[…]

Audio integrale: Cattedre di Stato

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33 Comments

  1. In Francia il presidente delle commissioni di concorso da professore è scelto dal governo. I commissari sono scelti dal presidente.

  2. E dove sono le competenze di Manfredi (CRUI) e Inguscio (CNR) su su tutti e 25 i settori ERC e i loro sottosettori ?
    La CRUI è ” associazione non riconosciuta ai sensi degli articoli 36 e seguenti del Codice civile”, non è un ente pubblico e tra le sue finalità (art.2 dello statuto) non esiste è prevista la scelta di commissari di concorso pubblico. Il CNR è un ente pubblico di ricerca (uno tra tanti) non si capisce perchè il suo presidente, bravo scienziato ma di nomina POLITCA, debba avere titolo a mettere bocca su tutto.
    E’ chiaro che che non abbiamo motivo per dubitare che i colleghi siano il massimo possibile in termini di onestà e correttezza, ma chi ci garantisce che il loro angolo di visuale, necessariamente limitato, non porti a scelte di parte? Si avvarranno dell’ aiuto di altri colleghi? Ma sarà un processo assolutamente NON TRASPARENTE

    • A me pare giusto, combattere le malefatte accademiche chiedendo consiglio a uno che parla male dell’etica. Non siamo nell’epoca dell’omeopatia?

  3. Giuseppe De Nicolao says:

    Secondo Stefano Feltri, Renzi accuserebbe il colpo delle critiche di Roars e FQ, al punto di essere pronto “a discutere cambiamenti”. Ecco il tweet:


    Certo che se i cambiamenti sono il coinvolgimento di Manfredi e di Inguscio …

  4. Giuseppe De Nicolao says:

    In ogni caso, la collaborazione di Inguscio è una garanzia, alla luce delle sue dichiarazioni dello scorso aprile:
    ______________
    «guai a chi parla dell’etica superiore di tutti perche questo era Robespierre» dato che «il dovere nostro è di fare andare avanti l’Italia. Quindi, di fare sinergie, mettere insieme le forze – dico bene? – Mh! Senza pensare a …. a principi etici … il CNR sta facendo, banalmente, una convenzione forte con l’Istituto Italiano di Tecnologia … perché esiste, è una realtà che esiste, che usa i soldi. Li usa come come noi vorremmo usarli anche noi. Cioè non è che uno dice «Vade retro Satana», ma uno dice «eeeeh … no è giusto così, vediamo se li possiamo usare anche noi così».
    ________________
    https://www.roars.it/online/inguscio-pres-cnr-ll-dovere-nostro-e-di-fare-andare-avanti-litalia-senza-pensare-a-principi-etici/

  5. Giorgio Pastore says:

    Che il presidente della CRUI (chiunque egli sia) sia anche uno de “i massimi rappresentanti della ricerca italiana” lo apprendo oggi per la prima volta dopo 38 anni dalla laurea e 26 da strutturato nel sistema universitario italiano. Ma se lo dice il prof. Nannicini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, sarà sicuramente così. Chissà perché non ci avevo mai pensato.
    .
    Sono anche un po’ preoccupato per il cumulo di responsabilità che ricade sul prof. Inguscio. Certo, mi sembrava che Inguscio fosse al CNR per nomina governativa… ma se il prof. Nannicini non si fa preoccupazioni di questo tipo, chi sono io per farmele ?
    .
    Sarei poi curioso, al di là di questi due esempi di conoscere la lista completa dei “consiglieri” che completeranno questa pattuglia di “scout” (immagino che il richiamo allo scouting fosse dovuto al presidente del Consiglio !). Non vorrei essere nei loro panni, vista la responsabilità del compito!

    • Lucio Chiappetti says:

      Lungi da me difendere la causa o il meccanismo delle “cattedre Natta”, solo alcune precisazioni a proposito di enti di ricerca

      @P.Marcati “Il CNR è un ente pubblico di ricerca (uno tra tanti)”

      @G.Pastore “mi sembrava che Inguscio fosse al CNR per nomina governativa”

      il mio istituto e’ stato fino al 2005 un organo del CNR, e adesso e’ una struttura dell’INAF (“uno dei tanti” enti di ricerca). Per curiosita’ personale qualche anno fa mi sono interessato della storia degli enti di ricerca (per un seminiarietto interno http://www.iasf-milano.inaf.it/Astro-Siesta/astro_lucio_4_150.pdf che contiene anche una serie di link alle varie disposizioni di legge). Ovviamente ci sono persone che la hanno studiata professionalmente (come nei due volumi di Simili & Paoloni sulla storia del CNR, references within).

      Il CNR e’ stato, in un certo periodo, il “supremo consiglio tecnico dello Stato” (il secondo CNR, quello di Marconi, non quello di Volterra). Ovviamente non sono cosi’ vecchio da ricordare quei tempi. Pero’ abbastanza vecchio da ricordare i Consigli Nazionali di Consulenza del CNR (per cui votavate sia “voi” universitari che “noi” ricercatori).

      Per cui se esistesse una Assemblea Nazionale della Ricerca o qualcosa di simile, avrebbe certamente un senso che “ci mettesse bocca”.

      Ricordo anche che i presidenti degli enti (quelli vigilati dal MIUR) secondo la legge Gelmini (ma direi, per quanto rimane in essa della legge di delega Mussi) sono si’ formalmente nominati dal ministro, ma in una rosa proposta da una commissione di esperti.

      E sinceramente mi pare che la scelta degli ultimi presidenti sia stata in genere meglio di quanto avveniva prima (di certo per quanto riguarda l’INAF posso dire che tutti i suoi presidenti sono stati persone di riconosciuta levatura scientifica).

      Semmai uno potrebbe obiettare che sia il solo presidente del CNR (un mega-ente pluridisciplinare ma non universale soprattutto dopo le gemmazioni di INFN, INGV, INAF, INRIM etc. gemmazione che purtroppo non e’ stata portata a termine in una scissione in enti unidisciplinari) ad intervenire e non p.es. i presidenti degli enti ciascuno per il suo settore disciplinare (per l’astrofisica l’INAF e’ anche numericamente preponderante rispetto alla componente universitaria), o magari i consigli di amministrazione (soprattutto se fossero tutti composti solo da interni ed associati, di cui alcuni eletti, come fortunatamente avviene per l’INAF)

    • Giorgio Pastore says:

      @Chiappetti: il richiamo ai tempi in cui il CNR era (fu) il “supremo consiglio tecnico dello Stato” non mi sembra ben scelto, visto che anche questo riporta ad un epoca in cui era “”Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato, nulla contro lo Stato” e l’ ingerenza del Capo del Governo su tutta l’ organizzazione della Società era al massimo. Ma non credo che nessuno voglia tornare a quei tempi, neanche sul limitato orizzonte della Ricerca.
      .
      Stiamo però parlando dell’ Italia di oggi, del CNR di oggi, e visto che ci siamo degli EPR di oggi.
      In queste situazione, con le condiziopni al contorno esistenti, mi dispiace, ma non vedrei l’ intervento dei presidenti di *nessun* EPR come positivo. E insisto che non è una questione personale. Ma di “pulizia nei rapporti istituzionali e di chiarezz dei processi decisionali”. Cosa che sia in ambito accademico versi gli EPR, sia degli EPR verso Università, sembra essere un concetto poco conosciuto.
      .
      E in ogni caso, vista la struttura del CNR attuale, non mi aspetto che il Presidente ( di nuovo, chiunque egli sia) porti, nella richiesta di indicazioni sui nomi per i presidenti delle commissioni, molto più della opinione personale di pochi, in un processo che di trasparente ha ben poco. Molto meglio un sorteggio all’ interno di una rosa di nomi votata da tutta la comunità afferente ad un SSD. Almeno sarebbe chiaro l’ aspetto aleatorio “da lotteria” di un procedimento di facciata che serve a coprire una frazione ridicola dei posti persi in poco piu’ di un decennio.

    • @Giorgio_Pastore
      il problema non è se il CNR nomina bene o male ma che non dovrebbe nominare alcunchè. Cosa “ci azzecca” con il reclutamento dei professoori universitari ? I professori vanno reclutati dai professori, le commissioni devono essere espressione del principio di auto cooptazione delle comunità scientifiche come accade in tutto il mondo civile. I politici devono starsene a casa loro. Non esiste alcuna ragione perchè la politica si arroghi un diritto che non le compete. Globalmente, tranne casi isolati, il sistema accademico italiano è sano, produce in gran parte ricerca di livello elevato, questa idea che ci sia un sistema corrotto e fradicio da commissariare è un falso, i numeri dicono altro. Per comprendere cosa accadrà, guardiamo cosa è accaduto nella sanità, cominciarono ad attaccare i “baroni della medicina” e oggi i primari li nominano gli assessori regionali, quelli delle mutande verdi. Qualcuno pensa seriamente che la sanità dei Valdoni e degli Stefanini fosse peggiore? Se quello delle ASL è il futuro allora dico provocatoriamente “viva i baroni”

    • Lucio Chiappetti says:

      La citazione da Simili & Paoloni del “CNR come supremo consiglio tecnico dello Stato” era volutamente paradossale (infatti richiamavo che era il “secondo CNR”, quello di regime, non il primo di Volterra, che sappiamo essere uno dei 12 che non giurarono), ma dimostrava come perfino un regime totalitario avesse maggior considerazione per la scienza di questo governo e di quelli recenti che “hanno scelto l’ignoranza”. Posso fare una altra citazione sempre da Simili & Paoloni, di un discorso di Colonnetti (che fu ingegnere, profugo antifascista, presidente del CNR e anche politico) del 1949 “il CNR ha bisogno di una sola riforma, quella del suo bilancio. Perfino sotto il famigerato regime fascista era finanziato meglio”. Mi pare altrettanto attuale nel senso anche della critica a Cantone (la causa della ‘fuga dei cervelli’ e’ il sottofinanziamento).

      Non intendo difendere il CNR attuale con i suoi dipartimenti e le sue “commesse”. Sono contento di esserne uscito per passare in un ente unidisciplinare come l’INAF dove bene o male “siamo tutti dello stesso giro”.

      Non vedo niente di male nel fatto che la nomina delle commissioni (parlo qui di quelle per i rari concorsi di reclutamento e i piu’ rari di avanzamento delle posizioni del nostro ente) sia firmata dal presidente, e sia decisa dal CdA. E che presidente e membri del CdA siano formalmente nominati dal ministro (presidente e due membri scelti dal ministro su una rosa proposta da un selection committee, gli altri due membri eletti dal personale e poi “firmati” dal ministro). Purche’ tali membri siano tutti scienziati (e di fatto o sono interni all’ente, o sono universitari associati o comunque dello stesso settore, o piu’ raramente di altri enti con una certa affinita’). Pensate che alcuni tra i past president sono tra i primi firmatari dell’ultima petizione su change.org contro le cattedre Natta !

      E le commissioni che vengono fatte sono composte da validi colleghi, o dirigenti di ricerca e primi ricercatori dell’ente, o ordinari e associati del settore astrofisico, piu’ o meno a rotazione (salvo alcune colleghe, che per via delle “quote rosa” che da noi vengono rispettate, possono essere chiamate un po’ piu’ spesso).

      Non credo che nessuno abbia da ridire sulla composizione delle commissioni.

      Semmai il problema e’ la scarsita’ di posti banditi (vuoi per il reclutamento nella fascia iniziale, vuoi per la progressione nelle due fasce superiori), a fronte di un gran numero di potenziali candidati ben qualificati. Siamo sempre da capo …

  6. secondo me in questo elenco ci sono tanti commissari eccellenti:

    http://www.repubblica.it/politica/2016/06/02/news/l_appello_per_un_pacato_si_al_referendum-141165133/

    inguscio già c’è…

    • Veramente diversi di questi non superano le soglie (fissate da ANVUR) per la qualificazione a far parte delle commissioni (quelle dei prof. di serie B…)

  7. Alessandro Pezzella says:

    Il DPCM di cui Nannicini dà dettagli puo essere visto come un decreto ministeriale di attuazione della legge (quella di stabilità di cui si è detto) e pertanto un analogo dei decreti (DM) attuativi della ASN. Non sembrano quindi prevedibili successivi strumenti normativi e tantomeno sono presenti richiami a norme derivate nel pdf che ROARS riporta.
    Ne consegue che i dettagli forniti da Nannicini circa il ruolo di CRUI e CNR nel nuovo reclutamento rappresentano indicazioni prive di una codifica operativa e di un riferimento procedurale-amministrativo.
    Di fatto il sentire CRUI e CNR è giusto una ipotesi di lavoro, senza alcun vincolo, per il Ministro nel presentare la proposta delle commissioni al Presidente del Consiglio.
    A prescindere da valutazioni ed analisi nel merito del DPCM, ma giusto rimanendo nello spazio della comunicazione e della sua analisi logica, la presentazione di Nannicini fa porre una richiesta di non poco conto.
    Sarebbe utile infatti che il sottosegretario chiarisse come mai attribuisce una rilevanza di garanzia ad una procedura di fatto slegata, nel suo punto piu critico, da atti amministrativi di riferimento.
    A meno di cambiamenti, il DPCM, per come è ora organizzato e presentato in radio da Nannicini, appare come una norma che stabilisce la macanza di norma nella azione del Ministro e del Presidnete del Consiglio, con serie ricadute sulla indipendenza dall’Università dalla politica.

  8. Ho ascoltato la puntata e sono d’accordo con Nannicini: anche in campi STEM c’è bisogno di interventi a favore di persone capaci che rifiutano logiche baronali.

    • Ma certo! Complimenti per l’arguto pensiero. Suggerirei anche interventi per evitare la selezione inversa nell’accademia.

    • Arieccolo il troll diversamente intelligente che non si firma. Guardi se lei é così perché la hanno segata a un concorso, bisogna dare la medaglia a chi lo ha fatto. Vuol dire che i concorsi ancora selezionano bene.

  9. Premetto che considero che l’accademia italiana sia, a dispetto delle risorse totalmente sottodimensionate, mediamente di alto valore, e che da anni sia in atto contro l’Universita’ una campagna di discredito e denigrazione.
    Premesso questo, credo sia oggetto di discussione quotidiana il problema della metodologia di chiamata dei dipartimenti. Credo sia innegabile che le chiamate avvengano frequentemente, sulla base di un profilo fotografato sul candidato desiderato dal dipartimento che promuove la chiamata e che non e’ necessariamente il migliore. Quando poi non e’ il dipartimento puo’ essere il settore che controlla a livello nazionale i possibili membri delle commissioni valutatrici. E’ tutt’altro che una eccezione che il dominus nazionale del singolo settore ostacoli, per motivazioni di equilibrio nazionale, la chiamata del piu’ meritevole condizionando il parere dei membri della connessione esaminatrice.
    Negare queste aberrazioni significa, a mio avviso, o essere di una ingenuita’ patologica o ritenerle giustificabili.
    Personalmente non mi scandalizzo piu’ di tanto dalla decisione di nomine di presidenti di commissioni effettuate dal presidente della CRUI e del CNR. Spero solo che siano in grado di fare il miglior lavoro possibile.
    Non sono, peraltro, d’accordo con l’impostazione generale data alle cosiddette Cattedre Natta, ma questo e’ un’altro discorso.

  10. Antonio.Violante says:

    Dunque ricapitoliamo. Il governo nominerà i presidenti di 25 commissioni che selezioneranno 500 superprofessori meglio pagati degli attuali ordinari e associati. Questi presidenti, di nomina politica, sceglieranno a loro volta i componenti delle proprie commissioni, attingendo da una lista di 20 nominativi ciascuna predisposta dall’ANVUR. Ma dato che questa agenzia, braccio operativo del MIUR, ha la propria dirigenza insediata dalla politica, ne deriva per ricaduta che anche i singoli supercommissari saranno debitori al potere politico per le loro nomine, alla faccia dell’autonomia dell’Università e dell’art. 33 della Costituzione. Ritorno, invece, alle nomine governative introdotte da Mussolini nel 1935. Di fronte alle perplessità generate da siffatto DCPM “decreto Natta”, ecco la classica toppa peggiore del buco nelle dichiarazioni del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini: le nomine dei 25 supercommissari avverranno previa consultazione dei presidenti della CRUI e del CNR, così da salvare le prerogative e l’onore dell’italica Accademia. Peccato però che: 1) la CRUI – autorevole fino a che si vuole – non è un ente di diritto pubblico e il suo presidente rappresenta solo i suoi colleghi rettori, senza che né lui né alcuno di loro abbiano le competenze per scovare (fare scouting secondo il gergo renziano) i migliori detentori di tutto lo scibile umano; 2) il Presidente del CNR è posto anch’egli sulla sua poltrona per nomina politica. Si potrebbe arguire che la chiamata dei 500 non altererà più di tanto l’ossatura del corpo docente italiano: in fondo, di questi 434 saranno esterni e solo 66 attinti tra chi si trova già in servizio. E’ forse proprio così, tanto più che, dati i numeri esigui, (500 docenti a fronte di 50.000), nemmeno tutti i settori s.d. verrebbero toccati da questo DPCM. Esso metterà – o confermerà a un livello più alto – in cattedra studiosi di “chiara fama”, oppure chi si trova meglio collegato al potere politico (cioè dei partiti) e promosso eventualmente alla “chiara fama” per meriti extraaccademici? Ma l’aspetto più grave insito in questo decreto Natta è che esso inaugurando di fatto una nuova categoria di superprofessori, dequalifica tutti gli altri relegandoli a un livello inferiore. Per la burocrazia statale – che elargisce stipendi e riconoscimenti – “luminare” di un dato settore s.d. non sarà più l’ordinario vincitore di concorso la cui commissione è di designazione accademica; piuttosto, risulterà titolare di tale onore chi gradito al potere politico. Dunque, si profila un abbassamento di status – nonché di stipendio – per le altre decine di migliaia di docenti di ruolo. Si spera di fronte a questo – con ottimismo della volontà pur in presenza di un pessimismo della ragione – che si levi un’ondata di indignazione tra i docenti, foriera di un’opposizione dura a siffatta trovata del governo che, dopo la “buona scuola” si sta dando da fare anche per creare la “buona università”. Ci si augura un successo maggiore, se la protesta decollerà, di quello arriso al boicottaggio della VQR, che dopo avere fatto sperare in un sussulto condiviso di dignità universitaria troppo a lungo sopita, alla fine ha visto percentuali di adesione sconfortanti in quasi tutti gli atenei nazionali. Lo scenario peggiore prossimo venturo: indifferenza quasi generale al decreto Natta, con tanto di corsa alle ambite supercattedre.

  11. Vito Plantamura says:

    Carissimi,
    io non darei troppo peso a questa affermazione che non trova riscontro normativo. Cioè, qui non siamo di fronte neppure a un parere necessario, ma non vincolante, che pure conterebbe quanto il due alla briscola. No, qui siamo al sovrano che, graziosamente, rassicura che chiederà il parere di alcuni più prestigiosi tra loro: quindi parere non vincolante, extra legale, meramente eventuale, richiesto, o meno, a discrezione del sovrano. Quindi è inutile parlarne, e non importa a chi sarà (forse) richiesto.
    Del resto, ciò che salverebbe il principio (costituzionale, ma lui non lo dice) dell’autonomia universitaria, secondo Nannicini, non sarebbe il parere, ma il fatto che non sono concorsi, ma chiamate dirette degli Atenei (cioè un mero aumento del numero e delle categorie dei chiamabili), solo che è FALSO, perché i chiamabili gravano, per legge sul bilancio dell’ateneo, mentre i Natta, in violazione di legge, portano con se una dote per essere chiamati che è extra bilancio.
    Eviterei, poi, paragoni con la Francia.
    Qui non è questione della Francia né degli USA.
    Qui è questione della nostra COSTITUZIONE RIGIDA, che è la migliore del mondo, la numero uno, non la più bella (concezione museale di chi vuole disattivarla, come si è visto con Benigni), ma la più utile e avanzata nel senso della democrazia sociale.
    Le Natta, da noi, sono incostituzionali.
    In Francia non c’è una Costituzione come la nostra (ma una serie di Carte), non c’è una Corte costituzionale come la nostra…ed è anche previsto, in una di tali Carte, che l’organizzazione dell’istruzione pubblica, di ogni grado, spetta allo Stato. E allora? Direi, un bel chi se ne frega. Noi siamo in Italia, mica in Francia, e abbiamo un Governo privo di legittimazione diretta che vuole cambiare la Costruzione e, nel frattempo, la disattiva.
    Tom Bombadillo

    • Comunque in Francia, Germania, UK e USA come chiarito dai post precedenti il governo non sceglie i professori. magari succede in Corea del Nord…

  12. green_baron says:

    Con tutti questi soldi regalati ai membri di queste commissioni del cavolo, sai quanti assegni di ricerca per giovani bravi (che fanno la fame) ci si potevano finanziare?

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