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La Fisica Universitaria nel decennio della crisi

Il decennio 2007-2016 ha visto scaricarsi sul sistema universitario italiano tutto il peso di una crisi economico-politica nazionale che a sua volta si inquadrava, con aspetti peggiorativi, in uno scenario di crisi economica mondiale dalla quale il nostro Paese non sembra ancora in grado di uscire.

Se l’Università ha rappresentato il vaso di coccio nelle politiche economiche di tutti i governi che si sono succeduti nel Paese in questo decennio, all’interno dell’Università sono proprio i settori della cosiddetta hard science quelli che hanno pagato il prezzo più elevato, almeno in termini di perdita del capitale umano. I docenti di ruolo (ordinari, associati e ricercatori), che alla fine del 2006 erano circa 62 mila, ed erano ancora in seppur modesta crescita, alla fine del 2016 si sono ridotti a circa 48.900, con una riduzione del 21%, ma nello stesso arco di tempo i docenti di ruolo delle Aree CUN 01-04 sono passati da 10.575 a 8.101, con un calo del 23,4%, e quelli di Fisica sono passati da 2.610 a 1.898, con una riduzione che supera il 27%.

Il peso complessivo della hard science (Aree CUN 1-4) nel sistema universitario è così sceso dal 17% al 16,5% (ma ricordiamo che ancora a inizio secolo tale peso superava il 18,5%), e il peso della Fisica è passato dal 4,2% al 3,9% (in questo caso partendo dal 4,7% a inizio secolo), quindi innegabilmente il costo della contrazione è ricaduto in grande misura proprio sulla Fisica. Non è questa la sede per analizzare le complesse cause di questo andamento differenziale tra le Aree, andamento che pur nel contesto della crisi vede alcune Aree registrare nel decennio cali nettamente inferiori alla media (per le Scienze economico-giuridico-sociali la riduzione di personale si limita a poco più dell’11%).

All’interno di questo quadro abbastanza desolante sembra comunque interessante prendere in esame in modo dettagliato ciò che è accaduto al personale docente della Fisica in questi anni, sotto i profili della ripartizione tra le fasce (incluse le posizioni di ricercatore a tempo determinato), della divisione tra i settori scientifico-disciplinari e tra quelli concorsuali, della distribuzione tra le sedi e del rapporto tra i generi.

  1. L’andamento totale e la ripartizione tra le fasce

I dati riportati  in Tabella 1 ed evidenziati dai Grafici 1 e 2 mostrano alcuni fenomeni molto significativi. In primo luogo si nota il crollo clamoroso del numero degli ordinari, passati da 867 a 480 (-45%), un fenomeno forse unico nell’intero panorama accademico nazionale, che pure ha visto una riduzione del 35% del numero complessivo dei professori di prima fascia. Viceversa il numero degli associati è ritornato al valore di inizio decennio (circa 945) dopo una fase di calo che aveva raggiunto a fine 2013 il minimo di 722. Questo recupero però non è purtroppo legato a una nuova fase di reclutamento, ma soltanto all’effetto dell’applicazione del piano straordinario del 2010 che ha consentito la (peraltro auspicabile) promozione alla seconda fascia di un buon numero di ricercatori in possesso dell’abilitazione scientifica.

Il fenomeno ha un ovvio riscontro nel contemporaneo crollo del numero dei ricercatori a tempo indeterminato, che dai 797 di inizio decennio, passando per un massimo storico di 882 a fine 2011, si sono ormai ridotti a 474, un numero paragonabile a quello degli ordinari, ma destinato ormai inevitabilmente a ulteriori cali in quanto il ruolo è stato messo a esaurimento. Entrano invece in scena i ricercatori a tempo determinato, con varie tipologie (ex Legge 230/05, tipo a e tipo b). Mentre i ricercatori previsti dalla Legge 230, dopo una fase di crescita (peraltro limitata) fino a un massimo di 64 (fine 2011), hanno ripreso a scendere fin quasi all’estinzione, l’andamento delle nuove tipologie previste dalla Legge 240/10 è stato finora sempre crescente, ma con sorti alterne in quanto mentre il tipo a) sembra ormai prossimo alla saturazione su valori vicini a 150, il tipo b) (tenure track) ha visto nell’ultimo biennio un’esplosione di tipo esponenziale, grazie anche in questo caso a un piano straordinario.

Ordinari Associati Ricercatori RTD b RTD a RTD 230
2006 867 946 797 0 0 7
2007 853 921 824 0 0 18
2008 803 891 888 0 0 26
2009 734 855 880 0 0 26
2010 601 816 864 0 0 52
2011 551 785 882 0 3 64
2012 519 745 869 1 46 52
2013 501 722 854 6 104 31
2014 481 818 715 29 134 16
2015 468 934 543 48 140 9
2016 480 944 474 112 143 5

Tabella 1 – Docenti di ruolo e ricercatori a tempo determinato nell’Area Fisica (2006-2016)

 

  1. Settori scientifico-disciplinari e settori concorsuali

L’assetto dei settori scientifico-disciplinari risulta nel caso della Fisica particolarmente inadeguato alla gestione della maggior parte delle finalità per le quali tali raggruppamenti furono costituiti. L’applicazione dei s.s.d. alla didattica si scontra con le rigidità introdotte dai vincoli cui sono sottoposti gli ordinamenti, e in particolare da un lato rende difficile la definizione di curricula che riflettano la reale evoluzione delle discipline, dall’altro pone limitazioni all’impiego dei docenti nei corsi di servizio, a differenza di quanto avviene ad esempio nel caso della Matematica, i cui docenti hanno tutti titolo a insegnare sia nei corsi di base sia nei corsi di servizio. Quanto all’applicazione alla ricerca, il problema si fa ancor più complicato, in quanto da un lato esistono raggruppamenti generici e altamente disomogenei al proprio interno (è il caso di FIS/01) dall’altro si creano barriere artificiali tra settori ormai fortemente contigui, come nel caso della Fisica Teorica ma anche di certi aspetti che sono a cavallo tra Fisica Applicata, Fisica della Materia e strumentazione per gli esperimenti di Fisica delle Particelle, per non parlare della Scienza dei Materiali.

Tutto ciò si riflette pesantemente nella costituzione di Settori Concorsuali, che per ipotesi dovrebbero essere aggregazioni di settori scientifico-disciplinari, mentre in fisica finiscono per “spezzare” settori. ricomponendoli poi talvolta in modo inefficiente, come avviene nel caso di 02/A2 e 02/B2, che sono settori largamente interscambiabili alla luce delle declaratorie, ma appartenenti a macrosettori differenti, con il conseguente impatto negativo sulla possibilità degli abilitati di partecipare a concorsi di cui avrebbero i requisiti scientifici, in cambio della possibilità del tutto astratta per un teorico di candidarsi alla copertura di un posto destinato alla fisica sperimentale, e viceversa.

Queste incongruenze si riflettono inevitabilmente sulle “politiche” di reclutamento dei Dipartimenti e degli Atenei, spesso dettate più dall’esigenza di soddisfare requisiti burocratici relativi alla didattica che non da reali esigenze scientifiche, sia di didattica sia di ricerca.

Sembra interessante analizzare, alla luce delle considerazioni precedenti, il rapporto esistente tra personale a tempo determinato e personale di ruolo nei differenti settori concorsuali. Mentre nei settori 02/A1, 02/B1 e 02/C1 tale rapporto si aggira intorno al 15-16%, abbastanza prossimo al valore teorico necessario per un adeguato turnover, nei settori 02/A2, 02/B2 e 02/D1 il rapporto vale circa il 10-11%, una quantità decisamente inferiore al fabbisogno che sarebbe richiesto dal turnover.

In Tabella 2 e nei Grafici 3 e 4 è riportato l’andamento numerico del personale docente di ruolo e a tempo determinato negli otto settori scientifico-disciplinari della Fisica.

Personale docente di ruolo (PO, PA,RU) Personale ricercatore a tempo determinato
01 02 03 04 05 06 07 08 01 02 03 04 05 06 07 08
2006 1021 357 448 160 185 56 335 48 0 1 4 1 0 1 0 0
2007 998 359 453 160 183 60 337 48 4 2 5 2 2 3 0 0
2008 982 359 460 150 187 60 338 46 6 2 9 2 2 3 2 0
2009 945 343 446 140 182 59 318 36 7 2 9 2 2 2 2 0
2010 879 310 428 116 170 51 299 28 18 7 16 1 5 2 3 0
2011 860 296 415 110 168 49 294 26 28 7 13 2 8 2 7 0
2012 816 286 405 103 162 49 286 26 39 11 21 5 9 3 11 0
2013 784 281 403 99 157 46 282 25 59 15 32 7 10 2 16 0
2014 761 273 392 96 152 45 272 23 79 23 31 11 12 4 19 0
2015 730 264 385 90 144 44 268 20 89 23 40 7 14 4 19 1
2016 704 252 384 83 143 45 267 20 113 30 48 9 23 5 30 2

Tabella 2 – Ripartizione dei docenti di ruolo e dei ricercatori a tempo determinato nei s.s.d.

In Tabella 3 e nei Grafici 5 e 6 è riportato l’andamento numerico del personale nei settori concorsuali

Personale docente di ruolo (PO, PA,RU) Personale ricercatore a tempo determinato
A1 A2 B1 B2 C1 D1 A1 A2 B1 B2 C1 D1
2011 520 312 635 240 217 294 14 7 22 7 10 7
2012 501 300 599 236 211 286 20 11 35 10 12 11
2013 485 293 582 232 203 282 33 17 50 13 12 16
2014 472 281 563 229 197 272 52 26 52 14 16 19
2015 449 292 536 195 188 285 58 25 57 19 18 20
2016 434 281 521 187 188 287 70 31 80 19 28 32

Tabella 3 – Ripartizione dei docenti di ruolo e dei ricercatori a tempo determinato nei settori concorsuali

Un discorso a parte merita l’analisi dell’evoluzione del numero degli ordinari nei vari settori scientifico-disciplinari e nei settori concorsuali, data la sua rilevanza sia ai fini concorsuali sia per la tenuta nel tempo della strutturazione stessa dei settori.

Come si evince dalla Tabella 4, la riduzione del numero degli ordinari ha agito in misura molto differenziata tra i diversi settori. In particolare vi è stato un vero proprio crollo dei settori FIS/02, FIS/04 e soprattutto FIS/08, ormai avviato all’estinzione, mentre i settori FIS/03, FIS/05 e FIS/07 hanno mostrato una tenuta superiore alla media. L’andamento dei settori concorsuali, che riguarda un arco di rempo più limitato, risulta decisamente meno significativo, pur se certamente anche in questo caso niente affatto omogeneo.

Settori scientifico-disciplinari Settori concorsuali
01 02 03 04 05 06 07 08 A1 A2 B1 B2 C1 D1
2006 323 134 155 70 60 10 99 16
2007 315 131 156 69 57 10 99 16
2008 298 122 150 56 57 10 96 14
2009 275 112 138 50 53 9 88 9
2010 234 91 116 32 44 6 72 6
2011 218 73 105 30 45 7 68 5 2011 142 80 152 57 52 68
2012 204 65 96 27 47 8 67 5 2012 131 68 144 54 55 67
2013 187 60 97 27 48 7 71 4 2013 123 63 138 51 55 71
2014 176 64 95 25 45 6 67 3 2014 116 67 130 50 51 67
2015 171 64 92 24 45 5 64 3 2015 112 69 124 47 50 66
2016 177 63 102 20 43 6 65 4 2016 113 68 129 52 49 69

Tabella 4 – Ripartizione dei professori ordinari tra i settori scientifico-disciplinari e tra i settori concorsuali

 

  1. L’evoluzione delle sedi

Nella Tabella 5 è riportato l’andamento del complesso della docenza (di ruolo e a tempo determinato) dei 48 principali Atenei nei quali sono presenti fisici, mentre il Grafico 7 mostra le variazioni percentuali degli stessi Atenei nel corso del decennio.

Il calo complessivo dei fisici non ha avuto effetti uniformi sugli Atenei: ci sono situazioni, come La Cattolica, Chieti-Pescara, la “Vanvitelli” di Caserta, i Politecnici di Milano e Torino, la SISSA, le Università di Verona e della Calabria nei quali il numero dei fisici è addirittura aumentato, mentre all’estremo opposto si trovano Atenei come Parma, Sassari e Genova nei quali la riduzione del numero dei fisici supera il 40%.

2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
ROMA “La Sapienza” 180 176 172 161 161 151 145 141 135 133 137
NAPOLI “Federico II” 166 172 170 163 146 142 138 136 127 121 124
PADOVA 135 136 129 125 107 122 122 117 115 111 120
BOLOGNA 127 124 125 121 112 101 99 101 103 102 97
ROMA “Tor Vergata” 95 97 101 101 99 94 90 89 87 87 88
MILANO 107 103 99 91 84 82 83 82 80 77 81
TORINO 92 92 89 85 75 77 78 77 83 82 79
PISA 95 93 94 92 84 86 81 79 82 78 77
FIRENZE 112 111 106 99 87 82 81 80 79 76 76
Politecnico di MILANO 53 52 56 55 60 64 62 60 58 59 67
SALENTO 71 75 74 73 72 69 66 65 64 61 65
MILANO-BICOCCA 68 71 74 70 63 61 60 60 60 59 61
CATANIA 89 85 93 88 80 77 72 72 69 63 61
della CALABRIA 48 52 53 51 52 49 48 48 49 50 53
PAVIA 69 68 70 67 60 59 55 55 53 50 53
PALERMO 66 64 68 65 59 53 55 55 52 51 51
GENOVA 90 85 80 74 65 62 59 60 56 53 51
Politecnico di TORINO 41 45 47 47 42 42 41 39 40 40 49
TRIESTE 64 63 56 53 50 49 48 47 48 45 44
BARI 65 64 61 58 50 46 42 44 41 45 43
TRENTO 45 44 40 38 37 36 38 41 38 39 42
CAGLIARI 48 46 45 41 42 41 42 43 42 39 40
PARMA 69 65 63 57 49 42 40 41 40 41 40
SALERNO 44 45 45 44 44 40 39 39 41 39 39
L’AQUILA 50 52 53 48 44 44 45 40 42 41 39
MESSINA 51 50 48 49 48 49 46 44 42 43 39
SISSA – TRIESTE 31 33 33 32 33 34 35 35 35 36 38
ROMA TRE 52 51 51 51 46 48 48 49 50 45 38
PERUGIA 44 44 45 41 36 36 32 33 37 37 34
FERRARA 41 41 41 40 33 32 32 36 35 33 31
MODENA e REGGIO EMILIA 41 42 42 41 40 38 34 31 32 31 30
Cattolica del Sacro Cuore 12 12 14 14 12 14 17 18 21 21 22
INSUBRIA 26 26 28 28 27 22 23 23 23 20 20
CAMPANIA – “L. VANVITELLI” 13 13 14 15 16 17 18 18 17 18 17
CAMERINO 22 22 22 20 19 18 17 18 17 17 17
Scuola Normale Superiore di PISA 16 19 22 17 16 15 15 17 17 15 16
PIEMONTE ORIENTALE 17 17 17 15 15 15 15 16 16 16 16
Politecnica delle MARCHE 15 15 16 16 15 15 14 15 15 16 15
UDINE 18 18 19 19 18 17 18 18 18 15 15
Politecnico di BARI 14 14 14 15 14 14 12 12 12 13 13
SIENA 14 15 15 15 14 14 12 12 13 12 13
BRESCIA 15 15 15 15 16 16 16 15 14 14 13
CHIETI-PESCARA 8 8 9 8 8 11 11 11 11 10 12
BASILICATA 11 12 12 12 12 12 11 10 10 10 10
VERONA 8 7 7 6 6 8 8 9 9 8 9
Urbino Carlo Bo 9 9 8 8 8 8 8 9 9 9 8
“Ca’ Foscari” VENEZIA 7 6 6 6 6 6 6 6 6 7 6
SASSARI 7 7 7 6 5 6 6 7 6 6 4

Tabella 5 – Evoluzione della presenza dei fisici nei principali Atenei (2006-2016)

  1. Il rapporto tra i generi

Nella Tabella 6 e nei Grafici 8 e 9 sono riportati gli andamenti percentuali della presenza femminile nelle posizioni di ruolo e a tempo determinato.

PO PA RU RTDb RTDa RTD 230
2006 7% 17% 30% 2006 0%
2007 7% 17% 29% 2007 6%
2008 7% 17% 28% 2008 4%
2009 8% 17% 28% 2009 4%
2010 8% 18% 27% 2010 12%
2011 9% 18% 27% 2011 0% 0% 17%
2012 9% 19% 26% 2012 0% 24% 19%
2013 11% 19% 26% 2013 0% 26% 23%
2014 11% 20% 26% 2014 17% 24% 25%
2015 11% 21% 26% 2015 19% 24% 22%
2016 11% 21% 27% 2016 21% 20% 0%

Tabella 6 – Presenza femminile (in percentuale) tra il personale di ruolo e a tempo determinato

Le linee di tendenza sono abbastanza evidenti. Da un lato l’auspicabile crescita della presenza femminile nelle due fasce dei professori manifesta un rallentamento che porta la percentuale delle ordinarie ad attestarsi intorno all’11% (contro un 22% medio nel sistema universitario) e quella delle associate intorno al 21% (contro una media del 37%). D’altro canto la presenza tra le ricercatrici, dopo una preoccupante fase di calo, sembra ora attestata intorno al 27% (47% in media nel sistema), ma rischia di risultare crescente per il motivo sbagliato, ovvero per una minor chance di promozione alle fasce superiori, dal momento che non vi sono nuovi reclutamenti a causa della messa a esaurimento del ruolo.

Per quanto riguarda le ricercatrici a tempo determinato, è significativo il fatto che la percentuale delle ricercatrici di tipologia b) (tenure track), destinate in massima parte a diventare associate, si attesti proprio sugli stessi valori delle professoresse di seconda fascia, indice di una tendenza alla stabilizzazione, anche nel lungo periodo, su valori obiettivamente molto bassi. La percentuale delle ricercatrici di tipologia a), anche prescindendo da una possibile fluttuazione nell’ultimo anno, è un poco superiore (intorno al 24%) ma non raggiunge nemmeno i valori storici delle ricercatrici di ruolo.

II parte – Le dinamiche del reclutamento, delle promozioni e delle cessazioni

 

Un’analisi dettagliata dell’evoluzione della docenza nell’Area Fisica non può comunque prescindere dalla considerazione che la semplice evoluzione numerica non rende conto delle effettive dinamiche intercorse, in quanto essa risulta dalla composizione di tre processi differenti:

  • il reclutamento dall’esterno (soprattutto nella fascia dei ricercatori, fin quando il ruolo non fu posto a esaurimento, e in seguito prevalentemente nella seconda fascia),
  • le promozioni (soprattutto per effetto di piani straordinari),
  • le cessazioni (prevalentemente per quiescenza).

Nella Tabella 1 sono riassunti i dati decennali per le tre fasce dei docenti.  Il dato più significativo risulta certamente quello relativo al sostanziale rinnovamento interno delle fasce dei professori:

  • il 63,5% (553 su 871) dei professori ordinari presenti nel 2006 non è più in servizio, mentre il 33,7% (162 su 480) è entrato nel ruolo nell’ultimo decennio (e di questi oltre la metà nell’ultimo triennio),
  • il 39% degli associati (370 su 948) ha lasciato il servizio, mentre il 54,1% è entrato nel ruolo durante il decennio (e di questi almeno tre quarti nell’ultimo triennio),
  • il 18,7% dei ricercatori ha lasciato il servizio, mentre il 28,3% è stato reclutato nel decennio prima del blocco definitivo, e oltre la metà è stata promossa alla fascia degli associati.

La maggior parte degli ordinari reclutati (145 su 162, pari quasi al 90%) proviene dalla fascia degli associati, e lo stesso vale per la provenienza degli associati dalla fascia dei ricercatori (443 su 511, pari all’86,7%).

Ordinari Associati Ricercatori
Reclutati Cessati Reclutati Promossi Cessati Reclutati Promossi Cessati
FIS/01 66 195 186 63 166 98 167 40
FIS/02 23 94 80 20 45 42 66 27
FIS/03 35 91 102 30 38 55 81 23
FIS/04 2 58 21 2 21 11 20 10
FIS/05 19 38 33 14 24 19 25 10
FIS/06 0 9 8 0 12 4 8 9
FIS/07 17 56 78 16 50 36 73 27
FIS/08 0 12 3 0 14 3 3 3
Totale 162 553 511 145 370 268 443 149

Tabella 1 – Flusso della docenza nelle tre fasce nel corso del decennio 2006-2016

Appare evidente già da questi primi dati che all’interno degli andamenti generali sopra descritti si sono create disomogeneità anche forti tra i settori scientifico-disciplinari. Se è vero in generale che gli ordinari reclutati sono meno  di un terzo di quelli cessati, è però anche vero che vi sono settori nei quali il rapporto  risulta molto più sfavorevole, fino al limite dei settori FIS/06 e FIS/08 nei  quali non è stato reclutato alcun nuovo ordinario, o del settore FIS/04 con due reclutamenti a fronte di 58 cessazioni. Nel caso degli associati, dove mediamente i reclutamenti hanno superato le cessazioni, di nuovo i settori FIS/06 e FIS/08 hanno visto un andamento nettamente opposto, e non vi sono state nemmeno promozioni. Fenomeni analoghi si riscontrano anche nella dinamica di reclutamento dei ricercatori, peraltro pesantemente condizionata dalla messa a esaurimento del ruolo.

Nelle Tabelle 2-3 è presentato il dettaglio quantitativo di tutti i processi sopra indicati, relativamente al periodo 2006-2016.

 

 

Ordinari 31.12.06 Cess.2007 Recl.2007 Cess.2008 Recl.2008 Cess.2009 Recl.2009 Cess.2010 Recl.2010 Cess.2011 Recl.2011 31.12.11
01 309 9 2 18 0 22 0 44 4 30 17 209
02 137 4 1 10 0 11 0 21 0 19 1 74
03 156 2 2 6 0 12 0 24 2 17 6 105
04 74 3 1 12 0 7 0 19 1 3 0 32
05 62 3 0 2 2 4 0 12 2 3 3 45
06 14 0 0 0 0 1 0 3 0 0 0 10
07 104 2 3 5 2 7 0 17 1 7 2 74
08 15 0 0 2 0 4 0 3 0 1 0 5
Tot 871 23 9 55 4 68 0 143 10 80 29 554
Associati 31.12.06 Cess.2007. Prom.2007 Recl.2007 Cess.2008 Prom.2008 Recl.2008 Cess.2009 Prom.2009 Recl.2009 Cess.2010 Prom.2010 Recl.2010 Cess.2011 Prom.2011 Recl.2011 31.12.11
01 401 24 2 2 18 0 1 13 0 0 29 4 12 15 17 18 312
02 121 0 0 1 6 0 5 3 0 0 13 0 5 6 1 8 111
03 160 6 1 9 7 0 0 1 0 0 8 2 14 4 6 7 155
04 47 1 1 1 2 0 0 4 0 0 4 1 2 3 0 2 36
05 63 2 0 1 4 1 4 1 0 0 3 2 1 2 2 0 52
06 21 0 0 0 0 0 0 0 0 0 3 0 0 3 0 0 15
07 115 2 2 3 3 2 2 10 0 0 6 1 6 9 2 4 93
08 20 1 0 0 0 0 0 3 0 0 4 0 0 1 0 0 11
Tot 948 36 6 17 40 3 12 35 0 0 70 10 40 43 28 39 785
Ricercatori 31.12.06 Cess.2007. Prom.2007 Recl.2007 Cess.2008 Prom.2008 Recl.2008 Cess.2009 Prom.2009 Recl.2009 Cess.2010 Prom.2010 Recl.2010 Cess.2011 Prom.2011 Recl.2011 31.12.11
01 283 3 2 18 4 0 22 5 0 3 8 11 14 5 16 32 318
02 104 2 1 6 1 1 11 3 0 1 6 3 7 2 8 12 114
03 137 1 5 9 1 0 21 1 0 1 1 10 8 4 6 10 157
04 39 1 1 2 1 0 5 1 0 1 2 2 0 1 2 2 38
05 59 0 1 3 0 2 8 1 0 1 1 0 3 1 0 2 70
06 31 0 0 3 1 0 1 0 0 0 2 0 0 0 0 0 32
07 135 2 2 6 3 2 10 4 0 1 4 6 9 0 4 9 143
08 10 0 0 1 0 0 1 0 0 0 1 0 0 1 0 1 11
Tot 798 9 12 48 11 5 79 15 0 8 25 32 41 14 36 68 883

Tabella 2 – Flusso della docenza, per fasce e settori scientifico-disciplinari (2006-2011)

 

 

 

Ordinari 31.12.11 Cess.2012 Recl.2012 Cess.2013 Recl.2013 Cess.2014 Recl.2014 Cess.2015 Recl.2015 Cess.2016 Recl.2016 31.12.16
01 209 18 7 16 4 16 6 10 5 12 21 180
02 74 9 0 6 1 2 6 8 8 4 6 66
03 105 8 0 2 3 7 5 7 3 6 14 100
04 32 4 0 1 0 2 0 1 0 6 0 18
05 45 0 2 1 2 5 2 4 4 4 2 43
06 10 0 0 1 0 2 0 2 0 0 0 5
07 74 4 1 2 2 4 0 6 3 2 3 65
08 5 0 0 1 0 1 0 0 0 0 0 3
Tot 554 43 10 30 12 39 19 38 23 34 46 480
 
Associati 31.12.11 Cess.2012 Prom.2012 Recl.2012 Cess.2013 Prom.2013 Recl.2013 Cess.2014 Prom.2014 Recl.2014 Cess.2015 Prom.2015 Recl.2015 Cess.2016 Prom.2016 Recl.2016 31.12.16
01 312 20 6 5 11 3 1 12 6 66 17 4 55 7 21 26 358
02 111 3 0 0 2 1 3 7 5 19 1 7 28 4 6 11 136
03 155 3 0 3 3 1 3 1 4 23 2 2 26 3 14 17 194
04 36 3 0 0 2 0 0 1 0 6 0 0 8 1 0 2 45
05 52 6 2 0 3 1 0 0 1 9 3 4 11 0 1 7 58
06 15 1 0 0 1 0 0 1 0 3 1 0 3 2 0 2 17
07 93 6 1 2 2 2 1 4 0 13 4 3 35 4 3 12 127
08 11 0 0 0 0 0 0 1 0 2 3 0 1 1 0 0 9
Tot 785 42 9 10 24 8 8 27 16 141 31 20 167 22 45 77 944
 
Ricercatori 31.12.11 Cess.2012 Prom.2012 Recl.2012 Cess.2013 Prom.2013 Recl.2013 Cess.2014 Prom.2014 Recl.2014 Cess.2015 Prom.2015 Recl.2015 Cess.2016 Prom.2016 Recl.2016 31.12.16
01 318 4 5 7 2 1 2 1 60 0 5 50 0 3 22 0 174
02 114 4 0 3 1 2 1 2 18 0 2 25 1 4 8 0 53
03 157 5 3 6 1 1 0 3 21 0 4 26 0 2 9 0 88
04 38 2 0 1 2 0 0 0 6 0 0 7 0 0 2 0 20
05 70 1 0 2 2 0 0 1 9 0 2 10 0 1 3 0 43
06 32 1 0 0 1 0 0 0 3 0 2 3 0 2 2 0 18
07 143 5 2 1 4 1 0 3 12 0 2 33 0 0 11 0 71
08 11 1 0 0 0 0 0 0 2 0 0 1 0 0 0 0 7
Tot 883 23 10 20 13 5 3 10 131 0 17 155 1 12 57 0 474

Tabella 3 – Flusso della docenza, per fasce e settori scientifico-disciplinari (2011-2016)

 

Analoghe osservazioni si possono fare per quanto riguarda le figure dei ricercatori a tempo determinato, introdotte a partire dal 2006 (Legge 230/05) e poi più sistematicamente dal 2011 (Legge 240/10). In questo caso processi analoghi ai precedenti vedono però cause abbastanza diverse, soprattutto nel caso delle cessazioni, che soltanto per i ricercatori di tipologia b) corrispondono (di norma) a un passaggio nei ruolo degli associati, mentre per le altre figure si tratta di fatto di un’espulsione dal sistema universitario.

Per i ricercatori a tempo determinato conviene tuttavia riferirsi a un arco di tempo più limitato, in quanto nel primo quinquennio esisteva soltanto una figura di RTD (quella prevista dalla Legge 230/05), del resto non molto presente, per cui i dati risultano assai poco significativi. in Tabella 4 sono raccolti i dati aggregati relativi ai flussi, in questo caso riferiti soltanto al quinquennio 2011-2016.

Come si può notare la figura del ricercatore a tempo determinato introdotta dalla Legge 230/05 è ormai caduta completamente in disuso, almeno nell’Area Fisica. Tra i 41 cessati soltanto 8 sono stati assunti come associati e 2 come ricercatori (nelle more della messa a esaurimento del ruolo), mentre i restanti 31 sono usciti dal sistema universitario.

La dinamica dei reclutamenti nelle tipologie a) e b)  appare abbastanza vivace. Vi sono tuttavia differenze sostanziali tra i due casi, in quanto mentre i 5 cessati della tipologia b) sono stati tutti assunti come professori associati, dei 33 cessati di tipologia a) soltanto 3 sono stati assunti come associati, mentre i restanti 30 sono stati di fatto espulsi dal sistema.

RTD b RTD a RTD L.230
Reclutati Cessati Reclutati Promossi Cessati Reclutati Promossi Cessati
FIS/01 43 2 103 19 13 0 6 20
FIS/02 22 1 18 7 4 1 1 3
FIS/03 24 2 40 7 7 0 8 7
FIS/04 5 0 7 2 3 1 1 1
FIS/05 10 0 16 3 3 0 1 4
FIS/06 1 0 5 1 0 0 1 1
FIS/07 10 0 25 2 3 0 2 5
FIS/08 2 0 0 0 0 0 0 0
Totale 117 5 214 41 33 2 20 41

Tabella 4 – Flusso dei RTD nel periodo 2011-2016

Anche in questo caso occorre notare uno sbilanciamento tra i settori scientifico-disciplinari analogo a quello osservato per la docenza di ruolo. Il rapporto tra le tipologie, che in media vede circa la metà di RTD b) rispetto al numero dei RTD a), non appare uniforme tra i settori, e alcuni (piccoli) settori sono ormai esposti al concreto rischio di avviarsi verso l’estinzione, senza che siano al momento immaginabili i meccanismi per un possibile recupero.

Il dettaglio quantitativo delle dinamiche relative ai ricercatori a tempo determinato compare in Tabella 5.

 

 

RTD 230 31.12.11 Cess.2012 Recl.2012 Cess.2013 Recl.2013 Cess.2014 Recl.2014 Cess.2015 Recl.2015 Cess.2016 Recl.2016 31.12.16
01 28 4 1 0 7 1 0 6 3 0 2 0 0 1 1 0 2
02 4 1 0 1 1 1 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 1
03 15 1 2 0 3 1 0 3 3 0 0 1 0 0 1 0 0
04 2 0 0 0 0 0 0 0 0 1 1 0 0 0 1 0 1
05 6 2 0 0 1 0 0 1 0 0 0 1 0 0 0 0 1
06 2 0 0 0 1 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0
07 7 1 0 0 1 0 0 0 0 0 2 1 0 1 1 0 0
08 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Tot 64 9 3 1 14 3 0 11 7 1 5 3 0 2 4 0 5
 
RTD a 31.12.11 Cess.2012 Prom.2012 Recl.2012 Cess.2013 Prom.2013 Recl.2013 Cess.2014 Prom.2014 Recl.2014 Cess.2015 Prom.2015 Recl.2015 Cess.2016 Prom.2016 Recl.2016 31.12.16
01 0 0 0 16 0 0 28 1 0 22 2 4 13 10 15 24 71
02 1 0 0 5 0 0 6 0 1 3 2 3 1 2 3 3 8
03 0 0 0 10 0 0 13 1 1 1 0 1 7 6 5 9 26
04 0 0 0 3 0 0 2 0 0 2 2 1 0 1 1 0 2
05 2 0 0 3 0 0 2 1 0 2 0 1 2 2 2 7 12
06 0 0 0 1 0 0 1 0 0 2 0 0 0 0 1 1 4
07 0 0 0 5 0 0 6 1 0 3 1 0 2 1 2 9 20
08 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Tot 3 0 0 43 0 0 58 4 2 35 7 10 25 22 29 53 143
 
RTD b 31.12.11 Cess.2012 Prom.2012 Recl.2012 Cess.2013 Prom.2013 Recl.2013 Cess.2014 Prom.2014 Recl.2014 Cess.2015 Prom.2015 Recl.2015 Cess.2016 Prom.2016 Recl.2016 31.12.16
01 0 0 0 1 0 0 1 0 0 7 1 0 7 1 0 27 41
02 0 0 0 0 0 0 1 0 0 7 0 0 4 1 0 10 21
03 0 0 0 0 0 0 2 0 0 5 0 0 3 2 0 14 22
04 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 1 0 0 3 5
05 0 0 0 0 0 0 0 0 0 2 0 0 2 0 0 6 10
06 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 1
07 0 0 0 0 0 0 1 0 0 1 0 0 2 0 0 6 10
08 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 1 2
Tot 0 0 0 1 0 0 5 0 0 23 1 0 20 4 0 68 112

Tabella 5 – Flusso dei RTD, per tipologia e settori scientifico-disciplinari (2011-2016)

 

 

 

III parte – Abilitazioni e chiamate

L’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) ha finora visto due sole tornate, convenzionalmente associate agli anni 2012 e 2013, anche se i primi risultati si sono avuti a fine 2013, con effetti sugli anni 2014-2016.

L’ASN ha due distinti livelli: abilitazione alla II fascia e abilitazione alla prima fascia dei professori: è comunque possibile candidarsi all’abilitazione per entrambe le fasce e per differenti settori concorsuali. Bisogna poi tener conto del fatto che fu possibile presentarsi alla tornata 2013 anche dopo aver ottenuto l’abilitazione nella tornata 2012, per allontanare il termine di scadenza dell’abilitazione stessa. Per questi motivi il numero dei soggetti abilitati è significativamente inferiore a quello delle abilitazioni attribuite.

In Tabella 1 sono presentati i principali dati aggregati sulla partecipazione nell’ambito della Fisica. Si ricorda che il settore concorsuale 02/B3 è stato poi denominato 02/D1 e ora forma un macrosettore separato.

Abilitazioni II fascia   Abilitazioni I fascia
2012 2013 TOT Ripetute Distinte 2012 2013 TOT Ripetute Distinte
02/A1 412 45 457 5 452 02/A1 212 23 235 2 233
02/A2 250 38 288 6 282 02/A2 170 19 189 2 167
02/B1 376 68 444 20 424 02/B1 160 19 179 3 176
02/B2 209 19 228 8 220 02/B2 93 16 109 2 107
02/B3 197 36 233 6 227 02/B3 73 14 87 3 84
02/C1 238 28 266 6 260 02/C1 57 8 65 1 64
Totale 1682 234 1916 51 1865 Totale 765 99 864 13 851

Tabella 1 – Abilitazioni attribuite, per fascia e per settore concorsuale

Si noti l’effetto combinato dei fenomeni sopra segnalati:

  • le abilitazioni alla II fascia sono state in tutto 1.916, di cui soltanto 1.865 realmente distinte, e i soggetti abilitati sono 1670;
  • le abilitazioni alla I fascia sono state in tutto 864, di cui soltanto 851 realmente distinte, e i soggetti abilitati sono stati in tutto 782.

Si noti poi che, mentre 1.456 individui hanno conseguito soltanto abilitazioni alla II fascia e 568 individui hanno conseguito abilitazioni soltanto alla I fascia, ben 214 individui hanno conseguito abilitazioni si alla I sia alla II fascia: di conseguenza il numero di individui distinti coinvolti si riduce a 2.238.

In Tabella 2 gli abilitati sono raggruppati in funzione della posizione occupata nell’ambito universitario.

II fascia I+II fascia I fascia TOTALE Chiamati II Chiamati I Cessati
Non universitari 856 126 242 1.224 28 3
RTD 230 18 0 18 8 7
RTD a 35 1 36 3 10
RTD b 71 2 73 5 0
Ricercatori 476 85 561 342 3 10
Associati 326 326 78 4
TOTALE 1.456 214 568 2.238 386 84 31

Tabella 2 – Posizione occupata dagli abilitati all’atto della domanda

In Tabella 3 i docenti di ruolo abilitati e quelli successivamente chiamati nella posizione superiore sono raggruppati in funzione della rispettiva appartenenza ai differenti settori concorsuali.

Ricercatori ablitati -> Associati Associati abilitati -> Ordinari
Chiamati Non chiamati Totale Chiamati Non chiamati Totale
02/A1 79 67 146 02/A1 17 69 86
02/A2 55 34 89 02/A2 16 42 58
02/B1 92 56 148 02/B1 18 62 80
02/B2 27 17 44 02/B2 14 30 44
02/B3 60 15 75 02/B3 7 14 21
02/C1 30 29 59 02/C1 6 31 37
TOTALE 343 218 561 TOTALE 78 248 326

Tabella 3 – Abilitazioni e chiamate dei docenti di ruolo

In Tabella 4 si analizzano le abilitazioni attribuite nei differenti settori concorsuali e in loro combinazioni (nel caso di abilitazioni multiple): in questo caso sono state eliminate dal conteggio le abilitazioni ripetute.

II fascia I fascia
02/A1 413 02/A1 222
02/A2 223 02/A2 158
02/B1 351 02/B1 150
02/B2 142 02/B2 76
02/B3 148 02/B3 53
02/C1 208 02/C1 57
A1+A2 A1+A2 1
A1+B1 2 A1+B1 1
A1+B3 7 A1+B3 6
A1+C1 26 A1+C1 3
A2+B2 43 A2+B2 23
A2+C1 12 A2+C1 2
B1+B2 19 B1+B2 4
B1+B3 50 B1+B3 21
B2+B3 10 B2+B3
B2+C1 2 B2+C1 1
B3+C1 5 B3+C1 1
A1+A2+C1 1 A1+A2+C1
A1+B3+C1 3 A1+B3+C1
A2+B2+B3 2 A2+B2+B3 3
A2+B2+C1 1 A2+B2+C1
B1+B3+C1 1 B1+B3+C1
B1+B2+B3+C1 1 B1+B2+B3+C1
TOTALE 1670 TOTALE 782

Tabella 4 – Abilitazioni attribuite per settore concorsuale o combinazione di settori

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11 Comments

  1. Statistiche molto interessanti per capire anche le dinamiche di reclutamento di 02/a1. Sembra che dei 222 (o 235?) abilitati alla I fascia nel 2012-2013, solo 86 fossero PA. Quindi almeno il 60% fossero o ricercatori universitari, o di enti esterni. Quanti di questi (nelle due categorie) sono stati effettivamente chiamati? dalla tabella 2 sembra di capire che -complessivamente- solo TRE abilitati non universitari sono stati chiamati nella I fascia, su un toale di 78, mostrando una quasi totale impermeabilità del sistema universitario all’apporto esterno (nonostante, come da statistica relativa a 02/A1, la maggior parte degli abilitati è al di fuori..)

  2. Sarebbe interessante un analisi analoga per le scienze soffici.

  3. “L’assetto dei settori scientifico-disciplinari risulta nel caso della Fisica particolarmente inadeguato alla gestione della maggior parte delle finalità per le quali tali raggruppamenti furono costituiti.”
    Ma i settori scientifico-disciplinari non sono definiti dal CUN? Proprio il CUN, ad esempio, fin dagli anni novanta aveva inserito tutte le discipline matematiche “di servizio” in tutti i settori della matematica.

    • Paolo Rossi says:

      Caro Alessandro, il CUN sta chiedendo da NOVE anni di poter rivedere i settori scientifico-disciplinari, ma per nove anni quattro tra ministre e ministri hanno fatto finta che il problema non esistesse, malgrado esista una legge che prevede l’OBBLIGO della revisione quinquennale. Speriamo nella quinta (o dobbiamo già pensare alla sesta?)

  4. Per carità, tutto vero. Ma lo stesso ragionamento si applica ad ogni altra disciplina. Con la differenza che la Fisica la fa da padrona in termini di risorse e di rendite di posizione. Di incarichi e di influenza (perfino la Commissione Grandi Rischi!). Di riserve dorate (CERN), mantenute con l’equivalente di un ‘cappuccino’ al giorno per ogni cittadino Europeo. Di contributi determinanti all’inquinamento della follia pubblicatoria e bibliometrica autoreferenziale e fine a se stessa. Non ultima la poco elegante lamentela pro-domo-sua che, più cavallerescamente, si sarebbe dovuta estendere a tutto il mondo universitario.

    • In realtà ci sono settori o macrosettori che non hanno subito una diminuzione del personale docente. Il problema della distribuzione del personale docente è uno dei problemi irrisolti del sistema universitario italiano.

    • Giuseppe De Nicolao says:

      Per chi è interessato ai numeri questa è la situazione delle aree (quella che cala meno è l’area 09 con un -10,5%).



      ___________
      La figura è tratta da questo articolo
      ___________
      http://www.roars.it/online/la-diseguale-decimazione-dei-ricercatori/
      ___________
      dove sono disponibili anche i dati disaggregati per singolo SSD. A occhio i SSD che non hanno subito diminuzioni sono meno di 20 sui circa 370 totali.

    • Però ci sono dei fisici, specie quelli che animano ROARS, che si rivolgono a tutto il modo universitario per dire che le riserve dorate – auree di IIT sono ingiustamente trattenute.

      Ci sono fisici, e mi riferisco a Giorgio Parisi, che sono in prima linea nella difesa della conoscenza e allo stesso tempo devono condividere la responsabilità su decisioni infelici:
      http://www.roars.it/online/the-only-reason-for-using-percentile-ranks-is-ignorance-ma-ci-casca-anche-la-medaglia-planck/

      Ci sono fisici, come il Direttore di ITT, che tireranno diritto con le loro iniziative e altri, come il Presidente del CNR, che aspirano a fare come ITT, senza pensare a principi etici.
      http://www.roars.it/online/inguscio-pres-cnr-ll-dovere-nostro-e-di-fare-andare-avanti-litalia-senza-pensare-a-principi-etici/

      Ogni comunità annovera persone molto diverse –
      più gente entra e più bestie si vedono, andrebbe detto –
      e generalizzare in questo modo è a mio avviso spiacevole e di scarso aiuto. Così come lo sarebbe stimare il numero di caffè per italiano al giorno equivalenti al tesoretto di IIT. Se calcolassimo l’equivalente in cappuccini&cornetti sarebbe più accettabile per l’opinione pubblica? E se il Corriere delle Sera calcolasse quanti giri dell’equatore compiono i cappuccini del CERN?

    • Paolo Rossi says:

      Chi scrive ha passato gli ultimi dieci anni a fare battaglie in sedi istituzionali per “tutto il mondo universitario”, non beneficia “di risorse e di rendite di posizione”, non frequenta “riserve dorate”,
      si e’ ribellato da tempo alla “follia pubblicatoria e bibliometrica”, ma semplicemente, dovendo render conto dei purtroppo scarsi risultati del proprio operato a una comunita’ che lo aveva delegato a rappresentarla per dieci anni, ha ritenuto utile fare il punto della situazione con un documento un po’ piu’ ampio del solito, che chiarisse le “condizioni a contorno” di alcuni problemi irrisolti.
      Chi avesse dubbi sull’attenzione di chi scrive ai problemi delle aree diverse dalla propria puo’ leggere qui
      http://www.df.unipi.it/~rossi/Reclutamento%20ed%20evoluzione%20docenza%20ott.2016.pdf
      e qui
      http://www.df.unipi.it/~rossi/Dinamiche%20di%20genere%20nel%20sistema%20universitario%20italiano.pdf
      per citare soltanto i documenti piu’ recenti.
      Si rinvia al commento di De Nicolao qui di seguito per scoprire se la “poco elegante lamentela” sia o meno giustificata. Per essere cavaliere ci vuole un cavallo, noi invece siamo appiedati.

    • Giuseppe De Nicolao says:

      Organico di Fisica: -24,9% nel periodo 2008-2016. Hanno fatto (non molto) peggio solo area 04 e area 10.

  5. La cosa che mi amareggia è che come universitari pubblici (assumo che unibocconi confidustriosi luiss etc. pubblichino su infolavoce e non su roars) è questo continuo litigare e provocare tra noi (come i capponi di Renzo(i) ).
    Sempre a dimostrare ai nostri collleghi che fanno le loro battaglie che sono corporativi o che pensano solo per loro etc. Personalmente trovo orrendi gli iterventi provocazioni di braccesi, accichel etc. Mi chiedo se costoro conoscono l’università in generale o se hanno sempre mantenuto una visione parziale, soggettiva e piccina come spesso sembrano dimostrare. Non sono uno da verità in tasca e amo l’università pubblica e i colleghi (tutti prime donne) che comunque a unipublbica danno la loro intelligenza la loro fatica e il loro lavoro ogni giorno. Che roars faccia parlare tutti anonimi (come me del resto) compresi è molto bello. evviva roars (ps mi dispiace che la nuova presidente cun sia di una uniprivata come potrà rappresentarci boh non lo so già Puglisi suo rettore ha dimostrato…)

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