Diritto allo studio / Finanziamento

FFO: -22% Docenti: -17% Personale TA: -18% Immatricolati: -20%. Primavera amara a Firenze

Dal 2008 al 2013, nonostante la crisi economica, Francia e Germania hanno aumentato la spesa pubblica per l’università, mentre noi abbiamo tagliato FFO (-22%), docenti (-17%) e personale tecnico-amministrativo (-18%). Il risultato? La nostra spesa pubblica per l’università è ormai un terzo della Svezia e meno della metà di quello che spendono Germania e Francia. Anche gli immatricolati sono calati del 20%, ma ciò nonostante spendiamo per il diritto allo studio meno di un sesto di quello che spendono Francia e Germania. Un arretramento generale che però diventa una frana nelle regioni del centro sud. Uno j’accuse senza  attenuanti: questo è quello che, slide dopo slide, si snoda sotto gli occhi di chi sfoglia l’intervento di Carlo Trigilia, basato sui dati dell’indagine della Fondazione Res, pubblicata nel volume “Università in declino” (Donzelli 2016), curato da Gianfranco Viesti.

Segnaliamo ai lettori i documenti relativi alla Primavera delle Università, svoltasi presso l’Università di Firenze, in ritardo a causa del lutto dovuto alla scomparsa delle studentesse italiane nell’incidente automobilistico avvenuto in Spagna.

Il programma dell’evento si trova qui.

Qui il video.

Di seguito l’intervento  (scaricabile dal sito dell’università di Firenze) di Carlo Trigilia, già Ministro per la Coesione Territoriale.

 

Download diretto delle slide: trigilia_slide_intervento4maggio201

 

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13 Comments

  1. Che l’Italia sia un recessione mentre Francia Germania e Svezia no ? Che sia forse questo il motivo ?

    • Giuseppe De Nicolao says:

      Le politiche sono state decise quando tutte queste nazioni erano in recessione, nessuna esclusa. In risposta alla crisi noi abbiamo tagliato selettivamente scuola e università: le statistiche OCSE mostrano che è stata una scelta tipicamente italiana.


      ______________
      A sottolineare il disinvestimento mirato nel settore dell’istruzione e dell’università non è il Manifesto ma la Fondazione Giovanni Agnelli:
      ______________
      «In tempi di spending review è sempre utile ricordare quanto è avvenuto nel recente passato: da questo punto di vista la scuola ha già dato molto, soprattutto nel triennio 2008-2011 per effetto delle «disposizioni in materia di organizzazione scolastica» della Legge 133/2008»
      http://www.fga.it/fileadmin/Documenti_Vari/FGA_-_Evoluzione_personale_scuola.pdf
      ______________

  2. Enrico Mauro says:

    “Sempre a fare del catastrofismo, questi di ROARS”, devono pensare, un giorno sì e l’altro pure, gli ultimi 4 Ministri contro l’istruzione, l’università e la ricerca. “Ma insomma, che vogliono? Abbiamo o non abbiamo il sole, il mare, il vento? Sappiamo o non sappiamo fare il sugo più profumato del mondo? E allora che vogliono questi? Stanno sempre a scassare!”.
    La preopinata (!) scenetta per dire che uno che non sa leggere e scrivere mica sa di non sapere leggere e scrivere. Se lo sapesse, saremmo a tre quarti della soluzione. Invece qui ancora non si è capito che abbiamo un problema.

  3. … e diciamoglielo che abbiamo un problema … sciopero!

    • Sciopero contro chi? E per cosa?
      Forse che qualcuno vi ha toccato un centesimo di stipendio?
      Queste nuove regole le dovete riscrivere voi. Siete voi il popolo eletto degno di ogni diritto: dimostrate che avete le idee chiare su cosa fare, una volta tanto.

    • Ormai il mantra aziendale (di aziende italiote decotte, non competitive e che vogliono personale gratis e magari pagato dallo stato) si è imposto ovunque.

  4. Anche una casalinga che tiene la contabilità di casa si chiederebbe: ma se il debito pubblico (o la spesa pubblica, non ricordo esattamente cosa stavano dicendo al telegiornale) è aumentato/a negli ultimi due anni, nonostante i risparmi fatti a spese dell’università (e di altre istituzioni pubbliche, ma non nel settore dell’alta dirigenza, quella che guida), perché finanziare in questo periodo di crisi enti e procedimenti costosi (tipo l’Anvur, la Vqr, tanto per non essere ripetitivi)? Se non ci sono soldi, si spenda meno in cose superflue, che possono essere tranquillamente rimandate di qualche anno. Questo direbbe qualsiasi casalinga. Invece no. Si spende per far, secondo loro, risparmiare e per far meglio spendere gli altri, e si hanno anche intenti profondamente pedagogici: ora vi insegniamo come spendere meno e meglio e vi indichiamo anche i primi della classe (che saranno premiati). Bene, bravi!

  5. aristotele says:

    finché siamo d’accordo fra ‘noi’ lettori o frequentatori di roars cambia poco…
    dubito che uno sciopero (indetto da quale delle varie siglette sindacali universitarie?) riesca, visto che o per pusillanimità o per convinzione almeno metà dei colleghi sta dalla parte del regime: forse si potrebbero escogitare strategie di contestazione alternative; idee?

    • Fare il giusto necessario e il dovuto e chiedere il rispetto delle norme e delle leggi. A iniziare dalla ricapitolazione di che cos’è il cfu, di cosa sono e a cosa servono le commissioni di esame, di come utilizzare al meglio (senza abusarne) il corpo docente, di come garantire agli studenti la flessibilità curricolare stabilita per legge (entro i limiti del proprio indirizzo formativo), di come non sommergerli di attività inutili e di lasciar loro tempo per studiare.

    • Aspettiamo che anche l’altra metà sia alla frutta.

  6. indrani maitravaruni says:

    Boicottare senza pietà quella schifezza chiamata ‘alternanza scuola-lavoro’, per cui ci dovrebbero mandare minorenni da impiegare in attività strampalate sotto la nostra supervisione.
    Rifiutare di essere impegnati in compiti che non riguardino strettamente la docenza e la didattica. Rifiutare di promuovere studenti analfabeti solo perché questo ci rende ‘produttivi’ (annullando il valore del titolo di studio). Rifiutare di abolire surrettiziamente le tesi triennale perché così diventiamo veloci come Speedy Gonzales e l’ANVUR ci premierà dall’alto dei cieli …

  7. aristotele says:

    all’ottimismo di Marinella, direi che anche il Tribunale Speciale per la Sicurezza dello Stato applicava le leggi: perciò forse una sana disobbedienza civile non sarebbe da escludere…

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