Il consiglio direttivo dell’Anvur ha appena pubblicato un nuovo documento che spiega le ragioni dell’epopea del calcolo delle mediane. Potete leggere il documento qui. A breve faremo seguire un nostro commento.

 

107 Commenti

  1. Disarmante, per molti versi. La parte conclusiva, ad ogni modo, conferma l’interpretazione delle mediane come puro e semplice strumento di “moral suasion”. Forse, allora, se l’obiettivo era solo questo si potevano predisporre criteri più semplici, specifici per ciascuna area e meno “faticosi” da calcolare (quelli proposti dal CUN, per esempio)?

  2. “Gli altri casi sono dovuti all’eliminazione dal calcolo della mediana di quei docenti che non hanno inserito alcuna informazione sul sito docente. La scelta, avendo anche verificato che si trattava di casi sporadici non concentrati, è stata fatta per evitare che un tale comportamento, se intenzionale, potesse alterare i valori.”
    Fantastico!! La traduzione è: abbiamo truccato i dati ma lo abbiamo fatto per una buona causa!! Complimenti all’ANVUR per aver tovato il miglior sistema per far saltare tutti i prossimi concorsi.

    • A me pare che stia prendendo forma, invece, una versione che rende impossibile (o perdente) qualsiasi ricorso: l’ANVUR avrebbe svolto (bene o male, non importa qui) semplicemente uns ervizio di raccolta dati per conto del ministero; delle mediane che ne risultano, le commissioni potranno decidere di non farsene nulla; le adopereranno solo se vorranno. Stesso discorso per far parte delle commissioni: come viene specificato, è il curriculum dei docenti a dover essere valutato, non il superamento delle mediane, che è “puramente indicativo”. Quindi che ricorsi si potranno mai fare, se le mediane è come se non esistessero?
      Mi pare – ma qui dico solo la mia – una soluzione tutto sommato di buon senso a un tremendo pastrocchio che si poteva e doveva evitare. Mi pare anche, però, l’ennesima occasione persa per rendere i concorsi un minimo più selettivi.

    • Infatti non sono mediane quelle calcolate in questi casi in quanto molto ma molto probabilmente chi hanno tolto stava sotto (per pareggiare occorreva toglierne uno in cima). Tra le altre cose basta fare un piccolo controllo del nominativo su WoS o Scopus per rendersi conto di chi si tratta. Non ho parole. Fuori i dati allora non basta questo documento dell’anvur.
      Vorrei anche fare notare che il DM non scarica l’anvur. Le commissioni devono dirlo prima di valutare i candidati in quali casi potranno derogare dalla condizione sulle mediane.
      Mi cascano poi le braccia quando si ammette che i vincoli medianici sui SC bibliometrici sono molto ma molto più restrittivi di quelli per i SC non bliometrici. Perchè questa differenza di trattamento? Non sarebbe un tantino incostituzionale?

    • Cito dalla lettera di Profumo all’UMI del 30 giugno u.s., postata su questo sito da aspa:
      “Per quanto attiene all’accertamento della qualificazione degli aspiranti commissari, trattata nell’articolo 8 del DM 76,il comma 3 dello stesso articolo considera che il possesso di una qualificazione scientifica coerente con quella richiesta per il conseguimento dell’abilitazione sia già “assicurato dall’appartenenza del candidato al ruolo di professore di prima fascia e dalla positiva valutazione dell’attività svolta di cui all’art. 6, comma 7 della legge”.”
      Ergo, scommettiamo che nessuno dei PO che hanno fatto domanda verrà escluso dalla possibilità di essere sorteggiato? A rimetterci saranno solo quei PO che, avendo semaforo rosso, non hanno presentato domanda e quei candidati che, non leggendo Roars, non presenteranno domanda per l’abilitazione se saranno sotto tutte le mediane. Né nell’uno né nell’altro caso mi pare sia ipotizzabile che un ricorso venga accettato: la legge – soprattutto se ambigua, interpretabile a piacimento e confusa – non ammette ignoranza.

    • È grande come una casa la violazione di costituzionalità sulla divisione tra figli e figliastri.

    • Art 8 comma 8 del DM 76: In sede di prima applicazione, si prescinde dal requisito della
      positiva valutazione di cui all’articolo 6, comma 7, della Legge.

      Cmq quel requisito è preliminare senza quello il ministero non invia il curriculum all’ANVUR per valutare i superamento delle mediane.

    • quella di autoescludersi è stata una loro libera scelta, tant’è vero che molti PO con semaforo rosso che conosco la domanda l’hanno presentata, e nessuno gliel’ha impedito…
      la “moral suasion” (accompagnata da una buona dose di ambiguità legislativa) in questo caso ha sortito i suoi effetti. Non è un caso, a mio avviso, se questi chiarimenti dell’anvur sulla non vincolatività delle mediane arrivano solo DOPO la scadenza della presentazione delle domande per le commissioni…

  3. Veramente c’è da rimanere senza parole. La mozione del CUN è stata, per l’Anvur, l’equivalente di uno schiaffone; ma la “risposta” mi lascia veramente interdetto. Seguo l’ordine del documento:
    1. Si doveva usare l’anagrafe dei ricercatori che però non c’era: e quindi usiamo il sito cineca, visto che ce l’abbiamo sotto mano (non visto che è completo, oppure visto che è affidabile, oppure visto che è pubblico, etc…);
    2. Era ferragosto (!), si faceva quel che si poteva.
    3. Il DM 76 è scritto “con i piedi”, e la definizione di mediana ivi riportata è inapplicabile alle procedure di abilitazione.

    L’effetto combinato di 1, 2 e 3 comportava l’impossibilità di fare bene il lavoro per cui i componenti dell’anvur sono pagati: a quel punto, o si dimettevano, o lavoravano male. Hanno scelto di lavorare male:
    – docenti “inattivi” cassati arbitrariamente dai conti;
    – disuguaglianza di trattamento tra settori biblio e non biblio;
    – valori “mediani” mal definiti e scelti a “casaccio” (P1, P2, ma perché non anche qualche P3?).

    Che pena! Eppure sono colleghi, gente abituata a studiare e osservare le cose con senso critico …

    • Se è per questo, anche il Ministro è un collega eppure, oltre la definizione di mediana chiaramente inapplicabile, ha avallato l’uso di parametri palesemente fasulli in cui non c’è uno straccio di fattore di proprietà dei prodotti scientifici e si attribuisce IN TOTO ad OGNI AUTORE la proprietà di un singolo articolo. Questo è un obbrobrio logico-matematico oltre che motivo sufficiente per impugnare il DM 76.

    • …..gente abituata a studiare e osservare le cose con senso critico……

      Ho seri dubbi che sia così

      …..e credo che siano abituati a fare altro….

    • Si certo, “schiaffone” era sotto un profilo istituzionale. Mi sembra evidente che la mozione CUN si basi sugli articoli di roars ed in particolare sulla splendida analisi agostana delle mediane di De Nicolao.

  4. Ma non ci si sarebbe potuti limitare a poche, semplici procedure? Tra l’altro – se ho letto bene – il documento ANVUR sostiene che non è detto che il superare una (o due) mediane su tre garantisca l’abilitazione, e di converso che il non superarne alcuna comporti automaticamente l’esclusione. Tanti grovigli per restare in fin dei conti aleatori…
    Inoltre, ai colleghi dell’area 10 avevo posto – in un commento a un articolo precedente – la spinosa (e sottovalutata, per il nostro ambito) questione delle curatele. Qualcuno ha voglia di rispondere se saranno considerate alla stregua di monografie oppure semplici “rincalzi” utili tutt’al più per la seconda mediana?

  5. Se ho ben capito, l’ANVUR ha:
    1) sbagliato ad applicare la definizione di mediana nella prima versione delle tabelle dei settori bibliometrici (popolazioni pari e dispari) e dei settori non bibliometrici (solo per popolazioni pari)
    2) deciso arbitrariamente di “eliminare” i docenti che non avevano inerito i dati su CINECA.

    Questo vuol dire che, per 1), le mediane dei settori non bibliometrici sono scese solo per i settori con numero docenti pari. Quali siano, però, i settori con popolazione pari non è dato di saperlo, perché l’ANVUR avrebbe potuto applicare 2) e giustificare la “discesa”…
    Per i settori bibliometrici, la salita delle mediane è legittima (e dovuta) per settori con popolazione dispari, mentre per settori con popolazione “resa” pari grazie alla 2) l’ANVUR scrive “alzando di 0,5 il valore della mediana e non alterando per nulla i risultati.” Peccato, però, che rendere pari una popolazione a volte può causare un innalzamento delle mediane anche di più di mezzo punto (ad esempio se mancano individui con valore dell’indice pari a P1+1) e peccato che per quanto riguarda la seconda mediana un qualsiasi innalzamento fa differenza su quanti superavano prima e su quanti superano dopo.
    Ma forse non ho ben capito i meccanismi descritti nel documento…. Chissà che non ci si possa fare un po’ di ricerca…;-)

  6. Senza entrare minimamente nel merito delle decisioni ANVUR, e presupponendo le migliori intenzioni, mi chiedo:
    1) può l’applicazione di una norma per il reclutamento di docenti universitari dipendere da cose come il “cercare una soluzione” e “una successiva riflessione”? E’ concepibile una normativa che dipenda in tale misura dall’affaccendarsi di menti illuminate?
    2) ha titolo l’ANVUR per esprimere pareri su leggi? E’ questo conforme con la legge istitutiva che ne fissa i compiti? Dall’altro lato, siamo ancora in attesa della risposta del Ministro a due mozioni CUN sullo tesso punto.
    3) ha titolo l’ANVUR per dare indicazioni e suggerimenti alle Commissioni su come dovranno comportarsi?
    4) è tra i compiti della ANVUR – “agenzia indipendente” – quello di difendere una norma o parte di una norma (come si fa alla fine del documento a proposito delle Appendici A e B del DM 76)?
    Infine:
    5) l’ANVUR può far finta di dover applicare un criterio (le mediane) contenuto nel DM che scopre “contenere un importante punto di ambiguità” quando il criterio delle mediane è stato proposto dall’ANVUR stessa nel suo documento del giugno 2011?

  7. non so, ammiro coloro che sono riusciti a commentare il documento dell’anvur con lucidità nell’analisi e puntualità nei rilievi. da parte mia, dico che un documento pubblicato in fretta e furia, di venerdì sera, (shabbat per me :-D) con ortografia e sintassi claudicante, in difesa di una serie di errori (non crimini) madornali, è al di fuori di ogni possibile esegesi.

  8. Mah, questa descrizione/giustificazione di come sono andate conferma nella sostanza l’impressione di una grande approssimazione, in parte dovuta a ragioni che non dipendevano dall’Anvur (tempi stretti) ed in parte invece imputabili all’Anvur (decisione di usare lo strumento delle mediane).

    Quello che però, per dare a ciascuno il suo, bisogna ammettere è che almeno un piccolo sforzo di trasparenza è stato fatto: non erano obbligati, se non moralmente, a produrre questa spiegazione, ed in Italia chi agisce per obbligazioni diverse dalla forza o la legge è già apprezzabilmente al di sopra degli standard ordinari di probità.

    • Definirei il tutto, vista la fretta & furia anche nello scrivere, una excusatio non petita o, meglio, petita dal CUN

    • ma quale sforzo di trasparenza, il pasticcio delle mediane ribassate nel non-biblio e rialzate nel biblio del quale ci si era resi conto tutti subito, e che i curatori del blog hanno poi messo in risalto con un bel grafico, è tale che sono stati costretti a giustificarsi
      però ormai è tutto così sfilacciato che non hanno più nemmeno il coraggio di difendere il criterio, e sono così, mi scuso, patetici, da farcelo sapere con la storiella del matematico genio
      che c’entra l’Anvur con il fatto che il decreto ministeriale non ha pensato a questo caso? che facciano un comunicato stampa dove dicono al ministro che non sono d’accordo con quello che la legge gli ha chiesto di fare, rimettano il mandato e restitiscano quanto percepito

    • anche il primo esempio è commovente..
      suona un po’ così: siccome le mediane sono calcolate un po’ a caxxo come vi ho appena spiegato la commissione introduce una percentuale di tolleranza, vabbuo’ ci arrivi vicino..dai passa (con pacca sulla spalla).
      sembra giusto per schivare i ricorsi di chi non supera le mediane di pochissimo o le eguaglia.

    • Ma sì, ma sì, non è che voglia fare il difensore d’ufficio dell’Anvur, figuriamoci. Ho però avuto abbastanza a che fare con la pubblica amministrazione in vita mia per dirti che, se non volevano, non rispondevano e la cosa moriva là. Non è che gli mandavi le truppe d’assalto, subivi e tacevi. Per me il fatto che abbiano sentito il dovere di giustificarsi è positivo, in quanto manifesta una certa attenzione all’opinione altrui, il che è una base per pensare di interloquire proficuamente. E interloquire è utile: chi si illude che stia arrivando qualche decreto in corsa che modificherà tutto e rimescolerà le carte avrà un’amara delusione. Si giocherà con queste carte; e probabilmente non solo questa ma anche la prossima tornata abilitativa. E non si dimentichi che questo comporterà un precedente, che verrà fatto valere anche in seguito. Dunque è più utile cercare di mutare le cose, magari rattoppandole, prima che partano, perché dopo avranno l’inerzia dalla loro parte.

    • Un decreto per bloccare tutto per alcuni anni era già pronto. Qualcuno dice che tutta questa farsa è stata fatta partire proprio per dimostrare che non portava a nulla e rafforzare il blocco che appoggia quel decreto.
      E’ un dato di fatto che questa procedura finirà nei tribunali e considerati i tempi (biblici) della giustizia italiana, di fatto sarà bloccata per almeno un anno.
      Io spero che si vada avanti, ma la vedo dura.

  9. A fronte della ormai ufficialmente riconosciuta inapplicabilità del sistema delle mediane, che, piaccia o meno, costituisce l’architrave del nuovo meccanismo concorsuale, vi sono tutti i presupposti perché si intervenga per via legislativa, ossia con un bel decreto legge. Direi quasi che si tratterebbe di un atto dovuto.

    Quanto ai ricorsi al TAR, i candidati commissari non ammessi certamente avrebbero buone ragioni da spendere avverso loro eventuali esclusioni, e così i candidati la cui mancata abilitazione fosse basata (anche solo tra le altre ragioni) sul mancato superamento delle mediane. D’altro canto, ove tutti i candidati commissari venissero ammessi e, tra quelli estratti, alcuni non superassero le mediane, anche qui i candidati (all’abilitazione) che non superassero il concorso potrebbero ricorrere contro tale decisione sulla base di una composizione contra legem della commissione. Insomma, un bel pasticcio, che reclama un intervento normativo urgente, per evitare spreco di denaro pubblico (cioè danni erariali) e ulteriore degenerazione del sistema universitario.

    • Prevedo che il ricorso lo faranno solo i candidati commissari. Per i candidati, se la commissione vuole bocciare qualcuno lo farà su tutti i parametri, non solo per le mediane. Quindi non ha senso fare ricorso.
      Viceversa, ormai è chiaro, se vuole promuovere qualcuno che non supera le mediane lo farà dicendo che è talmente eccellente negli altri parametri che merita comunque l’abilitazione e/o troverà appigli per calcolare in modo più favorevole le mediane.

    • Il ricorso va fatto prima dei lavori delle commissioni e sull’impianto della procedura. Come hanno fatto i costituzionalisti per la terza mediana. I motivi ci sono e sono molti.

  10. A me il documento dell’ANVUR appare penoso innanzitutto da un punto di vista tecnico: ma scusate, nell’esempio B il valore della mediana è 2 per qualunque studente che voglia passare l’esame di statistica 1 (il valore d1 1 corrisponde al solo 10% della popolazione)!
    Non capiscono neppure quello che scrivono per correggersi!
    Complimenti a chi li ha scelti e a chi li lascia al loro posto.

  11. Voglio solo esprimere i miei complimenti a coloro da ROARS, spulciando i dati, hanno messo in rotta la gioisa macchina da guerra dell’ANVUR.
    Questo è un segnale inequivocabile di scarica barile sulle commissioni. Avranno loro il potere di decidere e di ignorare le mediane. E con questo le famose baronie sono salve.
    Cambia tutto per non cambiare nulla. Questa è l’Italia, non illudiamoci.

    • Scusate, torno ancora sulla questione di alcuni contenuti tecnici del documento. Se ho ben capito, gli esempi A e B e i corrispondenti valor P1 e P2 dovrebbero illustrare gli errori compiuti dall’ANVUR nel caso delle mediane pubblicate inizialmente (apparentemente dovuti alla mancata considerazione della discontinuità (“da sinistra”) della funzione “distribuzione cumulativa” dell’indicatore, peraltro riconfermata nei grafici presentati). Il documento ci dice che l’ANVUR “aveva deciso in prima istanza di adottare quale valore di soglia i parametri P1” (anche al fine di garantire “che almeno il 50%
      dei soggetti si trovi al di sopra del valore”), utilizzati nel caso delle mediane inizialmente pubblicate per i settori bibliometrici, ma aveva “per un errore materiale” utilizzato P2 per i settori non bibliometrici. Infine, “ad una successiva riflessione l’uso di P1 è apparso in contraddizione con il dettato della norma”, e si era dunque optato per la mediana matematica.
      Il problema è che a me pare ovvio che nell’esempio A la mediana sia P2 (e l’Anvur lo concede), ma che sia invece P1 nel caso B (il 10% ha un indicatore nullo, il 40% ha un indicatore unitario (P1) e il 10% un indicatore pari a 2 (P2) e il 40% un indicatore pari a 3).
      Cosa significano dunque le affermazioni di cui sopra circa l’indicatore P1 (e solo quello)? A rigor di logica, le correzioni avrebbero dovuto (e forse in effetti lo hanno fatto) rialzare in tutti i casi di tipo A le mediane dei settori bibliometrici, e ribassare in tutti i casi di tipo B (che richiedono popolazioni di numerosità pari) le mediane dei settori non bibliometrici. Così come l’opzione iniziale avrebbe dovuto essere per l’indicatore P2 in tutti i casi di tipo A, ma per P1 in tutti i casi di tipo B.
      Complessivamente, l’errore commesso nell’adozione di P2 nei casi di tipo B per i settori bibliometrici sembra davvero poco spiegabile.

    • Ooopppsss, l’ultima frase voleva essere:
      Complessivamente, l’errore commesso nell’adozione di P2 nei casi di tipo B per i settori non bibliometrici sembra davvero poco spiegabile.

  12. Il fatto che l’ANVUR ammetta di non avere considerato i docenti con dati assenti in CINECA è pazzesco e la loro spiegazione è assolutamente delirante.

    Scrivono:
    “La scelta, avendo anche verificato che si trattava di casi sporadici non concentrati, è stata fatta per evitare che un tale
    comportamento, se intenzionale, potesse alterare i valori. ”

    Il punto è che diversi docenti semplicemente NON hanno pubblicato nulla. E’ così anche su Scopus. Conseguentemente, la mediata prodottà è artefatta! Non solo l’hc ma anche il numero di pubblicazioni e di citazioni.

    E poi, perchè non hanno indagato anche su quesi settori in cui vi era una sostanziale differenza tra i dati CINECA e quelli Scopus?

  13. Leggendo questo documento si ha quasi l’impressione che questa pessima idea delle mediane l’ANVUR l’abbia subita e non invece ideata e tenacemente difesa. Il dilettantismo che hanno dimostrato nel proporre un metodo senza alcuno studio serio sulle sue reali implicazioni, a mio parere, squalifica totolmente costoro davanti all’intera comunita’ scientifica.

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