Da parecchi anni i ricercatori si stanno ponendo il problema dei costi della comunicazione scientifica a fronte di aumenti dei costi sia per leggere che per pubblicare ormai insostenibili. Dal 2002 ad oggi si sono susseguite iniziative di diverso genere, dalle tre dichiarazioni di Bethesda, Budapest e Berlino, a iniziative dal basso come “The cost of knowledge” (avviate da un singolo ricercatore), a iniziative come Plan S e i contratti trasformativi. Il principio guida di tutte queste  azioni è quello per cui la ricerca finanziata con fondi pubblici deve essere accessibile pubblicamente a chiunque sia dotato di una connessione internet, per essere letta, verificata, riutilizzata.

Fra le iniziative più interessanti portate avanti dai ricercatori a costi molto contenuti ci sono quelle collegate ad arxiv e ai cosiddetti overlay journals. Si tratta di riviste accademiche ad accesso aperto che pubblicano articoli già disponibili liberamente in rete. Qualche anno fa Tim Gowers ha avviato la serie di riviste collegate ad arXiv con il suo Discrete analysis. Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nuova esperienza di overlay journal: Ars Inveniendi Analytica.

La comunità matematica sembra ansiosa, in questo momento storico, di rivisitare e rinnovare vari aspetti del suo principale veicolo di pubblicazione e divulgazione dei risultati all’interno della comunità di riferimento, costituito dal concetto di “rivista peer-reviewed”, in cui ogni lavoro sottomesso viene giudicato da uno o più esperti del settore, al fine di valutarne l’importanza, l’originalità, l’impatto potenziale e la correttezza.

Vari fattori hanno svolto un ruolo determinante nel mettere in discussione il processo tradizionale di pubblicazione scientifica, tra cui:

  • una prima rivoluzione tecnologica innescata dalla diffusa tendenza di scrivere gli articoli in LaTeX, ottenendo a costo zero e in modo tecnicamente semplice prodotti di eccellente resa tipografica e facilmente esportabili;
  • una seconda rivoluzione tecnologica promossa dagli “archivi online” (ad esempio arXiv) che sono accessibili gratuitamente e largamente usati da scienziati di varie discipline.

Queste innovazioni hanno in gran parte privato il processo di pubblicazione tradizionale delle sue funzioni di composizione e distribuzione.

Assistiamo inoltre a un certo numero di tensioni irrisolte tra i diversi punti di vista dell’editoria scientifica –  da una parte, gli editori tradizionali, le cui priorità sono ovviamente legate alle leggi di mercato e non possono trascurare concetti quali la crescita di produzione e di profitti; da un’altra parte, le agenzie di finanziamento, che anche a causa del numero elevato di richieste, sono spesso alla ricerca di scorciatoie “quantitative” volte a rendere automatica e “oggettiva” la valutazione della ricerca; e, naturalmente, d’altra parte, i matematici di professione, il cui punto di vista mira (o dovrebbe mirare!) a preservare e promuovere i valori di creatività, apertura e accessibilità universale che sono così caratteristici della loro disciplina e sono al centro della rilevanza culturale della matematica, e della scienza in generale.

A nostro avviso, per risolvere queste tensioni in modo efficace e positivo, è indispensabile un impegno personale intenso e continuativo che porti ad azioni costruttive e lungimiranti.

In questa direzione, crediamo che la comunità matematica possa e debba impegnarsi nella creazione di riviste “arXiv overlay”, coprendo le varie aree della matematica e pubblicando articoli di altissima qualità, tramite un processo di sottomissione, revisione e pubblicazione, gestito dalla comunità stessa al fine di garantire la massima attenzione alle priorità scientifiche senza necessità di compromessi al ribasso con esigenze di altra natura.

Stiamo quindi lanciando, con il supporto di un gruppo di colleghi che hanno accettato il nostro invito a servire come editori, una rivista “arXiv overlay” di Analisi Matematica, chiamata Ars Inveniendi Analytica, che beneficerà del sostegno finanziario della Biblioteca dell’Università del Texas ed è stata assistita in queste fasi iniziali dalla Biblioteca di Harvard.

Il modello di rivista “arXiv overlay”

Curiosamente, la pagina Wikipedia “overlay journal” risulta al momento disponibile solo nelle versioni inglese e giapponese, e questo potrebbe indicare una certa mancanza di dinamicità, ad esempio, della comunità italiana rispetto a questo “tema caldo”. In parole povere, il concetto di rivista “overlay” si basa sull’idea di giornale accademico completamente accessibile ai lettori in formato elettronico che, anziché produrre “da zero” i propri contenuti, utilizza testi che sono già disponibili gratuitamente online, ad esempio su archivi di preprint, come arXiv.

In particolare, negli ultimi tre decenni la comunità matematica ha sperimentato vari formati che combinano le funzioni di composizione del sistema LaTeX con il potere di diffusione di Internet per ripensare il funzionamento delle riviste peer-reviewed. Nel frattempo, le riviste sottoposte a “peer review” sono state radicalmente trasformate da questi stessi strumenti. La stragrande maggioranza degli autori prepara i manoscritti in LaTeX e pubblica i propri preprint su archivi pubblici online.

Nel corso del tempo, anche i lettori hanno profondamente cambiato il loro modo di accedere agli articoli: piuttosto che attraverso le copie fisiche di interi numeri di una rivista, come si faceva un tempo, gli articoli vengono ora prima letti su internet e poi stampati individualmente solo se necessario. Infine, gran parte del flusso editoriale legato al processo di sottomissione e revisione è ora gestito tramite applicazioni online. Le riviste tradizionali hanno, infatti, completato una transizione verso le pubblicazioni online, il cui funzionamento può essere interamente replicato, a costi estremamente contenuti, dal modello di rivista “arXiv overlay”.

Questo modello è stato fortemente promosso negli ultimi anni da Tim Gowers. In questo sistema di pubblicazione, per prima cosa gli autori depositano su arXiv un preprint del loro articolo. Questo preprint viene quindi sottomesso a una rivista “arXiv overlay” e sottoposto al consueto processo di revisione (peer review): in sostanza, un “editore capo” assegna la sottomissione a un “editore incaricato”, che contatta uno o più referee, raccoglie le loro opinioni e produce una raccomandazione (accettazione / richiesta di revisione / rifiuto). Quando un articolo viene finalmente accettato, la versione accettata viene formattata nello stile tipografico della rivista e, allo stesso tempo, viene depositata su arXiv.

In questo modo:

  • i lettori possono accedere liberamente alla versione pubblicata dell’articolo o da arXiv o dal sito web della rivista (che si collega ad arXiv);
  • agli autori non viene addebitato alcun costo per la pubblicazione del loro lavoro recensito;
  • tutti i costi di archiviazione e accessibilità sono quelli già coperti dai partecipanti istituzionali alla piattaforma arXiv.

Gli unici costi operativi sostenuti da un giornale “arXiv overlay” sono quelli relativi all’indicizzazione, all’esistenza e manutenzione di un sito web, e al funzionamento di una piattaforma online necessaria per la gestione del flusso editoriale. Tutti questi servizi sono attualmente messi a disposizione da istituzioni e privati a costi minimi.

Anzi, irrisori se confrontati con i costi sostenuti dalle biblioteche per gli abbonamenti alle riviste pubblicate dagli editori tradizionali: il costo di un anno di gestione e manutenzione di un giornale “arXiv overlay” è confrontabile alla spesa per l’abbonamento ad una sola rivista tradizionale, e spesso minore di quello che un autore sborsa (di tasca sua, o dai suoi fondi di ricerca) per pagare una pubblicazione “gold open access”.

In sintesi, ottimizzando spese e risorse, la rivista è gratuita sia per gli autori che per I lettori, perché tutti gli articoli sono disponibili gratuitamente su arXiv, i costi operativi sono così contenuti da essere sostenibili da una singola biblioteca, e la rivista è funzionalmente equivalente, per quanto riguarda le esigenze tipiche dei lettori moderni, ad una rivista tradizionale.

Ars Inveniendi Analytica

Il titolo di questa nuova rivista fa riferimento al termine ars inveniendi, coniato da Leibnitz per identificare l’arte di scoprire nuovi teoremi, metodi e argomenti matematici. Questo riferimento mira a evidenziare un periodo di fioritura per le entusiasmanti scoperte matematiche nel campo dell’analisi e a celebrare la creatività dei ricercatori.

Ci auguriamo che questa nuova avventura editoriale, intrapresa al servizio della nostra comunità, si sommerà a sforzi simili e incoraggerà il lancio di operazioni analoghe in altri settori della matematica e di altre discipline. Gli studiosi hanno bisogno non solo di nuove linee di indagine e di nuove metodologie, ma anche di forme nuove e affidabili per comunicare il proprio lavoro. La creazione di riviste di alta qualità, fondate e gestite da accademici, liberamente accessibili ad autori e lettori e con costi di gestione minimi interamente sostenibili dalle istituzioni accademiche, è il principale passo costruttivo che lo scienziato può compiere per contribuire a plasmare il futuro panorama dell’editoria in modo fedele allo spirito della scoperta scientifica.

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6 Commenti

  1. In questo momento è rischioso affidarsi ad arXiv. Io ho un articolo accettato per la pubblicazione da una rivista seria, ma che non può apparire su arXiv perché i risultati su gender&STEM non sono confacenti all’ideologia politically correct degli americani che gestiscono arXiv. ArXiv sta a Cornell, che è messa male nei “2020 College Free Speech Rankings” (https://www.thefire.org/research/publications/student-surveys/2020-college-free-speech-rankings/2020-college-free-speech-rankings-view-rankings).

    • Non voglio commentare su questo specifico episodio perchè non ho le competenze per farlo, ma questo è sicuramente un punto importante anche a prescindere dal discorso delle riviste overlay. Non mi sembra realistico che repositories come arXiv, mp_arc etc. possano essere solamente dei contenitori passivi, e mi sembra inevitabile che ci sia in qualche misura un filtro: conosciamo tutti il problema della pseudo-scienza con mandante politico in cerca di accredito/credibilità… In Matematica, arXiv e mp_arc pubblicano solo lavori di ricerca — ad esempio, non hanno pubblicato l’annuncio di Ars Inveniendi Analytica per questo motivo. Secondo me è un approccio ragionevole, e per discipline scientifiche come Matematica, Fisica, etc., almeno che io sappia, ha funzionato finora senza problemi. Il giorno in cui diventasse un problema ricordiamoci che arXiv non ha diritti esclusivi di riproduzione sui suoi contenuti, quindi una rivista “arXiv overlay” può tranquillamente diventare “qualcosaltro overlay”… nel frattempo gli enormi costi di archiviazione e accesso sono pagati una volta sola e non ricascano su autori, lettori, fondi di ricerca…

    • Ma ha fatto la submission ed ha ricevuto un rifiuto da parte degli ‘editor’ di arXiv? Se sì quale è stata la motivazione? Grazie.

  2. Credendo nella serietà di arXiv, li avevo pre-avvertiti che volevo sottomettere un preprint politicamente pericoloso. Invece di rispondermi, di nascosto mi hanno revocato l’accesso a sottomettere alle categorie rilevanti. Ripartendo da zero ho ri-ottenuto l’endorsement chiedendo ad esperti in materia. Ho sottomesso. Mi hanno bloccato rispondendo dopo un mese: “do not resubmit this paper without seeking permission and obtaining a positive response. Resubmission of removed papers may result in loss of submission privileges. We will reconsider this decision if your work is published”. Il mio articolo è ora accettato per la pubblicazione. Ma arXiv dice di essere un server di preprint. Solo il mio viene bloccato, mentre nello stesso periodo sullo stesso argomento hanno accettato 1810.01511 che è sbagliato, ed al momento non pubblicato, ma politicamente corretto.

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