Segnaliamo ai lettori il DM 27 dicembre 2013, n.1059, con cui è stato modificato il DM n. 47/2013 relativo alle procedure AVA. Seguono un commento dettagliato e il testo del decreto.

Le modifiche apportate dal DM 1059/2013 appena firmato dal Ministro Carrozza al testo del DM 47/2013 consistono in:

  •  comma 1, art. 3: per quanto riguarda l’accreditamento iniziale degli Atenei non è più prevista l’esenzione per le università non statali dal rispetto dell’indicatore di sostenibilità della didattica
  • comma 3, art. 4: per i cds su sedi decentrate “l’accreditamento iniziale a seguito della verifica del possesso dei requisiti di cui all’allegato A per i quali, relativamente alla docenza, si fa riferimento a quelli previsti a regime” non riguarda più i cds delle professioni sanitarie
  • comma 4 art. 4: la “verifica del possesso dei requisiti di cui all’allegato A” e il superamento della “verifica dei requisiti di Assicurazione della Qualità (AQ) di cui all’allegato C, attraverso la valutazione delle CEV” non comprendono più “quelli previsti a regime per la docenza “ e riguardano  i cds di nuova attivazione in sedi preesistenti, a prescindere dal fatto che siano “già istituiti”
  • è soppresso il comma 12 dell’art. 4 relativo ai CdS degli Atenei statali con doppio titolo/titolo congiunto con università straniere e ai CdS integralmente erogati in lingua straniera (la trattazione di questo tema viene ripresa come novità nell’all.A, al punto relativo alle ‘Caratteristiche dei docenti di riferimento’, rimandando comunque a successivi provvedimenti ministeriali per definire ulteriormente la platea dei corsi di studio considerati “internazionali”)
  •  sono soppressi i commi 2 e 4 dell’art. 6 che obbligavano gli Atenei “a non modificare gli insegnamenti inseriti nel Regolamento Didattico del Corso di studio, proposti per coorte nella sezione Offerta programmata della SUA” a partire dall’a.a 2014-15 fino all’a.a. 2016-17 incluso (comma 2) e prevedevano un nuovo iter di accreditamento per i CdS “In caso di modifiche del Regolamento didattico del Corso di studio” (comma 4)
  •  si applica fino all’a.a. 2014/15 incluso quanto previsto dal comma 1, art. 9, lettera d): “i corsi di laurea ad accesso programmato nazionale che prevedono una prova d’accesso con scadenze anticipate rispetto ai termini previsti per la chiusura della scheda SUA-CdS, ottengono l’accreditamento iniziale sulla base del soddisfacimento dei soli requisiti di docenza di cui all’allegato A”.

Vengono inoltre modificati gli allegati:

  • Allegato A -Requisiti di accreditamento dei corsi di studio
  • Allegato B – Requisiti di accreditamento delle sedi
  • Allegato C – Requisiti di assicurazione della Qualità

mentre restano invariati i seguenti:

  • Allegato D – Numerosità di riferimento studenti
  • Allegato E – Indicatori e parametri per la Valutazione Periodica della ricerca e delle attività di terza missione
  • Allegato F – Indicatori e parametri per la Valutazione Periodica delle attività formative

Le novità introdotte negli allegati sono sostanzialmente relative ai requisiti di docenza, all’indicatore di sostenibilità economico-finanziaria (I SEF) e alla sostenibilità della didattica (DID).

Nell’allegato A ‘Requisiti di accreditamento dei Corsi di studio’ , relativamente ai “Requisiti di docenza” (b) per quanto riguarda il “Numero minimo di docenti di riferimento” il requisito richiesto è lo stesso per Università statali e non. Viene cioè anche qui ridotto ‘lo sconto’ per gli Atenei non statali, ai quali in precedenza potevano eventualmente “essere richiesti i requisiti previsti per i corsi delle università statali” a seguito delle verifiche in loco promosse dall’ANVUR, nel caso in cui la docenza di riferimento non garantisse “un livello qualitativo adeguato all’attività formativa”.

Viene introdotta la distinzione tra CdS di nuova attivazione e CdS già accreditati.

Per i Corsi di Laurea di nuova attivazione il numero di docenti richiesto è inferiore a quello previsto nel DM 47/2013, così come quello dei docenti appartenenti a ssd di base o caratterizzanti, e il conteggio avviene per anno di attivazione e non per anno accademico.

Per i CdS già accreditati il requisito a regime è anticipato all’a.a. 2015/16, non 2016/17 come in precedenza, e conseguentemente l’asticella è collocata più in basso per quanto riguarda i docenti necessari (9 docenti invece di 12 per un CdL, 6 invece di 8 per un CdLM, etc.) ma non per il numero di professori necessari, che tendenzialmente aumenta. Anche il requisito relativo alla docenza appartenente a ssd di base o caratterizzante e affini varia, tendenzialmente diminuendo.

Tra i CdS viene introdotta una nuova categoria: Corsi di Studio Scienze della Formazione Primaria, Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (Corsi di Laurea magistrale a ciclo unico di 5 anni), con requisiti meno stringenti e per i quali sarà necessario prevedere in aggiunta almeno 2/5 (CdL/CdLM) figure specialistiche del settore, da intendersi come “docenza di ruolo o a contratto affidata a figure con specifica professionalità e competenza secondo quanto definito dall’ANVUR e impiegate prevalentemente nelle attività formative caratterizzanti il corso di studi”.

Tra le tipologie di docenti di riferimento sono introdotti, esclusivamente fino all’a.a. 2015/16 i contratti attribuiti ai sensi dell’articolo 1, comma 12 della Legge 230/05 (posti di professore straordinario da coprire mediante conferimento di incarichi della durata massima di tre anni, rinnovabili sulla base di una nuova convenzione, a coloro che hanno conseguito l’idoneità per la fascia dei professori ordinari, o a soggetti in possesso di elevata qualificazione scientifica e professionale sulla base di convenzioni con imprese o fondazioni, o con altri soggetti pubblici o privati, che prevedano anche l’istituzione temporanea, per periodi non superiori a sei anni, con oneri finanziari a carico dei medesimi soggetti).

L’indicatore di sostenibilità economico-finanziaria (I SEF), per il quale viene precisato che il calcolo avverrà sulla base dei dati al 31/12 dell’anno precedente a quello di attivazione del CdS, prevede adesso 2 fasce, quella già prevista dal DM precedente (<=1) e la fascia >1. Nel primo caso la norma è meno vincolante, prevedendo la possibilità di presentare domande di accreditamento di nuovi CdS non solo nel caso in cui questo lasci invariato il numero complessivo dei corsi di studio attivati, come in precedenza, ma anche nel caso in cui questo numero dovesse aumentare limitandola nella misura del 2% (con arrotondamento all’intero superiore) e con il soddisfacimento dei requisiti di docenza a regime per tutti i corsi di studio dell’ateneo.

Nel caso di I SEF >1 si potrà superare anche questo limite del 20% sempre con il vincolo del rispetto del requisito di docenza a regime per tutti i CdS.

Dall’allegato B ‘Requisiti di accreditamento delle sedi’ scompare il paragrafo dedicato alla sostenibilità della didattica, che ricompare sotto forma di nuovo requisito AQ7 nell’allegato C. Non è più previsto che la sede e i relativi CdS non ottengano l’accreditamento iniziale “nel caso in cui, in fase di presentazione della SUA-CdS, vengano superati i limiti di ore erogabili”.

Alla verifica dei requisiti dell’allegato C, attraverso la valutazione delle CEV, sono tenuti solamente i CdS di nuova attivazione in sedi preesistenti in vista dell’accreditamento iniziale.

È comunque confermata la sua validità unicamente per le Università statali.

In merito ai Corsi di Studio relativi alle Professioni sanitarie, Scienze motorie, Scienze della Formazione, Servizio Sociale, Mediazione linguistica e traduzione e interpretariato e alle attività di tirocinio si conferma che sono escluse dal calcolo della percentuale massima di didattica assistita erogabile per contratto, affidamento o supplenza ma si precisa che devono espressamente dichiarate nella SUA-CdS.

Per quanto riguarda la qualificazione della docenza si conferma il riferimento ai risultati della VQR secondo il già noto correttore

DID (r) = DID x kr

Nell’allegato C – Requisiti di Assicurazione della Qualità , infatti, vengono introdotti 2 nuovi requisiti: AQ6 e AQ7.

Del secondo abbiamo già parlato, mentre AQ6 è un punto assai generico relativo alla “Valutazione della Ricerca nell’ambito del sistema di Assicurazione della Qualità ”.

Viene in ogni caso specificato che “i punti critici di controllo, le precise modalità di verifica dei Requisiti per l’AQ 1-7 e criteri e procedure dell’allocazione degli Atenei nei quattro livelli” previsti verranno identificati con delibere specifiche dell’ANVUR.

dm_1059_ava

 

2 Commenti

  1. Questo è un tipico esempio del paese che non funziona: centinaia di presidenti di corsi di laurea che avevano fatto i calcoli su come organizzare i loro corsi e, puff… improvvisamente cambiano le regole e va fatto tutto di nuovo… è l’infinita burocrazia che si autoripropduce… una immensa perdita di tempo!!!

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