La settimana ROARS:

27 aprile – 3 maggio 2015.

Una rapida sintesi dei contributi pubblicati
nel corso della settimana appena conclusa.

  • La Responsabile nazionale Scuola del PD che accusa Roars del trafugamento di una preziosa reliquia mentre un consesso eccellente si riunisce a San Patrignano per additarci la via della “Positive University.” No, non è un cattiva trama che mescola Dan Brown con la New Age, ma sono i primi passi dell’ennesima riforma dell’università (Riforma dell’Università, una storia triste in due quadri (per ora)). L’obiettivo – a costo zero – non è il Graal, ma l’uscita dalla Pubblica Amministrazione e la revisione dello stato giuridico prendendo ad esempio il Jobs Act. A cinque anni dalla sua nascita, Rete 29 Aprile non può fare a meno di constatare che il tempo passa, ma le minacce restano (La Rete 29 Aprile ha cinque anni. Il tempo passa, i problemi restano). Per promuovere la “Buona Università il PD mette in scena una giornata di (presunto) ascolto, ma – come dimostrato da Roars – le conclusioni erano pronte in un cassetto, già scritte un mese e mezzo prima. Le organizzazioni universitarie aderenti all’intersindacale universitaria non solo hanno denunciato «la farsa di una Consultazione pubblica con la quale si tende a far meglio digerire un programma già scritto» ma hanno condiviso le ragioni dello sciopero contro la “Buona Scuola” del prossimo 5 maggio, giudicando «l’attacco alla Scuola pubblica perfettamente in linea con quello contro l’Università, in corso da anni» (5 maggio: #ilbuonosciopero contro #labuonascuola).
  • A determinare la paralisi del reclutamento universitario concorrono le risorse finanziarie, in gran parte largamente ridotta dai continui “tagli”, ma anche un criterio di calcolo che va sotto il nome di “Punti Organico” del quale Paolo Rossi ha ricostruito la storia (Per una storia del punto organico). Sempre a proposito di reclutamento, pubblichiamo la lettera che Coordinatori e Responsabili di unità Futuro in Ricerca hanno indirizzato al Ministro Giannini, al CUN e alla CRUI (Sulle prospettive dei ricercatori “futuro in ricerca”). La situazione appare particolarmente grave non solo in Italia, ma anche nelle altre regioni del Sud Europa, Portogallo in testa, che piange anche scomparsa di José Mariano Gago, da sempre in prima linea nel promuovere la scienza sia in patria sia in Europa (Bitterness cannot be avoided but should not turn into rejection).
  • Dura sentenza del TAR Sicilia nei confronti dell’ANVUR in relazione all’accesso agli atti della VQR: nominata l’Autorità Anticorruzione come commissario ad acta e trasmissione alla Procura presso la Corte dei conti per i possibili profili di danno erariale (Dura sentenza del TAR Sicilia su ANVUR, VQR e accesso agli atti). «Come scientometristi, scienziati sociali e amministratori della ricerca, abbiamo osservato con crescente preoccupazione il pervasivo uso scorretto degli indicatori nella valutazione delle performance scientifiche». La comunità degli scientometristi sembra essersi improvvisamente resa conto dei danni collaterali e delle distorsioni create da un cattivo o maldestro uso degli indici bibliometrici (Leiden Manifesto for research metrics). Qualche forma di ripensamento sembra urgente anche per quanto riguarda i test OCSE PISA e i test INVALSI, le cui basi scientifiche ed effetti distorsivi sono sempre più oggetto di discussione in ambito internazionale (OCSE PISA e INVALSI: una prospettiva europea).
  • Lunedì 27 aprile, seguendo l’invito dell’European University Association, le università di tutta Europa hanno osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime della barbara strage di Garissa (Le Università di tutta Europa si fermano per ricordare i morti di Garissa).

 

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GRAZIE


Ricordiamo ai lettori la call for papers di RT, a Journal on Research Policy and Evaluation.

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