L’ANVUR ha finalmente pubblicato le mediane (solo settori bibliometrici)

 

Oggi sono state pubblicate le mediane bibliometriche per le abilitazioni scientifiche nazionali. Seguiranno al più presto i nostri commenti.

Link alla pagina ANVUR con le mediane:
http://www.anvur.org/?q=asn-documenti

Dato che le mediane sono riferite ai settori concorsuali, riportiamo anche la tabella di corrispondenza tra settori concorsuali e settori scientifico disciplinari:

Tabella SSD-settori concorsuali


Print Friendly, PDF & Email

33 Commenti

    • Non ne sono così certo. Dipende dai SSD. Un amico ingegnere della mia facoltà sostiene che approssimativamente non più del 30% superà i criteri (2 su 3).

  1. Non sono uno statistico, ma penso che per definizione una mediana non è né bassa, né alta, ma definisce un valore che si trova nel mezzo della distribuzione.
    A me colpisce la estrema variabilità degli indicatori nella stessa area, in settori concorsuali vicini e tra SSD nello stesso settore concorsuale.
    La verità è che il mondo scientifico è estremamente vario e le mediane non possono rappresentarlo al meglio.

  2. Due grossi dubbi.
    L’età accademica va calcolata dal mese ed anno del primo articolo in extenso o dal mese ed anno anche del primo abstract su rivista (ad esempio l’abstract di un poster presentato ad un congressino qualunque? Immagino si consideri il primo lavoro in extenso ma vorrei averne conferma!
    Altro dubbio: per il calcolo dell’età accademica si considera mese ed anno della prima pubblicazione o solo l’anno (cambia molto se ad esempio il primo lavoro e di Gennaio o di Dicembre di quell’anno!).

  3. Nel mio settore le mediane dei PO sono “basse” nel senso che molti PA che conosco hanno parametri decisamente piu’ alti. E quindi queste mediane non faranno un grande filtro. Speravo molto di piu’ dagli ordinari. Sigh.

    L’eta’ accademica parte dal primo lavoro pubblicato su rivista indicizzata. E vale l’anno di pubblicazione, credo.

  4. mi sorprende, a proposito dei dubbi sul calcolo dell’età accademica, che non ci si preoccupi dell’iniquità di utilizzare lo stesso metodo di calcolo per strutturati e non strutturati. si prevedono “sconti” per i congedi di maternità, non per chi ha lavorato da precario senza stipendio e quindi nella necessitù di occuparsi d’altro per campare, se non ricco di famiglia

  5. Riguardo all’uso di Scholar per contare le citazioni, faccio presente che è un sistema ‘assolutamente’ non affidabile. Se provo a cercare un mio contributo nel sistema, mi dà un certo numero di citazioni. Se provo poi a far contare le citazioni nella mia pagina “mie citazioni” per calcolare l’H Index, le citazioni ai miei contributi sono di molto inferiori per numero. Ho fatto presente la questione a google. Questa la risposta (che dice tutto e non dice niente):

    Hello Augusto,

    Thanks for letting us know. The citations you are referring to are
    embedded in running text which can make it challenging to reliably
    identify citations — without picking up a lot of errors that is. We do
    handle many such citations but clearly there is room for improvement.

    I have made a note of this example. We will take into account as we update
    the algorithms that identify citations for indexing.

    Sincerely,

    The Google Scholar Team

  6. Domanda aperta:

    Il “Documento di accompagnamento: mediane dei settori bibliometrici”, ai punti “3.2 Numero di citazioni ricevute per la produzione scientifica complessiva” e “3.3 L’Indice h”, riporta testualmente:

    “L’indicatore citazionale è stato costruito nel modo seguente. Per ogni prodotto si è calcolato il numero di citazioni ricevute in ciascuna delle due banche dati e si è preso il valore massimo. E’ opportuno sottolineare che tale numero non coincide in generale a quello che ogni docente può ottenere interrogando il proprio profilo in ciascuna delle due banche dati.”

    e

    “L’indice h è stato calcolato sulla distribuzione delle citazioni sopra descritta. Anche in questo caso, naturalmente, esso non coincide in generale con quello ottenibile interrogando una singola banca dati.”

    Per buona pace della trasparenza, se le banche dati di riferimento sono WOS e Scopus, cosa significa che NATURALMENTE un indice IN GENERALE non coincide con quanto interrogabile personalmente da ognuno?
    Ciò implicherebbe (il condizionale è veramente d’obbligo)che gli indici che verranno realmente utilizati dipenderanno da un non meglio precisato “algoritmo” e che pertanto non saranno né calcolabili né tantomeno verificabili dal singolo candidato.

    • Stando a quanto indicato l’algoritmo prende il numero massimo di citazioni tra i due DB per ciascun prodotto. Questo vuol dire che qualunque interrogazione ad un singolo DB potrebbe sottostimare il numero di citazioni (se discordano tra i due). Per avere idea esatta devi scaricare il N di citazione per tutti i tuoi prodotti da entrambi i db, prendere per ciascun prodotto il numero di citazioni max riportato e quindi usare questo ‘merge’ per calcolare gli indici di cui sopra. Se però superi le mediane con una semplice interrogazione a Scopus O WoS allora li superi di certo con questo algoritmo

  7. Se interessa, trovate qui

    http://www29.zippyshare.com/d/43989204/2634533/Confronto%20mediane.xlsx

    un file Excel in cui ho affiancato le tabelle di PO e PA, facendo un banale confronto.

    E’ interessante notare che sui 121 casi confrontabili nel 21% dei casi gli associati hanno almeno uno dei criteri maggiore degli ordinari, mentre in un ulteriore 10% dei casi ne hanno almeno uno uguale.

    Solo tre casi hanno ordinari con valori tutti inferiori agli associati: 09/A1 ING-IND/02, 09/A3, 09/C1.

    Cose strane che ho notato: in due casi per PO e il # citaz. norm. è identico tra il settore e il sottosettore, cosa sospetta, dato che il sottosettore era stato estratto proprio per evitare di confrontare gruppi con abitudini di pubblicazione/citazione diverse. Sono:

    PO:
    05/A1 e BIO/02
    05/B1 e BIO/08

    PA:
    01/A1 e 01/A2
    06/M1 e MED/45
    09/D2 e ING-IND/26
    11/E1 e M-PSI/03
    11/E4 e M-PSI/07

    Il fatto è sospetto, perché con molte meno pubblicazioni è difficile ottenere lo stesso numero di citazioni. Inoltre le citazioni sono normalizzate, quindi valori con la virgola che far tornare al secondo decimale è raro. Aggiungiamo il fatto che questi casi si verificano proprio tra righe adiacenti della tabella e l’impressione è che ci sia stata una trascrizione dei dati con conseguente errore. Almeno un check lo farei!

    • C’e’ un commento in proposito sul sito.
      La legge dice “nei 10 anni precedenti alla data di pubblicazione del bando” ovvero giugno’12, quindi dal giugno ’02 al giugno ’12.
      Siccome non si riesce a “filtrare” per mese ne su scopus, ne su WoS, si e’ preso “dal 2002 al 2012”.
      Questo per il calcolo delle mediane usate come riferimento.
      Per ogni candidato invece, si fara’ “al momento della presentazione della domanda”.
      In pratica, considerare dal 2002 al 2012…

  8. ..direi che la cosa che lascia pensare sia il fatto che il decreto inziale parlava di H-index normalizzato per l’età accademica, mentre attualmente è indicato il contemporary H-index, tutt’altra cosa! Il commento di luglio, riportato da molti quotidiani ed anche in rete, del Min. Profumo sulla preoccupazione che i criteri potessero essere troppo permissivi (ed avere quindi una gran massa di abilitati) sembra proprio aver ingenerato una revisione dei criteri per renderli più severi..ovviamente, tutto ciò è voluto!
    Quindi, per alcuni/molti settori, l’asticella non è affatto bassa, anzi è molto alta..nel mio caso, ad esempio, non soddisfo per poco (ed ho non pochi lavori e citazioni): ok per i lavori, quasi per le citazioni! Avrei necessità di circa altre 80 citazioni nei prossimi mesi, fino al 20 novembre per soddisfare i criteri. l
    Secondo molti, non solo secondo me, L’asticella è alta perché è alto il numero di associati/ordinari al nord italia, di gruppi molto forti (certamente anche meritevoli, ma è innegabile la difficoltà tra nord e sud anche nella ricerca). Essendo i criteri basati sulle mediane (e non medie), è un fatto anche di numerosità statistica: un elenco molto ampio e ricco di docenti del nord, più facilmente identifica una mediana sul profilo di un professore del nord. Ciò crea grande disparità tra i gruppi di ricerca tra nord e sud italia: almeno, questa è la mia opinione..critabile quanto volete, non è un discorso meridionalista e sono certamente favorevole ai criteri meritocratici! Ma questi, lo sono davvero??

  9. “sono certamente favorevole ai criteri meritocratici! Ma questi, lo sono davvero??”
    Si lo sono, lo sono come può esserlo una maestra bisbetica e isterica o un maestro represso e frustrato. Il loro giudizio è un pò casuale, dipende dalle giornate. In questo caso dipende dai SSD, ma non sono facilmente corrompibili … sono numeri e i numeri non cambiano a piacimento.
    Da meridionale sono un pò amareggiato per quello che scrivi .. quelli del nord potrebbero scrivere che è più facile per chi sta in USA o Svizzera o Germanio o Francia farsi dei titoli …. non è giusto fare queste discrimine nord – sud – estero – La qualità è qualità dovunque. Certo se un va all’estero in un grupppo forte e si fa un sascco di titoli e poi torna in Italia e non è capace di fare una beata … scoperta … allora il discorso è diverso.
    Buona mediana a tutti

  10. Paolo, non volevo assoultamente tirar fuori una questione meridionale, quindi mi rammarico se desto ciò. La differenza tra nord e sud nella disponibilità di apparecchiature, oltre che di finanziamenti, la noto avendo lavorato in una città del nord, poi in due del sud. Ma sono d’accordo quando dici che tutto è relativo, avendo avuto anche un’esperienza scientifica in svezia e negli usa., Parlavo di numeri anche io e trovo che siano in grado di restituir male criteri di merito.
    Ma, come già ribadito prima, è solo una mia opinione..

    • ..e mi spiego anche meglio: non so se io sia meridionale o meno, giacché ho sangue del nord e del sud. Inoltre, ho lavorato sia al nord che al sud.
      a parte ciò, sono mediane, quindi non medie (come sai meglio di me!), quindi in un settore ipotetico di 100 docenti (Ass o Ord che siano) rappresentato da più del 70% (ne esistono moltissimi di SSD così) da ricercatori del nord (dove le strutture di ricerca, i finanziamenti, il contesto, etc, verosimilmente sono più favorevoli all’ottenimento dei risultati), la mediana (non media) è posta al 50esimo (normalizzato come si vuole) che è probabilmente del nord. Pertanto, è anche più probabile che determini un’asticella alta!
      Quindi si potrebbe pensare che così il merito è favorito! D’accordo, se si vuol questo criterio di medianità e non di media, ma che fine fanno quelli al di sotto? non sono meritevoli, pur avendo un buon numero di pubblicazioni, un dignitoso IF, magari sono attrattivi di fondi, hanno lavorato in un contesto di media discreta, ma non raggiungono quel valore mediano?
      Ovviamente, qualsiasi criterio ha dei pro e contro e nessuno sarebbe davvero in grado di restituire il merito..ma questo delle mediane, è decisamente il peggiore..come pessima è stata questa riforma universitaria!

      Ancora una volta, ribadisco che sia solo un’opinione..

  11. Effettivamente, nelle attivita’ di ricrca sperimentali essere in un buon contesto economico aiuta molto. Ed anche per le attivita’ teoriche, anche se un po’ meno.

    Ad esempio, e’ ben noto che in Trentino anche persone di livello medio basso riescono a sistemarsi nell’ambito della ricerca, mentre in altre zone d’Italia e’ durissima.

    Ad esempio, chi fa il dottorato in Tentino riceve dei soldi in piu’ (circa 300 Euro) dalla provincia autonoma.
    Inoltre, negli ultimi anni diversi ragazzi della mia regione vanno a fare la laurea in Trentino perche’ riescono ad evere borse di studio che in altri regioni non otterrebbero.

    Io stesso non sono all’estero (in Trentino non mi hanno mai voluto) solo perche’ dove vivo gli standard economici sono molto alti, e di cio’ ha beneficiato anche nel passato la mia famiglia.

    D’altra parte, se fossi negli USA sono quasi certo che avrei il 40 per cento in piu’ di citazioni, e molti piu’ lavori su riviste con Impact Factor molto alto. Ma gli USA mi stanno un po’ sulle palle.

  12. Mi piacerebbe sapere con certezza se l'”età accademica” va determinata sempre dentro il periodo 2002-2012, oppure se si devono considerare anche le pubblicazioni precedenti al 2002. Io ho preso servizio come ricercatore nel 2002, ma ho qualche pubblicazione nel periodo 1998-2002 che non risultano citate in scopus (su WoS non ho potuto ancora controllare) ma mi farebbero alzare di 4 anni l’età accademica. Nel caso si tenesse conto anche delle pubblicazioni “ante 2002”, al fine di calcolare l’età accademica si considera la più datata fra quelle “dichiarate” sul sito CINECA (e che sia contemporaneamente indicizzata in Scopus o in WoS) oppure si considera quella più datata in assoluto nelle 2 basi di dati, a prescindere che sia stata dichiarata nel sito CINECA? La famosa “risposta scomparsa” nelle FAQ dell’Anvur parlava di “prima pubblicazione presente nel sito docente e indicizzata nelle banche dati internazionali”. C’è qualcuno in grado di fare definitivamente chiarezza? Come sarebbe possibile che per gli strutturati non valgano, ai fini del computo dell’età accademica, i periodi di congedo e di aspettativa, mentre per il periodo in cui si era non strutturati e quindi non ufficialmente impegnati in attività di ricerca, si possa far iniziare la “vita accademica” da una qualunque estemporanea pubblicazione a cui si è partecipato mentre, per esempio, si lavorava part-time o addirittura al di fuori dell’università?

    • @SAM
      Questa FAQ non è sparita. è sempre nel sito ANVUR:
      “Come si determina l’età accademica? Come evitare che possa essere manipolata eliminando dal sito docente pubblicazioni più antiche allo scopo di aumentare gli indicatori normalizzati?
      L’età accademica è rilevata dalla data della prima pubblicazione scientifica pertinente al settore concorsuale rilevabile dal sito docente e/o dalle banche dati utilizzate. Nel caso sia possibile rilevare divergenze tra sito docente e banche dati, verrà utilizzata la data della prima pubblicazione in ordine di tempo.
      Si ricorda infine che la normalizzazione è rilevante solo per i candidati all’abilitazione, mentre per i valori degli indicatori relativi agli aspiranti commissari non è prevista la normalizzazione per età accademica.”
      Spero ti sia chiaro ora come verrà calcolata l’età accdemica.
      Una cosa chiedo io ora a voi e all’UNVUR. Come farà con Paolo Rossi (leggi omonimie)? Se Paolo Rossi ha sul sito il prino lavoro nel 1980, ma nei siti c’è un certo Paolo Rossi che ha pubblicato nel 1970. Quale sarà la prima pubblicazione di Paolo Rossi?
      Il nosrto Paolo ROSSI nel 1970 frequentava il prino anno di università.

  13. ..credo che la commissione debba tener conto di quanto presente nel catologo docenti nel caso di omonimie..ovviamente, questo potrebbe anche esser utilizzato per “accorciare” l’età accademica, non inserendo le pubblicazioni più vecchie..ma la corrispondenza con i database potrebbe svelare l’arcano..

  14. @paolo: no, purtroppo continua a non essere chiaro. Nella “risposta sparita” l’ANVUR era molto precisa: “prima pubblicazione presente nel sito docente e indicizzata nelle banche dati internazionali”. Significa che se tu inserisci come pubblicazione più vecchia nel tuo sito una pubblicazione del 2002, anche se ne hai ad esempio anche una del 1970 (che eviti di inserire), la tua età accademica è 10. La risposta che c’è adesso dice “data della prima pubblicazione scientifica pertinente al settore concorsuale rilevabile dal sito docente e/o dalle banche dati utilizzate.” Questa ultima risposta non dice nulla di preciso. Guardano sempre la pubblicazione più vecchia inserita sul tuo sito, oppure possono tenere conto anche di eventuali pubblicazioni più vecchie che appaiono nelle basi di dati scopus e wos, ma che tu non hai messo sul tuo sito?

  15. @sam
    Sono d’accordo con te per i cognomi come Rossi, Bianchi etc. Non si capisce come farà l’ANVUR, ma se uno si chiama Aroldo Prugnasecca e si occupa di sesso degli angeli ed ha un pubblicazione del 1970, se nel suo sito docenti la pubblicazione più vecchia eè del 2002, non avrà 10 anni età accademica, ma 42 …. povero Prugnasecca :-)

  16. Secondo me, vale sempre ciò che dichiari, però facciamo un esempio: tu inserisci, nel tuo catalogo, la prima pubblicazione dalla quale vuoi che si conti l’età accademica (mettiamo 2002), però ne hai un’altra del 2000, che non inserisci. Nella domanda per partecipare all’abilitazione, presenti un cv senza quella pubblicazione: dovrebbero contarti l’età accademica sulla pubblicazione del 2002. Però, dai database (scopus e wos) “vien fuori” anche quella del 2000 che, sfiga, ha molti autori in comune con il resto delle tue pubblicazioni: che accade? Ogni qual volta si presenta una domanda per un concorso, un cv, etc, si firma autocertificando che sia vero tutto, non mendace, etc..è un problema, secondo me!

  17. Secondo me, la questione non è di bleffare o meno sulla propria età accademica. In realtà è una questione molto più semplice. Quello che il ministero dovrebbe chiarire è se i candidati saranno valutati in base ai titoli che ESSI presentano, o se è la commissione che gli attribuisce automaticamente questi titoli. Non mi pare che esista un concorso al mondo dove i titoli su cui il candidato non ha libertà di scegliere su quali titoli essere valutato. Se ho una pubblicazione del 1970, io credo che dovrei avere il diritto di scegliere di non volerla inserire tra le pubblicazioni da valutare, ad esempio perchè io nel 1970 non facevo ricerca ma, ad esempio, ero solo uno studente, oppure facevo ricerca per hobby o part-time. Capisco se nel computo dell’età accademica si imponesse ad esempio il vincolo che non possa essere inferiore all’età di servizio, perchè come ricercatore tutto ciò che pubblico inerente al mio SSD va ascritto al mio compito istituzionale di fare ricerca. Ma chi dà il diritto al ministero di decidere che quello che facevo quando non ero ricercatore debba valere come attività di ricerca? Come può la commissione attribuirmi, ai fini di valutarmi per un concorso pubblico, l’etichetta di “accademico” dal 1970 se io ad esempio dal 70 al 2002 avessi fatto solo pubblicazioni “per hobby” mentre di mestiere facevo il commercialista? Credo che una tale pretesa sia impossibile da giustificare in un eventuale ricorso, che sarebbe già vinto in partenza. La via semplice e ragionevole è quella di lasciare che siano i candidati a scegliere il periodo in cui vogliono essere valutati, imponendo che per gli strutturati tale periodo non possa essere inferiore a quello di effettivo servizio. Ovviamente tale vincolo non dovrebbe applicarsi ai non strutturati.

  18. Sono Perfettamente d’accordo che TUTTI dovrebbero avere una età accademica minima imposta! Sono d’accordo sulla questione età accademica degli strutturati: non può essere inferiore a quella desunta da carriera accademica anni di servizio ed eventuale dottorato (durante il dottorato sei obbligato a fare ricerca e pubblicare); magari anche borse e assegni di ricerca pagati dall’università. Tuttavia non dovrebbe esere obbligatorio presentare i lavori fatti da studente e/o volantario frequentatore. Non si può obbligare uno a presentare un lavoro in cui gli hanno messo il nome solo perchè ha tenuto in ordine il laboratorio come atto di volontariato.
    Per i non strutturati è un pò più difficile, ma se hanno ricoperto un ruolo anche precario, pagato per la ricerca allora anche per loro deve valere il limite “imposto” di età accademica. Se lo stato ti ha pagato per fare ricerca ha il piccolo diritto di dirti che da allora eri tenuto a fare ricerca e pubblicare … se non hai pubblicato peggio per te, ma l’età accademica parte da allora. … Bisogna trovare una soluzione per quelli che non hanno mai avuto un ruolo “ufficiale” nell’università o enti di ricerca statali. Forse per questi bisognerebbe imporre l’età accademica media (non mediana) degli strutturati coetanei nel settore in cui si vuole partecipare …. ma questo è la mia opinione … non credo sia quella dell’ANVUR

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.