Flavio Briatore ha impiegato più di dieci anni a capire un concetto che Luigi Zingales gli aveva spiegato nel 2012

Ci sono un miliardo e quattro di cinesi e un miliardo di indiani che vogliono vedere Roma, Firenze e Venezia [e Cuneo – aggiunge Briatore dallo studio]. Noi dobbiamo prepararci a questo. L’Italia non ha un futuro nelle biotecnologie perché purtroppo le nostre università non sono al livello, però ha un futuro enorme nel turismo. Dobbiamo prepararci per questo, non buttare via i soldi a fondo perduto». Mentre ascolta le ricette di Zingales, lo stesso Briatore sembra allibito (Servizio Pubblico, 15 novembre 2012).

 

Ora c’è finalmente arrivato anche Briatore:

D’altronde, era un concetto molto difficile ed è qui che si vede la differenza intellettuale e accademica tra Zingales e Briatore. Il primo lo ha spiegato nel 2012 e il secondo lo ha capito nel 2023. Meglio tardi che mai: e ora tutti a cucinare la carbonara per i turisti!

P.S. Nel 2019 il valore aggiunto del turismo sull’economia italiana era stimato essere quasi 100 miliardi di euro, poco più del 6 per cento del Pil. Considerando il contributo di attività economiche che però producono beni e servizi non imputabili esclusivamente al turismo, come la ristorazione e i trasporti, è possibile stimare l’indotto del turismo intorno al 13% del Pil.  Dunque, il turismo è senza dubbio un settore importante per l’economia, ma ci sono altri rami del tessuto economico che hanno un’importanza superiore.

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