Come è noto ai lettori di ROARS, l’inaugurazione dell’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) ha prodotto una notevole dose di rumore, soprattutto circa le regole e i criteri che si stanno seguendo (/eludendo, /glissando /facendo male… questo dipende anche dal grado di fiducia che si ha nei confronti del sistema, non si entra qui nel merito).
Al momento non si conoscono gli esiti delle abilitazioni, né tantomeno si conosce il funzionamento e il ruolo dell’abilitazione nella questione dei concorsi, spesso in passato foriera di polemiche anche pubbliche e massmediatiche. Con la pubblicazione non solo dei nomi e cognomi, ma anche dei relativi curricula degli “abilitandi”, lo Stato di fatto sta facendo uno sforzo di trasparenza che ci possiamo augurare possa continuare e divenire prassi.
Da un punto di vista analitico si può anche iniziare a impostare un esercizio statistico per comprendere come si sta delineando questo nuovo “filtro” della carriera accademica. Per quanto questa analisi presupponga l’entrata a regime (la celebrazione di futuri concorsi che contemplino l’avere l’abilitazione, nonché più annate di ASN per poter costruire una serie storica) alcune domande possono trovare risposte da subito.
In questo breve post infatti si intende fornire alcune tabelle preliminari che verranno successivamente approfondite allorquando i risultati saranno resi pubblici.
Ci si può ad oggi accontentare delle seguenti curiosità: quante domande si sono inoltrate, e quante domande inoltrano gli aspiranti abilitati in media? Quanti sono gli abilitandi sul totale della piramide demografica corrispondente per settore concorsuale? Chi sono questi abilitandi (per ruolo accademico se sono strutturati nel mondo accademico, e quanti non sono “accademici”)? Quanti strutturati hanno saltato almeno questo primo appuntamento con l’ASN attuando – è soltanto un’ipotesi – un effetto di auto-filtro rispetto a passaggi di carriera (ad esempio da associato a ordinario) a causa, forse, di attività di ricerca scarsa?
Dati.
Tab. 1 – Tripartizione delle domande: strutturati non applicanti, strutturati nelle università applicanti (somma di domande), non-strutturati* abilitandi (somma di domande**)
* i non-strutturati possono essere strutturati in enti di ricerca come il CNR, o personale che svolge lavoro omologabile in enti pubblici (Istat, Enea, Banca d’Italia, ecc.) o anche privati. Possono essere anche liberi professionisti così come “precari” dell’università (professori a contratti, assegnisti, borsisti, ecc.). ** le virgole nelle frequenze indicano le migliaia. I punti indicano i decimali.
La tabella 1 mostra quanti sono gli strutturati negli Atenei (ricercatori, associati e ordinari) che non hanno inoltrato neanche una domanda di abilitazione (34979). 28368 è il numero complessivo di domande fra coloro che sono già strutturati negli atenei italiani; 29693 è il numero totale di domande di coloro che non sono strutturati negli Atenei.
Tab. 1.a – Tripartizione: numero di strutturati accademici non aventi fatto domanda (non applicanti); numero di strutturati negli Atenei aventi inoltrato almeno una domande; numero di abilitandi non strutturati negli Atenei italiani che hanno inoltrato almeno una domanda
La tabella 1.a mostra il numero di persone e non il numero complessivo di domande. 22.538 persone hanno sottomesso almeno una domanda e sono accademici; 20.794 sono le persone che non sono accademici.
Tab. 2 – Numero totale di domande di abilitazione per fascia
1= prima fascia
2= seconda fascia
Tab. 3 – Numero totale di domande di abilitazione per area disciplinare
Tab. 3a – Numero totale di domande di abilitazione per area disciplinare e rapporto sul totale del personale docente accademico strutturato
|
|
personale strutturato |
domande totali |
quoziente |
|
1 |
3161 |
1169 |
37,0% |
|
2 |
2219 |
111 |
5,0% |
|
3 |
2885 |
1061 |
36,8% |
|
4 |
1056 |
382 |
36,2% |
|
5 |
4777 |
1747 |
36,6% |
|
6 |
9897 |
3528 |
35,6% |
|
7 |
2990 |
1018 |
34,0% |
|
8 |
3519 |
1664 |
47,3% |
|
9 |
5039 |
1965 |
39,0% |
|
10 |
5191 |
2607 |
50,2% |
|
11 |
4746 |
1907 |
40,2% |
|
12 |
4713 |
1632 |
34,6% |
|
13 |
4591 |
1916 |
41,7% |
|
14 |
1665 |
832 |
50,0% |
Tab. 4 – Numero totale di domande di abilitazione per area disciplinare e fascia
Tab. 5 – Numero di domande per fascia e per ruolo (solo strutturati negli Atenei), percentuali di colonna
Tab. 6 – Numero di domande per fascia (solo “non strutturati”) e per area disciplinare, valori assoluti
Tab. 7 – Percentili e media di domande inoltrate per persona (esclusi gli strutturati che non hanno fatto domanda)
La tabella 7 mostra come si distribuiscono le persone per numero di domande. Se la media è 1,34 domande svolte a persone, la tabella indica che moltissime sono le persone che ne hanno inoltrate solo 1 (3 su 4), mentre soltanto una persona su 100 (99% percentile) ne ha sottomesse 4 o più. Ciò dimostra che i “pluriabilitandi” sono pochi.
Tab. 7a – Statistiche descrittive delle domande inoltrate per persona per tipologia (“strutturato” e “non strutturato”)
La tabella 7a vuole verificare se i “pluri-abilitandi” sono in prevalenza gli accademici o i non accademici. La media più bassa fra gli accademici (1,258) rispetto ai non accademici (1,428) conferma questa ipotesi. Anche i valori massimi indicano la stessa tendenza: fra gli accademici strutturati vi è almeno un solo caso di persona che ha inoltrato 11 domande; fra i non accademici si riscontra un caso di persona che ne ha inoltrate 30.
Tab. 8 – Numero di domande per persona
|
Numero di domande sottomesse per persona |
Numero di persone che ha sottomesso quel numero di domande |
Numero complessivo di domande |
|
1 |
68222 |
68222 |
|
2 |
7551 |
15102 |
|
3 |
1421 |
4263 |
|
4 |
713 |
2852 |
|
5 |
156 |
780 |
|
6 |
149 |
894 |
|
7 |
23 |
161 |
|
8 |
34 |
272 |
|
9 |
8 |
72 |
|
10 |
18 |
180 |
|
11 |
2 |
22 |
|
12 |
4 |
48 |
|
13 |
1 |
13 |
|
14 |
1 |
14 |
|
15 |
1 |
15 |
|
16 |
1 |
16 |
|
18 |
1 |
18 |
|
22 |
1 |
22 |
|
26 |
1 |
26 |
|
30 |
1 |
30 |
| Totali |
78309 |
93022 |
| Media a persona |
1,1878839 |
|
Tab. 9 – Controllo sugli abilitandi con molte domande sottomesse per tipologia (2= strutturati negli Atenei; 3= non strutturati negli Atenei)
Come per la tabella 7a, si intende qui comprendere meglio i pluriabilitandi rispetto al loro status: strutturati negli Atenei o non strutturati negli Atenei (che possono essere come detto strutturati, ovvero dipendenti, in altri enti).
Tab. 10 – Dettaglio per settore concorsuale e fascia delle domande inoltrate nell’area 1
La tabella 10 mostra un dettaglio per settore concorsuale (ad esempio 1/A1 è il settore LOGICA MATEMATICA E MATEMATICHE COMPLEMENTARI e il relativo _1 o _2 susseguenti indicano la fascia per la quale si è fatta la domanda). I dati a disposizione consentono di poter produrre la stessa statistica per tutte e 13 le altre aree. Qui per motivi di spazio si mostra soltanto l’area 1.
Ulteriori sviluppi
Una volta che si potrà vedere chi è stato ritenuto abile a ricoprire il ruolo nel settore e per la fascia corrispondente, sarà possibile capire quale sarà stata la ratio della nuova istituzione dell’abilitazione: si saranno abilitati un numero di poco superiore, o molto più largo, rispetto all’effettiva capacità del settore di assorbire quei “potenziali candidati a concorso”? Del resto i futuri pensionamenti sono facilmente calcolabili per area disciplinare e se ci si abilita probabilmente si tenteranno i futuri concorsi. Quanti cambiamenti di settore si saranno verificati? Viene sempre rispettata la scala gerarchica o candidati molto bravi possono aspirare a carriere più rapide?
Per queste domande bisognerà attendere altro tempo, e svolgere analisi più approfondite.
Nota metodologica. I nominativi sia degli strutturati negli Atenei Italiani, che i nominativi degli abilitandi non possono essere considerati univoci: molti sono i casi di omonimia. Questo problema nel matching dei dati è stato ridotto aggiungendo a cognome e nome anche il numero dell’area disciplinare, riducendo a un decimo circa le omonimie (140 circa sono le persone che si chiamano allo stesso modo dentro un’area disciplinare). Le restanti omonimie sono state disambiguate manualmente. In questa analisi tutti i nomi che incrociano un nome di uno strutturato è stato considerato valido, anche se un non strutturato “esterno” (un assegnista di ricerca, un ricercatore di altri enti come CNR o Istat, o semplicemente uno studioso) potrebbe avere lo stesso nome e cognome di uno strutturato della stessa area disciplinare. Si suppone che questi casi siano molto ridotti e non inficino le statistiche aggregate qui esposte. Le presenti elaborazioni sono state computate a partire da un dataset unione fra il corpo docente degli Atenei scaricabile dal sito del MIUR (Α) e l’insieme delle domande degli abilitandi (B) (superiore al numero totale delle persone che hanno presentato le domande, essendo possibili applicare per più settori e/o fasce). Quindi si tratta di A ∪ B. Il dataset ricavato prevede quindi 93.040 osservazioni (insieme unione fra 58.060 domande di abilitandi e 57.518 strutturati) e le seguenti variabili: nome (cognome nome_numeroareadell’abilitando, variabile di chiave di incrocio), fascia (prima o seconda), area dell’abilitazione tentata, settore concorsuale per la quale si applica + variabili di descrizione dello strutturato (ove si incrocia): area dello strutturato, ateneo, settore concorsuale, SSD. Il dataset quindi ha come osservazioni le domande, e può essere visto come le parti dell’insieme unione di due insiemi: abilitandi che non sono strutturati negli atenei (B – A); abilitandi che sono strutturati negli Atenei (A ∩ B); non abilitandi che sono strutturati negli Atenei (A – B). Al momento attuale non sono presenti informazioni circa i CV caricati in quanto il lavoro si prospetta estremamente dispendioso se condotto sull’universo. Successivamente si è costruito un database più omogeneo che contenesse come osservazioni persone fisiche (e non domande e persone fisiche), conservando tutte le informazioni precedentemente costruite: il settore di una domanda è stata computata con 358 dummy pari al doppio dei settori concorsuali (ogni settore ha la domanda per prima e seconda fascia). La somma dei valori delle dummy dà il totale delle domande inoltrate per persona.














Chi siano gli abilitati lo scopriremo presto. Posso solo dire che, con tre mediane su 3 da CINECA in area chimica sono stato bocciato. Da precario. Unico ad aver fatto domanda nel mio ssd (strutturati inclusi) del mio Ateneo. E qualcuno dovrebbe spiegarmi perché. Si parla di “pulizia etnica” da parte di qualche commissione. Si…letto bene. Pulizia etnica. Quattro persone (i commissari italiani) decideranno i futuri reclutamenti in tutta italia. Altro che riforma anti-baronale! Povera Universita’.
Prevedo una marea di ricorsi.
E’ proprio questo il limite: per ora non si può dire molto, ma fra un paio d’anni si avranno tutti i dati per dire se e come la ratio dei reclutamenti sarà cambiata.
A me pare assurdo che possano bocciare un abilitando che supera correttamente 3 mediane su 3. E’ vero che il giudizio dei commissari è insindacabile, ma in questo caso ci vuole una motivazione specifica, ad esempio numero elevato di autocitazioni, nessuna pubblicazione con meno di cinque autori, ecc. Ma anche in questo caso, il ricorso diventa possibile. Fossi un commissario andrei molto cauto a bocciare uno che supera le tre asticelle solo perchè non strutturato, precario, ecc.
“…ad esempio numero elevato di autocitazioni, nessuna pubblicazione con meno di cinque autori, ecc. …”
Niente di tutto cio’ e purtroppo confermo tutto.
E aggiungo: io precario bocciato da associato con 3 mediane su 3 e con 2 mediane superiori a quelle richieste per l’ordinario! Buon Ferragosto.
Se non ho capito male, alcuni non si limitano a parlare male della bibliometria, ma addirittura la ignorano.
E’ proprio quello che il MIUR e l’ANVUR non volevano: commissari che fanno di “testa loro” senza alcun aggancio alla bibliometria.
Saranno invece contenti… . Beh e’ chiaro.
Prof. Salasnich wrote:
“E’ proprio quello che il MIUR e l’ANVUR non volevano: commissari che fanno di “testa loro” senza alcun aggancio alla bibliometria.
Saranno invece contenti… . Beh e’ chiaro.”
Evidentemente sono sotto mediana per la comprensione del testo perche’ non mi e’ chiaro chi sara’ invece contento… Potrebbe esser più chiaro?
Nel dubbio, posso solo aggiungere che nemmeno io credo in questo tipo di valutazione e avrei auspicato mediane statiche (quindi semplici valori di soglia) piuttosto che queste mediane così ballerine e attaccabili. Inoltre, sto già assistendo a quanto ROARS (e tutta la gente di buon senso) aveva preannunciato e cioè curricula gonfiati a dismisura con gente che da 2 pubblicazioni/anno è passata magicamente a quasi dieci/anno (parlo di ricercatori e precari, non ordinari a capo di un folto gruppo), autocitazioni, pubblicazioni di “fuffa” su riviste compiacenti, aumento del numero degli autori per scambio favori e generale abbassamento della qualità dei lavori nella rincorsa delle mediane. Tutto molto triste.
Detto questo, STANTE la legge Gelmini, i commissari avrebbero dovuto tener conto delle mediane (almeno come criterio di minima) e ricordarsi che trattavasi NON di procedura comparativa.
Altrimenti mi si deve spiegare come mai, io -precario, insisto- con tre mediane su tre (e 2 da ordinario) sia stato bocciato tra gli associati. E ribadisco di avere dei primi-nome negli ultimi 5 anni, no autocitazioni, etc etc…
Dico questo (e porto sempre il mio caso, ma come il mio ne verranno fuori altri), perche’ la commissione, giustificando e avvalorando il proprio operato su coloro che sono stati bocciati , si è AUTOMATICAMENTE esposta ai ricorsi, con danno per tutti (sommersi e salvati) perche’ i primi dovranno star fermi due anni (e faranno ricorso) e gli altri dovranno aspettare l’esito dei ricorsi!
Con il blocco dei due anni, doveva essere ASSOLUTAMENTE chiaro, dalla pubblicazione dei criteri di valutazione dei commissari, chi avrebbe dovuto ritirare e chi lasciare la domanda. Evidentemente cosi’ chiaro non era dato che io non ho ritirato la domanda e con me il 50% (dato sottostimato…conosco il numero esatto) degli aspiranti associati bocciati del mio s.s.d..
Tutti stupidi???
A patto di non voler dare un peso eccessivo agli ulteriori criteri e parametri del tipo esser stato relatore di tesi di dottorato o responsabile locale di PRIN dato che ad un precario tali possibilità sono precluese in partenza e quindi considerate alla stregua di clausole VESSATORIE.
Insomma, capisco che la bibliometria anvuriana fa schifo, ma la Commissione, facendo COMPLETAMENTE di “testa propria”, se in buona fede (e dubito, visti i numeri), con il proprio atteggiamento potrebbe aver vanificato l’intera procedura in quel settore, arrogandosi poteri non propri.
Spero di esser stato chiaro.
Saranno contenti coloro che difendono il concetto di “scuola accademica”.
Sono solitamente dei professori ordinari anziani convinti di dover presidiare
“la purezza del settore”.
Spesso si tratta di persone reclutate OPE LEGIS negli anni 70 o 80 che, essendo circondati effettivemente da mediocri (assunti come loro), pensano di essere dei gran fighi, mentre sono solo di livello internazionale medio o medio-basso.
Nota storica.
Negli anni 70 era abbastanza normale, nel settore pubblico, dopo un paio d’anni di precariato diventare di ruolo OPE LEGIS.
Esempio: gli specializzandi di medicina. Ci sono stati adirittura casi di laureandi di medicina assunti (per errore) di ruolo come medici in ospedale.
Altro esempio: i “professori incaricati” (di insegnamento, cioe’ professori a contratto) diventati “professori incaricati stabilizzati”.
Con la legge del 1980 di riforma dell’Universita’,
quasi tutti i “professori incaricati stabilizzati” sono diventati PA cosi come gli “assistenti di ruolo”. Il “quasi” e’ dovuto al fatto che per diventare professore associato era necessario superare un “giudizio di idoneita’”.
Anche alcuni “tecnici laureati” sono diventati PA in base a questa legge.
In base alla stessa legge del 1980, chi aveva usufruito di una qualche borsa di studio ministeriale o simile e’ diventato RU.
Si tratto’ di una sanatoria generalizzata che riempi l’universita’ italiana di 25-30nni che stanno andando in pensione ora.
Coloro tra questi che, in seguito, sono diventati PO con un vero concorso (forse l’unico che hanno fatto) si sentono dei fenomeni: la vera “classe dirigente” del Paese, che deve guidarne i destini. Il che puo’ anche essere vero. Forse.
Purtroppo pero’, in diversi casi, questi PO sono diventati autoreferenziali e slegati al contesto internazionale. Questo spiega, ad esempio, la difficolta’ di reclutamento adeguato che trovano i giovani che si occupano di nuove discipline.
Il “PO autoreferenziale standard” (POARS) sa cosa e’ importante e cosa no.
Se un candidato pubblica da solo, PORARS dice non va bene perche’ il candidato e’ isolato.
Se il candidato pubblica in gruppo, POARS dice non va bene perche’ il candidato non dimostra autonomia.
Se il candidato fa entrambe le cose, POARS dice non va bene perche’ i risultati ottenuti non sono significativi.
Se si fa notare al POARS che il candidato ha tante pubblicazioni su riviste ad alto impatto ed moltissime citazioni, POARS dice che la cosa non e’ significativa perche’ la bibliometria non funziona.
Io penso che i commissari senza alcuna fatica posono discernere una buona candidatura da una farlocca. Io analizzando i curricula dei candidati del mio settore 01/B1 – Informatica, ho trovato, oltre a ottime candidature, in non pochi casi varie incongruenze che i commissari potrebbero avere portato alla luce con estrema semplicità. Ne dico qualcuna:
– alcuni presentano molti lavori, ma su argomenti e riviste che interessano altri settori, quali la biofisica, la geofisica, la biologia, l’elettronica, ecc. Superano brillantemente le 3 mediane, ma con paper che con l’informatica non hanno nulla a che vedere. Chiaramente hanno presentato le loro candidature anche nei settori di competenza;
– altri (molti) presentano una sfilza di lavori su convegni con molte citazioni che permette loro di raggiungere un h-index elevato. Ma in vari casi non sono lavori assolutamente comparabili con quelli su riviste di elevato quality factor; il numero di citazioni alle volte appare ridicolmente alto. Ho notato pubblicazioni di 3 pagine su convegni con più di 150 citazioni;
-alcuni candidati, pur superando la prima mediana (10 pubblicazioni su rivista nel caso del settore 01B1), hanno lavori su riviste con quality factor medio basso (non di rado non superiore allo 0.5).
Dico tutto questo perché con buon discernimento i commissari saranno stati sicuramente in grado di rilevare candidature che, con artifizi vari, superano le 3 mediane. Essi in questo caso possono addurre giustificati e chiari motivi. Negli altri casi, mi spiace, ma non penso proprio sia possibile addurre motivi di bocciatura; lì giustamente il candidato farà ricorso perché oggettivamente credo abbia concreti motivi per arrabbiarsi. Ciò determinerà senz’altro un ulteriore slittamento dei concorsi e delle chiamate locali. Spero di cuore nel giudizio corretto delle commissioni e in un loro certosino lavoro di discernimento….
Ehm, premesso che le mediane di 01/B1 le passa anche Topo Gigio, non mi sembra cosi ovvio capire cosa sia il settore “informatica”.
Ad esempio, supponiamo che si siano fatti dei calcoli al computer di cromodinamica quantistica (QCD) utilizzando programmazione parallela con un cluster di 128 PC.
Perche’ non e’ informatica? Chi lo decide?
E se invece erano conti di fludidodinamica sulla laguna di Venezia, andava tutto bene?
Credo che, appunto, sia un problema di appartenenza o meno ad una “Scuola Accademica” (cioe’ a quelche PO di riferimento).
Ci sono persone molto brave che nascono in un settore (tipicamente 02) e poi tendono ad espandersi anche in altri settori, nonostante
le fortissime resistenze che essi incontrano.
Che le mediane del settore 01/B1 le passi anche topo Gigio, a meno che topo Gigio non sia esperto del settore, posso assicurarti che non è assolutamente vero. Infatti, conosco tanti ricercatori strutturati di informatica (qualcuno anche da anni) che non si sono candidati o si sono ritirati perché non superavano le mediane. Per quanto concerne i lavori inerenti altri settori io mi riferisco a questioni precise, come articoli teorici di cosmologia, esperimenti di fisica nucleare, ecc., che non hanno alcun contenuto informatico. Si il problema di questo settore è che si può pensare attinente a qualsiasi cosa sia legata al mondo informatico. Invece non dovrebbe essere così, in quanto esso poggia nell’area 1 perché ha solide fondamenta nei settori matematici che sfociano poi nella logica, nell’algoritmica, e così via. c’è però molta confusione; ecco perché gli ingegneri informatici si candidano tutti oltre che sul loro settore su questo presentando lavori che concernano architetture hw, reti e protocolli di rete, ecc., cioè inerenti l’ingegneria informatica. E’ un settore che appare generalizzato, ma nella sostanza non dovrebbe affatto essere così (altrimenti non dovrebbe rientrare nell’area 1). Questo comunque è un altro discorso; alcuni candidati hanno presentato lavori che di informatica non hanno nulla.
Quando ero postdoc a matematica (settore 01/A5) percepivo negli altri postdoc (laureati in matematica) il terrore di essere scavalcati nella carriera dal fisico. Per fortuna loro, in Italia ci sono tanti POARS, e quindi ho preferito tornare tra i fisici, anche se a 200 km da casa.
Bellissimo servizio, come sempre di alto profilo e utile. Oltre a comunicargli la mia solidarietà, vorrei chiedere a sargenisco come fa a sapere di essere stato bocciato. Attendo con gratitudine un cenno e ringrazio in anticipo, MG
Come faccio a saperlo? Perché le liste girano… E non solo quelle.
e che altro può essere? i verbali? grazie della risposta, rinnovo la piena solidarietà, MG
C’è qualcuno che ha presentato 30 domande. Ammettendo che abbia sempre fatto domanda per prima e seconda fascia, l’ha fatta in almeno 15 settori concorsuali. Considerato che l’area più numerosa (area 10) ha 14 settori concorsuali, vuol dire che ha fatto domande in almeno due aree diverse.
Si tratta di qualcuno che ha voluto testare il sistema o battere un record?
Quella persona è in Area 13 (13 Settori): ha applicato su tutti i settori, sia in prima che seconda fascia, quindi 30 domande. In teoria non c’è la privacy perché sono dati pubblici, ma per sicurezza il nome non lo faccio. Faccio presente che ho considerato come “diverse” le persone che – pur avendo lo stesso nome e cognome – hanno applicato in aree diverse. In realtà alcune persone che veramente hanno fatto domande in aree diverse esistono (anche qui, potrei fare un paio di nomi), ma disambiguare le omonimie (non potendo disporre dei codici fiscali) è particolarmente dispendioso…
volevo dire che l’Area 13 ne 15 di settori, e che quindi il totale fra I e II fascia è 30.
Errore mio. Ma 30 domande… caspita.
Commentini minimali:
1)Un dato che mi pare manchi e’ il seguente: quanti “strutturati negli atenei” hanno applicato a piu’ di 2 abilitazioni ?
2)Mi fa un effetto strano essere uno dei 4 che hanno spedito 12 domande…
3)Che non si sappiano i nomi degli abilitati mi pare esagerato… diciamo che non si sanno ufficialmente. Nel settore Analisi Matematica, poi, i nomi dei vincitori sono stati da tempo comunicati via email da uno dei commissari.
4)Visto che ci siamo, se qualcuno di voi e uno dei commissari di “Analisi matematica e probabilita’ etc…” lopregherei di inviarci pure le motivazioni delle bocciature please…
5) Per vie traverse so anche di essere stato cassato pure in un altro settore, con la “simpatica” scusa che ho un bel curriculum ma non ho il bollino blu (eppure mi ero letto molto bene la descrizione del settore, che dire… o non l’ho capita io o i 4 augusti professori. qualche indicazione preliminare me la dara’ a suo tempo il mio avvocato…).
6)Spero che lo stesso ragionamento sul bollino non lo facciano le altre commissioni… altrimenti, visto che il mio settore (biomatematica) non esiste (in italia) rischio altre 8 inc… ehm… delusioni… Per fortuna il mio (summenzionato) avvocato di fiducia e’ mio “cuggino”, quindi mi fara’ uno sconto..
7) tra le tante possibili statistiche da fare dopo la pubblicazione “ufficiali” dell’elenco degli abilitati, suggerisco caldamente di inserire un controllo sulla percentuali di promossi tra i candidati provenienti dai dipartimenti cui afferiscono i commissari.
spero di rispondere stasera (ho il file definitivo a casa) sul punto 1. Sui 5 a seguire sono meno che impotente; sul 7 sono possibilista.
ecco la risposta al punto 1) [sperando che il copia incolla venga leggibile]
Tabella che riporta la distribuzione degli abilitandi che sono strutturati nelle università italiane (da 1 domanda al max)
n_application
——————————————————
| Freq. Percent Valid
————–+—————————————
Valid 1 | 18324 81.30 81.30
2 | 3270 14.51 14.51
3 | 554 2.46 2.46
4 | 255 1.13 1.13
5 | 61 0.27 0.27
6 | 49 0.22 0.22
7 | 4 0.02 0.02
8 | 10 0.04 0.04
9 | 2 0.01 0.01
10 | 8 0.04 0.04
11 | 1 0.00 0.00
Total | 22538 100.00 100.00
——————————————————
Per pura curiosità, quanti sarebbero in percentuale i candidati abilitati rispetto al numero di abilitandi nel settore Analisi Matematica?
@ Demetra: che io sappia non si sanno proprio i nomi di chi è stato valutato abile e chi no, in nessun settore. Se qualcuno sa qualcosa credo lo sappiano per via informali.
Mi intesevva avere questa informazione sintetica, stante quanto dichiarato nel punto 4) da Alberto d’Onofrio, in quanto c’è stata qualche settimana fa l’indiscrezione, pubblicata su alcuni siti web, che in vari settori i commissari avrebbero bocciato chi passa 3 mediane su 3 e dato l’abilitazione a chi ne passa una sola (si veda la web page http://blog.ilmanifesto.it/quintostato/tag/roars/)Ciò presupporrebbe la chiara intenzione di non seguire le indicazioni dell’ANVUR e di voler attribuire valutazioni completamente soggettive che a qualcuno possano sembrare poco inclini a valorizzare il merito. Spero siano solo indiscrezioni e nulla più. Altrimenti oenso che fioccheranno molti ricorsi, come è giusto che sia…
Se sono informazioni non ufficiali, meglio non trattarle. Aspettiamo i responsi e poi proverò ad analizzare i dati.
c’è un errore nella definizione dei “non strutturati”. infatti oltre a precari e ricercatori di enti tra di essi rientrano anche tutti coloro che lavorano all’estero dove possono essere sia precari sia con posizione tenured.
Sì certo. I “non strutturati” sono i non-strutturati-negli-atenei-italiani. Uno può tranquillamente essere di cittadinanza italiana (o anche non italiana) e lavorare come strutturato (o anche non-strutturato) in un qualsiasi altro Paese del mondo e non ricadere della dizione accorciata “non strutturati”.
Grazie per l’articolo, ben fatto e strutturato. Detto questo, aspettiamo di vedere “le motivazione delle sentenze”…anche se davvero prevedo ricordi a go go!!!
Bel lavoro. Perché nella tabella 1 tra i non abilitandi vengono conteggiati anche gli ordinari tra gli strutturati? Gli ordinari che hanno fatto domanda per un altro settore sono un numero statisticamente significativo?
Infatti. No, in realtà sono pochi, e quei pochi andrebbero controllati. Potrebbe essere che alcuni che hanno fatto domanda siano in realtà degli “esterni” che incappano in una omonimia con un ordinario (e quindi poi io incrociandoli li “becco” come “abilitandi” anche se in realtà non avrebbero un motivo particolare di applicare, dato che sono “arrivati”). In futuro cercherò di pulire meglio, il problema più grande è stato visionare uno per uno 120 casi circa di omonimia intra-area.
Certo, il lavoro è complicato essendo poi il mondo accademico italiano noto per l’abbondanza di omonimie! :-)
Tabella 3
area 2: strutturati 2219, domande 111 (5,0%)
scorrendo le liste dei candidati dei SSD di area 2 non mi sembrano così pochi… e poi una % di domande/strutturati così bassa rispetto alle altre aree, che tutto sommato sono omogenee per questo rapporto (34-50%)…
sicuro che il dato sia corretto?
Roberto Simonini
C’è di più: sia tutta quella tabella (3a) che la 8 sono interamente sbagliate. Avevo copiato dei dati da STATA a Excel per sbrigarmi con l’editing delle tabelle e credo di aver commesso lì degli errori (si può notare che sono infatti copiabili mentre le altre sono immagini prese dagli output di Stata). La tabella 3a molto probabilmente ha un errore nell’area 2, ma anche le altre sono aree sono scorrette, fermo restando che il rapporto fra domande e “piramide” al presente può essere fatta in diversi modi (per fascia, per strutturati o non stutturati, per ruolo, ecc.). Visto che il copia incolla sul commento non viene, eventualmente chiederò alla redazione di caricare una errata corrige.
Gli errori in queste tabelle sicuramente sono presenti e dovuti alla pulitura dei dati, ma questa era grossolana.
Grazie per la segnalazione.
Rimedio così per ora [l’area 2 è quella che di più “bussa alla porta”]:
Prima colonna: % di domande di abilitazione sul totale del personale strutturato per area
Secoda colonna: % di domande di strutturati nelle università sul totale degli strutturati per area
Terza colonna: % di domande dei non-strutturati nelle università sul totale degli strutturati per area
1 79,2% 43,6% 35,6%
2 197,3% 70,4% 126,9%
3 80,5% 47,4% 33,0%
4 118,6% 44,5% 74,1%
5 126,9% 48,4% 78,5%
6 94,9% 46,8% 48,1%
7 67,0% 36,6% 30,4%
8 100,5% 51,9% 48,6%
9 87,7% 44,7% 43,0%
10 121,8% 59,3% 62,5%
11 120,8% 51,2% 69,7%
12 63,1% 39,5% 23,6%
13 103,4% 63,5% 40,0%
14 124,0% 59,5% 64,5%
total 102,2% 49,9% 52,3%
@GiulioMarini : grazie mille per la risposta e per il complessivo lavoro fatto !
Tabella 8 corretta:
prima colonna: numero di domande fatte a persona
seconda colonna: numero di persone che hanno fatto quel numero di domande
Terza colonna: 1° * 2° colonna
totale 58055 domande
1 33249 33249
2 7546 15092
3 1422 4266
4 713 2852
5 155 775
6 149 894
7 23 161
8 34 272
9 8 72
10 18 180
11 2 22
12 4 48
13 1 13
14 1 14
15 1 15
16 1 16
18 2 36
22 1 22
26 1 26
30 1 30
tot 58055
Avrei una curiosità, scusate se non è attinente all’articolo: qualcuno di voi sa cosa è stato trasmesso di preciso alle commissioni dei settori bibliometrici riguardo ai tre parametri di ciasun candidato?
precisamente per ciascun candidato sono stati trasmessi
A) i valori precisi dei tre parametri
B) solamente tre “semafori” indicanti il superamento o no delle tre mediane
C) un solo “semaforo” indicante se almeno due dei parametri erano superiori alle mediane
?
grazie
Elena
Credo A).
mi risulta che siano stati trasmessi i valori dei tre parametri (A), ovviamente quando CINECA li aveva e li considerava ‘definitivi’ (si prega di non ridere…)
A me risulta che sono stati trasmessi con “asterisco”. O sbaglio?
Grazie delle risposte. Scusate l’ignoranza, che vuol dire parametri con asterisco? non certi?
Si, suscettibili di aggiustamento
Credo che le commissioni possano chiudere definitivamente le procedure solo dopo che tutti gli “asterischi” sono spariti.
Cara Redazione ROARS,
vi ringrazio innanzitutto per l’utile lavoro che avete fatto e continuate a fare per tutti noi.
Avrei da porvi una domanda sul ritiro della domanda alle abilitazioni.
In particolare vorrei sapere se c’è una possibilità di ritirare la domanda anche dopo che siano trascorsi i 15 giorni dalla pubblicazione dei criteri.
Vi ringrazio in anticipo della risposta.
Non credo sia possibile. Da quanto capisco, dopo quella data la commissione è comunque tenuta a valutare il candidato.
Assolutamente no!
mancano 20 gg alla scadenza per i lavori delle commissioni non-bibliometriche, qualcuno sa che si prevede ? I risultati usciranno per il 23 o si prospetta un’ulteriore-ulteriore proroga ?
e chi lo sa?
Ci sono state parecchie dimissioni. Alcuni sorteggi sono stati effettuati da qualche giorno. Ci sarebbe una proroga a fine dicembre, secondo voci di corridoio Miur.
da vedere se globale o settoriale…
L’ultimo sorteggio è del 27 agosto. Tra insediamento della commissione, scelta dei criteri e loro pubblicazione, 15 giorni per il ritiro della domanda, riunioni per valutare le domande e preparazione dei verbali….almeno due mesi ci vogliono, no?
spero settoriale. Che alcune commissioni, dopo mesi, siano ancora in alto mare è una vergogna e non possono penalizzare in eterno chi invece il lavoro l’ha fatto.
Probabilmente la scelta (globale o settoriale) dipenderà dal numero di commissioni che stanno per naufragare. In fondo, è un altro tassello del magico mondo della valutazione all’italiana.
Non e’ una vergogna .. è uno scandalo. Se l’accademia non è in grado di fare un abilitazione in 12 mesi che vengano licenziati in tronco tutti gli ordinari. La mia è una provocazione ma in Italia nessuno è mai responsabile di niente.
Se non ricordo male, il ministro aveva detto che voleva che tutti i risultati uscissero insieme. Il problema è che se andiamo a dicembre siamo già a ridosso della seconda tornata di domande: ai commissari arriveranno domande nuove senza avere ancora chiuso quelle vecchie?
Quali sono le giustificazioni addotte al mancato rispetto dei tempi di valutazione? Non possiamo accettare che si facciano ulteriori slittamenti senza opportune e puntuali giustificazioni. E’ necessario garantire la trasparenza in ogni processo dell’atto amministrativo, non solo pubblicare i curricula dei candidati. Se ci sono commissioni che hanno necessità di ulteriori dilazioni vanno esplicitate le motivazioni. Qui stiamo parlando di proroghe su proroghe e non è pià pensabile non effettuare alcun chiarimento, ma solo uscirsene con una delibera con la dichiarazione dello slittamento e stop; è necessario un chiarimento soprattutto nel rispetto dei candidati in attesa dei risultati.
Il susseguirsi delle proroghe implica due problematiche di tipo diverso: 1. l’accavallarsi con le domande della seconda tornata (modificheranno i termini?); 2. il “rischio” che una parte dei risultati venga ufficializzato prima della fine della tornata complessiva. Cosa faranno in questo caso le sedi universitarie? Inizieranno le procedure per le chiamate o i concorsi locali sulla base di risultati parziali?
In realtà, è il sistema che non ha funzionato e non poteva funzionare.
invece di concedere proroghe dovrebbero applicare sanzioni economiche e amministrative ai commissari che non rispettano le scadenze fissate per le valutazioni
Ottima proposta. Magari cominciando dal gruppo concorsuale 06/F2-Malattie apparato visivo, che ha prodotto l’unica commissione su 184 che a oggi, cioè a NOVE MESI E MEZZO DALLA CHIUSURA DEL BANDO, non ha ancora realizzato nemmeno la prima riunione, quella in cui si fissano i criteri. Immagino che termineranno i lavori, nel migliore dei casi, a fine febbraio
Io insisto. La trasparenza di un atto o di un processo deve essere considerata a 360 gradi, non riguarda solo la pubblicazione dei curricula di commissari e candidati. Un candidato deve conoscere i motivi che non hanno permesso la commissione a fissare i criteri ad oltre nove mesi dalla chiusura del bando; inoltre, la commissione deve prendersi le proprie responsabilità, non può fare ciò che vuole con i tempi che più le piace senza rispettare regole e deadline. Non è normale che il candidato debba rispettare in maniera ferrea i tempi di chusura per la partecipazione e per il ritiro della candidatura e la commissione può infischarsene di rispettare alcunchè. Ache la storia di finire tutti insieme sembra imposta dal MIUR è allucinante. Ciò vorrebbe dire che, ad esempio, si andrà avanti con proroghe finchè i commissari del settore 06/F2, che ancora devono effettuare la prima riunione, non terminino i loro lavori. Ma scherziamo? Spero non sia vero.