Lo scorso 18 giugno la VII Commissione parlamentare ha concluso i suoi lavori e dato mandato al relatore Gerolamo Cangiano di riferire alla camera dei deputati l’esito favorevole dei lavori (che si possono leggere qua). In commissione gli emendamenti dell’opposizione sono stati tutti respinti. Arriva quindi alla Camera, nella sostanza blindato, il testo approvato dal Senato. La spartizione delle poltrone d’oro di ANVUR tra i partiti di maggioranza ha permesso il via libera al testo della riforma che stava provocando attriti tra Forza Italia e FDI.
I lavori dell’assemblea sono iniziati il 19 giugno con una laconica presentazione da parte del Relatore. Gli interventi delle forze di maggioranza e opposizione sono riportati nel documento che potete leggere in calce. Nel suo intervento il deputato Antonio Caso (M5S) ha ricordato le parole della Ministra Bernini che di fronte alle proposte emendative unitarie della minoranza rispondeva:
“Il dialogo è sempre utile quando serve a rafforzare qualità, trasparenza ed efficacia del sistema universitario. Per questo accolgo con favore l’invito delle opposizioni ad aprire un confronto
sulla riforma del reclutamento. Organizzeremo a breve un incontro strutturato (…)”.
A seguito di questa presa di posizione pubblica, si fermano i voti in Commissione e l’analisi del provvedimento. Si svolge un incontro tra governo e parte delle opposizioni che si conclude con un “vi faremo sapere”. Poi un mese di silenzio. E poi di nuovo le votazioni in commessione.
Cosa era accaduto, intanto, dietro le quinte? Era successa una cosa tanto semplice, quanto becera: una spartizione vera e propria delle poltrone all’interno dell’Anvur, all’interno dell’Agenzia – che dovrebbe essere indipendente – che valuta la ricerca e l’università in Italia. E prima di questo, infatti, la Ministra aveva anche cambiato i regolamenti dell’Agenzia, aveva fatto in modo che il Governo potesse nominare, avesse più forza per nominare direttamente imembri all’interno di questa Agenzia. Quindi, cambio il regolamento e, poi, la spartizionebecera, classica: una poltrona a Fratelli d’Italia,una poltrona alla Lega, una poltrona a Forza
Italia.

