Ohimé, ohimé,  costui non si cura né di vivere né di morire. (Benvenuto Cellini, La  Vita). Il tempo porta sempre la verità. Peccato che non la porti sempre in tempo.  (P.-A. CHODERLOS DE LACLOS,Lettere inedite).

La tentazione è di scegliersi un genere letterario. Per esempio, il romanzo epistolare: scrivere lettere per avere risposte, leggere e scrivere lettere per dare corpo ad eventi, per fare avanzare la storia (del romanzo). La sensazione è che ciò avvenga con Roars, si legge, si scrive, ti rispondono, hai degli interlocutori, trovi chi ne sa più di te, chi ti apre spiragli che non ti aspettavi e chi ti delude (ma non importa!). In questa assemblea epistolare permanente, bell’esempio di democrazia plurale, di scritti talentuosi e di confessioni, di sfoghi e di analisi ferratissime, si svolge forse l’ultimo atto di quello che doveva essere il Concorso del nuovo secolo, il trionfo algido della meritocrazia affidata ai numeri, gestito da un’Agenzia di nomina politica, che pretendeva di mettere ordine nel caos con una parola magica, valutazione. Ma valutazione sotto tortura: loginmiur, popolamento (sic) del sito docente, ISBN (ma un libro non è un ISBN, è quello che c’è scritto, è chi l’ha scritto), VQR, prodotti di ricerca, PDF (angoscia!) e poi una specie di concorso per diventare commissario di un concorso (“Ma non ne ho fatti abbastanza nella mia vita? Perché solo in Italia? Ma avrò mediane e semafori? Mi notano di più se sono nella lista o se non ci sono? Quasi quasi mi taccio”).

  È esplosa così l’Abilitazione, degno portato della legge Gelmini, frutto a sua volta di una campagna forsennata di discredito dell’Università pubblica, cavalcata da potenti testate giornalistiche: “I concorsi universitari sono corrotti. Sistemano mogli e figli”. Vero! Ma tanti non lo fanno e si preparano a denunciarlo su Roars, quando accadrà. I have a dream: essere valutata, ma per davvero e non per burla, da gruppetti di colleghi che fanno cordata, dietro sigle misteriose al grande pubblico: Gev, Supergev, Subgev, Gdl (Orwell?), per imporre una piccola, grande rete di potere, cooptati, non si sa come e perché (e ahimé, in mezzo a loro ci sono studiosi validissimi) e cooptanti colleghi stranieri, talvolta amici degli amici.

 E siamo in pieno romanzo epistolare. Schiesaro e Massarenti scrivono ad Anvur, oppure a Profumo fingendo di scrivere ad Anvur, o viceversa. Un’ex ministra scrive una mozione con altri due parlamentari di diversi partiti (ma della maggioranza montiana) per chiedere praticamente lo scioglimento dell’Agenzia e l’azzeramento dei passi falsi fatti. Scrive il Cun, scrive la Crui, scrivono le Consulte disciplinari, altrimenti dette Società scientifiche. Cosa sono queste mozioni se non lettere al Ministro? Scrivono singoli studiosi per difendere i loro campi di studio e la loro idea di cultura. Roars pubblica tutto. Ma Profumo le legge queste epistole? Anvur le legge? Anvur si, promette nuove liste di riviste, cambia le mediane, le mobilizza, parla anche attraverso qualche Presidente di Gev, confessa e ritratta il pasticcio senza limiti che costa soldi ai contribuenti e notti insonni ai candidati. Roars lancia due appelli per salvare le abilitazioni. Nessuna risposta. Inchioda i Superesperti alla responsabilità di aver trascinato nel fango l’Università italiana pubblicando le liste delle riviste “scientifiche”, frutto, queste liste, di incompetenza, cialtroneria, forse di un lavoro appaltato dall’Anvur, ma prontamente riprese dalla stampa per insultare chi ha pubblicato e non chi ha dato a quotidiani e a riviste parrocchiali il sigillo della scientificità.

E Ministro e Miur continuano a non rispondere[1]. Ma adesso devono farlo. Ci sono denunce circostanziate, ricorsi presentati e minacciati, che non consentono di temporeggiare. Voglio dire che si possono avere idee diverse di cosa debba essere l’Università pubblica di cui Profumo è Ministro, ma di fronte ad errori, mistificazioni, sospetti, che hanno messo in subbuglio il mondo accademico, ci sono risposte ineludibili, ancorché parziali, che vanno date subito.

 

Provo ad esporre, con molta semplicità, quel che Profumo non può non fare:


   1. Imporre il ritiro immediato delle candidature a commissari dell’Abilitazione scientifica nazionale a Gev, Supergev e componenti dei Gruppi di lavoro riviste e libri scientifici, per evidente conflitto d’interessi, aggravato dalla presenza di molti di loro nei comitati editoriali delle riviste dette di fascia A e dalla  partecipazione alle procedure di ammissibilità dei candidati commissari, ivi compresa la validazione (o peggio, come è prevedibile, l’autovalidazione) finale della lista dei sorteggiabili. Tale conflitto è reso ancora più pesante dall’esistenza della cosiddetta terza mediana, strettamente collegata alla classificazione delle riviste a cui i Gev hanno partecipato, come risulta tra l’altro, da documenti ufficiali Anvur[2]. Che il Ministro legga su Roars le liste dei candidati commissari che, in numero massiccio, si trovano in questa situazione e i commenti dei partecipanti al dibattito. La loro presenza rischia di compromettere  la regolarità del sorteggio, di essere materia di ricorsi e  ritardi.

 

2. Chiudere definitivamente l’affaire delle riviste, mediante:

 

a) la pubblicazione immediata delle Relazioni finali di tutte le aree disciplinari (mi dispiace per chi si nasconde, è la Trasparenza!).

b) la pubblicazione altrettanto immediata della lista delle riviste di fascia A dell’area 12 (inesistenza di riviste di eccellenza nel settore giuridico? O paura di Onida?).

 c) una volta che questi materiali siano stati messi a disposizione della comunità accademica e dell’opinione pubblica, il ritiro delle liste di riviste (fascia A e “scientifiche”). Risulta infatti inattuabile e impensabile che Anvur e collaboratori procedano a una revisione parziale e presumibilmente corporativa delle stesse.

  d) l’abolizione, per i settori non bibliometrici, del criterio delle mediane, strettamente ancorate alle classificazioni delle riviste e  in alcuni casi palesemente illegittime, come nell’area 10[3]

 e) una franca e approfondita discussione sulla validità delle mediane anche nei settori bibliometrici.

 f) la riapertura, come è ovvio, del bando per candidati commissari.

 

Se poi infine da questi adempimenti, richiesti in nome della trasparenza, del rispetto della legge e della serietà di tanti studiosi, derivi una sospensione o un ritiro del bando dell’ASN sta al Ministro deciderlo, è nella sua responsabilità politica e istituzionale. Così come è sua competenza riconoscere e far conoscere gli errori gravissimi dell’Agenzia di valutazione, che stanno compromettendo non solo lo svolgimento di questo concorso nazionale, ma anche il futuro della ricerca italiana. Il Ministro potrà trarne le conseguenze più opportune. Che si sappia però che questa volta una parte cospicua dell’Università italiana non ritirerà facilmente il suo J’accuse.

 



[1] Per la verità Profumo scrive il 21 settembre al Presidente del Cun.: le mediane sono discrezionali, ma…è abbastanza difficile che le commissioni possano discostarsene.

[2] Si vedano i documenti del 18 settembre e del 5 ottobre. L’autodifesa di Anvur in La classificazione delle riviste nell’ambito dell’abilitazione nazionale, è esilarante se non fosse per la grande tristezza che ti prende alla sua lettura.

[3] Cfr. G. De Nicolao, “La meritoria opera di sfrondamento”: chiarimenti Anvur sulle riviste scientifiche, Roars, 6 ottobre 2012.

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45 Commenti

  1. Beh, sì, il ministro Profumo è veramente un personaggio. Tace per mesi. Ogni tanto lascia cadere qualche parola rigorosamente ad uso dei giornali. Perlopiù sembra il palo in un film di Totò: fischietta dandosi un’aria rispettabile e cerca di mimetizzarsi con i muri. Non è un ministro, è l’epifenomeno di un ministero: qualche volta, come il fischio delle vecchie locomotive, si rende sensibile, facendo credere a tutti di essere lui a spingere le macchine, ma in verità è solo l’effetto sonoro collaterale di una meccanismo che procede in modo indipendente ed impermeabile a critiche verso il disastro. Probabilmente spera di essere già saltato dal treno, lasciando le grane al nuovo governo, prima del botto.
    Una figura di italiano esemplare.

  2. dove sono le liste degli esperti riviste dell’ANVUR? le avevo viste, ma non le trovo più. Alcuni di loro sono stati in passato coinvolti in scandali concorsi, forse bisognerebbe farlo notare. Un docente che in passato abbia già piazzato in concorsi mogli, amanti e figli è prevedibile che faccia liste ad personam di riviste in fascia A.

  3. Imporre il ritiro immediato delle candidature a commissari dell’Abilitazione scientifica nazionale a Gev, Supergev e componenti dei Gruppi di lavoro riviste e libri scientifici, per evidente conflitto d’interessi, aggravato dalla presenza di molti di loro nei comitati editoriali delle riviste dette di fascia A e dalla partecipazione alle procedure di ammissibilità dei candidati commissari, ivi compresa la validazione (o peggio, come è prevedibile, l’autovalidazione) finale della lista dei sorteggiabili. Tale conflitto è reso ancora più pesante dall’esistenza della cosiddetta terza mediana, strettamente collegata alla classificazione delle riviste a cui i Gev hanno partecipato, come risulta tra l’altro, da documenti ufficiali Anvur[2]. Che il Ministro legga su Roars le liste dei candidati commissari che, in numero massiccio, si trovano in questa situazione e i commenti dei partecipanti al dibattito. La loro presenza rischia di compromettere la regolarità del sorteggio, di essere materia di ricorsi e ritardi.

  4. è una pia illusione.
    se il ministro imponesse il ritiro dei Gev ammetterebbe ancor prima di processi e ricorsi l’esistenza del conflitto di interessi… e conflitto di interessi significa la nullità di ogni lista di riviste, VQR compresa.

    mi dispiace ma non credo che ci siano cose che il ministro “non possa non fare”… siamo in piena anarchia ormai

  5. se io non sarò sorteggiato, essendo la lista dei sorteggiabili più ampia del legittimo, con l’inclusione dei Gev, farò ricorso essendo stati lesi i miei diritti.
    già da ora invito tutti gli ordinari a fare lo stesso.

  6. [eugenio di rienzo] Sono assolutamente d’accordo. E ci saranno i candidati commissari esclusi per le mediane e ci sarà dell’altro. Ma il conflitto d’interessi, in tutte le sue sfaccettature, è un argomento forte. E’ una mina vagante. Si va per piccoli passi, ma decisivi per mettere a nudo le contraddizioni e le cialtronerie. Senza dimenticare l’ironia: ah! le liste di riviste, il nodo riviste-mediane che precipita nel ridicolo l’Università italiana.

    • conflitti d’interesse, mi si dice, non solo accademici ma professionali, economici e famigliari…
      pare che a breve dovrebbe partire una campagna stampa su questo….
      raccolgo voci di corridoio romane, non so quanto attendibili…

  7. Mi pare evidente che il ministro stia rinunciando a mantenere una anche minima decenza a livello della propria immagine personale, istituzionale, politica, ecc.. Vi è un solo plausibile motivo che lo possa spingere a pagare un prezzo così alto: sta esponendo (ed immolando) la propria immagine per coprire e preparare l’ingresso di qualcun altro in vista delle prossime elezioni politiche (alla quali egli ha evidentemente deciso di non partecipare).

    • nel Governo Monti non ci sono ministri ma solo petits commis….che si comportano come tali…

  8. I membri dei GEV, o il presidente e qualcuno, sono a conoscenza dei dati dettagliati ANVUR sulle mediane (per intenderci il contenuto analitico del database del cineca)? Questo consentirebbe loro di fare ‘previsioni’ sul risultato di questa sessione di abilitazione.

  9. scusate, avrei una domanda, mi serve per regolarmi e fare 2 conti:

    secondo la vostra sensazione o istinto, ci potrà essere una seconda tranche di abilitazioni nel 2013 o 2014 o nel 2015? Quando sarà (se ci sarà)? tra 5 anni? saranno necessari anni per chiamare i vari vincitori?
    questa sarà davvero l’ultima chanche per molti?
    grazie,
    anto

  10. impossibile fare previsioni, anto.
    secondo le regole attuali l’abilitazione dura quattro anni e ogni due anni dovrebbe esserci un’abilitazione, ma se in questa tornata veranno abilitate decine di candidati in ogni settore, ha senso fare un’altro giro di abilitazioni tra due anni?
    (considera che con i tagli all’università, gli abilitati che verranno assunti in ogni settore si conteranno sulle dita di una mano) le regole potrebbero mutare e anche la durata di quattro anni potrebbe essere prorogata sine die. Un altro governo potrebbe anche mettere mano alla riforma e dire che è tutto da rifare. Il ricorso dei costituzionalisti potrebbe affossare questa schifezza di procedura.
    Al momento sono dell’opinione che “ogni lasciata è persa” e che “tentar non nuoce”.
    Poter scrivere sul proprio cv “abilitato/a nel 2012” però è una soddisfazione di quelle…

    • Secondo le regole attuali l’abilitazione va fatta obbligatoriamente ogni anno, non ogni due anni. E sì, ha senso fare un giro di abilitazione ogni anno, anche in considerazione del fatto che dopo il primo anno il numero di candidati che fanno domanda gli anni successivi (almeno nei due anni successivi) è ragionevolmente molto molto più piccolo.

  11. Guardate il passato di profumo e invece di pensate a quello che puo’ non fare pensate a quello che sta facendo. Fare fuori tutti i presidenti degli istituti di ricerca da sostituire con uno SUPER PRESIDENTE di sua nomina.

    Da wikipedia
    Francesco Profumo si è laureato nel 1977 in ingegneria elettrotecnica presso il Politecnico di Torino. Ha iniziato la carriera nel 1978 nella Ricerca e Sviluppo all’Ansaldo di Genova. Nel 1985 si trasferisce a Torino dove intraprende la carriera di ricercatore universitario e nel 1995 diviene Professore Ordinario nel settore Convertitori, Macchine ed Azionamenti Elettrici nello stesso Ateneo. Assume la carica di Presidente della Prima Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino dal 2003 al 2005; dal 1º ottobre 2005 assume la carica di Rettore. Il suo rettorato è stato caratterizzato da una forte spinta verso la collaborazione con diverse aziende internazionali (come General Motors, Microsoft e Motorola) e con la grande apertura della didattica verso l’estero[1]. Accanto alla carriera nella propria Università, Profumo è stato molto attivo in molti gruppi di lavoro internazionali, con numerosi riconoscimenti in tutto il mondo ed oltre 250 articoli pubblicati.
    :

    • Ricercatore65
      conosciamo Profumo..lui e gli altri untorelli di Confindustria e Trilateral che ci governano…
      le richieste di Mariella sono anche provocatorie….certo
      ma non possiamo stare a braccia conserte aspettando che tutto crolli….
      andiamo avanti… nonostante tutto, contro tutti e tutto…
      molto si è mosso da quando si è iniziato a combattere…

  12. La parole di Mariella Di Maio sono importanti, perché restituiscono fiducia.
    Perché tentano di contrastare una sorta di “assuefazione”, che si sta lentamente diffondendo.
    Il susseguirsi di strappi al tessuto giuridico (trasparenza differita a data da destinarsi; vizi procedurali; ipotizzati conflitti di interessi; classificazioni di riviste esilaranti; liste, oneri e regole resi noti ai candidati settimane o mesi dopo la pubblicazione del bando, e via dicendo) ormai ha saturato la percezione collettiva, tanto da aver indotto, forse, una certa rassegnazione.
    Ogni limite, però, ha una pazienza (come diceva un grande accademico, il cui pensiero ispira molte delle pagine dell’anvuriano romanzo di appendice). Non ci si può abituare a tutto questo.
    Come ricorda Mariella Di Maio, è la stessa credibilità residua del mondo universitario, già compromessa da molti anni di errori, che va difesa, prima che naufraghi del tutto. Prima che getti definitivamente la spugna chi, nella ricerca, nell’insegnamento, nell’universitas, ancora ci crede(va). Prima di cedere alla tentazione di lasciar stare e destinare la propria passione ad altro; prima di rassegnarsi a fare burocraticamente quello che – evidentemente – il nuovo sistema “premia”.

    Bisogna riconoscere che ANVUR è riuscita, sinora, in un miracolo: ad unire, dal Manzanarre al Reno, l’intero arco del mondo universitario se non, addirittura, politico e sindacale. Unirlo nella critica, praticamente unanime. Quando simili miracoli accadono, o si è di fronte a un avvento messianico o, forse, il soggetto criticato potrebbe cominciare a porsi qualche dubbio circa la propria infallibilità.
    Senza pretesa di completezza:
    Dall’ANDU
    http://www.andu-universita.it/2012/09/24/22-27-ott/
    ai precari dell’Università
    http://coordinamentoprecariuniversita.wordpress.com/2012/09/25/dimissioni-anvur-2/
    ai docenti preoccupati
    http://www.docenti-preoccupati.it/senza-categoria/profumo-e-anvur-dilettanti-allo-sbaraglio/
    ai ricercatori della Rete29aprile
    http://www.rete29aprile.it/comunicati-stampa/chi-vuole-davvero-la-valutazione.html
    ai professori associati
    http://conpass.tumblr.com/
    a numerose società scientifiche, al CUN, fino ad arrivare alla stessa CRUI (come documentato in ROARS).
    CRUI e precari lottano insieme: fantascienza, fino a pochi mesi fa.
    E poi:
    Dalla CGIL
    http://www.flcgil.it/universita/l-anvur-scarica-sul-ministero-gli-errori-e-le-incertezze-dell-abilitazione-scientifica-nazionale.flc
    all’ex ministro Gelmini, in un’inedita formazione bipartisan con PD e UDC (oltre a Mazzarella e Binetti, alla mozione parlamentare [pubblicata da ROARS] si sono aggiunti altri nove firmatari: 2 PDL, 2 UDC e 5 PD)
    http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=60114&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27GELMINI+MARIASTELLA%27+|+%27MOZIONE%27+|+%27CAMERA%27
    Alla Commissione Cultura della Camera, rappresentativa di tutte le forze politiche (articolo su ROARS)
    Ad Alessandro Schiesaro
    http://www.scienzainrete.it/files/_L%27Anvur_ha_i_suoi_difetti__-__Ma_il_principio_e___da_salvare__-_Sole24Ore.pdf
    All’IDV (Sen. Lannutti, anche Presidente ADUSBEF)
    http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=60186&stile=6&highLight=1

    Ed ora (fresca novità) anche FLI (partito che certo non è un feroce critico del Governo) sconfessa ANVUR con una “dura” interrogazione parlamentare:
    http://www.futuroeliberta.it/stories/home/4520_univerit_su_abilitazioni_docenti_il_ministro_profumo_faccia_chiarezza/

    Peraltro, non manca neppure l’ironia del sito Libertiamo.it per essere stato classificato da ANVUR rivista scientifica “a sua insaputa”:
    http://www.libertiamo.it/2012/09/28/libertiamo-e-una-rivista-scientifica-a-sua-insaputa/

    Ovviamente, tutto questo non basta per suscitare un ragionevole dubbio.
    Occorre infatti ricordare, ad onor del vero, che mancano ancora all’appello la UE, la CEDU, l’ONU e la United Federation of Planets.

    I prossimi sorteggi, cruciali per la procedura, esigono la massima credibilità dell’istituzione pubblica che dovrà gestirli. Come si usa dire: non solo essere, ma anche apparire imparziali.
    Per non parlare, poi, degli aspiranti commissari stranieri.
    Il Bando dell’ANVUR (un brano per certi versi cubofuturista, che merita un’attenta lettura, soprattutto nell’ultima parte, con l’accortezza di mettersi nei panni dell’ipotetico docente straniero che inforchi gli occhiali per leggerlo:
    https://abilitazione.cineca.it/ocse/index.php?lang=EN )
    è scaduto il 24 settembre.
    In quale sito sono pubblicate le Liste dei docenti stranieri che hanno presentato domanda (dalle quali verrà effettuato il sorteggio del quinto commissario)?
    Sono passate quasi tre settimane dal 24 settembre.
    Adelante, Pedro, con juicio …

    • Forse mi sbaglio, ma la selezione dei commissari stranieri può essere integrata dall’anvur (può proporre). Forse la lista verrà pubblicata al momento del sorteggio dove vi dovrebbero essere almeno 4 nomi per ogni commissione. Certo sapere quanti si sono candidati entro il 24/9 sarebbe utile per vedere se è stato un flop (cosa che mi auguro).

  13. Caro Jus
    e hai dimenticato una durissima interrogazione dell’Idv al Senato….
    oggi parlando con un deputato Pd mi ha detto in un Paese normale Profumo avrebbe dovuto dare le dimissioni sotto i colpi di una mozione di sfiducia…
    in un Paese normale appunto….
    ma non qui dove la democrazia è sequestrata…

  14. ATTO SENATO
    INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08277
    Dati di presentazione dell’atto
    Legislatura: 16
    Seduta di annuncio: 802 del 26/09/2012
    Firmatari
    Primo firmatario: LANNUTTI ELIO
    Gruppo: ITALIA DEI VALORI
    Data firma: 26/09/2012
    Destinatari
    Ministero destinatario:
    • MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
    Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA delegato in data 26/09/2012
    Stato iter:
    IN CORSO
    Atto Senato

    Interrogazione a risposta scritta 4-08277
    presentata da
    ELIO LANNUTTI
    mercoledì 26 settembre 2012, seduta n.802
    LANNUTTI – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca – Premesso che:
    il “Fatto Quotidiano” riporta un articolo sulle polemiche relative alla pubblicazione da parte dell’Agenzia di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) della lista delle pubblicazioni di valore scientifico accettate per partecipare ai concorsi: «È scoppiata la polemica sul concorso per l’abilitazione scientifica nazionale dei professori universitari e sulle scelte dell’Anvur, l’Agenzia per la valutazione del sistema universitario e della ricerca voluta da Fabio Mussi e poi istituita da Mariastella Gelmini e già colpita da ritardi, ricorsi e polemiche. Il 20 settembre, con diverse settimane di ritardo, l’Anvur ha pubblicato le liste delle riviste scientifiche che verranno ritenute valide per calcolare i punteggi che i candidati devono raggiungere per poter essere abilitati a diventare professori universitari, ovviamente se e quando gli atenei assumeranno nuovi professori. Infatti solo i saggi e gli articoli pubblicati nelle riviste incluse nelle liste saranno ritenuti di profilo scientifico adeguato. Scorrendo le liste per le aree cosiddette “non bibliometriche”, cioè le discipline umanistiche, storiche, giuridiche e le scienze sociali, si trovano però molte sorprese. Secondo le linee guida della stessa Anvur le riviste devono essere di tipo accademico, dotate di comitato scientifico, e per ovvi motivi non sono da includere quotidiani, settimanali, riviste divulgative o bollettini. È naturale: per dimostrare di essere un buono storico un ricercatore dovrebbe pubblicare saggi su una rivista specializzata e sottoposta al controllo di altri esperti del settore, e non su un mensile che va in edicola e scritto per il pubblico generico. Eppure le liste Anvur, subito spulciate dai diretti interessati di Return on Academic Research, sono piene di giornali e riviste che non hanno nulla di scientifico. Il risultato è tragicomico e sembra avere poco a che fare con lo sbandierato “merito”. Per esempio, pubblicare un articolo su FFwebmagazine, cioè il bollettino online della finiana fondazione Fare Futuro può valere un posto nel settore delle scienze giuridiche. Scorrendo un po’ la lista compaiono nomi di altra levatura: per esempio, la Harvard Law Review. Ma anche i giuristi che si sono limitati a pubblicare sul meno prestigioso giornale dell’arcidiocesi di Udine, La vita cattolica, possono stare tranquilli: sono nella lista, così come coloro che hanno pubblicato saggi su Il commercialista veneto. Il settore delle “Scienze dell’antichità filologico-letterarie e storico-artistiche” comprende invece chicche come Etruria Oggi, house organ della Banca Etruria, Il Mattino di Padova, e persino Airone, sì proprio la rivista Airone, noto luogo di dibattito filologico e artistico di altissimo profilo accademico. Chi volesse concorrere per l’abilitazione nel ramo ingegneristico avrà a disposizione riviste di profilo scientifico altrettanto elevato, come Yacht Capital, che si autodefinisce “magazine di costume e life-style che ospita anche interviste esclusive e incontri con i più illustri esponenti di questo prestigioso ambiente, personalità di spicco della finanza e dell’industria con la passione per il mare”. Certo, anche chi ha pubblicato un saggio sull’International Journal of Automotive Technology and Management può usarlo per far salire il proprio punteggio, ma sai la fatica? Le liste sono state stilate inserendo le riviste segnalate da chi professore è già, cioè dai docenti universitari già in ruolo. Tuttavia l’Anvur aveva il compito di controllare e validare le riviste per dar vita a liste credibili. Infatti da un lato l’inclusione di queste testate significa che il corpo docente universitario è composto anche da professori che ritengono meritevole ai fini accademici pubblicare su Cittadini dappertutto, o La rivista del clero italiano (che sostiene di mirare a “alimentare un sapere della fede cristiana radicato nella fede evangelica”). Ma oltre a questo problema c’è il sospetto che includere queste testate rischi di favorire candidati che sarebbero esclusi da una valutazione seria ma che magari fanno parte di questa o quella cordata o parrocchia»;
    considerato che:
    si legge su “Il Manifesto” del 25 settembre 2012 che l’agenzia «costa 7 milioni di euro all’anno, mentre ai membri del consiglio direttivo vengono erogati compensi di 180 mila euro, nonché 210 mila al Presidente. Solo nel 2012 l’Anvur gestirà un colossale processo di valutazione che costerà 301,9 milioni di euro: 276,2 milioni per i 450 valutatori, 18,7 milioni a carico delle 1700 strutture universitarie. Ci sarebbe da gridare per la rabbia, considerando che il taglio agli atenei previsto per quest’anno ammonta a 407 milioni di euro. Già la pubblicazione delle mediane dei titoli necessari sia per essere ammessi al ruolo di commissari, sia per accedere all’abilitazione, hanno sollevato seri dubbi sulla competenza dell’Anvur (..) I vari gruppi di valutatori nominati arbitrariamente dal direttivo dell’Anvur, senza alcun processo trasparente, né gara pubblica, avevano già individuato le cosiddette riviste di fascia A, quelle cioè più scientificamente prestigiose, innescando un mare di polemiche. In alcuni casi, nei settori scientifici meno soggetti a vincoli e controlli, come quegli umanistici, è apparso subito evidente che erano entrati in gioco fattori molto poco scientifici e universalistici»;
    sul sito http://www.roars.it, curato da un combattivo gruppo di docenti e ricercatori, si legge che il 24 settembre, «sul sito di ANVUR (…) viene pubblicata, nella sezione ASN/documenti, una versione aggiornata del documento esplicativo sulla lista delle riviste di classe A dei settori non bibliometrici per l’abilitazione nazionale. La vecchia versione del documento, risalente al 18 settembre scorso, e da noi già commentata (“La mediana è mobile qual piuma al vento”) non è più disponibile sul sito dell’agenzia. Se si procede ad un raffronto tra le due versioni, si nota che l’unica differenza riguarda il punto 3 del documento»;
    in particolare nella “versione del 18 settembre” riportata sempre dal citato sito si legge: «3. Il Gruppo di lavoro Libri e riviste scientifiche ha operato a partire dal mese di luglio 2012 e ha prodotto le liste in tempo utile per l’utilizzo al fine della pubblicazione delle mediane dei settori non bibliometrici, avvenuta a fine agosto. Le liste prodotte sono state preventivamente sottoposte al parere dei Gruppi di Esperti della Valutazione (GEV) della VQR». Mentre nella versione del 24 settembre, sempre al punto 3, viene riportato: «3. Il Gruppo di lavoro Libri e riviste scientifiche ha operato a partire dal mese di luglio 2012 e ha prodotto le liste in tempo utile per l’utilizzo al fine della pubblicazione delle mediane dei settori non bibliometrici, avvenuta a fine agosto»;
    la pagina Internet conclude: «Pertanto, è stata rimossa la frase che specificava che le liste erano state sottoposte al parere preventivo dei GEV»,
    si chiede di sapere:
    se il Governo non ritenga che l’Anvur abbia preso per buone tutte le suddette riviste, senza controlli, scremature ed esclusioni, dando prova di una leggerezza e una superficialità che renderebbero necessarie le dimissioni del comitato direttivo e, di conseguenza, quali iniziative intenda adottare a riguardo;
    se risulti corrispondente al vero che i vari gruppi di valutatori siano stati nominati dall’agenzia senza indire alcuna gara pubblica e comunque senza alcuna procedura trasparente;
    se risulti che le liste in questione siano state sottoposte preventivamente a tutti i gruppi di esperti della valutazione (GEV);
    se risulti la rimozione della frase relativa al punto 3 possa essere stata utile ad occultare l’insorgere di un conflitto di interessi dei numerosi membri GEV che si sono candidati come commissari per le abilitazioni, considerato che la frase eliminata evidenziava il loro ruolo nell’approvazione di liste di riviste fondamentali per la selezione dei commissari;
    se risulti che le suddette testate sono state introdotte per favorire candidati che sarebbero stati esclusi da una valutazione più accademica ma che magari sono sponsorizzati da determinate alleanze o gruppi di potere.
    (4-08277)

  15. Vi spiego perché il ministro Profumo non risponde.
    Oltre ad essere impegnato a fornire tablet alle scuole senza riscaldamento, in realtà il ministro sta progettando il rilancio della ricerca in Italia attraverso una poderosa consultazione telematica che sicuramente distrarrà gli accaniti lettori di roars dalle piccole beghe anvuriane per portarli a discutere (finalmente) su siti istituzionali. Il lancio della consultazione pubblica su “Horizon 2020 Italy” è a qesto link:
    http://www.istruzione.it/web/ministero/focus111012

    Il nocciolo della domanda posta dal Ministro è che l’accademia italiana si lamenta per la mancanza di fondi ma riesce ad ottenere dalla comunità europea solo il 60% dei fondi che la stessa Italia trasferisce alla comunità. Domanda legittima, in linea di principio, dato che, secondo la nota del Ministro, gli italiani all’estero sono in pole position nelle attribuzioni di fondi da parte della comunità.

    Domanda legittima in un momento sbagliato?
    Domanda legittima ma dalla voce sbagliata?
    Domanda legittima e basta?
    Ai lettori di roars l’ardua risposta…

    • Figuriamoci le mediane quanto sono accurate fra agganci riusciti e non riusciti. Il fatto è che diversi candidati commissari dei settori bibliometrici hanno aggiunto di tutto per superare il blocco medianico ma non pensavano al diabolico meccanismo dell’aggancio (che in quei casi sarà impossibile).

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